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domenica 20 novembre 2011

Giuseppe Turrisi: "Il collasso di ogni immaginazione sociale e la follia che diventa politica...."

"Mummie bancarie ci governano" (Saul Arpino)

Con l'avvento di internet stare dietro la notizia è sempre più difficile, stiamo vivendo un cambiamento epocale ma sicuramente la massa, non riesce a percepire questo ribollire di evoluzione ne tanto meno riuscirà a gestirlo tanto è stata plasmata e programmata a subire ogni tipo di "ordine".

Gli dicono che c'e la crisi, e ci credono, gli dicono però di comprare l'ultimo microonde ed in venticinquemila prendono la macchina intasano il raccordo e vanno a comprare qualcosa che magari neanche gli serve, e non basta la comprano pure a rate!!!.

Con questo tipo di popolazione una coscienza popolare per il riscatto della dignità per guidare il momento storico non ci potrà mai essere, se poi a guidare (si fa per dire) lo fanno direttamente i servi della speculazione, allora sarà un momento che si processerà nel peggiore dei modi possibile. La colpa però non è solo del popolo (che di sovrano non ha più niente) ma sopratutto di chi lo ha governato, che distruggendo ogni giorno di più l'istruzione di stato (e sponsorizzando solo quella per la elite) e lasciando ai "media" ( in mano al liberismo) il compito di creare "cultura" (chiamarla cultura naturalmente è un ossimoro) il risultato non può che essere quello che vediamo sotto gli occhi di tutti. Idee carta velina, vite fotocopia, speculazione chiamata politica, persone con il cervello in affitto, anime quasi inutili formate a distruggere se stessi e ciò che li circonda, che sprecano aria e pure il metro quadrato di terra su cui vivono.

La conoscenza fa sempre la differenza e "loro" lo sanno bene, infatti i ricchi ed i potenti investono per i loro figli, enorme denaro, proprio perché dalla "conoscenza viene fuori la potenza", l'ignoranza "del popolo" crea invece potere (S. Agosti).

In uno stato ormai commissariato dal potere bancario, anche se Mario Monti ci ha rassicurato "totalmente" che non è così, quale prospettive abbiamo di un vero socialismo e di una vera uguaglianza, assolutamente nessuno, il potere unico mondiale avanza inesorabile schiacciando ogni forma di democrazia, vedrete che ci toccherà rimpiangere ciò che credevamo peggio? (ma calma, Monti ci ha rassicurato!! e anche "totalmente"). Il popolo cosi formato non solo non saprà mai utilizzare il giocattolo difettoso della democrazia (inventato dai banchieri), ma neanche comprende quando il patrigno (governo monti) ci toglie il giocattolo e ci mette in punizione a fare i compiti (stringere la cinghia = leggasi abbassare i pantaloni, mutande e posizionarsi a 90° a favore di vento/banchieri).

La terapia del terrore e della paura ha funzionato, nella psicologia del bisogno di sicurezza (tra i bisogni primari della natura umana) nella ignoranza della gente ha generato la rassegnazione (sociologia dell'insicurezza) della delega, più ti senti incompetente più ti affidi a "chi ci capisce di più", anche se la delega a Monti ha sicuramente motivazioni che vanno "oltre l'ignoranza" (nel senso di ignorare) di Napolitano e di tutto il parlamento che lo vota e lo voterà, figuriamoci i milioni di ignoranti ed inconsapevoli che li hanno votati (sempre nel senso di ignorare fatti e curriculum).

La strategia del potere finanziario si ripete come un gioco di squadra, film (ansi storia) già visto, già era successo nel 1992, ma mentre allora avevano lasciato fare ai politici (andreatta, prodi, amato, ecc, le lettere in minuscolo sono d'obbligo) adesso come dice l'amico Avv. Marra c'è una novità, ossia si sono esposti direttamente, infatti sia in Grecia che in Italia hanno (casualmente) messo direttamente un "uomo di estrazione bancaria pura" (anche se ci ha "rassicurato totalmente", ricordiamocelo per favore!!!!). Perché mai gli speculatori che non hanno mai un nome, attaccano l''Italia? Nella ignoranza del popolo l'idea diffusa che inculcano e che tutti credono (pensate che ci crede pure Bersani) è che l'Italia è debole e non è credibile!!! (urca), ora riflettiamo quale cane o meglio "iena" si avventerebbe su un osso spolpato invece che su una coscia polposa? Altro che deboli e non credibili questa è solo propaganda per preparare la svendita del Patrimonio di Stato.

