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martedì 15 maggio 2012

I retroscena poco segreti della transizione post repubblicana.. ed il ruolo di Silvio Berlusconi



Ante Scriptum con domanda

Oggi i numeri della drammatica crisi finanziaria provocata dagli speculatori di Wall Street ---e scaricata, grazie all'euro-B.C.E., grottescamente SEMPRE AD 1.30 SUL DOLLARO, sulle spalle degli europei iugulati attraverso la moneta/unica-camicia di forza, in danno delle rispettive economie nazionali-- ha raggiunto un punto di non-ritorno.
Cifre particolarmente severe CON LA DITTATURA INSTAURATA DALLA GOLDMANN-SACHS, per mezzo del traditore NAPOLETANO, sull'Italia e contro gli italiani.
Proprio mentre la Borsa di Milano vedeva crollare le sue quotazioni, mentre lo 'spread' famoso, per cui fu cacciato il governo precedente a nome Berlusconi, saliva, nel silenzio totale dei tele- e dei -giornali, fino a quota +424 sul Bund tedesco, a dispetto dell'autogol di Angela Merkel in NordRhein-Westphalen....
Tutto ciò nonostante le continue gabelle, tagli di servizi, abbassamenti di salari, aumenti di tariffe che dissanguano il popolo italiano, condannandolo alla disperazione da fallimenti e disoccupazione.
Ebbene, pur non essendo egli all'opposizione di questo governo-commissario, NON SEMBRA ASSAI STRANO CHE SOR BERLUSCULONI, non rivendichi AD ALTA VOCE la sua innocenza di ex-Presidente del governo, circa il disastro economico-finanziario in cui siamo piombati ???? (ORAZIO CURIAZI-- ALBALONGA)

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Risposta con spiegazione

Venti anni fa, è un fatto ormai acclarato, le logge anglo-massoniche della finanza internazionale si impadronirono del corpo dell'Italia, con il violento golpe giudiziario contro la classe democratica, ED IN ACCORDO CON LA MAFIA STRAGISTA DEI CORLEONESI.

Regista di Capaci e D'Amelio, manovrandone gli autori, e futuri 'pentiti', fu GIANNI DE GENNARO, proconsole inviato dal F.B.I. insieme a Buscetta, già dal 1984, PROPRIO PER FAVORIRE IL 'CAMBIO DELLA GUARDIA', sia al governo di Roma che di quello di Cosa Nostra, già dal 1943 manovrata dagli anglo-americani.

I magistrati, da B. a C., furono esecutori-paralleli di questo disegno che utilizzò la massoneria per squinternare il nostro Paese, onde, oggi ai vertici di Roma, abbiamo due rottami della 'Loggia/Ultima Thule' fondata ad Alessandria d' Egitto da Rudolph Hess, il controllore del Fuehrer nato in colonia inglese dal medesimo sangue di Moses Hess.....

Essi sono GIORGIO il NAPOLETANO e Giuseppe il RATZINGER, riciclati dagli Alleati dopo la guerra, ed infeudati alla razza-pura/finanza di Wall Street-Francoforte, onde sono i ringhiosi cani da guardia... Il Pastore Tedesco, ed il mastino anglo-Neapolitano.....

La trattativa fra Stato e mafia, comprovata dagli oltre 400 supermafiosi graziati dal 41-bis all'epoca di SCALFARO PRESIDENTE, CIAMPI A PALAZZO CHIGI, E CONSO ALLA GIUSTIZIA, comprese anche IL FUTURO ASSETTO BI-POLARISTA ANGLOSASSONE da dare all' Italia, con un personale politico UGUALMENTE POSTICCIO, tanto a 'sinistra', cui spettava la reale egemonia ( era il Democratic Party il punto di riferimento internazionale), quanto alla finta-opposizione berlusconiana di 'destra'.

Berlusconi, lungi dall'essere vittima, come finse di apparire, ERA PARTE INTEGRALE DI QUESTO PIANO. Avendo sostenuto con tutti i suoi TG appena neonati, l'operazione Mani Pulite e Tangentopoli varie, contro lo stesso Craxi che pure lo aveva salvato dal famoso verdetto giudiziario che ne oscurava le televisioni stesse, decreto detto 'salva-Berlusconi', del 1985...

Berlusconi dunque, quando nel 1994 venne votato a maggioranza con il suo 'Polo d. Libertà', NON LO FU PER LA LIBERA SCELTA DEGLI ITALIANI, ma per la loro costrizione di allontanare il male più immediato, che veniva anche percepito come 'il maggiore', cioè il finanziere-genero, di Aldo Ravelli, re degli speculatori di Borsa a Milano, ED EREDE DESIGNATO GIA' DAGLI ANNI SESSANTA DALLO STROZZINO-TERRORISTA-SPIA INGLESE ENRICO B.R.LINGUER (come fece notare già a quell'epoca PAOLO FLORES D'ARCAIS in un articolo sul mensile LA SINISTRA del giugno 1967, allora diretto da LUCIO COLLETTI).... ACHILLE OCCHETTO E LA SUA 'MACCHINA DA GUERRA', e non per scherzo.
COME IL FINALE DI "MISERIA E NOBILTA' "

Oggi LA RECITA E' FINITA, il pagliaccio Berlusconi ripone gli abiti di scena, e sparisce dietro le quinte, ADDIRITTURA CANCELLANDO, MA COSI' RISCHIANDO L'OSSO DEL COLLO, il suo stesso Partito-'Predellino', CHE HA AVUTO L'UNICO SCOPO DI GARANTIRLO personalmente, contro varie ed eventuali, politiche, finanziarie, industriali o giudiziarie che fossero.

"Torno nella miseria, però non mi lamento, mi basta di sapere che il pubblico è contento...." (Eduardo Scarpetta).

E SI ACCINGE ADDIRITTURA A FONDERLO IN UNICO CALDERONE, INSIEME AI COMUNISTI, E AI CALTAGIRONISTI, NELL'INTERESSE DEI QUALI HA SEMPRE GOVERNATO, COOPTANDONE LA CLASSE DIRIGENTE AL 'SUO' GOVERNO, E PERSEGUITANDO GLI AUTENTICI DIRIGENTI 'NAZIONALI', INCLUSO L'INTERESSE DEL PROPRIO ELETTORATO.

Perchè avviene questo? PERCHE', DOPO QUELLA 'STATO-MAFIA', DI CUI EGLI ERA GIA' PARTE VENTI ANNI FA, ORA SI E' CONCLUSA, DOPO LE SUE DIMISSIONI, LA TRATTATIVA 'STATO-BERLUSCONI', dove 'Stato', beninteso, sta per GRAN LOGGIA DI LONDRA, dalla quale egli, semplice 'APPRENDISTA MURATORE' della rivale P2 (che invece era FILO-AMERICANA/Repubblicana), è sempre stato considerato con disprezzo da quei Venerabili Maestri, 3- o 1-Monti che fossero.....

Berlusconi infatti, proprio come la mafia con l'ablazione del 41-bis, HA OTTENUTO AMNISTIA DI QUALUNQUE EVENTUALE COLPA COMMESSA, essendo, nella massoneria, UNA SOLA LA COLPA: DISOBBEDIENZA AI GRAN MAESTRI.. Che per il resto, vedi un capolavoro del cinema francese degli anni Trenta, "FORCES OCCULTES", tutto è permesso agli Illuminati cui Ratzinger costantemente si richiama.... La massoneria nasce infatti, teologicamente parlando, dalla gnòsi ebraica del II secolo, successiva alla disfatta di Masada, non più 'Popolo Eletto', ma ramingo, ED ALLORA PIU' DISPOSTO AD ADORARE LUCIFERO CHE DIO ONNIPOTENTE, 'traditore', ai lor occhi, dell' Antica Promessa.....

A) Il primo segno della 'amnistìa' conseguita fu, SUBITO SOPO LE DIMISSIONI DEL NOVEMBRE SCORSO, la ritrattazione dell' avvocato DAVID MILLS, marito di un ministro del governo Blair: che da anni lo accussava di essere stato pagato per fornire falsa testimonianza.... RITRATTAZIONE STRANISSIMAMENTE PRESA PER 'ORO COLATO' DAI MAGISTRATI DEL RELATIVO PROCESSO-MILLS, MA SENZA CHE IL MILLS MEDESIMO SUBISSE LA MINIMA INCRIMINAZIONE PER FALSA TESTIMONIANZA, o quella di prima o quella di dopo, DI QUI NON SI SCAPPA.... E SOPRATTUTTO SENZA CHE BERLUSCONI LO QUERELASSE, per "l'ingiusta accusa".

B) Il secondo segno, altrettanto corposo e sostanziale, FU L' ABOLIZIONE, DA PARTE DEL GOVERNO, DELL' ASTA PER ASSEGNARE LE FREQUENZE DIGITALI PER LA TV, o i telefoni mobili, in favore invece di un 'concorso per titoli' DE FACTO ORMAI GIA' OPERATIVO... Dove MEDIASET VIENE PROMOSSA 'OPE LEGIS', senza sborsare un centesimo per ottenere quella materia prima ancora più preziosa, per la sua scarsità, delle stesse 'Terre Rare' per cui tanto si disputa, fra Cina ed USA....

