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giovedì 5 luglio 2012

Bioregionalismo, in Europa e nel mondo, per superare l'arroganza politica e la povertà popolare

Paolo D'Arpini, legge la sua relazione all'Incontro Collettivo Ecologista 2012


Proprio in questi giorni stavo parlando con la mia compagna Caterina Regazzi in merito a quelle che sono le mie priorità politiche, sociali ed ambientali per realizzare un mondo migliore. Ancora una volta ho espresso il mio desiderio per l’unione di tutte le genti in un’unica identità umana. Come avrebbe potuto essere l’ONU se non avessero prevalso interessi particolari e veti incrociati sulla sua operatività e consistenza.

L’umanità è una ed anche la Terra è una. In un contesto di consapevolezza universalista un governo mondiale -lungi dal rappresentare interessi economici di potentati finanziari- dovrebbe rappresentare l’interesse di tutto il globo terracqueo, inserendovi non solo gli umani ma anche gli altri viventi. Se vogliamo questa è anche la visione bioregionale, in cui gli ambiti territoriali non sanciscono separazioni ma solo definiscono le variazioni di intensità, di qualità e di presenza vitale e geomorfologica.

Un po’ come avviene per l’organismo umano che è l’insieme inscindibile di tutti i suoi organi, distinguibili nelle reciproche funzioni ma non separabili. Pertanto l’interesse di un organo deve prevedere e integrarsi con l’interesse di tutto l’organismo.

Questo sentire olistico non è solo prerogativa del pensiero bioregionale ma anche la conclusione logica della filosofia non duale. Diceva ad esempio Ramana Maharshi: “Una società è l’organismo; i suoi membri costituenti sono gli arti che svolgono le sue funzioni. Un membro prospera quando è leale nel servizio alla società come un organo ben coordinato funziona nell’organismo. Mentre sta fedelmente servendo la comunità, in pensieri, parole ed opere, un membro di essa dovrebbe promuoverne la causa presso gli altri membri della comunità, rendendoli coscienti ed inducendoli ad essere fedeli alla società, come forma di progresso per quest’ultima.” Ed affermava Nisargadatta Maharaj: “..noi non possiamo essere altro che una parte integrante della manifestazione totale e del totale funzionamento ed in nessuna maniera possiamo esserne separati”

La nostra presenza umana perciò va inserita nel contesto della natura, nel consesso dei viventi, in condivisione olistica e simbiotica.

La prima cosa da fare, a livello politico, è il riconoscimento della appartenenza alla “Casa Comune” e questo, se vogliamo, si può anche fare per gradi. Come siamo stati capaci di riconoscere la nostra identità prima nel nucleo familiare e nella comunità tribale, poi nella città e nel popolo ed avanti ancora nella nazione, saremo in grado di riconoscere le comuni radici europee che tutti ci contraddistinguono.

Certamente non per “separare” l’Europea dal resto del mondo, mettendola in competizione con gli altri raggruppamenti etnici e geografici, ma per imparare ad allargare il nostro senso di identità ed appartenenza. Pertanto l’attuazione dell’Unione Europea è, secondo me, un passo necessario per migliorare la nostra visione olistica. I singoli stati debbono fondersi e rinunciare alla loro prerogativa nazionale. Queste deve avvenire in piena giustizia e con il consenso del popolo e non per avvantaggiare uno stato od una struttura economica rispetto ad un’altra. Quindi la base dell’unione non deve essere quella della supremazia politica ed economica di una o più nazioni né deve rappresentare interessi alieni alla comunità (banche, multinazionali, istituti finanziari internazionali, etc.).

Per questo è importante che -ad esempio- l’emissione dei valori monetari di interscambio comunitario sia direttamente gestita dal governo comunitario e non dalle banche private come avviene oggi con la BCE.

C’è poi l’altro aspetto della valorizzazione e salvaguardia delle culture e delle peculiarità specifiche delle comunità locali, le caratteristiche di queste comunità non possono essere rappresentate da “regioni politiche disomogenee” bensì dovranno essere ristrutturate in ambiti bioregionali omogenei. Queste bioregioni dovranno presentare evidenti affinità di cultura e di forme economiche, per quel che riguarda l’uomo, ed altrettanto dicasi per gli aspetti naturalistici, geomorfologici, botanici, climatici, etc.

Le grandi città tanto per cominciare debbono essere amministrate, con le loro aree metropolitane, in bioregioni a se stanti, per una corretta gestione autonoma dello svolgimento dei suoi servizi, approvvigionamenti, etc. in modo da non far degradare -come oggi avviene- il contesto generale del territorio circostante, dovuto anche alla diversità di incidenza della rappresentatività percentuale della popolazione e del suo “peso” elettorale. Lo vediamo bene con quel che succede -ad esempio- nella Regione Lazio, sovente succube degli interessi devianti e fagocitanti di Roma: su 6 milioni di abitanti 5 di essi vivono nella città e relativa banlieu.

Nel riordino amministrativo a carattere bioregionale bisogna inoltre privilegiare le piccole comunità ed il mantenimento dei rispettivi habitat e delle culture tradizionali.

Attuando il bioregionalismo su ampia scala l’Europa non sarà più un accrocco disomogeneo di stati bensì l’unione di piccole comunità omogenee ed autonome (negli ordinamenti amministrativi interni) che condividono, nel mantenimento delle diversità culturali, una comune identità ed un comune interesse di sviluppo sociale e spirituale. Parlo di interesse spirituale e non religioso, in quanto le religioni stesse sono elementi separativi che contrappongono l’uomo all’uomo e l’uomo alla natura.

Paolo D’Arpini
Rete Bioregionale Italiana

http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/?r=28856

venerdì 15 giugno 2012

Un sogno sull'Incontro Collettivo Ecologista del 22, 23 e 24 giugno 2012



Il 22, 23 e 24 giugno 2012 ci troviamo ad Aprilia, all’Incontro Collettivo Ecologista.

Quest’anno è un anno speciale, anche se non se ne parla più, e da molti viene ancora indicato come il tempo di un cambiamento epocale. Stanotte ho fatto un sogno. Ho visto che un piccolo gruppo di amici eravamo riuniti per decidere di salvare il mondo. All’inizio eravamo quattro gatti come suol dirsi poi a mano a mano giungevano altre persone di tutte le razze: mediorientali, cinesi, neri, etc. Lo scopo non era tanto quello di trovare soluzioni per evitare ciò che appariva inevitabile bensì di riuscire a mantenere un’intelligenza, un seme, per la continuazione della specie umana.

Infine dovevamo prepararci ad una guerra e il consiglio dell’esperto era: “Per sopravvivere ad una guerra occorre non lasciarsi travolgere dalle emozioni cercando bensì di adempiere a quanto necessario senza preoccuparsi delle conseguenze”. Ero anch’io d’accordo… E non siamo forse oggi in procinto di una guerra globale per la sopravvivenza dell’Umanità? Beh, stamattina mi son chiesto, cosa andiamo a fare ad Aprilia? Cosa possiamo risolvere con le nostre chiacchiere e –in più- cosa potremo fare se siamo io mammeta e tu, i soliti quattro gatti, all’incontro risolutivo per salvare il mondo?

Certamente aveva ragione Tonino Bianconi quando anni fa ad ogni incontro in cui ci si trovava con i soliti “intimi” rammentava a noi tutti: “Quel che conta non è la quantità ma la qualità!”.

E così sia… sarà benvenuta la qualità, ad Aprilia. Anche perché non dobbiamo decidere alcunché ma solo mescolare le energie e le intelligenze. Un po' come si fa durante una meditazione collettiva, ci si siede assieme a si resta in assorbimento.. l’inconscio provvede al resto. L’importante durante questo incontro collettivo ecologista del sosltizio estivo sarà di poter essere in grado di gestirci nelle cose minute: cucinare, mantenere la pulizia, essere in grado di ordinarsi all’interno di un insieme, godere di momenti di gioia e di preoccupazione, stabilire i confini fra l’utile e l’inutile, decidere per noi stessi cosa fare di noi stessi, esprimere arte e poesia, immaginarci un futuro…!

Durante i giorni del solstizio si provvede a mietere il grano ed a stiparlo per l’inverno, a raccogliere i fiori d’iperico per preparare l’olio salvifico che ci curerà i geloni, ad osservare l’abbondanza sapendo che dobbiamo essere pronti alla miseria.

Separatamente pubblicherò le caratteristiche che vengono attribuite a questo periodo nel Libro dei Mutamenti, per ora posso dirvi che questo è il momento in cui l’intelligenza creativa raggiunge il suo culmine, come d’altronde la luce solare.

Paolo D'Arpini
Rete Bioregionale Italiana
http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/?r=28856

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Programma:

Incontro Collettivo Ecologista Solstizio estivo 2012 – Tematiche: Ecologia profonda, Bioregionalismo, Biospiritualità, Alimentazione naturale, Cure naturali, Rapporto uomo natura animali, Ecologia sociale, Economia partecipativa, Solidarietà con il Tutto, Biopolitica, Risparmio energetico, Gestione ecologica delle risorse, etc.

Venerdì 22 giugno 2012: Campo del Vetiver, Via Savuto 38, Aprilia

Dalle h. 14.00 – Arrivo, sistemazione alloggi ed accoglienza. Benvenuto agli ospiti con degustazione dei prodotti del territorio e approccio al territorio “Aprilia comune rurale – Città della Terra”. Segue escursione al mare con rievocazione narrativa di Carna.
h. 18.30 – Ritorno al Campo, preparazione della cena e riordino.
h. 20.00 – Pasto conviviale e riordino della sala.
h. 22.00 – Osservazione ad occhio nudo del cielo stellato con riconoscimento astri (a cura di Memento Naturae).
h. 23.00 – Sistemazione per la notte.

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Sabato 23 Giugno 2012: Campo del Vetiver, Via Savuto 38, Aprilia

h. 7.30 – Sveglia, toilette personale e colazione
h. 9.30 – Inizio dell’Incontro. Seduti in Cerchio, a rotazione (con il bastone della parola) ognuno interviene con proprie proposte sui temi trattati e con narrazione di esperienze vissute. Tempo di lettura 10 minuti per ciascuno. Al termine ripetizione del giro di interventi per ulteriori approfondimenti.
h. 12.00 – Preparazione del pasto, consumazione e successivo riordino
Dalle h. 14.00 alle 15.00 – Riposo
h. 15.00 – Visita nel bosco circostante con riconoscimento erbe (a cura di Vivere con Gioia)
h.16.30 – Riprende il Cerchio di condivisione pareri e formazione di eventuali gruppi di lavoro, su specifici temi da portare avanti successivamente.
h. 18.30 – Break per tisana e preparazione del pasto.
h. 20.00 – Consumazione della cena e riordino
h. 21.30 – Attività ludiche collegiali. Canti, danze, poesie, espressioni corporee
h. 23.30 -Sistemazione per la notte

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Domenica 24 giugno 2012 – Campo del Vetiver, Via Savuto 38, Aprilia

h. 7.30 – Sveglia, toilette personale e colazione
h. 9.30 – Sessione finale di condivisione in cerchio e affinamento sui progetti
h. 11.30 – Preparazione del pasto, consumazione e sistemazione del luogo, pulizia generale, riordino, etc.
h. 15.30 – Discorso sulle proprietà del cibo, basate sui colori, sapori, forma ed odori (a cura del Circolo vegetariano VV.TT.)
h. 16.00 – Discorso sull’utilizzazione e proprietà del vetiver, la pianta dai mille usi e vantaggi (a cura di Benito Castorina)
h.17.00 – Conclusioni generali, riepilogo degli argomenti trattati e ultimi avvisi ai naviganti.

