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domenica 12 agosto 2012

Parco delle Valli... brucia? Mancanza di prevenzione e danni da fuoco a Roma

Aura psichica di Roma e provincia


A seguito di quanto accaduto il pomeriggio dell'8 agosto nel Parco delle Valli, Silvano Podda, n.q. di Presidente p.t. del Comitato AMICI DEL PARCO DELLE VALLI, ha prodotto una apposita lettera destinata alle SS.VV. Ill.me. In tale lettera elenca delle richieste e sostiene la importanza della "prevenzione" ed il costo della sua assenza. Poi, giustamente, pone la seguente domanda: "... cosa ne penserà la Corte dei Conti ?"

Sembra che in questo Paese ci sia bisogno di apprendere il significato della parola "prevenzione"; e, quindi, di apprendere che le risorse finanziarie occorrenti per rendere efficiente ed efficace la "prevenzione" vanno appostate nel capitolo "INVESTIMENTI" e non in altri CAPITOLI (tra le spese, ecc.).
Dovrebbe essere triste quel Paese nel quale anche la Corte dei Conti ignori o fa il nesci sulla "prevenzione".

Ma il nostro è il Paese degli eroi, dei navigatori, dei poeti, .... di gente orgogliosa ma, anche, esperta delle tre carte. Una carta che non vince è quella della "prevenzione". La carta super-vincente è quella della "emergenza" (vedere i rifiuti a Napoli; il traffico e la mobilità a Roma; i fuochi estivi; i falsi invalidi; le manette agli evasori; i tanti Enti; ecc.)
Ricordiamoglielo (qualche volta).

Vito Nicola De Russis
n.q. presidente Associazione Diritti dei Pedoni di Roma e Lazio
3393484370

............

Comunicato Stampa di Silvano Podda:

Alla luce ci spiace dover rilevare, ancora una volta, la mancanza della prevenzione dei danni ambientali. Cosa ormai cronicizzata in tutta Italia ma particolarmente insistente su Roma e, in particolare, al parco delle Valli che, ricordo a tutti,fa parte integrante della riserva naturale della Valle dell'Aniene !!!!
Nonostante le numerose denuncie, nulla è stato fatto fino a ieri,. salvo qualche raro, mediatico e costoso sgombero, per scoraggiare gli insediamenti nomadi in riserva, permettendo l'ammasso e la combustione di innumerevoli rifiuti, contribuendo ad un notevole inquinamento ambientale della riserva stessa.
Ricordo che questo parco è un bene voluto fortemente dai cittadini del quartiere fin dal lontano 1975, quando nacque il primo comitato per il Verde delle Valli, ampliamente avallato e partecipato anche dalle istituzioni e forze politiche dell'epoca. Da notare che l'allora presidente circoscrizionale, Massimo Palombi, era in prima fila a tagliare la rete di recinzione nelle manifestazioni per la presa di possesso del'area.
E venuta quindi a mancare ogni forma di prevenzione che va dalla mancata manutenzione dell'area andata in fumo, alla mancata attivazione dell'impianto anti incendio, sicuramente costato molte e molte decine di migliaia di euro e mai attivato. Per non spendere poche migliaia di euro per la loro attivazione, ora ci troviamo a spenderne sicuramente molti di più per riparare i danni causati dal fuoco e dall'incuria. Chissà cosa ne penserà la Corte dei Conti ?
Tutto ciò premesso, ci facciamo portavoce degli abitanti del quartire e di tutti i fruitori del parco per chiedere quanto segue:

1) Immediata bonifica e messa in sicurezza dell'area interessata dall'incendio, con il taglio deli alberi compromessi dalle fiamme ed a rischio caduta;
2) Ripristino della recinzione e dei cancelli danneggiati dall'usura e dal tempo;
3 )Urgente messa in funzione dell'ormai vetusto impianto anti incendio;
4) Una manutenzione più assidua degli alberi (potatura, innaffiamento.......)
5) Una pulizia più costante che non si limiti allo svuotamento dei cestini dei rifiuti ma che si curi anche della raccolta dei rifiuti sparsi in giro dall'inciviltà, dalle cornacchie e
dal vento;
6) Una sorveglianza ASSIDUA E COSTANTE che impedisca abusi nel nostro pratone.

Ricordiamo nuovamente che la prevenzione è sicuramente molto meno costosta della riparazione dei danni: Quindi le risorse per prevenire debbono essere sempre disponibili; anche perchè poi se ne devono trovare per forza negli interventi riparatori.

Confidando in un'immediata azione comune di tutte le forze interessate ed in attesa di un positivo riscontro, inviamo cordiali saluti.

Il comitato
AMICI DEL PARCO DELLE VALLI
Il Presidente
Silvano Podda

aderente a:
COORDINAMENTO COMITATI IV MUNICIPIO
COORDINAMENTO RETE ECOLOGICA IV MUNICIPIO

Tel 347 3551124
fax 06 62294980

mercoledì 18 aprile 2012

Vito De Russis: "La tratta della metro B 1 è arrivata alla Corte dei Conti..."



Roma metro B 1 - Scrive Vito De Russis: "Dopo oltre 40 anni dallo "scippo amico" (il dirottamento della B1 da Conca d'Oro a Rebibbia) e dopo oltre 20 anni dall'effettivo esercizio della tratta Bologna-Rebibbia della Metro B1, sembra che i responsabili della tratta Bologna-Conca d'Oro, avvicinandosi la fase dei 180 giorni prevista per le prove, abbiano tanta fretta. Quei 180 giorni servono per il collaudo delle opere ma, anche, per garantire ed assicurare la sicurezza della struttura e dell'esercizio. Il popolo dei giobbenisti (seguaci di Giobbe) che affollano il IV Municipio, dopo la citata loro lunghissima, paziente e sofferta attesa della Metro, potrebbero perdere la pazienza di fronte ad un eventuale scippo della massima sicurezza e del minimo di trasparenza. Alcuni di loro hanno interessato tanti personaggi; anche l'AVCP (quella “Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture"); anche il Sindaco ed il Presidente della Camera; senza alcun esito. Con la presente hanno interessato la Corte dei Conti. Fusse ca fusse la volta buona. Da buoni e bravi giobbenisti, pazientemente attendono.


Alla CORTE DEI CONTI
URP ROMA
urp@corteconti.it
e p.c.
Alla AVCP
Direzione Generale Vigilanza lavori
fax 0636723477

Al SINDACO - COMMISSARIO
DELEGATO
sindaco@comune.roma.it
ld.gabinetto@comune.roma.it

A ROMA METROPOLITANE SRL
informazioni@romametropolitane.it


Ogg.: Richiesta informazione sulla sicurezza e trasparenza sulla Metro B1 – Tratta Bologna-Conca d’Oro.


L’Associazione per i diritti dei pedoni di Roma e del Lazio – ADP
CHIEDE

alla Ill.ma Corte dei Conti le informazioni sulla sicurezza e trasparenza, dati certi e tranquillizzanti, sulla:

1). data di ultimazione dei lavori della “Tratta Bologna-Conca d’Oro della Linea B1 della Metropolitana di Roma”;

2). data di inizio della effettuazione delle prove;

3). validità del tempo stabilito (nel contratto) di 180 giorni per la effettuazione delle prove e sua efficiente, efficace e trasparente applicazione;

4). sorte del “premio di accelerazione di 22.000.000,00 di euro finalizzato al perseguimento dell’obiettivo di aprire la linea B1 all’esercizio nella primavera 2011”, stabilito con l’Ordinanza del Sindaco n. 20/2007.

Stazione appaltante: Roma Metropolitane s.r.l.

Nella sua concezione originale, il progetto dell’opera prevedeva la realizzazione della diramazione della Metro B da Piazza Bologna a Piazza Conca d’Oro, denominata B1, con una lunghezza di circa quattro Km e quattro stazioni (Nomentana, Annibaliano, Gondar e Conca d’Oro).

In data 07 ottobre 2004, la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori vennero affidati all’A.T.I. Consorzio Risalto (mandataria), mediante licitazione privata con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

In data 26 novembre 2004 venne stipulato il Contratto.

Il tempo di esecuzione venne stabilito in 2.040 giorni totali (riferiti alla progettazione esecutiva per 240 giorni, alle attività realizzative per 1.620 giorni ed alle prove effettuate dopo l’ultimazione dei lavori per 180 giorni).

Questo era il cronoprogramma contrattuale a noi noto.

