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mercoledì 4 gennaio 2012

CamminaCittà: "Istituzioni sorde al grido di protesta dei pedoni..."



La Federazione "CamminaCittà", in occasione del consueto messaggio di fine anno che il Presidente della Repubblica rivolge al popolo italiano, nell'intento di fare cosa gradita ed utile, il 26.12.2011 ha inviato al Quirinale la e-mail avente per "Oggetto: ..... e la chiamano Pace. ...... si ritengono Civili", già a vostra conoscenza.

Nei giorni di attesa, "CamminaCittà" ha vissuto la speranza di registrare lo stesso risultato non negativo ottenuto nel novembre 2010, tirando x l'abito talare il Papa (“Formuliamo appello al Santo Padre Benedetto XVI affinchè durante l’Angelus di Domenica prossima, 21 Novembre 2010, dopo le parole di conforto per i familiari delle persone vittime della strada e per le persone ferite negli incidenti stradali, lanci il suo monito per una revisione profonda del modello di mobilità esistente. Come risorsa indispensabile per il futuro, basta a stili di vita insostenibili e ridare concretezza al Valore della vita ed al rispetto del diritto alla dignità di tutte le persone.”).

La sera del 31 dicembre 2011, il messaggio presidenziale di 21 minuti (2.340 parole, 15.000 caratteri e nessuna traccia di “sicurezza stradale”, “incidenti stradali”, “persone morte e/o ferite per incidenti stradali”, “emergenza traffico e mobilità”, “illegalità diffusa sulle strade”, ecc.) è stato dedicato alla grave crisi del Paese ed a tutti gli sforzi occorrenti per superarla; è stata seminata tanta speranza e fiducia; ed augurato a noi "tutti, con affetto, buon 2012".
Nella Federazione è stata registrata una profonda amarezza insieme ad una (inaspettata) delusione.

"Grazie, signor Presidente – afferma il presidente di CamminaCittà, Vito Nicola De Russis – Purtroppo, ancora una volta, l'Italia può restare, e resta, estranea ad ogni possibile iniziativa di pace, di civiltà e di umanità utilizzando lo strumento del Silenzio per nascondere la incruenta e disumana guerra continua che si attua sulle strade italiane; la cui entità è stata da noi segnalata al Quirinale."
Perchè, sostiene "CamminaCittà", quel 2% circa di PIL (fatturato annuo 35 miliardi di costo sociale dell'incidentalità stradale) doveva (e poteva) essere inglobato nel calderone dei sacrifici da fare salvando, così, migliaia e migliaia di vite umane e diverse centinaia di migliaia di persone ferite; ma, anche, per rendere più credibile il Paese quando sostiene di essere civile e pacifico.

"Si è aperto, per noi che stiamo rivendicando il diritto e l'uguaglianza sulla "Strada, vitale bene comune" – dichiara il presidente De Russis – un 2012 molto più difficile del 2011. Siamo determinati a non mollare ed, anche per questo, è più sentito e sincero l'augurio di buona salute e buon anno 2012 che indirizziamo a tutti voi ed a tutte le persone a voi care".

Vito De Russis

Uff. Stampa CamminaCittà
3393484370

...............

Commento di Paolo Ercolani:

Caro Vito,
cosa ti potevi aspettare da uno che si comporta in questo modo?

http://www.eur.roma.it/news.php?news=4123&arch=1

martedì 1 febbraio 2011

Vito De Russis: Meglio la terza classe sui treni che la “terza classe” nella vita



“Esiste ancora la terza classe? Sui treni per un falso senso dell’eguaglianza (in verità per aumentare i prezzi) è stata eliminata… In realtà è stata poi reintrodotta in modo subdolo con la creazione di treni di prima e seconda e terza classe…” (Saul Arpino)

COMUNICATO STAMPA

Nel 1956: dai treni con carrozze di 1ª - 2ª e 3ª classe venne eliminata la 3ª classe.

