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lunedì 6 agosto 2012

Giuseppe Turrisi: "L'uguaglianza imposta .. è dittatura!"



Ingegneria dell'uguaglianza

C'è una schizofrenia dilagante su termini di carattere puramente intellettivo come la democrazia, la libertà, l'uguaglianza. Ma guai a farlo notare, si rischi di passare per nazista. Ci troviamo in una dittatura capitalistica dove c'è l'aggravante di non poter riconoscere neanche riconoscere il dittatore. Abbiamo un lavaggio di cervello continuo sulla libertà e l'uguaglianza quando queste condizioni perché di questo si tratta "condizioni" dell'essere, e non certo categorie personali. Sono condizioni che si realizzano in forza delle relazioni con il contesto fatto dal sistema dove insistono anche gli "altri".

Ma la aberrazione del concetto di uguaglianza parte dentro il nostro cervello, con una serie di varianti che distrugge ogni logica e pricnipio di non contraddizione, anzi questo principi è stato fatto in forza della falsificabilità Popperiana. Infatti l'uomo tutto è tranne che essere coerente che applica il principio di "non contraddizione".

Per fare un esempio banale se ci muore la madre siamo capaci di piangere due giorni, muoiono 10000 bambini al giorno, ed è una notizia come un'altra, allora siamo i primi noi a non considerare uguali tutti se non in forza a certi contesti, per esempio la parentela, o la prossimità mi abita vicino, ecc allora la logica che siamo tutti uguali già ha una variabile, ossia siamo tutti uguali, ma se è parente certamente è più uguale degli altri (direbbe Orvel). Ma il plagio di voler imporre una uguaglianza industriale percepita serve sopratutto, al fine di proiettarci nel progetto generale di formare pezzi di ricambio per il sistema. L'ingegneria della uguaglianza psicologica ha diversi aspetti positivi, naturalmente solo per il sistema. Livellare il più possibile le aspirazioni, eliminare le identità, reprimere le unicità, pianificare ed impiantare i pensiero unico, incentivare l'emulazione ed il controllo in modo da far sentire scarto il "diverso", Il controllo e la gestione industriale dell'umanità ossia stessi prodotti, stessa vita, stessi orari, stesse malattie, stesso pensiero unico, stessi film, stesse bevande, ecc.

L'uguaglianza cosi come è stata impiantata è una droga che viene ricercata da tutti e più la si diventa tossicodipendenti e più ci si rovina. Naturalmente sarà frainteso ma non importa, invece è importante che passi la follia dell'umanità che non ha niente di sapiens sapiens, come fa l'ottanta percento a vivere con meno del 15% delle risorse del pianeta, ed il 20 per cento con la restante parte della ricchezza? Chi è che non ha capito il significato della parola uguaglianza? Oppure non è chiaro cosa significhi uguaglianza?

Oppure di uguale c'è solo il trattamento delle pecore? Cosa non è stato capito? Ma sopratutto chi è che non fa niente per applicare il principio della uguaglianza imposto come "esigenza" da dopo la rivoluzione francese, e prima come mai non c'era questa esigenza sociale della uguaglianza? Come mai oltre sei miliardi non capiscono il concetto di uguaglianza? Forse è concetto difficile, oppure irrealizzabile come specchietto per le allodole? Perché, soprattutto quando l'uomo diventa sempre più dipendente della industrializzazione c'è la necessità di uguagliargli la vita, forse per renderlo sempre più intercambiabile?

Gira nel mondo del lavoro la famosa frase che esplicita perfettamente questo concetto, "tutti sono utili nessuno indispensabile", allora l'uguaglianza di fatto è una utilità del sistema?

Il sistema non riconosce elementi estranei a prodotti "uguali" fatti in copia proprio perché uliti al sistema, l'elemento diverso non trova collocazione nel sistema. La industria spesso focalizza la esigenza di avere specializzazioni per il suo sistema produttivo, e c'è la diatriba storica che l'università benché malridotta, sforna (sforma) elementi non proprio adatti al sistema. L'industria ha la necessità di "risistemare" la formazioni dei neo-laureati, un po' per la decadenza della istruzione, ma soprattutto perché la università non realizza "prodotti perfettamente uguali" come li vorrebbe l'industria del profitto.

Paradossalmente le università private di un certo tipo, fanno uscire "soldatini perfetti" da impiegare nella battaglia del profitto dove vince chi è più competitivo (altro che uguaglianza), dove il manager ragiona (esegue programmi) in termini di margine, di profitto, di crescita ad ogni costo. Senza poi comprendere che se la ricchezza in questo sistema è rappresentata solo dal denaro che è controllato nella sua circolazione in termini di quantità con ogni mezzo, questo significa, che qualcuno fa profitto e qualcun altro sta fallendo o sta morendo, ma questi devono sempre avere l'idea di essere uguali e sopratutto di avere pari opportunità, invece andranno a combattere una guerra di cui non conoscono le vere strategie. La economia neoliberista prevede una uguaglianza di opportunità, peccato che chi è ricco parte molto più avvantaggiato e vincerà quasi certamente sul meno ricco. Cosa c'è di logico, di razionale, di uguale in tutto questo? Niente solo una film che ci proiettano per non farci capire la dittatura che tiene in piedi l'alibi della uguaglianza dell'uomo libero.

L'uguaglianza fluidifica la responsabilità rendendoci inermi e depressi, con il fatto che ci dobbiamo necessariamente livellare e sentire uguali, nessuno si prende la briga di prendersi la responsabilità dell'azione. Questa ingegneria della uguaglianza industriale di fatto ci rende inabili ad agire collettivamente, infatti essendo tutti uguali, tutti hanno la stessa sorte ed allora perché mai qualcuno si dovrebbe sentire investito e motivato per fare una rivoluzione che lo renderebbe diverso? Anzi l'ingegneria dell'uguaglianza prevede la cultura del controllo e del sospetto, ogni uguale deve controllare il grado di uguaglianza dell'altro per incriminarlo, salvo poi desiderare inconsciamente, di emergere e distinguersi. Già il sistema sovietico applico l'ingegneria dell'uguaglianza in maniera diretta, oggi il neoliberismo la sta applicando in maniera diretta, ossia ti pone le condizioni al contorno al fine di avere un solo pensiero, una sola OGM una sola banca, una sola industria farmaceutica, una sola casa cinematografica, un solo esercito buono giusto che porta democrazia nel mondo, ecc.

Per fare tutto questo il sistema crea i propri generali, i propri dirigenti, i propri guardiani della verità, i propri gatekeeper, allevati e cresciuti già all'interno di famiglia agiate del sistema, solitamente il padre o la madre già fanno il lo stesso mestiere (ingegneri dell'uguaglianza <>: ricordate il discorso di Monti: i giovani <> si devono abituare a cambiare posto in continuazione). Il sistema poi provvederà a lui, lo istruirà, per quello che serve e solo se serve, gli altri uguali diversamente non servono. In questo contesto possiamo dunque dire che ci sono diversi livelli di uguaglianze che non interagiscono tra loro e che si reggono attraverso equilibri. Non è facile passare da un livello di uguaglianza ad un altro. Il passaggio da un livello all'altro prevede l'acquisizione dei requisiti del livello superiore, ed in parte l'abbandono di quelli inferiore.

I bambini in africa certamente sono uguali nel morire di fame, i bambini americani sono certamente uguali, nell'ingrassare con patatine ed hamburger, i bambini italiani sono certamente uguali nel'essere difesi se la maestra si azzarda a pretendere la disciplina in classe, i bambini eschimesi sono certamente uguali a stare al freddo solo per fare degli esempi. Dobbiamo rassegnarci di essere irrazionali nel pretendere di attuare cose impossibili poiché innaturali. Tra

L'altro possibile che sei miliardi non comprendono e non sappiano mettere in pratica questo grande principio della uguaglianza? Spostare l'attenzione sulla uguaglianza è stato il più grande atto di manipolazione mentale che sia stato fatto, infatti nel rincorrere questo principio ci siamo persi una marea di battaglie sui diritti veri, l'uguaglianza non è un diritto al massimo può essere una condizione, le condizioni invece si realizzano solo con i diritti, il diritto è misurabile, l'uguaglianza poiché è un prodotto della filosofia astratta non è misurabile. I diritti si possono misurata in termini di quantità ed in termini di qualità come l'acqua, la casa, l'istruzione, la salute, ecc.

Oggi il vero pensiero stupefacente (nel senso di droga) è proprio nel fatto che siamo tutti convinti fino all'ultimo osso del piede (appunto drogati) di "uguaglianza" come principio inderogabile, ma poi non abbiamo un minimo di eziologia di come questa uguaglianza debba accadere. Quali sono concretamente nei fatti i comportamenti e le scelte che ci portano alla condizione di uguaglianza tutti ritornano a piangere i suoi morti poiché certamente sono più uguali dei bambini africani e se ciò non bastasse c'è sempre il cretino che ti dice: "va be' ma questo che c'entra" e la risposta è proprio appunto allora lascia stare l'uguaglianza e ricomincia a cercare diritti. Se l'uguaglianza è la risultante di una serie di diritti che creano un contesto allora la si può anche accettare, ma se questa è solo una astrazione per imporre il mono pensiero, e sopratutto un comportamento fotocopia per servire il sistema allora è il caso di riformulare un pensiero alternativo all'essenza dell'uomo.

Il diritto dell'essere, viene confuso con il diritto dell'essere uguale, è una tecnica di manipolazione eccezionale poiché sposta l'attenzione da un diritto materiale e contingente (oltre che spirituale) "quello di essere" (senza nulla aggiungere) ad un principio astratto "quello di essere uguale", l'uguaglianza è un qualche cosa che si deve "avere" il diritto di essere c'è è basta, solo che bisogna esserne consapevoli, il cammino di consapevolezza viene distolto dalle cose serie, il diritto ad esistere, proprio per rincorrere una astrazione irraggiungibile. UN aspetto psicologico di malessere sociale che può portare al suicidio potrebbe essere fatto risalire a questa "uguaglianza" imposta per esempio agli imprenditori costretti a stare in un mercato neoliberista competitivo dove si fallisce scientificamente per colpa del sistema di emissione monetaria e non certo per incapacità imprenditoriale ma l'evento viene percepito come vergogna di non essere stato capace come glia altri imprenditori, uguale agli altri.

L'Ingegnerà della uguaglianza (concetto astratto) dove viene applicata fa sempre danni.

Inoltre c'è da fare molta attenzione al meta messaggio, ossia al messaggio nascosto che c'è sempre dietro a concetto astratto della "uguaglianza" Per fare degli esempi. poniamo l'uguaglianza nella italianità (ossia quando leggiamo italiani, leggiamo italiani uguali). Siamo tutti italiani perché c'è lo hanno detto imposto? Siamo tutti italiani perché stiamo nello stesso territorio fatto sulla carta? Siamo tutti italiani perché paghiamo tutti le stesse tasse allo stesso dittatore? Siamo tutti italiani perché dobbiamo pagare l'IMU? Siamo tutti italiani perché parliamo la stessa lingua? Siamo tutti italiani perché abbiamo la stessa bandiera? Siamo tutti italiani perché abbiamo lo stesso presidente? Fino agli anni novanta dovevamo essere tutti italiani uguali, ora dobbiamo essere tutti europei uguali. Siamo noi, o ci impongono di essere "uguali" con la camicia di forza, per esempio con l'imposizione dell'euro? Possiamo essere uguali a noi stessi è basta?

Giuseppe Turrisi

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La macchinazione dell’uguagliana – Scrive Maria Luisa Cohen a commento dell’articolo di Giuseppe Turrisi: “Le idee (buone o meno ) devono essere chiaramente spiegate , altrimenti la lettura diventa difficile perchè le frasi fatte sono troppe e mal agganciate l'una al'altra in maniera logica. Per esempio, non si potrebbe spiegar meglio, con una frase meno convoluta questo concetto: "Sono condizioni che si realizzano in forza delle relazioni con il contesto fatto dal sistema dove insistono anche gli "altri". Ma che vuol dire? Cerchiamo di essere semplici, lineari, chiari. Leggiamo un po' di Wittgenstein, per favore”


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Risposta di Giuseppe Turrisi:
Cara Luisa se tutto quello che si deve dire viene detto, vuol dire che si può dire, contrariamente a cosa dice il grande Ludwig W. se cosi non fosse, lo scrittore non avrebbe bisogno di scrivere, ed il lettore non avrebbe bisogno di leggere, perché tutto quello che si poteva dire era (è) stato detto dai fatti. Il mondo non si può vedere solo con i fatti, la tecnica del linguaggio è la smentita del fatto, in quanto il linguaggio è la tecnica della mediazione tra il mondo reale e mondo percepito, in oltre dopo i fatti c'è la necessità di rappresentare e di scrivere, parlare, leggere, raccontare contraddire, riformulare, interpretare, dietro i fatti ci sono sempre le cause. Diversamente non servirebbe più scrivere libri, poiché tutto è chiaro e semplice basterebbe guardare i fatti.
C'è sempre il mare tra il piano linguistico ed il piano fenomenico, se non fosse cosi bastava Socrate o Platone a spiegare tutto ed invece ci sono fiumi e fiumi di filosofi che se arrovellano il diritto (tra cui Kant, Cartesio, Hegel, Croce ec)
che vogliono trovare con al prova del nove la legge logica universale ineccepibile che spiega in maniera indiscutibile la fenomenologia tutta. (men che mi ci posso provare io ultimo pensatore dell'umanità)
Quante volte avrei voluto dire la sua stessa frase ai miei professori o a libri che tutt'ora sono illeggibili.
Secondo punto le parole fanno altre parole, i libri si fanno dai libri, a anche le frasi fatte si fanno da altri frasi fatte.
Sfido qualunque scrittore a scrivere tutto ex novo dovrebbe creare neologismi in continuazione magari in contrasto proprio con L.W.
che vorrebbe l'essenza dei fatti.
Ogni parola rappresenta un immaginario che può non essere uguale (a proposito di uguaglianza industriale ed ingegneria dell'uguaglianza) per tutti, in oltre queste immagini legate tra loro possono non dare l'effetto desiderato, lo stesso libro letto da diversi lettori non da lo stesso risultato, chi lo comprende, chi lo ama, chi lo odia, chi non lo comprende, chi lo suggerisce ad altri, chi lo rilegge e poi scrive altri libri o articoli!!.....se le immagini (fatti) wittgensteiniane fossero chiare semplici e lapalissiane per tutti dalla semplice analisi (di chi?) L.W. sarebbe Platone, e forse non ci sarebbero meno guerre.