Nei primi 6 mesi del 2005 si svolsero delle assemblee pubbliche nel IV Municipio nelle quali i responsabili di quei lavori sostennero che (i lavori) sarebbero durati circa 5 anni e, pertanto, la B1 sarebbe stata utilizzata dai cittadini dall’agosto dell’anno 2010. Tale previsione rispettava il cronoprogramma.

Il 25 ottobre 2005 venne inaugurata l'apertura dei cantieri ed il successivo 07 novembre 2005 venne effettuata la consegna dei lavori.

Tra il 26.11.2004 ed il 07.11.2005, per un totale di 345 giorni, venne approvata la progettazione esecutiva predisposta dall’aggiudicataria.

Dopo aver superato abbondantemente il giro di boa dei 1020 giorni (metà del tempo di esecuzione totale, 2040 giorni, sancito nel citato cronoprogramma contrattuale), il 28 marzo del 2007 – con l’Ordinanza del Sindaco n. 20 – venne approvato nel quadro economico “un premio di accelerazione di 22.000.000,00 di euro finalizzato al perseguimento dell’obiettivo di aprire la linea B1 all’esercizio nella primavera 2011”.

È la conferma ufficiale che esiste un ritardo di quasi 16 mesi ("entro dicembre 2011"), pur avendo “alleggerito” notevolmente il progetto dell’opera nella sua concezione originale.

È l’inizio della grande “confusione”.

Infatti, mentre le attività realizzative venivano svolte nei vari cantieri, lo stillicidio delle notizie sulla imminente apertura ai cittadini della tratta B1 – da piazza Bologna a piazza Conca d’Oro –diventava sempre più intenso col trascorrere del tempo. La confusione aumentava di molto ogni qualvolta la notizia veniva attribuita ad una fonte Istituzionale in quanto cresceva il dubbio sulla esistenza di un secondo cronoprogramma, oltre quello contrattuale già citato.

Dopo le ennesime “informazioni istituzionali” (specie quella del 10 agosto 2011), la scrivente Associazione, con il “Mod. VILA01/5562277785707” del 27 ottobre 2011, si rivolse alla “Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture – AVCP” (all. di n. 9 pagine) per avere informazioni certe e tranquillizzanti sulla sicurezza e sulla trasparenza.

Il 14 novembre 2011, il Sindaco di Roma ed il Presidente della Camera, visitano un cantiere della Metro B1 ed il Pasquino pubblica questa dichiarazione rilasciata dal Sindaco:

"I lavori per la realizzazione della linea B1 di Roma, nel tratto Bologna-Conca d'Oro, si concluderanno entro dicembre 2011, tra circa un mese e mezzo. Poi, dopo un brevissimo periodo dedicato al collaudo, probabilmente un paio di mesi, la linea verrà aperta ai cittadini".

I cantieri erano tutti aperti ed in piana attività; una ultimazione dei lavori in 47 giorni (quelli mancanti al 31 dicembre, festivi compresi) era di difficile condivisione. Ma, quello che allarmò e preoccupò molto l'ADP, fu l'affermazione "brevissimo periodo dedicato al collaudo, probabilmente un paio di mesi, ......." perchè consolidava l'ipotesi della esistenza di un "cronoprogramma" diverso da quello contrattuale; programma che, se attuato, visto i ridottissimi tempi dedicati al collaudo, avrebbe inciso molto sulla sicurezza del prodotto e sulla tranquillità dei cittadini.

Pertanto, due giorni dopo (16 novembre 2011) l'ADP inviava all'AVCP una integrazione di notizie al citato

Mod. VILA01/5562277785707 e chiedeva al Sindaco ed al Presidente della Camera di conoscere l'atto nel quale è contenuto il loro cronoprogramma dei lavori della B1 da Bologna a Conca d'Oro.

L'ADP è sempre in attesa della risposta dai tre illustri destinatari.

Intanto, si intensifica il "rumore" sulla imminente apertura ai cittadini della B1; non arrivano le risposte alle nostre richieste; cresce la preoccupazione.

E l’ADP decide di rivolgere questa richiesta a codesta Ill.ma Corte dei Conti.

Roma, 18 aprile 2012

Il Presidente
(Vito Nicola De Russis)

mercoledì 11 aprile 2012

Vito De Russis... e i raddoppi dei rimborsi elettorali ai partiti: "Dalle duecento lire degli anni '90 ai cinque euro degli anni 2000

Soluzione possibile: la defenestrazione in toto della classe politica


Assordante stridore tra l'avere ed il ri-dare del c.d. "rimborso elettorale" ai partiti.

L’odierno rumoroso muoversi della fauna politica alla ricerca del gattopardesco sistema di “sacrificare” qualche granello del loro monte di euro incassati dai loro partiti al fine di tacitare l’indignazione popolare, stride con l’assoluto Silenzio registrato nelle varie fasi per l’accumulo delle considerevoli ricchezze finanziarie.

L’immenso silenzio registrato nel: 1999. Il salto da 200 a 800 lire. LEGGE 3 giugno 1999, n. 157. su G.U. n. 129 del 4 giugno 1999. Attenzione all’art. 6. In caso di scioglimento anticipato del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati il versamento delle quote annuali dei relativi rimborsi e' interrotto. 2002. Il salto mortale da 200 lire a 1 Euro. LEGGE 26 luglio 2002, n.156 Gazzetta Ufficiale N. 176 del 29 Luglio 2002. Sancito l’effetto retroattivo.

2006. Il salto paradisiaco da 1 Euro a 5 Euro. Decreto “milleproroghe” varato il 23 febbraio 2006. Passa l’ emendamento infilato (da chi?) che stabilisce che «in caso di scioglimento anticipato del Senato della Repubblica o della Camera dei Deputati il versamento delle quote annuali dei relativi rimborsi è comunque effettuato». Fino al 1999, i rimborsi elettorali dei partiti erano stabiliti in 200 lire per residente. Dalle politiche del 2001, quelle 200 lire dovevano “volare” ad 800 lire (mentre precipitavano i salari dei lavoratori). L’1.1.2002 arriva l’EURO che cambia a 1936,27 lire. Silenziosamente e precipitevolissimevolmente, la fauna politica – la stessa di oggi – in tempi rapidi, realizza il rimborso di 1 EURO con effetto retroattivo, cioè dal 2001.

Pertanto, diventano “onorevoli astronauti”: da 200 lire “volano” a 1 EURO (cioè 2mila lire). (Il ceto medio del commercio trasferirà nel mercato lo scambio di 1 EURO con millelire.) La classe dei poveri sempre più poveri vedra’ dimezzarsi il potere d’acquisto del loro reddito.

Il “credito” di 5 euro, rateizzato in 5 rate annuali “disuguali”, ha trovato l’immediata applicazione con lo scioglimento anticipato della XIV Legislatura. Pertanto, nel 2008, 2009 e 2010 i soldi del finanziamento pubblico ai partiti per la legislatura defunta si sono sommati ai soldi del finanziamento pubblico del 2008, 2009 e 2010 previsto per la XV Legislatura (in corso, a rischio scioglimento e, quindi, scatterebbe lo strumento del “rimborso raddoppiato”).

Sostenne Giorgio Napolitano: «Coloro che fanno politica concretamente, a qualsiasi schieramento appartengano, devono compiere uno sforzo per comprendere le ragioni della disaffezione, del disincanto verso la politica e per gettare un ponte di comunicazione e di dialogo con le nuove generazioni ».

Parole. Parole. Parole.

Vito De Russis

mercoledì 4 aprile 2012

Vito De Russis e lo specchio della crisi dell'ATAC a Roma

Foto di Gustavo Piccinini


Carissimi,
nell'incontro del 3 aprile u.s. dell'ATAC con le associazioni, l'ADP ha sostenuto la esistenza dell'affollamento dei bus nonchè la necessità di intervenire sulle fermate (ritenendole ancora "oltre 8mila") per ripristinare la legalità e rendere efficace il diritto al rispetto della dignità dei viaggiatori. A conforto - e per ulteriormente informazione dei presenti - si inviano, in allegato, dei dati significativi con la recondita speranza che vengano recepiti nella loro interezza (e cruda realtà).
Cordialmente. Vito De Russis

Lo specchio della crisi Confronto dei Dati strutturali ATAC - Carta Servizi 2008 e 2011, Roma.

Aumentano:
- i passeggeri, + 8,25% (89.849.323 in più);
- i km di rete, + 56,28% (1.264 km. in più);
(e, a breve, le tariffe, + 50% : da 1 euro a 1,5 euro).

