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mercoledì 22 agosto 2012

La grande crisi... per vedere cosa c'è dietro bisogna guardare avanti.... od all'inverso

Chiaro come l'acqua

Lo scopo di questo articolo è quello di spiegare come una banda di banchieri, riuniti in società più o meno segrete come il Bilderberg, utilizzando uno schema ripetitivo, distruggono le democrazie del mondo, per appropriarsi dei loro beni pubblici ed avere il pieno controllo dell’economia mondiale.

L’arma che questa banda di banchieri utilizza per derubare il mondo non è una bomba atomica, anche se è ugualmente letale, ma un’ideologia: il Liberismo.

Come potete leggere su Wikipedia, il liberismo è una dottrina economica che teorizza il disimpegno dello stato dall’economia (perciò un’economia liberista è un’economia di mercato solo temperata da interventi esterni); Il liberismo fu abbozzato durante la Rivoluzione Francese, si sviluppò ampiamente nel corso dell’Illuminismo scozzese e all’interno della scuola detta “fisiocratica”, ma trovò forse la sua formulazione più compiuta in Inghilterra nel corso del XIX secolo, spinto dalla rivoluzione industriale, dagli studi di Adam Smith.Entrato in difficoltà in seguito alla crisi del 1929 e al diffondersi delle teorie keynesiane e più in generale con il diffondersi di visioni collettiviste, il liberismo ha conosciuto una rinascita negli ultimi anni del XX secolo,intorno al 1980, (neoliberismo) in seguito all’affermazione della globalizzazione e – ancor più – con la rinascita della cosiddetta Scuola austriaca (Carl Menger, Ludwig von Mises, Bruno Leoni,Murray N. Rothbard, Friedrich von Hayek).

Il liberismo afferma la tendenza del mercato (la mano invisibile) ad evolvere spontaneamente verso la struttura più efficiente possibile, che è poi il “mondo migliore” sia per il produttore che per il consumatore. Quindi, per il liberismo il sistema-mercato tende verso una situazione di ordine crescente.

Oggi sappiamo tutti che queste sono sciocchezze, giusto per usare un eufemismo, favolette che la cruda realtà dei giorni nostri ha smentito seccamente. Favolette raccontate, da chi insofferente del primato dello Stato e degli interessi dello Stato al proprio profitto personale si è inventato una teoria senza nessun fondamento razionale (e nessuna esperienza reale); si è inventato una teoria fondata su aspirazioni e desideri di avidi sciocchi, piuttosto che sull’analisi reale delle dinamiche dei mercati.



Ad ogni modo da quando sono comparsi sulla scena mondiale i Chicago Boys, è partita una campagna pubblicitaria a livello planetario delle loro bizzarre idee, che comprendeva anche la diffamazione dell’iniziativa pubblica. E così attraverso film, giornalisti, gente dello spettacolo, politici, intellettuali si è diffusa la falsissima idea che lo Stato fosse un freno al libero sviluppo dell’economia, e che le aziende pubbliche fossero meno efficienti di quelle private; peccato che ancora una volta la realtà dei dati economici odierni, afferma esattamente il contrario: oggi le imprese italiane che hanno una qualche rilevanza internazionale sono solo le due principali aziende ancora controllate dallo stato: Eni ed Enel. Analizzando le performance di tutte le aziende privatizzate dallo stato italiano, si è giunti alla conclusione che le privatizzazioni portano ad un peggioramento della qualità dei prodotti/servizi resi a fronte di un aumento dei prezzi, ad una diminuzione dei posti di lavoro, ad un abbassamento dei salari e della produttività delle aziende; l’unica cosa che cresce è il reddito di chi le possiede. Sono fatti, sotto gli occhi di tutti, eppure si fa fatica a prenderne coscienza, l’incapacità dell’uomo moderno a valutare i fenomeni per quello che sono è dovuta ad uno snaturamento della persona umana che da essere cognitivo e creativo è stata addormentata e limitata ad essere un soggetto meramente percettivo senza una propria capacità critica. Il complesso culturale dice che la neve è nera, e per la stragrande maggioranza delle persone la neve è nera.

Linea discendente

A partire dal 1948 inizia un lungo periodo di sostanziale stabilità fino al 1980 con pochi anche se significativi scostamenti o leggeri slittamenti di tendenza, come quello che si verifica dal 1965 fino al 1980 di moderato declino; dopo di essa, le condizioni di sostenibilità tendono a peggiorare sempre più per tutto il periodo che va dal 1981 fino al 1994; infine, nell’ultimo periodo, dal 1995 si assiste a un miglioramento progressivo dei problemi di sostenibilità che si mantiene fino al 2000, quando tale tendenza si inverte nuovamente e precipita ai giorni nostri.

Cosa è successo tra il 1980 e il 1995 in Italia:
Eliminazione della moneta di stato.Il 16 marzo 1978 Aldo Moro fu rapito e ucciso il 9 maggio successivo da appartenenti al gruppo terrorista denominato Brigate Rosse; subito dopo l’Italia smise di emettere cartamoneta di Stato.

Lo Stato soccombe al capitale.Nel luglio 1981 iniziava, dieci anni fa, un nuovo regime di politica monetaria. Si inaugurava, infatti, il cosiddetto “divorzio” fra Tesoro e Banca d’ Italia: una “separazione dei beni” che esimeva la seconda dal garantire in asta il collocamento integrale dei titoli offerti dal primo.Su iniziativa di Andreatta e Ciampi (appena asceso al soglio di Governatore della Banca d’Italia), la nostra Banca centrale venne esonerata dall’obbligo di acquistare i titoli del debito pubblico che fossero rimasti invenduti in asta. Quell’obbligo, in pratica, significava che lo Stato poteva indebitarsi al tasso desiderato, perché tutti i Buoni del tesoro che i privati non avessero acquistato finivano alla Banca centrale. Era il modo in cui lo Stato “comandava” il capitale monetario. Con il divorzio, invece, lo Stato venne costretto a indebitarsi ai tassi d’interesse correnti sul mercato, i quali giusto in quel periodo schizzavano verso l’alto a causa della svolta monetarista impressa da Paul Volcker all’azione della Federal Reserve, la banca centrale americana. Subito dopo esplodeva il debito pubblico Italiano.

I sindacati dalla parte dei padroni.La Marcia dei 4000 Quadri Fiat: è una manifestazione svoltasi a Torino il 14 ottobre 1980. Migliaia di impiegati e quadri della FIAT scesero in piazza per protestare contro le violente forme di picchettaggio che impedivano loro di entrare in fabbrica a lavorare, da ormai 35 giorni. La manifestazione, secondo l’analisi di molti storici, segnò un punto di svolta nelle relazioni sindacali: il sindacato a breve capitolò e chiuse con un accordo favorevole alla Fiat la vertenza, iniziando una progressiva perdita di potere ed influenza che si protrasse per tutti gli anni ottanta non solo in Fiat ma nel paese.

Congelamento dei salari. Tra il 1984 e il 1992, è abrogata la scala mobile: i governi di Bettino Craxi e Giuliano Amato, con l’accordo degli stessi sindacati; giustificarono l’abrogazione sostenendo che aveva generato un circolo vizioso che contribuiva una continua crescita dell’inflazione. In realtà la scala mobile era uno strumento economico di politica dei salari, volto ad indicizzare automaticamente i salari all’inflazione e all’aumento del costo della vita secondo un indice dei prezzi al consumo. Era cioè uno strumento utile al fine di mantenere inalterato il salario reale dei lavoratori, e dunque il loro potere di acquisto; entrava in azione se l’inflazione cresceva; mentre Craxi, Amato, e i sindacati (e tutta la stampa nazionale) sostenevano che era la scala mobile a creare inflazione, un poco come dire che viene a piovere se esci con l’ombrello. Ludwig von Mises (definito l’incontrastato decano della scuola austriaca economica) sosteneva che, poiché l’aumento salariale non comportava una variazione della base monetaria ma soltanto una riduzione dell’utile delle imprese, che veniva redistribuito ai lavoratori, sia da escludere un legame tra scala mobile e inflazione.

