martedì 28 settembre 2021

Siete in lockdown cognitivo...?

 


Siete in lockdown cognitivo se
– Pensate che quel che sta accadendo sia semplicemente un’emergenza sanitaria e non anche una riorganizzazione radicale del modo di governare le cose e le persone;
– Ritenete che, per fare salva la vita, si possa rinunziare alla libertà, senza capire che la vita o è libera o non è;
– Pensate che il potere e l’economia non c’entrino nulla con quel che sta accadendo, proprio mentre stanno evaporando le democrazie parlamentari (sostituite da tecnici e da esecutivi forti) e proprio mentre i colossi e-commerce, big tech e big pharma stanno facendo profitti come mai prima;

– Reputate che tutto finirà presto, quando invece l’emergenza permanente è la nuova normalità;
– Pensate che l’emergenza colpisca tutti egualmente, mentre le classi lavoratrici e i ceti medi stanno affondando e i colossi del capitale si potenziano sempre più;
– Immaginate che obbedendo cadavericamente tutto finirà, quando invece tutto continua appunto perché obbedite cadavericamente;
– Credere che le norme proposte dai medici da un anno e mezzo, dal lockdown al divieto di assemblea al distanziamento sociale, siano solo norme mediche e non anche norme autoritarie di riorganizzazione verticistica della società;

– Pensate che banchieri, top managers, finanzieri e liberisti d’ogni ordine agiscano davvero per la salute pubblica e per l’interesse generale;
– Ritenete che il siero benedetto vi riporterà celermente alla normalità, senza capire che la nuova normalità prevede sempre nuove benedizioni per i prossimi anni;
– Reputate che il diritto alla salute possa far sparire d’incanto tutti gli altri;

– Credete agli apostoli del mercato – che hanno per vent’anni tagliato la sanità pubblica – quando vi dicono che per loro “la salute è la cosa più importante”;
– Non capite che vi dicono che “la salute è la cosa più importante” solo quando si tratta di limitare libertà e diritti, non quando si tratta di fare investimenti nella sanità pubblica;
– Pensate che “La Scienza” siano i 5 o 6 medici televisivi convocati ogni giorno a ripetere senza contraddittorio la stessa narrazione dell’emergenza infinita e delle misure stringenti ineludibili;

E infine siete in lockdown cognitivo se

– Non capite che la tessera verde serve a discriminare chi non giura fedeltà al Leviatano tecnosanitario e, soprattutto, a trasformare i tesserati in sudditi controllati in modo totale e totalitario;
– Non capite che, se per dimostrare di essere liberi dovete ogni volta esibire una tessera verde, allora non lo siete.

Diego Fusaro 





lunedì 27 settembre 2021

Nunzia Alessandra Schilirò... santa subito!

 


Durante la manifestazione “Contro il green pass, per la Libertà e il futuro“, organizzata in piazza San Giovanni, il 25 settembre 2021,  a Roma, da Ancora Italia, Movimento 3V, No paura day, Primum non nocere, FISI e Fronte del dissenso, ove sono confluite oltre 100 mila persone, a sorpresa è salita sul palco anche Nunzia Alessandra Schilirò, vice questore della Polizia di Stato a Roma.  Il suo intervento non era infatti previsto nella scaletta .

Di fronte ad una folla commossa, al microfono ha esordito così: “Quando ho detto a una mia amica che oggi sarei venuta qui, mi ha detto di non farlo. Pensa alla tua carriera, tanto il male ha già vinto. Guarda cosa è successo a Falcone e Borsellino. Io le ho risposto che il male nella storia non ha mai vinto. Se il male avesse vinto, noi non saremmo qui oggi“.

E poi, ancora: “Noi poliziotti abbiamo giurato sulla Costituzione, per questo è mio dovere essere qui“. “Il green pass italiano è illegittimo“. “La cosa più importante che voglio dirvi è che serve unità: dobbiamo unire le nostre energie e le nostre forze per indicare a tutti una via migliore“.

Il suo intervento integrale sarà presto disponibile, ma Byoblu l’ha intervistata subito dopo. Ecco che cosa ci ha detto.