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Durante la manifestazione verrà distribuita la brochure “Incontro Collettivo Ecologista 2012 – Quaderni di vita bioregionale”

Avvertenza: Non è richiesta una quota di partecipazione ma un’offerta volontaria per l’organizzazione sarà gradita. Ognuno è invitato a contribuire con cibi e bevande (possibilmente biologici vegetariani) e a partecipare alla conduzione generale, vesseille, pulizia, cucina, etc. Sono disponibili una dozzina di posti letto (con sacco a pelo proprio) riservati a donne, bambini ed anziani. Sono inoltre a disposizione due/tre dozzine di posti al coperto (con materassino e sacco a pelo proprio). E’ possibile campeggiare con tenda e camper senza problemi. La struttura che ci ospita dispone di servizi igienici e di cucina ed ha un salone per gli incontri.

Informazioni Generali:
Rete Bioregionale Italiana – circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 333.6023090

Informazioni logistiche: info@mementonatura.org – Tel. 333-8902499
Informazioni per la permanenza ed accoglienza: Benito Castorina – bcastorina@gmail.com – Tel. 338.4603719

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Per giungere al luogo dell’incontro:

S. S. Pontina Km 44,300 da Roma – I Giardini del vetiver
Distributore Benzina Q8 Stazione Campo di Carne

Percorso principale:
1. SS Pontina direzione Roma – Aprilia, uscire al km 44,300 circa , poi girare direzione centro commerciale Aprilia2  rotonda  via della Riserva Nuova  via della Cogna  via Savuto (m.100 a dx dopo il distributore Q8)  continuare per via Savuto per circa km 2;
Altri percorsi:
8. per chi viene col treno che Parte da Roma Termini ogni ora, scende alla fermata Campo di Carne (la prima dopo la fermata Aprilia), e può chiamare per il servizio navetta gratuito della Impresa “Latium Vetiver” cell. 338.4603719.

lunedì 11 giugno 2012

Cagotto incombe a Sigonella e Niscemi - Basi ad alta tecnologia ma a bassissima ecologia

Sigonella: droni e acqua - L'immagine è del pittore Franco Farina

Ci siamo già occupati delle basi americane in Sicilia, soprattutto in seguito all'arrivo di nuovi super-droni a Sigonella, autorizzato dal governo monti. Sigonella è un pezzo d'America nel Mediterraneo, un avamposto armatissimo e tecnologicamente molto avanzato pronto a sferrare attacchi anche atomici in tutto il sud est eurasiatico. Ma in fondo siamo in Italia, anzi siamo a Catania, ed a che serve l'alta tecnologia se la terra e le acque che fuoriescono dai rubinetti sono infestate da germi e batteri e piene di sostanze misteriose? I poveri occupanti USA di stanza nella basi superattrezzate pronti a portare la morte altrove sono essi stessi minacciati da malattie e da morte per l'acqua che bevono: cancerogena. Che sia una compensazione karmica anche questa? O è la solita pacchianata all'italiana in cui i servitor cortesi si dimostrano infine incapaci persino di servire un bicchier d'acqua ai loro padroni?

A tutto ciò va aggiunto il dramma della scarsità di acqua per usi civili nella provincia di Catania dovuta al fatto che la maggior parte della risorse idriche dell'area viene utilizzata dai militi USA per i loro usi. Il dubbio tragicomico che si profila dall'analisi clinica effettuata è che le acque siano state avvelenate dagli americani stessi, per eccesso di prevenzione, ovvero per aver troppo disinfettato i serbatoi con prodotti chimici anti batterici, di loro invenzione. Quindi non solo gli occupanti si succhiano tutta l'acqua disponibile ma se la avvelenano pure, con la conseguenza che ora debbono ricorrere alle bottiglie di minerale. La preoccupazione dei vertici statunitensi è grande visto l'imminente aumento dei militari che verranno stanziati nelle basi siciliane, in previsione di pronti interventi nell'area, insomma a Sigonella il cagotto incombe!

Paolo D'Arpini

Ed ecco la notizia di cronaca relativa all'acqua...

Acqua potabile per il personale delle basi US Navy di Sigonella e Niscemi con “livelli inaccettabili di un inquinante chimico sospettato di essere cancerogeno”.

A renderlo noto, il quotidiano delle forze armate statunitensi Stars and Stripe in un servizio pubblicato da Heidelberg (Germania). “La scoperta è stata fatta durante le analisi di routine effettuate lo scorso 17 maggio dal personale sanitario della Marina”, scrive Stars and Stripes. “L’acqua delle stazioni aeronavali NAS I e NAS II a Sigonella e dell’installazione di telecomunicazioni di Niscemi è stata contaminata dal bromato e al personale militare è stato dato l’ordine di non bere più dai rubinetti”.

Nelle aree dove è stato individuato il pericoloso inquinante chimico sorgono le scuole per i figli dei militari USA, il grande presidio ospedaliero della Marina, un megastore, le aree abitative e le caserme per i marines e un hotel. “Non sono stati rilevati invece livelli elevati di bromato nelle acque di Marinai, il principale villaggio residenziale del personale di stanza a Sigonella, che utilizza un differente sistema di trattamento delle acque”, ha dichiarato il portavoce del comando US Navy di Napoli, Timothy Hawkins.

“I test hanno provato che la quantità di bromato è superiore al valore massimo stabilito dall’EPA, l’agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente”, ha aggiunto Hawkins. “L’EPA fissa questo valore in 10 microgrammi per litro, ma a Sigonella sono stati riscontrati valori compresi tra i 52 e i 170 microgrammi”.
Sia l’agenzia per la protezione dell’ambiente che l’Organizzazione mondiale della sanità classificano il bromato come un “possibile” cancerogeno per l’uomo. La sua ingestione, secondo il Dipartimento della salute dello Stato di New York, può causare disfunzioni gastrointestinali, nausea, vomito, diarrea e dolori addominali, può avere gravi effetti sul funzionamento dei reni e del sistema nervoso e comportare anche la perdita dell’udito. “Le quantità rilevate nelle installazioni siciliane non possono causare alcun sintomo”, ha tuttavia affermato il portavoce di US Navy.

Stranamente, però, il Comando di Sigonella ha invitato il personale con “problemi specifici di salute” a consultare i medici dell’Ospedale navale. Inoltre, dal 29 maggio, è stata disposta la distribuzione di acqua imbottigliata “due volte al giorno, tre volte alla settimana” presso i parcheggi di NAS I e NAS II. Verranno inoltre distribuiti quotidianamente oltre 7.000 litri di acqua nelle mense, nei ristoranti, nei centri scolastici e nelle strutture sanitarie del complesso militare.

Secondo il quotidiano delle forze armate, ad inquinare le fonti idriche delle basi di Sigonella e Niscemi sarebbero stati i prodotti chimici utilizzati per la loro disinfezione. Il Comando USA che in un primo momento aveva respinto ogni addebito, ha poi ammesso che per ridurre le quantità di bromato ai valori ammessi dalla legge “verrà ridotto l’uso di prodotti chimici al minimo necessario per consentire la disinfezione dell’acqua, così come ne verranno utilizzati di differenti”. I responsabili della base si sono però rifiutati di fornire informazioni dettagliate sul tipo di disinfettanti sino ad oggi utilizzati.

Nel 2011 era entrato in funzione a NAS II un nuovo impianto di trattamento e purificazione delle acque destinate all’irrigazione dei terreni. Costato più di un milione di dollari, era stato voluto dal Public Works Department per ridurre la quantità di acqua potabile utilizzata a scopi irrigui. “Naturalmente, esistono problemi ambientali nell’usare l’acqua purificata per l’irrigazione”, ammisero i tecnici del PWD in occasione dell’inaugurazione del nuovo impianto. “Prima che il sistema venisse installato, il nostro personale ha lavorato con le autorità italiane e gli ufficiali medici di US Navy per ottenere le necessarie autorizzazioni e assicurare all’impianto la completa rispondenza agli standard previsti dall’US Public Health”. Gli stessi tecnici statunitensi hanno dovuto riconoscere però che i permessi ambientali e sanitari sono stati ottenuti dal Governo italiano con molta fatica. L’impianto e le condutture idriche sono stati realizzati da una società italiana sotto la direzione di Ameresco, una grossa società d’ingegneria e costruzioni con sede a Knoxville, Tennesse.

Nonostante l’entrata in funzione del nuovo sistema di purificazione, i consumi idrici a Sigonella continuano ad essere enormi. Nel luglio 2004, i senatori Luigi Malabarba e Tommaso Sodano (Prc), presentarono un’interrogazione parlamentare dove si rilevava che “una gran parte delle risorse idriche della provincia di Catania viene sottratta dalla base militare USA-NATO di Sigonella, non solo per essere sprecata nelle attività tecniche, come la pulizia degli impianti dei veicoli, ma anche per riempire le piscine delle villette dei soldati americani”. Secondo gli interroganti, gli oltre 5.000 militari residenti nella base “consumano ogni anno un miliardo di litri d’acqua, molto più del doppio di quanto sia concesso ai cittadini di una qualsiasi grande città italiana”.

La stima però sarebbe stata inferiore al dato reale. In un report del settembre 2008, il Public Works Department riportava che il consumo medio settimanale di Sigonella era in quel periodo di 5.600.000 galloni d’acqua, cioè complessivamente di un miliardo e cento milioni di litri all’anno. Con i “risparmi” odierni, il consumo medio settimanale si sarebbe attestato intorno ai 3.500.000 di galloni. Sta però crescendo il numero dei marines USA (erano 4.097 nel 2005, saranno 4.372 entro la fine del 2012), mentre entro il 2015 giungeranno a Sigonella altri 800 militari (più familiari a seguito) con l’AGS, il programma di sorveglianza terrestre della NATO basato sugli aerei senza pilota Global Hawk. Sempre più risorse idriche verranno sacrificate mentre altri pericolosi composti chimici e idrocarburi continueranno ad inquinare i terreni e le falde acquifere della piana di Catania e Niscemi.

Antonio Mazzeo

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Altri articoli su Sigonella e viciniori:
https://www.google.com/search?client=gmail&rls=gm&q=Sigonella%20paolo%20d'arpini

sabato 26 maggio 2012

Storia mitologica di Calcata... prima che nascesse l'uomo!

Paolo D'Arpini a Calcata

Spesso quando parlavo di Calcata agli amici che venivano a trovarmi non potevo far a meno di imbrogliarli, raccontando varie storielle attinte alla mia fantasia.

Io le chiamo “psicostorie”… ma a dire il vero non sono totalmente invenzioni della mia fervida mente immaginativa. Le mie narrazioni fanno riferimento a qualche fatto realmente accaduto, più che “bugie” potrei definirle “visioni dall’inconscio”.

Allora, dovete sapere, e questo sta scritto persino nei depliants del Parco del Treja, che l’acrocoro di Calcata fu scavato dal paleotevere, cioè Calcata era un’isola, come oggi lo è l’isola Tiberina, del fiume Tevere che migliaia di anni fa scorreva proprio in questa valle.

