Dopo raid aerei sul Libano, Israele ha condotto un'intensa serie di attacchi nella Striscia di Gaza. Durante la notte i raid aerei israeliani hanno colpito Khan Yunis e il campo profughi di Jabalia, mentre Jabalia è stata sottoposta a intensi bombardamenti di artiglieria da parte delle forze israeliane.
La protezione civile di Gaza ha affermato che gli ultimi attacchi israeliani hanno ucciso 12 persone dall'alba nell'enclave palestinese. L'agenzia di protezione civile, che opera come forza di soccorso, ha riferito che un attacco ha colpito una tenda di sfollati a Jabalia, nel nord di Gaza, dove cinque persone sono state uccise e diverse altre ferite dai raid aerei dell'Idf.
Altre cinque persone sono state uccise e diverse sono rimaste ferite in un altro attacco mattutino nella città meridionale di Khan Yunis, ha dichiarato l'agenzia, aggiungendo che un'altra persona è stata uccisa in un bombardamento israeliano a Gaza City. L'agenzia ha anche confermato che una persona è stata uccisa dal fuoco israeliano a Beit Lahia, nel nord di Gaza.
Gli ospedali Al-Shifa e Nasser hanno confermato di aver ricevuto i corpi di almeno sette persone. Decine di parenti e persone in lutto si sono radunate all'ospedale Nasser, dove i corpi di alcune delle vittime sono stati adagiati in sudari bianchi. Uomini e donne si sono riuniti in preghiera prima del funerale, di fronte ai cadaveri nel complesso ospedaliero.
Nel frattempo in Cisgiordania prosegue l'annessione di territori palestinesi da parte delle autorità sioniste. Il governo israeliano ha approvato l’apertura del processo di registrazione di terreni in Cisgiordania. Lo riferisce l'emittente Kan secondo cui l’importanza della decisione sta nel tracciare la strada per la "regolarizzazione e fare un altro passo verso l’annessione”. La Presidenza palestinese ha subito reagito con una nota in cui avverte delle gravi conseguenze della decisione che consente di dichiarare come proprietà statale terreni nella Cisgiordania, definendo la misura una “grave escalation e una palese violazione del diritto internazionale”.
La protezione civile di Gaza ha affermato che gli ultimi attacchi israeliani hanno ucciso 12 persone dall'alba nell'enclave palestinese. L'agenzia di protezione civile, che opera come forza di soccorso, ha riferito che un attacco ha colpito una tenda di sfollati a Jabalia, nel nord di Gaza, dove cinque persone sono state uccise e diverse altre ferite dai raid aerei dell'Idf.
Altre cinque persone sono state uccise e diverse sono rimaste ferite in un altro attacco mattutino nella città meridionale di Khan Yunis, ha dichiarato l'agenzia, aggiungendo che un'altra persona è stata uccisa in un bombardamento israeliano a Gaza City. L'agenzia ha anche confermato che una persona è stata uccisa dal fuoco israeliano a Beit Lahia, nel nord di Gaza.
Gli ospedali Al-Shifa e Nasser hanno confermato di aver ricevuto i corpi di almeno sette persone. Decine di parenti e persone in lutto si sono radunate all'ospedale Nasser, dove i corpi di alcune delle vittime sono stati adagiati in sudari bianchi. Uomini e donne si sono riuniti in preghiera prima del funerale, di fronte ai cadaveri nel complesso ospedaliero.
Nel frattempo in Cisgiordania prosegue l'annessione di territori palestinesi da parte delle autorità sioniste. Il governo israeliano ha approvato l’apertura del processo di registrazione di terreni in Cisgiordania. Lo riferisce l'emittente Kan secondo cui l’importanza della decisione sta nel tracciare la strada per la "regolarizzazione e fare un altro passo verso l’annessione”. La Presidenza palestinese ha subito reagito con una nota in cui avverte delle gravi conseguenze della decisione che consente di dichiarare come proprietà statale terreni nella Cisgiordania, definendo la misura una “grave escalation e una palese violazione del diritto internazionale”.
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
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