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domenica 29 agosto 2010

Altero Matteoli - “A Rimini le confessioni inconfessabili su porti ed aeroporti...”

Riferisce la stampa che il Ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, intervenendo al Meeting di Rimini avrebbe ammesso che i 106 aeroporti presenti in Italia sono troppi.
"106 aeroporti sono una cifra spropositata", ha affermato il ministro.

Nello stesso incontro, riferiscono le agenzie di stampa, l'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti avrebbe a sua volta segnalato che: ''In Italia ci sono troppi porti, troppi aeroporti e troppi centri merci. Un 15% di infrastrutture e' inutile: ad esempio sarebbero sufficienti 3-4 aeroporti oltre a quelli per le isole".

Occorre aggiungere altro?
Lo stesso Ministro dei Trasporti conferma che in Italia ci sono troppi aeroporti.
Che senso avrebbe realizzare ulteriori mega-aeroporti?
Occorre piuttosto chiudere una parte degli aeroporti esistenti.

Diciamolo: anche alla luce di quanto confessato dal ministro e' evidente che realizzare un mega-aeroporto a Viterbo e' un crimine ed una follia.

A questo si aggiunga che la realizzazione di un mega-aeroporto nocivo, distruttivo e fuorilegge nel cuore dell'area del Bullicame avrebbe come immediate e disastrose conseguenze:

a) lo scempio dell'area del Bullicame e dei beni ambientali e culturali che vi si trovano;
b) la devastazione dell'agricoltura della zona circostante;
c)l'impedimento alla valorizzazione terapeutica e sociale delle risorse termali;
d) un pesantissimo inquinamento chimico, acustico ed elettromagnetico di grave nocumento per la salute e la qualità della vita della popolazione locale (l'area é peraltro nei pressi di popolosi quartieri della città);
e) il collasso della rete infrastrutturale dell'Alto Lazio, territorio già gravato da pesanti servitù;
f) uno sperpero colossale di soldi pubblici;
g) una flagrante violazione di leggi italiane ed europee e dei vincoli di salvaguardia presenti nel territorio.
Ripetiamolo: realizzare un mega-aeroporto a Viterbo é un crimine ed una follia.

Antonella Litta - Coi Piedi Per Terra

Altri articoli su Aeroporto di Viterbo:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=aeroporto+viterbo

sabato 5 settembre 2009

No Coke in lotta contro l'inquinamento causato dalla centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord di Civitavecchia

NO COKE PRESENTANO LE OSSERVAZIONI SUL RINNOVO DELL´AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE DI TORREVALDALIGA NORD E DENUNCIANO L´ENEL PER ESERCIZIO IN ASSENZA DI AUTORIZZAZIONE

Il Forum Ambientalista, il Movimento No Coke Alto Lazio e i Consiglieri Comunali Manuedda (Civitavecchia) e Tosoni (Tarquinia) hanno presentato congiuntamente le osservazioni al procedimento di rinnovo dell´autorizzazione integrata ambientale in itinere presso il Ministero dell´Ambiente per la centrale di Torrevaldaliga Nord.

Innanzitutto gli scriventi hanno sottolineato che, ad oggi, l´impianto di Torrevaldaliga Nord è in esercizio nonostante l´Autorizzazione Integrata Ambientale, compresa nel decreto MAP 55/02/2003, sia scaduta dal 25 dicembre 2008, condizione vietata dalla normativa nazionale e comunitaria e motivo per il quale nei giorni scorsi è già stata presentata formale denuncia alla Procura della Repubblica per esercizio in assenza di autorizzazione.

Si è poi rilevata la scorrettezza formale e sostanziale della domanda di rinnovo, in quanto la centrale di Torrevaldaliga nord è erroneamente considerata un "impianto esistente" mentre, secondo la normativa vigente, deve essere considerata senza dubbio un "impianto nuovo". Abbiamo chiesto, pertanto, al Ministero di azzerare la procedura in corso ed invitare il gestore a riattivarla nelle forme di legge.

Pur considerando a tutti gli effetti nulla la domanda di rinnovo, abbiamo comunque ritenuto opportuno esaminare gli elaborati presentati dal gestore. Nelle osservazioni abbiamo evidenziato come l´Enel abbia depositato una documentazione estremamente carente e lacunosa, tale da non consentire al pubblico interessato la possibilità di crearsi un quadro di riferimento ambientale e progettuale che possa definirsi esauriente, giungendo addirittura a secretare parte della documentazione relativa, guarda caso, proprio ai vari flussi emissivi fino ad oggi prodotti.