La valle del Treja dovrebbe chiamarsi “valle del Tevere” ma a causa di un terremoto o più probabilmente di un’eruzione dei vulcani Sabatini, il Tevere cambiò corso (passando dall’altro lato del monte Soratte) e Calcata rimasta quasi all’asciutto divenne l’impervia rocca che oggi conosciamo.

Chissà cosa sarebbe accaduto se non fosse andata così… molto probabilmente quell’isola che funse da volano per la nascita di Roma, ovvero l’isola Tiberina (che ricordiamolo era l’ultimo attracco e guado possibile prima che il Tevere confluisse nel Tirreno), avrebbe potuto essere la nostra Calcata e chiamarsi “Arx” (Arca), giacché –ricordiamolo ancora- i Falisci che fondarono quest’Arca di Luce che divenne Calcata, parlavano il latino, anzi sono gli unici e veri “latini” che abitavano tutta la bassa valle del Tevere sino ai sette colli di Roma.

Altri “latini” non esistono né sono mai esistiti, la cosiddetta patria dei Latini Albalonga è una bufala storica tanto per creare confusione sulla nascita di Roma, come la leggenda dell’arrivo di Enea. Insomma all’inizio c’erano solo i Falisci, tribù indoeuropee, che parlavano falisco (cioè il latino) e che convivevano con altre tribù consanguinee sabine e sannite. Anche i cosiddetti Etruschi erano essi stessi più o meno della stessa etnia e basta, anch’essi genti italiche indoeuropee dal punto di vista etnico ma che avevano assunto i modi e la lingua delle popolazioni anatoliche che giunsero sulle sponde tirreniche (poi dette appunto Etruschi o Tirreni), ne più ne meno come avvenne per i Cartaginesi i quali massimamente non erano altro che nord africani che avevano appreso i costumi e l’idioma fenicio (ma non prendete queste mie affermazioni come oro colato…).

Se ragioniamo bene scopriamo che egualmente avvenne per le popolazioni del Danubio (Dacia) che oggi chiamiamo “Romania”, i rumeni non sono altro che gli abitanti originari di quell’area che assunsero la lingua e la cultura romana. Insomma i Falisci sono i veri “Romani” e solo in seguito si tese a differenziarli in falisci, falisci capenati, latini ed infine romani. In verità sono i Falisci stessi che fondarono Roma, rinunciando all’etnia originaria assumendo una nuova identità giuridica e culturale. E c’è un’evidenza storica che avvalora questa ipotesi giacché i Falisci e la loro civilizzazione risale al villanoviano mentre Roma fu fondata solo nel 700 a.C.

La storia leggendaria della fondazione di Roma non è altro che il rifacimento della storia di Fescennium, la mitica prima città falisca, che l’archeologo inglese G. Potter, non impregnato di “romanismo”, scoprì durante i suoi scavi a Narce, Pizzopiede e Montelisanti, tre colline che circondano Calcata, nucleo portante della prima città policentrica “Arx”. Lo stesso processo fondativo, dopo molti secoli, avvenne sui famosi “sette colli” della città poi chiamata eterna.

Ma, qui ritorno alla psicostoria, la “città eterna” (se il Tevere non avesse cambiato il suo corso) avrebbe potuto essere Arx -ovvero Narce- (che è una storpiatura di Arx). Arrivo al dunque, ecco come ho immaginato questa trama…..

Calcata e Roma fra storia e psicostoria.

Ci sono due modi per osservare: dall’interno e dall’esterno. L’uomo si trova al centro dell’universo ed osserva il mondo che lo circonda ma, a sua volta, è osservato dal mondo. In che modo si svolge questo gioco? Ogni volta che rivolgiamo l’attenzione alle cose che ci stanno attorno stiamo osservando il mondo ed ogni volta che passiamo all’introspezione è l’universo nella sua interezza che osserva noi. Questo passatempo può avvenire solo attraverso la coscienza, infatti è solo tramite la “consapevolezza” che è possibile osservare colui che osserva. Per contemplare, appurato che è questa la qualifica essenziale della coscienza, occorre sempre un oggetto. Questo oggetto, o meglio il riflesso dell’immagine, è percepito nella mente. Essa ci permette di parlare e discutere, di presupporre ed inventare, di criticare e di accettare, ma è solo per mezzo di questa “parentesi” che è possibile circoscrivere e visualizzare quel che ci interessa.

Nel presente caso la storia che si dipana dalla coscienza è quella dei due modi di vedere. Due possibili destini a confronto. Per convenienza potremmo chiamarli “io e tu” e visto che son due possiamo anche dargli un sesso, allora diciamo che “io” è il maschio ed il “tu” in quanto altro, diviene femmina. Dico così non certo per maschilismo, soltanto perché nell’io c’è la qualità della penetrazione e dell’approfondimento, mentre nel tu c’è la vastità dell’accoglienza di ciò che deve essere conosciuto. In realtà “l’oggetto” non si stanca mai di essere osservato dal “soggetto” che, a sua volta, non fa altro che inventarsi nuovi metodi d’osservazione.

Nessuna meraviglia quindi, che l’oggetto sia spesso identificato con l’Universo intero, ovvero tutto ciò che esiste ed è conoscibile, mentre il “soggetto” (come un indomito ed infaticabile esploratore) si affanna continuamente a cercare diverse visuali e prospettive di investigazione. Ecco qual’è lo scopo dell’insaziabile penetratore dell’anima. Per tagliar corto, vi dirò che stavolta l’oggetto esaminato ha la forma di un uccello. Questo uccello è una rondine che si lascia seguire dallo sguardo. Essa è figlia di una figlia di una figlia… dalla figlia di una rondine antica che volò su questa valle, la stessa di quando le rondini non avevano ancora un nome e non c’era nessun uomo ad osservarle. Non di meno la valle era viva.

L’acqua di un grande fiume, che allora era il Tevere, aveva già scavato ed eroso le sue forre. Le pareti di tufo erano ricoperte di lecci, aceri, carpini e querce ed il fiume scorreva orgoglioso fra le gole delle tre colline, quelle che avrebbero dovuto ospitare. nei piani del giocatore originario, la sede di una futura civilizzazione: la città Faro di luce, la mitica Arx.

Le tre colline erano già levigate e gonfie di vegetazione e di vita, gli animali vi pascolavano felici e la proto-rondine le sorvolava, proprio come sta facendo la nostra rondine di oggi. Ma a quella sua lontana progenitrice sarebbe toccato di assistere ad un avvenimento che era destinato a cambiare la storia di quest’angolo di mondo. Uno degli ultimi vulcani attivi dell’apparato sabatino si risvegliò: la violenza dei suoi schizzi di cenere, fumo e lapilli oscurò il cielo. La terra tremò, le bocche vulcaniche eruttarono valanghe di lava, la quieta valle si spaccò, si fendette si accartocciò.

Per chilometri e chilometri la proto-rondine non riusciva a trovare riparo. Il fiume
ribolliva, le acque straripate non riuscivano più a cogliere l’alveo in cui riposare e continuare il percorso verso il mare.

Solo il monte Soratte, gigante di pietra, si ergeva in mezzo al marasma infernale, anch’esso sembrava tremare alla furia del fuoco ma rimase saldo, ebbe pietà di quell’uccello impaurito e del fiume sperduto ed offrì ad entrambi un fianco. Così fu che il Tevere cambiò il suo corso. E fu così che Roma venne poi fondata sui sette colli mentre le tre colline ospitarono una piccolissima “Arx”, cioè Narce, che diverrà poi Calcata, è rimase un minuscolo angolo di paradiso. Ora che, attraverso questa particolare “osservazione” spazio-temporale, ho raccontato il suo segreto la rondine sembra volersi vendicare gettandosi su di me, per tema che io tradisca la sua storia, ma voi avete già capito (e se non vi rimando all’inizio del racconto) che non deve essere mai, mai, mai…

Paolo D’Arpini

lunedì 21 maggio 2012

Droni in arrivo a Sigonella… – Bettino Craxi aveva ragione, ora si capisce il perché!

Tomba di Bettino Craxi ad Hammamet

Disgrazie su disgrazie in Italia e nel mondo. Il momento è ottimo per far passare decisioni strategiche sulla testa degli italiani. Su Sigonella Craxi aveva visto giusto ed ha pagato duramente per la sua alzata di scudi “nazionale” contro i poteri atlantisti.. La prova? L’ho avuta oggi apprendendo che la Nato ha deciso di dispiegare i primi droni antiterrorismo a Sigonella. L’area da coprire è il mediterraneo, come dire che è l’Italia stessa. Come dire che la Nato si prepara, passo dopo passo, con il beneplacito del governo delle banche a controllare eventuali insurrezioni nel Belpaese. Le avvisaglie c’erano già tutte sin dai giorni scorsi in cui il monti invocava l’uso dell’esercito per sedare le rivolte popolari, mentre estremamente misteriosi attentati (da due soldi) venivano e vengono compiuti per facilitare l’operazione. Ora ci si è messo pure il terremoto in Emilia, una area che era considerata indenne da scossoni sismici..

Qualcosa non funziona più.. Scie chimiche, haarp, controllo meteorologico e sismico, attentati finti, morti veri.. ed ecco che in silenzio, umma-umma, arrivano pure i droni a Sigonella. L’eurogendfor, la polizia comandata esclusivamente dalla CE (inindagabile il suo operato da parte della magistratura italiana) è già impiantata a Vicenza. L’esercito non è più composto dal popolo ma da mercenari al soldo del governo. I carabinieri vengono accorpati nella polizia di stato, controllata strettamente dal governo. La macchina repressiva è bella e pronta. Il nodo scorsoio attorno al collo degli italiani è stretto, guai a chi si muove.. A tenere sotto controllo la popolazione, con il terrore, e bloccare ulteriormente mosse disperate, ci pensano le milizie repressive degli addetti ai sequestri, degli addetti alle riscossioni coatte, degli addetti al minuto controllo su tutto quel che si muove per la sopravvivenza (equitalia, finanzieri, vigili urbani e non urbani, etc.).

Alla luce di questi fatti la figura di Bettino Craxi si erge come quella di un martire e di un santo dell’ultima Italia, dell’Italia degli Italiani..

Ecco un breve resoconto dei fatti avvenuti a Sigonella nel 1985:

Nell’ottobre del 1985, durante la presidenza di Ronald Reagan negli USA e il governo di Bettino Craxi in Italia, ebbe luogo una grave crisi politico-militare, riguardante un aereo di linea egiziano con a bordo il terrorista palestinese Abu Abbas ed un gruppo di altri quattro terroristi, che avevano sequestrato e poi rilasciato la nave italiana Achille Lauro (dopo aver liberato tutti i passeggeri della nave ad eccezione di Leon Klinghoffer, affetto da paraplegia, di religione ebraica, con passaporto statunitense, che era stato trucidato) e che avevano ottenuto un aereo ed un salvacondotto del governo egiziano, garantendogli il trasferimento a Tunisi, dove allora aveva sede l’OLP.

Tuttavia l’aereo di linea venne dirottato da caccia della U.S. Navy e costretto ad atterrare nella vicina base aerea di Sigonella. Appena atterrato l’aereo egiziano venne circondato da militari della “VAM”, la vigilanza dell’Aeronautica Militare Italiana. Poco dopo, un forte contingente di soldati americani della Delta Force, appena sbarcati da un velivolo atterrato poco dopo senza notifica alle autorità italiane, circondò i militari italiani che presidiavano il velivolo egiziano, esigendo con la minaccia delle armi, su territorio italiano, la consegna immediata dei terroristi alle autorità USA.