Andiamo alla frase "incriminata" naturalmente tolta dal contesto viene snaturata, ma ci provo..
La condizione dell'uguaglianza (obbligatoria) si realizza in forza delle relazioni (essere studente, essere figlio, essere lavoratore ecc che sono relazioni che nascono da un rapporto di contesto-relazionale) con il contesto ( il sistema di riferimento macroscopico= la società ed il sistema particolare, la scuola, l'azienda, la famiglia, ecc) contesti in cui nella uguaglianza forzata "ci sono e partecipano" (insistono) anche gli altri (uguali che fanno parte del programma dell'uguaglianza).


Spero di essere stato il più wittgensteiniano possibile in ogni caso grazie le osservazioni migliorano sempre lo spirito, cercherò di fare meglio con simpatia

venerdì 27 luglio 2012

Un grazie a David Gramiccioli - Non è facile parlare di cose vere in una "democrazia" finta...

Foto di Gustavo Piccinini

"Conoscere è già rivoluzione", ma per conoscere è necessario far sapere. Questo lo si può fare solo con i mezzi di informazione, che sono i media classici (stampa, cinema, radio e tv) ed ultimamente internet. La conoscenza è potenza, dicevano i greci, chi conosce pensa e riflette, chi non conosce si accontenta ed accetta. La conoscenza produce consapevolezza, e cambiamento, Il potere non accetta cambiamento, per questo non vuole che la conoscenza si diffonda, questa potrebbe produrre rivoluzione. La rivoluzione produce sempre cambiamento. L'uomo è un animale relazionale e nella relazione c'è sempre una "reazione".

L'animale relazionale reagisce alla informazione. L'idea porta sempre all'azione, l'idea "nuova", "diversa", porta sempre alla riflessione e dopo all'azione. L'idea "vera", l'idea "nuova" porta sempre all'ide-azione. Nella natura abitudinaria dell'animale uomo se l'idea è sempre la stessa, non viene attivata la "re-azione", ma solo l'abitudine, (scatta nel cervello subito: "questo l'ho già sentito, e subito si spegne il riflettore dell'attenzione).

L'idea nuova invece fa partire le sinapsi e scatta la parte elaborativa ed ecco che da un idea ne nasce un'altra fin quando nasce l'azione. Il potere fa di tutto per trasmette (programmare) sempre le stesse idee, e sopratutto di confonderle per bene, parla sempre e solo degli effetti, mai di cause, ed usa in continuazione sempre elementi emozionali, poiché la "macchina umana" se usata (programmata) con le emozioni "re-agisce" sempre alla stessa maniera (bimbo triste che piange = compassione, case diroccate e strilli = solidarietà, ansia paura = rassegnazione e affidamento, insicurezza = delega di potere, ecc).

Mentre se la "macchina umana" viene usata (programmata) con le idee "nuove", rischia di "auto-programmarsi" (consapevolezza), perché allo stimolo di una idea, il cervello risponde con un altra idea (non conosciuta dal sistema) e quindi non controllabile. Il sistema sa che per controllare la popolazione è necessario che il popolo sappia il meno possibile, e quel poco che sa deve essere scadente e soprattutto inutilizzabile (un po' come il concetto di democrazia). L'obbiettivo del potere quindi è fondamentalmente quello di mantenere l'impero dell'ignoranza, se il popolo ignora non agisce, fino all'ottocento primi del novecento questo bastava, dopo è stato necessario: manipolare, mediare, filtrare e soprattutto "creare" una informazione ad effetto per gestire la "re-azione" del popolo.

Tale informazione "pilotata" ha molteplici funzioni, tra cui: distruggere ogni possibile forma di "re-azione" e quindi di "ide-azione", in modo da far accettare passivamente qualsiasi cosa venga fatta dal potere (con il principio del silenzio-assenso), poi ha la funzione di tenere occupata l'attenzione emozionale il più possibile (risse, truffe, omicidi, sesso, giochi, ecc) per evitare qualsiasi risveglio della razionalità, poi distrugge ogni tipo di relazione familiare che servivano come funzione di controllo sull'individuo, in quanto adesso il controllo deve essere totalmente sotto il sistema, poi distrugge anche l'identità che ha la funzione di dare un significato al territorio in cui si vive, distruggere l'identità (cittadino, regione, nazione, ecc) significa rompere i legami ed i riferimenti del proprio "territorio" di appartenenza ( per "territorio" si intende non solo quello fisico, ma anche culturale, sociale ed ideale), livellare l'istruzione ed imporre l'uguaglianza industriale, al fine di poter avere una massa di "macchine umane", tutte intercambiabili e programmabili allo stesso modo.

Il potere non deve avere nessun "alter ego", il popolo nella illusione delle "democrazie" dovrebbe essere il controllore del potere, di fatto il potere costituito non accetta il controllo del popolo ma invece potenzia il controllo del popolo per non essere controllato. Il potere è una relazione di forza, è una reazione, ed in una relazione vince chi ha più armi ha disposizione, chi ha più "re-azione", ricordiamo che "re-azione" significa anche e soprattutto, "grado di partecipazione" all'azione.

Nel gioco del potere costituito, la cosa che si nasconde, in tutte le leggi da 40 anni a questa parte, è quella di limitare fino a togliere definitivamente il grado di "re-azione" dei cittadini (relazione di potere). I trattati di Maastricht e Lisbona (ma anche la Costruzione Italiana scritta da sapienti mani atlantiche con la complicità rossa, non scherza) sono una chiara dimostrazione di come il potere, ormai in mano dei potentati finanziari e bancari, per auto-difendersi, ha sistematicamente tolto ogni potere "contrattuale" di "re-azione" del popolo. La relazione di potere "il popolo è sovrano" (art.1 Cost It.) nei fatti oggi è una presa in giro, e questo il popolo non lo deve sapere. La regola del "controllato" e del "controllore", non c'è più. Oggi c'è un sistema centrale fatto da tanti sotto sistemi (potere finanziario, multinazionali, comunicazione, politica, sindacati, ecc) che ha reso il popolo, inconsapevole, inerme, ignorante ma soprattutto "non re-attivo" attraverso pesantissime e continue programmazioni mentali, proprio per esercitare incondizionatamente le proprie volontà di dominio globale con l'alibi della "democrazia".

Ancora molti pensano che la politica, gli stati, le regioni, i comuni, servano a governare il popolo, di fatto sono strumenti completamente in mano al potere finanziario che se non torchiano gli schiavi (i cittadini) di fatto diventano inutili infatti sono enti da tagliare, accorpare, da chiudere, far fallire. Quando si fa tacere una voce (qualunque voce) è un pezzo di libertà che muore. Chiudo con un atto di solidarietà a David Gramiccioli, a cui è dedicato questo articolo e a cui va tutta la mia stima, perché gli hanno chiuso il programma "OVERTURE", che era una voce fuori dal coro, che stava tentando (riuscendoci, la prova provata è proprio la chiusura) a de-programmare le persone, facendole "re-agire", perché la conoscenza è già RIVOLUZIONE. Non è facile parlare di cose vere in una "ditta-democrazia". Grazie David.

Giuseppe Turrisi

lunedì 23 luglio 2012

Notizie sulla Siria e dintorni - Terzi, la pantegana ghignante.. e la guerra che verrà

Disinfestazione totale...

Notizie varie e commenti sulla Siria e dintorni

Scrive Vincenzo Mannello: "Grugnisce il ministro degli Esteri, Terzi, contro Assad, la Siria e quanti osano "resistere" alla nuova aggressione che i paesi occidentali ed i loro lacchè arabi stanno portando contro un libero e sovrano Stato. Ripetendo il cliché già usato in Irak, Afghanistan e Libia si usa l'arma della più falsa propaganda e manipolazione dei fatti per arrivare allo scopo principale: la caduta di Assad. Magari dopo un bell'intervento "umanitario" della Nato. E così Terzi, in nome e per conto dei padroni americani, parla di "pulizia etnica", di armi chimiche, di inenarrabili massacri. Sul modello di quanto addebitato a Saddam Hussein, a Bin Laden ed al mullah Omar, a Gheddafi, l'Italia si propone per condurre questa nuova crociata . Esattamente come il precedente governo Berlusconi e la "volpe del deserto", Frattini. Certamente la Nato ha già tutto pronto per la aggressione. Come in Libia forze speciali vengono segnalate in azione a Damasco e dintorni. Che gli italiani in questa fase possano svolgere una qualsiasi azione operativa è escluso da tutti gli esperti. Troppo scadenti ed inaffidabili in tutto. Lo dimostrano la consegna all' India dei due marò e l' ultimo riscatto pagato ai "terroristi" per la liberazione della Urru. Operazioni condotte e gestite dal ministro Terzi. Appunto, il grugnito del ratto! Di fogna.... visto quel che rappresenta degnamente"

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Scrive Giuseppe Turrisi: "Putin non ha proprio la coscienza a posto, un suo schieramento militare sarebbe l'inizio della guerra, ma in sede ONU lo ha detto chiaramente (fonte tv russa) che in Siria non si accetterà l'intervento militare NATO ne tanto meno una risoluzione ONU (per veto contrario) e l'america ha fatto sapere (per la boccuccia di rosa della Clinton) che se non si interverrà come ONU si interverrà in altra maniera (USA direttamente e/o!!!!) La stessa Cina che ha comprato una serie di economie per l'africa ed il sud america (rompendo non poco le balle al FMI, ed ha in pancia molto debito Americano... non può fare la dura più di tanto.... certo è che in Siria si gioca la svolta del secolo..."

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Scrive Maurizio Barozzi: "L’amico Roberto si è divertito a fare qualche ricerca per controllare come certe notizie sono manipolate dalle agenzie di stampa. Ecco qui sotto un suo esempio.

Notizie di agenzia filo USA - Istanbul, 22 lug. (TMNews) - L'esercito turco ha rinforzato il suo dispositivo lungo la frontiera con la Siria, con l'invio di batterie di missili terra-aria e veicoli da trasporto truppe. Lo riferisce l'agenzia di stampa locale, precisando che la zona interessata da questi movimenti militari è quella di Mardin, nel sud-est del paese. Intanto in Siria continuano aspri combattimenti. I ribelli hanno annunciato l'inizio della "battaglia per la liberazione" di Aleppo, seconda città della Siria, dove un nuovo fronte è stato aperto venerdì per la protezione delle minoranze, tra cui quella cristiana e alawita. Mentre le truppe del regime siriano hanno preso d'assedio il distretto di Mazzeh, nei dintorni di Damasco: lo ha riferito l'Osservatorio siriano sui diritti umani, dando conto di almeno 19 vittime in tutto il paese. "Tre persone sono state uccise e altre 50 ferite nei pressi di Mazzeh", ha spiegato l'ong con sede a Londra. Decine di carri armati stanno stringendo d'assedio la popolazione, facendo feriti. I team medici non riescono a raggiungere la zona per la presenza di militari e forze di sicurezza", ha aggiunto l'Osservatorio. La Farnesina ha rinnovato oggi il suo inviato a tutti i cittadini italiani a lasciare la Siria a seguito del continuo deteriorarsi della situazione della sicurezza nel paese. In considerazione del progressivo deterioramento della situazione di sicurezza in Siria, il ministero degli Esteri, a tutela dell'incolumità dei nostri connazionali, ribadisce l'invito a tutti coloro che fossero a qualunque titolo ancora presenti in loco a lasciare il Paese", si legge in una nota. Più di 19.000 persone sono morte in Siria dall'inizio della rivolta contro il regime di Bashar al Assad, nel marzo del 2011: lo ha riferito oggi l'Osservatorio siriano sui diritti umani. Su 19.106 persone uccise, secondo il bilancio dell'ong, la maggior parte è costituita da civili (13.296). Secondo Rami Abdel Rahmane, direttore dell'Osservatorio, sono morti inoltre 4.861 soldati e 949 ribelli. Orm/coa

Le "notizie" che precedono le ho tratte da Internet (portale: virgilio.it) nel momento in cui scrivo. Si noti che la fonte di tali notizie è una ong (osservatorio siriano sui diritti umani) con sede... a Londra! Mi sembra più che sufficiente per comprendere che siamo in presenza di una totale manipolazione della verità, come è già successo per l'Iraq e per la Libia - per citare soltanto i casi più recenti ed eclatanti - da parte delle bande assassine esportatrici di democrazia. (Roberto)

Comunque sia, applicando un minimo di “esperienza storica” ho il timore che alla lunga il legittimo governo siriano, non ce la farà a sostenere questa criminale “guerra” di aggressione. Attualmente il popolo è con Assad e percepisce bene di avere di fronte un branco di assassini prezzolati, altro che esercito di liberazione! Ma con il tempo, con i negozi che lavorono pochissimo, gli attentati criminali che spargono il terrore, il lavoro che tende a ristagnare, tutto a causa della pressione esterna degli Occidentali e di quella interna di questi banditi, il popolo finirà per rassegnarsi e defilarsi. Stessa cosa per qualche generale infido. E’ sempre la stessa storia: l’8 settembre insegna. Come disse Allende: contro la forza la ragion non vale.

Del resto la tattica dei “liberatori” alla lunga potrebbe essere efficace, in quanto, questi in insinuano in tutte le località meno controllate, uccidono e cacciano gli abitanti, e quindi poi, il governo siriano, per ripristinare l’autorità è costretto a far uso di artiglieria pesante.

Io mi auguro che i russi, capiscano il pericolo e decidano di intervenire direttamente o inviando sul posto milizie antiterrorismo oppure aprendo subito qualche fronte in qualche altra località che faccia saltare i progetti pianificati dei criminali occidentali.

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Siria in campana – Scrive Ubaldo Croce: “…capisco che qualcuno si aspetti che i russi e i cinesi possano intervenire direttamente in Siria etc.etc. Lo faranno (e già si sono preparati a farlo, i russi) appena gli anglo-amero-israeliani faranno la prima mossa azzardata (perché tale sarebbe se dovessero farlo). E’ assolutamente impensabile che i russi possano permettere un scempio in Siria ed Iran (lasciare mano libera agli USA/israel e loro servi assassini). In ogni caso, dopo le Olimpiadi di Londra bisogna aspettarsi di tutto. In campana!”

domenica 8 luglio 2012

Loris Palmerini: "Il Lombardo Veneto non è Italia..." - Avvio di una causa internazionale per il riconoscimento del nuovo (vecchio) Stato



Lo Stato Lombardo-Veneto?