C) Il terzo segno E' IL PIU' RIVELATORE DI TUTTI: la laurea CUM LAUDE, a Sor Berlusca, udite udite, Eroe dell' 'Anti-mafia', DECRETATA DAL CAPO DELLA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA, il magistrato comunista PIETRO GRASSO, ex-Procura di Palermo....

Già, e perchè no, anche allo stalliere Mangano, magari riabilitato post-mortem come ai tempi dell' URSS, proprio dal Presidente Napolitano, che a questo tipo di cerimonie è aduso da ben settanta anni ????

Anche al più 'realista' dei Machiavellian-Stalinian-Gramsciani, come il sottoscritto è ormai da mezzo secolo, viene da ridere a crepapelle....

Gianni Caroli (napolibera)

lunedì 14 novembre 2011

Vendita dell'ENI... probabile mossa del governo Monti per rendere l'Italia dipendente sul piano energetico...

"Alegher... alegher..." - Foto di Gustavo Piccinini


Washington e Londra vogliono che l’Italia non abbia più una politica energetica propria e una sovranità nazionale.

L’uscita di scena di Silvio Berlusconi dalla scena politica può essere interpretata anche come l’ultimo colpo di coda della Prima Repubblica. Ammesso e non concesso che la Seconda sia mai nata. E non perché il Cavaliere debba essere considerato una creatura imprenditoriale e politica nata cresciuta sotto l’ombrello protettivo del compianto (lui sì) Bettino Craxi quanto perché dello statista socialista ereditò, forse inconsapevolmente, la visione europea, euroasiatica e mediterranea.

Berlusconi avrà pure tutti i difetti di questo mondo che negli ultimi anni si sono aggravati anche in conseguenza di una esuberanza incontrollabile e di una età avanzata che lo hanno condizionato non poco e che lo hanno portato a fare le corna ai vertici internazionali e ad invitare a casa tutta una serie di sgallettate e di ragazze allegre, riducendosi ad una macchietta oggetto di scherno e di disprezzo. Ma quali sono i politici che senza ridursi a fare i buffoni in pubblico, in buona sostanza non sono altro che delle marionette dei gruppi economici e finanziari che li hanno messi al potere? Barack Obama non è forse il maggiordomo ubbidiente di quella Wall Street che lo ha portato alla Casa Bianca?

Berlusconi avrà pure avuto, per scelta e per necessità, frequentazioni poco raccomandabili. Ma quale politico od imprenditore italiano non ha i suoi scheletri nell’armadio? Avrà pure assunto decisioni politiche ed economiche da respingere in blocco. Ma quali sono oggi i governanti europei che sono in grado di non tenere conto dei condizionamenti esercitati dalle realtà politiche transnazionali, come l’Unione e la Commissione europea? Quali sono i governanti che, nell’impostare la politica economica del proprio Paese, possono anche non tenere conto dei condizionamenti esercitati dalla politica monetaria della Bce? Quali sono i governanti che possono resistere da soli alle pressioni esercitate dalla speculazione internazionale quando questa ha deciso di prenderti di mira? Quali sono infine i governanti che possono anche non tenere conto delle richieste provenienti dai propri elettori e dalle imprese nazionali?

Non che tutto questo costituisca una scusante ma si tratta pur sempre di tutta una serie di condizionamenti che in Italia assumono un particolare peso, essendo il nostro un Paese di frontiera, un ponte tra l’Europa e il Nord Africa, che dal 1945 ha cercato, spesso riuscendovi, di ritagliarsi uno spazio autonomo in tutta l’area mediterranea. Bettino Craxi, ad esempio, stabilì rapporti molto stretti con i Paesi del Maghreb e con la Palestina di Yasser Arafat. E pur essendo fedele all’Alleanza Atlantica, né poteva essere diversamente, non ebbe remore a sfidare gli Stati Uniti in occasione del sequestro dell’Achille Lauro e della vicenda di Sigonella, rivendicando fieramente la sovranità nazionale del nostro Paese. Anche se poi con la campagna giudiziaria di Mani Pulite quell’atto di coraggio gli venne fatto duramente pagare.

Berlusconi che ha convogliato nel suo partito non pochi di quei quadri dirigenti che avevano fatto parte del PSI di Craxi, ha finito per mutuarne l’approccio nei riguardi dei Paesi arabi. Il ristabilimento di normali relazioni con la Libia di Gheddafi, sia pure con l’imbarazzante performance dell’anno scorso a Piazza di Siena, aveva rappresentato la presa d’atto che la Libia, che era stata una nostra colonia, è un Paese nostro dirimpettaio con il quale è fisiologico avere rapporti più che amichevoli che vadano al di là della fornitura di gas e di petrolio. Non è un caso infatti che furono i nostri servizi militari (il Sid) a portare al potere Gheddafi nel 1969, non è un caso che furono sempre i nostri servizi (il Sismi) a salvare il colonnello dai vari tentativi di colpo di Stato che erano stati sostenuti dall’Egitto, dagli Usa e da Israele.La recente rivoluzione libica, in realtà una rivolta finanziata e sostenuta da Washington, Londra e Parigi, e la conseguente fine di Gheddafi, ha rappresentato per Berlusconi un preciso monito.

Dopo la fine del tunisino Ben Alì, anche lui portato al potere dal Sismi con una incruenta congiura di palazzo, è stato il messaggio, non hai più nessuno a coprirti il fianco sul fronte Sud. Ti rimane solo la Russia. Non è un caso che lo stesso Putin con la Gazprom, questa volta a traino dell’Eni, era entrata in forze in Libia per sviluppare la produzione di petrolio e di gas. Tutti legami che, con il nuovo governo, più orientato in senso “atlantico” o nord-europeo, rischiano ora di essere vanificati e di saltare.

Il legame, anche personale, che Berlusconi aveva stabilito con Putin non può e non deve essere banalizzato con considerazioni sulla vita privata di entrambi. In realtà Berlusconi, favorendo la penetrazione di Eni ed Enel in Russia, aveva chiarissima l’importanza di creare solidi legami con quello che è il primo Paese del mondo per giacimenti ancora inesplorati di petrolio e di gas. Una impostazione peraltro condivisa dallo stesso Prodi che accompagnò a Mosca i dirigenti dell’Eni per firmare i contratti di fornitura di gas fino al 2040.

E quelli dell’Enel per il contratto di acquista dell’Ogk-5, uno dei primi gruppi energetici nazionali.Un’altra iniziativa di Berlusconi e dell’Eni, che venne affatto apprezzata da Washington e da Londra è stata quella di silurare la realizzazione del gasdotto “atlantico” Nabucco voluto dagli Usa per accerchiare da Sud la Russia, e finanziata incredibilmente dall’Unione europea. Un’opera pensata per portare in Turchia, attraverso la Georgia, il gas dell’Azerbaijan e poi farlo proseguire fino allo snodo di Baumgarten in Austria, dove arrivano diversi gasdotti russi. Al contrario Berlusconi e l’Eni avevano sostenuto il gasdotto South Stream che partendo dalla Russia, attraverso il fondo del Mar Nero, arriva in Bulgaria, passa in Grecia e poi si dirige verso l’Italia e l’Austria. Un’opera “euroasiatica” con la forte partecipazione tedesca che, in quanto tale, non poteva essere apprezzata da Stati Uniti e Gran Bretagna.

Due Paesi che non possono accettare che qualche Nazione in Europa possa stabilire in campo energetico un rapporto troppo stretto con Mosca che è sicuramente più fisiologico di quello che Washington vorrebbe che noi avessimo con i Paesi arabi produttori suoi satelliti. La Gran Bretagna che ha sempre voluto mantenere un piede nel Mediterraneo, e che adesso con l’attacco militare alla Libia vi è tornata in forze, ha operato contro l'Italia e contro l’Eni attraverso gli gnomi della City. Le speculazioni, realizzate in stretta sintonia con quelle di Wall Street, hanno investito i nostri Btp con il fine di metterne in discussione la solvibilità e quindi obbligare il governo in carica a rivedere totalmente i propri programmi finanziari futuri. E al tempo stesso fare passare l’idea che il governo in carica è troppo debole e squalificato per risanare i conti pubblici e mettere in sicurezza l’affidabilità dei Btp.

In realtà quella è soltanto la ragione apparente. Siamo invece di fronte al tentativo, purtroppo destinato a riuscire, visto che al governo ci andrà Mario Monti, di completare il processo che venne iniziato nel 1992 con la famigerata Crociera del Britannia. Il 2 giugno di quell’anno, Festa della Repubblica, mentre l’avviata campagna di Mani Pulite dava già l’impressione che la DC e il PSI, puntelli del sistema politico dell’epoca, sarebbero stati spazzati via, una larga schiera di manager delle imprese a partecipazione statale accettò di essere imbarcata sul panfilo reale inglese per una crociera di una appena giornata. Nel corso della crociera, organizzata da British Invisible, società di promozione del made in Britain, ai manager di Stato venne descritta la bellezza e la necessità di varare le privatizzazioni. A bordo c’era pure Mario Draghi, all’epoca direttore generale del Tesoro, fu lui a gestire poi le privatizzazioni, che fece un discorso introduttivo e che poi scese prima della partenza.

