lunedì 13 aprile 2020

Coronavirus. Le restrizioni in atto sino al 3 maggio 2020 (per ora, poi si vedrà)


Coronavirus mascherine, realtà e illusioni. A chi darle, quali ...

Quali sono le novità del nuovo decreto legge del 10 aprile che estende le misure di restrizione fino al 3 maggio? Per le imprese ecco cosa cambia e cosa cambierà per tutti nella Fase 2.
Il nuovo decreto del 10 di aprile presentato  dal presidente del Consiglio e che entrerà in vigore a partire dal prossimo lunedì 14 aprile, estende fino al 3 maggio le disposizioni del decreto legge del 25 marzo (n. 19).
Mentre il decreto non modifica nulla per quanto riguarda le attività che i cittadini possono o non possono svolgere, e in pratica bisogna stare a casa il più possibile e l’attività sportiva è consentita giusto fuori l’uscio di casa, per le imprese qualcosa è cambiato.
Non è stato aperto solo il settore della silvicoltura, non sono state aperte solo le librerie (anche se c’è chi si domanda il motivo visto che nessuno può uscire di casa), ma viene introdotto il principio della “comunicazione resa”.
Cioè, io ti ho comunicato che faccio parte di una delle attività produttive dell’allegato 3 al presente decreto, o che la mia attività ricade tra “le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività di cui all'allegato 3” e quindi vado avanti.
Se successivamente il Prefetto o un suo delegato invieranno un controllo per verificare se effettivamente l’attività imprenditoriale può o non può restare aperta, allora se ne discuterà.
Questo aspetto ha fatto dire al presidente della Regione Veneto Luca Zaia, che di fatto il lockdown non esiste più. Perché sarà difficile per i prefetti controllare tutti.

Chi dimostra di non potersi fermare non si ferma

Ancora un altro aspetto va sottolineato. Le attività “degli impianti a ciclo produttivo continuo” possono proseguire, attenzione, “previa comunicazione al prefetto della provincia ove è ubicata l'attività produttiva”, se il fermo produttivo può arrecare “grave pregiudizio all'impianto stesso o un pericolo di incidenti”.
Anche in questo caso, se l’industria dimostra di non potersi fermare, come l’altoforno di una acciaieria ad esempio, allora si può proseguire.
Naturalmente le autorità potrebbero imporre la sospensione dell’attività, ma, il nuovo decreto del 10 aprile recita:
“Fino all'adozione dei provvedimenti di sospensione dell'attività, l'attività è legittimamente esercitata sulla base della dichiarazione resa”.

Il decreto si predispone al dopo

L’articolo 3 del decreto di aprile predispone i cittadini al dopo, cioè alla fase 2 in cui si riapriranno le varie attività e ci aiuta a delineare come vivremo i prossimi mesi.
Le persone anziane, le persone immunodepresse e chi ha patologie plurime, dovrà spostarsi di casa il meno possibile e solo per svolgere attività strettamente necessarie.
Nelle scuole e università, comprese quelle dell’infanzia, vedremo comparire informazioni sulle misure di prevenzione igienico sanitarie da seguire.
Anche gli esercizi commerciali dovranno dotarsi di cartelli informativi rivolti alla clientela.
Negli ospedali e negli altri uffici pubblici troveremo soluzioni disinfettanti collocate un po’ ovunque per pulire le mani.
Le aziende del trasporto pubblico dovranno effettuare disinfezioni dei mezzi “a cadenza ravvicinata”.
E per quanto riguarda le mascherine...
In Lombardia girare in pubblico con la mascherina è già un obbligo, ma non lo è in molte altre Regioni italiane. Tuttavia, ieri, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, ha preannunciato che tale misura sarà attuata anche in Campania, ma si attende che la Regione riesca a raggiungere una produzione autonoma di mascherine pari a 3 milioni di mascherine. Tali mascherine verranno poi distribuite alla popolazione attraverso vari canali. Ma sarà tutta Italia a dover girare in pubblico con la mascherina per un lungo periodo.
Coronavirus e mascherine, cosa c'è da sapere

domenica 12 aprile 2020

Qanon o fantapolitica? Comunque la misura è ormai colma...