Ne hanno parlato Clinton, Beppe Grillo ...... Loris Palmerini

C' è una questione semplice: lo Stato Italiano non ha il possesso
legale del Lombardo-Veneto, tant'è che nel 2010 ha perfino annullato
il decreto di annessione.

Di chi è allora il lombardo-Veneto?

Ecco come il Governo del Lombardo-Veneto, già erede della Repubblica
Veneta, nato dall'Autogoverno del Popolo Veneto che ne farte
integrante, sta portando alla sovranità il proprio territorio.

Ora ci sono il Governo, il Senato e il Tribunale federali del
Lombardo-Veneto e si stanno raccogliendo i denari (solo 1 milione di
euro stimati) per tornare sovrani in soli 2 anni.

Leggi le ragioni storiche, giuridiche di un percorso politico unico e
inimitabile che sta già rivoluzionando l'Europa.
http://palmerini.net/utenti/lt.php?id=YE5TBgAAXg8BC0kGAAtNUA0ADAk%3D


Loris Palmerini

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Commento ricevuto: "L’idea di ricreare lo stato Lombardo Veneto è una cazzata pazzesca come il film la corazzata Potemkin di fantozziana memoria. Allora, a questo pounto rifondiamo l’Impero Romano e altre cavolate varie. Ma per favore!!!! Sappiamo (si sa) benissimo che l’Italia fu fatta malissimo e nel peggior modo criminale possibile. Non ci sono dubbi in proposito. Ma ripescare certe soluzioni idiote è ancora peggio. Bisogna mettersi nella zucca (per chi la sa usare e capire) che dividere uno Stato,una nazione NON è mai simbolo di prosperità e forza ma di debolezza. Solo gli stati forti, uniti, ben governati e grandi possono determinare la STORIA. Gli altri, la subiscono e quindi la prendono in del “Kuly, kuly, kuly fa il tacchino…” Pertanto, sarebbe meglio che certi “separatisti” che ragliano invano si diano seriamente da fare per cambiare la testa di questi italioti minchiardi e quindi cambiare veramente le cose. Solo cosi l’Italia potrà veramente contare qualcosa e non rimanere relegato in quell’angolo buio in cui si trova a subire gli eventi. E’ chiaru stu fatt?
Ubaldo Croce


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Commento ricevuto: "Anche portare avanti questa Italia con molte anime obbrobrio di 140-150 anni fatto a tavolino da Cavour su idea di Napoleone e sopratutto per rapinare le ricchezze del regno borbonico non è certo la migliore idea, con un sud sempre più sud ed un nord che si è scoperto sud, una Sardegna che non ha mai niente avuto niente a che fare con l'Italia, una est sostanzialmente autonomo, un centro troppo papale e troppo di comanda, una lungaggine geografica mal collegata, una lingua imposta e studiata pure male...
le idee imperiali nascono solo dietro personaggi forti oggi ci sono solo quaquaraquà, nonostante abbiamo ricordi romantici di
una italia che fu romana e post romana... oggi a fare veramente i conti.... ci unisce una lingua mal coniugata e poi le tasse,
c'è una crisi sopratutto di identità che il liberismo ha distrutto e ci ha trasformato in inutili schiavi.... ieri anche poveri eravamo orgogliosi di essere italiani... oggi o riusciamo a pagare i debiti o non siamo nessuno....... non si può ricostruire
l'identità la nazione l'orgoglio quando basta un dollaro in più ci basta per cambiare casacca....
la riduzione al bisogno "di ritorno" (dopo essere stati nel benessere) è peggio della povertà......
Non ci sono motivi per essere ITALIA è meglio che naturalmente ogni gruppo si amalgami e raggruppi non per ragioni
decise a tavolino ma per esigenze territoriali, culturali di memoria di interesse.... continuare a tenere una nazione
unita in questo modo (riducendo servizi, sanità, ferrovie, ecc) non ha senso...
la soluzione è una italia federale.......
Giuseppe Turrisi"

martedì 3 luglio 2012

Libera moneta in libero mercato... di Giuseppe Turrisi



La cosa più sconcertante dei liberisti è che pretendono di liberalizzare tutto tranne la moneta (perché mai comuni, enti, regioni province non si possono emettere la loro moneta locale come già avviene in altre parti del mondo?)

E come mai nessun politico di questo coro monofonico diretto dal monti mario (detto il bancario) non propone niente di tutto questo?

La moneta la voglino tutta per loro, unica, mondiale. centralista, dematerializzata, elettronica. Solo questo dovrebbe creare, per il principio di non contraddizione, (ma tutti gli economisti di sistema sono pieni di contraddizioni) dei dubbi fortissimi sulla teoria neoliberista.

Ma tutte queste teorie hanno il sapore degli "epicicli epicureiani" ossia pur di non ammettere che il sole era al centro del sistema solare si cercava di spiegare le strane rivoluzioni della terra e degli altri pianeti. Alla stessa maniera pur di non riconoscere la "funzione sociale" (bene comune) della moneta ed il "valore indotto" (G. Auriti), si sovrastrutturano di teorie al limite dello psicopatico (vedi derivati) il sistema finanziario fa di tutto per dimostrare che l'usura e l'interesse sia una cosa normale e giusta (il parassita perderebbe la sua funzione).

Dopo la banca centrale, dopo il Fondo Monetario Internazionale, ora vaglino fare il MES (meccanismo di stabilità economia europea) e chissà cosa faranno ancora, solo per continuare a mantenere il parassita psicopatico rapace che vuole vivere a danno degli altri e sulla ricchezza prodotta da altri. La moneta rappresenta il "mezzo materiale" che un popolo si da come strumento per realizzare il suo valore,il suo essere, la sua conoscenza, le sue relazioni, il suo futuro, per scambiarsi servizi, conoscenza e prodotti, in maniera libera.

Non può esistere il mercato libero se il cardine primo del mercato economico (la moneta) è vincolato e controllato da un sistema predatorio che pretende il "pizzo" per qualsiasi cosa si compra o si venda. Tanto è vero che la tobin TAX non è mai stata voluta perché sarebbe un "pizzo sul pizzo", in altre parole: "ma davvero vogliamo rubare a casa dei ladri"?

Le transazioni monetarie (con monete sempre più globali, private e centralizzate) sono in maggioranza di carattere speculativo (ossia furto sulla ricchezza creata dalle nazioni soprattutto dall'abolizione della Legge "Glass-Steagall"). La favola di pinocchio parla chiaro ed è la migliore spiegazione dell'interesse e dell'usura. Da i soldi non nascono altri soldi (albero degli zecchini), ma escono fuori dai polli che ci credono, poiché quello che "vince" uno, rappresenta la perdita ed il fallimento di molti altri magari lontano chilometri. La moneta sociale non può che essere" etica" ma sopratutto deve essere libera da interessi privati e privatistici. Purtroppo questi elementi, purché banali, non vengono compresi dalla massa del popolo che è programmata per produrre ricchezza e sopratutto mantenuta nell'ignoranza, nella paura, nell'angoscia, e nella deresponsabilizzazione totale.

Questi elementi di controllo completo servono per esercitare qualunque follia psicopatica ( vedi il MES) e farli passare per salvataggio o cosa normale. La tecnologia, ed il pianeta oggi ci permetterebbero di vivere tutti bene, eppure ci sono enormi scompensi e divari, (sociali, culturali, economici, energetici, alimentari ecc) come mai? Il potere è tale finche tutti credono che lo sia, la massa viene sistematicamente programmata ad avere paura del potere, viene programmata per credere le "cantilene ipnotiche e ripetitive" del potere. La massa viene programmata al punto che chi fa bene al popolo viene sistematicamente "dipinto" per dittatore e poi ucciso e chi invece sfrutta e lo ricuce alla fame, viene osannato eletto e rieletto. L'illusione della consapevolezza collettiva per cambiare le cose è pia speranza di pochi (anche se ultimamente in crescita) che hanno deciso di de-programmarsi ed intraprendere l'escatologia della sovranità del proprio essere tempo e valore.

Molta umanità è stata fatta per essere gregge e in tale modo deve essere trattata per essere governata, (anche la chiesa cattolica parla spesso di gregge da pascere!!!). Chi lo dice apertamente passa per dittatore, chi invece promuove la compagna di "democrazia ed uguaglianza" solo per alibi, di fatto esercita la peggiore delle dittature anonime, che con l'esercizio della "moneta debito privata" di fatto schiavizza chiunque la utilizza imponendone il monopolio. In questo periodo stiamo assistendo tra l'altro a gli ultimi colpi di coda, ossia stanno cercando di arraffare l'arraffabile, poiché anche i complici di queste teorie folli e psicopatiche, si stanno accorgendo della irrazionalità di tali politiche, molti salvatori dell'ultima ora, che si preparano a fare outing per poi quando cambia il vendo poter dire: "e anche io lo avevo detto". La loro forza sta proprio nella inconsapevolezza della pecora che si lascia scannare dal suo aguzzino poiché non è cosciente del pericolo.

L'euro (macchina usuraia) è stata appioppata a parte del popolo gregge europeo (suddito nel DNA) senza che ne fosse spiegato il "meccanismo di emissione" (usuraio) e sopratutto senza mettere al corrente dei rischi di tale adozione (vedi Grecia). De resto se un popolo non è libero culturalmente e politicamente , non può neanche pretendere di avere una moneta libera (sovrana). Gli europei euro-dipendenti saranno il gregge vittima immolato presso l'altare del "mercato sovrano" che strozzerà ad una ad una le sue pecore, che si presenteranno a chiedere aiuto, e più chiederanno aiuto più saranno macellate selvagiamente (Grecia, Portogallo, Spagna, Italia) convinte, nonostante la punta del coltello ha già penetrato la gola, che l'euro (moneta illiberale e privata) sia la loro salvezza.

Giuseppe Turrisi

giovedì 5 aprile 2012

Giuseppe Turrisi: "Se il conflitto è l'unico modo per sedare i conflitti..."







A molti è chiara la situazione in cui ci troviamo, ad altri un po' meno, altri ancora non sanno nemmeno cosa stia succedendo.

In ogni caso l'oligarchia mondiale dei poteri forti ha dichiarato guerra alla dignità umana.

Niente di nuovo sotto il sole, intendiamoci, per chi sa leggere i fatti nel momento che succedono, per tutti gli altri non rimane che aspettare venti o trenta anni per sapere forse qualcosa a cui danno il nome di "verità", come per Ustica, solo per citare il caso più conosciuto. Del resto ci sono quelli che aspettano che il presente diventi storia, mentre altri pensano al futuro facendo il presente. Credere per vedere o vedere per credere, nella società dell'"homo videns" purtroppo è vero solo ciò che appare.

I fatti sono ormai noti e non c'è più bisogno di prove, la dichiarazione di guerra è palese. "Noi siamo il potere e voi siete schiavi; e siete pure troppi". Il potere si è rivelato nella sua più totale sfacciataggine e non mostra nessuna vergogna, ansi ostenta presunzione di naturalezza ed innocenza (della serie: "il mondo è cosi che deve andare").

Il velo del tempo si è ormai squarciato, i vari pilato si sono lavati le mani, ed il popolo spogliato di ogni umanità, logica, dignità e coraggio rimane li a guardare sperando solo che il lupo non sia troppo cattivo. Anni e anni di lavaggio mentale lo hanno reso zombi al punto giusto. La soverchia di questo potere è mostruosa ed ogni giorno sempre più ostentata ed ingombrante, ma sembra ci sia come una sorta di incantesimo, più reprimono il popolo, più il popolo sembra accettare l'arcano. Ma sotto la cenere molti gruppi di persone, che si stanno disintossicando, cominciano a farsi delle domande, ed è grave per il potere quando alcuni, riconcentrandosi sulla propria identità e la propria dignità si fanno le domande. Dobbiamo accettare questo tipo di società tecnotronica e tecnocratica gestita dall'anarchia bancaria?

Dobbiamo accettare questo tipo economia togliendoci la possibilità di immaginarne una diversa? Dobbiamo accertare la storia cosi come ce l'hanno raccontata senza poterci porre delle domande con il rischio pure di subire un processo se ci facciamo delle domande "strane"? Dobbiamo accettare questo tipo di politica senza poter cambiare una virgola? Dobbiamo accettare una turbo economia che rincorre un PIL distruttivo che erode posti di lavoro, produce discariche e svilisce la natura umana togliendo tempo prezioso alla vita?

Dobbiamo accettare passeggiate di aerei bianchi che irrorano sostanze non meglio identificate su cui nessuno vuole rispondere? Dobbiamo accertare che la NATO passeggi a casa nostra senza neanche bussare? Dobbiamo accettare questi cibi avvelenati degli OGM e potremmo essere arrestati se non compriamo le sementi con il brevetto delle multinazionali?

Dobbiamo curarci delle malattie inesistenti, con le pillola che ci impone l'impero delle multinazionali farmaceutiche? Dobbiamo vaccinarci con i vaccini esavalenti e fare una serie di richiami quando le statistiche ci dicono che forse è meglio non vaccinare? Dobbiamo curarci i cancri solo con la chemio perché loro sanno quel che fanno?

Dobbiamo subirci la produzione di film e telefilm che ci propina sempre idiozie e l'unico richiamo fisso e questo "giorno della memoria" come se a morire sono stati solo loro e tutti gli altri eccidi di gran lunga maggiore non debbano essere ricordati? Dobbiamo subirci il loro petrolio e lo dobbiamo comprare con i loro dollari e con il prezzo che dicono loro?

Dobbiamo tenerci le basi militari senza chiederci il consenso? Dobbiamo andare a bombardare paesi amici per loro conto contro la nostra stessa costituzione? Dobbiamo fare tagli su tutto ma ci dobbiamo armare fino ai denti? Dobbiamo accettare di svendere il nostro patrimonio a due soldi per un debito illegittimo? Dobbiamo fare tagli sulla sanità, sulle pensioni, sull' istruzione per pagare interessi a dei banchieri sol perché si rinuncia alla sovranità monetaria? Dobbiamo tenerci un primo ministro illegittimo consulente della Goldman Sachs (banca indagata dalla procura di Pescara, con l'inchiesta "easy crediti" per truffa allo stato italiano) fatto senatore tre giorni prima da un Presidente della Repubblica che ha dimenticato la Costituzione, e che a sua volta e stato eletto da un parlamento illegittimo che è stato eletto dalla legge elettorale "porcellum"?

