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mercoledì 11 aprile 2012

Signoraggio, politici, media e banchieri.... di Savino Frigiola



I politici per primi ed ancor più gli imprenditori, debbono prestare attenzione a non “cascare” nelle trappole che il sistema bancario-monetario, attraverso i propri consapevoli ed inconsapevoli agenti dissemina sul territorio. L’ultima trovata, per fronteggiare le crescenti proteste degli imprenditori verso il sistema bancario, è quella di far circolare ed accreditare il concetto, subito ripreso dai scodinzolanti politici di supporto e dai media osservanti, che le banche sono anch’esse delle aziende alla stessa stregua delle altre imprese e delle altre attività produttive. Nulla è più falso e tendenzioso. Le differenze sono svariate, complesse e tutte sostanziali. Le imprese ordinarie producono a loro spese beni e servizi che vengono offerti al mercato con tutti i relativi rischi a carico dell’imprenditore.

Analoga situazione riguarda le imprese commerciali le quali prima di distribuire debbono comprare i vari articoli dal mondo della produzione, incappando così nei soliti rischi commerciali. In ogni caso, tranne rare situazioni, sia le aziende produttrici che quelle commerciali sono tutte proprietarie dei beni e servizi che trattano, quando affrontano il mercato, a proprie spese, a proprio rischio ed in regime di aperta concorrenza fra loro. Le banche sulle impostazioni di fondo agiscono in clima di oligopolio. Le loro condotte sono delineate da regole imposte da Basilea 1 – 2 & 3 che ne omologano i comportamenti. Le banche italiane, nello specifico, sono coordinate ed anche vincolate dalle direttive della Banca d’Italia la quale a sua volta esegue le disposizioni impartite dalla BCE, (Lgr. N° 262 / 2005) in barba a tutti gli anti trust nazionali ed internazionali. Il prodotto maneggiato dalle banche, il denaro, tranne la modestissima percentuale corrispondente al proprio capitale, non è di loro proprietà, e nulla hanno rischiato per ottenerlo, sia che si tratti di banca d’emissione che di banca ordinaria.

Per quanto concerne le banche d’emissione, si ricorda che il valore della moneta, al momento della sua emissione, è conferito dalla collettività che la utilizza e non dalla banca d’emissione che ne cura la pura e semplice funzione tipografica, come da “teoria del valore indotto o convenzionale della moneta” enunciata da Giacinto Auriti e mai smentita da alcuno, valore che, nonostante ciò, la banca d’emissione arbitrariamente ed illegittimamente ora se ne appropria. La carenza di legittimità e la profonda differenza rispetto alle aziende imprenditoriali e commerciali da parte delle banche centrali deriva proprio dal fatto che le banche d’emissione si appropriano di un valore non da loro creato, generato bensì dal mercato, senza averne sopportato alcun costo, tranne le spese tipografiche per la stampa della cartamoneta, e di averlo poi addebitato al mercato stesso ed ai cittadini, invece di accreditarlo come avrebbe dovuto essere, giacché solo dall’accettazione e dall’utilizzazione da parte dei cittadini della cartamoneta emessa senza costo scaturisce il valore del denaro che coincide con il “signoraggio”, che banca d’emissione si appropria.

Le banche ordinarie sono profondamente dissimili fra loro poiché alcune sono socie della Banca d’Italia, ed altre no. Da ciò deriva disparità di trattamento e e di comportamento. Salvo poche eccezioni sono leggermente meglio delle banche d’emissione giacché la loro principale attività consiste nel prestare ad “usura” i soldi che non hanno.

Ciò si verifica poiché, consenziente l’apparato delle banche centrali, le banche ordinarie sono facoltizzate a poter erogare finanziamenti dai dodici ad oltre quaranta volte le proprie attività di bilancio, comprendenti anche i depositi ricevuti dai propri clienti, (per legge la banca acquisisce oltre alla disponibilità anche la proprietà dei depositi ricevuti) utilizzando la “riserva frazionaria” o la “leva” come amano definirla i bancari. Nessuna azienda del mercato ha la possibilità di vendere sino a 40 volte il prodotto che non gli è costato nulla.

Mentre le imprese hanno come scopo il profitto, le banche ultimamente hanno assunto un atteggiamento diverso relegandolo in secondo piano per perseguire di fatto il controllo dell’economia, dei mercati e delle aziende. Mentre le attività produttive di qualunque settore sono soffocate dalla riduzione degli affidamenti, in concorso con la restrizione della circolazione monetaria sull’intero mercato, oltre 12 mila sono già fallite solo nell’ultimo anno, moltissime banche pur di limitare la circolazione monetaria sul territorio, per rafforzare quindi la loro capacità di controllo, hanno rinunciato ai facili utili derivanti dall’utilizzo della “Leva”, come avrebbero potuto fare per elargire gli agognati finanziamenti alle boccheggianti strutture di mercato. Bastano queste poche considerazioni per evidenziare le profonde differenze tra le attività produttive e commerciali e le banche di qualunque tipo.

Ultima chicca: mentre tutti gli imprenditori e comuni cittadini, sono sommersi da adempimenti fiscali e rincorsi dalle fiamme gialle, le banche restano immuni da questi fastidi ed ora non pagano nemmeno l’IMU, non per risparmiare una inutile partita di giro posto che tutto ciò che viene rastrellato finisce nelle casse dei banchieri, ma semplicemente perché le banche scontrini e fatture fiscali non li hanno mai fatti. Non può essere casuale che mentre le imprese falliscono le banche chiudono i bilanci sempre in attivo, ad ulteriore dimostrazione che non sono per nulla uguali alle imprese. Tutto ciò lo sapevamo! Ma con il governo dei banchieri, al peggio sembra non esserci mai fine.