QAnon conspiracy theory on James Comey shuts school festival - BBC ...
Partiamo dal presupposto che esista una fazione, chiamata QAnon all’interno dei militari degli Stati Uniti, appoggiata dal presidente Trump, che questa abbia rapporti con le varie agenzie di intelligence e che abbia un piano per liberare il pianeta dalla mafia politico-finanziaria che rende schiavi i popoli di tutto il mondo occidentale (Deep State). Fantasia? A prima vista sì ma avvalorata da talmente tante prove che un semplice esame superficiale potrebbe, se non dare la convinzione, almeno far sorgere un ragionevole dubbio che sia così. (Per chi non conoscesse queste ipotesi consiglio di approfondire in questo sito: Qanon.it , dove viene spiegato segno per segno tutto il piano con articoli e video; o di leggere questi articoli Link; Link).
In questo piano per liberare il pianeta, l’Italia svolgerebbe un ruolo primario: quello di essere il detonatore per far scoppiare l’unione europea e farla disintegrare senza lasciare traccia. Il premier conte sarebbe uno dei massimo attori in questo piano. Anche questa potrebbe sembrare una fantasia ma potrebbe essere confermata dal fatto che Donald Trump abbia appoggiato direttamente l’elezione del nostro presidente del consiglio in un tweet dal suo profilo personale, cosa mai fatta per altri presidenti, né prima né dopo, spiegherebbe inoltre il perché il presidente americano si preoccupi così tanto del nostro paese, è infatti notizia di oggi il fatto che abbia mandato nuovi aiuti finanziari.
Posto che, in questo momento il presidente del consiglio dei ministri italiano sembrerebbe stia facendo tutt’altro, proviamo ad analizzare il suo comportamento negli ultimi giorni: continua a chiedere l’aiuto dell’unione europea pur sapendo che questi non arriveranno mai e portando i cittadini italiani all’esasperazione con il risultato di aver fatto scendere nel popolo il gradimento verso l’istituzione europea a livelli mai registrati prima. 
L’ipotesi è che il compito di conte, nell’ambito dell’organizzazione Qanon, sia di far disaffezionare i cittadini italiani verso l’unione europea in modo da rendere meno traumatica possibile una imminente secessione; in questo compito, nella successione, però, il presidente sarebbe ostacolato dal suo ministro del tesoro Roberto Gualtieri, il quale lavorerebbe per la mafia finanziaria suddetta, oltre che, ovviamente da membri dell’unione stessa. 
Va detto a questo riguardo che Gualtieri, se volesse, avrebbe potuto già da tempo mettere a disposizione degli italiani una grossa quantità di denaro, semplicemente mettendo in vendita titoli del debito pubblico italiano (BOT) che verrebbero comprati, oltre che dal popolo italiano, anche dalla Banca Centrale Europea. Azione che non indebiterebbe la nazione più di quanto farebbero tutti gli strumenti accettati come possibili dal ministro alla recente riunione del consiglio dei ministri europei e non li vincolerebbe minimamente a differenza degli altri strumenti. A questo punto non mi sento assolutamente di escludere l‘ipotesi fatta da Alberto Bagnai secondo cui Conte e Gualtieri stiano lavorando contro gli interesse del popolo italiano perché sarebbero stati minacciati.
Conte sbotta contro Salvini: “Scorrettezza istituzionale” - La ...
Proviamo quindi a ipotizzare che il presidente Conte, nello svolgere il suo compito di portare l’Italia fuori dall’Unione Europea, sarebbe ostacolato, oltre che dalle istituzioni dell’unione stessa, espressione di quel Deep State che mira a far fallire il paese per impadronirsi delle sue ingenti ricchezze, dal suo ministro del tesoro; del quale Conte vorrebbe liberarsi ma senza far trasparire la sua intenzione troppo palesemente per non incorrere in ritorsioni da parte delle istituzioni di cui sopra. 
In altre parole: Conte deve districarsi dalle redini che lo imbrigliano alla mafia finanziaria, uscire quindi dall’Unione Europea ma, per farlo, deve liberarsi del ministro Gualtieri, asservito a tali poteri, senza darlo troppo a vedere per non veder realizzate le minacce nei suoi confronti. 
Quello che sta facendo ultimamente sembrerebbe palesare questa situazione: ha apertamente detto che l’Italia non avrebbe mai utilizzato i fondi del MES per poi vedersi tradire dal suo ministro delegato che spaccia per una vittoria il fatto di poter avere tra le opzioni da utilizzare il MES stesso; ma quello che mi ha fatto più riflettere è la conferenza stampa fatta da Conte stesso ieri sera. Quale sarebbe lo scopo di una conferenza stampa in cui si attaccano direttamente i massimi membri dell’opposizione, con critiche da ogni parte, se non quello di creare tensione all’interno e verso il governo stesso, in modo da spingere gli stessi membri dell’opposizione a correre ai ripari? 
Dopo la conferenza stampa, apparentemente assurda di ieri sera i membri dell’opposizione sono sempre più convinti che non si possa più collaborare con quel governo, stanno quindi per chiedere una mozione di sfiducia nei confronti del ministro Gualtieri; Giorgia Meloni inoltre ha sollecitato l’intervento del capo delle stato per porre rimedio ad una situazione che il governo non è ormai palesemente in grado di gestire. In quella conferenza stampa infatti non si elencano minimamente soluzioni, la sensazione che se ne ha è che il governo sia smarrito e incapace di gestire l’emergenza, il risultato è che anche molti membri del movimento 5 stelle abbiano preso le distanze dal governo e si apprestino a votare la sfiducia nei confronti del ministro Gualtieri . 
Durante la conferenza Conte ha risposto alla domanda di una giornalista con queste parole “Se lei ha le soluzioni si faccia avanti”: insomma, come può un abile avvocato, diventato primo ministro, essere così incompetente? Un errore del genere non lo commette nessuno, a meno che non sia voluto; se, inoltre lavorasse anche lui per far fallire il governo italiano a beneficio della mafia finanziaria si sarebbe dato da fare per difendere le scelte del ministro Gualtieri e l’operato delle istituzioni europee, cosa che non ha mai fatto
In altre parole, la conferenza sarebbe un grido di aiuto da parte del presidente Conte perché venga liberato da una zavorra che impedisce il suo operato e che mette a rischio il paese; cosa che non può fare direttamente se vuole evitare ritorsioni e di rendere troppo palesi le proprie intenzioni.
Non ci resta che aspettare e sperare in un intervento da parte del presidente Mattarella e nel risultato della mozione di sfiducia, nel frattempo vediamo il paese precipitare un un baratro per impedire il quale si hanno soluzioni, basta volerle applicare.
Nicola Zegrini - 11 aprile 2020
Trump Throws Fresh Fuel on Dangerous QAnon Conspiracy Theory