Dobbiamo continuare a sentire amenità sull'articolo 18 quando migliaia di imprese stanno chiudendo e molti imprenditori si stanno suicidando? Dobbiamo accettare di subire ancora il trattato di Maastricht e Lisbona senza una minima discussione in merito? Dobbiamo subirci una orchestra di politici multicolore che quando dirige il banchiere suonano tutti la stessa musica? Dobbiamo subirci ancora una magistratura assente, distratta, lenta, e spesso dalla parte del potere?

Dobbiamo subirci lo smantellamento dello stato dai comuni alle regioni alle imprese pubbliche?

Dobbiamo subirci l'annientamento culturale ed identitario della nostra radice mediterranea e romana?

Dobbiamo subirci questa pesante macchina europea al servizio della finanza mondiale e delle multinazionali? Dobbiamo subirci l''eurotruffa e la sua banca centrale europea che inietta soldi alle banche commerciali e non agli stati? Dobbiamo subirci il MES (meccanismo di stabilita europeo) che sarà l'ennesimo meccanismo bancario sovranazionale con poteri assoluti che ci scipperà altri 15 miliardi in tre anni?

Dobbiamo subirci il teatrino dei sindacati che vanno ad elemosinare quanto deve essere lungo il cappio per impiccarci? Dobbiamo subirci un comunicazione da vomito che dice che la crisi è finita mentre sta per saltare tutto? ecc ecc Cominciano ad essere troppo le domande!!

L'elenco è lunghissimo. Purtroppo dobbiamo fare i conti con la nostra capacità razionale oramai prossima allo zero assoluto. La nostra incapacità di prendere sul serio la nostra vita ci fa rimanere immobili aspettando solo che la ghigliottina venga giù. Sarà necessario cominciare a fare disobbedienza civile e fiscale, gli scioperi e le manifestazioni di piazza sono inutili e scontati per il potere.

C'è un momento in cui esercitare la disobbedienza civile significa obbedire alla propria dignità. C'è una guerra in corso con morti veri (suicidi). Rispettare la nostra esistenza è fondamentale, soprattutto quando ci viene dichiarata guerra e sarebbe da vigliacchi non reagire.

Giuseppe Turrisi


..................


Risposta commento di Danilo D'Antonio: "Caro Giuseppe,

ammiro il tuo carattere deciso. La poltiglia, di notizie, sentimenti, etc. rischia ad ogni momento di assorbirci. Fa quindi piacere vedere una persona che reagisce come occorre. Quindi ti ringrazio per questo tuo intervento e rilancio pure dicendo che forse più di una guerra, più che battagliare come ci hanno abituati a fare decine, centinaia, migliaia di associazioni, sarebbe ora che decidessimo di vincere, sarebbe opportuno perseguire la vittoria definitiva.

Quando si tratta di guerre e vittorie la strategia la fa da padrona. E la differenza sta tutta qui. I movimenti non hanno mai seguito alcuna strategia. Si sono sempre limitati a rispondere agli attacchi del nemico. Qualche volta hanno pure vinto, ma la guerra tuttora volge a netto favore dei cattivi. Per questo, chi desidera non semplicemente battagliare, guerreggiare, ma VINCERE, è opportuno si doti della strategia giusta.


Fino ad oggi, influenzati, sospinti dai professori/baroni di sinistra, ci siamo sempre orientati a contrastare direttamente i potenti: i leader politici, i ricchi, banche, imprese, multinazionali, e qualche volta pure i gallinacci romani dell'istituzione superstiziosa. Impossibile ottenere una vittoria decisiva e duratura contro costoro. Questa è tutta gente con grandi mezzi e pure parecchio scaltra, che s'ingrossa col proprio lavoro truffaldino, non sono mica dei fessi come noi volontari, attivisti, membri delle associazioni, che dandoci da fare spendiamo del nostro ed impoveriamo. Non ce la faremo mai attaccando direttamente i potenti arroccati nemmeno sappiamo dove veramente.


PERO'!!!


Per nostra grandissima fortuna, il marcio sistema che vogliamo buttar giù ha una falla di strepitosa grandezza. Mentre i leader politici vengono regolarmente eletti (e noi non possiamo far nulla per cambiare le cose, quantomeno pacificamente), mentre i ricchi son strapieni di soldi (ed anche qui noi non possiamo competere rimanendo pacifici), al contrario c'è un settore poderoso della società (avrai già capito quale ma lo specifico ancora una volta: la Funzione Pubblica) che è occupato indebitamente a vita da una minoranza. Questo in una democrazia non può assolutamente accadere. Tutti abbiamo diritto di condividere la nostra Res Publica.

Proprio ottenendo questo risultato, proprio togliendo gli statali da sotto i piedi ai potenti, possiamo far cadere a terra questo sistema che definir schifoso è ancora troppo gentile. E' l'assunzione a vita nel settore pubblico il punto debole del sistema, è passando attraverso questa falla che potremo ottenere TUTTO quanto desideriamo. Ragioniamo: sostituendo gli statali coi cittadini, i potenti non avranno più quell'esercito di fedelissimi leccaculi disposti a tutto pur di mantenere quell'indegno posto fisso che fu dato loro dal duce e dal re. Al contrario noi cittadini ce la metteremo tutta: DA DENTRO LA FUNZIONE PUBBLICA cambieremo l'intero sistema!


Gli statali finora si sono sempre salvati sia orientandoci contro i potenti (noi che ci possiamo fare, facciamo solo il nostro dovere (di disumani)) sia diffondendo il luogo comune che esistono statali cattivi e statali buoni e che di conseguenza non si può fare di tutt'erba un fascio. Ed invece SI', cazzarola, proprio del FASCIO di monarchica e tirannica memoria si tratta! Il bieco figuro dello statale s'origina proprio da quell'epoca. Tutti loro occupano indebitamente a vita un ruolo ch'è pure nostro.


Concludo dicendo che rendere democratica la Funzione Pubblica è di una semplicità meravigliosa. Concentriamoci su questo obiettivo, perché in grado di realizzare tutti i nostri desideri. Non perdiamo occasione per spiegare, raccontare, immaginare il futuro, diffondere queste consapevolezze, sviluppare queste idee. A momento debito ci daremo appuntamento a gruppi davanti alle varie sedi delle Università e della RAI. In modo del tutto PACIFICO, LEGALE e CIVILE, l'orrendo complotto degli statali (sono stati i baroni a nascondere tutto ciò, a non far evolvere la nostra cultura) si svelerà chiaro davanti agli occhi di ognuno. E non ci sarà bisogno d'altro che organizzare dei turni per entrare nei pubblici ruoli e svolgere le pubbliche funzioni in modo avveduto, consapevole, responsabile, ONESTO!


Dedico questo mio intervento alle persone riportate qui sotto, che sono cadute per mano di questo sporco sistema fondato sul figuro dello statale.


Ciao Giuseppe, buone cose a tutti,

Danilo D'Antonio





02/01/2012: Bari,74 anni, pensionato si getta dal balcone Inps chiedeva rimborso.
09/01/2012: Bari, 64 e 69 anni pensionati si suicidano in coppia.
12/01/2012: Arzachena, 39 anni commerciante tenta di asfissiarsi, viene salvato.
22/02/2012: Trento, 44 anni per i troppi debiti si getta sotto ad un treno…. è salvo.
25/02/2012: San Remo, 47 anni, elettricista si spara.
26/02/2012: Firenze, 65 anni, imprenditore si impicca.
02/03/2012: Ragusa, commerciante tenta di darsi fuoco.
02/03/2012: Pordenone, 46 anni, magazziniere si suicida.
09/03/2012: Genova, 45 anni disoccupato, sale su un traliccio della corrente.
09/03/2012: Taranto, 60 anni, commerciante trovato impiccato.
10/03/2012: Torino, 59 anni, muratore si da fuoco.
14/03/2012: Trieste, 40 anni, appena disoccupato si da fuoco.
15/03/2012: Lucca, 37 anni, infermiera ingerisce acido.
21/03/2012: Lecce, 29 anni, artigiano si impicca.
21/03/2012: Cosenza, 47 anni, disoccupato si spara.
23/03/2012: Pescara, 44 anni, imprenditore si impicca.
27/03/2012: Trani, 49 anni, imbianchino disoccupato si getta dalla finestra.
28/03/2012: Bologna, 58 anni, si da fuoco davanti all’Agenzia delle entrate.
29/03/2012: Verona, 27 anni, operaio si da fuoco.
01/04/2012: Sondrio, 57 anni, perde lavoro, cammina sui binari, salvato in tempo.
02/04/2012: Roma, 57 anni, corniciaio, si impicca.
03/04/2012: Catania, 58 anni, imprenditore si spara.
03/04/2012: Gela,78 anni pensionata si getta dalla finestra,riduzione della pensione
03/04/2012: Roma, 59 anni, imprenditore, si spara con un fucile.
04/04/2012: Milano, 51 anni, disoccupato si impicca.
04/04/2012: Roma Imprenditore si spara al petto col fucile.La sua azienda stava fallendo.

http://lucanianonconforme.wordpress.com/"


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Replica di Giuseppe Turrisi: "Grazie per avermi letto e risposto (anche se ancora fatico a capirti passi da una grettezza da masso da fiume su certi argomenti ad una lucidissima e raffinata analisi quasi platonica... BAH!!!).. Conosco la tua teoria della rotazione dei posti pubblici e della funzione pubblica (res pubblica) condivisibile quasi al 100% (ma permettimi è un dettaglio ed una visione parziale) ma non è facendo roteare le persone che risolvi i problemi della responsabilità civile, della moneta debito, della crescita spirituale e vocazionale..... contrasta con la libertà della vocazione personale che verrebbe ingabbiata in una sorta del leva militare forzata...... (leggasi antropocrazia di Nicolò Bellia) Il problema è molto molto oltre... non serve lavorare cosi tanto, non servono tutti questi posti di lavoro anche perché la metà servono solo a produrre rifiuti e burocrazia inutile (con una moneta credito , chiuderebbero tutti i commercialisti, metà finanziarie e meta studi di avvocati.
Siamo blindati mentalmente (articolo 1 della costituzione) al "dogma del lavoro" il lavoro è tutto, pensa nessun animale
(e sono animali) lavora se non quelli schiavizzati e allevati dall'uomo....
l'uomo non deve lavorare per lavorare e pure a rotazione ma deve esercitare delle attività (il più possibile vocazionale) per vivere e non per sottrargli tempo e schiavizzarlo.
lo stato è una organizzazione per l'uomo e non è l'uomo nato per servire lo stato, quando uno stato vessa il suo cittadino
la stato perde la su a funzione pubblica (Res pubblica) ANCORA UNA VOLTA IL FASCISMO NON C'ENTRA NIENTE
e comunque leggiti qualcosa della RSI con occhi lavati dalla gabbia ideale del veterocomunismopartigina e scoprirai
tutta un'altra storia, ma del resto cosa pretendiamo abbiamo studiato tutti sui testi del Villarei ( o pesudo) quindi la nostra mente è deformata proffessionalmente a vedere le cose....
tornado all'attualità
Serve una economia che liberi l'uomo dalla schiavitù del lavoro e non introdurre una schiavitù di lavoro a rotazione ( tipo leva forzata), anche perché la mancanza di lavoro è una bufala intesa come conseguenza della moneta debito e del neoliberismo,
di attività da fare ce ne sarebbero migliaia se solo ci fosse responsabilità e moneta sovrana (NON CERTO ELEMOSINARE LA ROTAZIONE DEL POSTO PUBBLICO)
- nuove scuole, bonifiche, sistemazioni idriche, sistemazione dei fiumi, ripopolamento delle foreste, ricerca in ogni settore, riqualificazione energetica ( con soldi di stato e non come pensi tu conflitto di di interesse che non centra niente)
recupero artistico, architettonico, scuole di arte, centri anziani, scuole di film e di teatro, cooperative di servizi, cibi biologici
energia alternativa MA TUTTO CON MONETA DI STATO E SENZA INTERESSE
ALTRO CHE ELEMOSINARE UNA ROTAZIONE DEL POSTO PUBBLICO tipo leva militare obbligatoria
A proposito di FASCISMO LA ROTAZIONE DEI CARABINIERI NELLE VARIE CASERME IN TUTTA ITALIA PER NON RADICARSI NEL TERRITORIO ED EVITARE CHE FOSSERO CORROTTI O COLLUSI FU FATTO DAL QUELLO SCHIFO DI FASCISMO.... CHE TANTO DETESTI ( bisogna essere obbiettivi il fascismo è stato anche uno scempio enorme ed assurdo ma non da meno tutto il resto a cominciare dai partigiani assassini (leggasi i libri di Panza) fino alla sinistra da salotto che ci ha venduto alle banche.... quindi basta gabbie ideali e politiche io non difendo nessuno intendiamoci MA SONO STUFO DI CHI FA DERIVARE TUTTI I MALI SEMPRE DA UNA PARTE SOLA (come se Tito, Stalin ,e la pena di morte ancora in vigore in cina sono tutti Santi) oltre al fatto che è dimostrato che tutti sono stati finanziati dagli stessi banchieri.... ..... tra l'altro se non siamo ancora caduti nel baratro e se siamo sotto attacco da questi speculatori è grazie a grandi imprese miste pubbliche che sono state la nostra ricchezza e ancora per molti anni (Eni, AGIP, ENEL, Inps, Inail, finmeccanica, la stessa BANCA D'ITALIA UNIFICATA NEL 31 ecc) che sono nate quasi tutte sotto il fascismo....
Distinti saluti"

domenica 1 aprile 2012

Moneta debito: "Il tempo è denaro.."? di Giuseppe Turrisi



Il “tempo è denaro” riflettiamo un attimo su questa frase e cerchiamo di capire come spesso tutto quello che ci sembra chiaro e cristallino di fatto per una mente che ha un pensiero superiore questo tipo di ovvietà smodata non convince mai. Se una “palesata verità” non convince, si cercano spiegazioni diverse al fine di modificare il pensiero consolidato nel passato, attraverso il pensiero e le azioni del presente per ristrutturare una idea superiore per il nostro stesso futuro. (ossia il codice del tempo delle persone superiori, quelle che vivono il pianeta e non quelle che si lasciano vivere).

