domenica 23 luglio 2017

Roma... e l'acquedotto a secco


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Quindi nella terra che per antonomasia è stata, nei millenni, famosa per la capacità dei suoi abitanti di costruire acquedotti e portare l'acqua da bere e per l'igiene personale ovunque nel mondo conosciuto, ci si prepara a razionare l'oro blu! 
Gentaccia da niente, dove eravate negli ultimi trent'anni quando quanto sta per avvenire era prevedibile e previsto? Il presidente della Regione Lazio, il quasi per bene (la questione "Capitale non Mafiosa ma criminale" ha toccato suoi fedelissimi collaboratori) Zingaretti, negli ultimi trent'anni ha fatto il politico di professione e di queste ipotesi ha sentito parlare accoratamente da ogni cittadino competente in materia senza riuscite/volere/sapere fare nulla perché quanto sta per succedere non arrivasse a succedere. 
Non ha fatto nulla di serio e ora ce lo viene anche a raccontare televisivamente in attesa di chiederci voti per i prossimi anni per garantirci in cambio "gestione delle emergenze alla Zingaretti", appunto. L'acqua come la salute, la gestione dei rifiuti, le scelte energetiche, la viabilità sono attività complesse che non possono essere più lasciate in mano a mestieranti della politica né, tantomeno, a gente che, pur onesta, si improvvisa solutrice di tali complessità. 
Siamo ai famosi nodi che vengono al pettine e senza tanta, tanta, creatività, passione, intelligenza, visone strategica, il caos prevarrà e con il caos le soluzioni autoritarie.  La democrazia è messa in discussione da questa incapacità di pre-vedere il prevedibile. 
Vi ci voglio vedere, nella città delle mille fontane, stare con l'acqua razionata.
Oreste Grani/Leo Rugens
acquedotti-romani

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