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martedì 6 marzo 2012

Mario Draghi, il pusher delle banche, ed il prestito della BCE per drogare vieppiù il sistema....

...l'uomo delle banche.. ha detto sì.. alle banche!

Anche la seconda operazione di rifinanziamento delle banche europee è andata: La BCE ha concesso 529 milioni di euro in prestiti a 3 anni, dopo aver ricevuto richieste da 800 banche, molte di più rispetto all’operazione simile dello scorso anno. Da fine dicembre ad oggi Mario Draghi ha dato alle banche europee 1.000 miliardi di euro, in due tranche, al tasso dell’1%.

La disponibilità in questa asta era di quantità illimitata e il prestito avrà la durata di tre anni, a differenza delle normali aste dove la durata è molto breve.
Fino ad ora i capitali della prima grande iniezione di liquidità sono stati parcheggiati prevalentemente nel mercato overnight, cioè vengono riconsegnati giorno per giorno alla BCE stessa in attesa di tempi migliori, in cambio di tassi risibili; una parte di questa liquidità è stata usata dalle banche per ricomprarsi sul mercato prima della scadenza, ad un prezzo inferiore al valore nominale le obbligazioni, da loro stesse emesse, ottenendo così dei buoni guadagni, un’altra parte è finita nell’acquisto dei titoli del debito pubblico dei Paesi dell’eurozona e solo una piccola parte è andata a finanziare l’economia: le imprese e le famiglie, così come auspicato da tutti, anche perché, le banche europee (ma anche quelle inglesi e americane) hanno molti "titoli tossici" in pancia e fanno fatica a ripagare i debiti in scadenza.

E’ interessante però capire come avviene tecnicamente questa operazione, come avviene cioè la concessione di denaro da parte della BCE? Perché ci troviamo di fronte a meccanismi abbastanza strani e arzigogolati.

Le banche hanno un solo obbligo: quello di consegnare alla Banca Centrale titoli in garanzia, si tratta in gergo di un “pronti contro termine”. La BCE per favorire il più possibile le banche private in questa situazione di grossa sofferenza del credito, di possibile credit crunch, ha allargato il ventaglio dei titoli che è possibile dare in garanzia, come collaterale. Prima della precedente asta fu fatta dal governo italiano una legge per permettere alle banche di emettere dei titoli obbligazionari fittizi, garantiti dallo Stato stesso, che avevano lo scopo unico di essere consegnati alla BCE come collaterale in cambio della liquidità.
Si tratta di titoli che non vengono venduti agli investitori, ma titoli creati ad hoc per questa operazione, emessi e auto-comprati.

Il Governo Monti e altri governi sono intervenuti, dando la possibilità di emettere nuove obbligazioni, su cui lo Stato pone la garanzia, per un importo massimo pari al patrimonio di vigilanza di ogni istituto; gli istituti possono quindi creare «artificialmente» nuovi titoli, con il solo scopo di darli in garanzia alla Bce.

Per questi nuovi titoli, le banche dovranno pagare allo Stato una commissione, leggermente inferiore all’1%, per la garanzia offerta.

Questo 1% si somma all’1% che dovrà essere pagato alla BCE, per il rifinanziamento, costo di questo tipo di operazione quindi un 2% circa. Si crea una situazione assurda, nella quale lo Stato garantisce dei titoli fittizi che vengono dati alla BCE in garanzia, da parte delle banche private, a copertura della liquidità richiesta, la quale liquidità verrà ridata (in parte) agli Stati stessi nel momento in cui questi hanno bisogno di soldi perché i loro titoli di Stato sono scaduti e vanno rimborsati. Si può facilmente comprendere che si crea uno circolo vizioso, dove il denaro stampato fa uno strano giro, e in questo giro lo Stato paga degli interessi a soggetti privati che di fatto non danno nessun valore aggiunto a quel denaro stampato dal nulla, ma si mettono in tasca degli interessi che servono a ripianare i bilanci disastrati dalle operazioni speculative che ben conosciamo, improntate al dogma del profitto ad ogni costo e all’azzardo morale. Chiaramente la quantità di titoli ceduta come collaterale è molto inferiore alla moneta ottenuta e quindi le banche hanno la possibilità di ottenere molto più denaro grazie al meccanismo definito “effetto leva”.

