Le elezioni parlamentari in Russia del 2026 si stanno svolgendo da venerdì 18 a domenica 20 settembre 2026, per rinnovare la Duma di Stato (la camera bassa del Parlamento). Si tratta delle prime elezioni legislative nazionali dall'inizio dell'Operazione Militare Speciale in Ucraina.
- Sono in palio tutti i 450 seggi della Duma di Stato per un mandato di 5 anni (fino al 2031).
- 225 deputati vengono eletti tramite liste proporzionali di partito e gli altri 225 tramite collegi uninominali maggioritari.
- In parallelo al voto nazionale, si vota anche per l'elezione di 11 governatori regionali e per il rinnovo di 39 parlamenti locali.
I principali blocchi politici sulla scheda elettorale includono:
- Russia Unita: Il partito di governo che nel voto precedente (2021) aveva conquistato la maggioranza assoluta con 324 seggi.
- Opposizioni: Il Partito Comunista, Russia Giusta, il Partito Liberaldemocratico e Nuova Gente.
I risultati ufficiali e l'affluenza definitiva cominceranno a essere diffusi a partire dalla chiusura dei seggi, prevista per la serata di domenica 20 settembre 2026.
Commenti a latere: Appello del capo della diplomazia europea, Kallas, a non riconoscere i risultati delle elezioni in Russia. - Zakharova risponde: "Nell'Unione Europea, Kallas non è riconosciuta da tempo."
Commento di Giuseppe Salamone: “A coloro che mettono in dubbio la democraticità di queste elezioni russe vorrei far notare alcune cose: Zelensky, presidente scaduto, ha messo fuori legge una decina di partiti e abolito le elezioni; in Romania hanno annullato le elezioni, fino a estromettere il candidato che non piaceva a Washington e Bruxelles. In Moldavia ancora si aspetta la trasparenza per il voto all'estero (quello occidentale) che ha deciso le elezioni. In Francia comanda Macron che ha perso le elezioni; in Italia abbiamo avuto Monti e Draghi, non eletti da nessuno. In Sassonia, dopo la vittoria di AfD, l'Unione Europea, con ricatto mafiosi, già minaccia di tagliare i finanziamenti. Per non parlare del fatto che qui in Italia, grazie all'ultima legge elettorale, saranno di fatto esclusi tutti i nuovi partiti dalle elezioni. Resteranno in Parlamento -per sempre- quelli che già ci sono oggi. Ma parlano per la Russia, dove almeno lì, belle o brutte che possano essere le elezioni, l'affluenza è quasi il doppio di quella che abbiamo qui. Dovrebbero avere almeno la decenza di tacere. E invece pontificano. Dall'alto di non so che cosa. Anzi, di qualcosa che non si può dire ma si capisce perfettamente. Sono veramente senza vergogna!”
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