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giovedì 24 maggio 2012

Attentati in Italia – Notizie d’Intelligence libera sui retroscena e le cause



Quella che segue è una raccolta di notizie di Intelligence libera (di privati cittadini) che comunicano alcuni fatti e deduzioni sulel cause e sugli effetti degli ultimi attentati in Italia.

Scrive Rocco Nuzzo: “Credete che siano troppi 2 minuti per rendere giustizia a quelle sfortunate ragazze di Brindisi? Ve ne siete accorti che nella ricostruzione dei tg c’è qualcosa che proprio non va? Se volete la verità, allora guardate anche Voi questo video: http://www.youtube.com/watch?v=jjTStXxqP78

Scrive Marco Carlino: “…ho apprezzato molto il contributo video, sebbene magari bastassero pure 2 ore per rendere giustizia a quelle sfortunate ragazze… Anzitutto occorrerebbe conoscere quella verità che il filmato ci dice essere sotto i nostri occhi (cioè che i media non dicono – e questo già lo sapevamo:) ma che alla fine non dice lasciandoci interdetti come prima. Chi ha messo la bomba e perchè?
Io penso siano stati degli alunni stessi della scuola che non avevano idea delle conseguenze del loro scellerato gesto… perchè se fosse un problema riconducibile allo schema “probleama-reazione-soluzione” non vi sarebbero stati errori così macroscopici”

Scrive Cristina Fiori: “Vi inoltro una mail arrivatami da un amico. Preferirei non citare la fonte. Posso dire che è facente parte dell’arma. Ognuno tragga le proprie conclusioni. – Buonasera carissima Cristina,sicuramente gli attentati compiuti negli ultimi tempi sono molto sospetti, sopratutto quello di Genova,d ove all’ingegnere dell’Ansaldo nucleare è stato colpito solamente un polpaccio senza toccare le ossa e dopo un paio di giorni il ferito è stato accompagnato in barella con l’autoambulanza sotto scorta pareva un film. Successivamente vi è stato l’episodio delle molotov all’agenzia equitalia dove erano in funzione telecamere di sorveglianza collegate con la sala operativa della vigilanza privata collegata con il 112 e 113, che caso strano non ha visto nulla. Poi si arriva all’attentato di Brindisi,dove secondo me non si arriverà mai al colpevole, in quanto perfino la magistratura sta compiendo una caterva di errori trovando un presunto colpevole da dare in pasto all’opinione pubblica (risultato poi completamente estraneo alla vicenda) ma al momento non sanno che pesci prendere. Pensa che ignoti il giorno dopo hanno fatto ritrovare un ordigno simile a quello di Brindisi in un altra località con minacce al presidente napoletano, ma tutto è stato messo a tacere. Anche oggi (ieri per chi legge) alla sede di equitalia di Roma è stato trovato l’ennesimo ordigno esplosivo successivamente disinnescato dagli artificieri. Tutti i giorni arrivano pacchi e missive contenenti pallottole e vari ordigni ma ai media non arriva nulla. Intanto monti va in giro ai funerali della ragazza, dai terremotati per incrementare il suo consenso….”

Beh, credo proprio che le “rivelazioni” descritte sopra siano vere.. Me ne sono convinto dopo aver letto oggi le dichiarazioni del baffetto dalemino, l’amico delle banche. Ricordo infatti la sua legge per cartolarizzare i debiti non riscuotibili in Italia -per interventi della magistratura od evidenti irregolarità da parte delle banche stesse- che ha così consentito la “vendita” di tali crediti usurai alle banche americane (alle quali per opporsi bisognava intentare una causa internazionale) che ha mandato in fallimento migliaia di poveri cristi italiani vessati dalle banche. Insomma cosa ha detto il baffetto? Dice che “se si da retta all’antipolitica, a chi dice di non pagare il debito pubblico e di farsi la propria moneta, l’Italia va in crack” . Perché, come è adesso l’Italia, forse in solida posizione? Non sta forse in crack e sommersa di debiti ed in mano alle banche e dei politici sozzoni (come lo stesso baffetto)? Nulla di strano perciò che il sistema cerchi di salvarsi “inventandosi” attentati.. tipo quello di Genova, contro equitalia et similia.. Mentre il monti gira il Bel Paese in lungo ed in largo a confortare gli (da lui stesso) afflitti!

Paolo D’Arpini

lunedì 14 maggio 2012

equitalia Ass. a Del. - "..é ladro chi ruba e chi tiene il sacco..."



Si dice che se uno entra con il fucile a pompa in Equitalia e ci vanno di mezzo i collaboratori di Equitalia non è giusto. Si, ma chi ci arriva a Befera, che ha le guardie del corpo? E non le paga neanche coi 600.000€ annui di guadagno, gliele paghiamo noi.

L'unica è entrare a Equitalia. In MASSA.
Inoltre, è ladro chi ruba e chi tiene il sacco; se io vado a lavorare a Cosa Nostra o alla 'Ndrangheta, raccolgo i soldi del pizzo, e mi becco una fucilata, chi si meraviglia? Nessuno!