Savino Frigiola

giovedì 18 agosto 2011

Debito Pubblico - "Perchè lo Stato fa stampare carta moneta dalle banche centrali (private) se ciò crea un passivo?

"Soldi, soldi, soldi..." (Inizio del Leit Motiv da un Mandarino per Teo)

Questo intervento sorge da una domanda posta da una lettrice del Giornaletto di Saul, in cui chiede:

"..e poi, io non capisco una cosa (lo sai che sono ignorante) ma forse la immagino, la risposta: perchè lo Stato fa stampare così tanta moneta se sa già che quel debito non potrà essere ripagato?"

Altro punto (a cui Giuseppe Turrisi separatamente ha risposto in senso ampio e piuttosto cripticamente … ma a cui va data esauriente e comprensibile soddisfazione) è: "……. perchè lo Stato fa stampare così tanta moneta se sa già che quel debito non potrà essere ripagato?"

(Vedi: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/08/18/il-debito-pubblico-e-come-le-banche-si-appropriano-attraverso-gli-interessi-passivi-dei-beni-dello-stato/)

Risposta aggiuntiva di Orazio Fergnani:

1) Come già premesso da Giuseppe Turrisi intanto la moneta per pagare solo ed esclusivamente (ma gli oneri sono molto più ampi) gli interessi non può concettualmente e poi fisicamente essere stampata… in quanto se si stampano ad esempio 1.000.000 (un milione) di euro di banconote ….ponendo che su questo milione si debba pagare il 3% di interessi l’anno ….occorrerà immediatamente stampare di nuovo 30.000 (trentamila) € (l’anno)… Ma appena stampati questi occorrerà per la stessa interrelazione ….. stampare per pagare gli interessi del 3% altri 900 € …. Sempre ogni anno ………. E così via all’infinito. Ma qui ho volutamente evitato di considerare altri aspetti molto più importanti.

2) Quello che le testimonia nella sua domanda è l’esatta rappresentazione dell’ignoranza in cui viene tenuto il cittadino medio ….. quello che dice è l’esatto contrario della verità … Vista la sua totale ignoranza e di quella dei cittadini medi… sono costretto a risponderle in modo parziale, limitato, ma tentando di essere il più possibile comprensibile….

NON E’ VERO CHE LO STATO STAMPI TROPPA MONETA!!!!!!!! ….. Altrimenti non ci troveremo in una fase di finale stagnazione che si avvia ad essere epocale recessione….. Lei come tutti avrà/avrete fatto caso che al contrario di altre situazioni che si verificano in giro per il mondo, tipo Corno d’Africa dove la siccità e la carestia sta uccidendo circa 12 milioni di persone…. Nel disinteresse più assoluto degli Stati…. lì il problema e la indisponibilità di risorse….. e quindi avere un milione di dollari o euro in tasca farebbe morire di fame comunque… perché li non ci sono beni edibili di nessun genere a nessun prezzo… neanche per un milione di euro….Viceversa qui da noi gli autosaloni sono stracolmi di automobili nuove ed usate invendute, si continuano a costruire appartamenti e ville che stante la situazione attuale nessuno riuscirà mai a comprare….. e soprattutto ci sono ormai frotte di anziani che rovistano nei cassonetti dell’immondizia per cercare qualcosa da mangiare….. oppure si fanno beccare con le mani nella marmellata nei supermercati dove cercano di sgraffignare qualcosa di commestibile perché incapaci con la pensione di “arrivare alla fine del mese”……

3) Quindi il problema, come avrai già capito…. Nel caso dell’Italia e della maggior parte dei Paesi industrializzati la stagnazione o la recessione ….. non dipende dalla carenza di beni sul mercato….. ma al contrario della generalizzata carenza di denaro per “misurare il valore” dei beni posti in vendita….. Ad esempio io avrei bisogno di comprare un frigorifero, una lavatrice, un generatore eolico, di completare e rifinire la mia villetta…… etc., etc., …… Quindi per rendermi soddisfatto mi servirebbero almeno un duecentomila euro…. Che non ho……

4) Ma non è che non li ho perchè sono uno sfaticato impenitente…..non ho questa disponibilità economica per una volontà ben precisa e decisa, ed ovviamente questo vale per tutti……Per la cronaca fra il 1975 ed 1985 io guadagnavo cifre attorno ai trecentomila euro/anno…. Da quel momento è cominciata la mia discesa economica e nonostante tutti i miei tentativi, come quelli di tutti gli Italiani (chi più, chi meno) ho guadagnato sempre meno fino a giungere oggi alle soglie della povertà ….. tutto questo non è casuale, ma fa parte di un progetto dai tempi lunghi ma progettata fin nei minimi dettagli…. Che oggi cominciano ad emergere e ad appalesarsi….

5) Ed ecco la spiegazione….. la moneta negli ultimi decenni sempre più è stata informatizzata, telematizzata….trasformata in contabilità elettronica …. Motivo per cui è stata sempre più sottratta dal suo formato originale e naturale cartaceo o metallico ….e peggio ancora dalle mani, dalle tasche, dal materasso dei cittadini……. E quindi sempre più accentrata nei calcolatori delle banche (per tutta una serie di motivi dichiarati ufficialmente dalle banche……) e soprattutto per tutta un’altra serie di motivi non dichiarati dalle banche ed indicibili per non rischiare di essere rinviati a giudizio, si fa per dire ….. visto che anche buona parte dei giudici …. Se non la maggioranza sono a libro paga delle banche..

