mercoledì 7 febbraio 2024

Francesco Dall'Aglio: "No, non è la BBC... questa è Radio Mosca!"

 

War Room - Russia, Ucraina, NATO... 

...che Tucker Carlson non fosse a Mosca per vedere CSKA - Avtomobilist Yekaterinburg di hockey (4-5 al secondo supplementare, per la cronaca) era abbastanza chiaro, soprattutto perché con lui c'era una squadra di tecnici e un bel po' di equipaggiamento. Che fosse lì per intervistare Putin non era stato né smentito né ammesso da lui o dai portavoce del Cremlino, ma che fosse lì per lavoro pareva ovvio. 

L'intervista sarà mandata in ondal'8 febbraio 2024, alle 18, ora di Washington (mezzanotte da noi, le 2 a Mosca) sul sito di Carlson (che, ricordo, è stato licenziato dalla Fox e quindi non compare più nei media "ufficiali") e in diretta su Twitter, con Musk che ha "promesso" di non interrompere la trasmissione. I media "ufficiali" stanno impazzando, Carlson viene esplicitamente chiamato "traditore" e qualcuno si spinge a chiedere alle autorità di impedirgli di fare ritorno negli USA - troppo tardi, è già rientrato - e Verhofstadt sostiene che l'Unione Europea dovrebbe metterlo sotto sanzioni.

Alcune considerazioni in ordine sparso. La prima, e la più ovvia: che un'intervista a Putin venga gestita da Tucker Carlson è una sconfitta spaventosa per il sistema mediatico occidentale. Di Carlson va detto tutto il male possibile, professionalmente, dall'invermectina alla "grande sostituzione", ed è ovvio che il suo unico scopo non è tanto quello di fornire un secondo punto di vista al pubblico statunitense ma di colpire Biden, presentando una Russia forte, non toccata dalle sanzioni e niente affatto sul punto di crollare (a Mosca ha visitato vari luoghi, dall'ovvio Bolshoi a un supermercato Auchan a uno degli "Vkusno i tochka", ossia i fast food nati dopo l'abbandono di McDonald's, a un distributore di benzina, ed è molto probabile che le riprese fatte verranno usate nel servizio), e probabilmente insistendo sul fatto che le operazioni militari in Ucraina non portano minacce alla NATO e presentando Putin, semplicemente dandogli la possibilità di parlare, come un leader razionale e non come il mostro folle, moribondo e sanguinario descritto da buona parte dei media. La critica che non ci sarà contraddittorio appare specialmente ipocrita, se considera il medio livello delle quasi innumerevoli interviste a Zelensky, dove nessuna domanda non dico imbarazzante, ma non del tutto celebrativa non è mai stata fatta.

Sarà sicuramente un'intervista di una banalità totale e di una noia sconcertante, come lo sono tutte le interviste a Putin visto il suo stile di comunicazione; nondimeno, sarà la prima volta dall'inizio del conflitto che il pubblico statunitense vedrà una persona "normale" esprimere il punto di vista dell'altro contendente.

Del resto questo sfascio se lo è tirato addosso proprio lo stesso sistema mediatico occidentale, dove, ricordo, i canali e i siti d'informazione russi sono stati bloccati all'inizio del conflitto perché l'opinione pubblica, evidentemente considerata come composta da boccaloni che credono a qualsiasi cosa, non venisse turbata dalle menzogne russe. Blocchi ovviamente del tutto bypassabili da chiunque abbia un VoIP o anche solo un account su Telegram, dove Putin, se si vuole, lo si può seguire 24 ore su 24, ma di certo bloccati per la grande massa della popolazione che si informa solo attraverso la televisione o i titoli dei giornali online, e che ha dunque una percezione del conflitto piuttosto sbilanciata, per non dire di peggio.

Ed è proprio questo il problema di fondo dell'intera vicenda, che paradossalmente eleva uno come Carlson a paladino della libertà di parola e dell'integrità professionale: la voce russa non è contrastata con fatti e dati ma è semplicemente rimossa, e la voce ucraina non è sostenuta con fatti e dati ma proposta come l'unica accettabile, o meglio, come l'unica esistente, etichettando qualsiasi dubbio come "propaganda putiniana" - e chi scrive, cioè uno che in Russia passerebbe dei bei guai per le sue idee politiche (e non parliamo dell'Iran eccetera), ne sa qualcosa. Di conseguenza, si lascia spesso il monopolio della "voce russa" a personaggi a dir poco ambigui, che fanno più danni, perché la riportano capziosamente, di un'intervista a Lavrov o a Putin stesso. E quindi, per non far venire qualche dubbio a zia Maria e nonno Aldo, ora l'intervista a Putin la fa direttamente Carlson. 