E se i collaboratori di Equitalia raccolgono i soldi richiesti dai loro capi, soldi che sono:
- il risultato dell'usura (tutte le cartelle di equitalia superano le soglie di usura aggravata)
- il risultato di politiche fiscali dettate da banchieri che vogliono farci chiudere le aziende e privatizzare tutti il possibile
- il risultato di atti immorali legalizzati dal Governo svenduto al nemico (studi di settore, aliquote altissime etc etc)
- richieste tramite cartelle criptiche impossibili da capire e quindi illegali
se questi collaboratori si beccano qualche sberlotta ogni tanto, non fà parte del rischio che hanno voluto correre?
Han voluto far parte del team degli estorsori, che si prendano i loro rischi. Che vadano A LAVORARE invece di fare i servi dei padroni ladri.
Se in Equitalia non ci fosse nessuno a fare il can da guardia, se i Commercialisti in blocco si rifiutassero di fare le denuncie dei redditi, allora i nostri capi banchieri sarebbero senza forza.
Si, perchè ora è ovvio che le tasse sono IL MEZZO per metterci in ginocchio. Se non le paghiamo tutti, cosa possono fare?
E cosa succede allo Stato? Un cazzo di niente; finalmente lo Stato và in default (e sarebbe ora); e cioè non paga più il debito pubblico che già non può pagare!!
Cosa comporta? che chi ha i titoli diSstato se la prende nel culo; peccato che per il 95% SONO LE BANCHE che possiedono i Titoli di Stato.

Per cui se fra di voi c'è un pazzo che possiede titoli di Stato, che se ne liberi subito !!

Ciò vale anche per la polizia, che deve rifiutarsi di obbedire a chi non ci rappresenta più.

E civilmente, in 500.000, andremo al Senato, CON la polizia, e manderemo a casa i golpisti che ci stanno facendo morire.....

utopia?
spero di no

A.M.

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Commento di G.T.

"Come non essere d'accordo!!!! il problema è che ancora troppi stanno bene
e se ne fregano degli altri siamo stati programmati ad essere egoisti, soli, impauriti e depressi......... la verità non ha nulla a che vere con ciò che è vero ma è semplicemente un rapporto di forza sociale quando ci saranno più persone dalla nostra parte avremo ragione noi......... al momento salvo (variabili) non ci rimane che svegliare informare e formare chi ancora dorme ed ignora... ma sapessi a quanti gli piace dormire...!!! in ogni caso bisogna dire che i consapevoli aumentano non come vorremo noi ma aumentano"

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Commento di M.B.

Come potete notare da queste agenzie di stampa internazionale, il governo sta pensando di utilizzare l’Esercito per far fronte al montare della protesta in Italia. Per ora lo si è solo accennato, ma il fatto è indicativo di come si voglia difendere a tutti i costi il governo dei banksters.
La crisi finanziaria internazionale ha costretto l’Alta Finanza mondialista a scendere direttamente in campo, imponendo dove necessario, governi “tecnici” da lei stessa predisposti. Questo gli ha comportato l’inconveniente di esporsi, di rendere visibile a tutti quello che era un sistema di usura e rapina più o meno mascherato. Un procedimento anomalo per Consorterie da secoli aduse ad agire dietro le quinte.
Da qui la necessità di difendere con le unghie e con i denti il potere dei banksters, un potere che l’incrudelirsi dei provvedimenti presi sulla pelle dei popoli potrebbe entrare in crisi. Ed allora meglio prevenire, del resto i Servizi a che ci stanno a fare?
Addirittura qualche molotov contro Equitalia in Toscana e l’attentato al dirigente dell’Ansaldo a Genova, indurrebbero già il governo ad ipotizzare decisioni estreme. Ci eravamo chiesti il perchè e a cosa potesse servire questo riaffiorare di terrorismo: ecco ora lo sappiamo.

PRESSTV - http://www.presstv.ir/detail/2012/05/14/241115/italy-may-use-army-against-protests/


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Commento di A.P.:

“Il papato insegna che "le circumstantie si determinano". Si deve essere proprio FESSI a credere che "gli atti terroristici" (in realtà : robetta da bambini!) odierni siano azioni spontanee! Coi controlli moderni (telefonini, computer, comunicazioni TUTTE!), ancor prima che un "anarchico" vada al cesso, il "sistema sa" quale tipo di feci questi emetterà, quando e dove. Si "crea l'episodio" (anche le pallottole alle gambe! tanto, poi, un colpevole "verrà individuato"! come a piazza Fontana e... dintorni), e si autorizza la NATO a pattugliare i cieli, i mari e la terra. Pace montiana (o montiniana, che è lo stesso!) e ... tanto PENE (i gay plaudono!)”

giovedì 19 aprile 2012

Calalzo di Cadore - Il sindaco Luca De Carlo: "Senza equitalia sul groppone risparmiamo 20.000 euro all'anno.."




I commenti sul web sono entusiastici:

UN GRANDISSIMO ABBRACCIO A QUESTO GRANDE SINDACO CHE HA AVUTO IL CORAGGIO DI TOGLIERSI EQUITALIA DALLE PALLE!!!!!! UOMINI CON LE PALLE!!!!! (Mauro Munari)

BRAVOOOOOO SINDACO COMPLIMENTI LEI E' UNA DEGNA PERSONA !!!(Stefania Rossetto)

AVANTI I PROSSIMI... CORAGGIO AIUTIAMO GLI ITALIANI .... (Emanuela Rocca)

E numerosi altri....

Ma di cosa si tratta? La notizia riportata dal giornalista Andrea Scaglia ci spiega tutto:


Ci starebbe pure la scritta sul cartello, “Comune de-equitalizzato”. Calalzo di Cadore, Cialàuz in lingua ladina: da Belluno sali e ti ritrovi circondato dalla meraviglia delle Dolomiti, di fronte il lago artificiale nato dalla grande diga. Il sindaco si chiama Luca De Carlo, politicamente originario di Alleanza Nazionale «ma indipendente, non mi faccio ingabbiare, io»: è lui che, lo scorso agosto, piazzò davanti all’albergo che ospitava Umberto Bossi lo striscione «scegliamoli noi», per rimarcare la necessità di una legge elettorale che permetta ai cittadini di indicare i loro rappresentanti in Parlamento.