venerdì 10 aprile 2020

Una, cento, mille Calcata...



Negli anni passati avevo coniato il motto “Una, cento, mille Calcata..” per significare come l´esperimento in corso nel vetusto borgo potesse essere esemplificativo di un nuovo modo di rapportarsi con la natura e con se stessi. Non è certo Calcata, in quanto comunità o località, che va riprodotta ma un modo di percepire la presenza umana nel luogo. Una presenza inserita nel contesto della natura, nel consesso dei viventi, in condivisione olistica e simbiotica.
Infatti – come disse Nisargadatta Maharaj – noi non possiamo essere altro che una parte integrante della manifestazione totale e del totale funzionamento ed in nessuna maniera possiamo esserne separati.
Molto spesso però ho notato che l´uomo tende a dare maggiore importanza al contesto sociale in cui egli vive. E´ nella società umana, con le sue esigenze e movimenti, che si fa la storia e si sancisce la caratteristica di un posto, molto spesso dimenticando l´appartenenza al tutto, ignorando l´inscindibile co-presenza della natura e degli animali. Per tentare di riscoprire le nostre radici naturali, continuando a prendere ad esempio un certo modo di vivere il luogo e nel luogo, ho pensato di affidare le mie riflessioni a questo blog. In esso si parla di Calcata ma anche di tutto il mondo, ma potremmo dire che è un’altra Calcata ed un altro mondo.
Programmi, storie, descrizioni dell´ambiente (sia naturale che umano), poesie, riflessioni… è ciò che troverete in questo blog. Non sarà quindi un sito di servizi, per promuovere il turismo o la speculazione commerciale, ma un luogo di incontro e fusione delle anime.
Paolo D’Arpini 
Riciclaggio della memoria: Ode d'addio al Paolo D'Arpini, detto ...
Scritto il 4 giugno 2009 sul frontespizio del blog http://altracalcata-altromondo.blogspot.com/ poi cancellato per errore...