Informato della situazione, Bettino Craxi si oppose, ed ordinò ai VAM in forza alla base ed ai Carabinieri inviati a rinforzo di circondare a loro volta il reparto della Delta Force, esigendo la loro partenza immediata, che avvenne poco dopo. Ne seguì una delle più aspre crisi nelle relazioni Italia-USA del dopoguerra. I terroristi furono presi in consegna dalle autorità italiane (e vennero rinchiusi in carcere a Siracusa), mentre Abu Abbas fu trasferito a Roma, e successivamente liberato e fatto partire con un volo ad hoc. Abbas fu poi catturato dagli USA in Iraq nel 2003 e morì poco dopo, sotto custodia statunitense.

Il principale deposito logistico nel Mediterraneo

È la più attrezzata base logistica in appoggio alla 6ª Flotta americana nel Mediterraneo. Il 1º aprile del 2004, la Defense Logistics Agency (DLA) istituì il “deposito difeso” Sigonella Italy nell’area NAS II per servire come base di rifornimento per il Mediterraneo. La DLA fornisce anche il carburante ed il deposito di proprietà della NAS II. (Notizie Wikipedia)

Dopo questi fatti, di lì a pochi anni, venne fuori l’inchiesta “Mani pulite” (1992) e Craxi fu costretto all’esilio di Hammamet. Oggi il governo monti aderisce senza riserve al “rafforzamento” di Sigonella, con la dotazione dei droni (aerei senza pilota), ottimi per omicidi mirati e bombardamenti di obiettivi sensibili.

Paolo D’Arpini


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Commento ricevuto:

Gentilissimo Paolo, la Tua analisi su Bettino Craxi è (quasi) perfetta. Onorevolissimo fu l’atteggiamento di Craxi contro i padroni del Mondo, gli USA e lodevolissimo il Suo agire per la dignità nazionale. Il mio “QUASI PERFETTA” circa la Tua analisi è dovuta al colossale errore – ma corretto da molti Suoi pregi- di Craxi per aver rifatto… i Patti Lateranensi con il Concordato nel 1984!. Eterno “vizio” degli Italiani andare a spasso con lo Stato Pontificio! Ma cosa c’è da attendersi da un popolo come il nostro che non presta nessuna attenzione ad un capolavoro come “La Rivoluzione Pagana” di L. L. Rimbotti, Edizioni di AR indispensabile per chi si rifà alle radici millenarie spirituali, politiche, culturali in un mondo dove si preferiscono le palestre per i muscoli (ed il cervello?…), solarium per sembrare (?...) più attraenti, feroci discussioni su quali centri commerciali offrono di più mentre l’Italia ha 113 basi militari DI OCCUPAZIONE da parte di una Potenza che della Plutocrazia e Dainestocrazia –termine molto più preciso…- ha fatto la propria divisa?... Onore a Craxi; peccato quei Patti con il Vaticano. Grazie per l’ospitalità.
Steno Lamonica

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Commento ricevuto:

Abito alle falde dell' Etna , Sigonella è più giù . Quanto basta per essere colpito da un eventuale missile balistico di chi la ritenesse quello che è : una minaccia costante alla sicurezza del mondo ed una base primaria per le aggressioni Usa e Nato ai paesi
"ostili". Passati , presenti e futuri .
Paolo , da lontano , ha tracciato un quadro storico di Sigonella riduttivo rispetto a verità a Catania risapute . Tanto per descriverne una si dice che da qui decollassero gli aerei israeliani durante le guerre con gli stati arabi . Beninteso , erano aerei Usa con la stella di david dipinta al posto di quella americana . Ed i piloti erano americani con passaporto israeliano . Casomai se ne fosse perduto uno .
Poi bunker sotterranei , testate atomiche , addirittura si parla di una pista mobile .
Certo è che quanti , nei dintorni , affittano case agli yankees (a prezzi elevatissimi e con danno per i catanesi) sapevano da anni dell' arrivo delle truppe al seguito dei droni . Alla faccia dei servizi segreti!
Ed il bello è che Sigonella sarebbe sotto "sovranità" italiana ! Come credeva pure Craxi . Che però , poi ,
venne obbligato ad un "ripensamento" . Altra storia .

Vincenzo Mannello

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Commento ricevuto:

Si, si sta prospettando uno scenario inquietante, ma non solo in Italia, anche negli USA dove stanno avvenendo gigantesche esercitazioni anti repressione e non si capisce perchè siano state anche comprate migliaia di bare di plastica.
La lettura di certi documenti, più o meno para massonici o mondialisti, che ci indicavano come nei progetti dell’Alta finanza ci fosse anche una drastica riduzione della popolazione mondiale e la situazione gravissima di crisi finanziaria internazionale, tale da arrivare a prospettare scenari apocalittici (tanto per cominciare basta ad esempio che uno Stato non sia più in grado di pagare le pensioni), anche a non voler per forza fare del catastrofismo, danno a che pensare,.
Ecco che allora che ha in mano il potere mondiale sta già predisponendo a come, tale potere, non venga messo in discusione.
Maurizio Barozzi

domenica 20 maggio 2012

Geopolitica - Il ruolo della Turchia nello scacchiere mondiale

Paolo D'Arpini che interpreta Chuang Tzu al teatro Cinabro di Calcata


Il ruolo della Turchia nello scacchiere mondiale – Scrive Joe Fallisi: “Consiglio vivamente, anche a coloro che conoscono poco l'inglese, di visitare l'interessantissimo canale youtube di Morris (http://www.youtube.com/user/108morris108?feature=watch), già tante volte da me segnalato, e di prestare particolare attenzione alla serie di video, uno più notevole dell'altro, che contengono le interviste allo sceicco Imran Hosein. Egli sostiene, così come lo stesso Morris peraltro, molte cose che penso, dico e scrivo io stesso. Vede lucidamente la situazione apocalittica in cui il mondo si trova, con i dirigenti pazzoidi dell'entità sionista in procinto di sferrare l'attacco finale. Esso dovrebbe condurre, attraverso l'ecatombe di Armageddon, alla sostituzione dell'impero americano ormai al tramonto con il dominio, da millenni agognato e preparato, delle tribù di Israele. Ma nuovi scenari, anche sotterraneamente, si stanno disegnando a contrasto di tale esito, niente affatto scontato né inevitabile. Chiave di volta di questi ultimi nel Vicino Oriente, secondo Hosein, sarà la... Turchia. Dove Istanbul-Costantinopoli potrebbe essere riconquistata dalle forze capaci, in alleanza con la Russia e con l'Iran, di contrastare e persino dissolvere il sogno mondialista sionista. Ciò avverrà, nel caso, solo attraverso una rivolta contro la Nato e il suo servo locale, l'obliquo dönmeh Erdogan. Chi vivrà vedrà”

Mio commentino: “Interessante... peccato che non posso vedere i video.. comunque già la tua spiegazione lascia intendere molto... Anche se di queste "profezie" in parecchi ambiti e da parecchio tempo se ne parla, personalmente continuo ad essere agnostico (non escludo però che possa accadere), pur che il mondo, diciamo i suoi abitanti, si è talmente rammollito in cinquantanni di consumismo e liberismo sfrenati che ho dubbi sulla capacità di ribellione.... Si dice in Cina che in tempi di crisi estrema solo la forza e la tenacia del Topo possono garantire la sopravvivenza, tu -tra l'altro- sei nato nell'anno del Topo di Terra...”

Replica di Joe Fallisi: "Capisco bene cosa intendi e anzi lo condivido. Per un "raddrizzamento" della situazione occorrerebbe un'umanità diversa. Non esiste. Tanto meno nei Paesi del cosiddetto primo mondo. C'è poi da dire che la visione escatologica dello sceicco Hosein è tutta interna all'Islam, ovvero che egli, come ogni buon musulmano, si sente parte della "famiglia abramitica" (per cui buona e santa la Torah, parzialmente degenerato il Talmud e così via). Purtroppo - ma è inevitabile - anche nel suo caso alla fine ci si ritrova sempre dentro la prigione, il delirio, il grande trucco degli ebrei e del loro arconte-demiurgo tribale. Gli uomini, le donne, gli animali, la natura tutta, per salvarsi, avrebbero bisogno di uscire da 'sto nero sortilegio e di tornare a respirare, finalmente, aria pulita. Siamo e rimaniamo viceversa infossati in questa foiba infame, vivendo di illusioni e falsa coscienza"

Mia rispostina: "Succederà spontameamente, come tutto è avvenuto spontaneamente nell'evoluzione umana.. passo dopo passo, come si conviene ad una passeggiata nel cosmo!"



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Commento di Maurizio Barozzi:

E’ indubbio che il sogno di un dominio mondiale sionista, configurandosi attraverso il passaggio mondialista di una Repubblica Universale con capitale a Gerusalemme, a prescindere se potrà o meno realizzarsi, data la complessità della natura umana e le reazioni storiche e geopolitiche (eterogenesi dei fini) prevede assolutamente il ridimensionamento, anche traumatico, della nazione che oramai da oltre due secoli rappresenta l’arma, dietro la quale, l’ebraismo internazionale ha potuto portare avanti i suoi progetti: gli Stati Uniti d’America. I progetti di dominio mondiale prevedono infatti che dopo un periodo, più o meno lungo, in cui le redini manifeste e pubbliche di questa Repubblica Universale sono tenute da “porta borse” o comunque da personalità non necessariamente giudaiche, a poco a poco dovranno subentrare le figure ieratiche dei figli di Israele.

Gli USA saranno quindi, prima o poi, annichiliti anche se è difficile prospettare come. Io penso che questo ridimensionamento del loro ruolo internazionale avvenga o attraverso una crisi finanziaria apocalittica (e qualcuno in America sta già preparando le forze repressive e gli scenari di eventuali rivolte) o attraverso uno scandalo di inaudite proporzioni, come ad esempio produrre, attraverso i mass media e la solita magistratura d’assalto, le prove che dimostrano l’auto attentato dell’11 Settembre. Sarebbe un impatto tremendo per l’opinione pubblica americana e coinvolgerebbe, travolgendola, tutta l’amministrazione USA in uno scandalo, di fronte al quale il Watergate era un giochetto.

Nella prospettiva di un potere sionista mondiale tutto e tutti devono essere ridimensionati, compreso il Vaticano che potrebbe, data la sua estensione planetaria e la sua natura “pacifista”, farsi catalizzatore di enormi masse di popolazione mondiale gettate allo sbando e alla disperazione se non travolte da una guerra apocalittica.

Tutte queste ovviamente sono previsioni teoriche, ma suffragate da un lavorio ininterrotto da secoli che, tramite Centri di potere mondialisti, punta proprio verso queste prospettive. Scettici o meno, bisogna comunque tenerle presenti.

