giovedì 25 novembre 2010

Sionismo la parola che divide... replica di Kiriosomega a La Stampa



Sig Direttore de La Stampa
p. c. signor AVRAHAM B. YEHOSHUA

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=8131&ID_sezione=&sezione=

Riferimento: Sionismo la parola che divide.

Ho letto per curiosità lo scritto cui mi riferisco e, brevemente, sollevo alcune eccezioni.

1) La tecnica di dare per scontato un qualsiasi avvenimento è vecchia, stantia e solo adatta a poveri di spirito! Questa posizione mentale, in Italia, è tipica della chiesa cristiana cattolica, e con la stessa tecnica da bulldozer s'esprime A. Y. senza lasciare spazio ad altri per pensare all'antefatto. Imponi subito il tuo punto di vista con domande che ti fanno comodo ed in cui l'avversario si impegolerà!
"...Legge del ritorno... analoga Legge del Ritorno esiste anche in altri Paesi: in Ungheria, Germania..." ma si guarda bene dall'affermare che altri Paesi hanno una storia etnica e culturale millenaria certa, mentre, al contrario, le tribù del Negheb, quelle della saga pangiudaica rubata a popoli più antichi, erano sudditi delle dinastie faraoniche, infatti, il significato di Haber o Heber, che ben si compendiano, lo testimonia da un certo evo in poi!
Non afferma il signor A.Y, forse per buonismo, come fanno ad ogni piè sospinto Informazione Corretta ed il rabbinismo (Signor Shapira forse ultimo), che Israele è il Sionismo, e il Sionismo è Israele. Israele senza sionismo non esiste, come il sionismo senza Israele non esiste.
Per quanto ne so non ci sono stati diversi sionismi, ma solo laceranti interpretazioni del sionismo che originariamente è solo quello di T. Herzl.
Il signor A. Y. ci illustra la tesi dell'enciclopedia ebraica sul cosa intendere per ideologia, però scrive per l'Italia ed in Italia, forse vive in Italia, e non consulta il dizionario della lingua italiana che in questo Paese importa di più di quanto afferma l'enciclopedia ebraica, ma anche questo è indice del sentirsi razza eletta, superiore... (biologicamente le razze non esistono). Dizionario Italiano Zingarelli: "Ideologia- insieme dei principi di un partito, di una religione, di un movimento politico..." che è proprio ciò che il sionismo compendia

2) Chi diede l'autorità alle Nazioni Unite, ma la storia è più complessa, di creare uno stato ebraico? E perché proprio in Palestina?

Terra dei Padri si risponde dalla Vostra gente. Ma non è vero, le tribù giudee scorrazzavano nel Negheb rapinando villaggi periferici dell'impero faraonico e fino alla XVIII dinastia faraonica non se ne aveva contezza. Infatti, la Syria Palestina (latino) o Filasṭīn, scavata in lungo e in largo dagli archeologi, continua a sputare dalle sue viscere vestigia Romane, di giudeo nulla!
Lo stato di Israele è un imbroglio, ben lo sanno gli storici, ma la verità è ormai una questione di potere.

In ultimo aggiungo alcune frasi che faticosamente ho raccolto attraverso la stampa estera:

David Ben Gurion Prime Minister of Israel 1949 - 1954, 1955 - 1963

"We must expel Arabs and take their places."
-- David Ben Gurion, 1937, Ben Gurion and the Palestine Arabs, Oxford University Press, 1985.
"We must use terror, assassination, intimidation, land confiscation, and the cutting of all social services to rid the Galilee of its Arab population."

-- David Ben-Gurion, May 1948, to the General Staff. From Ben-Gurion, A Biography, by Michael Ben-Zohar, Delacorte, New York 1978.
"There has been Anti-Semitism, the Nazis, Hitler, Auschwitz, but was that their fault? They see but one thing: we have come and we have stolen their country. Why would they accept that?"
-- Quoted by Nahum Goldmann in Le Paraddoxe Juif (The Jewish Paradox), pp. 121-122.
"Jewish villages were built in the place of Arab villages. You do not even know the names of these Arab villages, and I do not blame you because geography books no longer exist. Not only do the books not exist, the Arab villages are not there
either. Nahlal arose in the place of Mahlul; Kibbutz Gvat in the place of Jibta; Kibbutz Sarid in the place of Huneifis; and Kefar Yehushua in the place of Tal al-Shuman. There is not a single place built in this country that did not have a former Arab population."