MES. Compromesso storico... Gualtieri e Conte soddisfatti


Mes, ok Governo Conte in Senato e Camera/ 164 Sì, si spacca M5s ...
Compromesso storico sul MES. Gualtieri e Conte soddisfatti

10 aprile 2020 - Accordo sul Mes. Lo schema degli “aiuti” anti-coronavirus è semplice: soldi per sanità e per la "ripresa", poi sull'Italia la sorveglianza fiscale EU.

 L'Eurogruppo trova l'accordo: "Si al Mes".  Il piano prevede prestiti  sino a  mille miliardi. Nell'intesa è previsto che il  Mes,  potrà fornire assistenza finanziaria  per le spese mediche e sanitarie dirette o indirette legate al Covid-19. L'Olanda tuttavia insiste a dire che per il sostegno economico le linee di credito del Fondo Salva Stati manterranno una serie di condizionalità.

"L'accesso concesso sarà il 2% del PIL del rispettivo stato membro alla fine del 2019, come parametro di riferimento". Tutti gli Stati membri dell'area euro comunque "rimarranno impegnati a rafforzare i fondamenti economici e finanziari, coerentemente con i quadri di coordinamento e sorveglianza economica e fiscale dell'Ue, compresa l'eventuale flessibilità applicata dalle competenti istituzioni dell'Ue".  (AGI)

Le reazioni politiche in Italia

Il presidente del consiglio Conte ed il ministro dell'economia Gualtieri  si dichiarano soddisfatti dell'accordo sul Mes: "con condizionalità leggere,  un pacchetto che include 200 miliardi della Bei per le imprese, 100 miliardi che attraverso il nuovo programma Sure contribuiranno a finanziare la cassa integrazione. Inoltre, ai paesi che vorranno farvi ricorso, sarà possibile accedere a un ulteriore  credito  dedicato unicamente all'emergenza sanitaria,  priva di ogni condizionalità presente e futura".

Posizione opposta quella espressa da Matteo Salvini: "Non ci sono gli Eurobond che voleva Conte ma c'è il Mes, una drammatica ipoteca sul futuro, sul lavoro e sul risparmio dei nostri figli. Dal 1989 ad oggi l'Italia ha versato all'Europa 140 miliardi, ora per averne a prestito 35 ci mettiamo nelle mani di un sistema di strozzinaggio legalizzato. Oltretutto, senza nessun passaggio in Parlamento, come più volte richiesto dalla Lega. Siamo fuori dalla legge, siamo alla dittatura nel nome del virus. Presenteremo mozione di sfiducia al ministro Gualtieri. Se il governo olandese festeggia, vuol dire che è una seconda Caporetto".  

Le  opinioni  popolari

Franco Bechis: "L'Ue ce l'ha MES in quel posto!  In arrivo un cappio al collo dell'Italia."

Gianluigi Da Rold: "Conte e Gualtieri escono sconfitti dall’Eurogruppo: alla fine dicono sì al Mes e restano senza eurobond.  La sensazione che si coglie è che, per salvare il salvabile di questa Unione Europea indecifrabile, si è raggiunto un compromesso, come avviene sempre in politica. Ma vista la linea  si può dire che l’accordo è un compromesso al ribasso per l’Italia. Non avrà una stagione facile da affrontare questo governo, anche dopo questa tornata dell’eurogruppo europeo"

Carlo Terzano: "Non c’è ombra di Eurobond, nel documento finale sottoscritto dai ministri delle Finanze. Tuttavia, viene indicato che: “L’Eurogruppo è d’accordo a lavorare ad un Recovery Fund per sostenere la ripresa. Il fondo sarà temporaneo e commisurato ai costi straordinari della crisi e aiuterà a spalmarli nel tempo attraverso un finanziamento adeguato.”. Il ministro delle Finanze olandese già su Twitter preannuncia battaglia sul tema: “Siamo e resteremo contrari”.

