venerdì 26 giugno 2026

Putin ai tedeschi: "Restiamo ognuno a casa sua...!"

 


Tra ironia politica e guerra dell’informazione, il leader russo risponde alle accuse occidentali ribaltando la narrazione sul presunto pericolo di un’invasione dell’Europa.

In un fanta-intervento destinato a far discutere, Vladimir Putin si rivolge direttamente al governo e al popolo tedesco con parole che mescolano sarcasmo, provocazione e strategia comunicativa. Contestando la rappresentazione della Russia come minaccia imminente per l’Europa. Il presidente russo sostiene l’assurdità di un’ipotetica conquista della Germania, arrivando a scherzare sui costi che comporterebbe il mantenimento di un Paese in crisi economica e sociale. Maurizio Blondet analizza il significato politico di questo messaggio, inserendolo nel più ampio confronto tra Mosca e l’Occidente, dove la battaglia delle parole sembra ormai affiancare quella delle armi. (N.R.)

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IL FANTA- MESSAGGIO DEL PRESIDENTE PUTIN AL GOVERNO TEDESCO E AL POPOLO TEDESCO

«Non vogliamo attaccarvi! Perché dovremmo? Quei tempi sono da tempo passati! Chiunque sia ancora sano di mente e in grado di pensare chiaramente lo capisce.»


Avete già un debito pubblico di 2,5 trilioni di euro, e nessun economista serio ha idea di come intendiate mai ripagarlo. E ora volete indebitarvi di altri 1 trilione di euro per armarvi contro di noi. Volete che il popolo russo paghi questi debiti? Mai!

Il vostro Paese è pieno di migranti che vi costano 50 miliardi di euro all’anno. Il popolo russo dovrebbe essere chiamato a risponderne?

Una parte considerevole della vostra popolazione è così pazza da credere di poter influenzare il clima andando in bicicletta e mangiando insetti. Forse questo enorme danno cerebrale potrebbe essere curato, ma ci costerebbe qualcosa... molto.

Il vostro sistema educativo era un tempo esemplare. Ora, in molte classi, praticamente non si tiene più lezione, perché quasi nessuno parla più tedesco.

La vostra infrastruttura sta cadendo a pezzi, e non riuscite a starle dietro con le riparazioni.

Le vostre ferrovie erano un tempo l’orgoglio del mondo intero. Ora i vostri treni viaggiano come sulla Circumvesuviana, forse peggio!.

Non abbiamo bisogno dei vostri famosi ingegneri. Durante le sanzioni abbiamo imparato che possiamo farne a meno. E se mai ne avessimo bisogno, ci rivolgeremmo alla Cina. Lì non solo sono economici ma sono anche migliori.

Non avete né materie prime né fonti di energia. Perché dovremmo quindi conquistare il vostro paese? Per risolvere problemi che altrimenti non avremmo nemmeno? Realisticamente: anche se ci chiamaste, vi arrendeste e issaste bandiere bianche, non verremmo comunque!




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