Oggi, in realtà, sono i treni “di 3ª classe” (o di 2ª, o di 1ª) che consolidano le
disuguaglianze e non rispettano il diritto alla dignità della persona umana.
Ridiamo vita all’art. 3 della Costituzione: rimettiamo le carrozze di 3ª classe.
****

“Poveri pendolari. Non bastava la sporcizia, la mancanza di puntualità, il sovraffollamento – sostengono gli esperti dell'Associazione Assoutenti, in un articolo pubblicato su"il fatto quotidiano" del 26 gennaio dal titolo "Fs, il ritardo ora è denaro" [1] – ..... Il meccanismo di pagamento delle regioni incentiva i treni locali a rallentare ancora: ogni minuto in più può costare alle casse regionali un aggravio di spesa di quasi 80mila euro”. Perchè, ci spiegano gli esperti, “tra i parametri usati per calcolare il prezzo che le Regioni devono corrispondere a Trenitalia (Fs) per i treni locali, il fattore tempo è diventato determinante. Più tempo ci vuole per percorrere una linea, più il prezzo sale.”
Nei treni fermi in stazione che non ripartono subito, c’è sempre il viaggiatore che chiede: ”Perché non partiamo?” E, c’è sempre, un altro viaggiatore che risponde: “Perché ci deve sorpassare un altro treno”.
Questa circostanza, prevista e programmata dal gestore:
̶ per i viaggiatori del treno fermo (“di 3ª classe”) è un sonoro ed arrogante schiaffo alla loro dignità, uguaglianza, diritti e libertà sferrato dal gestore della ferrovia e pagato dalle regioni;
̶ per i viaggiatori del treno che sorpassa (di 1ª o 2ª classe) è una lezione di cultura alla “disuguaglianza per educare alla incivile convivenza” impartita dal gestore della ferrovia (il cui costo è già compreso nella tariffa).
Occorre un intervento immediato.
Sostiene il presidente della “Federazione italiana diritti del pedone e salvaguardia dell’ambiente – Camminacittà”, Vito Nicola De Russis, che “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli ....... – art. 3 della Costituzione – ...... che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini ed anche, come in questo caso, la dignità ed i diritti delle persone che viaggiano su quei treni “di 3ª classe”.

Sul “Che fare?”. La risposta è contenuta nella seguente ricetta prescritta da Camminacittà (è semplice ed è praticabile in tempi rapidi, “se c’è l’adeguata volontà politica”) : 1) Stabilire la ripartizione della capacità dei treni: non meno del 40% di “3ª classe”; non meno del 30% di 2ª classe; non più del 20% di 1ª classe; 2) Stabilire la tariffa della 3ª classe: riduzione del 30% del prezzo finale del biglietto di 2ª classe;
3) Rinumerare le carrozze per il servizio di “3ª classe”: coprire, con la lettera “C”, le lettere esistenti “A” e/o “B”; (ovvero, compiere l’operazione inversa a quella eseguita nel 1956);
4) Tempo necessario : quantificabile in ore;
5) Costo. Non essendoci “Laboratori”, “Centro studi”, “Consulenze”, “Gare” e quant’altro, il costo sarà irrisorio.
Auspica, Camminacittà, che su questa legittima e civile richiesta di rispetto della Carta Costituzionale ci siano poche parole e concrete azioni per far dimenticare l’attuale malessere vissuto dai cittadini.

Ufficio stampa di Camminacittà
Cell. 3393484370 – Vito De Russis

venerdì 10 dicembre 2010

Vito De Russis: "Pedone investito e non risarcito perchè intimorito nell'attraversare la strada.."