Diminuiscono:
- i bus, – 21,78% (589 bus in meno);
- la produzione, – 19,33% (27.056.572 in meno);
- le fermate, – 16 % (1.326 fermate in meno) .
Con la scomparsa di 1.326 fermate ATAC si sono legalizzati circa 5.500 posti per i veicoli privati. (Oltre l'80% delle fermate dei Bus del TPL sono perennemente illegalmente occupate da veicoli privati. Il gestore ATAC preferisce ignorare tutti i problemi che tale incivile ed illegale comportamento produce sul viaggiatore che, pure, paga regolarmente il titolo di viaggio.)

Ufficio stampa ADP
3393484370

martedì 6 marzo 2012

Vito De Russis: "A Roma I soliti giochetti elettorali della cronica emergenza da traffico e mobilità"

la metropoli che piace ad alemanno...


I soliti giochetti elettorali nella Roma capitale della cronica "emergenza da traffico e mobilità".

L'Associazione Diritti dei Pedoni - ADP chiede al Commissario delegato immediati fatti concreti (ciò che è realtà nelle Città della UE, nulla di eccezionale): piste ciclabili riservate controsenso; tante Z30 cittadine.
Si chiede il "ritorno" della utile et preziosa sorella "fermata ATAC via del Plebiscito"

In Italia, nella Roma Capitale dell'emergenza cronica per traffico e mobilità, con i poteri speciali al sindaco di Commissario delegato a tale incivile ed invivibile emergenza, dopo quasi 6 anni (DPCM 4.8.2006 - OPCM n. 3543 del 26.9.2006, e seguenti), riscontriamo questa informazione
http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?contentId=NEW293875&jp_pagecode=newsview.wp&ahew=contentId:jp_pagecode

Articolo dal sito Comune di roma: Percorsi ciclabili sicuri, un progetto per monitorare le piste ciclabili

"Siamo alla vigilia delle elezioni amministrative comunali - sostiene il presidente dell'ADP, Vito De Russis - e scoppia la solita "cultura elettorale" tesa a continuare a considerare gli elettori per quello che, fino ad ora, hanno dimostrato di essere. Se nemmeno questi episodi riescono a scuotere la dignità della persona, dobbiamo prendere atto che continua quella discesa che produce, a Roma, il 10 per cento dei pedoni morti in Italia."

Parigi - la città gemellata con Roma fin dal 1957 - dal 14 luglio 2007 al 31 dicembre 2011, partendo da zero (ma con idee chiarissime : "trasferire parte significativa della mobilità cittadina sulla mobilità ciclistica"), ha messo in atto il "Bike sharing". "Bike sharing" è la bici pubblica a disposizione gratuita dei cittadini. Visto e considerato che, qualche cittadino, può aver bisogno della bici per un tempo consistente (sottraendo, così, tale mezzo pubblico ad altri cittadini), è stato previsto un contributo economico "a scalare" sul tempo eccedente quello gratuito. GRATIS è la prima mezzora. (Tale sistema era già in uso, da qualche mese prima, nella città spagnola di Barcellona.)

Parigi, sulle sue strade a senso unico, sta realizzando le piste ciclabili riservate "controsenso" e FUNZIONANO benissimo.
Parigi, ha la percentuale di mobilità ciclistica - in sicurezza - sempre in crescita (da diversi anni ha superato le due cifre).

"Ricordiamo al sig. Commissario delegato - conclude Vito De Russis - che, forte del suo mandato, senza perdere tempo e senza tante parole e senza tante strutture collaborative collaterali (finanziate), può realizzare a Roma le "corsie ciclistiche riservate controsenso" su tutte le strade a senso unico. Durante questa operazione:
- far rientrare nella legalità tutti gli incroci privi di attraversamenti pedonali e tutti gli attraversamenti pedonali non in regola con le leggi vigenti;
- da tutti i semafori pedonali eliminare i tre colori (portandoli a due colori, "rosso e verde"), unificandoli a quelli esistenti nella stragrande maggioranza delle città UE ed extra UE."

L'ADP ricorda che da 434 giorni vive la intollerabile e disumana attesa del ritorno della utile, preziosa ed affezionata sorella "fermata Atac di via del Plebiscito", quella utilizzata da milioni di persone che viaggiano sulle n. 18 linee diurne e notturne che ivi si fermavano svolgendo la loro utile funzione pubblica.

Vito De Russis

Ufficio stampa ADP
3393484370
www.assopedoni.it

lunedì 19 dicembre 2011

Vito De Russis: "B1 di Roma, una metropolitana che si fa desiderare"

Troppi saggi, immense babilonie. Come la B1 di Roma.

Il contratto stipulato il 26 novembre 2004 della B1 contiene il cronoprogramma che stabilisce in 2040 giorni totali il tempo occorrente per rendere efficace ai cittadini la nuova tratta B1 della metro: 240 gg. di progettazione; 1620 gg. di costruzione; infine, 180 gg. “di prove dopo l’ultimazione dei lavori”. Scuola elementare. La Maestra assegna il compito di calcolare il giorno fatidico per programmare la partecipare alla inaugurazione. I saggi scolari rispondono: 9 luglio 2010. Quando avranno 17 anni e ..................... .

Come il traffico e la mobilità di Roma.

Riconosciuto lo stato di “emergenza” con DPCM del 4.8.2006, viene immediatamente nominato il Commissario delegato (OPCM n. 3543 del 26.9.2006) nella persona del Sindaco p.t. (Veltroni).

Come Emergenza traffico e mobilità di Roma

Gli OPCM successivi prorogano la funzione del Commissario delegato perchè si scrive “emergenza”, ma si legge “radicalità”.

Come Babilonie interconnesse: B1 e Commissario

L’11.8 2011, dopo 13 mesi (da quel 9.luglio 2010 calcolato da quei scolari), risponde il (2°) Commissario delegato che la B1 aprirà a gennaio (2012 ndr), con due mesi di anticipo rispetto alle previsioni, perchè “Questo cantiere verrà consegnato a ottobre, con due mesi di anticipo rispetto al cronoprogramma. A gennaio dell’anno prossimo i cittadini potranno viaggiare sulla metro B1 da piazza Bologna a Conca d’Oro, e dopo un anno fino alla fermata Jonio” –

Come Prove e collaudi delle nuove opere B1

A dicembre 2011 i cantieri sono in attività. Ammesso che al 31 dicembre avviene l’ultimazione dei lavori, il 180° giorno corrisponde al 28 giugno 2012 e non a gennaio 2012.

(vedi link: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=159260&sez=HOME_ROMA )

Come Frequenze treni B e B1

Madrid impedisce la perdita di microsecondi di secondi di tempo sul tema frequenze perchè dal 1° gennaio al 31 dicembre, senza interruzioni, i treni metro hanno la frequenza massima di 3 minuti.

Alle Metro Roma è Babilonia (pagg. 10-11 della Carta dei servizi TP, numerosi variabili temporali: stagionali. festivi - feriali, ore punta e basso utilizzo): per la B, c’è la forbice dei minimi e maximi: da 4’15” a 8’30”. Scuola media superiore. Problema: "Alla situazione attuale, dirottando una corsa su tre verso la B1, quale sarà la nuova forbice delle frequenze sulla B e sulla B1? Soluzione della B1: minimo 12’45” - massimo 25’30”.

Prosit. (ne abbiamo bisogno, tutti, saggi e meno saggi.)

AUGURI anche a tutti i vostri cari.

Vito De Russis

sabato 5 novembre 2011

Duro inverno a Roma: "Tempi durisimi per gli oltre 200mila residenti del IV Municipio .."




Oltre ai noti gravi e pesanti problemi come italiani e come romani, i montesacrini sono gravati da numerosi altri disagi e problemi del loro territorio.

Infatti, sono costretti a controllare e monitorare tutto quello che avviene sui terreni di "Parco Talenti" e "Parco delle Valli"; nonchè tutto quello che avviene nelle loro strade: degradati (e/o scomparsi) gli attraversamenti pedonali - i semafori - il manto stradale (buche); la illuminazione (scarsa o mancante); i marciapiedi maltenuti - occupati da veicoli a 4 o due ruote - bancarelle - tavolini; la illegalità diffusa; ecc.

Sono costretti a resistere ed a non mollare il controllo ed il monitoraggio dei milioni di mc di cemento già costruiti sul loro territorio; lottare contro le aggressive ulteriori colate di cemento degli artt. 11, nonchè ad impedire la variazione d'uso di oltre un milione di mc. di cemento (per fare cassa).
Sono cittadini che pretendono di partecipare a trovare le soluzioni alle ardue problematiche generate dalla volontà degli amministratori di prolungare la B1(senza un centesimo in tasca e senza un giustificato e partecipato progetto); e che continuano a mettere sul tavolo degli amministratori la realizzazione della tramvia Fidene - Laurentina contenuta nella proposta popolare approvata, alla unanimità, dal Consiglio Comunale di Roma del 6.2.2006.