6) Ragione per cui c’è grande abbondanza di merci, derrate, servizi, prodotti, manufatti di ogni genere e dimensione o disposizione sul mercato….. ma non ci sono soldi “moneta” per ”misurarli” (comprarli) e tutto questo è voluto…… perché se non c’è economia non c’è circolazione di valore e “RIPARTIZIONE DEL VALORE” e quindi gradualmente vengono espulsi dal “circuito” economico/monetario/finanziario i più deboli e a costoro le banche sottraggono i veri valori…. Gli autosaloni, gli appartamenti in vendita, o abitati, le aziende, i poderi agricoli……….Loro, le banche, non hanno problemi di soldi….. eppoi i giudici delle aste fallimentari (nelle secrete stanze) …. Mooooltooo…. Ma mooltooo compiacenti…. le assegnano ad amici degli “amici” a valori di vero saldo …. Attorno al valore demaniale (all’incirca un quinto….. un sesto del valore commerciale….

7) Ed il gioco è fatto….

8) Fra una decina d’anni le banche poi reimmetteranno un surplus di “Moneta” sul mercato oppure apriranno di nuovo il bazar del mutuo facile….. e qualche altro povero, ignaro e disgraziato cittadino si sobbarcherà il debito ad tasso di interesse usurario (qualunque livello di tasso di interesse è da considerarsi usurario)…e si ricomincera il ciclo che mediamente dura una cinquantina d’anni…

Laudetur Semper Priapus, Pan et Sol Invictus (alcuni dei pochi culti davvero onesti e sinceri…. Basta vedere i papaboys ieri sera)

Veiensfurens, alias Orazio Fergnani

mercoledì 22 giugno 2011

Signoraggio, finanza ed economia - Il valore della carta-moneta non sta nel numero delle banconote emesse..


Il valore monetario aggiunto

Il linguaggio della avidità e dell’interesse è ormai nel nostro sangue ed è difficile comprendere che è una pratica distruttiva.

Il cannibale fintanto che non si è confrontato con una idea nuova di civiltà ha pensato che quella fosse l’unica civiltà, ansi il confronto con idee diverse che minavano tradizioni ancestrali poteva far gridare al complotto ai guru del sistema. L’interesse purtroppo è il cancro dell’economia, tutti vogliono curare (a parole) questa economia, ma di fatto nessuno vuole capire e cercare la vera causa causorum, ossia la “moneta debito”. L’interesse praticato sulla moneta alla fonte, ossia all’atto della emissione, genera a valanga e con sistema ponzi, una economia di falsa ricchezza e soprattutto una produzione smisurata di inutilità al solo fine di muovere più “massa monetaria” possibile (quantità della moneta).

Gli stati ormai ridotti ad assolvere solo due funzioni: 1) cercare di aumentare il PIL perché aumentando il PIL, significa utilizzare più denaro e utilizzando più denaro ci sono più interessi da riconoscere ai banchieri emettitori privati (espansione della massa monetaria) 2) recuperare denaro per riconoscere gli interessi ai banchieri attraverso l’attività di recupero credito (equitalia). Questa fase, è quella di riduzione della “quantità” al fine di mettere nelle condizione gli utilizzatori (denaro dipendenti) a non potere più pagare, per espropriargli i beni. Tutto ciò avviene sia per quanto riguarda il risparmio ed i beni privati sia per il pubblico e quindi lo stato.

Gli stati ormai sono solo dei pessimi ragionieri che controllano solo i conti pubblici, tutto il resto (la cura del popolo) sono solo dettagli. Questa moneta ingannevole (Tremonti l’ha definita “diversa da quella buona”) che erode se stessa, quindi, prima ti concede l’illusione della libertà, facendoti credere di avere la possibilità di accesso ai beni (consumo indotto) poi però te la toglie inesorabilmente. Ora il sistema è fatto apposta in modo che non si comprenda il nesso di causalità, infatti: il taglio ai servizi o l’aumento delle tasse, o l’esproprio avviene in maniera trasversale e collettivo.

Ci sono personaggi anche di grossa caratura intellettuale, che quando sentono parlare di “redito di cittadinanza” inorridiscono e che subito dicono (stupidamente): “si adesso ci mettiamo a regalare i soldi!!”, bene invece regalare il “debito di cittadinanza” ad ogni nascituro di circa 38000,00€ euro va benissimo. Se non si comprende la teoria del “valore indotto” (prof. G. Auriti) ogni discorso con questi personaggi intellettualmente strutturati e deformati dal peggiore sindacalismo servile al potere del padrone che per grazia concede il lavoro, ogni parole è perfettamente inutile. Anche solo sotto il profilo giuridico, di pura giustizia umana e sociale, perché uno neonato cittadino, dovrebbe nascere già con una posizione di debito? Intanto si riempiono la bocca di democrazia, di uguaglianza e di giustizia. La moneta “quantità” (debito) gestita dal padrone, giustifica la sua esistenza solo in un sistema che prevede una crescita infinita PIL (in un sistema finito) i primi pagano per i secondi i secondi pagano per i terzi i terzi pagano per i quarti (sistema ponzi) finche non si trova più chi paga e si va in bancarotta. Ma è il lavoro che nobilita!!!! continuano a programmare! gli stessi che avendo ceduto la “sovranità monetaria” di fatto hanno messo le condizione, affinché fallissero le imprese buone o fossero svendute, e che a loro posto, sorgessero lavori perfettamente inutili e precari da imprese discutibili realizzate con enormi investimenti (di moneta quantità fondi europei) creando cattedrali nel deserto (Basilicata, Campania, ecc) per dare l’illusione del posto lavoro che poi è durato uno, due anni e poi calcio in culo. Se quel capitale fosse stato dato come “redito di cittadinanza” solo perché la gente studiasse, coltivasse hobby sport, cultura cinema avremmo una popolazione più sana, più colta. Non solo, non ci sarebbero milioni di metri cubi di cemento con inquinamento e massacro ambientale e sarebbero ancora rimasti tanti soldi. Il problema, che in questo modo non ci sarebbero stati interessi da pagare al banchiere e la politica non avrebbe avuto la gestione del potere tipo voto/lavoro).