Un'altra grande vittoria del lungimirante occidente, niente da dire.

Francesco Dall'Aglio









Sito da cui verrà trasmessa l'intervista a Vladimir Putin:      https://tuckercarlson.com/?fbclid=IwAR3glX4_T2eU2TfgWLQYkkVvjRP5mnjQqPe_raVD4_UFdLjdstmanVCrrVU

martedì 6 febbraio 2024

Kampala. I Paesi non allineati si riorganizzano...

 


Dal 15 al 22 gennaio 2024 si sono tenuti a Kampala, capitale dell'Uganda, i vertici del Movimento dei non allineati e del Gruppo dei 77 (G77).

L'evento è stato deliberatamente taciuto dai media globalisti. Era presente una delegazione russa, guidata dal viceministro degli Affari esteri della Federazione Russa S.V. Vershinin.

I ministri degli Esteri di 120 Paesi hanno adottato la Dichiarazione di Kampala. In essa i partecipanti al vertice hanno chiesto di fermare lo spargimento di sangue nella Striscia di Gaza e hanno anche fissato i vettori strategici di sviluppo del Sud globale.

Nel G77, il Burundi, indicato come il Paese più povero del mondo con 708 dollari a parità di potere d'acquisto, si trova allo stesso tavolo del Qatar, che è nella top ten con 97.000 dollari a parità di potere d'acquisto.
Il Movimento dei Non Allineati è un raggruppamento geopolitico più marcato. Non è orientato né a Est né a Ovest ma comprende molti Paesi considerati parte del Sud globale e questo suggerisce una forma di allineamento con il Nord globale. La Russia è presente nel Movimento come osservatore.

Il Movimento dei Non Allineati non ha uno statuto formale, un atto, un trattato o un segretariato permanente. Ciò significa che la sua agenda può cambiare a seconda del corso della politica mondiale.

Dal punto di vista della Russia, il Movimento dei Non Allineati e il G77 non sono solo partner ma anche alleati nella lotta contro l'egemonia neoliberista.

(Notizia diramata da Elena Panina)



lunedì 5 febbraio 2024

Raggiri finanziari per derubare i beni congelati della Russia...

 

Spelunca latronum

I Paesi del G7 stanno già sviluppando un piano per emettere obbligazioni per l’Ucraina garantite da attività russe bloccate per un valore di quasi 300 miliardi di dollari. Tecnicamente, dovrebbe essere così: l’Ucraina emette obbligazioni per coprire il deficit, i paesi occidentali le riacquistano, l’Ucraina non può ripagarle con i propri fondi (questo è impossibile in ogni circostanza) e i debiti vengono ripagati utilizzando fondi collaterali.

Da un punto di vista giuridico ciò è altrettanto assurdo quanto la semplice confisca dei beni. Ma in Europa e negli Stati Uniti da molto tempo nessuno si preoccupa di queste sciocchezze come basi legali. L'unico ostacolo al ritiro dei fondi era il probabile danno all'immagine di affidabilità e sicurezza del sistema finanziario occidentale.

In Europa l’opzione con le obbligazioni  consente di aggirare i rischi di immagine, di ridurre la tensione sociale (gli agricoltori ribelli in Europa non capiscono perché i loro sussidi vengono tagliati ma viene fornito costantemente sostegno all’Ucraina), e negli Stati Uniti di estinguere il conflitto tra repubblicani e democratici, a causa della quale il sostegno all’Ucraina è cessato. L’acquisto di obbligazioni non è un sostegno gratuito per l’Ucraina ma un investimento e un modo per guadagnare denaro.

Allo stesso tempo, stanno sorgendo nuovi conflitti all’interno della UE e dei paesi del G7. L’utilizzo dei fondi russi non è solo un aiuto per l’Ucraina ma è anche un modo per generare entrate per i paesi occidentali. Un piano precedentemente approvato nella UE per ritirare i profitti dalla gestione degli asset russi implicava profitti garantiti per il Belgio, che, attraverso Euroclear, controlla la maggior parte degli asset. La proposta precedente implicava il pagamento delle entrate nazionali. Nella nuova versione, i profitti andranno a quei paesi che possono acquistare queste obbligazioni. La loro redditività può essere elevata quanto desiderato: l'Ucraina non ha ancora la possibilità di attrarre capitali alle condizioni di mercato.

