Non ci vuole niente a fare fessi i russi in un negoziato, perché loro partono sempre da quell'assurda premessa che se due si incontrano, si parlano, decidono alcune cose, se le appuntano su un foglio e prima di salutarsi si dicono "allora è così?", "è questo che ci siamo detti?", "quindi rimaniamo così?", e si rispondono affermativamente che è così, che quelle sono effettivamente le cose che ci si è detti e le decisioni che si sono prese, vuol dire che è davvero così per cui si torna a casa e si organizzano i propri affari di conseguenza.
Il che ovviamente è una cosa ingenua perché poi, specie se non si è firmato niente, gli viene detto, quando chiedono conto, che -ad esempio- la questione dell'unificazione della Germania non era proprio come loro avevano capito, che l'allargamento della NATO non era proprio come loro avevano capito, che Minsk 1 e Minsk 2 non erano proprio come loro avevano capito e che, ultimo della serie che è parecchio più lunga degli esempi che ho portato io, anche "lo spirito di Anchorage" non era proprio come loro avevano capito.
Infatti, il 25 giugno 2026, parlando in conferenza stampa durante una visita in Bahrein, Rubio ha detto che no, ad Anchorage non c'è stato nessun accordo, ma solo una proposta, un'ipotesi. E Lavrov, che essendo Ministro degli Esteri da tempo immemorabile aveva cominciato a sospettare qualcosa già da un po', se ne è stupito e rammaricato (link 1): e ha detto anche lui che no, che qualche giorno prima dell'incontro Witkoff aveva consegnato a Putin alcune proposte da parte di Trump, alle quali Putin aveva promesso di rispondere quando si sarebbero incontrati in Alaska.
E quando si sono appunto incontrati, e insieme a Trump e Putin c'erano anche Lavrov e Rubio e Witkoff (eccoli infatti tutti insieme nella foto), Putin aveva elencato tutte queste proposte, una per una, chiedendo a Witkoff se le aveva segnate in maniera corretta, al che Witkoff aveva risposto di sì, per ognuna di loro.
Ora quindi Lavrov si chiede se per gli statunitensi "accordo" non abbia per caso un significato diverso da quello comunemente inteso, dato che gli USA avevano presentato una serie di proposte e la Russia le aveva accettate: il che in effetti costituisce un accordo, anche a mio modo di vedere (per quanto io non sia né un avvocato né un Ministro degli Esteri, tantomeno russo).
Per cui, con grande gioia di coloro a cui conviene, il conflitto continuerà, con un certo sollievo anche da parte russa perché, a differenza dei negoziati, questa è una cosa che in genere capiscono abbastanza bene.
Francesco Dall'Aglio
Per cui, con grande gioia di coloro a cui conviene, il conflitto continuerà, con un certo sollievo anche da parte russa perché, a differenza dei negoziati, questa è una cosa che in genere capiscono abbastanza bene.
Francesco Dall'Aglio
Video collegato: John Mearsheimer e Sergey
Karaganov discutono del motivo per cui la Russia è sottoposta a una
crescente pressione per ristabilire la propria capacità di
deterrenza, il che probabilmente porterà rapidamente a un attacco
nucleare sull’Europa. Mearsheimer e Karaganov concordano sul fatto
che un attacco nucleare avrebbe probabilmente successo nel
ristabilire la deterrenza, poiché gli Stati Uniti non
risponderebbero: https://www.youtube.com/watch?v=DWalOl5CkFI&t=26s
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