É necessario pensare ad un sistema economico con una “moneta qualità” pulita e di proprietà del cittadino che conservi il valore nella tasca del cittadino senza che il valore conservato venga eroso da un interesse richiesto alla collettività, che prima o poi va a colpire il cittadino nella sua dignità.

La “moneta qualità” serve a produrre beni e servizi che realmente servono alla vita dell’uomo (de-crescita). Una moneta strumento che mira al BIL (benessere interno lordo). Una moneta che non serve a grandi quantità con cicli di espansione e riduzione predeterminati. La moneta debito (quantità) che è servita a costruire una casa, indirettamente, produce un interesse che il banchiere vuole indietro, per cui un altro cittadino nel sistema, magari a migliaia di chilometri perderà la sua casa perché, espropriata da equitalia. (il denaro non crea altro denaro).

La moneta credito di qualità non erode se stessa perché è di proprietà e non è gravata di affitto (interesse) quindi il bene che si costruisce con questa moneta resta e restando non serve a altra moneta. In questo sistema non serve produrre per produrre, e neanche lavorare per produrre cose inutili che nel giro di un mese vanno in discrica. La qualità della moneta di proprietà da anche la qualità della vita e la serenità, la mia casa costruita con fatica è mia e basta. Non sto con l’ansia che lo Stato (che mi dovrebbe tutelare) di fatto, perché ha sottoscritto un “contratto in perdita” (adozione dell’euro) non sa come espropriarmi casa per “onorare” il suo debito.

La moneta credito è di qualità e mira non alla quantità di merci che posso avere, ma alla qualità del benessere. Questo sistema arriva a produrre enormi schifezze, solo per dare un lavoro umiliante e tutto ciò solo per far girare tanto denaro che produce interessi, ma ciò produce quintali di inutile immondizia, aumento di trasporti, aumento di centrali nucleari ecc (chi ci guadagna solo il banchiere). Serve invece una produzione razionale, produrre solo quello che serve, che si ottiene solo con una economia di qualità che parte da una moneta di qualità e la prima qualità di una moneta è che il valore che contiene sia di proprietà di chi la possiede.

Giuseppe Turrisi.

venerdì 25 febbraio 2011

Antonio Pantano: "...i veri evasori fiscali? Le banche! Non pagano il fisco, non emettono scontrini fiscali né fatture sui loro affari..."



Sabato 26 febbraio 2011, con moderatore Andrea Miglioranzi, si tiene un convegno a Verona "Fuori dal Forex per uscire dalla crisi", alle 16:30 presso il Centro Congressi dell'Hotel S. Marco (Via Longhena, 42).

Intervento scritto di Antonio Pantano:

Caro Miglioranzi,
le tue speranze "le banche devono tornare a sostenere il sistema produttivo, distribuendo sul territorio il risparmio raccolto" sono parole basate sul NON realismo.

Oggi vigenti LEGGI contrarie votate in parlamento da SERVI - gaudenti - delle banche! rendono il potere delle banche sia SOVRANAZIONALE sia EXTRANAZIONALE. Le banche non pagano le tasse, eludono il fisco, creano bilanci artefatti e non veritieri, e MAI hanno emesso scontrino fiscale o fattura per le spese estorte/addebitate ai clienti-sudditi!.

Queste sono autorizzate dalle leggi vigenti a dragare-raccogliere i risparmi, mescolandoli con altro (vedi Gheddaffi ed il suo "signoraggio" su Unicredit>BankItalia>Banca Centrale Europea, oltre altre personali "interessenze" in aziende private e pubbliche italiane), per lucrarvi con operazioni in Cina o Africa, e, solo DOPO, far finta di "soccorrere" l'Italia elargendo SOLO a "clientes scelti e discriminati" le "provvidenze pubbliche" (vedi anche "La Cronaca di Verona" del 23.2.2011).

La più perfetta (al mondo!) legge bancaria fu quella italiana del 1936: abrogata perchè "fascista" dai furfanti successivi (ancor oggi imperanti, come il D'Alema ed i suoi compari Berlusca e Tremonti, gli Amato-Dini-Prodi-Ciampi). Stabilì alcune (solo 4!) banche -"controllatissime" dallo Stato - autorizzate agli affari mondiali, e TUTTE le altre - di natura e controllo locale (IL VERO FEDERALISMO fu creato durante Fascismo! le scemenze odierne sono "palliativi per rubare in sede locale!) - destinate a raccolta e ri-distribuzione del risparmio, con NESSUNA discriminazione tra chi ha e non ha garanzie reali!

Nel vostro convegno veronese RIFERISCI ciò che ora ti ho - in estrema sintesi! - scritto, e dì pure ai "dipendenti" dei partiti al potere (LegaNord e PD sono al potere entrambi, da SEMPRE!!!) che le loro dichiarazioni certamente "prudenti" sono FALSITA', perchè ossequiose verso "li superiori", come il Draghi, che il lunatico/veridico a tratti Cossiga definì pubblicamente in tv "vile"!

Il resto sono "vanità" utili ai "signori del denaro" per tenere a bada le masse! Ma, talvolta, (vedi Nord Africa) qualcosa va in senso contrario al pianificato dai "20 potenti globalisti e sovrannazionali".