Sono cittadini che partecipano alla definizione di una rete di piste ciclabili nel IV Municipio (significativo elemento di qualità urbana, di recupero e di valorizzazione della città); rete municipale da inserire nella più vasta rete di piste ciclabili comunali.
Sono cittadini impegnati al riordino del TPL di superficie a seguito dell'attivazione della B1 per riuscire a trasferire un po' di persone dall'auto al TPL, per ridurre gli inquinamenti, lo stress, la violenza, gli incidenti stradali, i morti ed i feriti.

Sono cittadini preoccupati perchè non cessano le aggressioni di chiara marca fascista.

In tutta questa bagarre ecco presentarsi la fortuna del gratta e vinci: il "Parco Vittorio Greco" (PVG). Nell'allegata piantina risalta la distesa verde del PVG (adiacente al verde centrale delle rotatorie stradali circostanti di Bettini e Visconti).

Per l'utilizzo del "Parco Vittorio Greco" - visto la mole di impegni degli adulti - lo facciamo decidere agli scolari e studenti del IV Municipio: invitiamo tutte le Scuole a visitarlo ed a fare esprimere gli scolari e gli studenti attraverso la produzione di elaborati. In ogni caso, Roma può presentarsi alla gara per le Olimpiade del 2020 con un buon numero di Parchi.

Anzi, come questo Parco realizzato nel IV Municipio, il Comune ne può realizzare migliaia e compilare una lunga lista sull'arredo urbano tale da oscurare tutte le città concorrenti; e vincere (perchè nessun'altra città al mondo chiamerà Parco una "PVG - Pezzella Verde Gonfia").

Vito De Russis
n.q. presidente Associazione Diritti dei pedoni - ADP


PS. Al fine di agevolare alle scolaresche la visita del PVG, trasformare l'attuale tratturo pedonale che collega via R. Anselmi a v. Vigne Nuove (passando per la Chiesa) in un civile percorso pedonale.

domenica 17 luglio 2011

Vito De Russis: "Enti sensibili agli embrioni ed insensibili ai diritti della persona umana.."



Caro Paolo D'Arpini,
quando si oltraggia, volontariamente o non, l'essenza contenuta nella triade "Libertè Egalitè Fraternitè" (ben definita nell'art. 1 della Dichiarazione universale dei Diritti della persona; ivi ben lanciata dal quel corposo Preambolo nel quale è rappresentato il diritto al rispetto della Dignità della persona) ci si perde nella nebbia mentale.

Si arriva ad essere totalmente (e talmente) "sensibili" alla vita degli embrioni da riuscire a seppellire, sotto il più ferreo Silenzio, l'annuale carneficina che si realizza sulle strade italiane: oltre 4mila persone uccise ed altre 330mila ferite. Lo stesso dicasi per il disumano bilancio annuale di morti e feriti sul lavoro.

Si muovono solo per salvare l'embrione. Per questo non possono essere credibili. Non sono credibili perchè non riescono a dimostrare di avere un barlume di umanità, un minimo di equilibrio mentale. Sono "deviati". E, qualcuno, doce doce, cerca di "svegliarli". L'ha fatto il TAR del Piemonte (vedi sotto).

Un abbraccio.
Vito De Russis

......

Torino - Accolto dal Tar il ricorso presentato dal Coordinamento donne di Torino contro il protocollo della Regione Piemonte, che introduceva nei consultori pubblici i volontari dei movimenti "pro vita".

Le eccezioni sollevate riguardavano vizi di incostituzionalità e la contrapposizione alla legge 194 che regola in Italia l'interruzione volontaria di gravidanza.

Il Tar ha cancellato gli articoli ritenuti più discriminatori dell'intesa firmata dalla presidente Cota e dall'ex assessore Ferrero.

L'assessore Elena Maccanti della Lega Nord ha preso malissimo la decisione del Tar del Piemonte e annuncia la linea dura della giunta Cota che è "a favore della vita continua". "Ripresenteremo la delibera", dice l'assessore che poi aggiunge "non era nostra intenzione contrastare la legge 194".

Dall'opposizione giungono valutazioni decisamente diverse. "Si è riaffermato il principio dell'autodeterminazione delle donne", dicono le consigliere Fosca Nomis, Angela Motta, Giuliana Manica, Lucia Centillo, Eleonora Artesio, Monica Cerutti e Gianna Pentenero.

Per Lisa Canitano, presidente dell'associazione Vita di Donna, "la decisione del Tar premia l'impegno delle donne piemontesi che difendono la laicità dei consultori".

"Le donne, come tutti i cittadini, hanno facoltà di incontrare i movimenti confessionali quando vogliono", spiega la Canitano alludendo al libero accesso che tutti hanno alle chiese, ai parroci, ai centri d'ascolto cattolici e a quelli pro vita. "È chiaro che -spiega la ginecologa romana- un'eventuale presenza del Movimento per la Vita nei consultori rappresenta un attacco ai diritti elementari di gestione del proprio corpo delle cittadine e dei cittadini italiani".

(Fonte Vita di Donna)

domenica 10 luglio 2011

Vito De Russis.. e ORT, ADP, DPCM, MXR, D, PCM... e l'ironia delle sigle!


"Labirinto nella sabbia, di Fiumicino) (Saul Arpino)

Carissimi,
a Roma è nato MXR il quale piange chè vuole la Metro.
Possiede già i suoi 150 cavalli meccanici (" 972 veicoli immatricolati
per 1.000 abitanti") con i quali "divertirsi"; ma ...... vuole la Metro.
Poverello, non ha colpa; la colpa è di coloro che sono nati prima.
Ma, anche questi altri non hanno colpa se ........ pensano a scherzare.
(Ed a ritroso si arriva a quel Romolo che, scherzando, ammazza Remo.)
Per ammazzare bene (e divertirsi meglio, i romani) fecero il Colosseo.
Chi ha trovato il Colosseo, per continuare ad ammazzare e
divertirsi, cosa ha inventato? Il traffico.
Cioè, lasciare il mezzo pubblico ("troppa schiavitù", per un romano
nato libero) ed usare il mezzo privato.
Quanti sono? Tanti.
La maggioranza semplice (50%+1)? No, deppiù.
Ma, allora, è un casino per chi arriva la mattina a Roma per lavorare
e per chi arriva a Fiumicino dall'Oriente per vedè Roma.
Certo, per loro è un casino (non sono abituati).
Invece, per noi romani del terzo millennio è la fierezza di continuare
lo scherzo di Romolo e Remo, di ignorare il Colosseo (troppo
piccolo) per trasformare tutta Roma in una immensa arena: nelle
strade del centro, come in quelle delle periferie, ininterrottamente,
ammazzare, ferire, inquinare l'aria, fare rumori (con i 150
cavalli meccanici di ognuno), occupare spazi proibiti, trasgredire.
C'è chi ammazza e chi viene ammazzato (come Romolo e Remo).
Chi non vuole essere ammazzato corre, si droga o beve, non
rispetta le regole e pretende che gli altri le rispettino.
Muore chi va piano e non si droga e non beve; e pensa di salvarsi
se si muove indove dicono "quell'altri" (i romoletti).
Vennero le "certezze" e la "Cura del ferro": era tutto uno scherzo.
Muore, a Roma, chi non ha capito l'ironia.
Ma, un giorno di agosto (il 4.8.2006), qualcuno che pensa di
comandare questo Paese ma di non essere Nerone, dice: "Basta".
Prende carta, penna e calamaio e scrive e firma un DPCM; di
corsa (lo impone quella "D") va al Collecheconta per un'altra
firma e così fa avvisare tutti i romoli e i "remoli" viventi (ed,
anche, chi deve nascere), che c'è l'Emergenza.
Come a dire: "Il momento è molto critico. Facciamo tanti
interventi immediati ed efficaci. Cerchiamo di diventare
un po' civili e umani (come lo sono i pendolari, come gli
orientali, come tante persone sparse nel mondo) ". (Era uno
che se ne intendeva perchè aveva governato l'Europa.)
"E' il solito scherzo d'agosto", pensano i romoli ed i "remoli".
Quello del DPCM, per dimostrare che non scherzava, il 26 settembre
2006, riprende carta, penna e calamaio e scrive-firma una
ORDINANZA PCM. Subito dopo, chiama il Sindaco p.t, eletto (da quei
romoli e "remoli"), e lo nomina "fino al 31 dic. 2008, commissario
delegato per l'attuazione degli interventi volti a fronteggiare

l'emergenza dichiarata nel territorio della Capitale."