INTERVISTA A NUNZIA ALESSANDRA SCHILIRÒ Le prime parole rilasciate a Byoblu dopo il discorso sul palco

Hai fatto un discorso che ha commosso tutta la piazza, per la profondità e per il senso civico delle parole che hai pronunciato, di fronte a Piazza San Giovanni completamente gremita

“Non so neanche io come ho fatto. L’emozione era tantissima. Sentivo il bisogno delle persone di ascoltare delle parole vere, un po’ di sincerità. La cosa che mi ha colpito di più è che la piazza è piena di persone di tutti i tipi. Questa è una cosa che mi tocca in maniera particolare, perché oggi non ho fatto un discorso per il mestiere che faccio, perché è assolutamente irrilevante. Io oggi mi sono sentita medico, professoressa, bidella, camionista… Io oggi mi sono sentita chiunque sia stato discriminato. Mi sono sentita chiunque sia stato mai leso nell’esercizio dei propri diritti. Io oggi ero tutti ed ero nessuno. Nessuno perché io sono una persona qualunque, che ama il proprio Paese. Ama la vita, ama le bellezze del mondo, e quindi lotterò sempre per difenderle!”

È stato anche un atto di coraggio, perché tu sei dirigente della Polizia di Stato, e non hai la libertà che avrebbe qualunque altro cittadini. Quindi la tua scelta è stata doppiamente difficile.

“L’articolo 17 e l’articolo 21 della Costituzione per fortuna mi vengono in soccorso. Io oggi ho parlato come libera cittadina, ma è vero quello che dici, perché sicuramente i miei colleghi non avranno gradito. Ma io ho esercitato i miei diritti, i miei diritti previsti dalla Costituzione. Il mestiere che faccio è pubblico, perché se uno mette il mio nome su Google esce esattamente chi sono, cosa ho fatto, manca solo l’indirizzo di casa… E quindi nessuno mi può accusare di niente. Io sono un libero cittadino che difende la Costituzione, sulla quale ho giurato e vado avanti per la mia strada. Non ho paura di nulla”.

Cosa bisogna fare con il Green Pass?

“Vorrei che ci fosse una linea comune. Io sono per rifiutarlo su tutta la linea. Non si può scendere a questo compromesso, non si può accettare. Mi rendo conto che è impossibile arrivare a una sentenza della magistratura in così poco tempo. Però qualcosa possiamo farlo noi cittadini, perché se è vero che siamo quindici milioni, e quindici milioni di cittadini resteranno a casa, io voglio vedere come farà questo Paese ad andare avanti!”.

Il Corriere fa sapere  per primo che contro la vice-questore “è scattata l’azione disciplinare”.

Nunzia Schilirò, vicequestore della polizia no vax parla ai manifestanti di San Giovanni: «Green pass illegittimo». Scatta azione disciplinare

Nunzia Alessandra Schilirò, vice questore della Criminalpol e prima ancora della Squadra mobile romana: «Non ho paura a dirlo, non possono esserci compromessi. Uniamoci e rimaniamo a casa, siamo 15 milioni: come farà il Paese ad andare avanti?»

schiliro

Lei risponde:

È bello apprendere dai giornali, anziché dalla propria amministrazione, di essere già sotto procedimento disciplinare.

Sono molto serena. Ieri mi è capitata l’occasione di esercitare i miei diritti previsti dalla Costituzione e l’ho fatto. Il mestiere che svolgo è pubblico. Ho ricevuto quattro premi dalla società civile per i miei risultati professionali. Sono stata in moltissime trasmissioni televisive rappresentando l’amministrazione. Google dedica alla professione che svolgo molte pagine. Ieri ero solo una libera cittadina che esercita i propri diritti. Se l’amministrazione non gradisce la mia fedeltà alla Costituzione e al popolo italiano, mi dispiace, andrò avanti lo stesso. Ho scelto il mio mestiere, perché credevo che non ci fosse niente di più nobile del garantire la sicurezza di ogni cittadino, in modo che chiunque fosse libero di esprimere il proprio vero sé. Se questo mi viene negato, il mio mestiere non ha più senso. Andrò avanti sempre, con o senza divisa, per amore del mio Paese”.



Open  di Mentana “smaschera”  la dottoressa Schilirò e  prova ad infangarla. 

ByoBlu: Poche ore dopo l’intervento sul palco del vice questore Nandra Schilirò, come ampiamente prevedibile, il manganellatore ufficiale di Mentana parte con l’operazione macchina del fango contro una libera cittadina che esercita i suoi diritti costituzionali.

https://www.open.online/2021/09/25/covid-19-chi-e-nunzia-alessandra-schiliro-no-green-pass-video/

Godetevi l’articolo di tentata delazione dei  Mentana boys. Che sono tutti, non occorre dirlo, Signori del Discorso: sono loro a controllare  cosa non deve passare nel discorso pubblico.