-- David Ben Gurion, quoted in The Jewish Paradox, by Nahum Goldmann, Weidenfeld and Nicolson, 1978, p. 99.
"Let us not ignore the truth among ourselves ... politically we are the aggressors and they defend themselves... The country is theirs, because they inhabit it, whereas we want to come here and settle down, and in their view we want to take away from them their country."
-- David Ben Gurion, quoted on pp 91-2 of Chomsky's Fateful Triangle, which appears in Simha Flapan's "Zionism and the Palestinians pp 141-2 citing a 1938 speech.
"If I knew that it was possible to save all the children of Germany by transporting them to England, and only half by transferring them to the Land of Israel, I would choose the latter, for before us lies not only the numbers of these children but the historical reckoning of the people of Israel."
-- David Ben-Gurion (Quoted on pp 855-56 in Shabtai Teveth's Ben-Gurion in a slightly different translation).

David Ben Gurion Primo Ministro d’Israele, 1949 - 1954, 1955 - 1963

“…Noi dobbiamo espellere gli arabi e ghermire i loro averi”.
-- David Ben Gurion, 1937: “Ben Gurion e la questione Arabo Palestinese”. Comunicato stampa rilasciato durante una visita all’Università d’Oxford, 1985.

“…Dobbiamo usare il terrore, l’assassinio, l’intimidazione, la requisizione delle terre e l’eliminazione d’ogni servizio sociale per affrancare la Galilea dalla sua popolazione araba”.
-- David Ben-Gurion, Maggio 1948, comunicazione degli ufficiali dello Stato Maggiore. Da: “Ben-Gurion, la sua Biografia” di Michael Ben-Zohar, Delacorte, New York 1978.

“…Ci sono stati l’anti-semitismo, i nazisti, Hitler, Auschwitz, ma loro in questa cosa centravano? Essi vedono (gli arabi) una sola cosa: "siamo venuti e abbiamo rubato il loro paese. Perché dovrebbero accettarlo?”
– Riportato da Nahum Goldmann in Le Paraddoxe Juif (The Jewish Paradox), pp. 121-122.

"…I villaggi ebraici sono sorti al posto dei paesi arabi. Voi non li conoscete neanche i nomi di queste borgate arabe, e io non vi biasimo, perché quei libri di geografia non esistono più. Non soltanto non esistono i libri, ma anche i villaggi arabi non esistono più. Nahlal è sorto al posto di Mahlul, il kibbutz di Gvat al posto di Jibta; il kibbutz Sarid al posto di Huneifis; e Kefar Yehushua al posto di Tal al-Shuman. Non c’è un solo posto costruito in questo paese che prima non aveva una popolazione araba”.
-- David Ben Gurion, in “The Jewish Paradox”- di Nahum Goldmann, Weidenfeld and Nicolson, 1978, p. 99.

"…Tra noi non possiamo ignorare la verità ... politicamente noi siamo gli aggressori e loro si difendono … Il paese è loro, perché essi lo abitavano, dato che noi siamo voluti venire e stabilirci qui, e dal loro punto di vista gli vogliamo cacciare dal loro paese.”
-- David Ben Gurion, riportato alle pagg 91-2 di Fateful Triangle di Chomsky, che apparve in "Zionism and the Palestinians pp 141-2 di Simha Flapan che citava un discorso del 1938.

"…Se avessi saputo che era possibile salvare tutti i bambini della Germania trasportandoli in Inghilterra, e soltanto la metà trasferendoli nella terra d’Israele, avrei scelto la seconda soluzione, a noi non interessa soltanto il numero di questi bambini ma il calcolo storico del popolo d’Israele”.
-- David Ben-Gurion (Citato a pp 855-56 in Ben-Gurion di Shabtai Teveth).