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Commento di Fabrizio Belloni:

Non ce la faranno mai! Non ce la faranno a costruire il loro maledetto terzo tempio. Il primo lo distrusse Nabucodonosor. Il secondo, Tito, il figlio di Vespasiano, al comando (più nominale ed onorifico che funzionale. Il Padre Imperatore gli mise al fianco i tre "Legati", cioè generali delle tre Panzer Divisione Romane: la Quinta, la decima e la Quindicesima). Rasa al suolo Gerusalemme e fatto strame di Masala. Le ubbìe del terzo tempio lasciamole al popolo che, gravato da così ampi complessi, si è dovuto inventare "un'elezione" da parte del loro dio per auto giustificarsi. Non ce la faranno mai. Deo gratias. Anzi, grazie ad Odino!

giovedì 10 maggio 2012

ENPA Roma: "Basta cavalli a Roma" - Circolo Vegetariano VV.TT.: "Sì ai cavalli, a certe condizioni"



L’ENPA di Roma ha lanciato un appello al Sindaco Gianni Alemanno, affinché lasci un segno positivo di questa amministrazione per la tutela degli animali, risponde con una contro proposta la Rete Bioregionale Italiana.

Mi associo e mi dissocio allo stesso tempo. Ritengo che se adeguatamente protetti, curati e foraggiati, i cavalli a Roma ci potrebbero anche restare. Fanno parte della tradizione e inoltre con la crisi del petrolio, l'inquinamento automobilistico, etc. potrebbero fornire un'alternativa ecologica per il trasporto urbano. Essendo l'altra alternativa la bicicletta ed il risciò a pedali (triciclo). Il cavallo da tempo immemorabile è compagno dell'uomo, allontanare il cavallo, come è successo per altri animali, dalla comunità umana non credo sarebbe una buona idea. Ritengo però che le carrozzelle andrebbero alleggerite al massimo, facendo in modo che l'animale non si affatichi eccessivamente, trasportando un massimo di due passeggeri. Un cavallo che traina su ruote un peso di due o trecento chili non fa praticamente alcuno sforzo, lo stesso peso può essere trainato anche da un uomo appiedato o su un risciò a pedali. Inoltre andrebbero studiati dei percorsi alternativi per le carrozzelle in modo da evitare incidenti agli animali e non sottoporli allo stress di trottare in mezzo al traffico caotico di Roma. Questo, tra l'altro, potrebbe essere un buon approccio iniziale per ecologizzare e rendere percorribile la parte centrale della città eterna solo a pedoni, persone munite di pattini a rotelle, cavalli, asini, biciclette e risciò. Il traffico veicolare automobilistico dovrebbe essere relegato alle aree periferiche della metropoli, in modo così da alleggerire il tasso d'inquinamento ed inoltre creare altre professioni alternative e fantasiose.


Paolo D'Arpini
Circolo vegetariano VV.TT.
e Rete Bioregionale Italiana
http://www.circolovegetarianocalcata.it/epopea-del-circolo/

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Comunicato Stampa dell'Enpa:
Dopo aver eliminato l’Ufficio Diritti Animali per sostituirlo con un “osservatorio” e
affogarlo all’interno del Decoro urbano, l’unica iniziativa che è riuscita a mettere in campo il Campidoglio per i poveri cavalli delle botticelle è la costruzione di nuove stalle all’interno di Villa Borghese, con grande scempio ambientale e una spesa di circa 800,000 euro di denaro pubblico che potrebbe benissimo essere risparmiato ponendo fine ad un servizio vetusto che crea sofferenza e in alcuni
casi purtroppo anche la morte dei cavalli.
Solo pochi giorni fa un altro incidente ha sfiorato la tragedia con cavallo ferito e vetturino in ospedale, solo l’ultimo di una lunga scia di cavalli morti e feriti. Eppure i vetturini sono intoccabili, in 42 riescono a dettare la linea politica al Sindaco e ai suoi delegati, imponendo di fatto un servizio pubblico che tale non è, visto che i soldi vanno nelle tasche dei vetturini e ai romani non resta che l’indignazione e la vergogna delle immagini dei cavalli stesi sull’asfalto romano, mostrate in tutto il mondo dai maggiori network.
Signor Sindaco, la preghiamo di lasciarci un segno tangibile della sua amministrazione per il rispetto degli animali, qualcosa di storico, qualcosa da ricordare positivamente, non ci lasci soltanto delle vane promesse e la cruda
cronaca di sofferenza di esseri sensibili e indifesi.

Claudio Locuratolo
Presidente ENPA ­ Sezione di Roma




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Antecedente proposta del 1994 del Circolo Vegetariano VV.TT. come era stata ripresa da alcuni giornali.

Ad memoriam et memento: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/05/07/se-gli-asinelli-di-calcata-fossero-diventati-navette-la-proposta-del-circolo-vegetariano-che-fece-discutere-tutto-il-mondo-non-fu-attuata-per-mancanza-di-lungimiranza-e-fantasia/

lunedì 16 aprile 2012

Adele Caprio: "Sarebbe giusto che equitalia si facesse carico dei parenti delle vittime dei suoi soprusi..."

Pensaci bene giacomino....


Caro Paolo D'Arpini, capisco perfettamente i tuoi dubbi in fatti di lettori della propria Newsletter (vedi: http://saul-arpino.blogspot.it/2012/04/il-giornaletto-di-saul-del-14-aprile.html).
Riguardo alla nostra Newsletter, a cui dedico tantissime delle mie ore libere, indissi una specie di indice di gradimento lo scorso anno per capire quanti la leggessero e restai felicemente sorpresa che i lettori superavano ogni mia più ottimistica aspettativa. Ma poi, se fosse stato uno solo? Avrei continuato senz'altro. Detto questo, non sempre riesco a leggere la tua perché sono sempre in viaggio per lavoro e magari ne leggo due o tre per volta al mio ritorno.

Volevo invece segnalare un dato che mi ha lasciato scossa e che, sono sicura, non sia nemmeno un dato effettivo: 25 suicidi dall'inizio dell'anno da parte di chi non riesce a sopportare il peso delle cartelle di Equitalia. A parte il fatto che, vi assicuro, suicidarsi per debiti non ne vale assolutamente la pena (si sopravvive in qualsiasi condizione se lo si vuole), ma poi... possibile che non esista un comitato che denunci Equitalia di eccessiva pressione ai debitori? Vi sembrerò un'ingenua, ma credo che sarebbe come minimo congruo che Equitalia si facesse carico di vedove e relativi figli di coloro che si sono suicidati per debiti... se andiamo avanti così e, visto che non ci sono premesse di un miglioramento, il numero dei suicidi aumenterà...

Con questo 'ameno' tema ti abbraccio forte.

Adele Caprio - Ass. Le Nuvole di Civita Castellana

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Cara Adele fra newsletteristi ci si capisce... Ed in effetti anch'io dopo l'appello lanciato sul Giornaletto per sapere chi sono i lettori, sono rimasto piacevolmente sorpreso delle risposte, non tanto per il numero, quello rientra nella media già detta, ma per la qualità e per l'inattesa partecipazione di persone non sempre personalmente conosciute (o molto poco), per cui posso dirmi soddisfatto e ti ringrazio per la tua bella letterina, facendoti gli auguri di ogni bene.

Passando alle note dolenti di iniquitalia me ne sono occupato molto ed ho pure cercato di incoraggiare le persone a resistere fornendo il mio esempio di anziano che vive bene con la pensione sociale di 420 euro (vedi: http://www.lettera43.it/economia/personal/vivere-bene-con-420-euro-al-mese_4367546480.htm).

Basta accontentarsi e cambiare abitudini. Comunque ci sarebbe bisogno di maggiore giustizia sociale in Italia, un paese martoriato dagli sgherri e sarebbe più che giusto che lo stato si facesse carico dei figli e delle mogli delle povere vittime dei suoi soprusi esattoriali!


Paolo D'Arpini
Circolo vegetariano VV.TT

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Precisazione aggiuntiva di Adele Caprio:

Per quello che riguarda Equitalia… anche io ovviamente ne sono stata vittima, 1.800 euro di multe per effrazioni mai fatte ma che non potevo provare di non aver fatto… ho pagato e devo dirti che la cosa mi sta particolarmente a cuore perché mia sorella ne deve pagare 180.000 di euro perché non ce la faceva a versare l’Iva per l’hotel dei miei genitori che lei ha dovuto chiudere e mettere in vendita nella speranza di rimettere in pari il debito. Ora io dico: ma possibile che chi ci governa non arrivi a capire che la loro politica porta la gente al suicidio e non alla crescita?

Comunque, come ben sai, anche io mi dedico ad una politica di decrescita: vivo con pochissimo (quello che racimolo con le mie lezioni di yoga), scaldo casa da anni con la stufa a legna e sono pronta ad affrontare tutto quello che il Cielo mi vorrà mandare. Non sento di subire nulla perché mi sento una guerriera e non cado nelle trappole dei nostri governanti… secondo me, gli italiani dovrebbero essere coerenti e imbucare tutte schede nulle alle prossime elezioni… tanto, cosa cambierebbe? Ma a te pare di vivere in democrazia?

Secondo me l’unica cosa che possiamo e dovremmo fare è svegliarci dal
torpore, dal sonno ipnotico indotto dai media e lavorare sulla propria crescita interiore… siamo in tanti, molti più di quelli che pensiamo che la pensano così, tenerci in contatto è la nostra forza… un abbraccio fraterno. Adele


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Altri articoli su equitalia:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=equitalia

lunedì 9 aprile 2012

Thomas Berry, il bioregionalismo e l'Era Ecozoica veniente

Cara Amica Terra

















Recentemente avevo ripreso un articolo di Stefano Panzarasa (http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2012/04/visione-bioregionale-ecopacifista-verso.html) in cui si parla del tentativo nel mondo cattolico di uniformarsi alle nuove spinte ecologiste.

Ovviamente l'ecologia in qualche forma è sempre esistita nel cristianesimo, basti pensare all'amore per la natura dei primi padri cristiani del deserto od alle lodi naturalistiche del Fraticello di Assisi. Ma una consapevolezza bioregionale e di ecologia profonda è stata raggiunta solo con l'analisi spiritualista, vagamente panteista, del gesuita Thomas Berry. Infatti questo sacerdote, antesignano della consapevolezza olistica, fu alquanto ostracizzato dalle gerarchie ecclesiastiche che videro in lui un rottamatore del pensiero religioso antropocentrico tradizionale, soprattutto quando inneggiava al "celebrare la passione della Terra invece di quella del Cristo, poichè la terra, la vita sulla terra, è altamente offesa e minacciata di distruzione per stupide ragioni speculative e per mancanza di coscienza olistica".

Thomas Berry era perfettamente consapevole che ogni azione comporta una reazione pari e contraria ed egli può essere considerato un precursore del bioregionalismo e dell'ecologia profonda e del pensiero biospirituale, nell'ambito della fede cattolica.

Egli spostava l'attenzione dal passato verso il futuro, verso l'attuazione di un futuro possibile, da lui chiamato Nuova Era Ecozoica, che con il mantenimento del sistema consumista e materialista presente non avrebbe possibilità di manifestarsi...

La specie umana è a rischio sopravvivenza. Per questa ragione questo gesuita "rompighiaccio" trovò impedimenti tenaci alla sua opera di rinnovamento teologico, forse la stessa cosa avvenne a Gesù nella gretta società ebraica della sua epoca.

Ecco di seguito il Manifesto di Thomas Berry per l'Era Ecozoica
1. L'Universo è una comunione di soggetti e non una collezione di oggetti.

2. La Terra esiste e può continuare a esistere solo in un funzionamento integrale. Essa non può sopravvivere frammentata, proprio come qualunque altro organismo. Tuttavia la Terra non possiede un'uniformità globale. Essa è un complesso differenziato di cui va sostenuta l'integrità e l'interrelazione delle varie espressioni bioregionali.