Ma qui, visto anche il periodo, si parla di tasse. Perché proprio Calalzo ha deciso di mettere alla porta gli esattori di Equitalia. Cosa che, tanto per cominciare, ha portato al piccolo Comune anche un vantaggio economico mica da ridere: «Quando sono stato eletto, il servizio di riscossione dei tributi era esternalizzato proprio a Equitalia, sia per quanto riguarda i tributi ordinari, tipo la tassa sui rifiuti e quant’altro, sia per le riscossioni coatte. Noi abbiamo subito deciso di tornare a occuparci direttamente dei tributi ordinari, e già così abbiamo calcolato un risparmio di circa 20mila euro all’anno». Restava la riscossione coatta, quella che spesso porta a sanzioni più o meno pesanti per il cittadino inadempiente. «Ecco: dalla fine di novembre ci siamo ripresi anche quella. Abbiamo incaricato la Comunità montana Valbelluna, che già da anni lavora nel campo. E però, di fatto, il cittadino può venire qui, in Comune, a parlare della sua eventuale situazione di difficoltà».

In realtà esiste una legge, la 166/2011, che già prevede che i Comuni non si appoggino più a Equitalia. Eppure il caso di Calalzo resta un’eccezione. «Sono tanti i miei colleghi che, su questo punto, si mostrano refrattari. Anche la stessa Anci. Posso pure comprenderli: delegando l’incasso delle imposte a Equitalia ci si toglie una bella grana. Senza contare che, nelle grandi città, diventa molto più complicato impostare rapporti personali fra istituzioni e cittadini». Invece voi avete deciso diversamente. «Sì. Ma attenzione, non è che da noi gli imbroglioni siano più tollerati. Anzi: io conosco tutti i 2.250 residenti del Comune che amministro, le situazioni familiari, gli eventuali disagi, ogni tipo di problema. Impossibile che qualcuno possa fare il furbo. E però proprio per questo motivo non mi sembra giusto nascondermi dietro le cartelle esattoriali di Equitalia, che troppe volte rischiano di affossare definitivamente una difficoltà magari passeggera - e qui bisogna però precisare che non esiste alcuna comprensione per quei cretini che minacciano o mettono le bombe. In ogni caso, chi ha un problema deve venire da me, in municipio. E una soluzione si trova».

Reazione della cittadinanza? Entusiasta, dice il sindaco. «Ma è ovvio, così si accorcia la distanza fra amministratore e amministrato. Senza contare che, facendo i conti, è venuto fuori che adesso, per quanto riguarda i tributi ordinari, i cittadini pagano addirittura più puntualmente». E come lo spiega? «Non è così strano. Se non gli mandi l’esattore, che naturalmente applica i regolamenti senz’alcuna cognizione, tutto diventa più gestibile. La gente si rende conto che i soldi delle imposte vanno poi a vantaggio di tutti. Anche loro».

Andrea Scaglia

(Fonte: http://www.liberoquotidiano.it/news/)

lunedì 16 aprile 2012

Adele Caprio: "Sarebbe giusto che equitalia si facesse carico dei parenti delle vittime dei suoi soprusi..."

Pensaci bene giacomino....


Caro Paolo D'Arpini, capisco perfettamente i tuoi dubbi in fatti di lettori della propria Newsletter (vedi: http://saul-arpino.blogspot.it/2012/04/il-giornaletto-di-saul-del-14-aprile.html).
Riguardo alla nostra Newsletter, a cui dedico tantissime delle mie ore libere, indissi una specie di indice di gradimento lo scorso anno per capire quanti la leggessero e restai felicemente sorpresa che i lettori superavano ogni mia più ottimistica aspettativa. Ma poi, se fosse stato uno solo? Avrei continuato senz'altro. Detto questo, non sempre riesco a leggere la tua perché sono sempre in viaggio per lavoro e magari ne leggo due o tre per volta al mio ritorno.

Volevo invece segnalare un dato che mi ha lasciato scossa e che, sono sicura, non sia nemmeno un dato effettivo: 25 suicidi dall'inizio dell'anno da parte di chi non riesce a sopportare il peso delle cartelle di Equitalia. A parte il fatto che, vi assicuro, suicidarsi per debiti non ne vale assolutamente la pena (si sopravvive in qualsiasi condizione se lo si vuole), ma poi... possibile che non esista un comitato che denunci Equitalia di eccessiva pressione ai debitori? Vi sembrerò un'ingenua, ma credo che sarebbe come minimo congruo che Equitalia si facesse carico di vedove e relativi figli di coloro che si sono suicidati per debiti... se andiamo avanti così e, visto che non ci sono premesse di un miglioramento, il numero dei suicidi aumenterà...

Con questo 'ameno' tema ti abbraccio forte.

Adele Caprio - Ass. Le Nuvole di Civita Castellana

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Cara Adele fra newsletteristi ci si capisce... Ed in effetti anch'io dopo l'appello lanciato sul Giornaletto per sapere chi sono i lettori, sono rimasto piacevolmente sorpreso delle risposte, non tanto per il numero, quello rientra nella media già detta, ma per la qualità e per l'inattesa partecipazione di persone non sempre personalmente conosciute (o molto poco), per cui posso dirmi soddisfatto e ti ringrazio per la tua bella letterina, facendoti gli auguri di ogni bene.