Giuseppe Altieri: "Hanno Firmato il Mes! NEL GIORNO DEL "TRADIMENTO DI GIUDA".  Subito 2 referendum abrogativi dell'accordo, per non finire come la Grecia. Ci ruberanno tutto, a partire dai risparmi di una  vita.  Non rimane che la "rivolta popolare democratica"  per uscire subito dall'Europa!  E parallelo ricorso alla Corte Costituzionale contro le misure approvate dal Governo. Poi dimettiamo il Governo.". 


lunedì 6 aprile 2020

Cittadini sovrani... non sudditi


Da sudditi a cittadini

Sarebbe bello risolvere un po' dei  tanti problemi d'oggi con un sol colpo. Ad esempio si potrebbe fare un'improvvisata collettiva sul balcone appendendo un lenzuolo con su scritto qualcosa che condensi questo pensiero: voglio vivere in una vera Democrazia, in una vera Repubblica. 

Voglio che l'intero apparato pubblico, lo Stato, divenga davvero democratico: rinnovato completamente, periodicamente, regolarmente. Come il Parlamento. 

Voglio che nel pubblico impiego si assuma solo a tempo determinato. 

Voglio che venga aperta la Banca del Pubblico Impiego: dove chiunque si possa registrare, fornire dati, competenze, preferenze, prenotandosi per dare un contributo, retribuito, alla Res Publica. 

Non voglio più vivere sottomesso agli appartenenti di una casta: agli assunti a vita, ai burocrati, ai carrieristi, in divisa e non. Voglio che chi lavora nello Stato sia un mio pari, un cittadino. Voglio che chi mi si presenta davanti come suo rappresentante sia una persona che stimo, un fratello. Non un despota, un tiranno! Perché tiranni non son altro che coloro che mai restituiscono al Popolo Sovrano ciò che ad esso appartiene: i poteri tutti della Repubblica.  Perché è vera società non l'ammasso di persone in un territorio bensì quella in cui ci si alterna anche in eroismi e sacrifici. 

Ammesso si sia d'accordo, come si può sintetizzare tutto ciò? Come si può dire in quattro parole ciò che mai è stato detto, pur dovuto, da nessun politico?  

Danilo D'Antonio 



Picchiettala piano, picchiettala piano.
Alla fine la pietra si spacca da sé. 
 
 

venerdì 3 aprile 2020

Covid-19. Richiesta dati precisi...


Ecco come gli ospedali provano a curare i malati di Covid-19 ...

Visto lo zelo con cui i  telegiornali del servizio pubblico terrorizzano quotidianamente il paese intero per via della tragedia planetaria in atto a causa del coronavirus, sarebbe una cosa buona se si potesse conoscere (attraverso enti pubblici in questo responsabilizzati) l’esatto totale nazionale dei decessi degli ultimi mesi suddiviso per
  • regione
  • provincia
  • sesso
  • fascia di età
  • causa esclusiva covid 19
  • causa del covid 19 congiunto ad altre patologie
possibilmente confrontato, con identica griglia, per  gli stessi dati riferiti ai corrispondenti periodi degli ultimi 3 anni.

Magari si scopre che, tutto sommato, non siamo così lontani dalla norma, o che in casi particolari, sul territorio, potrebbe essere utile considerare altri fattori all’origine o come concausa dei decessi...