Questo allargamento della qualità dei titoli da poter mettere a garanzia è avvenuto in tutti i Paesi europei, così come avvenne negli Stati Uniti all’indomani dello scoppio della bolla dei subprime.

Le banche prima hanno dato in garanzia titoli di Stato e obbligazioni private di un certo tipo, con un certo rating, da dicembre, poiché la quantità di titoli di buona qualità in loro possesso era finito, è stato allargato il gruppo di titoli che è possibile offrire come sottostante, proprio per la grande situazione di sofferenza in cui queste si trovano.

La BCE ha stampato in questa maniera moneta, dandola alle banche private e ha effettuato una sorta di quantitative easing sul modello americano; mentre però la Fed compra direttamente i titoli sul mercato primario perché la legge lo consente, la BCE deve dare questa moneta alle banche private, che a loro volta compreranno, pur non essendone obbligate, ma in conseguenza della moral suasion esercitata dai governi e dalla Banca Centrale stessa, titoli dei debiti pubblici sovrani. In questo modo Draghi ha aggirato il divieto dello Statuto della BCE, e la contrarietà della Germania e ha fatto un regalo alle banche che si mettono in tasca grazie al carry trade sui tassi di interesse, cospicui proventi. Prendono il denaro all’1% e investono al 5/6%.

Con questa operazione di immissione di liquidità si evita una situazione drammatica di stretta creditizia, un’altra grossa crisi bancaria, ma si interviene sul contingente, si droga ancora di più il sistema, così come viene fatto in tutto il mondo, con questo sistema si rimanda la resa dei conti e la resa dei conti fra un po’ di tempo potrebbe essere ancora più dura dell’onda che ci verrebbe addosso ora, se i nodi di un indebitamento globale insostenibile venissero affrontati.
E per ultimo, c’è sempre una maggiore quantità di persone che si chiedono come mai i titoli non vengono comprati direttamente dalla BCE? E poi c’è un’altra fetta di persone “ancora più ingenua” che si chiede ma perché non vengono comprati dallo Stato stesso? La risposta pare che sia: “per via dell’inflazione che scaturirebbe”, ma quasi nessuno viene convinto dalla risposta!!

Daniele Carcea

mercoledì 22 giugno 2011

Signoraggio, finanza ed economia - Il valore della carta-moneta non sta nel numero delle banconote emesse..


Il valore monetario aggiunto

Il linguaggio della avidità e dell’interesse è ormai nel nostro sangue ed è difficile comprendere che è una pratica distruttiva.

Il cannibale fintanto che non si è confrontato con una idea nuova di civiltà ha pensato che quella fosse l’unica civiltà, ansi il confronto con idee diverse che minavano tradizioni ancestrali poteva far gridare al complotto ai guru del sistema. L’interesse purtroppo è il cancro dell’economia, tutti vogliono curare (a parole) questa economia, ma di fatto nessuno vuole capire e cercare la vera causa causorum, ossia la “moneta debito”. L’interesse praticato sulla moneta alla fonte, ossia all’atto della emissione, genera a valanga e con sistema ponzi, una economia di falsa ricchezza e soprattutto una produzione smisurata di inutilità al solo fine di muovere più “massa monetaria” possibile (quantità della moneta).