Le pecore, non hanno pensiero superiore, solitamente basta pascolarle, dargli un po’ di erba, si lasciano vivere e tutto gli va bene cosi come è, in un eterno film del presente, che va verso il disordine universale nel nome della sovrana entropia.

Lo so non tutti forse mi possono seguire in questo ragionamento che forse li ha già annoiati, ma proprio questo è il male del nostro tempo, la noia a cui lamonetizzazione del tempo della nostra vita ci ha portato. Se scoprissimo che il mondo riesce a vivere comunque anche senza denaro poiché il tempo e vita e non denaro metà dei problemi che abbiamo non esisterebbero.

Pochissimi, per esempio, metterebbero in dubbio, l’affermazione “Il tempo è denaro”, perché questa “sentenza” l’abbiamo sentita tanta di quelle volte, che la persistenza della sua enunciazione nel nostro cervello, soprattutto per chi ha una elevata permeabilità mentale, rafforza la presunta veridicità di questa sentenza.

La presunta veridicità deriva essenzialmente dal fatto storico che “esplicando nel tempo” una qualsiasi attività, questa produce delle cose o dei servizi che dovrebbero avere un valore per il loro uso e beneficio per la vita umana dopo che il tempo di questa attività sia trascorso. L’attività umana (chiamata lavoro dagli schiavisti) che si invera nel tempo è valore in quanto produce “bene” per la vita stessa (l’attività di produrre cibo da sostentamento alla vita stessa), ma il tempo è solo la condizione della vita affinché questa esista.

Il tempo è quella successioni di presenti che danno valore alla vita, quando non sussegue un presente alla vita significa che si è morti.

Capisco che il capitalismo ed il materialismo non ci hanno abituati a pensare in questi termini ma solo in termini monetari, ma il tempo, la vita e la morte sono dentro di noi ed interagiscono ogni giorno mentre noi corriamo in ufficio stressandoci per guadagnare quattro soldi per poi spenderli in medicine, in prodotti che spesso ci fanno più male che bene e che riempiono il pianeta di immondizia.

La nostra mente spesso rifiuta questi argomenti semplicemente perché non è stata abituata ad usare il pensiero superiore (no perché non ne è capace).

Non siamo abituati a pensare sulla “categoria” tempo, eppure tanti mali nascono proprio dal non voler studiare di cosa sia il tempo e le sue interazioni. Una cosa è certa il tempo è l’unica condizione della vita, se una vita non ha “tempo da trascorrere (da vivere) non è vita”, diversamente ci sarebbe, nulla vuoto, morte, quindi sicuramente il tempo è un valore ( ma non di denaro e dopo vediamo perché ).

Nella cultura della economica (capitalistico-americana) del denaro/tempo c’è come una trasposizione concettuale per cui l’unica condizione fisica, cioè il tempo correlato con la vita, questo diventa direttamente denaro (inspiegabilmente) senza passare per valore reale che è la vita e solo la vita da al denaro. Ad una mente razionale (che usa il pensiero superiore), l’espressione dovrebbe suonare il “tempo è vita” ed invece nel’orrenda concezione capitalistica della “monetizzazione” della vita umana, hanno fatto si che ci fosse una distorsione ideale (ma anche materiale) per cui il tempo è la condizione della vita (non perché esista e basta) ma affinché produca nel tempo “beni” misurati e rappresentati dal “denaro” ecco la distorsione “il tempo è denaro” … che poi i beni servano a far vivere il corpo umano ( e quindi la vita) diventa abbastanza banale.

Questo succede sempre, quando la conoscenza della natura umana, viene divisa e studiata con tempi e strumenti diversi, sappiamo tutti che l’uomo è una unità psicofisica per cui non si può pensare di risolvere alcune cose senza vederne e studiarne altre. Di fatto questo è il fallimento settoriale e a cassettoni della formazione che ci ritroviamo e che determinano anche il livello della civiltà e della democrazia, (ogni democrazia dipende dal suo livello culturale).

I potentati economici fanno di tutto (con il sistema debito) perché la massa abbia una formazione sempre più scadente affinché la democrazia venga imposta con la forza piuttosto che nasca dalle coscienze della conoscenza, (è la più vecchia regola di gestione del potere il figli del contadino deve essere contadino il figlio del notaio farà il notaio ecc).

Mi ricordo quando facevo volontariato alla Caritas 1990/91, dove venivano gli immigrati, con milioni di problemi alle spalle (creati per lo più proprio da noi paesi dal capitalismo democratico), dove gli avevano tolto tutto, dai beni alle terre, dalla pace fino alla dignità, ebbene arrivavano qui in Europa dove il “tempo è denaro”, con una speranza di poter migliorare la loro vita, che era fatta di tempo senza orari per venire in una società dove il lavoro è a batteria per polli, senza avere la coscienza che di fatto stavano cercando la morte del loro tipo di vita. Il loro tempo (che non era denaro) ma era vita e dignità venendo qui era diventato una fila per un tozzo di pane e allo stress e depressione la società civile attraverso la Caritas rispondeva con una aspirina.. che miseria (nostra).
Ma torniamo alle nostre “indistruttibili certezze”, e vediamo come vengono distrutte in un attimo, mettiamo caso che non c’è lavoro perché magari siamo in crisi (cosi solo un esempio), allora quel tempo del disoccupato (perso!! a cercare lavoro) è denaro?, dove è l’errore? una mente poco sensibile e poco allenata non riesce neanche a capire cosa sto dicendo.

La risposta c’è e l’ha spiegata il prof. Auriti sotto il profilo economico filosofico e della percezione ha detto che: “lo spazio coincide con il presente tutto il resto è tempo”, ma prima di lui due Filosofi Bergson e Hiddeger con “essere e tempo”, parlando del tempo avevano già aperto la strada a questa chiarificazione, non vi voglio annoiare con la filosofia del Valore, ma riassumendo si può per dire, che il concetto di Valore nasce solo nell’intelletto umano (vita) e nella sua capacità previsionale di poter usare quel valore in un ipotetico futuro, io conservo un pane per dopo, il grano per l’estate ecc. Il problema della “moneta debito” nasce proprio nel avere invertito il segno a quel bene qualunque esso sia (denaro fagioli, pane grano bestiame) che prevedo di usare dopo, se io conservo per domani qualcosa, conservo qualcosa che ho, che è mia (valore positivo) non certo qualcosa che non è mia e che quindi devo restituire (valore negativo).

Per spiegare la “moneta debito” quindi non bastano gli strumenti economici e finanziari, è necessario partire da concetti filosofici e giuridici.

Il prof. Auriti continuando esplicita che “Il valore non è una proprietà della materia ma una dimensione del tempo”, quindi il valore essendo una dimensione del tempo che è la condizione sine qua non della vita ci porta a dire che il valore è solo della vita e che solo questa lo può attribuire.

Se siamo convinti che il valore è della vita, significa che è già di proprietà, e la propria vita ha il proprio valore, il valore di se stessi, di ciò che si è, di ciò che si pensa, di ciò che si realizza con le idee e con le mani.
La proprietà è già positiva dal momento che si nasce e mai potrà essere negativa ecco da dove nasce il redito di cittadinanza (ma questo è un altro grande argomento).

Il denaro è la rappresentazione e la conservazione del valore nel tempo ma solo è sempre nella attribuzione contestuale o previsionale della vita umana che lo accetta con valore positivo per chi lo detiene (proprietà popolare della moneta).
Concludendo il tempo è una dimensione che esiste solo se esiste la vita, non solo, ma solo se esiste vita intelligente, se non ci fosse la vita intelligente che fondamentalmente pensa, ma soprattutto ricorda (passato) pensa (presente) prevede (futuro) non ci sarebbe nessun tempo, non ci sarebbe quella successione di momenti che noi codifichiamo come tempo.

Capisco che riassumente in poche righe questi concetti di filosofia del valore è difficile ma ci ho provato.

Se tutti cominciamo a pensare che il tempo è vita, il tempo è l’unico bene e valore della vita, e non il denaro, se cominciamo a pensare che non tutto può avere un prezzo e che molta della nostra vita può essere vissuta anche senza denaro scambiandoci tempo e servizi e cose, anche i nostri comportamenti cominceranno a cambiare, cominciamo a demonetizzare la nostra vita. Ricordiamo che noi siamo europei e per di più italiani i nostri padri sono tecnici ed umanisti (Verdi, Dante, Fermi, Leonardo, Raffaello ecc ecc) , non abbiamo proprio niente da faci insegnare, lasciamo alla cultura capitalistica economica di oltre oceano pensare che “ogni cosa ha un prezzo”, se anche noi capiamo che un ora con nostra moglie, con nostro figlio, ecc non ha prezzo, loro cominceranno a ricredersi…… ma siamo sicuri che da domani non ci facciamo continuare comprare dalla solita bevanda scura gassata, dal solito cinema per pecore ???? Svegliamoci il film sta per finire

Ci hanno inculcato che il tempo è denaro in realtà il tempo non ha prezzo!
Esistono i parassiti del tempo altrui ed è quello che ti rubano di solito con un lavoro incongruo....

Il tempo poi non ha prezzo perché quando ne avrai di bisogno nessuno è in grado di rivendertelo...

Giuseppe Turrisi

venerdì 9 marzo 2012

Illusione e disinformazione - Crediamo solo a ciò che vediamo.. (in televisione)



Da quanti anni si parla della deforestazione amazzonica? da tanti.
Da quanti anni gli indios stanno lottando per la loro sopravvivenza? da tanti.
Da quanti anni si esorta al boicottaggio di questa o quella multinazionale? da tanti.
Da quanti anni si sfornano trattati e convenzioni sui problemi ambientali che trovano le loro scappatoie? da tanti.

A questo punto mi do la riposta: la Storia ha i suoi tempi che vanno oltre la vita personale, intanto scorre la Storia, scorrono le vite nella macelleria globale.
Quello che è successo in Perù non poteva restare nascosto, resta comunque in secondo piano rispetto alle elezioni europee, ai discorsi di Obama e alle sue passeggiate.
Non si poteva non parlare della macelleria peruviana: 38 o più agenti presi in ostaggio, barricate di pietre e tronchi di alberi, un massacro fra gli indios e subito ti imbatti nell'articolo del giornale punto it
(http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=356947)

dove il "problema"diventa spettacolo, se poi si guarda e si legge più o meno tutti i media , destri e sinistri, su questo tono stanno. Il problema in finale si riduce a :
ci sono le multinazionali che depredano come ovunque nei paesi del mondo altro, non dell'altro mondo, e gli indios si ribellano perché non ci vogliono stare vogliono il loro territorio intatto, hanno la loro cultura millenaria da difendere.; sono indios sono! e basta la parola per mettere in moto l'immaginario collettivo di primitivo è bello, primitivo è sano, primitivo è salvifico.

Intanto gli indios, i nativi di America, le tribù tibetane e così via è da un pezzo che non sono più primitivi, sono schiavi in modo peggiori degli altri e chi si è salvato dalla schiavitù è integrato, entrando nella schiavitù generale.
A parte questo la questione è molto più complessa e si innesta in una serie di questioni complesse che fanno parte della complessità globale.

Nel febbraio 2008 si diede mano al Camisea II che si aggiungeva al Camisea I, ossia il finanziamento del Progetto" Perù Lng", un gasdotto per il trasporto di seicento milioni di barili di gas liquido sottratto dal sottosuolo della zona amazzonica attraversata da fiume Camisea, si trattavadi uno dei più grandi investimenti nei territori andini: 3, 9 miliardi di dollari per Camisea II: dentro l' italiana Sace e la USA ExIM Bank, l'Inter-American Developmet Bank e naturalmente la Banca Mondiale, tutti a finanziare i costruttori: spagnola Repsol e texana Hunt Oil che già si erano impegnati in Camisea I.: estrazione, trasporto e distribuzione del gas.Naturalmente gli indios in questo progetto erano di troppo, un bastone fra le ruote, tanto si sapeva che erano un intoppo, che a spostarli di qua e di là, a togliergli il loro territorio, si sarebbero, logicamente, ribellati che si prende la decisione LEGISLATIVA di stabilire che la metà dei proventi di Camisea I e Camisea II avrebbero finanziato il fondo per la difesa nazionale, con un vincolo specifico all'acquisto di armi per esercito e polizia.

Come si intrecciano e si accavallano i "problemi" da quello ambientale, la distruzione di uno dei polmoni del pianeta, i "diritti" delle popolazioni che la abitano e il problema repressivo, e che è un cocktail? NO! perché il punto centrale, la causa prima che scatena poi le concause è la messa in cantiere di Camisea I e Camisea II.

Io trovo che c'è una sottovalutazione generale della questione corridoi, ma come ? mi dico il pianeta è tutto una cantiere di corridoi per la estrazione di gas e petrolio e noi su cosa ci fissiamo? sulla TAV, e sul Ponte sullo stretto!!?? E qui se guardi dall'Africa, all' Asia al medioriente, passando per la Cecenia i Balcani, Europa dell'est fino a Trieste, Livorno è un pullulare di gasdotti e oleodotti e noi prendiamo la cosa quasi come fosse un fattore secondario?

Io invece sono "entrata in fissa" come si suol dire su questa questione dei gasdotti ed oleodotti: perché?

Perché quando, come per l'industria delle automobili, che... non tante ma solo 2 o3, e come per le altre industrie solo 2 o3, arriverà il turno che 7 o 5 sorelle sono troppe, eh lì allora il casino diventerà grosso perché sarà uno scontro tra Russia Cina India Europa America America Latina, in tutti i posti dove passano i corridoi, quale sarà l'esito di questo scontro?

Bella domanda! magari la riposta non bella, dato che la crisi, ormai abbiamo capito, non è una crisi finanziaria ma una crisi reale, una crisi di ridefinizione di capitale, di scontro fa capitalismi in caduta...libera e nuovo capitale all'attacco.

