Se qualcuno aveva ancora dei dubbi sulle capacità del presidente americano MAGA ormai deve avere capito in che guaio si sono cacciati votandolo o anche semplicemente sostenendolo.
Chi invece non ha ancora la certezza che Trump sia impazzito può aspettare la giornata di domani, quella successiva e così via, non c'è fretta che i suoi sostenitori rinsaviscano.
Il suo apparato militare tuttavia è ancora capace di fare dei danni enormi!
Un'invasione di terra per raggiungere Teheran richiederebbe l’uso delle basi in Afghanistan, che non sono più sotto il loro controllo. Se guardate le immagini delle catene montuose che proteggono la capitale, l’unica via rapida per l’invasione terrestre e il controllo della città sarebbe da est. La geografia quindi non permette una guerra come quella irachena.
I Marines si sono addestrati a catturare isole, è la loro specialità. Ed è per questo che sono stati inviati nella regione a tutta velocità. Quello che mancava nelle loro esercitazioni però erano attacchi costanti di droni e missili. Gli addestramenti si sono svolti prevalentemente in isole lussureggianti vicino a Okinawa. Le isole iraniane sono senza vegetazione e l’unico modo per nascondersi è sotto qualche pietra. La parte più difficile quindi non sarà lo sbarco ma sarà la sopravvivenza. La logistica per viveri e i feriti, le munizioni e la soppressione delle minacce nemiche dovranno essere all’altezza altrimenti non riusciranno a dichiarare alcuna vittoria. Piantare una bandiera non avrà alcun senso se non avranno il controllo del territorio e moriranno tutti. Nel caso di Kharg, l’isola degli scambi petroliferi iraniani, gli stessi iraniani hanno già detto che sono disposti a distruggere tutte le infrastrutture pur di eliminare il nemico e non garantirgli una goccia di petrolio.
Le perdite in questo scenario sarebbero altissime e le ricadute politiche ed economiche sarebbero disastrose. Non hanno quindi modo di dichiarare vittoria senza infliggere danni colossali con l’aviazione, ed è quello che fanno ininterrottamente, solo che la dirigenza e il popolo iraniano non si piegano. La possibilità che capiti è remota.
Trump è il presidente che ha rifiutato di partecipare al trattato START. Dovrebbe far riflettere sulle motivazioni e sul pericolo che le ragioni per non aderire al trattato siano legate (anche) all’Iran. Non escludiamo che possano giungere alla conclusione che per piegare gli iraniani l'unico modo sarà "un colpo colossale" usando la stessa arma di cui vorrebbero privare gli iraniani. E non c'è alcuna prova che gli iraniani abbiano bombe nucleari nei loro arsenali, contrariamente alle affermazioni di Bibi che ogni settimana, da 30 anni, ha detto a tutti che "entro due settimane l'Iran avrà l'atomica".
L'ipotesi dell'uso delle atomiche da parte dei "buoni" sembra remota oggi, ma più andremo avanti nel tempo e più sarà allettante agli occhi dei politici statunitensi e sionisti che in questi giorni cominciano già a proporre idee strampalate, come usare le tattiche nucleari per aprire un canale in Arabia Saudita più profondo di quello di Suez. Potrebbero decidere di utilizzare le bombe quando le perdite saranno così tante da essere difficili da nascondere.
Siamo positivamente sorpresi dalla posizione del nostro governo di non sostenere questa follia, tuttavia non sottovalutiamo la capacità statunitense di ottenere ciò che vogliono con la coercizione, loro caratteristica primordiale. E non dobbiamo dimenticare che Trump tenta di trascinare tutti in una lotta per salvare il popolo "prescelto". Bisogna salvarlo da sé stesso e dalle conseguenze delle sue azioni, a qualsiasi costo... (S.P.)
Integrazione di J.E.: "Venti, anche trent'anni fa intuivo dove si andava a sbattere. Non dico ci credevo, speravo di sbagliarmi, pareva assurdo... Invece... Oltre lo stimato, l'immaginabile. Non so cosa scriveranno i libri di Storia tra 200 anni, se libri ce ne saranno ancora, o solo chips inseriti nei cervelli amorfi, o nelle amebe incapsulate, con qualche resistente nelle catacombe. Credevo, credo ancora testardo nell'intelligenza collettiva, quella dell'alveare ma qualche gran dubbio mi sovviene. Il Cosmo è fatto per altro, non è nostro e se ne va per conto suo, e noi qua a sfracellarsi come nemmeno in L'alba dell'uomo via Clavius verso HAL9000..."
(Notizie raccolte e rielaborate da P.D'A.)
Video collegato:
Stanislav Krapivnik: IRAN AGLI EAU – “Evacuate subito” dopo l’attacco a Kharg Island: https://www.youtube.com/watch?v=yfiNY-YY6mg
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