Adriano Colafrancesco

Altra Calcata… altro mondo: C'era una volta la TV... ora (per ...

mercoledì 1 aprile 2020

Autodichiarazione fallace... #andratuttobeneuncazzo

“…Non era cambiata la strategia per combatterla, ieri inefficace e oggi apparentemente vincente. Si aveva solo l’impressione  che la malattia si fosse esaurita da sé, o che si ritirasse, forse, dopo aver centrato tutti gli obiettivi. In un certo senso, il suo ruolo era concluso.” A.Camus, La peste, 1947

L'umanesimo ai tempi del coronavirus. Rileggendo “La peste” di ...

        Ho un incubo ricorrente (si alterna all’altro, meno frequente, in cui il vicino di casa delatore-psicotico avvisa i CC d’avermi vista sulla soglia di casa... Perché è la parte migliore di noi, quella che scopriamo con l’emergenza…). 

L’incubo: in movimento con regolare autodichiarazione, vengo fermata per controlli da anonima “autorità” (auto blu priva di contrassegni per meglio stanare il cittadino furbetto-fino-a-prova-contraria): ahimè, un nuovo modulo è stato emanato nella notte e invalida il mio, avrei dovuto saperlo e stamparlo. Il reato è gravissimo, vengo brutalmente messa in ceppi e condotta  verso…

Mi sveglio. Sollievo: i moduli sono lì, in rigoroso ordine di apparizione dal primo al più recente;ho lasciato ampi vuoti per i prossimi, sono previdente, io.
Li conserverò, un giorno mi ricorderanno questo spazio della vita in cui l’inimmaginabile è diventato quotidiano.

L’inimmaginabile sono - anche - quei moduli. Summa di ogni sordo burocratese stratificato in secoli di funzionari asburgici-austroungarici-savoiardi-papalini-borbonici; linguaggio che arriva fino al nostro cupo millennio pandemico immutato nei contorti stilemi, nella grafica compressa e chiaroscurata, nella disumanante afasia.
Ci sono dirigenti, funzionari, impiegati, vertici militari - “persone oltre le cose” - dietro quei moduli, così come dietro i Decreti/Ordinanze Ministerial/Regionali/Comunali i cui articoli (a volte anche solo due) li leggi dopo quattro pagine e lenzuolate a due piazze di visto questo visto quello e visto quell’altro e visto quell’altro ancora…

Ci si chiede cosa di buono possa mai venire, in questo passaggio apocalittico, da apparati pachidermici, mummificati perfino nella comunicazione.  

Non è da quelli che verrà la salvezza: questa, se ce ne sarà una, verrà da coloro che oggi, dalle disperate trincee ospedaliere, dalla miriade di postazioni in tutta Italia dove si combatte e si muore, da dentro le impossibili tute marziane, rifiutano di alzare bandiera bianca.

Tutti gli altri sono a vario titolo responsabili del disastro e ne risponderanno alle proprie disperse coscienze. Mai, temo, al Paese e ai cittadini.

- Sono gli apparati politico-amministrativi delle Regioni, inconcepibilmente privi di piano pandemico regionale, a cominciare dalla fulgida Lombardia. Che hanno omesso di creare in anticipo strutture dedicate e interventi sul territorio (dopo aver impoverito le strutture pubbliche privilegiando un privato che non poteva essere all’altezza) e “colti di sorpresa” hanno praticato - a cominciare dalla Lombardia - un’ospedalizzazione che è stata benzina sul fuoco dell’epidemia.
[Che in Lombardia hanno omesso di chiudere Alzano, nel bergamasco, dove - presente fin dal 23 febbraio, dopo la zona rossa di Codogno - un focolaio è stato lasciato libero di circolare e diffondersi. (cfr.G.Barbacetto, Il Fatto Quotidiano 30 marzo) ]

- Sono i vertici sanitari nazionali che hanno recepito senza far nulla, quando si era ancora in tempo, le previsioni epidemiologiche della comunità scientifica diffuse da Ministero della Salute già i primi giorni di gennaio; e almeno fino al 21 febbraio hanno trascurato le informazioni dettagliate degli scienziati sulla sintomatologia del virus omettendo perfino di informarne i medici di base. [Senza contare che il Ministero della Salute deve strutturalmente avere - come ogni altro Ministero - piani gia’ predisposti per qualsiasi tipo di emergenza, anche la più catastrofica]. Invece: “siamo stati colti di sorpresa” e, per dirne una, ci si accorge addirittura solo ai primi di marzo che i ventilatori li fabbrica un’azienda italiana…

