domenica 13 marzo 2016

Giorgio Vitali: "Noi non apparteniamo a qualche setta..."



Il "che fare?" è un interrogativo che si ripropone costantemente nella storia reale delle genti. La scelta di coloro che si propongono una trasformazione sociale può avere due indirizzi fondamentali: o un decisionismo senza alternative (e in questo caso ne abbiamo migliaia di prove, da Alessandro Magno ai Capitani di Ventura rinascimentali, che hanno dato vita a dinastie ancora presenti nel nostro territorio, fino a personaggi tipo Garibaldi, avventurieri per pura indole guerriera), oppure una VOLONTA' DI INTERAGIRE NELLA SOCIETA' NELLA QUALE SI VIVE. 

In questo caso occorre decifrare i SEGNI che questa società ci concede di esaminare.Nel caso-Italia possiamo parafrasare Eduardo dicendo che GLI ESAMI NON FINISCONO MAI. POSSIAMO ANCHE DIRE CHE IL GIOCO/IL RISCHIO non vale la candela. 

Troppe forze in gioco e troppe carte da giocare. La pochezza intellettuale e morale dei vertici politici, ad eccezione di alcuni grillini, (abbiamo visto ieri la prova di D'Alema e Bersani) NON DOVREBBERO trarci in inganno. 

L'Italia è un tranello continuo. Anche per la NATO. 

Occorrerebbe esaminare (conosci te stesso!) cosa vogliamo realmente e quale delle tappe potrebbe essere raggiunta. A tal proposito un esempio relativamente recente ci può aiutare..mi riferisco all'ascesa del fascismo ( in Italia come altrove, beninteso...). 

La presa del potere fu facile perché buona parte delle popolazioni, in tutta Europa, era ancora mobilitata, non potendo essere risistemati tutti coloro che erano stati portati a combattere, e mentre la prova essenziale della guerra era stata quella relativa alla PRODUZIONE INDUSTRIALE, prima inesistente. 

Negli USA, ad esempio, il potere è ancora in mano all'industria bellica che condiziona le scelte di politica estera di quel regime attraverso il supporto del POTERE finanziario). In Italia, invece oggi assistiamo alla SMOBILITAZIONE dell'industria meccanica dove eccellevamo. Porto questo caso come esempio, e non sarà il turismo e l'agricoltura, come dimostra l'EXPO di Milano, settore dove VEDIAMO finalmente gli sforzi di operatori intelligenti) a ridarci quello che ci dava l'esportazione delle nostre macchine oltre alla INDIPENDENZA negli armamenti. Infatti nessuno ci dirà quanto il processo di deindustrializzazione, falsamente motivato dai costi di produzione, influirà sui nostri eventuali conati di indipendenza, anche parziale.

Tornando a Mussolini, che giunse al potere ancora giovane ma con una lunga esperienza POLITICO-RIVOLUZIONARIA alle spalle, ed una cultura accademica nettamente superiore alla media, essendosi diplomato dove sappiamo (chiedete a D'Alema che non è riuscito a laurearsi), si è trovato da subito invischiato in giochi di potere TROPPO potenti, malgrado i quali è riuscito a portare a termine solo alcuni dei progetti essenziali, quali la RIFORMA agricola, la BONIFICA INTEGRALE, che non è roba da poco, la riforma della Scuola (Gentile),la ruralizzazione/urbanizzazione: trasformazione reciproca fra campagna e città (le famose città di Mussolini, di cui restano splendide realizzazioni, alcune di grande valore anche urbanistico/architettonico). 

Tuttavia l'intenso processo di mobilitazione delle masse NON FU SUFFICIENTE per superare le lotte intestine anche di carattere politico/culturale quali la lotta fra Chiesa e Massoneria, che NON riguarda gli aspetti strettamente religiosi o culturali, ma soprattutto OCCUPAZIONE DI POSTI DI POTERE. LE OSCILLAZIONI MUSSOLINIANE, che sono ampiamente documentate, tra cui anche i Patti Lateranensi, dimostrano chiaramente che il "pendolo" in questo paese è un obbligo.

Ultima considerazione: non so per quale ragione "qualcuno" ha deciso di inserire il transgender anche nella cultura italiana,  tra l'altro la questione è stata vissuta con la stessa mentalità delle marce del Gay Pride... squallore e vomito a profusione,   ma le mie previsioni hanno visto giusto. L'operazione pare finita. Almeno per il momento. A quale prezzo ancora NON si sa, mentre dall'Europa ci giungono messaggi difficilmente decifrabili circa la futura collocazione geopolitica del nostro continente. 

SAREBBE IL COLMO SE FOSSIMO AFFILIATI A QUALCHE SETTA...RELIGIOSA, MASSONICA, NDRANGHETISTA, MAFIOSA, NEWAGISTA O ALTRO. SIAMO PERSONE LIBERE CHE, COME TALI, CONOSCONO BENE LE FACCENDE UMANE.

Giorgio Vitali

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