Studio di una Strategia per una privatizzazione selvaggia: II 2 giugno 1992 si svolgeva una riunione semisegreta tra i principali esponenti della City, il mondo finanziario londinese, ed i manager pubblici italiani, rappresentanti del Governo di allora e personaggi che poi sarebbero diventati ministri o direttori generali nei Governi Amato, Dini, Ciampi, Prodi, D’Alema (ma anche Berlusconi, per quanto riguarda la centrale figura di Mario Draghi). Oggetto di discussione: le privatizzazioni. Questa riunione si tenne a bordo del panfilo della Corona inglese, il “Britannia”in navigazione lungo le coste siciliane.In quella riunione si decise di acquistare le aziende italiane e la Banca d’Italia, e come far crollare il vecchio sistema politico per insediarne un altro, completamente manovrato dai nuovi padroni. A quella riunione parteciparono anche diversi italiani, come Mario Draghi, allora direttore delegato del ministero del Tesoro, il dirigente dell’Eni Beniamino Andreatta e il dirigente dell’Iri Riccardo Galli.Gli intrighi decisi sulla Britannia avrebbero permesso agli anglo-americani di mettere le mani sul 48% delle aziende italiane, fra le quali c’erano la Buitoni, la Locatelli, la Negroni, la Ferrarelle, la Perugina e la Galbani. La stampa martellava su “Mani pulite”, facendo intendere che da quell’evento sarebbero derivati grandi cambiamenti. Nel giugno 1992 si insediò il governo di Giuliano Amato. Si trattava di un personaggio in armonia con gli speculatori che ambivano ad appropriarsi dell’Italia. Tutto era pronto e favorevole, bisognava solo trovare un pretesto per convincere l’opinione pubblica italiana che fosse necessario privatizzare. Il pretesto lo crea ad arte George Soros.

Attacco speculativo alla Lira: L’attacco speculativo del settembre 1992, condotto da George Soros, portò ad una svalutazione della lira del 30% ed al prosciugamento delle riserve della Banca d’Italia, che fu costretta a bruciare 48 miliardi di dollari nel vano tentativo di arginare l’attacco speculativo. La crisi portò anche allo scioglimento del Sistema Monetario Europeo. A seguito dell’attacco speculativo contro la lira e della sua immediata svalutazione del 30%, la privatizzazione,delle aziende italiane, sarebbe stata fatta a prezzi stracciati, a beneficio della grande finanza internazionale e a discapito degli interessi dello stato italiano e dell’economia nazionale e dell’occupazione. Stranamente, gli stessi partecipanti all’incontro del Britannia avevano già ottenuto l’autorizzazione da parte di uomini di governo come Mario Draghi, di studiare e programmare le privatizzazioni stesse. I complici italiani furono il ministro del Tesoro Piero Barucci, l’allora Direttore di Bankitalia Lamberto Dini e l’allora governatore di Bankitalia Carlo Azeglio Ciampi. Altre responsabilità vanno all’allora capo del governo Giuliano Amato e al Direttore Generale del Tesoro Mario Draghi. Alcune autorità italiane (come Dini) fecero il doppio gioco: denunciavano i pericoli ma in segreto appoggiavano gli speculatori. Amato aveva costretto i sindacati ad accettare un accordo salariale non conveniente ai lavoratori, per la “necessità di rimanere nel Sistema Monetario Europeo”, pur sapendo che l’Italia ne sarebbe uscita a causa delle imminenti speculazioni.

Quindi dal 1980, vediamo un vero e proprio attacco allo Stato italiano, supportato dall’interno da personalità di spicco del mondo economico e politico (del Centro-Sinistra) italiano, molti dei quali ancora in carica. Il Centro Sinistra italiano dal 1997 al 2000 stabilisce il record europeo di privatizzazioni di aziende statali (battendo persino l’Inghilterra patria del liberismo). Quindi qui in Italia, abbiamo una sinistra che per più di mezzo secolo in Tv e sui giornali,ci ha raccontato una politica basata sulla solidarietà sociale, sul mondo del lavoro, sui diritti dei cittadini, mentre al parlamento e sui panfili dei reali Inglesi studiavano il modo su come far arricchire pochi privati, distruggendo la nostra economia e svendendo nostri diritti.

1992–2012 Guerra Finanziaria all’Italia

Ma di tutte le privatizzazioni fatte, il colpo di grazia, quella che ha consegnato l’Italia nelle mani dei mercati internazionali (ergo ciò che ha esposto l’Italia alla speculazione finanziaria) è stato il “Divorzio” tra Tesoro e Banca d’Italia, con la successiva privatizzazione della stessa nel quinquennio tra il 1990 e il 1994.Finì così per realizzarsi un autentico scippo. Le azioni della Banca d’Italia, di fatto e di diritto un’istituzione pubblica creata con il preciso fine di difendere l’interesse nazionale, quindi l’interesse di tutti, vennero infatti trasferite a società bancarie private, portate quindi a fare gli interessi dei propri azionisti privati. Un cambiamento non da poco e che accomuna l’Italia, guarda caso, alla realtà statunitense dove sono le banche private ad essere gli azionisti della Federal Reserve, l’unico soggetto autorizzato ad stampare ed emettere moneta e che fu messo in condizione di farlo grazie ad un autentico colpo di mano realizzato all’inizio del secolo scorso. E’ appena il caso di ricordare che il disegno di legge Tremonti sul risparmio, che di fatto dimissionò l’ex governatore Antonio Fazio, prevedeva tra l’altro che entro il gennaio del 2009 le quote delle banche in Via Nazionale tornassero di proprietà del Tesoro o altri enti pubblici ad un prezzo di vendita stabilito dallo stesso Ministero”. Ancora oggi, la questione del trasferimento delle quote della Banca d’Italia, un passo importante per rientrare in possesso del signoraggio monetario, è rimasta sospesa.

Si presume cioè che lo Stato sia una istituzione sociale, ed invece si comporta come una istituzione antisociale. Già alle scuole elementari si sostiene che lo stato è fondato sui tre poteri esecutivo, legislativo e giudiziario, omettendo di menzionare il potere economico-monetario che sovrasta i prime tre. Eppure il bambino che non ha i soldi per la merenda, lo sa già bene. In pratica non si descrive appieno in che cosa consiste la sovranità popolare né si puntualizza che, in caso di abuso da parte delle istituzioni, è necessario insorgere.


Mauro Miccolis
http://miccolismauro.wordpress.com


Per vedere cosa c’è sotto il proprio naso occorre un grande sforzo. (G.Orwell)


"Ogni governo può creare, emettere e far circolare tutta la valuta ed il credito necessari per soddisfare le proprie necessità di spesa ed il potere d’acquisto dei consumatori" (Abraham Lincoln, XVI presidente degli Stati Uniti)

sabato 12 maggio 2012

Cosa è cambiato dalla fine dell'impero Maya ad oggi?