Tutto fa parte sempre e solo della stessa tecnica, farti credere che hai un problema o peggio "crearti un problema ad hoc" al fine di importi la "loro soluzione" che hanno già nel cassetto. Ma è lo stesso film visto quando Soros nel 1992 fece un attacco speculativo alla lira, per indurci la paura del fallimento, per spingerci a passare all'euro che sarebbe stata la "nostra grande soluzione" a tutte le inflazioni e tutti gli attacchi speculativi (ma dai!!! pensate che c'è ancora qualcuno che crede che l'euro sia stata la nostra slavezza, tanto è stata la programmazione mentale), peccato che quella era solo l'anticamera delle future truffe ai danni dei cittadini europei e italiani. Infatti mettendoci l'euro in casa, senza che i popoli europei conoscessero il vero meccanismo dell'emissione dell'euro (a debito) e sopratutto i proprietari della BCE e lo statuto della BCE, di fatti ci siamo portati in casa il cavallo di troia, e adesso stanno uscendo i soldati ad incendiare la città (Grecia, Spagna, Italia, ecc).

Ci hanno fatto credere che "qualcuno" ci poteva rubare!! e ci siamo fatti cambiare la serratura proprio dal ladro. Adesso subbiamo gli attacchi (speculativi chissa da chi!!!??) a Finmeccanica (per dirne solo una) affinché la gente pensi che la soluzione sia svendere il patrimonio pubblico e cosa pensate che faccia il sig. Mario Monti (casualmente eletto senatore, causalmente incaricato da Napolitano, casualmente consulente della Goldman Sachs) ma che ci ha rassicurato "totalmente" che non sta con i poteri forti?? Svenderla al prezzo più basso!!! (oltre la truffa anche il danno) ed il gioco di squadra si chiude....anzi continua!!!!!!!!.

Se la gente conoscesse che la società per cui era consulente il signor Mario Monti (ma anche Prodi, Letta e Draghi) è stata indagata in America per aver venduto titoli "futures" agli americani e poi averci pure scommesso sopra che perdevano (si cerchi su google " truffa futures goldman"), che è stata indagata per avere truccato i conti greci, e la Grecia sappiamo in che mani sta (si cerchi su google "conti greci goldman"), che è indagata dallo stesso Stato Italiano per truffa (si cerchi su google "easy credit procura di pescara") be!!! allora la rassicurazione di Mario Monti diventa veramente credibile in quanto viene rafforzata da un curriculum impegnativo. E come se avessimo bisogno di una governate baby-sitter, chiediamo il curriculum, ed il candidato ci dicesse: "ho lavorato per Jack lo squartatore", quale migliore referenza potevamo avere per il bene di nostro figlio?

Possiamo solo sperare in un intervento dello "spirito santo", anche se ultimamente è molto latitante, che incontri monti sulla via di damasco, e facendolo cadere di cavallo, gli tuoni "perché li perseguiti?", ma poiché buona parte di "incenso" sta nel "neo eletto governo" crediamo che tale intervento divino non abbia a divenire, rafforzando la nostra idea di ateismo, sarà pure meglio salvare un singolo che un intero popolo.

Sicuramente siamo in un momento storico in cui, per citare il sociologo Bauman c'è un "collasso della immaginazione collettiva" nel popolo delle società occidentali ed una delegittimazione continua e progressiva dei governi ad occuparsi del collettivo (res pubblica), c'è un progetto di abbandono del socialismo reale delegando tutto al liberismo capitalistico innescato da Regan e Thaccher già venti anni fa. Tale filosofia politica economica ha fatto si che il "mercato" (finto colpevole) dominasse ogni forma di progetto di economia umana e del territorio a favore del puro e solo profitto.

I cambiamenti che ci aspettano sono enormi e partono da una improcrastinabile "rivoluzione culturale", il nostro primo problema è che non riusciamo più ad immaginarci un futuro diverso. È necessario comunicare a ragionare in termini di "manutenzione del mondo" (gestire al meglio quello che c'è, territorio, case, cultura, persone formazione, ricerca) basta rincorrere il PIL figlio di una rivoluzione industriale, che ormai è morta e sepolta. Il PIL è il più grande alibi, per alimentare l'economia dell'interesse sulle monete debito, ossia togliere ricchezza a chi la produce (il popolo) e trasferirla solo a chi emette moneta o a chi è già ricco. Le nuove economie dovranno necessariamente essere antropocratiche (N. Bellia), ECOIDEE (la prima bonifica deve essere fatta nei nostri cervelli), dovranno essere economie locali, economie biologiche, economie piccole e di territorio, con bioenergie (smart grid), eco-conomie, economie dell'artigianto e dell'arte, decrescita, ecoenergie, risparmio energetico, monete locali e sopratutto sovrane e di proprietà del popolo, bonifica della pattumiera mondo ecc. (manca lavoro? Se solo ci fosse la volontà politica e la moneta di proprietà del popolo "G. Auriti"!!!).