Infatti che succede? che gli indios si sono ribellati contro i gasdotti e contro badate bene! LA COLTIVAZIONE DEI BIOCARBURANTI TANTO CARI AD OBAMA, e ci hanno ragione ci hanno! o gli uni o gli altri sempre loro per le piste ci vanno! nel senso che sempre loro dovranno pagarne le spese, certo alle fine le pagheremo tutti, ma intanto loro le stanno a pagare.

Gli indios si ribellano per i gasdotti e per i biocarburanti e Greenpeace che fa? se ne esce pochi giorni prima con un rapporto "Geox soffoca l'Amazzonia", non sto dicendo che ha sbagliato, badate bene, e pure quello non è un "problema" da poco, oh che lì è un macello è vero! Però mentre loro parlano di Geox, Adidas, Kraft, Cremonini.... gli indios si ribellano per i gasdotti e per i biocarburanti.

A parte che io più che delle scarpe che ci mettiamo ai piedi mi preoccuperei delle condizioni di lavoro di schiavitù di questi indigeni, ma mi chiedo come mai a guardare le scarpe e gli indios si ribellano per i gasdotti e i biocarburanti? mi rispondo: perché ognuno sta chiuso nella sua visione particolare, specifica, qui il mondo ora va a specializzazioni, come la scienza e la medicina, e l'uomo, la natura , la società, il sistema produttivo nel suo INSIEME non si vede più.

Infatti mi imbatto in una notiziola comparsa così che ha me invece pare molto molto importante, questa: http://news.rifiutiebonifiche.it/ambiente/la-shell-sotto-processo-alla-sbarra-per-omicidio.html

la Shell sotto processo!? Una cosa mica da poco!... incomincia piano piano, prima di cominciare alla grande la guerra fra le sorelle come Fiat Chrysler Opel.....? tra guerra dell'acqua e guerra delle materie prime dove si andrà a finire?

Agli indios di forza li hanno cacciati, di forza li hanno resi schiavi, di forza gli hanno tolta la foresta amazzonica, mica conniventi per i vostri chalet come voi.

C'era chi diceva guardi i dito e non guardi la luna, a chi guarda la luna dicono che è un cane che abbia alla luna.

Un macello, un macello globale. E gli indios in questo macello? i petroleros li convinsero a sfollare le loro terre in cambio di beni consumo accampati presso gli impianti, come fecero con i nativi americani, li misero gli uni contro gli altri, li fecero diventare killer di una tribù contro l'altra, reclutati sotto costo per il lavoro al servizio dei padroni e per le loro guerre intestine, gli portarono la sifilide e l'alcolismo e tutte le loro porcherie come sempre!

Hanno la forza di ribellarsi, in cosa si può sperare se non nella ribellione?
Io per mio conto spero che di ribellioni in ribellioni si arrivi al fine alla ragione " radicale" che è in sé stessa la causa scatenante di tutti i problemi.

O RIVOLUZIONE O GUERRA
O COMUNISMO O BARBARIE

Vittoria

L'avamposto degli Incompatibili
www.controappunto.org

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Commento di Giuseppe Turrisi: “Si continua a sottovaluatre il potere narcotizzante della televisione e dei mass-media .. che plagiano il cervello delle massa all'indifferenza, alla codardia, all'individualismo, all'impocrisia, alla inutilità dell'esistenza stessa della vita.... si sa perfettamente che i drogati non hano resispetto per la propria stessa dignità quindi gli italiani ma anche tre quarti di europa sono da infilare nelle schiere di "conigli e dei coglioni" SE NON SI CAPISCE DI AVERE IL PROBLEMA DELLA DROGA TELEVISIVA MA SI CAPIRA CHE BISOGNA SPEGNERE E BUTTARE IL TELVISORE.... ci illudiamo di essere padroni delle nostre idee ... invece siamo e pensiamo solo ciò che vediamo (in televisione).."

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Commento di Maurizio Barozzi: "Quando si parla di ambiente, di foresta Amazzonica e tanti altri scempi, che hanno apportato carestie, malattie, morte e distruzione e non solo ai nativi del luogo, bisogna sapere che tutto scaturisce da due mostruosità:

la prima è lo sporco tornaconto di matrice capitalista e speculativa a cui interessano solo gli aspetti remunerativi.

La seconda e il controllo del potere mondiale da parte delle forze e delle ideologie mondialiste. Queste hanno calibrato e conformato, dal dopoguerra ad oggi, le loro politiche di sviluppo economico, di sfruttamento delle risorse della terra, di controllo delle nascite e di assoggettamento dei popoli, conformemente agli interessi delle multinazionali e dei grandi trust bancari.

Sono le Istituzioni e le Organizzazioni mondialiste, attraverso gli studi della Banca Mondiale, che impongono, a viva forza, alle singole nazioni determinati “aggiustamenti” finalizzati ad indirizzare lo sviluppo e la produzione in un determinato senso. E questi aggiustamenti, con le buone o con le cattive, devono essere accettati per forza, pena essere esclusi dalle politiche e dal commercio internazionale e non avere i prestiti ad usura promessi.

Questo determina la distruzione di vari ambienti ecologici, l’impoverimento totale di certe popolazioni, il saccheggio delle risorse della terra per sostenere il moloch mondialista.

Lottare per difendere la foresta amazzonica, ma non solo, significa lottare contro il potere locale che ha ceduto ai ricatti e alla corruzione delle Organizzazioni mondialiste; significa lottare contro le multinazionali che procedono senza alcuna pietà al saccheggio ambientale per i loro scopi industriali; significa lottare contro il sistema dell’Alta finanza che specula e controlla tutto questo processo distruttivo; significa lottare contro il mondialismo con le sue false ideologie egualitarie, neoradicali e consumiste, la sua corruzione delle menti e delle coscienze, i suoi mass media che procedono a lobitizzare l’opinione pubblica mondiale.

E scusate se e poco.

Figuratevi se questa rivoluzione la possono fare enti e associazioni per così dire “verdi” o “ambientaliste” o addirittura ONG di comodo, tutte strutture nate e finanziate in ambiti mondialisti."

martedì 17 gennaio 2012

Giuseppe Turrisi: "Sviluppare se stessi e la società in un contesto relazionale"

Immagine di Calcata, con varie relazioni sociali


La sfida del futuro è nel cambiamento di noi stessi e sopratutto nell'approccio relazionale.

La relazione nel tempo e nello spazio è il valore assoluto. La ricerca di relazioni con altri mondi ci angoscia perché l'essere soli è come non esistere, infatti spesso si va verso il suicidio.

Il complessivo è completo se include e completa il singolo ed il singolo è completo se include il complessivo. L'evoluzione della persona passa per l'evoluzione della collettività, ma l'evoluzione della collettività passa per l'evoluzione del singolo. Banale equazione naturale che nessuno vuole risolvere.

La rete internet funziona quando tutti gli elementi concorrono alla comunicazione e se qualche server è in shunt down automaticamente gli altri compensano il nodo andato in de fault con applicativi che cercano strade in rete alternative per raggiungere comunque l'host desiderato.

Chi arriva in un modo e nell'altro ad interessarsi di "emissione monetaria" deve fare i conti con tre fondamentali: "tempo", "valore" e "spazio", ma dimentica spesso il concetto di "relazione" che poi le "processa".

Una persona che si misura con queste massime universali non può rimanere nella blindatura di sistemi organizzati rigidi che restringono le relazioni, perché presto capirà come queste interagiscono con regole che niente hanno a che fare con "l'economia relazionale" (qualsiasi operatore di marketing o venditore sa quanto sia fondamentale il contatto e la relazione).

La natura umana del singolo (ancora non evoluta) purtroppo si porta ancora il retaggio di difendere la propria caverna limitando al minimo l'incontro con l'altro, solo dopo (ma ci sono voluti anni) ha cominciato a capire che insieme ad altri avrebbe potuto difendersi dalle belve. Nascevano le prime comunità, le prime relazioni di contesto.

L'idea che con i soldi si possa fare tutto, che poi ci porta a fare tutto per i soldi, (frutto di una educazione consumistica e tayloriana) ci da l'arroganza e la presunzione di essere autonomi, potenti, completi, perfetti, ma quella sensazione diventa vera solo se inserita nella collettività di un sistema (nessun uomo è un isola).

L'errore più banale è che l'organizzazione che l'uomo vuole fare sull'uomo, è una regolamentazione rigida (fatta da pochi, con metodi vecchi) che contrasta con l'evoluzione temporale del valore, e come tutte le cose l'eccessiva organizzazione diventa essa stessa un impedimento all'operatività, il vecchio sistema gerarchico pretendeva di risolvere i problemi in maniera verticistica, con soluzioni spesso già vecchie, poiché nel frattempo il problema era mutato o addirittura peggiorato. La regola segue l'uomo da sempre, poiché questa è una forma di razionalizzazione di un evento una giustificazione per la memoria, mentre la politica (ma ogni uno di noi nel suo quotidiano) ha la continua pretesa di farla precedere per regolamentare il futuro con regole del passato, con i disastri che sono sotto gli occhi di tutti. La progettualità è fondamentale, poiché questa è una delle poche cose che ci differenzia dal mondo animale, ma questa deve nascere con l'idea della "modellazione continua" con il contributo multicast, proprio per renderla adeguata al contesto ("eco-uma -nomia").

L'unico modo per arrivare a questo è il contributo ed istantaneo di diverse intelligenze e la convergenza dell'intensione nella soluzione. Il futuro è assolutamente nella rete, ma quando dico rete non intendo l'infrastruttura NET di computer server LAN e WAN, che sono la parte "passiva" della "intelligenza collettiva" ma all'apporto che ogni uno di noi può portare su ogni problema. La comunicazione ha fatto passi da gigante da quando da broadcast è diventata multicast.

Proprio perché la convergenza di più intelligenze su un problema aumenta matematicamente, la probabilità di trovare la soluzione e sempre in minor tempo. Purtroppo al momento pur essendoci la tecnologia per mettere in pratica l'intelligenza collettiva, l'uomo ancora ha un retaggio culturale e metodologico di tipo verticale che lo porta a comportarsi come una monade che esclude gli altri.

Ecco perché tutta la nuova economia, la nuova società, ma sopratutto la "nuova cultura" che poi implementa tutti il resto, non può fare a meno della interazione complementare delle intelligenze ed eccellenze di tutti nella soluzione e gestione del futuro.

L'apporto positivo di tutti verso l'obbiettivo è la nuova intelligenza "personale" che si fonda nella "intelligenza collettiva". Nel percorso della ricerca poi ci sono livelli di evoluzione di eccellenza che riteniamo più bassi, essi vanno rispettati come processo naturale, nel suo modulo e nella sua frequenza, anche se nel momento convergente sembra non esserci risonanza, l'ascolto e la proposta anche la più banale anche se non richiesta, diventa apporto indispensabile alla intelligenza collettiva.

Il mondo comincia a cambiare quando tu lo cominci a vedere in un altra maniera possibile, chi esclude solitamente lo fa per paura o perché blindato da visioni di un mondo che deve svolgersi secondo processi catalogati del passato. La differenza sta proprio nell'avere la capacità di immaginarsi un "modello diverso", un modello dinamico superiore, un modello collettivo, un modello in movimento, un modello universale, un modello umanoversale.



Giuseppe Turrisi Salvatore
Tel. 3938424644
e-mail giuseppeturrisi@yahoo.it

domenica 20 novembre 2011

Giuseppe Turrisi: "Il collasso di ogni immaginazione sociale e la follia che diventa politica...."

"Mummie bancarie ci governano" (Saul Arpino)

Con l'avvento di internet stare dietro la notizia è sempre più difficile, stiamo vivendo un cambiamento epocale ma sicuramente la massa, non riesce a percepire questo ribollire di evoluzione ne tanto meno riuscirà a gestirlo tanto è stata plasmata e programmata a subire ogni tipo di "ordine".

Gli dicono che c'e la crisi, e ci credono, gli dicono però di comprare l'ultimo microonde ed in venticinquemila prendono la macchina intasano il raccordo e vanno a comprare qualcosa che magari neanche gli serve, e non basta la comprano pure a rate!!!.

Con questo tipo di popolazione una coscienza popolare per il riscatto della dignità per guidare il momento storico non ci potrà mai essere, se poi a guidare (si fa per dire) lo fanno direttamente i servi della speculazione, allora sarà un momento che si processerà nel peggiore dei modi possibile. La colpa però non è solo del popolo (che di sovrano non ha più niente) ma sopratutto di chi lo ha governato, che distruggendo ogni giorno di più l'istruzione di stato (e sponsorizzando solo quella per la elite) e lasciando ai "media" ( in mano al liberismo) il compito di creare "cultura" (chiamarla cultura naturalmente è un ossimoro) il risultato non può che essere quello che vediamo sotto gli occhi di tutti. Idee carta velina, vite fotocopia, speculazione chiamata politica, persone con il cervello in affitto, anime quasi inutili formate a distruggere se stessi e ciò che li circonda, che sprecano aria e pure il metro quadrato di terra su cui vivono.

La conoscenza fa sempre la differenza e "loro" lo sanno bene, infatti i ricchi ed i potenti investono per i loro figli, enorme denaro, proprio perché dalla "conoscenza viene fuori la potenza", l'ignoranza "del popolo" crea invece potere (S. Agosti).

In uno stato ormai commissariato dal potere bancario, anche se Mario Monti ci ha rassicurato "totalmente" che non è così, quale prospettive abbiamo di un vero socialismo e di una vera uguaglianza, assolutamente nessuno, il potere unico mondiale avanza inesorabile schiacciando ogni forma di democrazia, vedrete che ci toccherà rimpiangere ciò che credevamo peggio? (ma calma, Monti ci ha rassicurato!! e anche "totalmente"). Il popolo cosi formato non solo non saprà mai utilizzare il giocattolo difettoso della democrazia (inventato dai banchieri), ma neanche comprende quando il patrigno (governo monti) ci toglie il giocattolo e ci mette in punizione a fare i compiti (stringere la cinghia = leggasi abbassare i pantaloni, mutande e posizionarsi a 90° a favore di vento/banchieri).

La terapia del terrore e della paura ha funzionato, nella psicologia del bisogno di sicurezza (tra i bisogni primari della natura umana) nella ignoranza della gente ha generato la rassegnazione (sociologia dell'insicurezza) della delega, più ti senti incompetente più ti affidi a "chi ci capisce di più", anche se la delega a Monti ha sicuramente motivazioni che vanno "oltre l'ignoranza" (nel senso di ignorare) di Napolitano e di tutto il parlamento che lo vota e lo voterà, figuriamoci i milioni di ignoranti ed inconsapevoli che li hanno votati (sempre nel senso di ignorare fatti e curriculum).