Chi è Nunzia Alessandra Schilirò, la vice questore di Roma che ha parlato dal palco dei No Green pass – Il video

25 SETTEMBRE 2021 – 23:56

Sostiene di intervenire come libera cittadina mentre il suo ruolo pubblico viene usato per contestare il Green pass. Il suo canale Telegram condivide contenuti controversi, come quelli di Sara Cunial e David Icke

 

  1. Evidentemente nella società ideale di Mentana bisognerà chiedere  il permesso a loro   prima di condividere  testi di Sara Cunial –  una parlamentare che non godrà  più della libertà di espressione per ciò che dice in Parlamento.  Certi autori sono vietati in quanto “controversi”. Diffonderne i testi sarà un delitto punibile per legge.

Riprendiamo il testo di Open, tutto da  godere.

“Le proteste dei No Green pass di sabato 25 settembre hanno visto la Polizia impegnata nel far rispettare l’ordine pubblico, di fronte a gruppi di manifestanti che violavano le dovute precauzioni contro la diffusione del nuovo Coronavirus. Contrariamente ai colleghi, la vice questore Nunzia Alessandra Schilirò è intervenuta sul palco della manifestazione romana, organizzata anche dal controverso Movimento 3V contrario ai vaccini, alimentando ulteriormente le proteste contro la certificazione verde. Parti del suo intervento vengono riportati nel sito Byoblu, testata che nel corso della pandemia ha ospitato personaggi controversi e seguiti negli ambienti No vax come ad esempio Stefano Montanari, Stefano Scoglio e Sara Cunial. «Noi poliziotti abbiamo giurato sulla Costituzione, per questo è mio dovere essere qui» avrebbe dichiarato la vice questore Schilirò, contestando il Green pass italiano dichiarandolo «illegittimo». Nei suoi confronti il Dipartimento di Pubblica Sicurezza ha avviato un’azione disciplinare.

Il legame con Byoblu

“Intervistata sempre da Byoblu, esprime le sue contrarietà sul Green pass: «Io sono per rifiutarlo su tutta la linea. Non si può scendere a questo compromesso, non si può accettare. Mi rendo conto che è impossibile arrivare a una sentenza della magistratura in così poco tempo. Però qualcosa possiamo farlo noi cittadini, perché se è vero che siamo quindici milioni, e quindici milioni di cittadini resteranno a casa, io voglio vedere come farà questo Paese ad andare avanti!».

La notizia e l’intervento della vice questore Nunzia Alessandra Schilirò vengono riportati in due articoli del sito Byoblu, dove in entrambi compare un messaggio pubblicitario riguardo al libro scritto dalla stessa poliziotta: “La ragazza con la rotella in più“, editore Byoblu.

MB : Eccola finalmente smascherata. Ha “un legame con ByoBlu”, altamente sospetto (pardon, “!cpontroverso”:  ha pubblicato un romanzo con loro

Proseguiamo la lettura della  accurata delazione :  Open informa le autorità che la signora “ha un canale Telegram”, il che è di per sé  delittuoso

“Il canale Telegram e le controverse condivisioni

La vice questore possiede anche un canale Telegram nel quale condivide non solo i contenuti di Byoblu, ma anche quelli diffusi sui canali complottisti della Covid come Matrix 2020 con il video di Stefano Montanari sul fantomatico ossido di grafene nei vaccini.

Tra i contenuti condivisi troviamo anche un post del canale Telegram THE STORM-Q17 legato alla teoria del complotto QAnon.

Non è l’unico post condiviso dal canale QAnon. In uno precedente, riguardante le vaccinazioni in Romania, ritroviamo evidenti riferimenti alla teoria complottista: «Q: UNITI SI VINCE» e «THE GREAT AWAKENING».

Troviamo, infine, la condivisione di un video contrario al Green pass della deputata complottista Sara Cunial, la stessa che recentemente ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro Speranza su un documento controverso sui vaccini anti Covid che abbiamo trattato nella sezione di Open Fact-checking.

Troviamo, infine, la condivisione di un video contrario al Green pass della deputata complottista Sara Cunial, la stessa che recentemente ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro Speranza su un documento controverso sui vaccini anti Covid che abbiamo trattato nella sezione di Open Fact-checking.