Gli stati ormai ridotti ad assolvere solo due funzioni: 1) cercare di aumentare il PIL perché aumentando il PIL, significa utilizzare più denaro e utilizzando più denaro ci sono più interessi da riconoscere ai banchieri emettitori privati (espansione della massa monetaria) 2) recuperare denaro per riconoscere gli interessi ai banchieri attraverso l’attività di recupero credito (equitalia). Questa fase, è quella di riduzione della “quantità” al fine di mettere nelle condizione gli utilizzatori (denaro dipendenti) a non potere più pagare, per espropriargli i beni. Tutto ciò avviene sia per quanto riguarda il risparmio ed i beni privati sia per il pubblico e quindi lo stato.

Gli stati ormai sono solo dei pessimi ragionieri che controllano solo i conti pubblici, tutto il resto (la cura del popolo) sono solo dettagli. Questa moneta ingannevole (Tremonti l’ha definita “diversa da quella buona”) che erode se stessa, quindi, prima ti concede l’illusione della libertà, facendoti credere di avere la possibilità di accesso ai beni (consumo indotto) poi però te la toglie inesorabilmente. Ora il sistema è fatto apposta in modo che non si comprenda il nesso di causalità, infatti: il taglio ai servizi o l’aumento delle tasse, o l’esproprio avviene in maniera trasversale e collettivo.

Ci sono personaggi anche di grossa caratura intellettuale, che quando sentono parlare di “redito di cittadinanza” inorridiscono e che subito dicono (stupidamente): “si adesso ci mettiamo a regalare i soldi!!”, bene invece regalare il “debito di cittadinanza” ad ogni nascituro di circa 38000,00€ euro va benissimo. Se non si comprende la teoria del “valore indotto” (prof. G. Auriti) ogni discorso con questi personaggi intellettualmente strutturati e deformati dal peggiore sindacalismo servile al potere del padrone che per grazia concede il lavoro, ogni parole è perfettamente inutile. Anche solo sotto il profilo giuridico, di pura giustizia umana e sociale, perché uno neonato cittadino, dovrebbe nascere già con una posizione di debito? Intanto si riempiono la bocca di democrazia, di uguaglianza e di giustizia. La moneta “quantità” (debito) gestita dal padrone, giustifica la sua esistenza solo in un sistema che prevede una crescita infinita PIL (in un sistema finito) i primi pagano per i secondi i secondi pagano per i terzi i terzi pagano per i quarti (sistema ponzi) finche non si trova più chi paga e si va in bancarotta. Ma è il lavoro che nobilita!!!! continuano a programmare! gli stessi che avendo ceduto la “sovranità monetaria” di fatto hanno messo le condizione, affinché fallissero le imprese buone o fossero svendute, e che a loro posto, sorgessero lavori perfettamente inutili e precari da imprese discutibili realizzate con enormi investimenti (di moneta quantità fondi europei) creando cattedrali nel deserto (Basilicata, Campania, ecc) per dare l’illusione del posto lavoro che poi è durato uno, due anni e poi calcio in culo. Se quel capitale fosse stato dato come “redito di cittadinanza” solo perché la gente studiasse, coltivasse hobby sport, cultura cinema avremmo una popolazione più sana, più colta. Non solo, non ci sarebbero milioni di metri cubi di cemento con inquinamento e massacro ambientale e sarebbero ancora rimasti tanti soldi. Il problema, che in questo modo non ci sarebbero stati interessi da pagare al banchiere e la politica non avrebbe avuto la gestione del potere tipo voto/lavoro).

É necessario pensare ad un sistema economico con una “moneta qualità” pulita e di proprietà del cittadino che conservi il valore nella tasca del cittadino senza che il valore conservato venga eroso da un interesse richiesto alla collettività, che prima o poi va a colpire il cittadino nella sua dignità.

La “moneta qualità” serve a produrre beni e servizi che realmente servono alla vita dell’uomo (de-crescita). Una moneta strumento che mira al BIL (benessere interno lordo). Una moneta che non serve a grandi quantità con cicli di espansione e riduzione predeterminati. La moneta debito (quantità) che è servita a costruire una casa, indirettamente, produce un interesse che il banchiere vuole indietro, per cui un altro cittadino nel sistema, magari a migliaia di chilometri perderà la sua casa perché, espropriata da equitalia. (il denaro non crea altro denaro).