Quando gli stati cadono in mano degli usurai può succedere di tutto, poiché l'usuraio non senso dello stato ma solo senso dell'interesse. In Europa siamo in una situazione in cui c'è una "moneta debito" e quindi "moneta truffa" per definizione senza stati in quanto senza unità politica e allo steso tempo siamo in alcuni stati senza moneta sovrana che adottano (affittano) la moneta euro. La moneta euro non è nata per volontà europea, ma per volontà della finanza. Non c'è stato un atto sovrano a stabilire l'euro ma solo una serie di passaggi molto subdoli ed ambigui, in cui alcune nazioni si sono trovati adottata questa moneta senza nemmeno essere stati informati adeguatamente sul rischio possibile di adottare questo tipo di sistema monetario.

Non può esistere democrazia all'interno di un popolo se questo non può governare la propria moneta, qualsiasi democrazia possibile che non contempli la proprietà popolare della moneta è una democrazia fasulla, finta. La complicazione di questa semplice definizione significa solamente fregare il popolo. Togliere la sovranità monetaria ad un popolo equivale a togliergli quasi tutte le altre sovranità (territoriale, politica, giuridica, energetica, sanitaria, culturale, alimentare, idrica, popolare, ecc).

La sovranità significa gestire il valore di una nazione. Il valore che esprime come: conoscenza, storia, cultura, risorse, ricerca, tecnologia, arte, territorio, ecc che sono tutte attività in relazione con lo spirito e che hanno a che fare con la dimensione del tempo. Il tempo è l'unico valore che una vita ha. Il tempo da vivere è la massima espressione che una vita umana può possedere. Il vivere in libertà ed auto realizzarsi ma sopratutto essere padroni del proprio tempo significa essere sovrani di se stessi, chiunque ci rubbi del tempo ci sta sottraendo sovranità. La sovranità della vita dipende da quanto riusciamo ad essere padroni del nostro tempo che rappresento il nostro massimo valore. Se il "sistema" ci toglie tempo per produrre valore per altri vuol dire che toglie sovranità umana. Uno stato dovrebbe esistere solo in funzione della sovranità dei suoi cittadini senza la quale decade naturalmente la funzione di stato, se uno stato non indirizza le sue funzioni alla realizzazione e la determinazione della sovranità del suo popolo significa che non ha senso di esistere e che è giunta l'ora della rivoluzione culturale per rifondare lo stato. Uno stato senza sovranità non è uno stato.

La prima sovranità è propri quella di gestire il proprio tempo ed il proprio valore, il valore ed il tempo dei propri cittadini; uno stato che obbliga i suoi cittadini a lavorare per terzi, non solo non è più uno stato, ma commette alto tradimento verso i suoi cittadini. Uno stato prostrato al neoliberismo e alla moneta usuraia non può che perire, bruciandosi futuro e speranza. I cittadini sovrani e entità prima affinché possa esistere uno stato, diventano in questa condizione "vittime sacrificali" da immola re sull'altare delle borse per placare le ire del dio mercato, che attraverso i suoi sacerdoti predica nuove disgrazie se non si fanno nuovi sacrifici (umani). Cosa è cambiato dall'impero Maya ad oggi? Come mai l'uomo stesso e la sua vita ancora non sono stati dichiarati patrimonio della umanità? Quando ad una vita si chiede più del suo tempo di vivere si commette reato contro l'umanità. La vita umana non ha prezzo per cui nessuno deve mai sprecare la vita per nessuno ragione tanto meno per degli usurai. Per liberarsi da un sistema qualunque ma soprattutto quello della "moneta debito" è necessario non continuare ad alimentare i modelli che lo sostengono.


Il suicidio è l'estremo esercizio della propria sovranità e della propria libertà, con il suicidio infatti si autodetermina la propria volontà sul proprio tempo che non si vuole più cedere agli altri (poiché c'è lo estorcono con la forza, vedi Equitalia). Allora si esercita l'ultimo atto di volontà sovrana, se il mio tempo (valore) non può essere mio allora non sarà neanche vostro e si decide l'atto sovrano finale. La questione è delicata e seria ma purtroppo spesso le classi politiche e men che mai dei tecnici senza scrupoli e senso di stato possono tirare fuori la nazione da questa depressione e da questa eutanasia continua di sovranità. Ogni suicido è un pezzo di stato che muore, non si deve sprecare la vita mai per nessuna situazione al mondo; la sovranità della dignità deve superare qualsiasi vincolo materiale. La solitudine ed il capitalismo purtroppo ci rende egoisti pure nell'atto estremo del suicidio.

Parlando con un amico del centro Asia, mi ha fatto riflettere su questa frase, "voi siete egoisti pure quando vi suicidate" e ho chiesto spiegazione, ed è stata la seguente, per noi il suicidio e raro ma se dovessimo usare per questi casi poiché crediamo nella comunità e abbiamo amore per la continuità della comunità e proprio vogliamo suicidarci almeno lo facciamo cercando di fare un beneficio alla comunità e ci portiamo dietro un potenziale nemico della comunità, cosi almeno il nostro sacrificio non risulta vano. Mi sono tornati in mente i kamikaze giapponesi.

Certo nel mondo occidentale questo non solo non è concepibile, ma addirittura il solo parlarne potrebbe diventare reato per istigazione al suicidio o al terrorismo. Tutto ciò fa parte della nostra cultura che per certi versi è gretta e rozza per non dire bigotta.

In ogni caso la vita è sempre sacra in ogni condizione e forma e non va mai sprecata per nessuna ragione al mondo.

Giuseppe Turrisi


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Commento di Marco Carlino:

Correggendo qua e la gli errori di battitura direi che questo breve testo (insieme ad altri) dovrebbe essere insegnato alle elementari in modo da formare delle generazioni in grado di difendersi dai meccanismi che le imprigionano. L'accostamento proposto con lo stoicismo è azzeccato, per quanto qualunque -ismo vada bandito in linea di principio per la sua pretesa di regolamentare quell'unicità che ognuno di noi rappresenta così come l'essere umano è l'eccezzione che conferma la regola della vita su questo pianeta.
Infatti, se ricordo bene, riguardo all'egoismo che contraddistinguerebbe gli occindentali, già mi espressi convenendo che il suicidio alla kamikaze fosse ben più sano rispetto a quello cui siamo usi contemplare. Nondimeno, nella speranza di non essere il solo a pensarla in questo modo, ne consegue che non sia una prerogativa prettamente orientale bensì che lo sia invece il "bigottismo" di facciata cui si allude che sbagliando ne fa divieto etico. Tuttavia ho giurato da tempo ormai che quando arriverà il mio momento non sarà fine a me stesso perché non è peccato uccidere se per farlo si rinuncia alla propria stessa vita. Proprio poco fa, infatti, chiaccherando in privato con un amico ho detto che il modus "morendi" (si dirà così?) del kamikaze è quello del "se non per me, allora neanche per gli altri"... lo si potrebbe deprecare? Gesù porgeva l'altra guancia e sulla croce chiese il perdono dei suoi assassini, ma egli (a patto che sia realmente esistito e che quanto si dica sul suo conto sia vero) potè ben permetterselo, considerando quanto, per mano dei molti discepoli, impresse il suo amore in profondità nella sacra sindone del genere umano che ancora oggi lo ammira: e dunque morì soddisfatto. Ma cosa succede quando il condannato alla crocifissione è un illustre signor nessuno cui nessuno da retta che pertanto non è riuscito a diffondere il suo verbo dal momento che con ogni probabilità gli sono mancate persino le certezze per credervi egli stesso? Succede che il desiderio di lasciare un segno o, se preferite, restituire un senso alla propria vita prevale ugualmente perchè ognuno di noi è vivo tanto quanto lo fu Gesù se davvero lo fu. E allora, come giustamente Giuseppe osserva, "quando gli stati cadono in mano degli usurai può succedere di tutto"... perciò, ma lo ripeto da anni ormai, mettiamoci l'anima in pace che come l'elegio Ovidio scrisse mentre Gesù ancora succhiava il latte da una vergine mammella "tutto cambia", perciò se le cose non migliorano possono andare solo peggio e siccome al peggio non c'è mai fine sempre peggio.