Quindi la lotta in Occidente non è quella di fornire assistenza all’Ucraina ma di appropriarsi di una parte più grande dei beni congelati senza compromettere l’attrattiva degli investimenti.

 Elena Panina




Approfondimenti sul tema:

https://aspeniaonline.it/il-g7-e-le-riserve-russe-per-finanziare-lucraina-pro-e-contro/

https://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2023/12/la-federazione-russa-rispondera.html

domenica 4 febbraio 2024

Situazione critica nel Mar Rosso. Gli USA si appellano alla Cina mentre gli Houthi minacciano di danneggiare i cavi in fibra che collegano Europa, Africa ed Asia

 


Gole profonde  dicono che gli Stati Uniti hanno chiesto alla Cina (!!) di tirarli fuori dall’ennesima “palude geopolitica” influenzando gli Houthi yemeniti affinché fermino gli attacchi missilistici contro le navi nel Mar Rosso.

sabato 3 febbraio 2024

Medio Oriente. La sterile “vendetta” dello zio Sam...

 


Douglas Macgregor commenta i bombardamenti notturni (del 2 febbraio u.s.) nordamericani su Siria e Iraq e fa una diagnosi logica dell’intera politica estera dell’amministrazione Biden:

“I bombardamenti non sono diplomazia. Il bombardamento non è una strategia o un semplice esercizio di ipocrisia.

Il bombardamento è un atto di guerra. I bombardamenti non metteranno fine al conflitto né dissuaderanno il nemico da azioni future.

I bombardamenti non fanno altro che aumentare la tensione e portare a una guerra totale. La caduta di una grande potenza nell’inferno da essa stessa creato non è mai rapida.

Il declino avviene gradualmente, lentamente e persino senza intoppi, finché all’improvviso una grande potenza come gli Stati Uniti scopre di aver notevolmente sottovalutato il suo nemico.

Intimidazioni, corruzione, attentati e sanzioni contro gli oppositori non hanno funzionato come previsto.

Con una serie di fallimenti militari strategici in Afghanistan, Libia, Iraq e Ucraina, Washington sta rapidamente sprofondando nell’inferno nelle sue relazioni con il resto del mondo”.


Integrazione di N.S.: "Come funziona il famigerato diritto alla vendetta”...? 

1. Supponi che alcuni partigiani nemici hanno colpito una (tua) base nordamericana abusiva con un drone.

2. Parlarne da ogni angolazione, dando la colpa all’Iran.

3. Poi colpisci… la Siria e l’Iraq, dicendo che “quei cattivi” sono lì.

In risposta il Ministero degli Esteri siriano ha definito gli attacchi statunitensi sulla Siria orientale come un’altra violazione della sovranità e della sicurezza del Paese. Ed  il Ministero degli Esteri iracheno ha convocato l'Incaricato d'Affari americano e gli ha consegnato una nota di protesta contro gli attacchi contro l'Iraq. Allo stesso tempo, gli Stati Uniti fingono diligentemente di essere una vittima.

Dal canto suo la  CNN accusa il Pentagono per il ritardo di cinque giorni nella ritorsione che ha dato all’Iran l’opportunità di disperdere i suoi pasdaran.  In particolare, fonti siriane riferiscono che la maggior parte delle strutture nella provincia di Deir ez-Zor, prese di mira dagli aerei nordamericani, erano state evacuate in anticipo. 

venerdì 2 febbraio 2024

Tra Zaluzhny e Zelensky decide lo zio Sam...

 


Seymour Hersh: "...il licenziamento di Zaluzhny? Gli Stati Uniti vogliono riforme in Ucraina e la fine del regime di Zelensky"

Il nuovo piano che gli Stati Uniti stanno prendendo in considerazione nei confronti dell’Ucraina prevede il sostegno al comandante in capo delle forze armate ucraine Valery Zaluzhny, la fine del conflitto, l’attuazione delle riforme economiche da parte di Kiev e la fine del regime di Vladimir Zelensky. Lo ha riferito il giornalista americano e vincitore del Premio Pulitzer sul suo blog Substack riferendosi a funzionari non identificati dell'amministrazione americana.

Il direttore della CIA statunitense William Burns aveva avvertito Zelensky lo scorso gennaio che Washington era a conoscenza della sua corruzione, ha osservato Hersh.