- Sono i vertici della Protezione Civile riuniti il 31 gennaio nella loro sede romana con burocrati e vertici di tutti i Ministeri, più Croce Rossa, ANCI, funzionari delle Regioni, rappresentanti dell’Istituto Superiore di Sanità e - va da sé - alti militari di ogni ordine e mostrina: che stabilirono di controllare i voli da e per la e Cina, di misurare la febbre agli sbarcati, di recuperare uno a uno gli italiani dallo Hubei, anche un aereo per ciascuno.

E - simpatici sbadati! - dimenticarono di parlare di capienza degli ospedali, di personale sanitario e di aumenti di organico, di terapie intensive, di protocolli per i soccorsi urgenti, di acquisti di respiratori e mascherine e tamponi e tutto l’ambaradan che ormai sanno pure le pietre. 
Preoccupati dei rapporti economico-diplomatici con la Cina e di non creare allarme sociale, e convinti - bontà loro - che ”il sistema italiano reggerà” si offrirono con sorridente ottimismo in favore di telecamere.

 - Sono i componenti del comitato operativo della Protezione Civile, che in continue riunioni a gennaio e a febbraio, e con l’allarme già diffuso  da Ministero Salute e OMS, non ritennero di dover effettuare uno straccio di calcolo sulle necessità e dotazioni di cui sopra. Tutto come col terremoto dell’Aquila, tutto déjà-vu, compreso Bertolaso: che la Lombardia chiama, viste le luminose prove offerte in passato, e lui subito qui, dall’Africa a Milano e poi  fino ad Ancona a  spargere… positività (chiedere a Ceriscioli).

- Sono i responsabili che non hanno ritenuto necessaria la mappatura epidemiologica - ricostruzione dei contatti dei positivi, fattibilissima anche se non siamo Seoul - che avrebbe contenuto il contagio e preservato la categoria più esposta: medici e operatori sanitari. E hanno scelto di considerare solo i sintomatici.

Sono gli stessi che ora nelle varie Regioni corrono ai ripari con interventi tragicamente affannosi e tardivi - ospedali da campo, strutture dedicate ecc. - spacciati ai microfoni dell’informazione compiacente come manifestazioni dell’eccellenza lombarda, lombardo/veneta e di altre fulgenti Regioni.

E saranno santi subito, da scommetterci: lo sarà il Presidente sto-tutti-i-giorni-in-tivù, con la mascherina d’ordinanza e l’abito buono da preghiera col vescovo e la porgimicrofono adorante e genuflessa; lo sarà il fido scudiero (pardon assessore-“andratuttobene”) che già si candida a sindaco della martoriata Milano. Altra calamità in arrivo. Dio aiuti Milano.

Poi ci siamo noi, cittadini-sudditi o popolo bue: trattati tutti - per l’imbecillità di pochi criminal-cialtroni da mettere in gabbia e gettar via la chiave - come irresponsabili/disobbedienti/untori/furbetti fino a prova contraria. Martellati fino alle più remote sinapsi, con una comunicazione da grande fratello orwelliano, dai minacciosi continui offensivi “state a casa”. Come fosse, ciascuno di noi, un minus habens bisognoso di reiterate supponenti istruzioni-raccomandazioni-ordini e, se del caso, anche delle maniere forti.
     
        Come se avessimo voglia, in questa apocalisse, di giocare a dadi con la nostra pelle e con quella del prossimo; come se non ci bastassero tutto il dolore che vediamo e sperimentiamo, tutta la sofferenza e tutta la tristezza di quei morti che se ne vanno soli, senza persone care che possano, per loro, rapire “una scintilla al sole a illuminar la sotterranea notte”.

                          #andratuttobeneuncazzo


Sara Di Giuseppe    faxivostri.wordpress.com      letteraturamagazine.org

La peste di Albert Camus, riassunto e commento - Studia Rapido