Analizzando i dati progettuali, salta inoltre all´occhio come l´Ente energetico abbia presentato un bilancio di massa generale NON CONFORME e NETTAMENTE SUPERIORE a quello autorizzato per il medesimo impianto con decreto MAP 55/02/2003, in particolare per quanto riguarda il carbone (+ 600 t/a), l´acqua per uso industriale (+ 2.350.000 m3/a), il calcare (+ 37.500 t/a), l´urea (+6.500 t/a), il Monossido di carbonio CO (+20 mg/Nm3), le acque reflue (+317.500 t/a), i fanghi (+1.250 t/a) e il gesso ( 62.500 t/a) avvicinandosi pericolosamente ai bilanci di massa previsti nell´iniziale progetto a quattro gruppi giungendo ad annullare quasi totalmente i pur minimi benefici conseguenti la riduzione di taglia imposta dalle istituzioni competenti.

Grave ed offensivo per la popolazione oltre che per il lavoro della commissione IPPC e dello stesso Ministero dell´Ambiente è, inoltre, il fatto che l´Enel, nella domanda di rinnovo, abbia presentato un Piano di monitoraggio e controllo, completamente difforme da quello predisposto dalla Commissione IPPC ed inserito quale parte sostanziale nel recente Decreto di integrazione dell'autorizzazione unica 55/02/2003 del 24-12-2003 prot. DSA-DEC-0000970 del 03/08/2009 emesso a seguito della procedura di riesame.

Particolare menzione merita, in tal senso, la reiterata richiesta di ENEL di avere un valore limite di monossido di carbonio di 150 mg/Nm3 che non solo non è conforme a quanto stabilito nel citato decreto di integrazione, ma, soprattutto, non risulta coerente con i valori limite, stabiliti in 50 mg/Nm3, riferibili alle migliori tecniche disponibili, a cui la centrale di Torrevaldaliga Nord dovrebbe essere vincolata come gli altri impianti europei, nonché l´incoerenza tra i flussi di massa e le relative concentrazioni di emissioni per sezione; incoerenza che se non sanata renderà estremamente difficile controlli puntuali sul rispetto dei limiti emissivi.

Questa e tante altre incoerenze fanno della documentazione presentata da Enel un insieme di atti con gravi discrasie sia rispetto agli atti autorizzatori sino ad ora emessi, sia rispetto alla normativa vigente.

Difformità che abbiamo puntualmente evidenziato e che porteremo all´attenzione delle autorità competenti alle quali ribadiremo che l´esercizio di Torrevaldaliga Nord deve essere inibito fino all´eventuale conseguimento dell´Autorizzazione Integrata Ambientale.

Riteniamo, infatti, inaccettabile che ad un impianto tanto nocivo si possa permettere di esercire la propria attività in deroga alla normativa vigente in materia di prevenzione e controllo integrati dell´inquinamento, come riteniamo altrettanto inaccettabile che non si imponga all´ENEL, come fatto per impianti di altri gestori, di utilizzare carbone a basso contenuto di zolfo, ovvero con un tenore di zolfo non superiore allo 0,3%, come peraltro previsto anche dal Piano di Risanamento della Qualità dell´Aria della Regione Lazio, rispetto a quello dichiarato dallo Gestore ed avente un tenore di zolfo dell´ 1%.

Il nostro territorio, per l´enorme pressione ambientale alla quale è sottoposto, ha bisogno di un´attenzione straordinaria e costante, in primis da parte delle istituzioni.

Sulla centrale di Torrevaldaliga Nord, che è destinata a diventare protagonista di quella pressione già oggi quasi insostenibile, le istituzioni, sindaci in testa, hanno pensato, al contrario, di calare un velo pietoso e indecoroso, sottoscrivendo con l´Enel accordi economici milionari che impediscono, necessariamente, ai comuni di vedere e di sentire. Chi ha una coscienza può sollevare quel velo; chi decide di non farlo se ne assume la responsabilità.

Noi vogliamo continuare a vedere, ad esempio un´autorizzazione scaduta da otto mesi o previsioni di emissioni in atmosfera superiori ai valori autorizzati o consentiti, e a sentire, ad esempio il frastuono insopportabile della centrale.

Le popolazioni non si arrendono: abbiamo costretto L´Enel al rinnovo dell´autorizzazione, la costringeremo, suo malgrado, a rispettare la legge.

Se qualche istituzione territoriale si volesse riappropriare del proprio ruolo e riprendere a vigilare sul rispetto delle normative nazionali e comunitarie, anziché considerare la vicenda della conversione a carbone di Torrevaldaliga Nord come mera occasione per stringere accordi economici con Enel, è un buon momento per farlo.

nocoketarquinia@yahoo.it