Passando alle note dolenti di iniquitalia me ne sono occupato molto ed ho pure cercato di incoraggiare le persone a resistere fornendo il mio esempio di anziano che vive bene con la pensione sociale di 420 euro (vedi: http://www.lettera43.it/economia/personal/vivere-bene-con-420-euro-al-mese_4367546480.htm).

Basta accontentarsi e cambiare abitudini. Comunque ci sarebbe bisogno di maggiore giustizia sociale in Italia, un paese martoriato dagli sgherri e sarebbe più che giusto che lo stato si facesse carico dei figli e delle mogli delle povere vittime dei suoi soprusi esattoriali!


Paolo D'Arpini
Circolo vegetariano VV.TT

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Precisazione aggiuntiva di Adele Caprio:

Per quello che riguarda Equitalia… anche io ovviamente ne sono stata vittima, 1.800 euro di multe per effrazioni mai fatte ma che non potevo provare di non aver fatto… ho pagato e devo dirti che la cosa mi sta particolarmente a cuore perché mia sorella ne deve pagare 180.000 di euro perché non ce la faceva a versare l’Iva per l’hotel dei miei genitori che lei ha dovuto chiudere e mettere in vendita nella speranza di rimettere in pari il debito. Ora io dico: ma possibile che chi ci governa non arrivi a capire che la loro politica porta la gente al suicidio e non alla crescita?

Comunque, come ben sai, anche io mi dedico ad una politica di decrescita: vivo con pochissimo (quello che racimolo con le mie lezioni di yoga), scaldo casa da anni con la stufa a legna e sono pronta ad affrontare tutto quello che il Cielo mi vorrà mandare. Non sento di subire nulla perché mi sento una guerriera e non cado nelle trappole dei nostri governanti… secondo me, gli italiani dovrebbero essere coerenti e imbucare tutte schede nulle alle prossime elezioni… tanto, cosa cambierebbe? Ma a te pare di vivere in democrazia?

Secondo me l’unica cosa che possiamo e dovremmo fare è svegliarci dal
torpore, dal sonno ipnotico indotto dai media e lavorare sulla propria crescita interiore… siamo in tanti, molti più di quelli che pensiamo che la pensano così, tenerci in contatto è la nostra forza… un abbraccio fraterno. Adele


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Altri articoli su equitalia:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=equitalia

venerdì 30 marzo 2012

Menti inebetite dalla televisione e dalla pornografia sul web che non sono più in grado di discernere....

Immagine realizzata da Francesco Trovato

L'effetto della droga che ci ha trasformato in pecore (come ci vedeva Carmelo Bene e a ragione) è talmente potente che non ci smuoviamo di fronte a niente.

Una Equitalia che ci sta vessando in ogni modo che dovrebbe essere denunciata per truffa, estorsione, stalking e per crimini contro l'umanità e noi? Niente di niente, educati a subire,educati alla rassegnazione, educati ad essere sudditi e a farci passare sopra ogni cosa. Un uomo si da fuoco a Bologna davanti all'agenzia delle entrate perché vessato da equitalia che chiede interessi su interessi (che non esistono) per rastrellare ricchezza da dare al padrone usuraio che comanda a casa nostra.

Le profezie di Auriti si stanno avverando quando disse che: "se non ci riprendiamo l'emissione monetaria, i nostri giovani avranno un futuro tra disperazione e suicidio". Ma del resto con una democrazia finta utilizzata come alibi dal sistema bancario per esercitare la sua anarchia cosi si voleva pretendere. Il BRICS si è unito in india in questi giorni per realizzare un accordo di scambi commerciali ma sopratutto per realizzare transizioni senza l'uso del dollaro come riferimento e probabilmente realizzando una nuova banca che eliminasse il monopolio della Banca Mondiale che tutto ha fatto tranne quello che si era proposto al momento della sua istituzione.

Una speranza (da tenere sotto controllo) per fermare lo strapotere unico mondiale che vuole la nostra riduzione. L'Italia è vittima della sua irresponsabilità della sua ignoranza importata direttamente dalla cultura americana, una classe politica che rispecchia completamente l'ignoranza della popolazione allevata a sanremo, grande fratello, amici, sport. Chi veramente sa è potrebbe risollevare le sorti, è trattato come un pazzo, un complottista, uno di altri tempi, un nostalgico, e cose di questo genere sempre che non parta la diffamazione di essere anti-qualcosa. Il libero mercato, unico sovrano, a cui tutti si devono inginocchiare, sta sterminando tutto e tutti, ed in Italia in particolare ha distrutto l'industria, l'artigianato, l'agricoltura, il made in italy, ma oltre al comparto economico industriale, ha distrutto la società attraverso i media (arma del sistema) senza più: etica, ideali, cultura, futuro, speranze, ecc.

La Cina (dove non comprano le multinazionali alleate di banchieri) ci sta comprando tutto, non solo le piccole aziende, ma anche grosse quote di società importanti, le imprese medio piccole sono stritolate da equitalia e dove non arriva equitalia arriva l'ASL, il Comune, con burocrazie inutili e stritolanti.

Presto lavoreremo per gli stranieri a casa nostra e subito dopo anche la casa non sarà più nostra. Molte amministrazioni non avendo soldi per pagare gli affitti dei locali dove sono (prima proprietà pubblica poi venduti alle varie immobiliari private come la caserma di Castel Porziano della Gdf) per racimolare denaro cominciano a fare visite ispettive e multe, non tanto per una azione educativa e preventiva, ma solo per una vera e propria repressione fiscale ossia fare cassa (gli scandali delle multe sono all'ordine del giorno). Ogni giorno sembra che si tocchi il fondo, ed invece c'è come un esercizio psichico individuale ad esercitare una sorta di resistenza maggiore a qualunque tipo di vessazione e dittatura ci venga imposta.