Tutto questo prevede che ci sia una nuova generazione di persone a governare e non certo gli stessi che vogliono risolvere problemi che loro stessi hanno creato. Il futuro è oltre, non certo in questa gerontocrazia di bare e morte bancaria che ci governa.

La nonna Maria di 92 anni che ha cresciuto due figli e li ha fatti laureare con sacrifici ma sono stati appena licenziati e nonno Gianni di 87 ex metalmeccanico fermo su una sedia per i turni che ha sostenuto per vivere, non avendo più la tripla "A" dovranno vedersi decurtata la pensione senza discussione; purtroppo non sono "credibili" ammazziamoli perché sono solo un peso per l'economia di mercato. Quanto deve durare questa follia bestiale?

Giuseppe Turrisi

giovedì 11 agosto 2011

La moneta locale e la funzione della Cina nella politica economica globale


"Ritorno alle comunità locali solidali, unica alternativa possibile nel crollo consumista" (Saul Arpino)


Moneta globale e monete locali

Dietro il caos finanziario di questi giorni ci sono i grandi fondi speculativi che colpiscono l'euro per salvare il dollaro. La battaglia per un nuovo ordine monetario è avviata. Perché non pensare a monete locali da affiancare all'euro?

Perché la speculazione finanziaria si è accanita nei confronti dei paesi del sud Europa? Perché non ha attaccato il Giappone, per esempio, che ha un debito pubblico pari a due volte il Pil? Oppure il più grande debito pubblico del mondo, quello a stelle e strisce? E ancora: se è vero che grandi banche Usa posseggono titoli di Stato dei Piigs (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna), quale interesse hanno a vedere fallire questi Stati?

Cerchiamo di fare un po' di chiarezza in mezzo al panico finanziario che sta buttando nell'angoscia, anticamera della disperazione, decine di milioni di cittadini europei.

Dobbiamo ricordare che pochi e potenti hedge fund (fondi speculativi) - quelli di Soros, Paulson, ecc - controllano un flusso di denaro impressionante e indirizzano la grande speculazione quanto i piccoli risparmiatori. Come avviene in politica, così nel mondo nella finanza sono pochi opinion leader che determinano le scelte della maggioranza (dei votanti quanto degli investitori/speculatori). Ora, si dà il caso che proprio i grandi fondi speculativi hanno i loro asset in dollari e che abbiano avuto un terrore infernale quando nell'autunno 2008 il dollaro stava crollando, soprattutto rispetto all'euro.

Oggi, questi signori come Soros, spesso impegnati nella beneficenza o nel finanziamento di movimenti per la democrazia e i diritti umani, hanno un forte interesse a vedere una riduzione del valore dell'euro rispetto al dollaro. In questo senso si può dire che hanno un interesse nazionale (statunitense) in un'era in cui il capitale non ha patria né colore politico. D'altra parte, esiste anche la prima potenza al mondo per dotazione di capitali sovrani - la Cina - che teme fortemente una improvvisa caduta del dollaro, dato che detiene una parte consistente dei titoli di Stato americani e che gli Usa costituiscono ancora un mercato rilevante per le loro esportazioni.

In breve: il sistema monetario internazionale, fondato sul dollar standard, cioè su una valuta nazionale diventata moneta di riserva internazionale, è entrato irreversibilmente in crisi, ma non è chiaro come e quando verrà sostituito. Per la verità esiste già un progetto abbastanza definito che è sostenuto dai Bric (Brasile, Russia, India e Cina) che punta a una nuova moneta di riserva internazionale, il cui valore verrebbe dato dalla media ponderata delle valute più forti. Insomma, una sorta di Ecu degli anni '90, una moneta virtuale che serva come unità di conto per gli scambi internazionali. Ovviamente gli Stati Uniti sono assolutamente contrari e si batteranno fino in fondo per evitare di perdere il "signoraggio del dollaro", cioè il privilegio di emettere cartamoneta a volontà, e quindi permettersi di farsi finanziare - come hanno fatto dalla metà degli anni '70 a oggi - il disavanzo della bilancia commerciale dal resto del mondo. Secondo alcune stime, per riportare in pareggio la bilancia commerciale Usa il popolo nordamericano dovrebbe ridurre i propri consumi del 30-35% e svalutare di almeno altrettanto il dollaro. Quale presidente o governo Usa potrà accettare questa "decrescita infelice"?