A chi vive il presente soltanto, è dato di "essere il cambiamento che vuole vedere avvenire nel mondo" (inutile citare quest altro messaggero d'amore) perché solo a lui è dato di essere.
Il problema però è che questo "chi" è scisso in circa sette miliardi di cui la stragrande maggioranza è soggiogata da una sparuta minoranza: perciò re-stat in medio virtus (cioè noi e quelli come noi) di liberare dal giogo gli schiavi e con il loro aiuto gli schiavisti. In mezzo la virtù così come la vita, che poichè viva oscilla come un pendolo che quando si arresta muore com'è perduto chi si ferma. Cogito ergo sum, disse saggiamente qualcuno, eppure in tanti oggi si limitano al Coito... ergo sono bestie.
Quali saranno mai, difatti, quei pensieri che aleggiano nella mente dello schiavo che baratta l'ennesimo cellulare con l'ennesima cellula cerebrale, oppure quelli che stagnano nella brama di chi stipa l'ennesima richezza che non potrà mai godersi in vita per negarla a chi per contro ne avrebbe necessità vitale, a prescindere dal cogito? Pensieri macchinali, schematici o, se vogliamo, -ismi cui a un certo punto si ottempera senza l'avallo della gnosi.
Succederà quello che succederà, e chi lo sa, però noi "virtuosi" ci auto-obblighiamo a liberare con la forza della Verità tutti gli altri (al bar, per strada - a prop. proprio stasera davanti al pub ho sentito finalmente dei ragazzi parlare della nuova costituzione islandese scritta in rete da tutti i cittadini... peccato che poi qui a lecce abbia STRAvinto il Partito De Linquenti); non fosse altro perchè altrimenti avremmo vissuto senza nemmeno ricercare la sovranità, e quindi senza senso e senza segno.


Ora mi resta solo da concludere scusandomi per la prolissità e augurando ai pochi che stanno ancora leggendo tanto ottimismo, oltre che la buonanotte. Marco Carlino

domenica 1 aprile 2012

Moneta debito: "Il tempo è denaro.."? di Giuseppe Turrisi



Il “tempo è denaro” riflettiamo un attimo su questa frase e cerchiamo di capire come spesso tutto quello che ci sembra chiaro e cristallino di fatto per una mente che ha un pensiero superiore questo tipo di ovvietà smodata non convince mai. Se una “palesata verità” non convince, si cercano spiegazioni diverse al fine di modificare il pensiero consolidato nel passato, attraverso il pensiero e le azioni del presente per ristrutturare una idea superiore per il nostro stesso futuro. (ossia il codice del tempo delle persone superiori, quelle che vivono il pianeta e non quelle che si lasciano vivere).

Le pecore, non hanno pensiero superiore, solitamente basta pascolarle, dargli un po’ di erba, si lasciano vivere e tutto gli va bene cosi come è, in un eterno film del presente, che va verso il disordine universale nel nome della sovrana entropia.

Lo so non tutti forse mi possono seguire in questo ragionamento che forse li ha già annoiati, ma proprio questo è il male del nostro tempo, la noia a cui lamonetizzazione del tempo della nostra vita ci ha portato. Se scoprissimo che il mondo riesce a vivere comunque anche senza denaro poiché il tempo e vita e non denaro metà dei problemi che abbiamo non esisterebbero.

Pochissimi, per esempio, metterebbero in dubbio, l’affermazione “Il tempo è denaro”, perché questa “sentenza” l’abbiamo sentita tanta di quelle volte, che la persistenza della sua enunciazione nel nostro cervello, soprattutto per chi ha una elevata permeabilità mentale, rafforza la presunta veridicità di questa sentenza.

La presunta veridicità deriva essenzialmente dal fatto storico che “esplicando nel tempo” una qualsiasi attività, questa produce delle cose o dei servizi che dovrebbero avere un valore per il loro uso e beneficio per la vita umana dopo che il tempo di questa attività sia trascorso. L’attività umana (chiamata lavoro dagli schiavisti) che si invera nel tempo è valore in quanto produce “bene” per la vita stessa (l’attività di produrre cibo da sostentamento alla vita stessa), ma il tempo è solo la condizione della vita affinché questa esista.

Il tempo è quella successioni di presenti che danno valore alla vita, quando non sussegue un presente alla vita significa che si è morti.

Capisco che il capitalismo ed il materialismo non ci hanno abituati a pensare in questi termini ma solo in termini monetari, ma il tempo, la vita e la morte sono dentro di noi ed interagiscono ogni giorno mentre noi corriamo in ufficio stressandoci per guadagnare quattro soldi per poi spenderli in medicine, in prodotti che spesso ci fanno più male che bene e che riempiono il pianeta di immondizia.

La nostra mente spesso rifiuta questi argomenti semplicemente perché non è stata abituata ad usare il pensiero superiore (no perché non ne è capace).

Non siamo abituati a pensare sulla “categoria” tempo, eppure tanti mali nascono proprio dal non voler studiare di cosa sia il tempo e le sue interazioni. Una cosa è certa il tempo è l’unica condizione della vita, se una vita non ha “tempo da trascorrere (da vivere) non è vita”, diversamente ci sarebbe, nulla vuoto, morte, quindi sicuramente il tempo è un valore ( ma non di denaro e dopo vediamo perché ).

Nella cultura della economica (capitalistico-americana) del denaro/tempo c’è come una trasposizione concettuale per cui l’unica condizione fisica, cioè il tempo correlato con la vita, questo diventa direttamente denaro (inspiegabilmente) senza passare per valore reale che è la vita e solo la vita da al denaro. Ad una mente razionale (che usa il pensiero superiore), l’espressione dovrebbe suonare il “tempo è vita” ed invece nel’orrenda concezione capitalistica della “monetizzazione” della vita umana, hanno fatto si che ci fosse una distorsione ideale (ma anche materiale) per cui il tempo è la condizione della vita (non perché esista e basta) ma affinché produca nel tempo “beni” misurati e rappresentati dal “denaro” ecco la distorsione “il tempo è denaro” … che poi i beni servano a far vivere il corpo umano ( e quindi la vita) diventa abbastanza banale.

Questo succede sempre, quando la conoscenza della natura umana, viene divisa e studiata con tempi e strumenti diversi, sappiamo tutti che l’uomo è una unità psicofisica per cui non si può pensare di risolvere alcune cose senza vederne e studiarne altre. Di fatto questo è il fallimento settoriale e a cassettoni della formazione che ci ritroviamo e che determinano anche il livello della civiltà e della democrazia, (ogni democrazia dipende dal suo livello culturale).

I potentati economici fanno di tutto (con il sistema debito) perché la massa abbia una formazione sempre più scadente affinché la democrazia venga imposta con la forza piuttosto che nasca dalle coscienze della conoscenza, (è la più vecchia regola di gestione del potere il figli del contadino deve essere contadino il figlio del notaio farà il notaio ecc).