Poi, per dimostrare che non era una conferenza fine a se stessa, in autunno vi fu la speculazione della City contro la lira che finì per essere svalutata del 30%, rendendo più convenienti per la stessa percentuale diverse aziende pubbliche che vennero messe in vendita. In seguito con i governi Prodi, D’Alema e Amato, vennero messi sul mercato il 70% circa di Eni ed Enel, prevedendo guarda casa, che una percentuale del 30% di questa, quindi il 21% complessivo, fosse offerta agli investitori internazionali. Cioè quelli anglo-americani che ora sognano di mettere le mani sul restante 30% dell’Eni che un governo Monti presumibilmente sarà ben felice di mettere in vendita, con la scusa di fare cassa e abbattere il debito pubblico.

Tanto che su questa misura potrà contare sui voti non solo del postfascista e neo atlantico Fini ma anche su quelli di Casini che nella politica italiana rappresenta l’erede di quell’area politica della DC che sempre osteggiò la politica autonoma dell’ENI di Enrico Mattei per assicurare l’indipendenza energetica e difendere la sovranità nazionale del nostro Paese

Filippo Ghira

(Fonte: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=11477)

mercoledì 18 maggio 2011

Vito De Russis: "Silvio Berlusconi, sogni, serietà e .....(necessari) risvegli"


"Il popolo ne ha due marroni così... del berlusconi"


Non è peccato sognare.

Non è peccato quantificare un (errato) "consenso".

Non e' serio "giocare" con la realtà dei risultati elettorali.

2006 - Elezioni Comune Milano Elettori: 1.030.616
Capolista Berlusconi - Voti preferenza 52.577 pari al 5,10%
2009 - Elezioni europee in Italia Elettori: 50.664.594
Capolista Berlusconi - obiettivo "Plebiscito" - Voti preferenza 2.706.791 pari al 5,38%
2011- Elezioni Comune Milano - Elettori: 996.400
Capolista Berlusconi - obiettivo "Referendum"- Voti preferenza 27.972 pari al 2,81%

2011- Berlusconi in TV: "Se ricevo meno di 53mila preferenze prese nelle
precedenti elezioni comunali l'opposizione sinistrata di sinistra mi farà il
funerale".

Fallito l'obiettivo "Plebiscito" per Berlusconi. Riuscito l'antiplebiscito con il 94,62%

Fallito l'obiettivo "Referendum" per Berlusconi. Riuscito l'antireferendum con il 97,19%

Eppure, non cessa il martellante immorale frastuono dei media nel sostenere che Berlusconi ha il 64% di consenso popolare.
Non cessa anche perchè quel 94,62 % di persone hanno lasciato "perdere" per quieto vivere.
Cesserà ora che quella percentuale è diventata del 97,19%? (percentuale ceauceschiana).

Un risveglio sarebbe auspicabile, onesto e salutare.

Vito De Russis

giovedì 6 gennaio 2011

La Corte Costituzionale ed il parere sul legittimo impedimento (ovvero il salva-Berlusconi) – Raccolta Firme su AVAAZ



Cari amici,

Con la decisione sull’immunità di Berlusconi in arrivo la prossima settimana (a partire dal 10 gennaio 2011), la pressione sulla Corte costituzionale si fa sempre più alta. Mettiamoci dalla parte dei giudici in sostegno della loro autonomia e in difesa della nostra democrazia.

La prossima settimana la Corte costituzionale deciderà se Berlusconi potrà ottenere l’immunità dai processi fintanto che avrà un incarico di governo: la prova del nove per la nostra democrazia.

Attualmente imputato per corruzione giudiziaria, falso in bilancio e frode fiscale, il Presidente insieme ai suoi alleati sta esercitando una pressione enorme sui membri della Corte, fino ad arrivare a minacciarli, nel tentativo vergognoso d’influenzare la sentenza e di garantire così che la decisione lo metta al di sopra della legge.

Questo è un assalto sfrontato al caposaldo della nostra democrazia: la separazione fra i poteri giudiziario, legislativo ed esecutivo. Un enorme grido pubblico in sostegno della Corte costituzionale e della sua autonomia potrebbe respingere l’eccessiva intromissione della politica e garantire che la Corte costituzionale implementi lo stato di diritto.

Negli ultimi anni indagini e processi hanno screditato una grossa parte della classe politica, immischiata in affari di mafia, appalti truccati ed episodi di corruzione. I politici coinvolti si sono chiusi a riccio, promulgando leggi ad personam per evitare i processi e votando contro l’autorizzazione a procedere all’arresto dei parlamentari colpevoli.

Nel disperato tentativo di silenziare o ottenere sentenze favorevoli, gli stessi politici indagati o condannati hanno addirittura avviato una pericolosa propaganda contro i giudici, minacciando di avviare commissioni d’inchiesta sul loro lavoro, accusandoli di essere politicamente schierati e addirittura ipotizzando la loro insanità mentale.

Silvio Berlusconi, attualmente imputato in 3 processi, sta tentando nuovamente di ottenere l’immunità per essere al di sopra della legge. La Corte costituzionale, dopo aver bocciato due tentativi simili in passato, dovrà decidere sulla legittimità di una legge controversa che garantirebbe l’immunità di fatto al Presidente del Consiglio e a tutti i ministri. E la pressione sulla Corte sta raggiungendo il punto di ebollizione.

In questa guerra del potere esecutivo contro quello giudiziario, la vittima sacrificale è la salute della nostra democrazia. Costruiamo una petizione enorme per proteggere i giudici dagli attacchi dei politici in malafede, e difendiamo con forza la loro indipendenza dalle pressioni politiche!

Insieme abbiamo dimostrato che possiamo vincere: l’anno scorso abbiamo respinto la “legge bavaglio”, promossa da Berlusconi per silenziare i media e rendere più difficili le indagini giudiziarie. Se i cittadini decidono di unire le forze per imporre un cambiamento nel mondo, non ci può essere politico di turno o grande azienda che possa fermarli: la nostra passione ci rende più uniti e più potenti.

Per firmare:
https://secure.avaaz.org/it/in_difesa_dei_giudici/?vl



Con speranza e determinazione,

Luis, Giulia, Alice, Ricken, Pascal, Benjamin, Mia e tutto il resto del team di Avaaz.

giovedì 16 dicembre 2010

Un agnostico (kiriosomega) invoca le dimissioni del Berlusconi...


Chiunque al potere, quando apprende che la propria Patria soffre per sua causa, ed i GIOVANI sono senza speranza di lavoro per sua incapacità e corruzione sì fa da parte! Chiunque meno lui: L’INCENDIARIO FOLLE!..


"Il governo non cade, per via della pensione ai parlamentari, Roma brucia nelle proteste, il vaticano "interferisce"... insomma arriva Natale!" (Saul Arpino)

In questi giorni molti imprecano contro l'azione "selvaggia svolta nelle strade"! S'accusano gli estremisti di Destra e di Sinistra, la stampa e Minzolini insorgono contro la guerriglia urbana manovrata sempre dalla controparte, però nessuno tra i maggiorenti minorati racconta ciò che è successo ieri in Parlamento, e nemmeno c'è accenno dell'inqualificabile compravendita di voti. Insomma, molti discutono della moralità dell'azione, mentre il problema è più immediato, esso, a mio avviso, è solo una questione d'EDUCAZIONE.

L'educazione, che non è solo il sapere usare le giuste posate a tavola, sta principalmente nel capire le aspirazioni altrui e nell'attenderle, specie se sì ricoprono pubblici incarichi.

Silvio Berlusconi è a mio avviso assai precario in educazione, infatti, un Presidente del Consiglio che ha a cuore il proprio Paese dovrebbe dimettersi già nel sospetto di non essere all'altezza della situazione sociale che si verifica, e di non essere amato dai cittadini.

D'altro canto, la sua posizione di preminenza è oggi assai debole, e penso che il Governo non è caduto solo per dare ai "nuovi" parlamentari, sono circa 150, la possibilità d'ottenere l'appannaggio statale a vita per le loro prestazioni.

Inoltre, considerazione politica, la stragrande forza che Berlusconi dichiara, e che l'ha condotto al Potere non è "stragrande". La sua percentuale di votanti era di poco maggiore di quella del secondo Partito italiano. Dunque, lui, a mio parere, è presidente del Porcellum e per il Porcellum, non lo è degli italiani... e poi, via, alla sua età perché non si ritira?

E soprattutto perché le leggi gli permettono, sia a lui, sia ad altri, di continuare in politica? Sì dovrebbe fare in modo che esista una legge speculare a quella della minore età che non permetta l'espressione elettorale. Sì dovrebbe perciò approvarne una che non permetta la votazione e l'acquisizione di cariche politiche per raggiunta senilità!

Inoltre, mi sì lasci affermare che i Vescovi devono stare lontani dalla politica del Paese. Il Concordato diede loro lo status di Paese Estero, e sono anche pagati, non capirò mai perché ciò avviene, per la perdita dei territori che l'Italia conquistò. E ciò avvenne con patto sancito dalle parti affinché il Vaticano non s'ingerisca nella vita sociale e politica d'Italia.

Dunque, i Vescovi (ed il papa Ratzinger) se ne stiano a casa loro anche con i commenti che turbano i poveri di spirito, agli ambasciatori non è permesso intervenire nella politica del Paese ospite, è soprattutto questione di buona educazione!