Cari saluti, prof. Antonio Pantano

lunedì 21 febbraio 2011

Savino Frigiola: "Riappropriamoci della nostra sovranità monetaria per superare la crisi economica..."



"Lo Stato italiano può superare la crisi recuperando il suo diritto all'emissione di cartamoneta..." (Saul Arpino)

L'ultima lettera inviata da Berlusconi al Corriere della Sera per il rilancio dell'economia, conferma quanto da sempre pronosticato e sostenuto: «le cause ed il perdurare della crisi economica dipendono essenzialmente dalla violenta demonetizzazione del mercato, avvenuta in campo nazionale ed internazionale, determinata, realizzata e pilotata dall'apparato bancario-monetario, nell'indifferenza, ed in alcuni casi anche con la connivenza di alcune forze politiche.».

Sempre di connivenza si tratta anche quando, nell'ambito dell'azione e della attività politica, è sufficiente essere a conoscenza delle tecniche perverse e delle malefatte messe in atto dalla congrega bancaria-monetaria, senza porre nulla in essere per bloccare questi sciagurati accadimenti. Dando per saputo e scontato come tutto ciò si sia potuto verificare e con quali dinamiche (ce ne siamo occupati a lungo anche nel recente passato), ciò che importa ora in maniera sempre più pressante, è come uscirne e come poter rilanciare l'economia e l'occupazione nazionale, in primis quella giovanile, prima del verificarsi d'intolleranze del tutto prevedibili.

L'asfittica circolazione monetaria sul mercato interno e la drastica riduzione delle linee creditizie hanno causato il crollo dei consumi, la sofferenza di centinaia di migliaia di piccole e medie imprese (85 % del sistema produttivo nazionale) causando in moltissimi casi il fallimento o la loro chiusura con la conseguente espulsione delle relative maestranze dal sistema produttivo. La contrazione di liquidità verificatasi sui mercati esteri ha penalizzato tutta l'attività manifatturiera nazionale finalizzata all'esportazione, provocando anche la drastica contrazione delle correnti turistiche estere. Allo status quo, pertanto, tutta l'economia è in grave sofferenza. Gran parte della liquidità interna era già stata razziata molti anni prima dello scoppio ufficiale dell'ultima crisi economica, dalle solite banche mediante il piazzamento dei bond farlocchi, subito dopo volatilizzati, di Cirio, Parmalat, Banca 121, Argentina, ecc. fatti sottoscrivere ai vari soggetti ed amministrazioni, pubbliche e private, utilizzando spesso espedienti e raggiri nei confronti degli ignari sottoscrittori.

Alle perverse attività bancarie si sono aggiunte anche quelle della politica, tenute a battesimo dal governo G. Amato (dott. Sottile) con il prelevamento forzoso su tutti i conti correnti e depositi dell'8 per mille e la serie delle patrimoniali, iniziate nel 1992, mediante le qualisono state sottratte ai cittadini ed all'intero mercato cifre ingenti, non più ritornate in circolazione sul territorio sotto la voce di spesa per servizi resi alla collettività (solo nel primo anno è stata prosciugata la bella cifra di 92 miliardi di lire). Di queste e di altre malefatte bancarie nei confronti del mercato se ne sta occupando per alcuni aspetti la magistratura ordinaria con esiti alquanto deludenti: il sistema bancario ha sempre brigato per varare commissioni con propri rappresentanti, per dirimere le vertenze dei propri clienti in via stragiudiziaria.

Anche nei casi giunti a sentenza, con condanna delle banche al ristoro dei danni, questi sono quasi sempre sottostimati ed i relativi pagamenti procrastinati nei tempi futuri. L'annunciato ed auspicato colpo di frusta da parte dell'Esecutivo, per far ripartire produzione, occupazione e consumi interni, mal si concilia con le pretese europee di ridurre il debito pubblico all'80%, in ottemperanza ai vincoli comunitari ed al trattato di Maastricht, mediante il reperimento sul mercato nazionale di ben 600 miliardi di Euro da versare drasticamente nelle casse dei banchieri, con conseguente pregiudizio al poter programmare, o solo immaginare, qualsiasi possibilità di ripresa economica nazionale.

Il forte debito pubblico esistente ci impedisce d'indebitarci ulteriormente per ottenere le risorse necessarie per reinnescare i processi produttivi in tempi brevi e quindi il colpo di frusta enunciato ed auspicato resterà nel cassetto delle buone intenzioni. Quand'anche riuscissimo a poterci ulteriormente indebitare, finiremmo per incrementare ancor più la mastodontica esposizione pubblica con i conseguenti gravosissimi interessi passivi che stanno già sbarrando qualsiasi possibilità di rilancio reale.

Occorre convincersi definitivamente che senza nuove risorse è impensabile immaginare qualsiasi tipo di ripresa ed ancor meno realizzare gli annunciati schiocchi di frusta per far ritornare il cavallo a bere. Perciò diventa sempre più indispensabile approntare nuove risorse economiche-monetarie senza sottostare allo strangolamento da debito inventato ed imposto dalla cupola bancaria-monetaria. Fortunatamente disponiamo della capacità, della cultura e dell'esperienza per far fronte ed eliminare definitivamente queste procurate disfunzioni. E' solo necessario che i politici, diversamente da quanto preteso dai banchieri, (come se l'economia fosse loro prerogativa esclusiva) ritornino ad occuparsi della vera politica economia nazionale che non può essere disgiunta da quella monetaria, acquisendone le opportune conoscenze culturali, con il convincimento che la legittimità a svolgere l'azione politica deriva solo dal perseguimento del bene comune in favore dei cittadini e dei propri elettori.