Mi ricordo quando facevo volontariato alla Caritas 1990/91, dove venivano gli immigrati, con milioni di problemi alle spalle (creati per lo più proprio da noi paesi dal capitalismo democratico), dove gli avevano tolto tutto, dai beni alle terre, dalla pace fino alla dignità, ebbene arrivavano qui in Europa dove il “tempo è denaro”, con una speranza di poter migliorare la loro vita, che era fatta di tempo senza orari per venire in una società dove il lavoro è a batteria per polli, senza avere la coscienza che di fatto stavano cercando la morte del loro tipo di vita. Il loro tempo (che non era denaro) ma era vita e dignità venendo qui era diventato una fila per un tozzo di pane e allo stress e depressione la società civile attraverso la Caritas rispondeva con una aspirina.. che miseria (nostra).
Ma torniamo alle nostre “indistruttibili certezze”, e vediamo come vengono distrutte in un attimo, mettiamo caso che non c’è lavoro perché magari siamo in crisi (cosi solo un esempio), allora quel tempo del disoccupato (perso!! a cercare lavoro) è denaro?, dove è l’errore? una mente poco sensibile e poco allenata non riesce neanche a capire cosa sto dicendo.

La risposta c’è e l’ha spiegata il prof. Auriti sotto il profilo economico filosofico e della percezione ha detto che: “lo spazio coincide con il presente tutto il resto è tempo”, ma prima di lui due Filosofi Bergson e Hiddeger con “essere e tempo”, parlando del tempo avevano già aperto la strada a questa chiarificazione, non vi voglio annoiare con la filosofia del Valore, ma riassumendo si può per dire, che il concetto di Valore nasce solo nell’intelletto umano (vita) e nella sua capacità previsionale di poter usare quel valore in un ipotetico futuro, io conservo un pane per dopo, il grano per l’estate ecc. Il problema della “moneta debito” nasce proprio nel avere invertito il segno a quel bene qualunque esso sia (denaro fagioli, pane grano bestiame) che prevedo di usare dopo, se io conservo per domani qualcosa, conservo qualcosa che ho, che è mia (valore positivo) non certo qualcosa che non è mia e che quindi devo restituire (valore negativo).

Per spiegare la “moneta debito” quindi non bastano gli strumenti economici e finanziari, è necessario partire da concetti filosofici e giuridici.

Il prof. Auriti continuando esplicita che “Il valore non è una proprietà della materia ma una dimensione del tempo”, quindi il valore essendo una dimensione del tempo che è la condizione sine qua non della vita ci porta a dire che il valore è solo della vita e che solo questa lo può attribuire.

Se siamo convinti che il valore è della vita, significa che è già di proprietà, e la propria vita ha il proprio valore, il valore di se stessi, di ciò che si è, di ciò che si pensa, di ciò che si realizza con le idee e con le mani.
La proprietà è già positiva dal momento che si nasce e mai potrà essere negativa ecco da dove nasce il redito di cittadinanza (ma questo è un altro grande argomento).

Il denaro è la rappresentazione e la conservazione del valore nel tempo ma solo è sempre nella attribuzione contestuale o previsionale della vita umana che lo accetta con valore positivo per chi lo detiene (proprietà popolare della moneta).
Concludendo il tempo è una dimensione che esiste solo se esiste la vita, non solo, ma solo se esiste vita intelligente, se non ci fosse la vita intelligente che fondamentalmente pensa, ma soprattutto ricorda (passato) pensa (presente) prevede (futuro) non ci sarebbe nessun tempo, non ci sarebbe quella successione di momenti che noi codifichiamo come tempo.

Capisco che riassumente in poche righe questi concetti di filosofia del valore è difficile ma ci ho provato.

Se tutti cominciamo a pensare che il tempo è vita, il tempo è l’unico bene e valore della vita, e non il denaro, se cominciamo a pensare che non tutto può avere un prezzo e che molta della nostra vita può essere vissuta anche senza denaro scambiandoci tempo e servizi e cose, anche i nostri comportamenti cominceranno a cambiare, cominciamo a demonetizzare la nostra vita. Ricordiamo che noi siamo europei e per di più italiani i nostri padri sono tecnici ed umanisti (Verdi, Dante, Fermi, Leonardo, Raffaello ecc ecc) , non abbiamo proprio niente da faci insegnare, lasciamo alla cultura capitalistica economica di oltre oceano pensare che “ogni cosa ha un prezzo”, se anche noi capiamo che un ora con nostra moglie, con nostro figlio, ecc non ha prezzo, loro cominceranno a ricredersi…… ma siamo sicuri che da domani non ci facciamo continuare comprare dalla solita bevanda scura gassata, dal solito cinema per pecore ???? Svegliamoci il film sta per finire

Ci hanno inculcato che il tempo è denaro in realtà il tempo non ha prezzo!
Esistono i parassiti del tempo altrui ed è quello che ti rubano di solito con un lavoro incongruo....

Il tempo poi non ha prezzo perché quando ne avrai di bisogno nessuno è in grado di rivendertelo...

Giuseppe Turrisi

sabato 25 giugno 2011

Economia povera - La teoria della scarsità e l'esproprio matematico nella gara europea di fallimento



Mi hanno fatto notare che sono monotematico, ma i motivi sono essenzialmente due: il primo è che mi sono proposto “volutamente” di trattare la materia in stile “divulgativo” in continuazione al fine toccare molti aspetti negativi della nostra vita che crediamo “indipendenti” e legarli alla “sola causa” che tutti rifiutano di comprendere; il secondo è che se uno scopre di avere un cancro (ma ne deve essere realmente cosciente) non può far altro, che fare di tutto per curarlo (ossessivamente). La “moneta debito” con il suo “interesse” è un cancro per il mondo e finché il popolo non lo capirà saranno dolori per tutti. L’avidità umana e la ricerca del potere per dominare, sono diventati “sistema” che “alcuni” utilizzano per farci giocare con la “democrazia”, e mentre noi giochiamo, ci preparano in continuazione la sorpresa (ogni tanto poi ci danno le caramelle).

Ma andiamo all’argomento. Molti si sono cimentati nel definire la teoria della rarità al fine di voler estrinsecare il concetto del valore ed allontanarlo da quello che è invece un relazione strettissima con l’uomo. Il valore in se non esiste se non nella necessita di un rapporto intellettuale e di conseguenza relazionale e convenzionale. Qualcosa assume valore, se qualcuno la cerca per soddisfare un bisogno, tanto più se primario.