Pertanto, assisteremo per diversi anni al braccio di ferro tra il governo Usa e le altre potenze economiche mondiali prima che si arrivi a un accordo per un nuovo ordine monetario internazionale fondato su una moneta "globale" che non appartiene a nessuno stato o confederazione di stati. Il consolidamento o lo sfaldarsi dell'area euro potrà accelerare o frenare questo processo, essendo la seconda valuta forte al mondo in questo momento, fino a quando il governo cinese non abbandonerà il controllo politico sulle quotazioni dello yuan renminbi.

Proprio la Cina ha in mano le carte giuste per vincere la partita e decidere tempi e modalità di questa transizione, attraverso una riduzione progressiva degli investimenti in titoli di stato a stelle e strisce, una riduzione dell'export diretto in nordamerica ed un aumento dei consumi interni. Come è nello stile dei governi cinesi, il colpo finale al dollaro sarà assestato solo quando arriverà il momento giusto per farlo, ma preparando fin da ora l'alternativa.

La fine del dollar standard non è un incidente di percorso o un mutamento tecnico nella sfera monetaria, ma segna materialmente la fine dell'egemonia Usa sul mondo. Anche la via della "guerra permanente" che finora ha mantenuto artificialmente in vita il dollaro non è più praticabile, sia per i costi insostenibili, sia per l'accumularsi di insuccessi clamorosi (dall'Iraq all'Afghanistan e alla Libia).
Il nuovo ordine monetario internazionale che si profila all'orizzonte rappresenta la traduzione simbolica dei nuovi rapporti di forza esistenti nell'economia capitalistica globalizzata, e in qualche modo rappresenta anche un riequilibrio di poteri tra occidente e resto del mondo. Inoltre, con la fine del dollar standard verrà bloccata la continua immissione di liquidità nel sistema finanziario mondiale, causa prima delle "fluttuazioni giganti" , delle crisi ricorrenti e della speculazione sui prezzi dei beni primari che tanti danni sta producendo alle popolazioni più povere, a partire da quelle del sud del mondo. Certo, non basterà a ridurre drasticamente la massa finanziaria che incombe sull'economia reale, stimata come pari a 8-10 volte la ricchezza materiale mondiale, ma è comunque un primo passo.

Altri e più consistenti bisognerà farne in direzione di un obiettivo prioritario per il nostro tempo: disarmare la finanza. Il che significa riprendere in mano la questione dell'uso e del ruolo del denaro, riportare questo strumento alla sua utilità originale di unità di conto e intermediario negli scambi.

Infatti, per garantirsi che questa fase di "transizione monetaria" non si concluda soltanto con una nuova, sia pure auspicabile, moneta di riserva internazionale, bisogna riprendere con forza il tema della sovranità monetaria, a partire dal livello locale. Accanto alla moneta globale e alle monete che governano le mesoregioni in cui andrà ad articolarsi l'economia mondiale, occorre scommettere seriamente sull'uso - già sperimentato da tempo - di monete locali complementari. Vale a dire: per bilanciare il peso e l'egemonia della moneta globale abbiamo bisogno di migliaia di monete locali complementari, a circolazione territorialmente determinata, sotto il controllo dell'ente locale. Questo strumento permetterà, nelle aree più deboli e con enti locali più indebitati, di poter continuare a mantenere in vita servizi essenziali e parti vitali dell'economia locale.

Non si tratta né di utopie neoproudhoniane, né di ritorni ad impossibili regimi autarchici. Si tratta di ridurre la distanza abissale tra il governo del denaro e la vita e i bisogni dei cittadini e dei lavoratori. Per capirci: immaginate se le città della Grecia, i cui bilanci comunali sono ormai ridotte al collasso, potessero usare - accanto all'euro - monete locali complementari per i bisogni essenziali della popolazione, sicuramente il peso dell'iniqua manovra finanziaria governativa sarebbe più sopportabile.

È una questione di vitale importanza che riprenderemo in altra occasione. In questa sede vogliamo solo affermare che la sovranità monetaria, insieme a quella alimentare ed energetica, costituisce uno dei pilastri su cui edificare una «democrazia reale» che oggi esiste solo nei nostri sogni.


Distinti Saluti
Giuseppe Turrisi Salvatore


Tel. 3938424644
e-mail giuseppeturrisi@leonardo.it


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Riferimenti:
Monetalocale-siena mailing list Monetalocale-siena@inventati.org https://www.autistici.org/mailman/listinfo/monetalocale-siena