Due Sindaci diversi sono stati nominati da due capi di Governo diversi.
Devono pensà all'Emergenza e fare subito le cose ed, invece,
pensano al 2020 per l'Olimpiade.
Perchè il neonato MXR, che ha 150 cavalli meccanici che fremono,
dovrebbe pensare all'Emergenza e non ad opere che, per vederle
realizzate ci vorranno secoli? come pensano di passare questa
lunga attesa? scherzando a fare costruzioni di cemento.
Per scherzare, si sottolinea.
La Metro B1- quella che negli anni 60 era B - ha visto la prima
pietra oltre 40 anni dopo (25 ottobre 2005). Nel 1991 presero,
subito, 52 miliardi di lire. Dovevamo salirci sopra ad agosto
del 2010 ed invece andremo a Pasqua del 2012.
Hai voluto una stazione in meno? E noi ce mettiamo de più tempo.
Scherzano (e s'ammazzano) questi romoli e "remoli".
MXR lo sa bene; se ne frega dell'Emergenza e della convivenza con
strade insanguinate (morti, feriti e tantissimi problemi); non ne
parlerebbe nemmeno se ne parlassimo noi.
Facciamo fare qualcosa per rendere seri e credili quel DPCM e
quel OPCM: per umanizzarci noi, dare un forte segnale a MXR ed,
anche, per rendere meno dura la vita ai pendolari, ai turisti, alla
gente civile che ci viene a visitare in questa Roma.

Vito De Russis
presidente ADP,
associazione aderente all'ORT

..............

Sul sito di MxR trovo quanto segue:

Ebbene si, eravamo nel tunnel della linea C, anche se non siamo nati
proprio in quel luogo, così all’improvviso… E lo sapete perché eravamo
lì? Perché tra di noi ci sono giornalisti in grado di conoscere con un
certo anticipo gli appuntamenti istituzionali come quello della
settimana scorsa a Pantano… Nessun mistero, nessun’informazione
riservata passata dall’amico potente di turno. Nessuno 007… Lo trovate
strano? Eppure dovrebbe essere sufficientemente pacifico che i
giornalisti che lavorano nelle cronache di Roma dei giornali della
Capitale siano avvertiti con un po’ di anticipo sulle cose che
succedono…

Bene, stesso tipo di gente e stesso metodo del Cugini, il caro Omar si
è moltiplicato…
Ma i giornalisti in questione sono gli stessi del Cesmot?
Non troviamo anche noi giornalisti in grado di aiutarci?
Mi rivolgo a tutti: rilanciamo il Comitato Tram x Roma (che, come ben
ricordate, nacque nel 1992) e facciamo valere la Cura del Ferro intera
su chi ne vuole solo una parte cancellando l'altra. Meno metropolitane
pesanti, più tram (molti di più), e facciamola finita con fesserie tipo
gommovie, giostre volanti e quant'altro.
Mappa dei soggetti da cui dobbiamo difenderci:
- Comitato Metro x Roma (vuole solo metropolitane pesanti e niente tram)
- Movimento Cinquestelle (vuole "monorotaie" al posto del tram)
- Comitati locali vari (vogliono gommovie e/o autobus/filobus
"potenziati" al posto del tram)
Insomma, siamo tutti associazioni di consumatori e/o ambientaliste
serie con tanti anni di lavoro, non possiamo farci mettere sotto da una
banda di ragazzini con qualche amico giornalista.
Prepariamo qualcosa per agosto, quando i giornali non sanno che cosa
scrivere.
Roberto Donzelli

..............

Commento di Roberto Donzelli:

Ma, un giorno di agosto (il 4.8.2006), qualcuno che pensa di
comandare questo Paese ma di non essere Nerone, dice: "Basta".
Prende carta, penna e calamaio e scrive e firma un DPCM; di
corsa (lo impone quella "D") va al Collecheconta per un'altra
firma e così fa avvisare tutti i romoli e i "remoli" viventi (ed,
anche, chi deve nascere), che c'è l'Emergenza.
Quello del DPCM, per dimostrare che non scherzava, il 26 settembre
2006, riprende carta, penna e calamaio e scrive-firma una
ORDINANZA PCM. Subito dopo, chiama il Sindaco p.t, eletto (da quei
romoli e "remoli"), e lo nomina "fino al 31 dic. 2008, commissario
delegato per l'attuazione degli interventi volti a fronteggiare
l'emergenza dichiarata nel territorio della Capitale."

Vito, vorrei ricordare che i DPCM in questione sono serviti i realtà solo a fare i box interrati…

mercoledì 6 luglio 2011

Riccardo Uguccioni e Vito De Russis: Comitati di quartiere, opere pubbliche, funzione dello stato, libertà d'espressione popolare....


"Metropoli.. abitare come e dove?" (Saul Arpino)

Valsusa no grazie? Davvero non so... Anch'io sono perplesso....

Capisco che su una colossale opera pubblica si addensino alcuni rischi tipicamente italiani (moltiplicazione di costi, ingerenze politiche, arricchimenti indebiti, ecc.) che forse all'estero sarebbero più controllati.

Però nella vicenda Tav vedo anche alcune cose che decisamente non mi piaccioso:

a) la consueta propensione "nimby", per cui certe opere si vogliono nella provincia attigua, meglio ancora se due province più in là, mai nella propria;
b) la ricorrente propensione a osteggiare qualunque opera: oggi verrebbe contestato anche il traforo ferroviario del Fréjus (1871) o la ferrovia di Porretta, progettata prima dell'Unità nazionale;
c) l'idea di essere "padroni a casa nostra", slogan caro ai berlusconiani e alla Lega (e non solo), ma fasullo.
Il "padrone" di un territorio della Repubblica italiana non sono gli abitanti di quel territorio ma la Repubblica italiana nelle sue articolazioni. Ed è evidente che, con certo localismo estremo, che trova consensi sia in certa destra che in certa sinistra, ci siamo da tempo cacciati in un'ottica da comitato di quartiere. Mi aspetto invece che lo Stato agisca da Stato, con una visione super partes. Tutti vanno ascoltati, tutto deve essere attentamente ponderato; poi, presa la decisione, le minoranze si devono adeguare. Se non funziona così, diventa una guerra di tutti contro tutti.

Se ho torto, me lo si dimostri.
Riccardo Uguccioni

................

Commento di Vito De Russis

Sostiene Riccardo Uguccioni, che "ci siamo da tempo cacciati in un'ottica da comitato di quartiere. Mi aspetto invece che lo Stato agisca da Stato, con una visione super partes."

L'errore è contenuto, per buona parte, nella suddetta sua frase.
1) Deve sostituire "in un'ottica da" con "nella pratica del".
2) "Mi aspetto invece che lo Stato agisca da Stato".

Spiegazione.

1) E' la pratica del comitato di quartiere (cdq) che limita la nostra vita nel limitato confine del nostro quartiere. Si scoprono, quando scoppiano, i problemi esistenti oltre i confini del nostro cdq. Se prima non eravamo a questo punto, vuol dire che siamo stati bravi "scolari" di coloro i quali ci "inculcavano" la soluzione singola dei nostri bisogni attraverso le loro (altolocate) conoscenze. Invece di imparare "che il problema degli altri è uguale al mio, sortirne tutti insieme è la politica" (Don Milani), abbiamo preferito risolvere singolarmente quei problemi rendendo ancora più difficile la risoluzione valida per tutti. Calpestando i nostri diritti e la nostra Dignità. Così settorializzati, abbiamo ignorato i NO TAV, i NO Molin, i NO Ponte, i NO Monnezza, i NO Nucleare, i NO acqua privata, i NO processi brevi, i NO Tagli alla scuola, i NO Carceri disumani, ecc. anche quando tutti quei NO cercavano di farsi sentire - facendo rumore - davanti a Montecitorio, a Palazzo Chigi, nelle varie città. La casta di quei Palazzi era ed è (e sarà) insensibile a queste azioni "movimentate" perchè prigioniera della loro "pratica" (clientelare o, meglio, mercantile).

2) Se la realtà è quella tratteggiata al punto 1), dalla singola persona fino alla casta nessuno, giustamente, si considera Stato. Pertanto, aspettare che lo Stato .... Chi? quale?

