lunedì 9 maggio 2016

Papa Francesco, al secolo Bergoglio, getta la maschera, oltre Tevere



“Puoi ingannare tutti per un po’ di tempo, o qualcuno per sempre. Ma nessuno può ingannare tutti per sempre”.

E, nonostante una potenza di fuoco mediatica micidiale, prima o poi la vera faccia del personaggio pubblico perde i belletti e il trucco da vecchia tenutaria di bordello e si mostra per quello che è.

E’ successo sempre e sempre succederà. La abilità del potente di turno è rimandare il più possibile il “redde rationem”, lo show down, la resa dei conti. Ma prima o poi il mezzogiorno di fuoco arriva per tutti.
Sempre.

E’ arrivato il momento topico anche per il gesuita vestito di bianco, al secolo il Bergoglio, in arte papa Francesco.
E’ stato un crescendo, in verità: le esternazioni del re assoluto dello Stato del Vaticano circa l’invasione hanno irritato  per l’ecumenicità dell’assunto.

Stante il crescendo degli arrivi degli invasori africani e mediorientali, il gesuita dipinto di bianco si è lasciato sfuggire il suo credo, il suo desiderio, la sua esortazione: “l’Europa deve accoglierli tutti, l’Europa è diventata sterile, l’Europa necessita di sangue fresco...”.

 Queste più o meno le sue ripetute parole. Faccia atteggiata a compunta preoccupazione (per gli invasori, ovviamente), occhi tra il doveroso triste sentimento e il feroce ammonimento, gestualità ammonitrice.

Gesuita, dicevo. E’ un po’ come dire massoneria nella vita civile: i gesuiti sono sempre stati il braccio armato dello Stato del Vaticano. Capaci di massacri e di genocidi, all’occorrenza: indios centro-sud americani lo hanno provato. Ora il gesuita smacchiato dalla carica ha lasciato trasparire (Megalomania di potenza? Compitino affidatogli dai centri del vero potere? Disattenzione tattica? Poco importa: essenziale è il nocciolo, il cuore del discorso) la mira, il fine del disegno.

Mire diaboliche, con tutto il rispetto di quel chierichetto che sarebbe il demonio, se ci fosse.

Per dirla tutta, vogliono un mondo di amebe grigie, di indifferenziata umanità. Né bianchi, né neri, né gialli, né rossi ecc. ecc. ecc. Radici e tradizioni, cultura e comunità azzerate, cancellate. Amebe omologate, grigie, tristi, affamate, incolte, svuotate. Una unica razza mischiata a caso. Come pure un'unica religione, del caso...

Questo è quello che vogliono.
Questo è il fine ultimo.

Anteo, il mitico eroe greco, traeva la propria forza dalla Madre Terra.
Radici, appunto.
Io dico che le radici sono la nostra matrice.
Il gesuita non le vuole.  Un  Masaniello "spirituale" finge di avere certezze e verità immutabili a garanzia. E così gesuiticamente ci porta al grigiore amebico.


Il gesuita ubbidiente ai poteri forti ha gettato la maschera e si è palesemente schierato. Con i nemici dell’Europa.  E, per essere chiari, se volete sapere chi sono i poteri forti, leggetevi il loro vademecum: il Talmud.



Stralcio  di una lettera di Fabrizio Belloni


1 commento:

  1. Scrive Alessandro Mezzano:

    Così come viene rappresentato, il fenomeno della mega immigrazione dai Paesi in guerra e da quelli poveri, rappresenta una enorme bufala che viene spesa come sacrosanta verità non tanto perché la migrazione non sia in atto e di questo siamo tutti testimoni quotidiani, ma per come viene descritta ed interpretata dalle varie componenti politiche, religiose e sociali.

    Come premessa facciamo un piccolo esercizio di logica basato sui numeri che non mentono mai.

    I migranti che giungono qui con i barconi ed i gommoni debbono pagare il “passaggio” con due o tremila euro che sono cifre che in quei Paesi, in relazione ai redditi medi, sono una ricchezza e dunque coloro che oggi arrivano da noi NON sono certamente i poveri!

    Risulta quindi evidente che coloro che predicano l’accoglienza continua ed a tutti i costi o sono in malafede o non sono abbastanza intelligenti da comprendere la portata e le difficoltà del fenomeno migrazione così come si presente oggi.

    La conclusione logica, l’unica possibile, è che per aiutare quelle persone si deve agire in loco cercando con ogni mezzo e con determinazione di realizzare in quei Paesi uno sviluppo economico e sociale che solo può portare ad un significativo miglioramento delle loro condizioni di vita!

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