Golda Meir Prime Minister of Israel 1969 - 1974

"There is no such thing as a Palestinian people... It is not as if we came and threw them out and took their country. They didn't exist."
-- Golda Meir, statement to The Sunday Times, 15 June, 1969.
"How can we return the occupied territories? There is nobody to return them to."
-- Golda Meir, March 8, 1969.
"Any one who speaks in favor of bringing the Arab refugees back must also say how he expects to take the responsibility for it, if he is interested in the state of Israel. It is better that things are stated clearly and plainly: We shall not let this happen."
-- Golda Meir, 1961, in a speech to the Knesset, reported in Ner, October 1961
"This country exists as the fulfillment of a promise made by God Himself. It would be ridiculous to ask it to account for its legitimacy."
-- Golda Meir, Le Monde, 15 October 1971

Golda Meir Primo Ministro d’Israele, 1969 - 1974

"Non esiste una cosa come il popolo palestinese … Non è come se noi siamo venuti e li abbiamo cacciati e preso il loro Paese. Essi non esistono.”
--Golda Meir, dichiarazione al The Sunday Times, 15 giugno 1969.

"Come possiamo restituire i territori occupati? Non c’è nessuno a cui restituirli.”
-- Golda Meir, 8 marzo 1969.

-…A tutti quelli che parlano in favore di riportare indietro i rifugiati arabi, devo chiedere come pensano di prendersi questa responsabilità, se sono interessati allo stato d’Israele. E’ bene che le cose siano dette chiaramente e liberamente: “Noi non lasceremo che questo accada”.
-- Golda Meir, 1961, discorso alla Knesset, riportato su Ner, ottobre 1961.

"Questo paese esiste come il compimento della promessa fatta da Dio stesso. Sarebbe ridicolo chiedere conto della sua legittimità.”
-- Golda Meir, Le Monde, 15 ottobre 1971.


Yitzhak Rabin Prime Minister of Israel 1974 - 1977, 1992 - 1995

"We walked outside, Ben-Gurion accompanying us. Allon repeated his question, What is to be done with the Palestinian population?' Ben-Gurion waved his hand in a gesture which said 'Drive them out!"
-- Yitzhak Rabin, leaked censored version of Rabin memoirs, published in the New York Times, 23 October 1979.

"[Israel will] create in the course of the next 10 or 20 years conditions which would attract natural and voluntary migration of the refugees from the Gaza Strip and the west Bank to Jordan. To achieve this we have to come to agreement with King Hussein and not with Yasser Arafat."
-- Yitzhak Rabin (a "Prince of Peace" by Clinton's standards), explaining his method of ethnically cleansing the occupied land without stirring a world outcry. (Quoted in David Shipler in the New York Times, 04/04/1983 citing Meir Cohen's remarks to the Knesset's foreign affairs and defense committee on March 16.)

Yitzhak Rabin Primo Ministro d’Israele, 1974 - 1977, 1992 - 1995

"Uscimmo fuori, Ben-Gurion ci accompagnava. Allon rifece la sua domanda: “Che cosa si doveva fare con la popolazione palestinese?” Ben-Gurion compì con la mano un gesto che significava- “Perseguitateli e scacciateli”!
-- Yitzhak Rabin, versione censurata delle memorie di Rabin, pubblicata dal New York Times, 23 ottobre 1979.

"…[Israele vorrà] creare nel corso dei prossimi 10 o 20 anni le condizioni per attrarre naturalmente e volontariamente una migrazione dei rifugiati dalla striscia di Gaza e dalla Cisgiordania verso la Giordania. Per ottenere questo è necessario giungere ad un accordo con Re Hussein e non con Yasser Arafat."
-- Yitzhak Rabin, un "Principe di Pace" secondo Clinton, spiega il suo metodo di pulizia etnica dei territori occupati, in modo da non sollevare scalpore nel mondo. Riportato da David Shipler sul “The New York Times”, 04/04/1983 citando i commenti di Meir Cohen al comitato affari esteri e difesa della Knesset del 16 marzo.


Menachem Begin Prime Minister of Israel 1977 1983

"[The Palestinians] are beasts walking on two legs."

Israeli Prime Minister Menachem Begin, speech to the Knesset, quoted in Amnon Kapeliouk, "Begin and the 'Beasts,"' New Statesman, June 25, 1982.
"The Partition of Palestine is illegal. It will never be recognized .... Jerusalem was and will for ever be our capital. Eretz Israel will be restored to the people of Israel. All of it. And for Ever."
-- Menachem Begin, the day after the U.N. vote to partition Palestine.