3. La Terra è un bene che ci è stato offerto in godimento soggetto a scadenza. å destinata a danni irreversibili nei suoi maggiori sistemi di funzionamento.

4. Gli esseri umani rappresentano un elemento derivato rispetto alla Terra, che è primaria. Ogni istituzione umana, professione, programma e attività, devono porla al centro dei propri interessi. Nella teoria economica, per esempio, la prima legge deve essere quella della tutela dell'economia terrestre. Un Prodotto Nazionale Lordo in crescita a cui si affianca un Prodotto Terrestre Lordo in deficit rivela l'assurdità della nostra attuale situazione. Per la categoria medica deve essere chiaro che non si può avere gente sana su un pianeta malato.

5. L'intero sistema di funzionamento della Terra si è alterato nella transizione dall'Era Cenozoica a quella Ecozoica. I principali sviluppi del Cenozoico avvennero interamente al di fuori di ogni intervento umano. Nell'Ecozoico noi umani avremo invece un'influenza determinante in quasi tutti i processi evolutivi: anche se non sappiamo come produrre un filo d'erba, questo non potrà crescere se non è accettato, protetto e sostenuto da noi. Il potere costruttivo della nostra creatività nei sistemi naturali della vita è minimo, il nostro potere di negazione, immenso.

6. Per essere valido il "progresso" deve coinvolgere globalmente la Terra e tutti i suoi aspetti. Definire "progresso" lo sfruttamento umano del pianeta è una distorsione inaccettabile.
7. L’Ecozoico potrà diventare una realtà solo mediante il riconoscimento della dimensione femminile della Terra, mediante la la liberazione delle donne dall’oppressione e dalle costrizioni da loro sopportate in passato e mediante l’assunzione di una responsabilità comune, sia maschile che femminile, per stabilire una comunità terrestre integrata.

8. Nel periodo Ecozoico emerge un nuovo ruolo sia per la scienza che per la tecnologia. La scienza dovrebbe provvedere a una comprensione integrale del funzionamento della Terra e delle modalità in cui le attività umane e terrestri possono vicendevolmente potenziarsi. Le scienze biologiche dovrebbero sviluppare un “sentimento per tutto ciò che vive”, un rispetto più profondo della soggettività presente nei vari esseri viventi della Terra. Le tecnologie umane devono armonizzarsi con quelle del mondo naturale.

9. Nuovi principi etici devono emergere attraverso il riconoscimento del male assoluto del biocidio e del genocidio, come pure di tutti gli altri mali che riguardano più specificamente gli umani.

10. È necessaria una nuova sensibilità religiosa, una sensibilità che riconosca la dimensione sacra della Terra e accetti il mondo naturale come manifestazione primaria del mistero ultimo dell’esistenza.

11. È necessario un nuovo linguaggio ecozoico. Il nostro idioma cenozoico è radicalmente inadeguato. Si dovrebbe procedere alla compilazione di un nuovo dizionario che comprenda nuove definizioni dell’esistente e l’introduzione di neologismi per i nuovi modi di essere e per i comportamenti che stanno emergendo.

12. Psichicamente tutti gli archetipi dell’inconscio collettivo acquistano una nuova validità, come pure nuove vie di funzionamento; specialmente nella nostra comprensione simbolica del viaggio iniziatico, del mito della morte-rinascita, della Grande Madre e dell’albero della vita.

13. Si prevedono nuovi sviluppi nel rituale, in tutte le arti e nella letteratura. Specialmente il teatro può trovare straordinarie opportunità nelle tematiche grandiose che vengono elaborate in questi tempi. I conflitti, finora limitati alla semplice dimensione umana, acquisteranno risvolti impensati nella stupenda transizione tra la fine del Cenozoico e l’emergente Ecozoico: dimensioni epiche che superano ogni aspettativa.

14. La mitigazione dell’attuale rovinosa situazione (attraverso il riciclaggio di materiali, il contenimento dei consumi e la cura degli ecosistemi) sarà vana se il nostro intento è quello di limitarci a rendere accettabile il presente sistema. Queste attività indispensabili daranno i loro frutti solo se lo scopo è quello di costruire un nuovo ordine.
(Traduzione a cura di Paolo D'Arpini in collaborazione con Stefano Panzarasa e Mariagrazia Pelaia)


Paolo D'Arpini
Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana

giovedì 29 marzo 2012

Proposta per il governo mondiale con una democrazia bioregionale diretta




Proposta: “La strada non è il governissimo dei partiti. La strada è la democrazia diretta. Il sistema delle rappresentanze parlamentari partitiche ha fallito, ognuno deve essere rappresentante dello Stato. Le decisioni per la comunità debbono essere prese in comunità, in modo democratico diretto, e non da “delegati”. Come in un cerchio di condivisione bioregionale si esamina e si discute il “bonum” (collettivo) e si prende una decisione condivisa (rispondente) così dovrebbe funzionare il “governo” (nel senso antico di alimentazione comune). Ovviamente gli interessi parziali e partigiani dovranno scomparire (adattandosi al bene collettivo). Tutti i cittadini di uno stato comunitario debbono sentirsi compartecipi e componenti del governo. Partendo dal più piccolo nucleo comunitario sino al governo mondiale"

Paolo D'Arpini


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Commento di Andras Kocsis: Caro Paolo, io abito vicinissimo di uno Stato che non si può certo definire come "anti-democratico"! Alludo la Confederazione Helvetica. In questo piccolo gioiello della Democrazia (vera) prima di tutto c'è una Costituzione Aperta ed anche i referendum popolari sono diversi. Non sono "abrogativi", bensi "propositivi". L'ultima chicchetta era il referendum di avere più vacanze, al quale, quattro popoli diversissimi (Tedeschi, Francesi, Italani e Ladini) unanimamente hanno risposto: "No". Secondo Te (volendo) non si potrebbe studiare, imitare, adattare meccanismi politici (Democratici) di questo Stato che da 1680 (circa) non ha più una Guerra, funziona alla meraviglia nonostante che le tasse anche oltre frontiere esistono?


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Commento di Gregorio Asero: "‎...in parte dissento : Che cosa è la DEMOCRAZIA. E' un sistema di governo dove colui o chi ottiene il maggior numero di consensi popolari ha diritto a gestire la cosa pubblica. Siamo sicuri che “ il maggior numero di consensi popolari”risp...ecchi la reale volontà delle persone che la compongono?
Io dico di no, perché il voto del singolo elettore deposto nell’urna è il frutto del condizionamento di chi vuole essere eletto e che riesce a influire sulla volontà dell’elettore.
I condizionamenti evidentemente sono tanti e non necessariamente tutti negativi (ricatti, tangenti, promesse di posti di lavoro, promesse di sviluppo sociale e di una vita migliore e in genere tutte quello che l’elettore vuole sentirsi dire).
Avete mai sentito affermare da un politico che se eletto s’impegnerà a fare del proprio peggio? Allora se tutti vogliono il nostro bene, perché non si uniscono destra e sinistra allo scopo di lavorare insieme per il bene comune? La risposta è che entrambi gli schieramenti non vogliono il bene del paese ma bramano solo il bene personale e quello dei più stretti adulatori. In una società complessa e industrializzata come la nostra, bisognerebbe superare, andare oltre il concetto di democrazia. Penso che per gestire la cosa pubblica l’idea di partito e di politici debba essere superata.
Vi sembra logico che il rappresentante di un determinato partito politico guadagni più della media delle persone che rappresenta? Com’è possibile che il rappresentante di un partito, per esempio di operai che percepiscono uno stipendio di mille euro mensili, possa guadagnarne cinque o seimila, sempre mensili? Così si perde il senso della realtà delle persone che si ha la presunzione di rappresentare. Ve lo immaginate, per assurdo, un operaio da mille euro il mese che rappresenta la Confindustria? E, per contro, un industriale da cinquecentomila euro che perora la causa degli operai? Allora? Allora bisogna che i partiti politici si facciano da parte, che diventino, che so, associazioni culturali o ludiche o quello che accidenti vogliono, purché lascino la gestione della cosa pubblica ad altri soggetti.
Ed ecco allora cosa propongo: il pubblico, dovrebbe essere gestito da …………. Si può dire…una specie di eunuco mentale, libero dalla sete di potere, di denaro e da ogni condizionamento. Questi nuovi soggetti dovrebbero essere immuni dalla sete di pecunia perché la società tutta s’incaricherebbe di mantenerli e quando avessero finito il loro lavoro, si potrebbero godere il meritato compenso in base ai risultati ottenuti durante la loro attività. Per fare un esempio direi una società tipo quella delle formiche o delle api, dove il lavoro di ogni individuo deve essere un contributo offerto a una totalità e diventa parte imperitura di questa totalità. La totalità delle vite umane passate e presenti forma un mosaico esistente da millenni che diventa sempre più elaborato e complesso man mano che la razza umana incede in questo mondo. La vita di un individuo non è altro che un minuscolo tassello del mosaico, quindi ben poca cosa rispetto alla totalità del quadro. La grandezza di alcuni uomini e di conseguenza la loro immortalità, rispetto ad altri sta nella grandezza del tassello che riescono a comporre in questo mosaico, ma bisogna anche considerare grande il piccolo tassello lasciato da miliardi d’individui che hanno contribuito con la loro umiltà a rendere grande l’umanità.
Purtroppo però esiste anche la grandezza di alcuni uomini (e di conseguenza la loro immortalità) proporzionata alla loro devastante negatività in grado di distruggere o perlomeno provocare lacerazioni molto violente nel corso di una vita sola (la loro) nel mosaico che molti uomini hanno costruito in tante vite. Mi riferisco a tutte quelle persone che purtroppo hanno avuto a disposizione mezzi tali da condizionare il corso dell’umanità. Mezzi usati come clave contro la nostra civiltà in grado di provocare danni a volte irreparabili o che hanno richiesto e richiedono molto, ma molto tempo per potervi rimediare, con la conseguenza di rallentare il corso civile della società. Questi personaggi si conoscono, sono i governanti che hanno avuto in mano lo scettro del potere e l’hanno usato solo per scopi personali e per soddisfare la loro bramosia di onnipotenza .

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Rispostina di Paolo D'Arpini: La democrazia diretta evocata nella proposta è un modo per superare tutti problemi da te qui descritti... occorre un nuovo paradigma democratico non più basato su "maggioranza e minoranza" ma su scelte logiche che tengano conto dei diversi fattori vitali, non solo quelli economici... Ovviamente il discorso è ancora tutto da sviluppare.. Comunque non si parla nè di consociativismo nè di assemblearismo.. Forse l'esempio più vicino alla Democrazia Diretta è il sistema aristocratico/plebeo della Repubblica Romana, con il suo Foro di discussione popolare, che funzionò... Poi alla fine prevalse il sistema dei satrapi orientali e cioè l'Impero...

mercoledì 21 marzo 2012

Fine imminente del Kali Yuga e fine del patriarcato

Sorgente della vita di Carlo Monopoli


Riflessioni sul disfacimento morale e sociale nel rapporto maschile-femminile in vista dell’esaurimento del Kali Yuga.