"Viene investito e ucciso da un'auto dopo aver avuto esitazioni ad attraversare la strada: i familiari della vittima non hanno diritto a un risarcimento, perchè la colpa dell'incidente è da ascrivere al pedone. Lo sottolinea la terza sezione civile della Cassazione confermando una sentenza della Corte d'appello di Napoli: al centro della controversia, la richiesta di risarcimento danni avanzata dai familiari di un uomo, deceduto nel 1996, mentre attraversava la strada in città". AGI 09 DIC 2010

Dichiarazioni a commento di Vito Nicola DE RUSSIS, Presidente della Federazione Camminacittà.

Le Associazioni italiane dei Pedoni, federate in Camminacittà, conducono da anni, con la forza dei loro Diritti, la disperata inumana lotta per la:
̶̶̶ legalità, legalità, legalità per realizzare lo “STOP STRAGI PEDONI” e la “convivenza civile”;
̶ uguaglianza nella dignità e nei diritti di tutti gli utilizzatori della “strada, bene comune”;
e per:
̶ vaste zone della città con velocità massima di 30 km/h comprendenti strade a 20 km/h;
̶ marciapiedi puliti e liberi da auto, moto, biciclette, attività commerciali e quant’altro;
̶ attraversamenti pedonali civili ed efficienti; installazione di dossi e costruzione di rotatorie;
̶̶ semafori pedonali “rosso-verde”, con segnale acustico e timer con il countdown;
............ (http://www.assopedoni.it/home/chi-siamo )
e riscontrano, nella vita quotidiana, il consolidarsi della cultura della illegalità diffusa (punita sporadicamente) insieme al criminale silenzio sulla ininterrotta strage che insanguina l’asfalto delle strade urbane ed extraurbane italiane. (Nell’anno 2009, sulle strade italiane, sono state uccise 4.237 persone contro 4.234 soldati USA uccisi in 6 anni di guerra in Iraq.)

In Italia, nel 2009 rispetto al 2008, sono DIMINUITI del 10,3% i morti stradali mentre si conferma, in controtendenza, l’AUMENTO del numero dei PEDONI MORTI (+ 2,2%) :
- 2008: registrato 18.557 casi di investimento, 598 pedoni morti e 20.991 pedoni feriti.
- 2009: registrato 18.472 casi di investimento, 611 pedoni morti e 20.887 pedoni feriti.

In Italia, gli strumenti di sicurezza stradale che dovrebbero tutelare la vita e l’incolumità dei pedoni sono autentici strumenti di morte.
Esempio: attraversamenti pedonali e semafori pedonali.
Attraversamenti pedonali di 31 città di 22 Paesi pan-europei: agli ultimi posti risultano quelli di Napoli, Roma e Milano.
Semafori pedonali di 22 Paesi pan-europei: in 21 Paesi sono a due colori (rosso/verde, spesso corredati da accessori che accrescono la sicurezza), solo in Italia sono a tre colori (rosso/verde/giallo; quelli di Roma sono regolati dando un lampo di verde, due lampi di rosso e, tutto il resto, è giallo). http://www.aci.it/fileadmin/documenti/studi_e_ricerche/Pedestrian/PEDONI_Sintesi.pdf

“Rispettiamo le decisioni della Magistratura – sostiene il presidente di Camminacittà, Vito Nicola De Russis ̶̶ anche se percepiamo in quelle loro decisioni la scarsa conoscenza della tragica e drammatica situazione vissuta dal “pedone” sulla "strada, vitale bene comune" : - espropriato della libertà alla mobilità e dalla paura; - espropriato del diritto al rispetto della sua dignità; - espropriato del diritto a respirare aria pulita; e, non ultimo, espropriato del diritto alla vita. Ogni attraversamento stradale viene vissuto dal pedone come un viaggio di un innocente verso una assurda, incivile, barbara morte. Il pedone che si arrende, si rifugia in una scatola di metallo mossa da centinaia di cavalli meccanici e, così, può ammazzare il pedone e, difficilmente, può essere ammazzato.”

Ufficio Stampa di Camminacittà
3393484370
Roma, v. di S. Ambrogio, 4
camminasicuro@assopedoni.it