L’oro, in fin dei conti veniva ricercato più per la funzione di riserva e conservazione del valore (e fungibilità) che per altro, sicuramente non assolveva direttamente ad un bisogno fisiologico (vestirsi, mangiare, bere) ma piuttosto ad un bisogno “psicologico” ossia la certezza di mantenere un determinato valore nel “tempo e nello spazio” immutato. Solo dopo, in azioni dell’uomo di tipo previsionale (G. Auriti) questo strumento di conservazione del valore assumeva esso stesso valore, ma solo per essere ri-trasformato in altra moneta o in merce. Ora sotto questa funzione può apparire chiaro, che meno c’è ne in circolazione e più conserva (mantiene) il valore assegnatogli nel tempo. Ma ciò, sempre e solo, per consolidata convenzione ed induzione, diversamente con una tonnellata d’oro in un isola senza acqua questo diventa più inutile delle pietre. Dal 1971 sappiamo che il Golden Standard non esiste più, quindi il valore convenzionale (indotto) è di fatto passato (volenti o nolenti) al denaro cartaceo (e/o digitale..!!!), che però per la stessa legge (ma con altri fini) i sistemi di gestione ed emissione tendono a limitarlo nel mercato. Il principio “ufficiale” (dei dinosauri della economia che continuano a sbagliare ma non si domandano mai il perché, salvo pochi illuminati, che invece, sanno perfettamente cosa sta realmente succedendo) è quello della “rarefazione monetaria”, più limito il denaro (fase di recupero della liquidità dopo la fase espansiva) in circolazione più questo non si “svaluta”. Ora la cosa all’apparenza potrebbe avere un senso tanto è vero che la BCE© ne fa un strategia maestra e tutti gli esperti del settore dietro (come pecore) a seguirne le evoluzioni. Il problema è che questo tipo di moneta di fatto, ha un’altra funzione sconosciuta alla maggioranza del popolo, che è quello di “dominazione e gestione del valore” e di trasferimento (tu-cur) di beni reali, con il semplice meccanismo degli “interessi” (che abbiamo spiegato tante volte).

Questa moneta (debito) si “invera” solo girando sul mercato reale; quando questa si è “inverata” ha assorbito il valore reale dal mercato (ricordiamo che all’atto dell’emissione la moneta ha solo il valore intrinseco, 100,00€ =30cent. Di €). La moneta (prestata dalla BCE al mercato) a questo punto carica di valore reale ha anche maturato gli interessi (nel tempo) e viene quindi ritirata dal mercato (con tasse e tagli) senza nessun riguardo per il mercato che vive di liquidità e di denaro e su cui la gente ci lavora e ci vive. Il banchiere deve recuperare il valore della moneta che il mercato gli ha ceduto e questo con scientifica ciclicità e sistematicità (le crisi sono in parte programmate a tavolino proprio per il recupero del valore reale che la moneta può solo rappresentare) (F. Caffe). I mercati a questo punto cominciano a soffrire ma non certo per la legge della “domanda e dell’offerta” e tanto meno per la “presunta inflazione propagandata” ma semplicemente per anemia monetaria programmata. La sottrazione di vero valore attraverso lo strumento della “moneta debito” è la causa prima del mercato “nero” e dei paradisi fiscali (con buona pace di chi si strapperà le vesti), infatti sia il povero che il ricco, alla sottrazione ingiustificata di denaro (che continente il valore per cui si è lavorato) si indignano e trovano mezzi diversi per potersi riappropriare del valore del proprio lavoro.

Una dimostrazione che questo meccanismo (l’utilizzo della moneta debito euro) estorce valore è il fatto, che tutti (senza distinzione alcuna) cercano un modo per evadere il fisco che non è più visto come “lo stato che ridistribuisce ricchezza”, ma come una “agenzia di recupero crediti” per la BCE. Infatti non c’è un ritorno “percepibile” di “valore” ai cittadini di queste tasse, che invece subiscono solo tagli, riduzione dei servizi, e privatizzazioni. Se poi ci mettiamo che il sistema “bancario” (omissis) aiuta gli evasori ad esserlo, è l’ennesima dimostrazione della truffa, ossia della sottrazione del valore che viene trasferito da chi realmente lo ha prodotto (il popolo) a chi si è messo in mezzo solo per speculare e dominare, la BCE.

A questo punto, ad una riflessione più attenta, viene fuori che “la banca” non fa più il suo mestiere ma semplicemente, sta tentando di trasformare il “valore convenzionale” del denaro recuperato e soprattutto quello irrecuperabile (per definizione perché da interesse) in valori veri. Punta gli occhi sui beni reali e costringe i legittimi proprietari diventati “cattivi pagatori” (che con questo sistema lo erano matematicamente già prima, ma solo non lo sapevano) a cedere le proprietà ed i beni. Tutto ciò avviene con interi Stati figuriamoci con gli inutili poveri e superflui cittadini. Il “sistema debito” quindi non ha nessuna intenzione di sostenere il mercato economico, ma lo “usa” e lo “stupra” temporaneamente ed a cicli, solo per generare la quantità giusta di interessi e di debito al fine poi di abbandonarlo e chiedere il riscatto (elegantemente chiamato privatizzazioni).

C’è una strategia neanche tanto occulta, per chi non è fortemente distratto, di realizzare trasferimenti di proprietà con questo sistema,, ciò è già avvenuto in molti stati tra cui l’Italia. Questo processo derivante dalla “moneta debito” (semplificando) induce e costringe gli Stati (che hanno raggiunto un certo debito) a svendere patrimonio pubblico (ferrovie, elettricità acqua, palazzi, demanio, ecc) solo per aver ceduto la “sovranità monetaria”, ossia la capacità di battere moneta in proprio, (e ditemi, quale stato non è indebitato dell’eurozona?). La cosa interessante è che il sistema, è stato pianificato in maniera strategica, con stile mafioso. Ancora oggi chi si ostina a non entrare nel loro “sistema”, viene tacciato da dittatore e si fa in modo di farlo cadere (Libia, Venezuela, ecc) con eccezione della Cina per una questione di numeri (immaginate 1,3 miliardi di cinesi incazzati).

In Italia per convincere gli italiani (c’è voluto poco), nel 1992 hanno realizzato una strategia di stampo mafioso, della serie, se accetti la nostra protezione (euro) non avrai problemi di inflazione. Infatti fu’ fatto un attacco alla lira da un noto finanziere internazionale (che operò alla stessa maniera con la Svezia e con l’Inghilterra) che fece prendere paura agli italiani (e non ci vuole molto), a quel punto i “caporali” al soldo del “sistema” ci introdussero nell’euro come la vittoria del secolo, di cui stiamo pagando il “secondo” (e forse ultimo) scotto, (il primo fu’ il cambio assurdo a 1936,27 lire, che dimezzo di colpo il potere di acquisto e raddoppiò i prezzi) Oggi che il sistema euro ha maturato i sui bei “interessi” da quando è stato introdotto (i cicli sono circa ogni 7 anni) il banchiere passa a riscuotere (tutto come da programma) dopo che ha finito con la Grecia ne vedremo delle belle.

Abbiamo voluto partecipare ai “campionati mondiali di fallimento”, bene adesso aspettiamo i risultati. I deboli resistono (forse) i forti si evolvono….

Giuseppe Turrisi

venerdì 25 marzo 2011

Cultura con le accise sulla benzina? E chi ce la da la benzina...?


"C'è cultura e cul-tura...!" (Saul Arpino)

L’articolo 41 della costituzione italiana, per quello che ancora può valere visto che abbiamo perso ogni sovranità, recita: L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Ora l’aver ceduto la sovranità monetaria a dei privati e per di più in mano al libero mercato significa no avere rispettato la stragrande maggioranza degli articoli della costituzione italiana ma soprattutto l’articolo 41.

La legge della “moneta debito” che vuole indietro più di quanto presta ha un solo risultato, il fallimento di qualcuno nel sistema che usa quella moneta, non importa che sia lo stato, un ente pubblico, una impresa un cittadino. L’interesse, infatti come risaputo, non viene emesso dalla banca che presta il capitale, ma viene richiesto indietro insieme al capitale.

Questo significa che qualcuno nel sistema che usa la “moneta debito” non è messo in condizione di restituire, in altre parole deve fallire matematicamente. Se a tre imprenditori viene prestato un capitale di 100 euro per ciascuno con il 5% di interessi alla fine dell’anno i tre imprenditori dovranno restituire complessivamente 315 euro alla banca. Ora gli imprenditori per sopravvivere hanno diverse strade tutte deleterie, per i primi anni solitamente si pagano solo gli interessi (15euro) chiedendo ulteriori prestiti allo stesso emettitore, ma ad un certo punto chiedono il rientro forzato di tutto il capitale è qui solitamente ti mandano direttamente o indirettamente dall’usuraio (quello non legalizzato).