La strategia del potere finanziario si ripete come un gioco di squadra, film (ansi storia) già visto, già era successo nel 1992, ma mentre allora avevano lasciato fare ai politici (andreatta, prodi, amato, ecc, le lettere in minuscolo sono d'obbligo) adesso come dice l'amico Avv. Marra c'è una novità, ossia si sono esposti direttamente, infatti sia in Grecia che in Italia hanno (casualmente) messo direttamente un "uomo di estrazione bancaria pura" (anche se ci ha "rassicurato totalmente", ricordiamocelo per favore!!!!). Perché mai gli speculatori che non hanno mai un nome, attaccano l''Italia? Nella ignoranza del popolo l'idea diffusa che inculcano e che tutti credono (pensate che ci crede pure Bersani) è che l'Italia è debole e non è credibile!!! (urca), ora riflettiamo quale cane o meglio "iena" si avventerebbe su un osso spolpato invece che su una coscia polposa? Altro che deboli e non credibili questa è solo propaganda per preparare la svendita del Patrimonio di Stato.

Tutto fa parte sempre e solo della stessa tecnica, farti credere che hai un problema o peggio "crearti un problema ad hoc" al fine di importi la "loro soluzione" che hanno già nel cassetto. Ma è lo stesso film visto quando Soros nel 1992 fece un attacco speculativo alla lira, per indurci la paura del fallimento, per spingerci a passare all'euro che sarebbe stata la "nostra grande soluzione" a tutte le inflazioni e tutti gli attacchi speculativi (ma dai!!! pensate che c'è ancora qualcuno che crede che l'euro sia stata la nostra slavezza, tanto è stata la programmazione mentale), peccato che quella era solo l'anticamera delle future truffe ai danni dei cittadini europei e italiani. Infatti mettendoci l'euro in casa, senza che i popoli europei conoscessero il vero meccanismo dell'emissione dell'euro (a debito) e sopratutto i proprietari della BCE e lo statuto della BCE, di fatti ci siamo portati in casa il cavallo di troia, e adesso stanno uscendo i soldati ad incendiare la città (Grecia, Spagna, Italia, ecc).

Ci hanno fatto credere che "qualcuno" ci poteva rubare!! e ci siamo fatti cambiare la serratura proprio dal ladro. Adesso subbiamo gli attacchi (speculativi chissa da chi!!!??) a Finmeccanica (per dirne solo una) affinché la gente pensi che la soluzione sia svendere il patrimonio pubblico e cosa pensate che faccia il sig. Mario Monti (casualmente eletto senatore, causalmente incaricato da Napolitano, casualmente consulente della Goldman Sachs) ma che ci ha rassicurato "totalmente" che non sta con i poteri forti?? Svenderla al prezzo più basso!!! (oltre la truffa anche il danno) ed il gioco di squadra si chiude....anzi continua!!!!!!!!.

Se la gente conoscesse che la società per cui era consulente il signor Mario Monti (ma anche Prodi, Letta e Draghi) è stata indagata in America per aver venduto titoli "futures" agli americani e poi averci pure scommesso sopra che perdevano (si cerchi su google " truffa futures goldman"), che è stata indagata per avere truccato i conti greci, e la Grecia sappiamo in che mani sta (si cerchi su google "conti greci goldman"), che è indagata dallo stesso Stato Italiano per truffa (si cerchi su google "easy credit procura di pescara") be!!! allora la rassicurazione di Mario Monti diventa veramente credibile in quanto viene rafforzata da un curriculum impegnativo. E come se avessimo bisogno di una governate baby-sitter, chiediamo il curriculum, ed il candidato ci dicesse: "ho lavorato per Jack lo squartatore", quale migliore referenza potevamo avere per il bene di nostro figlio?

Possiamo solo sperare in un intervento dello "spirito santo", anche se ultimamente è molto latitante, che incontri monti sulla via di damasco, e facendolo cadere di cavallo, gli tuoni "perché li perseguiti?", ma poiché buona parte di "incenso" sta nel "neo eletto governo" crediamo che tale intervento divino non abbia a divenire, rafforzando la nostra idea di ateismo, sarà pure meglio salvare un singolo che un intero popolo.

Sicuramente siamo in un momento storico in cui, per citare il sociologo Bauman c'è un "collasso della immaginazione collettiva" nel popolo delle società occidentali ed una delegittimazione continua e progressiva dei governi ad occuparsi del collettivo (res pubblica), c'è un progetto di abbandono del socialismo reale delegando tutto al liberismo capitalistico innescato da Regan e Thaccher già venti anni fa. Tale filosofia politica economica ha fatto si che il "mercato" (finto colpevole) dominasse ogni forma di progetto di economia umana e del territorio a favore del puro e solo profitto.

I cambiamenti che ci aspettano sono enormi e partono da una improcrastinabile "rivoluzione culturale", il nostro primo problema è che non riusciamo più ad immaginarci un futuro diverso. È necessario comunicare a ragionare in termini di "manutenzione del mondo" (gestire al meglio quello che c'è, territorio, case, cultura, persone formazione, ricerca) basta rincorrere il PIL figlio di una rivoluzione industriale, che ormai è morta e sepolta. Il PIL è il più grande alibi, per alimentare l'economia dell'interesse sulle monete debito, ossia togliere ricchezza a chi la produce (il popolo) e trasferirla solo a chi emette moneta o a chi è già ricco. Le nuove economie dovranno necessariamente essere antropocratiche (N. Bellia), ECOIDEE (la prima bonifica deve essere fatta nei nostri cervelli), dovranno essere economie locali, economie biologiche, economie piccole e di territorio, con bioenergie (smart grid), eco-conomie, economie dell'artigianto e dell'arte, decrescita, ecoenergie, risparmio energetico, monete locali e sopratutto sovrane e di proprietà del popolo, bonifica della pattumiera mondo ecc. (manca lavoro? Se solo ci fosse la volontà politica e la moneta di proprietà del popolo "G. Auriti"!!!).

Tutto questo prevede che ci sia una nuova generazione di persone a governare e non certo gli stessi che vogliono risolvere problemi che loro stessi hanno creato. Il futuro è oltre, non certo in questa gerontocrazia di bare e morte bancaria che ci governa.

La nonna Maria di 92 anni che ha cresciuto due figli e li ha fatti laureare con sacrifici ma sono stati appena licenziati e nonno Gianni di 87 ex metalmeccanico fermo su una sedia per i turni che ha sostenuto per vivere, non avendo più la tripla "A" dovranno vedersi decurtata la pensione senza discussione; purtroppo non sono "credibili" ammazziamoli perché sono solo un peso per l'economia di mercato. Quanto deve durare questa follia bestiale?

Giuseppe Turrisi

mercoledì 9 novembre 2011

"Come si forma il debito pubblico?" - Risposta non c'è o forse chi lo sa.. racchiusa nel vento sarà....

La spiegazione di Einstein è che..."


Scrive una signora per avere ragguagli su come si forma il "debito pubblico", in riferimemnto all'articolo: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/11/08/sovranita-monetaria-ceduta-alle-banche-e-truffa-del-debito-pubblico-svelate-con-parole-semplici/

Domanda: “Caro Paolo D'Arpini... Ho iniziato a leggere l'articolo ma mi sono fermata dopo poco, scusa, sarà semplice (che non é)... Comunque mi faccio delle domande semplici, queste si e te le faccio a te: va bene, il sistema monetario mondiale é assurdo, ingiusto e inevitabilmente porta ad un accumulo del debito da parte degli stati. Ma se questo sistema vige da (.... dal 1971? non ho capito bene questo), come mai che in questo periodo c'è questa crisi, pure questa mondiale ma che stringe al collo in particolare certi paesi più di altri? In cosa hanno "peccato" questi paesi? E' perché in Italia, ad esempio, il bilancio fra gli introiti (tasse) e le spese (pubblico) é sempre in deficit e quindi per colmarlo il paese deve chiedere sempre più moneta a debito? Ma se in Europa abbiamo scelto di stare e di starci con la moneta unica, non era il caso di pareggiarsi in quanto alle spese ed alle entrate? In Germania si parla di abbassare le tasse, anche se l'economia tedesca pare sia in difficoltà. Il debito pubblico italiano aumenta sempre, é per questo che si parla sempre del PIL che deve aumentare? Perché così, con le tasse in più che si pagherebbero, si può cercare di coprire il debito?”

Mia rispostina: "Cara..., mi fai delle domande molto importanti alle quali però non posso risponderti... Chissà se qualcuno fra gli amici "esperti" in economia potrà farlo?"

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Risposta di Orazio Fergnani:
Una volta, attorno agli anni cinquanta, quando Einstein andava in giro per confernze, come sempre alla fine delle sue kilometriche dimostrazioni per spiegare la teoria della relatività…..aveva accettato di dialogare col pubblico….. e una signora della nuova borghesia si alzò su e disse : "Professore in parole povere potrebbe spiegarci la sua teoria?"

Ed Einstein …: "Chi potrebbe spiegare a qualcuno che non conosce, il campo, il grano, la farina, e tutti gli altri elementi che ruotano loro intorno …. Come si può preparare un plumkake?.... A lei in realtà basta sapere che il plumkake è buono e vale la pena di essere mangiato!!!!"

Alla sig.ra in questione io rispondo allo stesso modo ….. : "Come posso spiegare, a chi non ha la minima idea di quello che è in discussione….. i 50 secoli di storia della cultura, dell’economia, della politica che tutte si sono svolte/evolute per mezzo della moneta e che ci hanno portato alla fine del percorso a sentirmi ora porre questa domanda????"

L’unica possibile risposta, come fece Albert Einstein, è che la sig.ra sappia che la moneta, se ben amministrata, è una cosa buona e la si può usare convenientemente e soddisfacentemente……

A lei questo basta sapere!!!

Vuolsi così colà dove si puote / ciò che si vuole, e più non dimandare.

Laudetur Semper. Orazio Fergnani
oraziofergnani@tiscali.it

...................


Altra risposta, più congrua e comprensibile, di Casimiro Corsi:

Per farla breve, altrimenti dovrei scrivere molto, le banche prestano il capitale a interesse ma gli interessi non esistono e quindi dovrai richiedere un prestito per rimborsare gli interessi.

Secondo punto è che una nazione piu' produce beni e servizi e più si indebita questo perche' cio' che rende possibile gli scambi fra i cittadini e' lo strumento moneta la cui creazione e' detenuta in regime di monopolio dalle banche, centrali e commerciali.

Quindi se i cittadini di uno Stato anno producono maggiori beni e servizi per un valore di 1000 euro lo Stato dovrà procurare presso i banchieri pagando un interesse di altri 1000 euro in banconote da mettere nel mercato per far scambiare i beni.

Se saranno di meno avremo deflazione cioe' i beni rimangono invenduti perche' non c'è la moneta per scambiarli, come ora.

Se saranno di più avremo inflazione cioè un eccesso di moneta rispetto ai beni presenti sul mercato che porterà ad un aumento dei prezzi.

Questa, per inciso, è la vera inflazione e non quella raccontata dagli "economisti" in televisione dovuta al tempo cattivo, all'incendio dei pozzi petroliferi, agli scioperi e cosi' via. Questa è una variazione dei prezzi dovuta alla legge di mercato che se cala l'offerta i prezzi aumentano e viceversa se aumenta.
A lungo andare il Debito strozzera' gli Stati. La Grecia è la prima ma gli altri non sono esenti.

Circa il 15 agosto del 1971 posso dire che quello è stato il giorno in cui si è scoperto il grande inganno grazie a Nixon che rese il dollaro inconvertibile con l'oro.

A quei tempi i banchieri racconatavano che il denaro era loro perchè l'oro che lo garantiva era loro ma dopo la fine della convertibilità in oro del dollaro senza nessun terremoto per il dollaro si ebbe la conferma che il valore al denaro non e' dato dall'oro dei banchieri ma dall'accettazione dei cittadini.

Per questa operazione Nixon pagò rimanendo coinvolto nello scandalo Watergate.

Spero di essere stato chiaro in poche righe.

Ciao, Casimiro
casimiro.corsi@gmail.com

.................


Risposta di Giuseppe Turrisi:

Caro Paolo per rispondere seriamente a queste domande ci voglino almeno 4 ore e la conoscenza di alcune fondamentali che se si leggessero tutte le nostre elugubrazioni sarebbero già di bagaglio culturale.e spazzerebero via già certi dubbi.... Voler capire subito e di colpo (faccio l'esempio con la matematica) gli integrali senza aver fatto prima le deirvate e prima i limiti e prima ancora l'algebra e prima ancora l'aritmetica non è facile..... poiche mancano i preliminari..... ma poichè non provarci a spiegare è comunque un torto ci provo..........

Lettera: “...Ho iniziato a leggere l'articolo ma mi sono fermata dopo poco, scusa, sarà semplice (che non é)... Comunque mi faccio delle domande semplici, queste si e te le faccio a te: va bene, il sistema monetario mondiale é assurdo, ingiusto (La moneta è uno strumento, è lo strumento per eccellenza per gestire il valore che però è sempre dell'uomo, tale strumento messo in mano sagge fa la crescita dei popolo messo in mano degli usurai determina, dominio, stermino, classismo e povertà) e inevitabilmente porta ad un accumulo del debito da parte degli stati (qualunque sistema applichi gli interessi è destinato matematicamente ad andare in debito, la signora deve capire che se guadagna 1000 euro al mese e ne spende 1200 va in debito per forza di 200 euro al mese, perchè spende più di quanto produce, immagina poi se perde anche il lavoro e rimane con il mutuo da pagare. Senza entrare nella differenza dei sistemi credito e debito, parlo del sistema attuale, finchè la produzione tirava (crescita- PIL) la macchina economica dello stato girava e si potevano parzialmente pagare gli interessi che la moneta debito faceva maturare, quando la crescita è scesa allo 0,5 il debito si è fatto più presente(1980 miliardi).