Kiriosomega, l'agnostico

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Altri articoli di Kiriosomega

http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=kiriosomega

giovedì 29 luglio 2010

I costi Mediaset pagati dal popolo bue a tutto vantaggio di Silvio Berlusconi e dei suoi parentes

"..Le concessioni radiotelevisive costano al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi l'uno per cento del fatturato che ne ottiene. Avete letto bene. Lo Stato italiano regala da anni alla Mediaset, attraverso RTI, il 99% degli introiti che ne ottiene. Solo l'uno per cento rimane allo Stato.

Le frequenze su cui Mediaset trasmette sono dello Stato italiano che le può dare in concessione a qualunque società ritenga. Mediaset o altre. La logica vorrebbe che la concessione porti principalmente soldi alle casse dello Stato, non ai privati. La ricchezza del signor Berlusconi, dell'imprenditore Berlusconi, deriva da una graziosa concessione ottenuta prima da Craxi con un una tantum annua ridicola e poi dal Governo D'Alema nel 1999, con la legge un per cento (pagina 32: legge 488, art.27comma 9, del 23 dicembre 1999). Legge mai messa in discussione dagli altri Governi che lo hanno seguito, tra cui ovviamente i suoi..."

In tempi di crisi come questi, ma anche in tempi normali, sarebbe logico, giusto e razionale che un bene dello Stato dato in concessione rendesse il massimo possibile e certamente non, come adesso, l'1% di quanto fa incassare ai concessionari.
Basterebbe che ogni anno (oppure ogni due o tre anni) la concessione fosse messa all'asta tra vari concorrenti, anche stranieri, e data al maggiore offerente ..!!
Ne guadagnerebbe l'equità della distribuzione perché tutti potrebbero concorrere e ne guadagnerebbe lo Stato che incasserebbe il massimo offerto dal mercato e magari si potrebbero ridurre gli effetti negativi di una manovra finanziaria che , come sempre, fa man bassa nelle tasche dei più diseredati se si facesse pagare di più a chi straguadagna alla faccia dello Stato ..!!

Alessandro Mezzano

lunedì 5 luglio 2010

Il ponte sullo stretto di Messina, frutto avvelenato dell’economia del malaffare - No a opere inutili, costose, dannose e criminogene

Con il blitz dei suoi attivisti e lo striscione srotolato da Trinità dei Monti, in piazza di Spagna, nel centro di Roma, con la scritta “Il Sud frana e le mafie se la ridono dal Ponte” parte l’edizione 2010 della Lunga marcia della memoria, l’evento annuale per i diritti e contro le cosche dell’associazione daSud che quest’anno è dedicata ai nuovi linguaggi antimafia, alla libertà di informare e raccontare nel Paese dei misteri, alla richiesta di giustizia per le vittime innocenti delle mafie, alla giustizia ambientale e sociale verso Cancun.

La scelta di rilanciare nella Capitale la questione aperta del Ponte sullo Stretto (voluto dal governo di Silvio Berlusconi),proprio adesso che sono iniziati i lavori preliminari per 60 milioni di euro a Messina e Villa San Giovanni, non è casuale. Come nelle due precedenti edizioni, la Lunga Marcia vuole portare all'attenzione dei media e dell'opinione pubblica temi fondamentali per la tenuta democratica e civile dell'Italia intera, eppure spesso trascurati o raccontati male.

Il Ponte sullo Stretto, appunto, ma anche la drammatica condizione dei migranti, il problema delle mafie, gli attacchi alla libertà di informazione, la tendenza dei governanti all’oscurantismo e il dovere di raccontare le storie dimenticate della meglio gioventù italiana, a partire da quelle delle vittime innocenti dei clan.
Il Sud frana, come il modello economico e politico che governa tutto il Paese. E non solo le mafie se la ridono. Con loro le multinazionali, in attesa di mettere le mani sui finanziamenti pubblici. Come le guerre, l'acqua e le grandi infrastrutture, questo Ponte è solo il frutto avvelenato della shock economy, una delle “mucche da mungere”, operazioni fatte con denaro pubblico ma pensate per portare profitto ai privati e che arricchiscono le mafie.

Il Ponte non lo vogliamo perché non c'è spazio nella nostra idea di futuro per quest'opera inutile e dannosa, perché è la risposta sbagliata all’emigrazione forzata dei giovani meridionali, perché cancella un angolo di rara bellezza e calpesta la nostra memoria. E perché è il feticcio di una classe dirigente che concepisce la politica come occupazione cieca del territorio.
Un no al Ponte che non è più solo una rivendicazione territoriale del Mezzogiorno. Con noi, a dire No al ponte c'è anche la Rigas, la Rete italiana per la Giustizia ambientale e sociale. Un nuovo soggetto nazionale - nato dopo la prima Conferenza Mondiale sulla Giustizia climatica di Cochabamba - che raccoglie tutte le realtà italiane che vogliono arrivare alla Conferenza Onu sul Clima di Cancun con nuove proposte, idee e progetti. Ma anche con un netto rifiuto alle politiche che aumentano la distruzione ambientale, la povertà, le mafie. Il Ponte è espressione di queste politiche, che hanno già devastato il territorio.

La Lunga Marcia della Memoria 2010.

Dopo l’anteprima di oggi, la Lunga Marcia della Memoria, giunta alla sua terza edizione, attraverserà il Sud del nostro Paese – dalla Calabria alla Puglia - durante i mesi di luglio, agosto e settembre per ragionare sui nuovi linguaggi antimafia. Musica, fumetti, murales, fotografie, video, scrittura e performance sono alcuni dei mezzi espressivi che caratterizzeranno le giornate dell’associazione daSud e gli strumenti adottati per raccontare nuove storie, rivendicare diritti civili e sociali, promuovere la partecipazione dei cittadini contro le mafie, chiedere giustizia e verità sulle vittime innocenti delle mafie. Esercitiamo con forza il diritto a raccontare la verità: l’Italia è in mano alle mafie. Il Paese reale è andato ben oltre “La Piovra” degli anni 80. Raccontiamo con passione, con la potenza dei nuovi linguaggi espressivi, con la forza immaginifica che viene dalla contaminazione delle forme espressive. Un diritto messo in discussione costantemente. Al quale non sappiamo rinunciare.

Sono tante le strade a percorrere per reinventare un linguaggio che oggi più che mai ha bisogno di richiamare all'impegno antimafia nuove generazioni e strati sociali ancora marginali. L'obiettivo è ricominciare da Sud la Lunga Marcia che porta dalla memoria al futuro.


Ufficio stampa daSud – 5 luglio 2010
maricadipierri@asud.net

sabato 5 giugno 2010

Epitaffio poetico-drammatico per il V "Cavaliere" dell'Apocalisse... quello di Arcore

“Il santo non accumula; più dà agli altri e più profitto ne ricava; la via del santo è operare ma non contendere” (Lao Tze)

“Non coartare il cuore degli uomini, il cuore umano se lo si urta s’abbassa, se lo si esalta si innalza, in alto o in basso che sia è costretto ed offeso” (Chuang Tze)

Galop, galop… ve lo ricordate il galoppo svolazzante dei quattro cavalieri dell’apocalisse? Guardate bene adesso, là sulla destra, c’è lui.. il V° cavaliere, quello di Arcore.

Ha uno strano orrore soffuso disegnato in faccia, è il terrore raggrinzito della perdita e la frenesia del mantenimento di quel che ha acquisito, eppure ride!

Il suo messaggio è la sua condanna. Suda freddo e trasmette freddo ma il volto è ridanciano, la cavalcatura bardata d’oro e di gemme, il titolo e lo stemma disegnati sullo scudo sono lucenti, la sua epidermide è tirata, l’occhio vitreo, il sorriso stampato. Poverino! Non sa quando ma sa che un giorno “oggi o fra cento anni” giungerà alla sua odiata destinazione, la resa dei conti, la perdita di ogni suo bene. Quando giungerà quel giorno… non la lunga lancia o la spada affilata, non il nero destriero o l’armatura smagliante, nemmeno uno spillo minuto potrà recare con sé…La vera immagine di Dorian Grey già si riflette sul suo look, ora lucidato a festa!

Povero cavaliere, quanta paura…. Quanta paura di perder tutto, quel che ha guadagnato, rubato, espugnato, occupato… pensando che fosse diventato tutto suo…. Giacché il male di quel IV° livello è il sentirsi padroni di ciò che ci circonda, ci si identifica con il possesso: “quel che è mio è mio e quel che è tuo è anche mio”. Comunismo ad personam.

Con una boccuccia così fine, con un eloquio così educato come ha potuto appropriarsi di così tanto? L’interezza di quel che gli è venuto a tiro?

“Offendere gli altri è possibile solo offendendo se stessi” purtroppo lui ricorda e conosce questa legge della natura, la quarta legge, egli infatti la incarna, in negativo…. È l’amore per la propria persona che diventa legge, che si fa vincolo, nel porre gli altri in asservimento, è l’adattamento degli altri alle proprie esigenze, la filosofia dell’utopia personale istituzionalizzata, l’idealità illusoria del singolare che si traveste da sociale e pubblico, l’arroganza del raggiungimento, la scalata nel fittizio, l’accaparramento del futile, la rappresentazione di un potere furbo.. in cui c’è anche amore ma è solo amore per il piccolo sé… un amore edonistico riflesso nello specchio dell’ego.