In questo caso uno dei tre deve soccombere solitamente l’imprenditore meno furbo (il più onesto per intenderci) dal sistema devono essere tolti i 15 euro di interesse che non sono stati emessi più il capitale (per farla semplice) ossia 115 euro, questo significa che gli altri due si dividono 185 euro rimasti nel mercato. Il giochino continua fin quando fallisce il prossimo. Ora il tradimento della costituzione comincia da queste cose. Se l’impresa deve essere fatta non in contrasto con l’utilità sociale e da non recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana.

Ma quante schifezze di leggi sono state approvate contro questo articolo, dal testo unico bancario fino ad arrivare alla legge trenta, e quanti sindacati si sono venduti senza neanche conoscere questo articolo della costituzione.

Non basta, la turbo economica che rincorre il PIL fa si che più denaro viene emesso più si generano interessi più interessi si generano più non si potranno pagare (peggio di un sistema ponzi). La stessa tv serva del sistema sprona al consumismo sfrenato non fa altro che generare interessi e far diventare il sistema produttivo sempre più energivoro, e la soluzione quale è? costruiamo altre centrali per produrre energia elettrica, come non importa, nucleare non importa? Se ogni tanto qualcuna ha un incidente poi non fa niente si risolve tutto con qualche pausa di riflessione, ma intanto il motore del denaro debito non si deve fermare. Lasciamo poi fuori swap, derivate e forex che sono un il vero crimine contro l’umanità Hitler in confronto era un ragazzino di oratorio.

Stanno fallendo un sacco di imprese che si trascinano dietro migliaia di casi umani e tragedie, ma non ci fermiamo a riflettere sugli errori, nonostante l’evidente fallimento della economia liberista e della moneta debito ancora mantenere questo sistema ponzi che ci sta uccidendo. Quelli che hanno difeso la costituzione solo a parole sono degli emeriti ipocriti per non dire altro, la costituzione si difende mettendola in pratica non sventolandola alle ricorrenze.

Lo stato poi avendo ceduto ogni sovranità all’Europa della economia, perché l’Europa politica non esiste e la dimostrazione è sotto gli occhi di tutti in questi giorni. La Francia (nella sua ottusa mania di superiorità) aizzata dalla cordata USA-GB ha letteralmente attaccato la Libia (ma questa è un’altra storia schifosa) incosciente che l’obbiettivo di facciata è quello di instaurare la finta democrazia (e se ci riusciranno la Libia rimpiangerà Gheddafi quando si accorgeranno di essere cascati nella dittatura capitalistico–finanziaria-bancaria sionista (e non solo) ma sarà troppo tardi come per noi italiani adesso) ma l’obiettivo vero è quello di rompere l’Europa e l’euro.

Lo stato servo della moneta debito ha solo tre priorità, tagli alla spesa, aumento di tasse, vendita di patrimonio pubblico, tutte attività queste per racimolare denaro per il banchiere, dei problemi del cittadino neanche l’ombra e via con equitalia che fa sequestri, pignoramenti e cartelle esattoriali contro tutti altro che rilancio dell’economia e festa dell’unità d’italia.

Bisognava fare la festa dell’unità dei guadagni dei banchieri. Ma il popolo programmato per dormire non può fare altro che dormire. Con quali soldi si dovrebbe rilanciare l’economia (e la cultura)? Alzando le accise sulla benzina? Ma per favore, quando lo capiremo che è già troppo tardi per incominciare una rivoluzione del pensiero?

Giuseppe Turrisi

martedì 18 gennaio 2011

Giuseppe Turrisi: “E' giunta l'ora dell'improcrastinabile sovranità monetaria!”

>"E' arrivato il momento di voler bene all'Italia..." (Saul Arpino)

Ritorno al nucleare? Avidità di banchieri e petrolieri? Ignoranza del popolo? Dipendenza della magistratura?

Il sistema economico in un pianeta immaginario dovrebbe essere solo per il benessere dell’intera umanità invece in questo nostro pianeta reale è fatto solo per fare stare bene circa il 5 % dell’umanità e fare stare sempre peggio tutti gli altri.
Oggi ci troviamo in un contesto, dove non esistono più regole, dove si può speculare su tutto, sulle armi, sul petrolio, sulla salute e sulla vita umana, sul vaccino, sul cibo, ecc.. dove la corsa all’accaparramento di ricchezze oltre ogni misura diventa peggio del fanatismo religioso, praticamente da cura psichiatrica, se non da manicomio; certi sono talmente ricchi che non riuscirebbero a spendere le loro ricchezze neanche in  venti vite messe in fila, quando poi di vita ne hanno una sola.

Ora volendoci capire qualcosa, come al solito ci riduciamo sempre all’ultimo a decidere le cose sempre e solo in emergenza! Da un lato abbiamo l’egemonia dei padroni del petrolio; tutto il mondo deve sottostare alle scelte sia di prezzo sia di tipologia di fonte energetica, dall’altra la “economia turbo capitalistica” spinta dal meccanismo della “moneta debito” per il consumo sfrenato che induce, indirettamente e direttamente ad essere sempre più energivori sia in ambito famigliare sia in ambito industriale. Ora se non si comprendono seriamente le intensioni dei padroni che hanno messo in piedi  questi due meccanismi di potentato e che ci incastrano e schiavizzano continuamente e impunemente non si riuscirà  mai a risolvere molti problemi (gli altri potentati, come politica, comunicazione sindacati ecc, sono di ordine inferiore ed obbediscono solo a questi).

I petrolieri dal lato loro non hanno nessuna intensione di mollare la loro egemonia sulle nazioni tra cui l’Italia, quindi mai e poi mai vorranno che diventino energeticamente indipendenti, (il caso Mattei basta e avanza per spiegare tutto) significherebbe rinunciare a quantità di fatturati incalcolabili, quindi le compagnie petrolifere (ricchissime) finanzieranno di tutto (anche cose poco legali) in modo che nessuno possa intaccare il potere del petrolio. Lo stesso fotovoltaico, in un primo momento osteggiato, è stato lasciato fatto passare, solo quando in primo luogo i petrolieri (o chi per loro) si sono comprati le fabbriche delle celle (guarda caso che stanno in America e Germania)  e poi quando la tecnologia (monocristallino e policristallino) ormai era (ed è) quasi obsoleta.

Il sistema di vita europeo, poi è talmente energivoro, che la richiesta di energia elettrica, continua a salire, nonostante le continue  (finte) campagne di risparmio energetico (la BCE vuole interessi sull'euro e il parlamento vuole risparmio energetico!!! che ridere!!!).

La Germania che è la “Ccermania” (“questi sono teteschi”) non è arrivata neanche al 10% del fabbisogno energetico elettrico prodotto con il fotovoltaico, e solo questo la dice lunga, su questa tecnologia, e perché ad un certo punto è stata “concessa”.
La nazione l’Italia (perché  noi siamo sempre i più bravi, e qui che  si vede l'italianità delle cose, ci sono gli opposti che si respingono, si va dal pollo al genio), che oltre tutto abbiamo inventato il nucleare con il nostro grande Fermi, l' abbiamo prima fatto formato fior di ingegneri e poi con una campagna mediatica di disinformazione massiccia, ma pianificata dai petrolbanchieri (fatta  fare a politici e ragionieri nel migliore dei casi) e dopo il disastro di Cernobyl, lo abbiamo abbandonato cosi perdendo konw How, soldi, perdendo competitività, posti di lavoro di tutto (pazienza e adesso ne piangiamo le conseguenze).