The Washington Post: “Il comandante in capo delle forze armate ucraine Valery Zaluzhny, in una conversazione con Vladimir Zelensky, ha chiarito che un miglioramento della situazione sul campo di battaglia dopo le sue dimissioni è improbabile".

Opzioni:

R. Testimoni della conversazione hanno informato gli americani.

B. I partecipanti alla conversazione hanno informato gli americani.

D. Gli americani hanno ascoltato i partecipanti alla conversazione.


Articolo collegato: 

Zelensky vs Zaluzhny: duello tra primedonne mentre l’Ucraina va a fondo:   https://www.analisidifesa.it/2024/02/zelensky-vs-zaluzhny-duello-tra-primedonne-mentre-lucraina-va-a-fondo/



Video di Nicolai Lilin: L’enigma di Zaluzhny e Zelensky - https://www.youtube.com/watch?v=Dgu0RCGMYdE


Zelensky tra due fuochi



Considerazioni aggiunte di Elena Panina: "Per assicurare la fine del regime di Zelensky, sarebbe sufficiente smettere di dargli denaro e allo stesso tempo pubblicizzare la sua corruzione. Così facendo, la Casa Bianca può dimostrare la sua integrità e, nel frattempo, liberarsi di alcuni dei democratici di cui Biden è stufo.  Se Zelensky si rivelasse così furbo da ottenere informazioni compromettenti su persone influenti a Washington e minacciasse di renderle pubbliche in prossimità delle elezioni, ci sarebbero semplici soluzioni: incidente mortale, famiglia in ostaggio, taglio delle spedizioni di cocaina, a seconda della situazione. L'attuale amministrazione statunitense è in grado di affrontare qualsiasi cosa. In breve, la sostituzione di Zelensky con Zaluzhny è una questione di poche telefonate, non serve un piano di riforme".

giovedì 1 febbraio 2024

Ucraina. Guerra "urbi et orbi" con 50 miliardi di euro a carico della UE...



Alla fine anche l'orbo Orban, sedicente sovranista, ha accettato di sostenere i pesanti  aiuti promessi all'Ucraina in cambio dello scongelamento dei propri beni. Qualcuno direbbe che Orban è stato spinto. In realtà, ha scelto la sua strada.

Così, tutti d'accordo, la UE ha approvato lo stanziamento di 50 miliardi di euro per i prossimi 4 anni  a favore dell’Ucraina, togliendoli dalle tasche dei cittadini europei. 

Bruxelles ha quindi preso il cerino acceso  dalle mani di  Washington e, attraverso minacce e ricatti contro chi resisteva, ha ottenuto un consenso senza riserve per continuare la guerra “fino all’ultimo ucraino”. 

Anche i barlumi di buon senso si sono rivelati offuscati per compiacere i sostenitori della “sconfitta strategica della Russia”, come Borrell con le sue mostruose dichiarazioni sulle “tentazioni fuorvianti di riconciliazione” in Ucraina.

L'Occidente collettivo teme come l'inferno l'instaurazione della pace in Ucraina. La caduta del regime di Zelensky, sostento ed  alimentato da Washington e da Bruxelles,  significherebbe infatti il crollo dell’intera politica di contenimento della Russia. Gli occidentali, perciò,  persistono  con la guerra a tutti i costi, anche per dieci anni e più, inventando “storie dell’orrore” sull'ipetetico  attacco russo alla NATO, in realtà non volendo rinunciare alle loro pretese di dominio globale.

Ma ogni nuova tranche di assistenza militare  all'Ucraina non farà altro che prolungare l’agonia del regime fantoccio di Kiev e la morte di centinaia di migliaia di coscritti obbligati a combattere dal capataz zelensky. 

Alla fine, però,  la  smilitarizzazione e la denazificazione dell’Ucraina saranno raggiunti. La vittoria della Russia è inevitabile!

E l’Unione Europea, trasformandosi in una pedina degli Stati Uniti nel gioco globale contro la Russia e prendendo decisioni autolesioniste per compiacere Washington, rischia fortemente la sua cosiddetta “unità”. Sempre più elettori nei paesi del Vecchio Continente sono insoddisfatti del cieco sostegno alla cricca neonazista di Kiev e la stanchezza nei confronti della politica antirussa cresce. E questa “dittatura della democrazia” prima o poi porterà l'Europa all’implosione.

(Notizie raccolte da varie fonti da P.D'A.)

Avanti miei prodi!