Nel canale troviamo condivisi diversi contenuti come un articolo di DatabaseItalia (ne parlavamo qui), quello del sito R2020.info (collegato a Sara Cunial e Davide Barillari) e la liberatoria del Movimento Ippocrate (ne parliamo qui), così come i contenuti dei canali come Buffonate di Stato, Io Non Mi Vaccino, il canale del medico sospeso Mariano Amici (noto per lo strano esperimento sui tamponi e il kiwi), il canale 100 Giorni da Leoni (che sostiene il Movimento 3V contrario ai vaccini), il canale complottista chiamato Libera Espressione (ne parliamo qui) e Apri la tua mente … ivi (iveta s.) con un video di David Icke, tra i più noti complottisti del mondo”.

Aggiornamento 26 settembre: dal Dipartimento della pubblica sicurezza si è appreso che nei confronti della funzionaria è stata avviata un’azione disciplinare.

Maurizio Blondet



sabato 25 settembre 2021

Mario Draghi non salverà l'Italia... anzi...

 


Secondo una certa prosa “moderata”, Mario Draghi avrebbe salvato l’Italia, per il semplice fatto di  avere dato al governo italiano una credibilità ed una autorevolezza che prima non aveva.

Non è assolutamente così. 

Occorrerebbe altro, ben altro. Occorrerebbe fare piazza pulita degli ultimi trent’anni di vita politica italiana e ritornare a prima della riforma bancaria, del “Britannia” e dell’Unione Europea. Non che prima della globalizzazione e delle privatizzazioni fossero tutti rose e fiori… Tutt’altro. Ma – se facciamo un po’ mente locale – ci accorgiamo che, prima di quella infame stagione di “riforme”, si riusciva bene o male a sopravvivere.

I nostri guai sono cominciati il 30 luglio 1990, con la privatizzazione del sistema bancario nazionale; sono proseguiti il 16 settembre 1992, quando quel galantuomo di George Soros sferrò una manovra speculativa che causò la svalutazione della lira italiana del 30% (il 30%, quasi un terzo del suo valore); ed hanno infine raggiunto l’apice il 1° novembre 1993, con la nascita dell’Unione Europea.

Certo, non è possibile cancellare quelle tre date e tornare indietro nel tempo; ma non vi è dubbio che, per uscire dal cul de sac in cui ci siamo cacciati, sia necessario un serio processo di revisione, cercando quanto meno di correre ai ripari, di correggere gli effetti maggiormente negativi di quegli eventi. Occorre riportare gradualmente il sistema bancario nell’alveo dell’interesse pubblico, occorre attrezzarsi per garantire la salvaguardia degli interessi nazionali contro i meccanismi della speculazione dei “mercati”, ed occorre promuovere una revisione profonda di quelle istituzioni europee che si sono rivelate incapaci di tutelare gli interessi di una parte almeno degli Stati associati, Italia in testa.

Ora, a me pare che Mario Draghi sia persona poco adatta a perseguire questi tre obiettivi. È certamente bravo, è certamente capace, è certamente autorevole… Ma é anche, altrettanto certamente, un manager allevato e cresciuto nelle amorevoli braccia delle grandi banche d’affari americane, la cui filosofia é alla base del processo di globalizzazione economica e di mondializzazione politica che ha dato il via al nostro declino politico-economico-sociale, ivi comprese le tre infauste date che ho ricordato.

In proposito, riporto un passo tratto dal mio opuscolo “La Crociera del Britannia” (2015): «... quel Mario Draghi che, benché allora poco noto al grande pubblico, poteva a buon diritto essere considerato un’autentica eminenza grigia dell’economia italiana nell’ultimo scorcio della prima repubblica. Manager dalle indubbie capacità, Draghi era cresciuto professionalmente in àmbito anglosassone, ricoprendo per un lungo periodo – dal 1984 al 1990 – la carica di Direttore esecutivo della World Bank, la Banca Mondiale. Per avere un’idea dell’ambiente frequentato da Draghi nel periodo forse più importante per la sua formazione culturale e professionale, basti pensare che, negli anni della sua direzione, presidenti della WB erano stati un dirigente della Bank of America e, in un secondo tempo, un senatore dello Stato di New York. Fra i loro successori – tanto per rendere l’idea del “clima” – vi saranno, fra gli altri, un dirigente della J.P.Morgan ed un top manager della Goldman & Sachs. (...)