Fare una scelta del genere (all’epoca) ci ha praticamente messo sotto la gogna dei petrolieri che si sono sfregati le mani (ecco un altro stato pollo che avrà bisogno di noi). Se la scelta antinucleare fosse stata fatta in maniera sistemica ossia da tutta l’Europa (almeno) e accompagnata ad una campagna seria e massiccia di "riduzione dei consumi" allora avrebbe avuto un senso invece ci siamo trovati e ci troviamo nella condizione peggiore che si potesse avere, ( ricordo sempre come ho già scritto fino alla noia: che l'unica energia pulita è quella che non si consuma e che quindi non viene trasportata e non viene prodotta).

Il rischio nucleare (ammesso che quello percepito dal popolo sia quello reale) ce l’abbiamo comunque, perché sia la Francia sia la Svizzera sia l’Austria (e mi fermo) hanno centrali nucleari da cui NOI compriamo energia elettrica, come se non bastasse, noi produciamo la differenza dell’energia elettrica  con centrali a motore endotermico (diesel) ossia motori che giorno e notte buttano nell'aria polveri sottili e che i venti diffondono per tutta l’Italia, mari compresi, oltre a non aver comunque eliminato per niente il rischio nucleare (residuo).

Quindi se fossimo coerenti (ma nel vocabolario degli italiani purtroppo questa parola non esiste) significherebbe che:  se si rifiuta il nucleare dobbiamo anche rifiutare di consumare il 50% di energia elettrica ossia: decrescita, riduzione dei consumi, risparmio energetico, ma poiché anche la "moneta debito"  con il meccanismo dell’interesse prevede solo e sempre più PIL (tradotto significa: Industrie producete e vendete sempre di più), ogni discorso su nucleare si o nucleare non no ha senso (se non per i polli).

Il nostro maggior debito pubblico dipende anche da questo poiché abbiamo dovuto comprare più energia elettrica e più petrolio con soldi presi in prestito da banchieri Privati (chi ci ha guadagnato? Petrolieri e banchieri).

Se chi parla di nucleare, è un ragioniere o un ex magistrato, il nucleare sarà sempre percepito come il grande male. Spesso però bisogna ragionare per mali minori. Sulla percezione del rischio la comunicazione ci ha fatto i soldi; per fare un esempio su come abbiamo la percezione sballata, è statisticamente provato che ne  muoiono sempre di meno in aereo che con l’automobile, eppure la natura umana percepisce più il pericolo nell’aereo. Quanti anni sono che non cade un aereo in Italia? (parecchi)  quanti ne muoiono con l'automobile ( circa 3500  l’anno).

Comprare il petrolio per fare energia elettrica significa spendere soldi che potrebbero essere invece spesi per ricerca  e altre strutture in Italia. Ma vediamo l’altro versante, l’interesse applicato alla moneta debito (tasso di sconto) come sappiamo tutti è proporzionale se l’Italia spende 100,00€ l’anno la BCE incassa solo 2,00€ di interessi (poverina solo per averci prestato cento euro con contro valore niente di niente se no la nostra fiducia stessa che ridere!!!!??)  se l’Italia spende 1000,00€ la BCE incassa  20,00€, ora è chiaro che la BCE non ha nessun interesse affinché ci sia riduzione di consumo di denaro, ne tanto meno riduzione di consumo energetico (ossia altro denaro per comprare petrolio).
 
Mi viene da pensare a quegli imbecilli che ancora in qualche articolo sostengono che la BCE sia una emanazione della comunità europea quando è esattamente il contrario, ma questa è un’altra storia. L’Italia quindi si trova sotto schiaffo da tutti i lati: dalla BCE, dalle compagnie petrolifere, da un governo che prende ordini dai primi due, da una politica sovvenzionata sempre dai primi due, ecc e i cittadini italiani sono ormai spogliati di qualsiasi potere e sovranità ed una magistratura  che ha dimenticato da anni la costituzione nel cassetto altro che stare dalla parte del popolo!!.

In tutto questo contesto la scelta del nucleare, anche se ecologicamente può sembrare la più sbagliata, è l’unica strada percorribile, per ritornare ad essere energeticamente (in parte) autonomi  (tanto aspettare la maturità del popolo europeo alla riduzione del consumo energetico è assolutamente utopistico) ciò per non dipendere dai petrolieri e dai banchieri. Stanno facendo di tutto per far cade Berlusconi (contestabilissimo quanto si vuole) ma che ha fatto delle scelte che andavano verso questa direzione, ossia liberare l’Italia almeno dal cappio petrolifero americano sotto il profilo della produzione della energia elettrica.

Per la libertà dal cappio della moneta debito dovremmo aspettare  (purtroppo) la rivolta popolare e non manca molto (massimo due anni), il dispiacere sarà quello che comunque il popolo  non capirà mai  chi sono i veri colpevoli di questo scempio di stile imperialistico Goldmann Sachs.

L’energia è il potere della "moneta debito" sono i due pilastri con cui si controlla il mondo, se il popolo non entra  con pieno diritto a potere scegliere e dire la sua su questi dei grandi sistemi ogni discorso è inutile. La giustizia dovrebbe riportare le cose nella giusta dimensione che è quella della difesa della dignità umana ma al momento è quasi una utopia.

La magistratura, che dovrebbe rimettere le cose a posto, ispirandosi alla carta costituzionale, orma utilizzata solo per citazioni aleatorie, non  è assolutamente libera (altro che certezza del diritto), poiché sa (almeno alcuni) come stanno veramente le cose, si è piegata al potere dominate bancario.

Il potere di somministrare la giustizia, purtroppo dipende anche dai soldi che la magistratura ha a disposizione e poiché questi non sono più nella disponibilità dello stato (perduta sovranità monetaria) ma lo stato li prende in prestito dalle banche e li centellina al suo apparato.... quale giustizia indipendente possiamo pensare di avere ? (la giustizia è uguale per tutti, escluso banchieri petrolieri e multinazionali che la esercitano attraverso il loro poteri)  !!!! 

Ora come ho detto migliaia di volte continuare a pensare che: Berlusconi, Bersani, Fini, Vendola, (chi volete!) destra,  sinistra, partitini neo comunisti, neo fascisti o giustizialisti possano risolvere qualcosa è solo il film che ci proiettano ogni giorno per darci l’illusione che qualcuno di questi attori (di un teatro di periferia di provincia che ci hanno portato a questo punto) possano risolvere qualcosa.

I problemi non possono essere risolti dal livello di intelligenza che li ha generati (Einstein). È necessario pulire l’aria da questi inutili gerontodinosauri in estinzione che continuano a obbedire all’impero neoliberista petrol-bancario.

Popolo!!! l’ora è giunta, non è più tempo di dormire, è necessario ritornare alla dignità umana e alla sua sovranità.   Cercherò di essere ancora più chiaro e in maniera disarmante: "Qualunque partito non metta come primo punto del programma e come emergenza assoluta, il ritorno alla “sovranità monetaria di stato”  vi sta solo fregando (per non dire altro), oltre ad essere d’accordo con l’impero "neoliberista petrol-bancario".

Buona Dignità a tutti.
 
 
Giuseppe Turrisi

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