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venerdì 31 dicembre 2010

Vito De Russis: “Polizia Municipale di Roma poco trasparente sui dati infortunistici nella capitale.. ”

"La difesa del pedone al primo posto..." (Saul Arpino)
Dati parziali (della P.M.) sulla Insicurezza stradale romana. L’ADP rivendica il diritto ai dati globali. La insostenibile mobilità romana vs la “convivenza civile”
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E’ ancora calda la conferenza stampa del Campidoglio sugli incidenti stradali – quelli di esclusiva spettanza della Polizia Municipale (P.M.) – ed è ancora calda la propensione ad abbassare la guardia alimentata dalla enfatizzazione di alcuni dati positivi (per esempio, la riduzione del –15,82% in un anno degli incidenti stradali a Roma) e dal non rappresentare la conoscenza e l'intenzione di stroncare la illegalità diffusa (la maggior parte, non repressa).

«L’accanimento nel divulgare solo i dati di un tassello del drammatico quadro della insicurezza stradale a Roma – sostiene il presidente dell’Associazione Diritti Pedoni, Vito De Russis − dimostra che i dati reali globali superano la nostra percezione. Anche per questo l’ADP rivendica, con forza, il diritto alla informazione: “Rendere pubblici i dati globali della insicurezza stradale a Roma”»
La persistente pesante crisi mondiale avrà colpito anche Roma e, nel 2010, i romani avranno ridotto l’uso del loro veicolo: meno veicoli in circolazione a Roma; meno incidenti stradali con meno morti e meno feriti. Ritenere quelle riduzioni prodotte dai Protocolli firmati tra l’Amministrazione comunale e vari soggetti; ovvero dal coinvolgimento di “oltre 18 mila ragazzi delle scuole romane”; ovvero dall’attività della P.M. in controlli, prevenzione e repressione è molto pericoloso per l’ampliarsi della incidentalità stradale.

Al −15,82% di incidenti corrisponde un −20,74% delle 12 principali infrazioni elevate. Il 50% di queste sono dovute a: precedenza, distanza di sicurezza, comportamenti; ovvero ad una cultura di “convivenza incivile” e di violenza. (Da notare l’aumento di quelle elevate per velocità, alcol, cinture, comportamenti e distanza di sicurezza. Confermano, con il 66% totale, il 1° 2° posto: precedenza e velocità.)

Silenzio sullo stato attuale della mobilità a Roma: ridicolo 18,2% tramite TPL (Atac+Cotral+Metro+Trenitalia+Taxi); terribile macigno del 56% tramite mezzo privato (forte di 945,1 veicoli per 1000 abitanti); sui semafori pedonali a 3 colori (1 flash di verde, 2 di rosso e tantissimo giallo) (in tantissimi Stati sono a 2 colori :(rosso/verde, dotati di timer con countdown); attraversamenti pedonali insufficienti in qualità e quantità; insufficiente segnaletica verticale; marciapiedi e piste ciclabili, ecc.

«Stiamo consolidando la “insicurezza stradale” − conclude De Russis − e, con essa, consolidiamo l’attuale “convivenza incivile”»

Uff. Stampa ADP − Cell. 3393484370

martedì 28 dicembre 2010

Vito De Russis al Prefetto di Roma ed all'ATAC: “Fermata bus a via del Plebiscito da ripristinare subito!”

"Il premier entra ed esce.. da Palazzo Grazioli, ed i pedoni stanno fermi!" (Saul Arpino)

“I 365 giorni trascorsi − sostiene il presidente dell’Associazione Diritti Pedoni, Vito De Russis − hanno dimostrato ampiamente ed inequivocabilmente la insussistenza della motivazione assunta a giustificazione della violenta scomparsa dell’unica e vitale fermata bus di via del Plebiscito, perpetrata il 28 dicembre 2009, e pertanto, va immediatamente ripristinata.”

Il motivo della sicurezza del capo del governo venne sostenuto pubblicamente dal Prefetto di Roma; mentre, in questi 365 giorni, alle entrate/uscite del premier da Palazzo Grazioli (sua residenza privata) è stato permesso ed accettato un ininterrotto “bagno di folla”. Diventa, quindi, inconcepibile continuare ad individuare quel (supposto) pericolo nella ininterrotta fiumana di persone (romani, pendolari, turisti, studenti, operai, acquirenti, giovani, anziani, ecc.) che scendeva e saliva a via del Plebiscito dai bus pubblici delle 18 linee ATAC.
Per riottenere, dopo un anno, quella fermata l’ADP si rifiuta di richiamare qui la drammatica e disumana mobilità a Roma (3 morti alla settimana, oltre 70 feriti al giorno nel più immorale silenzio); il ridicolo 18,2% di mobilità tramite TPL; il terribile macigno del 56% della mobilità privata forte di 945,1 veicoli per 1000 abitanti.

Sostiene l’ADP che non è difficile aumentare la mobilità del TPL e la corrispondente riduzione della mobilità privata; che è semplice trasformare i semafori pedonali a due colori (rosso/verde, dotati di timer con countdown) e rendere almeno “positivi” gli attuali attraversamenti pedonali “insufficienti”; che è politicamente scorretto e moralmente deprecabile realizzare le “piste promiscue” (pedoni e ciclisti) requisendo i marciapiedi (per non realizzare le piste ciclabili civili, rispettose della dignità e dei diritti dei ciclisti, così come avviene nel resto del mondo).

“Provate a rendere un poco credibili i vostri auguri di Buon Anno 2011 − conclude Vito De Russis − riattivando immediatamente la fermata di via del Plebiscito alle 18 linee Atac ed impegnandovi a realizzare a Roma, entro il 2011, una consistente riduzione delle persone morte e ferite per incidenti stradali.”

Uff. Stampa ADP
Cell. 3393484370