Tornando a Draghi, questi – nonostante gli inizi più che promettenti di una luminosa carriera in quel di Wall Street – nel 1990 lasciava l’America e rientrava in Italia, dove però – provvidenzialmente – l’anno seguente era chiamato a ricoprire la carica di Direttore Generale del Ministero del Tesoro. Ministro del tempo era Guido Carli, ex governatore della Banca d’Italia e co-autore con Giuliano Amato della legge-delega che ne aveva avviato la privatizzazione. Carli era uno dei pionieri e degli alfieri della politica di privatizzazioni in Italia, ed apparteneva alla medesima cordata del senatore Beniamino Andreatta, l’unico uomo di governo – credo – ad essere stato invitato alla crociera del “Britannia”. Guido Carli darà anche il via libera a Draghi per partecipare al medesimo incontro, stando almeno a quanto lo stesso Draghi dichiarerà in una successiva audizione alla Commissione Bilancio della Camera dei Deputati (“chiesi l’autorizzazione al ministro dell’epoca, che non sollevò alcuna obiezione ed anzi mi invitò a parteciparvi”).»

E continuavo: «Il nostro manteneva la poltrona di Direttore Generale del Tesoro fino al 2001, attraversando indenne 10 anni di intemperie politiche e 10 diversi governi, di destra e di sinistra. Dall’anno successivo alla crociera del “Britannia” – e anche qui fino al 2001 – andava ad occupare un’altra ambíta ed assai strategica poltrona, quella di Presidente del Comitato Privatizzazioni. In tale veste – apprendo da Wikipedia – “è stato artefice delle più importanti privatizzazioni delle aziende statali italiane”. (...)

Nel 2001 lasciava la Direzione del Tesoro e il Comitato Privatizzazioni, e nel 2002 approdava leggiadramente in Goldman & Sachs. Non da semplice manager, ma addirittura da Vicepresidente con competenza sull’area europea, oltre che da membro del suo Management Committee Worldwide. Scelta forse poco elegante, considerato che la G&S era stata fra i protagonisti delle dismissioni del patrimonio pubblico italiano: non soltanto era stata advisor (cioè consulente e valutatore) per la privatizzazione di Credito Italiano, Fintecna e probabilmente anche di altre aziende, ma aveva acquistato in prima persona consistenti pezzi del nostro patrimonio nazionale: in particolare, l’intera proprietà immobiliare dell’ENI, che si era aggiunta ad altre importanti acquisizioni immobiliari (provenienti da Fondazione Cariplo, RAS, Toro, eccetera). Draghi, comunque, restava in Goldman Sachs fino all’ultimo giorno del 2005. Nel 2006, con un altro dei suoi folgoranti rientri in patria, era nominato Governatore della Banca d’Italia.»

Fin qui il curriculum di Mario Draghi, prima della sua nomina a governatore della Banca Centrale Europea. Ma, visto che sono in vena di autocitazioni, non posso resistere alla tentazione di riportare un altro breve passaggio di quell’opuscolo, che oggi acquista un sapore vagamente premonitore: «A meno che – scrivevo nel lontano 2015 – il “Colle più alto” non venga destinato (chissà da chi?) proprio a Mario Draghi.»

Ma torniamo a chi vede in Draghi una sorta di Uomo-della-Provvidenza degli anni 2000. Veramente qualcuno pensa che un personaggio con quel po’ po’ di curriculum (Wall Street, “Britannia”, Goldman Sachs, privatizzazioni, eccetera) possa essere il “salvatore dell’Italia”? Io non credo proprio.

E certi segnali mi sembrano tutt’altro che rassicuranti. Penso alla sua entusiastica sottolineatura della collocazione dell’Italia nell’ámbito NATO (alla vigilia della figuraccia in Afghanistan). E penso anche alla sua difesa della politica dei porti aperti della Lamorgese, una politica che – non a caso – ha il plauso dei poteri forti dell’alta finanza. 

E il bello deve ancora venire, quando sir Drake o i suoi successori dovranno necessariamente attuare una politica lacrime-e-sangue per rispettare i parametri di un risorto “patto di stabilitá” e, piú tardi, per restituire “i soldi dell’Europa”. In realtá hanno giá cominciato, programmando una stangata sulla casa.

No, decisamente Draghi non mi sembra l’uomo giusto al posto giusto.