Occorre riacquisire autonomia di giudizio e capacità di discernere con la propria testa per non essere inconsapevolmente plagiati dai numerosi infiltrati a tutti i livelli al servizio dei banchieri e finanzieri. Ovviamente occorre disporre anche gli attributi necessari per poter bordeggiare "almeno inizialmente" contro vento, senza avventurarsi su rotte sconosciute e mai battute. Basta ripercorrere ed attuare ciò che è stato felicemente realizzato in oltre cento anni dai vari e diversi Governi che si sono succeduti.

Lo Stato deve ritornare a battere moneta in nome e per conto dei propri cittadini; acquisirne il signoraggio e quindi la moneta emessa a titolo originario ed impiegarla per rilanciare economia, occupazione e ricerca. Lo Stato italiano ha battuto moneta in prima persona e monetizzato il proprio territorio dal 1874 al 1975.
Ciò ha consentito, subito dopo l'unità d'Italia di realizzare tutte le infrastrutture necessarie ad un nuovo stato, compreso i famosi palazzi e quartieri "umbertini", ancora esistenti, senza imporre tasse e senza indebitarsi. Successivamente utilizzando sempre la moneta emessa da parte dello Stato si sono costruite le opere dell'Italia moderna: strade, autostrade, ponti, ferrovie, porti, aeroporti, centrali elettriche, ospedali, sanatori, colonie, le grandi bonifiche, intere città, i grandi complessi industriali, gli Istituti Assistenziali, le scuole, le università, tutte contraddistinte dalle inconfondibili linee architettoniche ispirate dal Piacentini. Anche tutte queste opere furono realizzate senza aumentare le tasse ai cittadini e senza aumentare il debito pubblico che anzi, sino al 1940 era rimasto stabile al 20 % (tra i più bassi della storia d'Italia) per passare al 25% nel 1945 a guerre finita. Successivamente si continuò a battere moneta da parte dello Stato, gli introiti così incamerati hanno contribuito in maniera significativa alla ricostruzione del territorio nazionale devastato dall'invasione nemica (all'inizio degli anni 70 il debito pubblico era sceso al 20 %). Tutto ciò ad ulteriore conferma e dimostrazione che il debito pubblico è generato dall'emissione monetaria da parte delle banche d'emissione private.

All'inizio del Governo Berlusconi si cercò di fronteggiare questa situazione. Il Ministro Tremonti ebbe a sostenere la necessità di una moneta parallela, senza debito, per rilanciare l'economia e l'anemico mercato, iniziativa subito frustrata dal gruppo della destra economica annidata nel parlamento al servizio della funzione monetaria e finanziaria. Il ruolo di questi soggetti si è definitivamente appalesato quando Fini ha impedito di conferire ai prefetti i poteri necessari per sindacare il comportamento delle banche verso privati ed aziende e quando partendo con l'acqua è cominciata la campagna delle privatizzazioni, cedendo ai banchieri i beni dello Stato a fronte dei pseudi debiti creati con l'emissione monetaria. Come riporta il Corriere della Sera, non sussiste grande differenza sostanziale tra quanto sostiene il cattolico banchiere Bazoli d'istituire la tassa patrimoniale e l'establishment finanziario alternativo che chiede la vendita del patrimonio pubblico insieme alle liberalizzazioni dei servizi pubblici, entrambi, con l'obiettivo finale di chiudere il ciclo berlusconiano.

Mentre la crisi economica trova difficili sbocchi, la cosa più raccapricciante di questo sciagurato periodo è il silenzio assordante della sinistra e di buona parte dei sindacati appiattiti sulle posizioni monetarie-finanziarie, ed a protezione dei manovratori, per sviare le attenzioni, si sono ridotti a guardare per il buco della serratura, suggellando la fine indecorosa dell'apparato a difesa della classe operaia, dei meno abbienti e degli oppressi.

Coraggio Presidente Berlusconi, ormai non ha più nulla da perdere, è arrivato il momento di parlare chiaro, più di quello che le hanno fatto è impossibile immaginare altro, le quinte colonne sono uscite dalla maggioranza, il momento è oltremodo propizio per dimostrare che aldilà di tutte le chiacchiere e le diatribe dei vari gruppi ideologici, ormai decotti, di fatto sulla scena politica esistono due soli schieramenti: il primo che in ossequio al mandato ricevuto dai cittadini si adopera per il conseguimento del bene comune di tutta la popolazione, ed il secondo al servizio del sistema bancario-monetario e dell'alta finanza. Poiché queste due posizioni si stanno delineando con sempre maggiore precisione, è opportuno, quanto prima possibile, formare, informare e spiegare la vera occulta strategia in atto, dopo di che vediamo quante persone sono disponibili a scendere in piazza a difesa dei banchieri della BCE e per Maastricht.

Riappropriamoci della nostra sovranità monetaria per bloccare le nefaste conseguenze delle crisi come quelle imposte a Islanda, Irlanda, Grecia, poiché dopo Portogallo e Spagna siamo i primi della lista. Recuperiamo la nostra autonomia politica e congiuntamente il ruolo riappacificante che ci compete nel bacino del Mediterraneo e nel mondo. Riuniamo rapidamente la miriade di gruppi, associazioni e comitati sorti a sostegno di queste posizioni. Sicuramente non mancheranno immediati appoggi e consensi da parte di tutti i cittadini e da parte degli Stati che, per convenzioni bilaterali stipulate tra loro, hanno stabilito di scambiarsi beni e risorse utilizzando la propria moneta nazionale; la nostra produzione è ricercata e complementare a moltissime di queste. All'immancabile starnazzare delle solite sacre vestali a difesa del sistema, assicuriamo la nostra presenza in qualsiasi pubblico dibattito.

