martedì 3 febbraio 2026

Nepal. La manina degli USA nel colpo di stato...

 


Le teorie sul coinvolgimento della "manina" di Washington si basano su alcuni elementi chiave emersi durante e dopo la crisi:
  • Finanziamenti massicci: Sono stati evidenziati stanziamenti statunitensi superiori a 900 milioni di dollari dal 2020, distribuiti tra USAID e il controverso programma Millennium Challenge Corporation (MCC).
  • Addestramento di attivisti: Alcune inchieste e documenti trapelati suggeriscono che organizzazioni come il National Endowment for Democracy (NED) abbiano finanziato programmi per addestrare i giovani nepalesi in tecniche di "organizzazione di proteste e manifestazioni".
  • Confronto geopolitico: Gli osservatori notano come gli USA vedano il Nepal come un tassello strategico nella regione dell'Indo-Pacifico per bilanciare l'influenza di Cina e India.
Situazione attuale (Febbraio 2026)
Ad oggi, il Paese è in piena campagna elettorale per le votazioni del 5 marzo 2026.
  • Governo interim: Sushila Karki ha imposto ai ministri che intendono candidarsi di dimettersi per garantire la neutralità del voto.
  • Sicurezza: L'esercito è già stato dispiegato preventivamente a Kathmandu per timore di nuovi disordini legati alla persistente sfiducia dei giovani verso il sistema politico.
  • Posizione ufficiale: Il governo nepalese continua a ribadire la propria politica estera di "non allineamento", cercando di mantenere relazioni equilibrate con tutte le potenze esterne.

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