Povero cavaliere, già lo vedo caracollare, già il sorriso si fa ghigno. ”…oggi o fra cento anni non sai quando verrà la confisca dei beni!”

Paolo D’Arpini

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Altri numerosi articoli sul Cavaliere:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=silvio+berlusconi

lunedì 22 marzo 2010

Silvio Berlusconi & Silvio Berlusconi... chi dei due è quello vero?

"...Silvio Berlusconi ha vinto e VINCE perchè sa intercettare una certa situazione REALE..." (anonimo berlusconiano)

Se qualcuno pensa che l’uomo sia uscito dalla “caverna” di Platone o è illuso, o è in mala fede!

Berlusconi non vince perché sa intercettare i desideri del popolo che vuole solo essere ricco, e caso mai è intercettato, ma bando ai risolini ché la questione è seria!

Berlusconi non vince perché sa intercettare, ma perché compra! E oggi può farlo sistematicamente perché ricchissimo si è appropriato di un piano non suo, ma concepito da menti acute e astute che furono oscuri personaggi della Massoneria del Grande Oriente d'Italia e della sua creatura, la P2 gelliana, fondata nel 1936 dallo scaltro intrallazzista banchiere Adriano Lemmi che volle una Loggia Coperta in cui non avevano albergo pensatori e poveracci, ma ricchi farabutti con la mira della conquista della finanza. Da tenere presente che la Propaganda 2 (P2) nulla aveva a che fare con la Loggia Propaganda di Torino, infatti quella non era coperta, e aveva origine stuartista. “Loggia Coperta” in Massoneria significa che vi sono “Fratelli” non noti ad altri “Fratelli”, ma nessuno di loro è noto all’esterno, tra i profani, se non i personaggi di comando.

Ma nel piano massonico nazionale, in cui si trovò berlusconi, c’erano anche altri “cavalieri disonesti” aventi stemma sul blasone: “Mano rampante in campo altrui”… E parteciparono anche servizi deviati, e generali e… aerei che caddero con morti e attentati. Ma anche la mafia non stette a guardare la “borsa che si riempiva”… e in Sicilia, con similare visione e contatti sorsero il G...O...S... e la famigerata CAMEA...

La storia parve insabbiarsi con Armando Corona (G...O...I...), con Spadolini (PRI), con Craxi (PSI), con Ugo La Malfa e poi banchieri e IOR…

Ma dalla lotta per la successione e il controllo delle forze “oscure” sorse, non so come, il malato ex piduista berlusconi, così lo definì anche la moglie affermando: “La sua malattia è nella testa”.

E per lui qualunque spesa è "comoda" pur di stare al potere, ovviamente comportandosi da concussore e concusso secondo occasione, e mantenere, ingigantendo, il proprio patrimonio. Che poi il suo agire collimi con altre menti deviate, credo che a lui non importi purché lo tengano al potere. (Aspettiamoci ogni broglio possibile, anche elettoralmente).

Ma sino a che la gente non ha coscienza che il capitalismo o l'ultra liberismo sono filosofie nate morte, anzi concepite morte, sarà l'epoca dei principi mercanti, così come volle il patto sinarchico interbancario che costruì le logge della Massoneria Deviata.

La via del futuro sarà di tornare allo STATO SOCIALE, se quei pazzi affetti dalla sindrome di Sansone, ossia del "muoia Sansone con tutti i filistei", ci lasceranno sopravvivere visto il loro armamento atomico e la capacità, colpa degli ameri-cani e delle ameri-cagne u$a, di colpire il mondo intero per sostenere il loro essere “proprietari del mondo”!

L'inesplorata via socialista è il solo possibile Futuro. Via socialista di cui il Fascismo fu una costola importante e non voluta condividere dalla perfida “protestante” Albione e dai propri ignoranti cugini d'oltre oceano che bramavano, insieme ai nascenti opportunisti sionisti, il dominio su tutte le nazioni!

Un po’ di storia per chiarire.

Il pazzesco sogno sionista/protestante oggi in voga per la forza delle loro armi, e di cui i berlusconi/sarcosy/blayr/draghi/bush/clinton/kissinger sono frutto e pedine, prese storicamente le mosse da Enrico VIII quando si appropriò delle tesi di John Wycliffe (teologo francescano insegnante a Oxford) del nuovo credo calvinista e delle posizioni luterane che cominciavano a fare breccia. La semplice questione d’Enrico VIII era solo scatenarsi dai tributi che la sua Isola doveva pagare al sempre infido, rapace, immorale papa di Roma.

Da allora, nella classe dirigente nobiliare divenuta protestante, fu cercata la formula per piegare al proprio servizio il credo cristiano che non si poteva cancellare dall’Isola perché già troppo radicato nella gran massa popolare. Politicamente però riuscirono a distinguerlo dal cristianesimo romano descritto come fonte immorale e degno d'ogni male (John Wycliffe- Calvino- Lutero e altri) e l’ultimo gran colpo infertogli furono le tesi luterane. [Non avevano tutti i torti! Mio pensiero].

L’azione necessariamente condusse ad avvalorare la bibbia che, per perfezionamento politico “Protestante”, fu riscritta per ben tre volte correggendola secondo utilità.

Nel frattempo si negarono i vangeli, anche quest’azione politica che diresse a cercare una "patente", un "crisma" che permettesse, più vecchio del cristianesimo romano, di ostentare un titolo di nobiltà fideistica/morale/politica che il nuovo credo aveva a necessità per mostrarsi valido alle folle delle proprie latitudini.

Ecco quando e come sorsero le radici giudaiche di cui straparla, per opportunismo, anche il Parlamento Europeo.

Ecco perché l’Italia è scomoda, e deve essere “serva” in Europa.
Fu la paura degli scemi del Nord ad essere riconquistati.

Infatti, vuoti d’idee filosofiche e dottrinarie, prima caddero preda della grande Roma, poi soggiacquero al cristianesimo cattolico per circa un millennio, poi potevano cadere davanti al Fascismo… ma si opposero e vinsero, purtroppo per una scelta obbligata (le sanzioni), ma anche per altro, che "costrinsero" Mussolini a scegliere la “Via Ariana” con cui l’Italia nulla ha da spartire.

Ecco come si giustificano i massacri che furono fatti subire per vendetta alla piccola e povera Italia, ma CAPUT MUNDI.

Ricordo tra tutti un massacro voluto, e non avvenuto perché le bombe erano innescate… potevano scaricarle sulle Alpi, in campagna, invece le scaricarono su un piccolo abitato: “GORLA” per fiaccare e punire lo spirito indomito degli italiani di quel tempo!

Ritorniamo a qualche altro concetto successivo della storia narrata.

L'istinto di rivalsa protestante contro l'odiata Roma, come già riferito, in questo modo permise all'ebraismo esoterico l'ingresso nella vita politica di quel tempo, ed anche nei salotti bene della Massoneria. Istituzione che era nata, con concetto moderno storico, e non esoterico del tutto inventato, durante il periodo d'affermazione, dal 1150 in poi, delle "Gilda, Hansa, Gremios, Compagnonage". Tant'è che la Massoneria dell’inizio era solo una specie di sindacato di "corporazioni" in cui l'esoterismo non aveva parte.

Essa, in quel tempo, era autorizzata con bolla imperiale a manifestarsi in luoghi appartati, ma la “bolla” poteva essere rilasciata anche da rappresentanti periferici.

Il luogo di riunione, sempre lo stesso, doveva essere dichiarato insieme ai partecipanti, ed era obbligo esporre il “quadro di loggia", ossia la bolla di fondazione imperiale, poi divenuto, nell’ottocento italiano e estero, quadro esoterico di grado diverso secondo le riunioni svolte.

Fu con il 1717 che avvenne la rivoluzione sociale massonica, perché la nobiltà anglosassone e poi francese era decadente, sovente indebitata con usurai ebrei, e ciò fece sì che, per i traffici con le colonie delle Americhe, l’arricchito "terzo stato" volle vestirsi e portare la spada come i nobili, facendo ingresso anche in Massoneria.

Da quel momento gli ignoranti boriosi bottegai del tempo, non diversamente da quelli contemporanei, notai, avvocati, medici, ricchi imprenditori... cercarono una loro nobiltà, e, forti della propria stupidità e dell'esoterismo ebraico biblico/giudaico che era la sostanza del protestantesimo si diedero titoli altisonanti come (Maestro Segreto, Cavaliere Kadosch, Cavaliere del Serpente di Bronzo, Sovrano Gran Commendatore dell'Areopago...) e la storia massonica, in mano agli imbecilli, degenerò.

Ma un'altra ala massonica, quella Scozzesista stuartista non si affiancò al protestantesimo rimanendo vicina al cattolicesimo di Roma.

E' certo che già nel XV secolo essa esisteva in Scozia con il titolo distintivo "Gran Loggia di San Paolo di Scozia". Conosciamo anche uno di quei Gran Maestri, Cristopher Wirth che morì verso l'età di 80 anni. La sua Loggia si riuniva con la dicitura (tradotta): "Sotto gli auspici della Santa Madre Chiesa", e non con la dizione " A...G...D...G...A...D...U... o A...G...D...G...G...D...U... o A...U...T...O...S...A...G...” secondo i gradi interni. Di questa congregazione massonica i Protestanti massoni scozzesi e inglesi fecero sparire ogni traccia ma qualche documento è gelosamente ancora conservato e trapelato.