La moneta credito di qualità non erode se stessa perché è di proprietà e non è gravata di affitto (interesse) quindi il bene che si costruisce con questa moneta resta e restando non serve a altra moneta. In questo sistema non serve produrre per produrre, e neanche lavorare per produrre cose inutili che nel giro di un mese vanno in discrica. La qualità della moneta di proprietà da anche la qualità della vita e la serenità, la mia casa costruita con fatica è mia e basta. Non sto con l’ansia che lo Stato (che mi dovrebbe tutelare) di fatto, perché ha sottoscritto un “contratto in perdita” (adozione dell’euro) non sa come espropriarmi casa per “onorare” il suo debito.

La moneta credito è di qualità e mira non alla quantità di merci che posso avere, ma alla qualità del benessere. Questo sistema arriva a produrre enormi schifezze, solo per dare un lavoro umiliante e tutto ciò solo per far girare tanto denaro che produce interessi, ma ciò produce quintali di inutile immondizia, aumento di trasporti, aumento di centrali nucleari ecc (chi ci guadagna solo il banchiere). Serve invece una produzione razionale, produrre solo quello che serve, che si ottiene solo con una economia di qualità che parte da una moneta di qualità e la prima qualità di una moneta è che il valore che contiene sia di proprietà di chi la possiede.

Giuseppe Turrisi.

giovedì 19 maggio 2011

Analisi politica del voto amministrativo di metà maggio... - "Bisogna andare oltre le fazioni per il bene dell'Italia..."


Foto artistica di Gustavo Piccinini

"Le belle statuine di gesso (della politica..) messe a nudo!" (Saul Arpino)

Nessuno stupore davanti ai risultati elettorali di domenica 15 maggio 2011. Risultati che, non c'era bisogno che lo dicesse già Silvio Berlusconi, salvo ripensamenti, prima della consultazione, hanno avuto una grossa valenza politica. Si è trattato infatti di una tornata elettorale dopo non solo gli scandali erotico-affaristici del premier e del suo entourage, ma soprattutto dopo un periodo di governo in cui gli italiani hanno potuto constatare l'insipienza e l'arroganza di una classe politica di individui di basso conio che hanno pensato di far pagare ai cittadini, alle famiglie, alla povera gente, la crisi politica da essi stessi provocata.

La ripresa dell'inflazione causata dalla mancanza volontaria e proditoria di una politica di controllo dei prezzi, la riduzione del potere d'acquisto degli stipendi, il blocco dei contratti del pubblico impiego, i prezzi usurai sulle case in vendita nelle grandi città, l'incapacità di investimenti nel settore pubblico e di una seria e fattiva lotta alla disoccupazione, soprattutto giovanile, la corruzione dilagante che ha arricchito i potenti e gettato sul lastrico i deboli, l'aumento delle tasse regionali e comunali, la distruzione continua e sistematica della scuola pubblica, i costi vertiginosi delle insensate missioni di guerra al servizio degli americani, non potevano non dare che i risultati che hanno dato: la pesante sconfitta di Berlusconi e dei suoi alleati leghisti, colti anche questi, sempre più spesso negli ultimi tempi, con le mani nel sacco e complici nella protezione di Cosentino e soci. Sconfitta che non santifica la vittoria della sinistra, notoriamente, come dice Grillo e come da noi sostenuto ancor prima di lui, cioè da sempre, speculare e identica agli squali del centro-destra.

Per questa ragione, preferiamo continuare l'impegno in un'altra battaglia, quella per i 4 sì al referendum del 12 e 13 giugno 2011 perchè lì, sì, sono in gioco davvero gli interessi e l'avvenire degli italiani.

Nicola Cospito