La situazione relativa alla centrale nucleare di Zaporizhzhia rimane complessa e caratterizzata da un continuo scambio di accuse in merito agli attacchi e ai rischi di sicurezza nell'area.
Essendo l'impianto sotto il controllo delle forze russe dal marzo 2022, la dinamica dei bombardamenti e degli incidenti tecnici è oggetto di versioni nettamente contrapposte.
Le versioni del conflitto e i rischi recenti
Mosca sostiene regolarmente che le forze ucraine continuino a colpire l'impianto o le sue immediate vicinanze tramite l'utilizzo di droni o artiglieria, denunciando pericoli per la sicurezza nucleare globale.
Al di là degli attacchi diretti, la stabilità dell'impianto è costantemente minacciata dall'interruzione delle linee elettriche esterne necessarie al raffreddamento. Ad esempio, ad agosto 2026 sono state registrate ulteriori interruzioni di corrente elettrica della durata di circa un'ora ciascuna.
Stato di sicurezza dei reattori
Secondo le valutazioni dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) e degli esperti di sicurezza nucleare.
I sei reattori della centrale sono stati spenti (in stato di "arresto a freddo"). Il calore residuo prodotto dal combustibile è molto basso, riducendo le probabilità di un incidente immediato su vasta scala simile a quelli di Chernobyl o Fukushima. Il rischio principale resta un eventuale danneggiamento del combustibile a causa di blackout prolungati dei sistemi di raffreddamento, che potrebbe causare una fuoriuscita locale di gas radioattivi condizionata dall'andamento dei venti.
L'AIEA mantiene un presidio e ispettori sul posto per monitorare l'integrità della struttura, esortando continuamente entrambe le parti a stabilire una zona di sicurezza attorno alla centrale per evitare catastrofi ecologiche.
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
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