Si va a letto a dormire con la soddisfazione sadomasochista di dire "vedi che sono forte ho pagato anche questo, ho resistito anche a questo ennesimo diritto eliminato sono io il più forte" e dall'altra parte c'è uno stato che gode a esercitare il suo potere vessatorio, imposto dal sistema bancario, in un rapporto amoroso perverso che ha dell'incredibile e che porta solo alla distruzione. I morti per sudicio da insolvenza intanto aumentano, cosi come i poveri di ritorno, cosi some sono sempre più scadenti i servizi di ogni tipo. Assistiamo alla messa in scena della seconda/terza repubblica con il tentativo di spartirsi ancora potere (o quello che rimane) con la convergenza del destracentosinistra (alfanocasinibersani) come se fosse una novità, tutti rappresentanti in un modo o nell'altro di poteri forti, in opera prodotta dalla più scadente compagnia teatrale di periferia chiamata politica istituzionalizzata a cui una marea di zombi ancora da e darà il voto.

Una Italia costretta a passare dentro un macina carne per preparare il ragù ai banchieri, e la carne sono le vite dei cittadini italiani. Qui c'è da rifondare lo stato, c'è da fare un ricostituente, c'è da riprendersi tutte le sovranità, c'è da cancellare oltre la meta della legislazione italiana tutta fatta per rallentare, vessare e creare potere. C'e da rifondare la scuola, la ricerca, la comunicazione sociale liberà da plagi, c'e da ri-mandare al mittente i dictat di oltre oceano, c'è essere chiari con l'europa, questa europa non ci interessa, questa moneta usuraia dell'eurousura non ci interessa, c'è da ritornare alla economia umana locare e reale, c'è da ri-prendersi sul serio il tempo dell'immagine e dello svago è finito, c'è da prendersi le responsabilità del proprio futuro altrimenti anche questo è destinato al suicidio, l'istituto della delega è finito.

Giuseppe Turrisi


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Commento di Caterina Regazzi:

Leggo spesso sul Giornaletto proteste e lamentele come questa, ma non vedo gran proposte, anche tu, caro Giuseppe, cosa proponi, di denunciare veramente Equitalia? Ma Equitalia é l'agente di riscossione, lei è solo la mano che prende, non il cervello che ordina. Il problema é lo sfacelo della politica e dei partiti, ormai sono tutti lì a sostenere il governo e noi, ammesso di arrivare a prossime elezioni, chi potremmo mai votare, sperando che venga eletto, e sperando che poi, una volta eletto, faccia cambiare qualcosa? O ci armiamo e facciamo una rivoluzione? E poi? Facciamo manifestazioni? Mi pare fuori dalle fabbriche grosse (art. 18 si e no) ce ne siano abbastanza, ma in tante le altre realtà? C'è molta preoccupazione e paura in giro e chi, ha seppur modesto, il suo posticino abbastanza sicuro cosa vuoi che protesti? In quali sedi? Davanti a Equitalia? Davanti al Parlamento? Davanti al Quirinale? C'è qualcuno che abbia la competenza per dire non solo che così non si può andare avanti, ma anche cosa, praticamente, si può fare? E non parlo solo delle piccole realtà che cercano di ricorrere a vite "alternative" con auto-produzione, ecc., quello va bene da un punto di vista ecologico, magari e non so in che misura, ma per il discorso politico economico, mi pare che non serva proprio a niente, mi pare che facciano molta più battaglia gli operai degli ecologisti....

mercoledì 1 giugno 2011

Equitalia, esazioni coatte, debiti e dettami bliblici....




Lettere ricevute

Scrive Giovanna Canzano: "MANIFESTAZIONE/CORTEO CONTRO EQUI-TALIA - ROMA giovedì 16 giugno 2011 h. 14.30 (partenza Piazza della Repubblica arrivo Piazza del Popolo). Dal 1 luglio Equitalia potrà pignorarci stipendio, casa e risparmi entro 60 giorni da una semplice notifica, senza nemmeno avvisarci! LO SAPEVI?"

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Simona Mingolla: “Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”

Ho visto qualche tempo fa il film “The International” in cui l’agente dell’Interpol Louis Salinger (Clive Owen), con la collaborazione di Eleanor Withman (Naomi Watts), è impegnato in una missione che sembra davvero impossibile: far emergere le prove del coinvolgimento di una grande banca intrallazzata nel traffico illegale di armi a sostegno di una delle più grandi organizzazioni criminali del mondo. Partiti da Berlino (dove un collega di Louis ha perso la vita) i due seguono le piste di denaro sporco e giungono a Milano dove assistono all’omicidio, nel corso di un comizio, di un rampante leader della nuova destra. Ad ogni passo avanti che compie l’inchiesta, le vite dei due protagonisti sono sempre più a rischio. Ed è a Milano, a quel leader e costruttore di particolari testate (dopo circa 30’ dall’inizio del film), che i due formulano la serie di domande le cui risposte mi hanno portato ad un’evidenza e a delle riflessioni che voglio condividere con Voi lettori. In particolare, quando gli chiedono perché la banca impegni tanti capitali e risorse per acquistare certe armi da vendere a Paesi che non sono in grado di ripagargliele il fornitore risponde: “La banca mira al controllo non del conflitto, ma del DEBITO che il conflitto produce: se controlli il debito, controlli tutto… La vera essenza della natura bancaria è FARE DI TUTTI NOI GLI SCHIAVI DEL DEBITO”. Al di là del fatto che il regista Tykwer ha messo il dito in una delle più purulente piaghe della nostra era, ossia l’attività delle banche (un caso eclatante, e tutt’altro che irrealistico, è stato, negli Anni Settanta, la Bank of Credit and Commercial International, con base a Karachi, che risultò essere una centrale di sostegno e finanziamento di una vastissima rete di traffici illegali ivi compreso il sostegno ad attività terroristiche), dobbiamo ammettere che sulla “sudditanza psicologica” (e gli effetti che questa provoca) creata dal debito sulla persona nel momento in cui ottiene un prestito o un aiuto finanziario, poco si riflette e poco si lavora in termini di soluzioni!