Menachem Begin Primo Ministro d’Israele, 1977 – 1983

"[I palestinesi] sono bestie che camminano su due gambe”,
Discorso di Menachem Begin, Primo Ministro israeliano, alla Knesset. Riportato da Amnon Kapeliouk, "Begin and the 'Beasts’, " su New Statesman, 25 giugno 1982.

"La divisione della Palestina è illegale. Essa non sarà mai riconosciuta … Gerusalemme è, e sarà, per sempre la nostra capitale. Eretz Israel sarà ricostruito per il popolo d’Israele. Ogni cosa sarà fatta per lui. E, ogni cosa, sarà per sempre per lui.”
-- Menachem Begin, comunicazione avvenuta il giorno dopo in cui l’ONU votò sulla divisione della Palestina.


Yizhak Shamir Prime Minister of Israel 1983 - 1984, 1986 - 1992

"The past leaders of our movement left us a clear message to keep Eretz Israel from the Sea to the River Jordan for future generations, for the mass aliya (=Jewish immigration), and for the Jewish people, all of whom will be gathered into this country."
-- Former Prime Minister Yitzhak Shamir declares at a Tel Aviv memorial service for former Likud leaders, November 1990. Jerusalem Domestic Radio Service.
"The settlement of the Land of Israel is the essence of Zionism. Without settlement, we will not fulfill Zionism. It's that simple."
-- Yitzhak Shamir, Maariv, 02/21/1997.
"(The Palestinians) would be crushed like grasshoppers ... heads smashed against the boulders and walls."
-- Isreali Prime Minister (at the time) Yitzhak Shamir in a speech to Jewish settlers New York Times April 1, 1988.

Yizhak Shamir Primo Ministro d’Israele, 1983 - 1984, 1986 - 1992

"I precedenti dirigenti del nostro movimento ci hanno lasciato un chiaro messaggio, prendere Eretz Israel dal mare sino al fiume Giordano per le future generazioni, per un’aliya di massa (=immigrazione ebraica), e per il popolo ebraico, in modo che tutto sarà radunato in questo Paese.”
-- Dichiarazione dell’ex primo Ministro Yitzhak Shamir durante il ricordo funebre dei primi dirigenti del Likud. Novembre 1990. Servizio locale di Radio Gerusalemme.

"Il riscatto della terra d’Israele è l’essenza del sionismo. Senza riscatto noi non realizzeremo il sionismo. E’ semplice.”
-- Yitzhak Shamir, su Maariv, 02/21/1997

"(I palestinesi) saranno schiacciati come cavallette... con le teste sfracellate contro i massi e le mura”.
-- Yitzhak Shamir a quel tempo Primo Ministro d’Israele in un discorso ai coloni ebrei, New York Times, 1 aprile 1988.


Benjamin Netanyahu Prime Minister of Israel 1996 - 1999

"Israel should have exploited the repression of the demonstrations in China, when world attention focused on that country, to carry out mass expulsions among the Arabs of the territories."
-- Benjamin Netanyahu, then Israeli Deputy Foreign Minister, former Prime Minister of Israel, speaking to students at Bar Ilan University, from the Israeli journal Hotam, November 24, 1989.

Benjamin Netanyahu Primo Ministro d’Israele, 1996 - 1999

"Israele avrebbe dovuto approfittare dell’attenzione del mondo, quando questa era puntata sulla repressione delle dimostrazioni in Cina. Così avrebbe potuto portare a termine l’espulsione degli arabi dai territori”
-- Benjamin Netanyahu, allora vice ministro degli esteri, ex Primo Ministro d’Israele, in un discorso agli studenti della Bar Ilan University, dal giornale israeliano Hotam, 24 novembre 1989.


Ehud Barak Prime Minister of Israel 1999 - 2001

"The Palestinians are like crocodiles, the more you give them meat, they want more"....
-- Ehud Barak, Prime Minister of Israel at the time - August 28, 2000. Reported in the Jerusalem Post August 30, 2000
"If we thought that instead of 200 Palestinian fatalities, 2,000 dead would put an end to the fighting at a stroke, we would use much more force...."