Dobbiamo partire da una notizia di cronaca in cui si indicano i paesi che si affacciano sull’oceano indiano (Pakistan, India, Somalia, ecc.) come i luoghi in cui maggiormente la donna soffre di persecuzione e violenza. Ciò fa pensare e riflettere sull’inversione di tendenza nel rapporto maschile-femminile che proprio in questa area vide la nascita della parità dei generi e del rispetto verso il femmineo.

Infatti, verosimilmente, sia sulle coste dell’Africa che nell’India pre-ariana, il matrismo originario sorse e prosperò.

Ma oggi osserviamo che il cambiamento nelle relazioni fra il maschile ed il femminile può essere considerato un termometro per misurare il decorso della malattia nella specie umana. Tale malattia prese origine con l’avvento dell’era oscura, definita in India Kali Yuga, che si fa risalire a circa 5000 anni fa. L’inizio di qust’era, che corrisponde al termine della guerra descritta nel Mahabarata, diede avvio ad un lento processo di degrado che portò la società egualitaria e sacrale, fino allora vigente in quasi tutto il mondo conosciuto, a deteriorarsi sotto l’influsso sempre più pressante del patriarcato e dell’avvalorazione del senso del possesso.

In Europa quello stesso periodo, definito tardo neolitico, descritto con dovizia di particolari dalla studiosa ed archeologa Marija Gimbutas si concluse con l’affermarsi del potere maschile esercitato con la violenza e con la perdita della libertà femminile (tramite l’acquisto della donna a scopo riproduttivo, guerre di razzia, perpetuazione della patrilinearità, etc.). Contemporaneamente abbiamo notizia di simili eventi accaduti anche nell’antica civiltà cinese, ove prese il sopravvento il modello prevaricatorio e controllativo del mondo femminile. Tale momento viene anche evocato nel Libro dei Mutamenti relativamente alla descrizione dell’esagramma “Il farsi Incontro” in cui si immagina il femminile che spontaneamente va incontro al maschile e di conseguenza ne riceve un giudizio negativo. Allo stesso tempo, nella lettura dei commenti, si evince che questo “farsi incontro” rappresentava il modo di funzionamento antecedente nella società. Tale mutazione nello stile dei rapporti intergenerici (uomo-donna) è stato considerato l’inizio dell’era dei conflitti (traduzione corretta del significato di Kali Yuga) e chiude la precedente era dell’incertezza (Dvapara Yuga).

Ora dobbiamo esaminare come gli antichi saggi accuratamente descrissero le caratteristiche dell’era corrente evocando una serie di avvenimenti e tendenze che sono facilmente riconoscibili in questo momento storico. Senza voler evocare calendari Maya o altre descrizioni apocalittiche più o meno credibili, riportiamo, in ogni caso, alcune affermazioni storiche certificate, vecchie di migliaia di anni.

“Trovandosi immersi nell’ignoranza, sicuri di sé, ritenendosi saggi, gli sciocchi si aggirano urtandosi a vicenda, come ciechi guidati da un cieco” (Mundaka Upanishad)

“Ora difatti è proprio l’età del ferro, né mai gli uomini cesseranno di soffrire il giorno, per le fatiche e le miserie, e la notte di struggersi per le gravi angosce che gli dei gli daranno. Né allora il padre sarà simile ai figli, né i figli al padre, né l’ospite sarà caro all’ospite, l’amico all’amico, il fratell al fratello come nel tempo passato. Essi avranno in dispregio i genitori, appena cominceranno ad invecchiare, li insulteranno con parole villane; né essi, ai genitori invecchiati, daranno il necessario per vivere, usando il diritto del più forte; infine saccheggeranno a vicenda le città. E allora non vi sarà più gratitudine per l’uomo giusto, ma piuttosto si terrà in onore l’uomo artefice di mali, la giustizia sarà nelle sue mani; il pudore non esisterà più. Il malvagio recherà danno all’uomo dabbene, agli uomini miseri sarà compagna la gelosia, amante del male dall’odioso aspetto… e non ci sarà più scampo dal male” (Esiodo, Opere e giorni).

Nel Linga Purana, antico testo Shivaita, vengono descritti gli uomini del Kali Yuga come tormentati dall’invidia, irritabili, settari, indifferenti alle conseguenze dei loro atti. Sono minacciati da malattie, da fame, da paura e da terribili calamità naturali. I loro desideri sono mal orientati, la loro scienza è usata per fini malefici. Sono disonesti.
In questo tempo sono in declino i nobili e gli agricoltori mentre la classe servile pretende di governare e di condividere con i letterati il sapere, i pasti, le sedie e i letti. I capi di stato sono per lo più di infima origine. Sono dittatori e tiranni.

“Si uccidono i feti e gli eroi. Gli operai vogliono avere ruoli intellettuali. I ladri diventano Re, le donne virtuose sono rare. La promiscuità si diffonde. La terra non produce quasi nulla in certi posti e molto in altri. I potenti si appropriano dei beni pubblici e cessano di proteggere il popolo. Sapienti di bassa lega sono onorati e partecipano a persone indegne i pericolosi segreti delle scienze. I maestri si degradano vendendo il sapere. Molti trovano rifugio nella vita errante.

“Verso la fine dello yuga gli animali diventano violenti (perché sfruttati n.d.r.).
Gli uomini dabbene si ritirano dalla vita pubblica. Anche i sacramenti e la religione sono in vendita. I mercanti disonesti. Sempre più numerose le persone che mendicano o cercano lavoro. Quasi tutti usano un linguaggio volgare e che non tiene fede alla parola data. Individui preminenti senza moralità predicano agli altri la virtù. Regna la censura… Nelle città si formano associazioni criminali. L’acqua potabile mancherà, così pure la frutta. Gli uomini perdereanno il senso dei valori. Avranno mali al ventre, ed i capelli in disordine. Verso la fine dello yuga l’aspettativa di vita non andrà oltre l’adolescenza,. I ladri deruberanno i ladri. Molti diverranno letargici e intorpiditi, le malattie saranno contagiose. Topi, serpenti e insetti tormenteranno gli uomini. Uomini affamati e impauriti si troveranno nei pressi del fiume Kausichi.
Alla fine di questa era un po’ ovunque nel mondo si diffonderanno i praticanti di riti sviati. Persone non qualificate si spacceranno da esperti. Gli uomini si uccideranno l’un l’altro e uccideranno i bambini, le donne e gli animali. I saggi saranno condannati a morte”.

Tuttavia, ancora secondo il Linga Purana, alcuni uomini potranno raggiungere in breve tempo la perfezione. In un certo senso il Kali Yuga è un periodo privilegiato. I primissimi uomini delle ere antecedenti, ancora prossimi al divino, erano saggi in una società di saggi. Ma gli ultimi uomini, questi del Kali-yuga, avvicinandosi all’annientamento, si avvicinano anche al principio in cui tutto ritorna alla sua fine. In mezzo alla decadenza morale, alle ingiustizie, alle guerre, ai conflitti sociali e alla persecuzione del femmineo, che caratterizzano la fine di questo yuga, il contatto con il divino, per via discendente, diviene più immediato.

In una società dove tutto è già perfetto, gli atti vengono compiuti automaticamente nel bene, mentre in una società degradata occorre discriminazione e coraggio.
Troviamo descrizioni di una tale fine di un’epoca persino in testi apocalittici giudeo-cristiani, compreso quello di S. Giovanni, che evidentemente si ispirano alle stesse fonti antiche sopra menzionate.

In uno Shiva Purana, nel Rudra Samhita, di molto precedente l’epoca cristiana, viene detto: “La fine del mondo attuale sarà provocata da un fuoco sottomarino, nato da un’esplosione simile a quella di un vulcano, che consumerà l’acqua che i fiumi hanno riversato nell’oceano. L’acqua traboccherà dall’oceano e inonderà la terra. Il mondo intero sarà sommerso”.

Abbiamo visto che, tra i fenomeni caratteristici del Kali Yuga troviamo la comparsa di false religioni antropocentriche che allontanano l’uomo dal suo ruolo sulla Terra e servono di pretesto alle sue predazioni, ai suoi genocidi, e lo portano infine al suicidio collettivo. Le religioni della città prendono il sopravvento sulla religione della Natura, questo è l’inizio della decadenza, che corrisponde all’affermarsi delle religioni monoteiste. Si trattava di creare delle fedi illusorie che pervertissero la vera religione della Natura. Ad esempio la creazione di queste nuove religioni (o ideologie) è avvenuta in India nella forma del giainismo e del buddismo, in Cina in forma di confucianesimo e in occidente come cristianesimo e nel medio oriente come islamismo.

Queste religioni, quali che siano stati il carattere e le intenzioni dei fondatori originari, sono diventate essenzialmente religioni “di stato”, a carattere moralistico. Hanno dato modo a un potere patriarcale centralizzato di imporre un elemento di unificazione e controllo su popolazioni diverse. Ovunque, queste religioni, pur parlando di amore, uguaglianza, carità, giustizia, sono invero pretesto e strumento per conquiste culturali e materiali. Il massacro delle popolazioni avvenuto in varie parti del mondo in mome delle religione, è un dato storico innegabile.

La posizione della donna in tutte queste religioni è secondaria e perciò giustifica l’oppressione di genere. Se e quando il femmineo sacro e la spiritualità della Natura riusciranno a trovare un autonomo e sincero modo espressivo nella nostra società, l’era oscura, e dei conflitti, potrà considerarsi conclusa.

Paolo D’Arpini

Commento di Caterina Regazzi:
In un’epoca in cui tutti si sciacquano la bocca parlando di Amore, semplicità, ritorno alla Natura, le donne devono solo continuare ad essere e a fare quello che, silenziosamente, sono state ed hanno fatto in tutti questi secoli oscuri: esseri dedite a dare la vita, a custodirla, a coltivarla e a farla crescere; dare amore, affetto e amicizia incondizionati.
Basterebbe che gli uomini prendessero esempio da noi donne rivalutando pienamente il periodo del matriarcato: niente guerre e distruzione, solo cura di sé, degli altri esseri viventi, umani e non, in una parola, della Vita.
Le donne, però, non devono farsi imbrogliare dal mito del potere e dell’autonomia personale, smettendo di copiare il maschio nel suo stile competitivo, nella ricerca dell’affermazione di sé.

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Bibliografia:

Mahābhārata – Sri Veda Vyasa
I Ching – Libro dei Mutamenti (AA.VV.)
Shiva e Dioniso, di Alain Danielou
Il Linguaggio della Dea – Marija Gimbutas
Opere e giorni – Esiodo
Shiva Purana, Rudra Samhita, Linga Purana – Antichi testi Shivaiti
Mundaka Upanishad – Vedanta

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Articolo collegato:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/03/20/si-avvicina-la-fine-del-kali-yuga-il-cambiamento-epocale-e-previsto-per-il-2-030-da-quella-data-ricomincia-leta-delloro-e-della-verita-satya-yuga/


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Di questo e simili temi se ne parlerà durante la Festa dei Precursori, che si tiene a Treia (Macerata) dal 5 al 13 maggio 2012, presso il Circolo Vegetariano VV.TT. - Programma: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2012/01/e-iniziata-nel-1984-ed-ancora-continua.html

martedì 27 dicembre 2011

Risorsa acqua... continua subdolamente il processo di privatizzazione del liquido vitale



Ricordate? "La cercano sulla Luna, la cercano su Marte, la cercano su Venere e dove ce n'è tanta e buona la inquinano e la rendono inutilizzabile.."