Chi ha debiti vive male: un peso continuo lo opprime, lo rende triste, gli impedisce la gioia. Per chi ha debiti, la propria vita è diventata una schiavitù: nulla gli appartiene del tutto. Chi ha debiti non è più sicuro di nulla, non gode del frutto del suo lavoro, non ne può far conto. La vita stessa gli pare sfuggire inutilmente; è debole e facilmente controllabile. Inoltre, spesso è SOLO: chi ha debiti sovente, a prescindere dalla conoscenza dei motivi perché sia giunto alla situazione debitoria, viene tenuto a distanza sia perché giudicato “inaffidabile”, sia perché potrebbe avere bisogno di un aiuto che, quando le cose vanno bene, tutti affermano di essere disponibili ad offrire, ma quando la richiesta diventa reale, POCHI si mostrano coerenti con le proprie affermazioni o “credo” religiosi.

Perché, tuttavia, discriminare? Se ci pensiamo tutti siamo debitori! Secondo il “dire comune”, quando nasciamo abbiamo già contratto un “debito” con chi ci ha fatto venire al mondo (quante volte i genitori ribadiscono ai figli il dovere di essere loro riconoscenti per avergli dato la vita e per il mantenimento quotidiano). Se poi a questo aggiungiamo il fatto che siamo, a detta della Chiesa, già anche peccatori… direi che affermazioni tipo “è nato con la camicia” oppure “è nato sotto una buona stella” lasciano il tempo che trovano! D’altronde se il potere delle banche sta nel “vincolarci” attraverso debiti, la storia testimonia come anche la Chiesa abbia dominato le menti delle persone (e dunque le loro scelte) con il SENSO DI COLPA generato dal Peccato. Ragioniamo più nei dettagli…


Il debito comincia a sussistere quando ci prendiamo qualcosa che non è compreso nel dono. Il dono ci fa godere comunione, ci fa sentire d’essere amati, ci tiene in rapporto d’amore. Adamo era in comunione con Dio e in piena armonia con lui finché godeva del dono della vita, del giardino e dei suoi frutti e di Eva… Quando tale idillio è terminato? Adamo ha cominciato a sentire distacco, paura, soggezione e preoccupazione quando ha voluto prendersi ciò che non gli era stato donato. Da quel momento egli era in debito, un debito tra lui e Dio. Dunque, il Peccato ha introdotto il debito nella vita dell’uomo e lo ha radicato fin nel profondo.


Tuttavia la storia continua e l’attenzione deve essere posta sul fatto che la nostra esistenza è un dono gratuito, mai ‘pagato’, mai ricompensato da noi e che il Padre ci fa in quanto non ci vuole fare debitori! Se è pur vero che il Peccato ha trasformato la vita dell’uomo, l’ha compenetrata talmente che l’ha fatta diventare un debito così grande che non poteva essere pagato nemmeno con la vita stessa, è anche vero che il Padre nel suo infinito amore ha mandato suo Figlio.


Gesù ha versato il suo sangue perché dai suoi fratelli fosse cancellato ogni debito e potessero ritrovare l’unità e l’armonia col Padre e tra loro. Essi sono stati rivestiti di spirito di comunione e di fraternità, di unità e di sapienza, di servizio e di rivelazione. Ma i cristiani (e la Chiesa!!) hanno lasciato che questi doni destinati all’unità creassero divisione, e quelli destinati al servizio diventassero potere, quelli dati per l’evangelizzazione servissero all’ambizione della cultura.

Al nostro Padre riconosciamo la capacità di aver misericordia e la possibilità di rimediare ai nostri debiti. Egli può, perché è BUONO. Dunque, se non fosse per la bontà divina, saremmo tutti debitori in eterno!! Dio perdona e ascolta, per ciò ci ha “sollevato” dalla nostra condizione di peccatori.


Ricordo, in merito, una splendida parabola che ci riferisce Matteo al cap.18, vv. 23-35:

«…il regno di cieli è simile ad un re che volle fare i conti con i suoi servi. Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti. Non avendo però costui il denaro da restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui, con la moglie, con i figli e con quanto possedeva, e saldasse così il debito. Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa. Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò un altro servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo, lo soffocava e diceva: paga quel che devi! Il suo compagno gettatosi a terra, lo supplicava dicendo: abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito. Ma egli non volle esaudirlo, andò e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quel che accadeva, gli altri servi furono addolorati e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’ uomo e gli disse: servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. Non dovevi forse anche tu avere pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te? E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini finché non gli avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello».


Tuttavia Dio è Dio!! Gli uomini (seppur recitando il Padre Nostro dicano la frase “…rimetti a noi i nostri debiti COME NOI li rimettiamo ai nostri debitori”) sono più propensi per loro natura (che non è totalmente buona!) a giudicare, condannare e perseguire i debitori.