Savino Frigiola

Fonte: abruzzopress

martedì 18 gennaio 2011

Giuseppe Turrisi: “E' giunta l'ora dell'improcrastinabile sovranità monetaria!”

>"E' arrivato il momento di voler bene all'Italia..." (Saul Arpino)

Ritorno al nucleare? Avidità di banchieri e petrolieri? Ignoranza del popolo? Dipendenza della magistratura?

Il sistema economico in un pianeta immaginario dovrebbe essere solo per il benessere dell’intera umanità invece in questo nostro pianeta reale è fatto solo per fare stare bene circa il 5 % dell’umanità e fare stare sempre peggio tutti gli altri.
Oggi ci troviamo in un contesto, dove non esistono più regole, dove si può speculare su tutto, sulle armi, sul petrolio, sulla salute e sulla vita umana, sul vaccino, sul cibo, ecc.. dove la corsa all’accaparramento di ricchezze oltre ogni misura diventa peggio del fanatismo religioso, praticamente da cura psichiatrica, se non da manicomio; certi sono talmente ricchi che non riuscirebbero a spendere le loro ricchezze neanche in  venti vite messe in fila, quando poi di vita ne hanno una sola.

Ora volendoci capire qualcosa, come al solito ci riduciamo sempre all’ultimo a decidere le cose sempre e solo in emergenza! Da un lato abbiamo l’egemonia dei padroni del petrolio; tutto il mondo deve sottostare alle scelte sia di prezzo sia di tipologia di fonte energetica, dall’altra la “economia turbo capitalistica” spinta dal meccanismo della “moneta debito” per il consumo sfrenato che induce, indirettamente e direttamente ad essere sempre più energivori sia in ambito famigliare sia in ambito industriale. Ora se non si comprendono seriamente le intensioni dei padroni che hanno messo in piedi  questi due meccanismi di potentato e che ci incastrano e schiavizzano continuamente e impunemente non si riuscirà  mai a risolvere molti problemi (gli altri potentati, come politica, comunicazione sindacati ecc, sono di ordine inferiore ed obbediscono solo a questi).

I petrolieri dal lato loro non hanno nessuna intensione di mollare la loro egemonia sulle nazioni tra cui l’Italia, quindi mai e poi mai vorranno che diventino energeticamente indipendenti, (il caso Mattei basta e avanza per spiegare tutto) significherebbe rinunciare a quantità di fatturati incalcolabili, quindi le compagnie petrolifere (ricchissime) finanzieranno di tutto (anche cose poco legali) in modo che nessuno possa intaccare il potere del petrolio. Lo stesso fotovoltaico, in un primo momento osteggiato, è stato lasciato fatto passare, solo quando in primo luogo i petrolieri (o chi per loro) si sono comprati le fabbriche delle celle (guarda caso che stanno in America e Germania)  e poi quando la tecnologia (monocristallino e policristallino) ormai era (ed è) quasi obsoleta.

Il sistema di vita europeo, poi è talmente energivoro, che la richiesta di energia elettrica, continua a salire, nonostante le continue  (finte) campagne di risparmio energetico (la BCE vuole interessi sull'euro e il parlamento vuole risparmio energetico!!! che ridere!!!).

La Germania che è la “Ccermania” (“questi sono teteschi”) non è arrivata neanche al 10% del fabbisogno energetico elettrico prodotto con il fotovoltaico, e solo questo la dice lunga, su questa tecnologia, e perché ad un certo punto è stata “concessa”.
La nazione l’Italia (perché  noi siamo sempre i più bravi, e qui che  si vede l'italianità delle cose, ci sono gli opposti che si respingono, si va dal pollo al genio), che oltre tutto abbiamo inventato il nucleare con il nostro grande Fermi, l' abbiamo prima fatto formato fior di ingegneri e poi con una campagna mediatica di disinformazione massiccia, ma pianificata dai petrolbanchieri (fatta  fare a politici e ragionieri nel migliore dei casi) e dopo il disastro di Cernobyl, lo abbiamo abbandonato cosi perdendo konw How, soldi, perdendo competitività, posti di lavoro di tutto (pazienza e adesso ne piangiamo le conseguenze).

Fare una scelta del genere (all’epoca) ci ha praticamente messo sotto la gogna dei petrolieri che si sono sfregati le mani (ecco un altro stato pollo che avrà bisogno di noi). Se la scelta antinucleare fosse stata fatta in maniera sistemica ossia da tutta l’Europa (almeno) e accompagnata ad una campagna seria e massiccia di "riduzione dei consumi" allora avrebbe avuto un senso invece ci siamo trovati e ci troviamo nella condizione peggiore che si potesse avere, ( ricordo sempre come ho già scritto fino alla noia: che l'unica energia pulita è quella che non si consuma e che quindi non viene trasportata e non viene prodotta).

Il rischio nucleare (ammesso che quello percepito dal popolo sia quello reale) ce l’abbiamo comunque, perché sia la Francia sia la Svizzera sia l’Austria (e mi fermo) hanno centrali nucleari da cui NOI compriamo energia elettrica, come se non bastasse, noi produciamo la differenza dell’energia elettrica  con centrali a motore endotermico (diesel) ossia motori che giorno e notte buttano nell'aria polveri sottili e che i venti diffondono per tutta l’Italia, mari compresi, oltre a non aver comunque eliminato per niente il rischio nucleare (residuo).

Quindi se fossimo coerenti (ma nel vocabolario degli italiani purtroppo questa parola non esiste) significherebbe che:  se si rifiuta il nucleare dobbiamo anche rifiutare di consumare il 50% di energia elettrica ossia: decrescita, riduzione dei consumi, risparmio energetico, ma poiché anche la "moneta debito"  con il meccanismo dell’interesse prevede solo e sempre più PIL (tradotto significa: Industrie producete e vendete sempre di più), ogni discorso su nucleare si o nucleare non no ha senso (se non per i polli).