Che ci sia stata anche una Massoneria cattolica è dimostrato dal drappello di stuartisti che giunsero a Roma nel 1718, speranzosi nell’aiuto del papa per riconquistare il regno che avevano perduto. Lì fondarono nel 1730 la prima loggia massonica italiana, ma incontrarono le ire di Benedetto XIII e poi di Clemente VI che promulgò la bolla “In Eminenti”, l’atto d’accusa che poneva i massoni in stato di scomunica definendoli “sinagoghe di satana” per l’onta subita da parte degli inglesi nel XVI secolo e per colpire ogni possibile infiltrazione protestante in Italia che avrebbe condotto con sé il sionismo!

Poi la massoneria, invasata da esoterismo, succube della politica di cui però anche riusciva a servirsi, ricca per i suoi appartenenti si configurò sempre più propriamente divenendo un polo di potere cui tutti ambirono anche nell’Italia pre prima guerra mondiale.

Oggi, imbecilli, (riferimento generico a NESSUNO INDIRIZZATO), più gentilmente i poveri di spirito, credono che il berlusconi sia un grande uomo perchè ricco, e si lasciano comprare dal sogno o dai cento euro offerti dal Partito, dunque da Noi rapinati anche di questo denaro, e poi anche dal viaggio che li ha condotti in viaggio/vacanza sino a Roma con colazione inclusa nel pacchetto vacanza.

I poveri di spirito anche non comprendono che dietro ogni gran patrimonio c'è il furto o l'omicidio, sempre.

Berlusconi deve essere combattuto con qualsiasi mezzo, in qualsiasi maniera perché è una piaga sociale, un insulto all'intelligenza d’Italia, almeno di quella sua stirpe indomita che ha sangue della Lupa Capitolina.

Su un personaggio politico mi sono permesso d'inviare un’analisi psichiatrica molto reale, temo che pochi l'abbiano letta perché “pallosa”, oppure non è stato compreso il riferimento.

http://www.circolovegetarianocalcata.it/2010/03/20/kiriosomega-la-democrazia-come-metodo-per-il-mantenimento-del-potere-permanente-discorso-difficile-dallobbligato-vago-riferimento/

Kiriosomega

venerdì 20 novembre 2009

La televisione digitale? Un accorgimento tecnico per meglio asservire le masse inebetite dalla scatola del pifferaio magico...

Questo è un commento inviato al direttore de La Tua Voce, Michele Bonatesta, sul suo articolo del passaggio alla TV digitale in cui si lamenta che buona parte degli utenti della Provincia di Viterbo ne sono stati privati...


Silvio Berlusconi, il nuovo pifferaio...
Beh, caro Direttore Michele Bonatesta, le ho già espresso in passato la mia opinione in merito alla televisione, che considero uno strumento per rimbambire la popolazione e basta, visto che la sua funzione informatrice è già scaduta con l'inserimento della pubblicità e degli interessi politici, in forma massiccia, e conseguente asservimento ai vantaggi degli "sponsor" (questo non solo per i programmi cosidetti di intrattenimento ma in generale per tutte le trasmissioni e notiziari).
Il passaggio al digitale è solo un ulteriore passo avanti verso questo processo... La televisione è uno strumento di asservimento di per se stesso mi sa dire a cosa serve il digitale se non è possibile una interazione fra lo spettatore/ricevente e l'intrattenitore/trasmittente?

Almeno qui su internet possiamo anche cercare di dialogare ed in qualche modo si può sperare di avere un interlocutorio esprimendo diverse opinioni... ma la televisione esclude per sua natura tutto ciò..
Quindi il passaggio al digitale, ferme restende le "passività" di ricezione "obbligatorie" del metodo televisivo, è solo un miglioramento tecnico utile ai "trasmettitori", un ampliamento della circuizione delle masse alla informazione omologata e corrotta, quella che consente al Silvio Berlusconi, ad esempio, di governare l'Italia senza averne né l'intelligenza politica né le capacità amministrative... e che consente alla "cultura di mercato" di continuare ad indirizzare la popolazione verso gli acquisti di mercato... Insomma ad inebetire il pubblico.

Per quanto mi riguarda non ho mai posseduto un apparecchio televisivo e lei ricorderà quante volte ho invitato la popolazione a districarsi dai laccioli televisivi... rinunciando alla scatola magica per gonzi...

Una volta un poveretto, che faceva il barbiere, ebbe la visita di uno spettro che gli promise un baule pieno d'oro se gli avesse venduto l'anima... Il poveretto accettò ed infatti ricevette il baule ma mancavano alcune monete per raggiugere l'orlo.. Preso dalla cupidigia il barbiere fece di tutto per ottenere le monete mancanti ma ogni volta che le infilava nel baule il livello restava sempre deficitario... Preso dalla foga e dalla cupidigia di vedere il baule pieno, cominciò anche ad uccidere i suoi clienti per derubarli dell'oro che a quel punto nella sua pazzia gli sembrava necessario a soddisfare la sua ricchezza... Ovviamente non spese mai una lira del contenuto del baule.. ma continuò a perpetrare delitti su delitti solo per il desiderio di godere della vista del baule pieno... Che mai si riempì... ed ovviamente perse pure l'anima...

E così è per chi guarda la televisione... stai davanti al piccolo schermo e non ti basta mai di assorbire idiozie su idiozie e poi nei pochi lassi di tempo in cui ritorni alla realtà cerchi persino di imitarne i messaggi... ed infatti la morale e la civiltà sono scese a livelli inaccettabili in questa "società moderna"....
Basta, Basta, per caritàaa...

Paolo D'Arpini

mercoledì 9 settembre 2009

Una sola Umanità - No al favoreggiamento dello squadrismo dal Centro Non Violento di Viterbo ed opinioni altre da Antonino Amato

IL PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI HA TRASMESSO ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE COMPETENTE L'ESPOSTO CONTRO IL FAVOREGGIAMENTO DELLO SQUADRISMO

Con una nota della sua segreteria il Presidente della Camera dei Deputati,
on. Gianfranco Fini, ha comunicato a varie associazioni e persone che hanno aderito alla campagna nonviolenta dei due esposti contro le misure razziste e squadriste contenute nel cosiddetto "pacchetto sicurezza", di aver disposto la trasmissione dell'esposto recante la notitia criminis
concernente il favoreggiamento dello squadrismo alla competente Commissione parlamentare "affinché i deputati che ne fanno parte possano prenderne visione ed assumere le iniziative che ritengano opportune".

Dopo la Commissione Europea, anche il presidente della Camera dei Deputati
da un significativo riscontro all'iniziativa antirazzista nonviolenta degli esposti recanti la notitia criminis concernente varie fattispecie di reato configurate da misure contenute nella legge 15 luglio 2009, n. 94, e la notitia criminis concernente il favoreggiamento dello squadrismo.

Si ricorderà che per settimane - dopo la promulgazione della legge 94 e
fino alla sospensione dei lavori del Parlamento per la pausa estiva -
abbiamo insistito affinché i Presidenti delle Camere, anche sulla base
della lettera del Presidente della Repubblica del 15 luglio 2009,
accogliessero l'invito affinché il Parlamento riesaminasse le misure
contenute nel cosiddetto "pacchetto sicurezza" e procedesse ad abolire
quelle palesemente incostituzionali ed antigiuridiche. La lettera del
Presidente della Camera dei Deputati ci sembra essere un importante segnale in questa direzione.

Ricordiamo anche che il Tribunale di Pesaro ha gia' rinviato alla Corte
Costituzionale la misura concernente i reati di ingresso e soggiorno
illegali, misura la cui inaccettabilità era stata già denunciata da un
appello di illustri giuristi (tra cui due presidenti emeriti della stessa
Corte Costituzionale). Confidiamo che la Corte Costituzionale abroghi al
più presto quella misura palesemente incostituzionale.
Sollecitiamo ancora una volta l'impegno di ogni persona di volontà buona,
di ogni associazione democratica, di ogni istituzione fedele alla
Costituzione della Repubblica Italiana ad opporsi al razzismo ed a difendere la legalità la democrazia, l'ordinamento giuridico, la civiltà
e l'umanità.

Beppe Sini
Centro di Ricerca per la Pace - nbawac@tin.it

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Ed ora l'informazione "altra" in cui si parla ancora di Gianfranco Fini e dell'immancabile Silvio Berlusconi.

E Salomé disse a Berlusconi: “Dammi la testa di Fini su un vassoio d’argento”. Il tetrarca rispose: “Ti darò la testa di Fini, se tu mi perdonerai di avere colpito ed affondato Boffo”

Leggo che autorevoli commentatori (giornalisti e politici) anticipano il “dopo Berlusconi”. Qualcuno, in vena d’esibizionismo culturale, parla di “declino dell’Impero d’Oriente”. Sarà. Anche perché Berlusconi è andata proprio a cercarsela: troppi festini e troppe veline. Cosa che ha suscitato lo sdegno di Carlo De Benedetti: il brav’uomo, tutto intento a contare i quattrini, era indignato del modo indecente con cui Berlusconi dilapidava i suoi soldi. E lo fece pesantemente attaccare dai suoi giornali (“la Repubblica” e “l’Espresso”).