D’altronde, in questo nostro mondo, dominato dall’interesse, dall’egoismo e dal materialismo non sarebbe fruttuoso perdonare e soprattutto “rimettere” i debiti, anche se il farlo potrebbe essere moralmente più coerente (soprattutto se ci si dichiara cristiani!).


Molti di Voi possono obiettare: al di là di queste riflessioni proprie di chi ha la testa “fra le nuvole” (ossia, rivolta al Cielo, ossia dove “risiede Dio”!), stiamo con i piedi per terra (ossia su questo mondo) dove pare ci sia sempre meno posto per Dio e i Suoi principi, filosofie e

modus operandi che si basano sul Bene e l’Amore.

Ma ve lo immaginate un mondo dove, per esempio, le banche prestano i soldi ai correntisti (che a tal punto acquistano una nuova etichetta: “debitori”) e se poi questi sono in difficoltà gli condonano il debito??? Ad un certo punto sparirebbero le banche!!! E questo non sarebbe più proprio di questo mondo, dove chi domina e governa i sistemi di vita personali e collettivi, in tutte le sue vesti, è il DENARO!


Dunque, potreste concludere, cerchiamo di ragionare e proporre soluzioni secondo modalità “più pratiche”: ossia, come possiamo fare affinché un nostro debitore ci ridia quanto gli abbiamo prestato?


Appurato che non siamo Dio e che detta obiezione è più che plausibile per il comune mortale che non abbia un credo religioso e, quindi, “mire” per quella che solitamente definiamo “miglior vita” (per costoro tutti gli sforzi si concentrano affinchè la vita “migliore” sia innanzitutto quella terrena!) cerchiamo di individuare delle strade “costruttive” per soddisfare quanto sopra richiesto.


Come diceva Roberto Gervaso ne “Il grillo parlante” (1983) “C’è chi fa debiti per necessità, chi per leggerezza, chi per vizio. Solo il primo, di solito, li paga”. Quindi, innanzitutto dobbiamo “identificare” la tipologia di debitore. Così come cambia il giudizio o la condanna fra chi ruba perché in condizioni realmente precarie e chi per “ingordigia”, un conto è chi contrae debiti perché dedito al gioco d’azzardo e ai vizi, un conto chi per sopravvenute circostanze critiche (come sostiene il protagonista, Clive Owen, nel suddetto film “A volte il nostro destino ce lo ritroviamo sulla strada che avevamo scelto per evitarlo”!). Di fatto, seppur inconsciamente, questo distinguo in qualche modo lo si fa all’atto di prestare un aiuto a qualcuno: tant’è che se la persona non ci sembra affidabile per lo stile di vita che conduce o per il carattere debole, difficilmente (seppur si è di religione cattolica) gli si presta aiuto. Ci sono, però, due tipologie di “esseri” che ti danno aiuto a prescindere dai tuoi comportamenti e da quello che sei:

- gli strozzini (e simili sotto vari nomi) che comunque mirano alla schiavitù psicologica della persona e di chi/cosa gli è intorno, tant’è che prestano denaro anche a coloro che, per esempio, sono dediti al gioco e, dunque, inaffidabili e difficilmente capaci di restituire;

gli Angeli (nelle loro varie categorie e “forme”) che per proteggere e aiutare chi è in una situazione di debolezza e si appella sinceramente a loro possono intervenire per dare l’opportunità di liberarsi dalla PROPRIA schiavitù psicologica. Per molti, però i primi sono reali (di questo mondo), gli altri no!

Come anticipato, chi contrae debiti vive questa condizione con soggezione, paura, preoccupazione, vergogna (quando queste emozioni raggiungono una certa soglia, la persona può anche pensare ad un “gesto estremo” per conquistare una libertà che ormai non vede più raggiungibile in questo mondo) e quanto più la persona ha una natura onesta e corretta, tanto più quelle emozioni gravano ed incidono sul suo equilibrio emotivo e psichico.


Solitamente (e parlo proprio di questo mondo!) ciò che può portare ad una positiva risoluzione del rapporto fra le parti è solo un “atteggiamento” costruttivo e fiducioso del creditore. Se non in nome di quel Bene o dei valori cristiani, per lo meno per quello che definisco “sano egoismo”. D’altronde che cosa ci si guadagna a perseguitare, minacciare, intimorire, ricattare chi è nella posizione di debitore che viene in tal modod sempre più privato di energie e motivazione alla vita?? Se si distrugge psicologicamente ed emotivamente il debitore, sarà difficile recuperare quanto prestato. Con questo non voglio dire che non sia corretto pretendere, ma essendo il creditore in una condizione di libertà, lucidità mentale e potere (che spesso l’altro non vive più), a lui il compito (almeno per propria convenienza!) di trovare tempi e modi utili per consentire al debitore (che deve aver mostrato una coerente e concreta volontà di impegnarsi: e questo è generalmente proprio di chi si è trovato in difficoltà per circostanze impreviste sopravvenute o anche errori di valutazione commessi in “buona fede”) di onorare il debito.


Ad esempio, se è vero c he “Ci sono soltanto due mezzi per pagare i debiti: sforzandosi di aumentare il reddito, sforzandosi di diminuire le spese” (Thomas Carlyle, “Presente e passato”, 1843), aiutare il debitore ad individuare nuove opportunità di lavoro, analizzare insieme a lui i propri stili di vita per verificare se non ci siano uscite inutili e spese superficiali che possono essere eliminate, è un modo per “garantirsi” la restituzione. Sul piano più morale, inoltre, è una forte azione di aiuto poiché oltre a pensare alle proprie tasche, ci si rende anche “educatori” verso una persona che riacquistando fiducia in sé e comprendendo modalità per ottimizzare i propri sforzi economici in termini di entrate/uscite, potrà evitare in futuro di ricadere in analoghe problematiche.