Il nostro maggior debito pubblico dipende anche da questo poiché abbiamo dovuto comprare più energia elettrica e più petrolio con soldi presi in prestito da banchieri Privati (chi ci ha guadagnato? Petrolieri e banchieri).

Se chi parla di nucleare, è un ragioniere o un ex magistrato, il nucleare sarà sempre percepito come il grande male. Spesso però bisogna ragionare per mali minori. Sulla percezione del rischio la comunicazione ci ha fatto i soldi; per fare un esempio su come abbiamo la percezione sballata, è statisticamente provato che ne  muoiono sempre di meno in aereo che con l’automobile, eppure la natura umana percepisce più il pericolo nell’aereo. Quanti anni sono che non cade un aereo in Italia? (parecchi)  quanti ne muoiono con l'automobile ( circa 3500  l’anno).

Comprare il petrolio per fare energia elettrica significa spendere soldi che potrebbero essere invece spesi per ricerca  e altre strutture in Italia. Ma vediamo l’altro versante, l’interesse applicato alla moneta debito (tasso di sconto) come sappiamo tutti è proporzionale se l’Italia spende 100,00€ l’anno la BCE incassa solo 2,00€ di interessi (poverina solo per averci prestato cento euro con contro valore niente di niente se no la nostra fiducia stessa che ridere!!!!??)  se l’Italia spende 1000,00€ la BCE incassa  20,00€, ora è chiaro che la BCE non ha nessun interesse affinché ci sia riduzione di consumo di denaro, ne tanto meno riduzione di consumo energetico (ossia altro denaro per comprare petrolio).
 
Mi viene da pensare a quegli imbecilli che ancora in qualche articolo sostengono che la BCE sia una emanazione della comunità europea quando è esattamente il contrario, ma questa è un’altra storia. L’Italia quindi si trova sotto schiaffo da tutti i lati: dalla BCE, dalle compagnie petrolifere, da un governo che prende ordini dai primi due, da una politica sovvenzionata sempre dai primi due, ecc e i cittadini italiani sono ormai spogliati di qualsiasi potere e sovranità ed una magistratura  che ha dimenticato da anni la costituzione nel cassetto altro che stare dalla parte del popolo!!.

In tutto questo contesto la scelta del nucleare, anche se ecologicamente può sembrare la più sbagliata, è l’unica strada percorribile, per ritornare ad essere energeticamente (in parte) autonomi  (tanto aspettare la maturità del popolo europeo alla riduzione del consumo energetico è assolutamente utopistico) ciò per non dipendere dai petrolieri e dai banchieri. Stanno facendo di tutto per far cade Berlusconi (contestabilissimo quanto si vuole) ma che ha fatto delle scelte che andavano verso questa direzione, ossia liberare l’Italia almeno dal cappio petrolifero americano sotto il profilo della produzione della energia elettrica.

Per la libertà dal cappio della moneta debito dovremmo aspettare  (purtroppo) la rivolta popolare e non manca molto (massimo due anni), il dispiacere sarà quello che comunque il popolo  non capirà mai  chi sono i veri colpevoli di questo scempio di stile imperialistico Goldmann Sachs.

L’energia è il potere della "moneta debito" sono i due pilastri con cui si controlla il mondo, se il popolo non entra  con pieno diritto a potere scegliere e dire la sua su questi dei grandi sistemi ogni discorso è inutile. La giustizia dovrebbe riportare le cose nella giusta dimensione che è quella della difesa della dignità umana ma al momento è quasi una utopia.

La magistratura, che dovrebbe rimettere le cose a posto, ispirandosi alla carta costituzionale, orma utilizzata solo per citazioni aleatorie, non  è assolutamente libera (altro che certezza del diritto), poiché sa (almeno alcuni) come stanno veramente le cose, si è piegata al potere dominate bancario.

Il potere di somministrare la giustizia, purtroppo dipende anche dai soldi che la magistratura ha a disposizione e poiché questi non sono più nella disponibilità dello stato (perduta sovranità monetaria) ma lo stato li prende in prestito dalle banche e li centellina al suo apparato.... quale giustizia indipendente possiamo pensare di avere ? (la giustizia è uguale per tutti, escluso banchieri petrolieri e multinazionali che la esercitano attraverso il loro poteri)  !!!! 

Ora come ho detto migliaia di volte continuare a pensare che: Berlusconi, Bersani, Fini, Vendola, (chi volete!) destra,  sinistra, partitini neo comunisti, neo fascisti o giustizialisti possano risolvere qualcosa è solo il film che ci proiettano ogni giorno per darci l’illusione che qualcuno di questi attori (di un teatro di periferia di provincia che ci hanno portato a questo punto) possano risolvere qualcosa.

I problemi non possono essere risolti dal livello di intelligenza che li ha generati (Einstein). È necessario pulire l’aria da questi inutili gerontodinosauri in estinzione che continuano a obbedire all’impero neoliberista petrol-bancario.

Popolo!!! l’ora è giunta, non è più tempo di dormire, è necessario ritornare alla dignità umana e alla sua sovranità.   Cercherò di essere ancora più chiaro e in maniera disarmante: "Qualunque partito non metta come primo punto del programma e come emergenza assoluta, il ritorno alla “sovranità monetaria di stato”  vi sta solo fregando (per non dire altro), oltre ad essere d’accordo con l’impero "neoliberista petrol-bancario".

Buona Dignità a tutti.
 
 
Giuseppe Turrisi

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