A questa campagna rispose Boffo, direttore di “Avvenire”; ma male gliene incolse. Fu aspramente redarguito da Feltri, direttore de “il Giornale” che gli rinfacciò un precedente piuttosto pruriginoso. Finì che, dopo una settimana di tira e molla, Boffo dovette dimettersi. E questo (il virulento attacco di Feltri), a detta di molti commentatori, segnò un vulnus nei rapporti tra Berlusconi e la Chiesa. Come se questo non bastasse, Feltri attacca pesantemente Fini, rinfacciandogli una vita da “acrobata trapezista”. E questo attacco fa insorgere taluni esponenti del PdL provenienti dalla disciolta AN.
Insomma: Berlusconi si è fatti molti, troppi, nemici....
(continua ma io interrompo.. n.d.r.)

Antonino Amato

domenica 9 agosto 2009

Ridiamoci sopra: "Tardo zen con Sakiro Suzuki... e Silvio Berlusconi"

Questa è una storia zen moderna (anzi è una barzelletta), infatti lo zen è eterno (come pure le barzellette) e non si ferma al medioevo giapponese, esso ha continuato a prolificare ed a produrre frutti gustosi di saggezza "altra", ecco un esempio recentissimo e calzante con i tempi...

Primo giorno di scuola, in una scuola americana del nord Italia (si trova a Verona), la professoressa presenta alla classe un nuovo compagno arrivato da pochi giorni: Sakiro Suzuki, figlio del presidente della Sony (amico intimo del cavaliere).

Inizia la lezione di storia con gli eventi importanti degli Stati Uniti D'America, l'insegnate dice alla classe: “Adesso facciamo una prova di cultura. Vediamo se conoscete bene la storia americana. Chi disse: “Datemi la liberta o datemi la morte”? La classe tace, ma Suzuki alza la mano. “Davvero lo sai, Suzuki? “Allora dillo tu ai tuoi compagni!”

“Fu Patrick Henry nel 1775 a Philadelphia!”

“Molto bene, bravo Suzuki!”

“E chi disse: Il governo è il popolo, il popolo non deve scomparire nel nulla?”

Di nuovo Suzuki in piedi: “Abraham Lincoln nel 1863 a Washington!”

La maestra stupita allora si rivolge alla classe: “Ragazzi, vergognatevi. Suzuki è giapponese, è appena arrivato in occidente e conosce meglio di voi la sua storia..!”

Si sente una voce bassa bassa: “Vaffanculo a ’sti bastardi giapponesi!”

“Chi l’ha detto?” chiede indispettita la professoressa.

Suzuki alza la mano e, senza attendere, risponde: “Il generale Mac Arthur nel 1942 presso il Canale di Panama e Lee Iacocca nel 1982 alla riunione del “Consiglio di Amministrazione della General Motors a Detroit.”

La classe ammutolisce, ma si sente una voce dal fondo dire: “Mi viene da vomitare!”

“Voglio sapere chi è stato a dire questo!!” urla ancora la docente.

Suzuki risponde al volo: “George Bush Senior rivolgendosi al Primo ministro Giapponese Tanaka durante il pranzo in suo onore nella residenza imperiale a Tokyo nel 1991.”

Uno dei ragazzi allora si alza ed esclama scazzato: “Succhiamelo!”

“Adesso basta”! “Chi è stato a dire questo?” urla inviperita la professoressa.

Suzuki risponde impeterrito: “Bill Clinton a Monica Lewinsky nel 1997, a Washington, nello studio ovale della Casa Bianca.”

Un altro ragazzo si alza e urla: “Suzuki del cazzo!”

“Valentino Rossi rivolgendosi a Ryo al Gran Premio del Sudafrica nel Febbraio 2005.”

La classe esplode in urla di isteria, l'insegnante sviene.

Si spalanca la porta ed entra il preside: “Cazzo, non ho mai visto un casino simile!”

“Silvio Berlusconi, luglio 2009, nella sua villa Certosa in Sardegna.”

martedì 7 luglio 2009

L'opinione "altra" di Antonino Amato sul G8 dell'Aquila, che inizia domani

Mercoledì, 8 luglio 2009, si apriranno all’Aquila i lavori del G8.

E siamo tutti ad aspettare l’esito dell’incontro tra Obama (Presidente degli USA) e di Medvedev (Presidente della Russia) sul disarmo per sapere se gli Europei potremo continuare a vivere in pace oppure dovremo aspettarci momenti di guerra più o meno fredda (1). Altro problema l’ordine che si intende dare alla finanza, dopo i disastri del 1929 e del 2008. Altro problema ancora: che seguito avrà l’invito di Benedetto XVI° a “dare di più ai poveri dell’Africa”?

Noto invece, e noto con grande disappunto, che alcuni “sciacalli” stanno cercando di intorbidare l’ordine dei lavori, stravolgendone le tematiche. E, poiché non è mia abitudine nascondermi dietro un dito, degli sciacalli farò nomi e cognomi. In modo che i pochi lettori possano giudicare con il proprio intelletto.

Chiarisco, innanzitutto, che io Berlusconi “lo (omissis)...”. E questo per motivi ben precisi: consente che in Italia ci siano 113 basi militari americane; consente che 11.000 militari italiani stiano all’estero a “combattere le guerre americane”; non interviene a sciogliere il nodo del “signoraggio”, lasciando che proprietarie della Banca d’Italia siano delle banche private e non il popolo italiano. E invece......

E invece mi tocca leggere le “10 domande” che il quotidiano “la Repubblica” rivolge a Berlusconi (2). Per chi non lo sapesse, il quotidiano è proprietà di Carlo De Benedetti e conduce vibranti campagne di stampa contro la Cina, la Russia e i Paesi musulmani dove “non sarebbero osservati i diritti civili”. Dopodiché i "pennivendoli" di De Benedetti rivolgono a Berlusconi delle domande che neppure un giudice del Medio Evo, neppure uno “sbirro dell’Inquisizione”. Ma, probabilmente, da quelle parti le leggi e le norme morali se li fabbricano in casa. Ed ubbidiscono alla logica del “business”.

(omissis).... Il “Times”, proprietario Murdoch, annuncia una campagna di stampa internazionale basandosi sulle fotografie di Zappadu e sulle dichiarazioni della “donna a pagamento” D’Addario (3). Zappadu ammette di avere fatto 5.000 foto, violando la privacy di Villa Certosa; la D’Addario trova normale far sapere in giro il lucroso mestiere che esercita. Mah! In questa vicenda, evidentemente, certi ci sguazzano. E su questo chiarisco: alcuni campano, vivono e si arricchiscono con “operazioni di alta finanza”. E’ legittimo supporre che contano di avere dei “ritorni” da una caduta di Berlusconi? E che, se Berlusconi cadesse, non sarebbe nell’interesse degli Italiani, ma di certi “circoli internazionali”?

Ai “giudei d’assalto” si associano i “sinistri nostrani”. E D’Alema dichiara: “Siamo in un periodo di grande incertezza, possono aprirsi scenari imprevedibili” (4). Dopodiché mi tocca prendere atto che i “sinistri” hanno fatto un gran progresso. E, se i sinistri incolti del dopoguerra gridavano “Ha da venì Baffone”; i sinistri dei nostri giorni si preparano a fare le riverenze alle varie "santità: De Benedetti, Murdoch ed altri. Evoluzione o involuzione? Fate voi.

***

In questo contesto non poteva mancare la nota “servizi deviati”. Berlusconi è circondato e protetto dai “servizi”. Sono numerosi e ben pagati, ma.... Ma non hanno saputo impedire a Zappadu di rubare 5.000 fotografie da Villa Certosa e non hanno visto che la D’Addario ed altre “pie donne” entravano nei palazzi del Presidente “armate di telefonini e di registratori”. Dopodiché ci resta da ringraziare la Provvidenza che le stesse avessero solo lo scopo di “documentare gli incontri” e non pensassero di fare attentati. Ora si cerca di capire se qualcuno dei servizi facesse la “talpa”, comunicando gli spostamenti del premier (5). Perché è strano, molto strano, che qualsiasi cosa facesse Berlusconi, la stampa ne venisse puntualmente informata.

Insomma: ci tocca rigirarci in un “letto di merda”. E vedremo come finirà. Nel frattempo a noi, “liberati nel 1945”, non resta che leggere le notizie che altri ci propina e belare: “beh! Beeh! Beeh!”. E non venitemi a chiedere “fino a quando?”. Vi risponderei: “facciamo domani”.

Antonino Amato

(1) “Obama a Mosca, verso l’accordo sul disarmo” in “Corriere della Sera” del 6 luglio 2009, pagina 5;

(2) “Le nuove dieci domande“ in “la Repubblica” del 5 luglio 2009, pagina 6;

(3) “Il Times annuncia nuove foto” in “Corriere della Sera” del 6 luglio 2009, pagina 12;

(4) “D’Alema: in arrivo scenari imprevedibili” in “Corriere della Sera” del 6 luglio 2009, pagina 14;

(5) “Il premier e la talpa, Rutelli convoca Cossiga” in “Corriere della Sera” del 6 luglio 2009, pagina 12.