Nei Paesi civili lo Stato è reale perchè è l'insieme di tutte le singole persone le quali, per risolvere i problemi comuni, cercano di sortirne insieme.
Da noi, quella che dovrebbe essere una azione da Stato è una autentica e perfetta pratica da cdq. Il 1° gennaio 2002 entra in vigore l'euro col cambio ufficiale a 1936,270 lire e la casta parlamentare - in tempi rapidissimi - varia il rimborso elettorale del voto da 800 lire ad 1 euro. (Successivamente i gestori del commercio scambiavano 1000 lire con 1 euro; riconosciamolo: molto meno della casta). La classe lavoratrice (con i salari più bassi in Europa) si vide dimezzato il potere d'acquisto del salario; stessa cosa avvenne per i pensionati. (In verità, cogliendo quella ghiotta occasione, la casta fece molto di più: quantificò il rimborso per l'intera legislatura, lo trasformò in credito da incassare in 5 quote annuali. Così, la interruzione anticipata della legislatura produceva - come ha prodotto - il doppio o triplo reddito alla casta. E' in vigore.) Quelli della rapidissima manovra "a prendere" del 2002 sono ancora membri della casta, parlano di tagli a quella loro lauta risorsa ed architettano la manovra "a dare" in tempi "di là da venire".

E' con la pratica del cdq che, alla vigilia di una sentenza, in fretta e furia viene inserita, nel decreto legge della finanziaria, una apposita modifica di normativa legale che renda "innocua" quella sentenza. In quel cdq regna l'omertà circa l'autore di quella formidabile azione. Non solo, sembra che nessun membro di quel cdq abbia avvertita la necessità di farsi "inculcare" la versione giustificativa di quell'urgenza. Ma quale Stato può esserci nel Paese nel quale è difficile sostenere la triade Libertè Egalitè Fraternitè e rivendicare il diritto al rispetto della dignità della persona?

Lo Stato è lei, io, i nostri familiari, parenti, amici, quelli che chiedono di essere eletti, quelli che vengono eletti grazie a lei, a me, ai nostri familiari, parenti, amici, ecc.

La nostra azione, le nostre azioni è l'azione dello Stato.

Vito De Russis

mercoledì 18 maggio 2011

Vito De Russis: "Silvio Berlusconi, sogni, serietà e .....(necessari) risvegli"


"Il popolo ne ha due marroni così... del berlusconi"


Non è peccato sognare.

Non è peccato quantificare un (errato) "consenso".

Non e' serio "giocare" con la realtà dei risultati elettorali.

2006 - Elezioni Comune Milano Elettori: 1.030.616
Capolista Berlusconi - Voti preferenza 52.577 pari al 5,10%
2009 - Elezioni europee in Italia Elettori: 50.664.594
Capolista Berlusconi - obiettivo "Plebiscito" - Voti preferenza 2.706.791 pari al 5,38%
2011- Elezioni Comune Milano - Elettori: 996.400
Capolista Berlusconi - obiettivo "Referendum"- Voti preferenza 27.972 pari al 2,81%

2011- Berlusconi in TV: "Se ricevo meno di 53mila preferenze prese nelle
precedenti elezioni comunali l'opposizione sinistrata di sinistra mi farà il
funerale".

Fallito l'obiettivo "Plebiscito" per Berlusconi. Riuscito l'antiplebiscito con il 94,62%

Fallito l'obiettivo "Referendum" per Berlusconi. Riuscito l'antireferendum con il 97,19%

Eppure, non cessa il martellante immorale frastuono dei media nel sostenere che Berlusconi ha il 64% di consenso popolare.
Non cessa anche perchè quel 94,62 % di persone hanno lasciato "perdere" per quieto vivere.
Cesserà ora che quella percentuale è diventata del 97,19%? (percentuale ceauceschiana).

Un risveglio sarebbe auspicabile, onesto e salutare.

Vito De Russis

domenica 3 aprile 2011

Riforma della giustizia secondo Angelino Alfano: "Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato..."



E' noto che il ministro Angelino Alfano, qualche giorno fa, durante i lavori nell'Aula del Parlamento italiano, lanciò la sua tessera da deputato verso i banchi della opposizione. Ora ci comunica la sua motivazione.

"Ci batteremo per far passare la riforma della giustizia nelle piazze" ha detto (il ministro Angelino Alfano) parlando di giustizia al convegno di Rete Italia a Riva del Garda. Dalla riva di Lampedusa alla Riva del Garda il problema è uno, imprescindibile, categorico ed impegnativo per tutti: il processo breve. Per tutti? In ogni processo c'è una parte lesa.

Verranno chiusi centinaia di migliaia di processi senza sentenza. Chi ha avuto, ha avuto. Chi ha dato, ha dato. La parte lesa resta "cornuta e mazziata". Quale significato assume la pubblicizzata frase "La Legge è uguale per tutti"?

Con quale dignità gli adulti ricorderanno ai giovani il principio del "chi rompe paga"? Nel Paese delle tre carte, quanti saranno gli "inesperti" cioè quelli che non riusciranno ad allungare i tempi per non arrivare a sentenza?

Vito De Russis

lunedì 7 marzo 2011

Decreto Legge del 22 febbraio 2011, n. 5: "Disposizioni per la festa nazionale del 17 marzo 2011..."

Parole al vento.. Lettera ricevuta da Vito De Russis:

Il prossimo 17 marzo 2011 sarà festa nazionale per il 150° anniversario dell'Unita' d'Italia.


Nel popolo di poeti, eroi, scienziati, navigatori, ecc. nasce e cresce la confusione.
Confusione strumentalmente creata per dirottare l'attenzione dai problemi reali delle persone perchè, tale ricorrenza viene stabilita, con poche parole (che stroncano qualsiasi discussione), dal seguente

DECRETO-LEGGE 22 febbraio 2011, n. 5
Disposizioni per la festa nazionale del 17 marzo 2011. (11G0045)
(GU n. 44 del 23-2-2011)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Visto l'articolo 7-bis del decreto-legge 30 aprile 2010, n. 64, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 giugno 2010, n. 100, che ha dichiarato festa nazionale il giorno 17 marzo 2011, ricorrenza del 150° anniversario della proclamazione dell'Unita' d'Italia;
Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di assicurare la dovuta solennita' e la massima partecipazione dei cittadini dichiarando il 17 marzo 2011 giorno festivo a tutti gli effetti civili, senza peraltro che ne derivino nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e a carico delle imprese private;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 18 febbraio 2011;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri della difesa e dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca;

EMANA
il seguente decreto-legge:
Art. 1
1. Limitatamente all'anno 2011, il giorno 17 marzo e' considerato giorno festivo ai sensi degli articoli 2 e 4 della legge 27 maggio 1949, n. 260.
2. Al fine di evitare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e delle imprese private, derivanti da quanto disposto nel comma 1, per il solo anno 2011 gli effetti economici e gli istituti giuridici e contrattuali previsti per la festivita' soppressa del 4 novembre non si applicano a tale ricorrenza ma, in sostituzione, alla festa nazionale per il 150° anniversario dell'Unita' d'Italia proclamata per il 17 marzo 2011.
3. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Art. 2

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma, addi' 22 febbraio 2011.

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri
La Russa, Ministro della difesa
Gelmini, Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca

Visto, il Guardasigilli: Alfano

martedì 1 febbraio 2011

Vito De Russis: Meglio la terza classe sui treni che la “terza classe” nella vita



“Esiste ancora la terza classe? Sui treni per un falso senso dell’eguaglianza (in verità per aumentare i prezzi) è stata eliminata… In realtà è stata poi reintrodotta in modo subdolo con la creazione di treni di prima e seconda e terza classe…” (Saul Arpino)

COMUNICATO STAMPA

Nel 1956: dai treni con carrozze di 1ª - 2ª e 3ª classe venne eliminata la 3ª classe.