Così scrivevo un paio di anni fa in un articolo in cui denunciavo i modi disastrosi in cui viene gestita la risorsa vitale "Acqua".. che pur non aumentando nè decrescendo sin da quando il pianeta è abitabile ed ospita la vita.. viene ridotta sempre più nella sua forma utilizzabile.. ovvero l'acqua non manca quel che manca è l'acqua potabile.. Ed è con questo meccanismo diabolico che le multinazionali si preparano a sfruttare l'oro blù.. l'elemento di cui nessun essere umano e vivente può fare a meno...

Ed anche in Italia, malgrado il referendum, in modi striscianti la privatizzazione procede.. in forma di nuove licenze minerarie per acqua minerale, in forma di aumento delle tariffe dell'acqua pubblica, in forma di sfruttamento inconsiderato delle falde e delle sorgenti, in forma di inquinamento di tutte le acque di superficie, etc. etc. Si arriverà al punto che l'acqua potabile residua sarà talmente poca che per forza di cose sarà venduta a peso d'oro..... e perciò di fatto "privatizzata"...

Se non si opera immediatamente per il riuso delle acque bianche, per la depurazuione delle nere e per il risparmio idrico.. quel momento si avvicinerà sempre più.. in barba alla volontà popolare che ha stabilito che l'acqua è un bene comune.

Tra l'altro anche a livello geo-politico i nuovi giacimenti ricercati (fonte di ricchezza futura) non sono più quelli del petrolio, gas o minerali.. bensì quelli delle falde profonde dell'acqua...


Vi invito a rileggere l'articolo da me scritto nel 2009 in cui si anticipava la ricerca effettuata anche sugli altri pianeti del sistema solare e inoltre vi invito a leggere l'articolo dello stesso anno in cui si annunciava il bombardamento della superficie lunare alla ricerca del prezioso liquido...


26 febbraio 2009

La cercano su Marte, la cercano su Venere, sperano persino che sia sulla Luna, magari in forma ghiacciata, ma dove ce ne è, e tanta ed ancora buona, non se ne tiene conto… Come mai siamo così stupidi sulla faccia della Terra?Dall’acqua nasce la vita e la vita è sostenuta dall’acqua, lo sanno anche i bambini. L’evoluzione delle specie viventi è tutta maturata nell’acqua. Piante, amebe, molluschi, pesci, anfibi, rettili, uccelli, mammiferi… hanno la loro origine ed il loro sostentamento nel liquido primordiale. L’acqua copre i due terzi del pianeta, è pioggia, ruscelli, laghi, depositi sotterranei.. si trova persino sotto i deserti. Il liquido blu ha provveduto alla creazione e conservazione dell’atmosfera sul pianeta, alla miracolosa bellezza che fa apparire azzurro il nostro pianeta, se osservato dallo spazio.

L’acqua è sempre la stessa, viene in continuazione riciclata e spostata, trasformata in ghiaccio o vapore, ma esiste nella stessa sua incredibile quantità e qualità da milioni di anni, è il risultato di un “gioco” forse irripetibile fra calore e raffreddamento…

Ma oggi sentiamo dire che “manca l’acqua”, come mai? In realtà l’acqua non manca, la sua percentuale non aumenta né decresce è sempre stabile, grazie a Dio! Allora cos’è che manca? Quel che viene a mancare è la quantità di acqua potabile od utilizzabile, ecco la verità!. E per quale ragione “manca” quest’acqua? Semplicemente perché non viene data la possibilità al liquido di auto-rigenerarsi, come è sempre avvenuto nei secoli passati, l’acqua non fa in tempo a “disinfettarsi” dai veleni che l’uomo immette nell’atmosfera e sul pianeta a vari livelli di profondità. Per cui l’acqua disponibile, per il mantenimento dell’esistenza di ogni specie vivente, è stata decurtata.

Ma cosa fa lo stupido uomo per risolvere il problema? Non smette di inquinare, anzi aumenta sempre più l’immissione di sostanze nocive (perlopiù di produzione industriale) e contemporaneamente “raziona” commercialmente l’uso dell’acqua pulita residua. Sì, l’uomo ha reso l’acqua un genere di consumo commerciale, la vende come fosse un “prodotto”, l’ultima acqua potabile del pianeta è stata resa oggetto di sfruttamento economico.

Haihaiai, siamo proprio giunti all’idiozia più sordida e cieca…..

La produzione energetica continuamente aumentata per il mantenimento della struttura consumistica inquinante della nostra società è una delle ragioni principali della rovina dell’acqua. Agricoltura ed allevamento industriale, produzione di elettricità con sistemi a bruciamento (carbone, petrolio, nucleare), eccesso di consumi domestici per scopi inutili, mancanza di depurazione delle acqua reflue, etc. etc. sono alcune delle ragioni che contribuiscono alla “distruzione” dell’acqua. E la soluzione furbescamente trovata dai nostri governanti banchieri è quella dell’imbottigliamento dell’acqua residua, pian piano da vendere a peso d’oro…

Ma noi siamo fatti di acqua! La percentuale di liquido del nostro organismo rispecchia la percentuale dell’acqua sulla faccia del pianeta, i due terzi del corpo umano sono acqua! Però il nostro organismo è visto dallo stato come un agglomerato tassabile, non siamo esseri umani non abbiamo la dignità di esistere in quanto miracolo della vita, siamo ingranaggi nel contesto di un meccanismo diabolico che si chiama “economia”. La politica è funzionale a questa “economia” ed ora giunge la staffilata finale contro la minima possibilità di autonomia esistenziale….

Ecco cosa succede in Italia…

Mentre nel paese imperversano discussioni sull’eutanasia, grembiulino a scuola, guinzaglio al cane, gossip spettacolistici o sul flagello dei graffiti, il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell’acqua pubblica. Il Parlamento ha votato l’articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti, che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica (precisazione sui dati tecnici: non è ancora apparso sui giornali ma si sa “ufficiosamente” -è ancora un segreto “politico” che la delibera per l’aumento delle tariffe idriche è stato firmato dal Berlusca, sta alla Corte dei Conti, e fra qualche giorno Uscirà in Gazzetta….).

Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l’acqua non sarà più un bene pubblico ma una merce, e quindi sarà gestita da multinazionali (le stesse che possiedono l’acqua minerale)?!

La privatizzazione dell’acqua che sta avvenendo a livello mondiale potrebbe provocare, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri. L’uomo è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita. L’acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno può appropriarsene per trarne illecito profitto.

L’acqua è l’oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre. Guerre che saranno forse dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo.

Acqua in bocca!

Paolo D’Arpini

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Nel sistema solare a caccia di acqua: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2009/10/08/visualizza_new.html_985922878.html


NEW YORK - Luna bombardata per cercare l'acqua: il satellite della Nasa Lcross (Lunar crater observation and sensing satellite), dopo avere sganciato il missile Centaur, ha creato un "impatto gemello" sulla superficie della Luna, precipitando a un paio di chilometri dal razzo. Agli scienziati spetta ora il compito di analizzare i dati raccolti dalla sonda Lcross per verificare la presenza di ghiaccio o acqua nel pennacchio di polvere che si è sollevato di una decina di chilometri dalla superficie lunare, dopo l'impatto con il missile Centaur scagliato contro il cratere Cabeus.

La sonda ha viaggiato a una velocità media di 5,6 miglia al secondo, per 113 giorni, prima di impattare contro la superficie della Luna, "nella regione in penombra, del polo sud del satellite". "Gli strumenti scientifici della sonda Lcross hanno lavorato sorprendentemente bene e hanno inviato sulla Terra una gran quantità di informazioni che permetteranno di conoscere meglio il nostro 'vicino' celeste, ha dichiarato oggi in una nota della Nasa Anthony Colaprete, uno dei responsabili della missione lunare e ricercatore dell'Ames Center di Moffet Field, in California. La nostra squadra di scienziati non vede l'ora di analizzare questi dati. Ci vorranno parecchie settimane di lavoro prima di stabilire con precisione la presenza di acqua sulla Luna".

La sonda Lcross (Lunar Crater Observation and Sensing Satellite), partita a giugno dalla base di Cape Canaveral, in Florida, ha lanciato il missile-bomba Centaur alle 7,31 ora di New York (le 13,31 italiane) di questa mattina (9 ottobre 2009). La sonda ha impattato la superficie lunare quattro minuti più tardi. Ha quindi avuto quattro minuti di tempo per filmare e fotografare gli effetti dell'impatto e, attraverso gli strumenti di rilevamento a bordo, per cercare vapore acqueo o frammenti di ghiaccio nella nube di detriti alzata dall'esplosione. "Sono molto orgoglioso del successo - ha commentato Daniel Andrews, che ha progettato la missione Lcross -; avevamo un obiettivo ambizioso e l'abbiamo raggiunto con un budget insolitamente basso per una missione di questo tipo. La nostra spedizione sulla Luna potrebbe diventare un modello per altre imprese. Abbiamo fatto grande scienza con poco denaro". Andrews si è detto inoltre soddisfatto della partecipazione di pubblico all'evento 'dinamitardo' trasmesso in diretta sul sito della Nasa.

lunedì 26 dicembre 2011

Attuazione bioregionale ed Unione Europea - proposte concrete di Gianfranco Paris e Paolo D'Arpini

Europa.. e divento Luce - Dipinto di Franco Farina


Attuazione bioregionale ed Unione Europea - proposte concrete di Gianfranco Paris e Paolo D'Arpini

Scrive Gianfranco Paris: "Io credo che tutti i problemi possano essere evitati se ci si mette in testa di creare gli Stati Uniti d'Europa, cioè un vero Stato Federale. Il problema serio è che se continua così, i popoli che abitano i paesi europei, compresa la Russia, sono tagliati fuori dai giochi dei due nuovi blocchi est-ovest. L'Europa è malata di arteriosclerosi politica e quindi incapace di capire quel che accade realmente, ognuno pensa ai cazzi propri e così facendo non si accorge del possibile baratro. Negli USE non ci sarà spazio per le guerre del passato, ogni regione vi parteciperà in proprio, ma facendo parte di un tutto. Ho fiducia che alla fine i vari governanti lo capiranno, magari tardi, ma sarà meglio tardi che mai!"

Risposta di Paolo D'Arpini: "Caro Gianfranco, sono contento che tu abbia riportato l'attenzione sull'attuazione del bioregionalismo in termini politico-amministrativi. Infatti sono d'accordo sul fatto che ove l'Europa divenisse una realtà federale.. le nazionalità potrebberro scomparire per far posto alle macroregioni bioregionali ed alle microregioni provinciali (le regioni attuali andrebbero eliminate) ed alle città metropolitane.. in tal modo si otterrebbe omogeneità sociale e territoriale e si eviterebbero innumerevoli carrozzoni clientelari. Ad esempio la macroregione alpina potrebbe comprendere centri ubicati di qua e di là delle alpi, superando i confini attuali fra Francia, Italia.. etc. O nel piccolo si potrebbe configurare la bioregione Sabina, con il reatino e sabina romana.. etc. Ah, cosa importante.. oltre all'unione politica effettiva l'Europa dovrebbe recuperare anche la sovranità monetaria togliendo alle banche private (quale è la BCE) il signoraggio e riconoscendo il diritto di emettere cartamoneta solo al Ministero del Tesoro della Federazione Europa"

Rete Bioregionale Italiana
http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/