Michele Rallo - ralmiche@gmail.com



mercoledì 22 settembre 2021

Il sangue di San Gennaro, influenze stagionali, vaccini influenzali e varianti varie


San Gennaro aiutaci tu!

Il vaccino provoca coaguli del sangue e conseguenti trombo-embolie (è scritto dappertutto) con rischi d'infarti e trombosi cerebrali (moltissime le vittime) e, soprattutto, polmoniti atipiche bilaterali, causate da coaguli di sangue nei polmoni. 

Ora, se il covid provoca polmoniti bilaterali atipiche... vuol dire che questa malattia deriva dai "vaccini" Influenzali, precedentemente iniettati a sempre più persone inconsapevoli negli ultimi anni, "che sui manuali di Patologia vengono dichiarati inutili" (come ci ricorda da sempre il Dr. Tarro:   https://www.affaritaliani.it/coronavirus/tarro-il-covid-ormai-e-endemico-mascherine-e-isolamenti-inutili-intervista-725730.html). 

Infatti, i vaccini influenzali provocano alterazioni nel sistema immunitario di risposta alle alterazioni degli equilibri (causati da batteri, alterazioni intestinali, vecchiaia, colpi di freddo, patologie concausanti, ecc.) e conseguenti produzioni di cosiddette varianti virali emesse dal nostra DNA per cercare di ristabilire gli equilibri alterati. Senza parlare di sostanze tossiche ritrovate nei vaccini…

Ed allora lasciate fare alla Natura, l'Influenza è una cura!

(Ascoltate) Giuseppe Altieri (o son guai seri...)




martedì 21 settembre 2021

Referendum contro il green pass: azione democratica o cavallo di Troia?

 

Disegno del pittore treiese Domenico Fratini


Partita la campagna referendaria contro il green pass, il 18 settembre 2021 è iniziata la raccolta delle firme.   L'ha annunciata un comitato composto, si legge sul sito referendumnogreenpass.it,  dall’avvocato di Salerno Olga Milanese, da Luca Marini docente di diritto internazionale alla Sapienza di Roma e da Francesco Benozzo, docente di filologia romanza all’Università di Bologna. Fra i promotori e garanti c’è anche l’ex direttore di Rai2 ed ex consigliere d’amministrazione della Rai Carlo Freccero.

Le almeno 500mila sottoscrizioni vanno depositate entro il termine di legge (prorogato di recente) del 30 ottobre 2021. La prospettiva è di arrivare al voto non prima della primavera-estate 2022.  I promotori invitano a sottoscrivere i quesiti referendari ai banchetti e nei punti di raccolta (soprattutto studi legali) in via di aggiornamento nonché con la firma digitale con l’apposizione della marca temporale o l’invio attraverso la Pec.  

Ma il  popolo del No green pass  si è già spaccato su questa iniziativa, forse  ha capito di non avere i numeri: la maggioranza degli italiani potrebbe votare No a un possibile referendum contro la certificazione verde.  «La consultazione adesso sarebbe solo un suicidio». 


I No green pass temono di essere una minoranza.  Anzi, quel referendum rischia di essere, di fatto, un’arma a doppio taglio: «C’è sicuramente un forte movimento contrario all’imposizione del green pass che sappiamo tutti essere un’estorsione, una violazione lampante della Costituzione, una delle peggiori normative mai approvate dai governi del nostro disgraziatissimo Paese» - spiega in un video l’avvocato Alessandro Fusillo, noto per le sue posizioni contro il green pass - Quelli che vogliono il referendum contro la certificazione verde – aggiunge – temo che non siano la maggioranza del Paese». Se vincesse il No, «ci troveremmo con questa normativa ufficialmente approvata dalla maggioranza degli italiani e con l’impossibilità per il governo di toccarla per i prossimi anni».

Ad avvalorare queste ipotesi e ad insinuare nuovi dubbi sulla  reale utilità del referendum, il famoso "cui prodest", contribuiscono le perorazioni a favore dell'iniziativa da parte di personaggi apertamente schierati a favore del green pass e della vaccinazione obbligatoria. Ad esempio  si  dichiarano a “favore” del referendum   il virologo  vaccinista Roberto Burioni e il Commissario per l’emergenza Covid,  generale Francesco Paolo Figliuolo. Quest'ultimo, quando gli è stato chiesto cosa ne pensasse del referendum per abolire il Green pass, ha risposto: «Tutti gli strumenti di democrazia vanno bene. Io sono per la Costituzione. Gli italiani vaccinati sono 41 milioni, ovvero il 76% della popolazione over 12, con il referendum si vedrà cosa decide la maggioranza degli elettori».  Ancora più preciso è stato  Burioni che scrive su Twitter: «Invito tutti a firmare così una volta per tutte ci contiamo e vediamo democraticamente cosa ne pensa la maggioranza e quanti sono veramente i No vax».