Un altro aiuto importante è legato agli atteggiamenti del creditore che non venendo soddisfatto nelle sue richieste e aspettative cade spesso nel rancore e odio verso il debitore intraprendendo così una serie di “vendette”. La più immediata è il parlarne male e screditarlo agli occhi della Comunità di appartenenza. Ora, se questo è “comprensibile” nel quadro della terrena umanità, si pensa mai a qual è il ritorno di simili azioni? Una persona di cui tutti si fanno un’immagine negativa, collettivamente ritenuta (a seguito di dicerie ed informazioni parziali, poiché mai la “gente” conosce interamente la storia e le cause che hanno portato un individuo a trovarsi in certe situazioni di difficoltà!) inaffidabile o “mascalzone”, come può sperare di trovare chi gli dia l’opportunità, ad esempio, di lavorare per riparare alle sue mancanze?? Se a questo poi aggiungiamo (e qui nuovamente parliamo di “questioni di altre dimensioni”) che la negatività ne genera altra e, dunque, che chi già è in una situazione di debolezza se s i trova tutti contro non potrà che alimentare un circuito di negatività che rischia di non avere fine, mi viene da chiedere: “Dell’impossibilità o difficoltà in cui spesso si trova il debitore ad onorare il debito, quanto è solo sua responsabilità e quanto di chi lo circonda e del creditore?”.Quando una banca accorda un fido ad un artigiano perché ha deciso di credere nel progetto di sviluppo della sua attività (quindi gli dà fiducia) e poi, perchè la crisi “avanza” o su una banca dati compare una “nota” sul nominativo di quell’artigiano a seguito del saltato pagamento di una rata, essa impone l’immediato rientro della cifra quando lui è in quel momento impossibilitato a restituire la somma, non è forse essa responsabile della “morte annunciata” di quella piccola azienda?


Perché quando viene accordato un prestito si fa un atto di fiducia (basato sulla solvibilità e correttezza del debitore) e quando cause di forza maggiore compromettono la possibilità di restituzione programmata del debitore non solo la fiducia scompare, ma si innesca l’odio e la volontà di perseguitare e danneggiare lo stesso?…

Qualcuno direbbe: “Perché l’Uomo è naturalmente sado-masochista”… è proprio così!?


Simona Mingolla – Lazio Opinioni

lunedì 4 aprile 2011

Democrazia?: "Come criminalizzare il popolo e renderlo succube del potere..."



... Un vecchio artigiano in pensione, mostrandomi una vecchia ricevuta di pagamento, mi racconta, arrabbiatissimo, di essere perseguitato dall'INPS e da Equitalia, da statali e parastatali, che ancora gli ingiungono senza un briciolo di cortesia, con un tono autoritario da far paura, di pagare contributi risalenti a 25 anni prima nonostante li avesse già pagati a quel tempo.

Un uomo più giovane pone la questione: ma se oggi gli sbirri mi ficcano un tubo in bocca per vedere se ho bevuto, nonostante sto guidando con prudenza e non ho combinato mai niente di male, domani finisce che me ne ritrovo uno pure nel culo? Possibile che non posso più bere nemmeno un bicchiere di vino con un parente od un amico? Possibile che non posso più manco socializzare? Possibile si debba essere trattati come criminali, o come deficienti, con una presunzione di colpevolezza, o di deficienza, anche se non si è fatto nulla e si è pienamente responsabili?!

Un altro, che vive con la sua famigliola in campagna, mi racconta di dover pagare una somma esorbitante (1500 euro l'anno) per l'assicurazione di un vecchio furgoncino con cui fa pochi chilometri intorno casa mentre chi se ne va in giro per l'Europa con un gigantesco e lussuoso veicolo ricreazionale, un camper del costo di 120.000 euro, ne paga solo 300 per via di una legge che stravolge tutto. Ed un altro, a sentir parlare di assicurazioni, subito aggiunge: cazzarola! ma come può un attestato di rischio venire agganciato all'auto e non al guidatore? chi può esser ritenuto responsabile: l'auto od il guidatore? Per una legge, di cui son riuscito a capire non una riga di testo ma solo il nome, legge bersani, che ha complicato tutto in un modo che non so nemmeno spiegarti, mi ritrovo a dover pagare una cifra altissima pur non avendo fatto il minimo incidente da vent'anni!

Mentre il vigile decide che è meglio allontanarsi, a tutti appare chiaro che gli statali applicano indiscriminatamente le leggi più dementi e scellerate. Ed i parastatali, le imprese private, ci si arricchiscono sopra. A rimetterci è sempre il cittadino che viene preso per il culo da mille associazioni che dicono di essere a loro difesa mentre non fanno altro che garantire che tutto rimanga com'è. Tutti capiamo come 'sto sistema marcio fino al midollo si regge solo per la permanenza dell'acritica, antidemocratica, autoritaria, tirannica figura dello statale: "tu, potere, mi dici quello che devo fare ed io lo faccio". Al contrario tutto s'aggiusterebbe se nella Funzione Pubblica al posto degli statali ci alternassimo noi cittadini ...

tratto da: "Al mercato degli ambulanti"

http://www.hyperlinker.com/ars/al_mercato_degli_ambulanti.htm

Cordiali saluti,

Danilo D'Antonio

Monti della Laga
Italia Centrale

tel. 339 5014947