venerdì 12 febbraio 2016

Val Curone - Le altre piramidi... quelle di Montevecchia



Scoperte alcuni anni prima di quelle bosniache le nostre, situate in Val Curone (non quella piemontese ma quella lombarda, in Brianza), le nostre tre piramidi non sono state ancora studiate e sono prive di sondaggi, monitoraggi e scavi archeologici. A differenza del complesso di 4 antiche piramidi situato nel bacino del fiume Visoko, a circa 40 chilometri a nordovest di Sarajevo, Bosnia-Erzegovina, che è stato già studiato da diversi esperti e spedizioni internazionali e datato a circa 30 mila anni fa e costituisce l’ennesimo contributo che indurrebbe a riscrivere totalmente la storia dell’umanità così come ci è stata inculcata artatamente finora

Claudio Martinotti Doria


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Sono state scoperte nel 2001 dall’architetto Vincenzo Di Gregorio grazie a un' osservazione satellitare. Si trovano nella Val Curone, a circa 15 chilometri da Lecco e 40 da Milano in Lombardia e sono le cosiddettepiramidi di Montevecchia, tre formazioni collinari con caratteristiche simili alle piramidi egizie della Piana di Giza.
Piramidi a gradoni con un inclinazione massima di 44 gradi e con un altezza che varia dai 40 ai 50 metri; attorno alla loro formazione aleggia un mistero. Queste colline, di cui ancora non si è determinata l’epoca esatta, sarebbero state modellate dall’uomo e utilizzate come siti astronomici e sacrali.

Dagli studi fatti da Di Gregorio emerge un aspetto interessante e cioè che queste piramidi italiane, pur non essendo uguali per dimensione, sono simili a quelle di Giza per disposizione e orientamento astronomico.

montevecchia

Esse sono, infatti, posizionate nella maniera rettilinea che richiama l’ordine delle tre stelle centrali della costellazione di Orione, ovvero Alnitak, Alnilam e Mintaka, replicato proprio in Cheope, Chefren e Micerino, le piramidi nella Piana di Giza. Secondo l’architetto poi, seppur ricoperte di vegetazione che le fanno somigliare a delle colline, non vi è alcun dubbio che esse siano piramidi realizzate artificialmente operando l’asportazione di centinaia di tonnellate di roccia.
La prima è quella a sud e sulla sommità c’è uno spiazzo con cipressi mentre la terza è ricoperta da querce. Quella al centro, detta Belvedere Cereda, secondo il ricercatore, era un sito astronomico utilizzato dai Celti ancor prima dell’arrivo dei Romani (500 a.C.).
Ipotesi poi confermata dall’astronomo e astrofisico Adriano Gaspani. Le misurazioni hanno svelato che le piramidi erano appunto santuari utilizzati per determinare cicli lunari e le eclissi. Informazioni essenziali per le attività agricole di popolazioni antiche.

017 Montevecchia

Se contiamo che gli studi archeologici datano la presenza celtica nel Nord Italia attorno al VII secolo a.C. e il fatto che le prime forme di agricoltura siano comparse circa 11 mila anni fa, ciò significa che queste piramidi potrebbero essere state costruite dai 3 ai 10 mila anni fa.
Il mistero delle Piramidi di Montevecchia non riguarda solo la loro datazione ma anche, il collegamento con le altre costruzioni nel mondo partendo dall'Egitto e finendo in Sud America.
Furono veramente costruite per il motivo già detto? E soprattutto da chi?

Dominella Trunfio

Fonte: GreenMe http://www.greenme.it

1 commento:

  1. Stando ad alcuni autori di libri sulle civiltà antiche (Alan Alford, Zecharya Sitchin), le piramidi erano dei punti di riferimento per il calcolo delle coordinate di atterraggio delle navicelle spaziali che gli "dei" dell'antichità usavano per spostarsi da un pianeta all'altro, in particolare fra Terra, Marte e Nibiru, loro pianeta di origine.

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