Sembrerebbe così che  questo referendum rischia di essere una trappola tipo Cavallo di Troia.

Insomma referendum si o referendum no? A voi la scelta...

Paolo D'Arpini


(Fonti: Il Sole 24 Ore, La Stampa, Open, Twitter, ecc.)


Illecita raccolta di dati inerenti lo stato di salute personale degli alunni



Insegnanti e/o dirigenti  si mettono a raccogliere in classe i dati sull’avvenuta vaccinazione degli alunni, mettendo gli stessi anche in una situazione di palese imbarazzo, con non rari casi che configurano le minacce e la violenza privata.

 

Abbiamo dedicato del tempo per produrre una risposta che non fosse una semplice comunicazione e neppure una diffida, ma una richiesta formale di cancellazione di ogni dato raccolto con annessa segnalazione al Garante della Privacy.

 

Compilate la presente lettera    https://www.corvelva.it/speciale-corvelva/le-comunicazioni/illecita-raccolta-di-dati-inerenti-lo-stato-di-salute-personale-degli-alunni.html corredandola anche della copia del vostro documento di riconoscimento e inserite, dove possibile, più specifiche possibili riguardo l’accaduto e, se non siete residenti in Veneto, sostituite l’Ufficio Scolastico Regionale con quello della vostra regione.

Dobbiamo con forza opporci a qualsiasi volontà di trasformare la scuola in ricettacolo di illegalità e strapotere delle istituzioni, ma anche contrattaccare chiedendo e pretendendo di avere conferma che sia o meno in corso un trattamento di dati che riguardano la vaccinazione anti Covid-19 di minori e/o dipendenti, ottenere l'accesso a tutte le informazioni previste dalla normativa riguardo le finalità del trattamento e, soprattutto, chiedere la immediata cancellazione di tutti i dati in possesso poiché il trattamento degli stessi è illecito.

 

Resistete, il momento è duro, ben oltre la normale comprensione.

 

Corvelva Staff


P.S. questo documento ovviamente vale fino al momento in cui il legislatore non tenterà di porre rimedio a questo contrasto normativo ma per ora con i dati relativi alla salute non si scherza!

domenica 19 settembre 2021

AUKUS si prepara alla guerra...

 

Stati Uniti Gran Bretagna e Australia firmano un Patto anti cinese e lo chiamano AUKUS (acronimo di Australia United  Kingdom United  States).


Gli USA sono da sempre militarmente attivi ai confini della Cina, o nelle immediate vicinanze: vedi l’appoggio militare a Taiwan, le manovre nella Corea meridionale e le tradizionali crociere delle portaerei lungo il perimetro marittimo cinese.


La Gran Bretagna (che di Gran ormai ha ben poco) firma il Patto e guarda a Hong Kong con nostalgia.


L’Australia, Commonwealth, segue a ruota.


È un Patto più militare che politico, infatti assomiglia al "Patto Tripartito".  Ricordate?


La trovata USA, non una novità, si fa notare per i risultati conseguiti.


Nel Pacifico la Nuova Zelanda, pure lei del Commonwealth, protesta: non vuole  sottomarini atomici, previsti dal patto tripartito, nelle proprie acque.


La Francia pugnalata alle spalle con l'esclusione della fornitura sottomarini (che ora si faranno in America) si incazza forte col padrone e mette in discussione il Patto Atlantico.


Verrebbe da dire, fatto un Patto ne muore un altro.


L'Unione Europea (che di unione ha ben poco) brontola: sa che il padrone è sempre più padrone e ai suoi vassalli (che chiama alleati) non risparmia i calci in bocca quando serve. E nessuno dimentica che ad Est della “Unione Europea” c’é la Russia. Alla quale, nonostante tutto (vero Draghi?) ci si può sempre rivolgere, come durante la tragica buffonata targata Afganistan.


Sembra di tornare, mutatis mutandis, al 1939.


Be careful Biden.


Giorgio Stern