Ma se questo sistema vige da (.... dal 1971? non ho capito bene questo), come mai che in questo periodo c'è questa crisi (le crisi non vengono a caso sono cicliche e programmate qualche studioso le ipotizza orientativamente ogni 7 anni e servono proprio a recuperare il gap tra debito e credito o con veri e propri espropri o con guerre), pure questa mondiale ma che stringe al collo in particolare certi paesi più di altri? (il fatto che alcuni stati piuttosto che altri sentano la crisi dipende da molti fattori tra cui: la quantita di azioni che si posseggono della BCE, Germania, Francia ed Inghilterra sono i maggiori azionisti, avendo più azioni hanno, più interessi e quindi più guadagni ossia più liquidità e potere di acquisto quindi possono comprarsi i titoli di stato dei paesi più deboli, poi ci sono le mosse speculative che sono un altro danno) In cosa hanno "peccato" questi paesi? (questi paesi hanno peccato nell'aver delegato alla classe politica ignorante venduta e cameriere di aderire ai trattati Maastrich e Lisbona a cuor leggero senza il consulto popolare, di contro il popolo è per natura deresponsabilizzato e non gli va di studiare e conoscere ma solo di guardare il grande fratello).

E' perché in Italia, ad esempio, il bilancio fra gli introiti (tasse) e le spese (pubblico) é sempre in deficit e quindi per colmarlo il paese deve chiedere sempre più moneta a debito? (L'euro non è una moneta sovrana ma una moneta debito per giunta senza controllo di nessuno stato, l'euro è uno strumento di espropriazione di patrimonio pubblico e privato dove il costo dell'esproprio e pure a carico dell'espropriato, più euro si usano e pi ci si indebita, la risposta è sempre la stessa se la BCE emette 100 euro e li presta allo stato italiano con il tasso di sconto del 2% e lo stato li mette in circolazione in italia ...la gente li spende ma alla fine dell'anno (ammesso che tutto sia lineare cosi come lo dico, ma non lo è) lo stato le riprende indietro attraverso le tasse sono sempre 100 euro... ma la BCE ne vuole 102 (100+il 2%) quindi il debito (spese +interessi) saranno sempre sempre sempre maggiori delle tasse). Ma se in Europa abbiamo scelto di stare e di starci con la moneta unica, non era il caso di pareggiarsi in quanto alle spese ed alle entrate? (in Europa non abbiamo scelto di entrarci ci hanno obbligato:, con mille modi, plagio, lavaggio del cervello per farci credere che l'euro ci salvava dalla inflazione, colpi di mano leggi approvate di nascosto ecc, per quanto riguarda il pareggio di bilancio ho già risposto con la moneta di un terzo matematicamente non può esserci mai in quanto la quota di interessi che si deve riconoscere annualmente alla BCE è liquidità in meno che gira nell'economia della nazione ed ogni anno il buco è sempre più grande e la liquidità sempre meno quindi il bilancio in pareggio senza moneta sovrana è pura fantascenza).

In Germania si parla di abbassare le tasse, anche se l'economia tedesca pare sia in difficoltà (la Germania lo potrebbe fare in quanto l'euro è maggiormente suo e poi perchè guadagna sul nostro debito, infatti parte degli 87 miliardi l'anno che l'Italia paga alla BCE (non conteggiando gli interessi sul money suplay ) vanno proprio alla banca centrale tedesca. Il debito pubblico italiano aumenta sempre, é per questo che si parla sempre del PIL che deve aumentare? (Tecnicamente a detta degli "economisti di sistema" se i punti percentuale del PIL son uguali o maggiori del tasso di sconto si andrebbe in pareggio ma questo solo e sempre sulla carta perche questa equazione è smentita da tutto il resto (signoraggio secondario, derivati, speculazioni ecc).

Perché così, con le tasse in più che si pagherebbero, si può cercare di coprire il debito?” (Le tasse in più in questo sistema servono solo a pagare più interessi ai banchieri, una certa area di sinistra compreso Di Pietro, ma anche centro e destra, continua a propagandare che se si pagano le tasse... si hanno più introiti per incominciare la crescità questa è una megastronzata se non per una percentuale ultra piccolissima, difatto se si vuole arrivare al pareggio di bilancio servono 1980 miliardi che non esistono, faccio notare che una manovra di appena 55 miliardi ha messo in soquadro il paese ed è servita solo a pagare gli interessi agli usurai mentre per la crescita non ci saranno soldi veri ma solo strumenti tecnici.. tipo sgravi, agevolazioni, riduzioni di iva e sciocchezze di questo genere).

Spero di essere stato esaustivo (mancano un sacco di considerazioni e note omesse per brevità).

con Stima, Giuseppe Turrisi

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Commento a Giuseppe Turrisi di Antonio Pantano

Gentile Turrisi,
a sua lamentela circa il profluvio di parole che i suoi sodali spendono su un "fondamentale" della esistenza umana, propongo "due parole", anche se nei miei "incisi" (oltre che i numerosi miei testi diffusi e pubblicati, in uno con Giacinto Auriti, cui diedi conforto - senza appropriarmi con "copia/incolla" come fanno i nuovi arrivati negli ultimi 10 anni!) già spiegai, e, certamente, mai lei li lesse.
Lei cita l'esempio di chi, "guadagnando" 1000, spende 1200.
Ma trascura ciò che è "a monte" e i suoi sodali NON CONSIDERANO.
I "1000", se si appartenesse ad uno Stato VERO e GIUSTO, in origine potrebbero essere 2000. Ma sono solo 1000 perché "a monte" i furfanti del potere, asserviti agli USURAI, hanno sottratto VALORE. E ciò fanno almeno due volte. Prima della percezione all'individuo che poi dovrà spendere, con "sottrazione di oltre il 90% del valore". E poi, durante la spesa, col permettere che ciò che si acquista valga (cioé : costi) il 400% del giusto.
TUTTO QUI!
Cordialità : Antonio Pantano


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Commento al commento di Antonio Pantano di Roberto Ficini:

Giusto e vero ciò che dice Pantano, ma complicato da capire per chi pone certe domande... comunque c'è da notare come l'economia segni flessioni e picchi nell'arco della giornata, come se il "valore Italia" con le sue industrie, commerci, beni evvia dicendo potesse cambiare valore in così breve tempo; e quì è dimostrato che il lavoro e l'operosità umana non conta nulla, quello che fa testo, che fa economia è oggi la finanza speculativa, alla quale tutti i governi si assoggettano e adottano misure lesive per la specie umana ma salutari per salvare e finanziare questa banda di ladroni.

Sempre sia sovrano il popolo!
Roberto Ficini

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Risposta aggiunta di Giovanni Passali:

Salve a tutti,
credo che una risposta seppur sommaria, debba essere data, almeno per demolire una serie di luoghi comuni e iniziare a comunicare dei criteri per un nuovo giudizio sulla crisi economica.
La prima cosa da capire è che questa crisi ha tanti aspetti, ma la radice è monetaria, si tratta di una crisi monetaria.

Oggi noi facciamo fatica a comprenderlo perché sostanzialmente non abbiamo capito cosa è la moneta. E dopo aver compreso cosa è la moneta, occorre pure tener presente il funzionamento dinamico dell'economia e della finanza, delle quali viene data sempre una immagine statica, come una fotografia, mentre si tratta sempre di azioni e di comportamenti che si svolgono nel tempo, e che non hanno bisogno di una fotografia, ma di uno strumento che ci indichi la direzione, in modo da capire, o per lo meno intuire, la direzione che stiamo prendendo.

Con questo voglio dire che non c'è stata, come dicono alcuni personaggi che vanno spesso in tv, una interpretazione o una comprensione non precisa della finanza o di certi meccanismi (in questo caso, con una modesta correzione torna tutto a posto), ma una comprensione completamente sbagliata. Occorre cambiare tutto!

Veniamo alla prima domanda, per esempio.

> Ma se questo sistema vige da (.... dal 1971?
> non ho capito bene questo), come mai che in questo periodo c'è questa crisi,
> pure questa mondiale ma che stringe al collo in particolare certi paesi più
> di altri? In cosa hanno "peccato" questi paesi?

Non hanno peccato in nulla, almeno nulla di particolare rispetto agli
altri paesi. Il fatto di dire che la Grecia in passato ha truccato i conti è solo
fumo negli occhi, perché il sistema monetario e finanziario attuale è insostenibile, e matematicamente fa fallire sempre il più debole del gruppo.
In altre parole, se la Grecia fosse stata meno sprecona, allora sarebbe in crisi il Portogallo, o qualche altro paese: ma a livello globale la crisi sarebbe la stessa.

Del resto, che un piccolo paese come la Grecia riesca a mettere in crisi l'intera economia mondiale si spiega solo in un modo. La grande speculazione ha capito una semplice e profonda verità: se una mela è marcia, allora quasi sicuramente tutto il cesto di mele è marcio. Il problema non è nella Grecia, il problema è nella moneta euro. La Grecia sta solo in Grecia, ma l'euro lo abbiamo tutti in tasca. E la cosa grottesca è che tutti si affannano a risolvere il problema della Grecia, ma il problema è dall'altra parte, il problema è l'euro, che come moneta è incapace di salvare la Grecia e sostenere la loro economia.

Il problema è che una vera moneta non è debito, non può essere solo
debito, come è l'euro oggi.

Una vera moneta NON DEVE ESSERE SOLO DEBITO per due motivi fondamentali:

1. è immorale, è un furto nei confronti dell'intera popolazione
costretta ad utilizzare quella moneta dalle leggi sul corso forzoso
(in questo senso è corretto dire che il popolo viene ridotto in
schiavitù); di fatto, la moneta viene sottratta al popolo (allo
stato), e poi "rivenduta" allo stesso, creando un debito che non
dovrebbe esistere;

2. il sistema è inefficiente per definizione, da un punto di vista
matematico e finanziario; il sistema non è sostenibile: riesce ad
andare avanti solo per un certo tempo, gonfiando i debiti del sistema
fino a livelli insostenibili.

Seconda domanda.
> E' perché in Italia, ad
> esempio, il bilancio fra gli introiti (tasse) e le spese (pubblico) é sempre
> in deficit e quindi per colmarlo il paese deve chiedere sempre più moneta a
> debito?

Questa affermazione non è vera, se non si tiene conto del pagamento degli interessi su un debito che non dovrebbe esistere. E non si tratta di poca cosa. Sono 80 miliardi (in crescita!) ogni anno, tutti gli anni. Una cifra enorme, se cumulata negli anni.

E si tratta pure di una spesa a perdere, al contrario di altre spese. Un aumento di spesa per le pensioni, per esempio, danno una maggiore capacità di spesa agli anziani, che si rifletterà in un crescita dei consumi e quindi in maggiori entrate per lo stato. In questo senso, una qualsiasi spesa dello stato porta un beneficio indiretto alle casse dello stato. Tranne la spesa per gli interessi, che sparisce
nelle tasche delle banche e poi nei mercati finanziari.

Terza domanda.
> Ma se in Europa abbiamo scelto di stare e di starci con la moneta
> unica, non era il caso di pareggiarsi in quanto alle spese ed alle entrate?
> In Germania si parla di abbassare le tasse, anche se l'economia tedesca pare
> sia in difficoltà. Il debito pubblico italiano aumenta sempre, é per questo
> che si parla sempre del PIL che deve aumentare? Perché così, con le tasse in
> più che si pagherebbero, si può cercare di coprire il debito?”

Pensare di pareggiare il debito (o soltanto contenerlo) aumentando il Pil è una balla colossale. Non esiste nella storia dell'economia un solo caso serio nel quale un paese abbia contenuto il debito, aumentando il Pil.
Per aumentare il Pil occorre aumentare non solo la produzione, ma anche la quantità di moneta in mano ai consumatori, necessaria per acquistare la maggiore produzione. Ma in un sistema in cui la moneta è solo moneta-debito, una maggiore quantità di moneta farà aumentare il debito del sistema stesso.
Così, il primo vagito di un aumento del Pil è un aumento del debito.
Al contrario di quanto viene detto da tutti i commentatori sui media.

Allo stesso modo, ovviamente non è possibile pagare il debito con le tasse, poiché né stato né contribuenti possono creare moneta, come fanno le banche. Se aumentano le tasse e lo stato paga il debito (o solo gli interessi), poi vi saranno meno soldi in mano ai consumatori, meno spesa e quindi meno entrate per l'Agenzia delle Entrate.

Se anche, per ipotesi fantastica, tutto il denaro circolante fosse consegnato per pagare il debito, dal giorno dopo dovremmo tornare a indebitarci sulla moneta per far ripartire l'economia (l'alternativa è il baratto, vuol dire la distruzione dell'economia).

Anche i freddi numeri smentiscono questa possibilità: non si paga un debito con un flusso (il Pil è un flusso di denaro in una quantità di tempo, in un anno): il debito si paga con una quantità di denaro. E la quantità di denaro circolante in Italia è di circa 140 miliardi (tutte le banconote), mentre il debito è di circa 1.900 miliardi.

La vera alternativa è la moneta di stato, come nel North Dakota: non a caso l'unico stato degli Usa che, senza particolari risorse naturali, non ha debiti.

In una famiglia, dove vi sono entrate certe e spese gestibili, il taglio dei costi è un sistema che può funzionare per far quadrare i conti. Ma lo stato si trova in una condizione opposta, con spese certe (per i servizi) ed entrate incerte (dipendono dall'andamento dell'economia); allo stato non possono essere applicati quei principi di buon senso che si applicano ad una famiglia. Si può arrivare al disastro.

Non ho ancora detto che cosa sia la moneta. Ma una cosa è chiara: una vera moneta non può essere debito, poiché il compito di una vera moneta è anche quello di rispecchiare il valore dei beni, di rappresentare il valore delle cose reali, della realtà. E abbiamo moltissime cose reali che non sono debito. Il sole, il vento, la pioggia, il mare, la luna, le stelle e tantissime altre cose non sono
debito per nessuno. Sono beni disponibili per tutti e di cui tutti noi usufruiamo, senza che sia debito per nessuno, senza che vi sia una sottrazione di beni per qualcun altro.

Se ritenuti interessanti, ulteriori approfondimenti sulla natura della moneta, sul funzionamento dell'economia e sulla dinamica di questa crisi possono essere dati in apposite lezioni/incontri opportunamente organizzati. Da quest'anno ho già tenuto alcuni di questi incontri, sembra con grande soddisfazione di chi vi ha partecipato.

Giovanni Passali

"Il mistero sulla moneta.. continua!?"