Oggi, in realtà, sono i treni “di 3ª classe” (o di 2ª, o di 1ª) che consolidano le
disuguaglianze e non rispettano il diritto alla dignità della persona umana.
Ridiamo vita all’art. 3 della Costituzione: rimettiamo le carrozze di 3ª classe.
****

“Poveri pendolari. Non bastava la sporcizia, la mancanza di puntualità, il sovraffollamento – sostengono gli esperti dell'Associazione Assoutenti, in un articolo pubblicato su"il fatto quotidiano" del 26 gennaio dal titolo "Fs, il ritardo ora è denaro" [1] – ..... Il meccanismo di pagamento delle regioni incentiva i treni locali a rallentare ancora: ogni minuto in più può costare alle casse regionali un aggravio di spesa di quasi 80mila euro”. Perchè, ci spiegano gli esperti, “tra i parametri usati per calcolare il prezzo che le Regioni devono corrispondere a Trenitalia (Fs) per i treni locali, il fattore tempo è diventato determinante. Più tempo ci vuole per percorrere una linea, più il prezzo sale.”
Nei treni fermi in stazione che non ripartono subito, c’è sempre il viaggiatore che chiede: ”Perché non partiamo?” E, c’è sempre, un altro viaggiatore che risponde: “Perché ci deve sorpassare un altro treno”.
Questa circostanza, prevista e programmata dal gestore:
̶ per i viaggiatori del treno fermo (“di 3ª classe”) è un sonoro ed arrogante schiaffo alla loro dignità, uguaglianza, diritti e libertà sferrato dal gestore della ferrovia e pagato dalle regioni;
̶ per i viaggiatori del treno che sorpassa (di 1ª o 2ª classe) è una lezione di cultura alla “disuguaglianza per educare alla incivile convivenza” impartita dal gestore della ferrovia (il cui costo è già compreso nella tariffa).
Occorre un intervento immediato.
Sostiene il presidente della “Federazione italiana diritti del pedone e salvaguardia dell’ambiente – Camminacittà”, Vito Nicola De Russis, che “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli ....... – art. 3 della Costituzione – ...... che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini ed anche, come in questo caso, la dignità ed i diritti delle persone che viaggiano su quei treni “di 3ª classe”.

Sul “Che fare?”. La risposta è contenuta nella seguente ricetta prescritta da Camminacittà (è semplice ed è praticabile in tempi rapidi, “se c’è l’adeguata volontà politica”) : 1) Stabilire la ripartizione della capacità dei treni: non meno del 40% di “3ª classe”; non meno del 30% di 2ª classe; non più del 20% di 1ª classe; 2) Stabilire la tariffa della 3ª classe: riduzione del 30% del prezzo finale del biglietto di 2ª classe;
3) Rinumerare le carrozze per il servizio di “3ª classe”: coprire, con la lettera “C”, le lettere esistenti “A” e/o “B”; (ovvero, compiere l’operazione inversa a quella eseguita nel 1956);
4) Tempo necessario : quantificabile in ore;
5) Costo. Non essendoci “Laboratori”, “Centro studi”, “Consulenze”, “Gare” e quant’altro, il costo sarà irrisorio.
Auspica, Camminacittà, che su questa legittima e civile richiesta di rispetto della Carta Costituzionale ci siano poche parole e concrete azioni per far dimenticare l’attuale malessere vissuto dai cittadini.

Ufficio stampa di Camminacittà
Cell. 3393484370 – Vito De Russis

martedì 18 gennaio 2011

Vito De Russis: "Dignità-numeri-dignità n. 2" - Referendum Fiat e "risultati"



Caro Paolo D'Arpini. Mi sembra "normale" informarti del riscontro, ricevuto via e-mail, sul tema che che conosci, pubblicato su:http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/01/15/vito-de-russis-%e2%80%9crisultati-del-referendum-fiat-e-commento-la-dignita-umana-e-laccordo-fra-le-parti/

Egli sostiene che:

"""Come al solito da sinistra sempre dati inventati. I dati reali di approvazione sono i seguenti:
L'accordo tra Fiat e sindacati per il rilancio dello stabilimento di Mirafiori è stato approvato con il 54% dei sì. Lo rivela l'Ansa citando fonti sindacali. L'accordo era stato firmato da Fim, Uilm, Fismic e Ugl mentre non hanno firmato l'intesa la Fiom e i Cobas. I voti favorevoli all'accordo - riferiscono fonti sindacali - sono stati 2.736 (il 54,05%) mentre i voti contrari all'intesa sono stati 2.326 (il 45,95%), e non il 50,36 come asserito. (sito IlSole24ore).
Se i dati sono sbagliati, mi immagino il contenuto... """



Caro xxxxxxxx,
lasciamo da parte (anche se importantissimo ai fini di assunzione di responsabilità con la propria faccia) il Valore e il significato civile, sociale e morale della parola "firmato" qui usata in sostituzione della più aderente e reale parola "siglato", per entrare nel merito dell'Oggetto: "dignità-numeri-dignità". Vi è contenuta la parola "numeri" e, quindi, il tema dei "numeri" è pertinente. Sostengo che, per proseguire il nostro confronto, i numeri reali sono importanti e, quelli che ci interessano, sono due: quello del totale delle persone-dipendenti Fiat "aventi diritto" al voto, (che, diverse fonti, sostengono di essere 5.431, uguale al mio 5.431); e quello finale del numero delle persone-dipendenti Fiat che hanno votato "SI" (che, diverse fonti, nelle primissime ore del 15 gennaio, sostenevano di essere 2.735, come sostengo io, a fronte dell'odierno 2.736 che riporti). Sul primo numero, 5.431, da quanto arguisco, c'è concordanza. Sul secondo numero, invece, c'è una discordanza, 2.735 e 2.736, che, secondo me, è assolutamente insignificante (per il nostro confronto).
Alla luce di quanto fin qui specificato, appare chiaro ed inequivocabile che abbiamo riportato i "NUMERI REALI" ovvero, nessuno di noi ha inventato niente; e, nemmeno le rispettive nostre fonti hanno inventato niente.
Questa è la pura Verita'.
Punto.
Normalmente (cioè nella società in cui viviamo), siamo abituati a "costruire" (derivare; manipolare; interpretare; proiettare; ecc.) sui numeri reali altri numeri secondo le nostre convinzioni, i nostri interessi, le nostre esigenze, le nostre aspirazioni.


Caro xxxxxxxx,
nel nostro caso, sono proprio questi "numeri costruiti" che differiscono e sostengono la tua e-mail: la percentuale dei SI è del 54,05% (che, credo, riportino tutte le fonti).
Nella mia e-mail, la percentuale dei SI risulta essere del 50,36%. E' il risultato di questa operazione aritmetica: 2.735 diviso 5.431 e moltiplicato 100% (diventerebbe del 50,38% nel caso fossero 2.736 SI).
Operazione aritmetica "diversa" ma legittima e naturale (se effettuata e sostenuta dalle nostre consolidate convinzioni, interessi, esigenze ed aspirazioni tese a realizzare le condizioni di libertà, eguaglianza e fraternità per i membri della futura famiglia).
Già leggendo l'Oggetto (quella parola "numeri" riportata/legata, a destra ed a sinistra, alla parola "dignità") e la informazione in apertura, messa lì come "premessa", si capisce che il Valore della dignità della persona umana occupa il posto centrale ed è ben sostenuto nella sua determinazione universale (Dichiarazione universale dei diritti della persona umana), in quella nazionale (Costituzione italiana) e nella forma assunta durante la rivoluzione francese.
Infine, in chiusura di quella mia e-mail, c'è il doveroso ringraziamento alle 5.431 persone che, con le loro autonome decisioni (assolutamente "non libere"), hanno dato la risposta a coloro che aveva posto (loro) la domanda. Sono quelle 5.431 persone costrette a prendere in mano il loro destino per una svolta (storica?!?!?) abbozzata-imposta in un documento molto sbilanciato (i cui attori-autori non sono identificabili) che hanno assunto la tormentata e gigantesca responsabile decisione.
5.431 membri della famiglia umana che lavorano a Mirafiori e lasciati soli.
A tutti loro, nessuno escluso, va l'unico, sincero ed immenso: Grazie.
Questo assunto non è soggetto a contestazione. Naturalmente, da parte di coloro i quali condividono il sopracitato Valore della Dignità della persona umana (che esclude lo sfruttamento della persona sulle altre persone, esclude il ricatto, non è di sinistra o di destra o di sopra o di sotto, ecc. perchè è universale).
Cordialmente.

Vito De Russis

martedì 28 dicembre 2010

Vito De Russis al Prefetto di Roma ed all'ATAC: “Fermata bus a via del Plebiscito da ripristinare subito!”

"Il premier entra ed esce.. da Palazzo Grazioli, ed i pedoni stanno fermi!" (Saul Arpino)

“I 365 giorni trascorsi − sostiene il presidente dell’Associazione Diritti Pedoni, Vito De Russis − hanno dimostrato ampiamente ed inequivocabilmente la insussistenza della motivazione assunta a giustificazione della violenta scomparsa dell’unica e vitale fermata bus di via del Plebiscito, perpetrata il 28 dicembre 2009, e pertanto, va immediatamente ripristinata.”