-- Israeli Prime Minister Ehud Barak, quoted in Associated Press, November 16, 2000.
"I would have joined a terrorist organization."
-- Ehud Barak's response to Gideon Levy, a columnist for the Ha'aretz newspaper, when Barak was asked what he would have done if he had been born a Palestinian.

Ehud Barak Primo Ministro d’Israele, 1999 - 2001

" I palestinesi sono come coccodrilli, più gli si dà carne, più ne vogliono”….
-- Ehud Barak, a quel tempo Primo Ministro d’Israele – 28 agosto 2000. Apparso su Jerusalem Post, 30 agosto, 2000

"Se fossimo persuasi che invece di 200 vittime palestinesi, 2.000 morti arabi metterebbero fine agli scontri in un sol colpo, dovremmo usare più forza...”.
-- Il Primo Ministro israeliano Ehud Barak, citato dall’Associated Press, 16 novembre 2000.

"Sarei entrato in un’organizzazione terroristica.”
--risposta di Ehud Barak a Gideon Levy, giornalista del quotidiano Ha'aretzr, quando chiese a Barak che cosa avrebbe fatto se fosse nato palestinese.

Ariel Sharon Prime Minister of Israel 2001 - present

"It is the duty of Israeli leaders to explain to public opinion, clearly and courageously, a certain number of facts that are forgotten with time. The first of these is that there is no Zionism, colonialization, or Jewish State without the eviction of the Arabs and the expropriation of their lands."

-- Ariel Sharon, Israeli Foreign Minister, addressing a meeting of militants from the extreme right-wing Tsomet Party, Agence France Presse, November 15, 1998.
"Everybody has to move, run and grab as many (Palestinian) hilltops as they can to enlarge the (Jewish) settlements because everything we take now will stay ours...Everything we don't grab will go to them."
-- Ariel Sharon, Israeli Foreign Minister, addressing a meeting of the Tsomet Party, Agence France Presse, Nov. 15, 1998.
"Israel may have the right to put others on trial, but certainly no one has the right to put the Jewish people and the State of Israel on trial."

-- Israeli Prime Minister Ariel Sharon, 25 March, 2001 quoted in BBC News Online.

Ariel Sharon Primo Ministro d’Israele, 2001 – ad oggi.

"E’ dovere dei dirigenti d’Israele chiarire all’opinione nazionale, manifestamente e fermamente, un certo numero di fatti che col tempo sono stati dimenticati. Il primo di questi testimonia che non c’è sionismo, colonizzazione, o Stato Ebraico, senza lo sradicamento degli arabi e senza la nostra appropriazione delle loro terre”.
-- Ariel Sharon, Ministro degli esteri d’Israele, parlando ad una riunione di militanti del partito d’estrema destra Tsomet, Agenzia France Presse, 15 novembre 1998.

"Tutti (i giudei) devono muoversi, correre e prendere quante più cime di colline (palestinesi) possibile, così da allargare gli insediamenti (ebraici), perché tutto quello che prenderemo ora sarà nostro... Tutto quello che non prenderemo andrà a loro.”
-- Ariel Sharon, Ministro degli esteri d’Israele, aprendo un incontro del partito Tsomet Party, Agenzia France Presse, 15 novembre 1998.

“Ogni volta che facciamo qualcosa tu mi suggerisci che l’America farà questo o quello… devo dirti qualcosa molto chiaramente: “Non preoccuparti della pressione americana su Israele. Noi, il popolo giudeo sionista, controlliamo l’America, e gli americani lo sanno”.
-- Ariel Sharon, Primo Ministro d’Israele, 31 ottobre 2001, risposta a Shimon Peres, come riportato in un programma della radio Kol Yisrael.

"Israele ha il diritto di mettere altri sotto processo, ma nessuno, certamente, ha il diritto di mettere sotto processo il popolo ebraico e lo Stato d’Israele.”
-- Ariel Sharon, Primo Ministro d’Israele, 25 marzo 2001 citato dalla BBC News Ondine.


Stanislaw J. Lec: "Bisogna moltiplicare le idee al punto che non vi siano guardiani sufficienti a controllarle" .

Stanislaw J. Lec: "Bisogna moltiplicare le idee al punto che non vi siano guardiani sufficienti a controllarle" .



Scritto da Kiriosomega - kiriosomega@alice.it

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