Il motivo della sicurezza del capo del governo venne sostenuto pubblicamente dal Prefetto di Roma; mentre, in questi 365 giorni, alle entrate/uscite del premier da Palazzo Grazioli (sua residenza privata) è stato permesso ed accettato un ininterrotto “bagno di folla”. Diventa, quindi, inconcepibile continuare ad individuare quel (supposto) pericolo nella ininterrotta fiumana di persone (romani, pendolari, turisti, studenti, operai, acquirenti, giovani, anziani, ecc.) che scendeva e saliva a via del Plebiscito dai bus pubblici delle 18 linee ATAC.
Per riottenere, dopo un anno, quella fermata l’ADP si rifiuta di richiamare qui la drammatica e disumana mobilità a Roma (3 morti alla settimana, oltre 70 feriti al giorno nel più immorale silenzio); il ridicolo 18,2% di mobilità tramite TPL; il terribile macigno del 56% della mobilità privata forte di 945,1 veicoli per 1000 abitanti.

Sostiene l’ADP che non è difficile aumentare la mobilità del TPL e la corrispondente riduzione della mobilità privata; che è semplice trasformare i semafori pedonali a due colori (rosso/verde, dotati di timer con countdown) e rendere almeno “positivi” gli attuali attraversamenti pedonali “insufficienti”; che è politicamente scorretto e moralmente deprecabile realizzare le “piste promiscue” (pedoni e ciclisti) requisendo i marciapiedi (per non realizzare le piste ciclabili civili, rispettose della dignità e dei diritti dei ciclisti, così come avviene nel resto del mondo).

“Provate a rendere un poco credibili i vostri auguri di Buon Anno 2011 − conclude Vito De Russis − riattivando immediatamente la fermata di via del Plebiscito alle 18 linee Atac ed impegnandovi a realizzare a Roma, entro il 2011, una consistente riduzione delle persone morte e ferite per incidenti stradali.”

Uff. Stampa ADP
Cell. 3393484370

domenica 14 novembre 2010

14 novembre 1988 - 14 novembre 2010: Anniversario dei diritti del pedone a Roma? Anniversario dell'ignoranza...


14 novembre 1988 - 22 anni fa - la GU della Comunità europea pubblicava la "Carta europea dei diritti del pedone": ignorata in Italia, compreso Roma Capitale.

Nella foto l'incidente avvenuto (ore 07,51 dell'11.11.2010) solo poche ore prima di un incontro con il delegato del Sindaco di Roma "alla sicurezza stradale".
(Da notare che, dal settembre 2006, a Roma c'è il Commissario alla mobilità nella
persona del Sindaco p.t.)

Caro Paolo,
ora medita un minuto. Osserva che manca il soggetto "pedone". Manca perchè, questa volta, "la pedona", che attraversava sulle strisce, è riuscita a......... fare la cangura e, per questa sua "scoperta" fisica, le è andata veramente bene.

(Ma quanta paura. Di sicuro le hanno rovinata la giornata e dato un colpo alla sua salute.)

Non dimentichiamo che la Roma Capitale partecipa con il 10% alla massa dei pedoni uccisi ininterrottamente sulle strade italiane. Al motociclista sarebbe andata peggio se avesse indossato un casco non di buona qualità.

Osserva la segnaletica orizzontale. In quel punto, secondo il Codice della strada,
vanno tracciate n. 10 strisce bianche parallele. Ne sono state tracciate n.6 (il 60%). (Costa di meno quella "rinfrescata"?) L'assenza di n. 4 strisce bianche (2 all'estrema destra e 2 all'estrema sinistra) "consente" ai conducenti di continuare a parcheggiare i loro veicoli sotto i marciapiedi.

L'attraversamento da sinistra verso destra immette al cancello di una scuola statale
(visibile in basso a destra) e, anche per la presenza della scuola, questo attraversamento andrebbe reso più visibile tramite una riga gialla a zig zag che precede, nel verso e lato di marcia dei veicoli, l'attraversamento.

Non c'è il segnale di divieto del limite massimo di velocità.
C'è il segnale di indicazione della scuola.
L'entrata e l'uscita della popolazione scolastica è una preziosa lezione
collettiva di alta scuola di educazione alla "convivenza incivile" per
grandi e piccoli (nonn*, genitor*, figl* e nipot*).

Può essere sicura la mobilità in questo pezzo di "strada, bene comune"?

Eppure, gli amministratori sostengono che lavorano tanto per la sicurezza stradale.
Infatti.
Prima se la presero con i lavavetri.
Poi con i barboni.
Dopo con le prostitute.
Quindi, se la presero con i rom.
Non avevano più le forze per osservare tutta la illegalità diffusa e la violenza che
viene subita dai pedoni sia per muoversi in sicurezza sui marciapiedi (che non ci sono, o sono illegalmente occupati, o sono maltenuti), sia sugli attraversamenti pedonali (che non ci sono anche per 500 - 600 metri; o sono invisibili, o sono "rinfrescati" al 60%; ecc.).

Se c'è l'evento luttuoso, ecco il miracolo: sistemano solo il posto dove si
è registrato l'incidente. E' l'operare in "emergenza". Che significa: aspettare la
prossima vittima (che, guarda caso, quasi certamente, sarà un pedone).
Possibile che non ci sia qualcuno che paghi per questo tipo di gestione della
cosa pubblica?

Possibile che non ci sia uno, solo uno che confessi di provare un poco di vergogna quando si sostiene di essere, questo, un paese civile? O di denominare diversamente questa "convivenza incivile"?

Vito De Russis
n.q. Presidente Associazione Diritti Pedoni
www.assopedoni.it
cell. 3393484370

PS. Per i ciclisti romani vale la citata rappresentazione.
Il numero delle vittime ciclisti sta aumentando.
A differenza dei pedoni, il ciclista può ritornare a vivere da pedone.
Di certo, avremmo una stridente controtendenza di Roma rispetto
alle altre città. Esempio. Berlino: 10% mobilità ciclistica privata
che cerca di elevare; Parigi: vuole raggiungere e superare il 30%
mobilità ciclistica tra pubblica (22.250 bici del Bike sharing) e
privata (incentivo all'acquisto).

domenica 27 giugno 2010

Roma, 1 luglio 2010: "A Piazza Venezia per far sentire la voce dei pedoni..."

1° luglio 2010 in piazza a Roma per la Mobilità.

Sappiamo che gli operatori della informazione-comunicazione applicano la massima ATTENZIONE sulle Istituzioni quando quest'ultime trattano (ed agiscono) sui temi della mobilità e della sicurezza stradale; come sanno che le Istituzioni intendono sostenere obiettivi totalmente opposti agli obiettivi umani, sociali e civili perseguiti dalle Associazioni. Infatti, in questa Roma, dove si muore e si resta invalidati per tutta la vita (incidenti stradali ed inquinamenti), alcuni obiettivi dell'ADP sono: Valore della Vita (“STOP STRAGI PEDONI”); Diritti alla salute (aria pulita e assenza di rumori) e alla mobilità (sostenibile); Diritto al rispetto della dignità della persona (pari dignità); ripristino della Legalità (stroncare la vigente immensa illegalità diffusa e non contestata); attuazione della Carta europea dei diritti dei pedoni; ecc..

E’ dall’agosto 2006 che Roma ha il Sindaco “Commissario per la Mobilità” ma nulla è cambiato perché tale incarico serve per finanziare interventi (ed appalti), nonché per rilasciare deroghe alle norme urbanistiche senza l’ascolto e la partecipazione della cittadinanza. (Dpcm 06.08.2006)

L'ADP NON PERDERA' L'OCCASIONE promossa da C.A.L.M.A, Giovedì 1° luglio 2010 dalle 17 alle 20, a Piazza San Marco (Piazza Venezia) per far sentire la voce dei Pedoni che, insieme alle tante altre voci, griderà:

“Basta con il Commissario per la mobilità” perché ostacola la costruzione della “convivenza civile” sulle strade della nostra meravigliosa (e preziosa) città di ROMA.

Vito Nicola De Russis, Presidente

COMUNICATO STAMPA
Prot.10040
(Con www.assopedoni.it visita anche www.tgmonitor.ilcannocchiale.it)

(Dal Dpcm del 6 agosto 2006 istitutivo del Sindaco di Roma quale Commissario per la mobilità)

«…Considerato che le misure e gli interventi a tutt’oggi attuati, in via ordinaria, non hanno consentito il superamento delle problematiche emergenziali afferenti a specifici “fattori di rischio”, connessi alla situazione del traffico cittadino, e che risulta necessario e urgente predisporre e realizzare un programma di interventi di emergenza, che consenta un miglioramento significativo e rapido della situazione in atto e favorire il ripristino delle normali condizioni di vita;…»

"...... favorire il ripristino delle normali condizioni di vita; .... " : ripristinare qualcosa che non esisteva allora e che non esiste oggi, dopo 1.441 giorni dal Dpcm!

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Altri articoli di Vito De Russis:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=vito+de+russis