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P.S. Questo è il secondo commento, su fatti nazionali ed internazionali, di Antonino Amato che inserisco (con alcuni omissis) su questo blog. Voglio precisare che non conosco personalmente Antonino Amato e che la maggior parte dei suoi commenti (talvolta alquanto deliranti) vengono da me cestinati. Non mi piace nemmeno il suo antigiudaimo strisciante, poiché non ritengo che l'appartenenza ad una razza, ideologia o religione possa essere in se stessa motivo discriminante. Ma da buon laico, essendo laico persino nei confronti della laicità, non posso far a meno di apprezzare gli spunti di riflessione che Antonino Amato mi offre, ed in tal senso li passo ai lettori di questo blog "altro"....

Paolo D'Arpini

domenica 5 luglio 2009

Le donne sono offese dall'utilizzo mercificato di corpi femminili, per propri svaghi privati, compiuto dal Presidente del Consiglio in carica

No al maschilismo di Stato.

Con questo appello, intendiamo richiamare l'attenzione pubblica sulla
spirale negativa innescata dai comportamenti del ceto politico al potere in Italia: dai gesti quotidiani di disvalore verso il genere femminile si sta arrivando ad un attacco di stampo maschilista contro la stessa integrità delle istituzioni democratiche.

In altre parole, si passa da una democrazia incompiuta alla cancellazione
stessa della democrazia. Il Presidente del Consiglio è stato colto, infatti, nell'atto di passare da un utilizzo mercificato di corpi femminili per propri svaghi privati, ma giocati in luoghi destinati a fini pubblici, alla attribuzione diretta di cariche pubbliche elargite come riconoscimento al fascino fisico delle candidate.

Questo comportamento è stato, da ultimo, anche sostenuto da dichiarazioni
pubbliche quali "Gli italiani mi vogliono cosi'... Sono sostenuto da un
gradimento al 61%... Porto con me le veline (sulla scena del futuro G8)
altrimenti ci prendono tutti per gay...", insomma, potendo, così fan tutti.

Riconoscere che l'ampio consenso di cui gode tuttora Berlusconi vada
attribuito in gran parte al fatto di interpretare modi di pensare e di agire patriarcali, radicati nel senso comune di uomini -e purtroppo anche di donne- non deve diventare un alibi per lasciare in ombra il pericolo
rappresentato dalla sua permanenza in una delle più alte cariche dello
Stato.

Quindi, vogliamo dire all'"utilizzatore finale" di prestazioni femminili che "grandi quantitativi" di italiane e italiani intendono contrastare questo degrado, al medesimo tempo personale e politico - due sfere implicate da sempre, al di là di ogni contrapposizione astratta e funzionale al protagonismo storico del sesso maschile.

E' necessario fermare la pericolosa deriva autoritaria di una società che
si presenta incardinata sulla esclusione femminile e sulla disuguaglianza
(di sesso, di razza, di condizione) e che sta compiendo il passo fatale:
dalla riduzione al potere oligarchico maschile alla completa erosione degli assetti democratici, violando la pari dignità umana di donne e uomini, la libera espressione del pensiero, la libera informazione, la libera competizione nella rappresentanza.

Chiediamo a chi si riconosce in questo appello di dare avvio ad un movimento che, partendo dalla conoscenza dei fatti, elabori in forma partecipata azioni incisive tese ad ottenere, come atto primo indispensabile per il rispetto di elementari principi di democrazia e di civile convivenza fra i sessi, le dimissioni di Silvio Berlusconi e dei suoi fidi seguaci dalle cariche pubbliche.

Maria Grazia Campari
Floriana Lipparini
Lea Melandri


Per adesioni:
mariagrazia.campari@tiscali.it
universitadonne@tiscali.it
www.universitadelledonne.it

domenica 28 giugno 2009

Operazione "Cat(z)one il Censore": articolo 50 bis del DDL 733 del 2009 - Gemellaggio informatico Italia / Birmania

Silvio, ribattezzato Cat(z)one, da una parte censura e dall'altra si fa i c. suoi...

Si chiama PDL, Partito delle Libertà, ma sono solo le libertà d'inciucio e di affari loro, del Silvio Berlusconi e dei suoi amici. Ecco che, con l'ausilio dei "cristianucci", il PDL al governo sferra il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo e punire i disubbidienti (brutti sporchi e cattivi).


Il 25 giugno 2009 nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l'obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC), è stato introdotto l'articolo 50-bis, "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet".

Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l'articolo è diventato il n. 60. Anche se il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta" che non vuole scollarsi dal potere.

In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse
invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo.

Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare Un sito ovunque si trovi, anche se all'estero. Il Ministro dell'interno, in seguito a
comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto
l'interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di
connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di
filtraggio necessari a tal fine. L'attività di filtraggio imposta dovrebbe
avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali.

Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i
link scomodi per la Casta con questa legge? Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia il "Circolo Vegetariano VV.TT" "Saul Arpino" ed anche "Altra Calcata... altro mondo", oltre ad altri numerosi siti, insomma tutta l'informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l'unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l'unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. Vi rendete conto?

Quindi il Governo interviene per l'ennesima volta, in una materia che vede un'impresa del Presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d'interessi. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di "normalizzare" il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.


Fate girare questa notizia il più possibile, è ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani. La Democrazia è davvero in gioco... e non c'è nemmeno la garanzia Lottomatica!

I commenti spuri sono del corrispondente embedded Paolo D'Arpini


Fonte: dirittiglobali@peacelink.it


Referenze sui siti internet ancora attivi prima della censura definitiva:
http://www.google.com/search?q=internet+disegno+legge+733+2009&hl=it&start=0&sa=N

venerdì 12 giugno 2009

"Perché il prossimo G8 è stato indetto a L'Aquila da Silvio Berlusconi?" - Una lettera che pone molti interrogativi sul futuro dell'Altro Mondo

La scelta del Governo Berlusconi di spostare il G8 dalla Sardegna alla città de L’Aquila colpita dal terremoto non è solo una boutade propagandistica ad uso e consumo dell’immagine del leader. Sul terremoto e sulla ricostruzione in Abruzzo si sperimenta un modello che consideriamo paradigmatico della crisi globale e dei tentativi di uscita a destra dalla stessa.

Il terremoto è un fenomeno naturale. Le devastazioni che ha prodotto in Abruzzo sono il risultato di una politica del territorio, abitativa e sociale costruita in spregio dei più elementari diritti alla vita, alla salute, all’ambiente e alla sicurezza sociale delle popolazioni.

Ciò che non produce redditività è per il modello liberista un costo da eliminare : ecco perché non c’è stata alcuna politica di prevenzione, di messa in sicurezza, di coinvolgimento attivo delle popolazioni perché potessero rispondere con consapevolezza collettiva all’evento sismico.
E una volta che questo si è verificato, con la scia colpevole di morte e distruzione, l’Abruzzo e le sue popolazioni colpite sono diventate le cavie di un esperimento sociale paradigmatico.

Da una parte si è messo in campo ancora una volta il capitalismo delle catastrofi, ovvero l’idea di un modello economico, urbanistico e sociale costruito a tavolino, con il tentativo di azzerare la storia e la cultura di interi territori e popolazioni e di finanziare sulla spalle delle stesse la ripresa delle grandi lobbies mafiose dell’edilizia, delle infrastrutture,dei poteri forti finanziari; dall’altra si è messa in campo, insieme all’azzeramento di fatto del coinvolgimento degli enti locali, il disciplinamento di massa delle popolazioni, perseguendo, attraverso la cosiddetta efficienza della Protezione Civile, la passivizzazione della popolazioni, la militarizzazione delle relazioni sociali nelle e fra le tendopoli, la frammentazione sociale delle comunità.

L’obiettivo è chiaro : la solitudine competitiva, dentro la quale il messaggio diventa ciascuno pensi per sé e superi la paura dell’insicurezza attraverso l’identificazione diretta con chi detiene il potere e può decidere se il futuro di ogni singola persona sarà di vita o di precarietà disperata.

Comunità frammentate e persone disciplinate che dovranno sorridere speranzose all’Obama di turno che, girando fra le tende con telecamere al seguito, stringerà loro le mani, facendo capire al mondo come “siamo tutti sulla stessa barca…avvengono crisi economiche, avvengono terremoti, stringiamoci intorno all’umanità dolente, che ha.. che deve avere... fiducia in noi”. Ripresa dell’economia (la loro..), new town per tutti e applaudite il Commissario (e il premier).

Questo è il paradigma costituente dell’Abruzzo : quello che vuole nascondere la crisi e gli effetti delle politiche liberiste, quello che vuole far diventare sistema gli esperimenti autoritari già messi in opera sulla vicenda rifiuti in Campania, quello che ha bisogno di diventare modello accettato, in attesa di poterne affondare tutta la potenza contro altri conflitti territoriali già in atto (Val di Susa, Vicenza) o futuri (le centrali nucleari).

Ma se l’Abruzzo è un paradigma, significa che lì la battaglia sarà di lungo corso. Ma se l’Abruzzo è un paradigma, significa che quella battaglia deve divenire un patrimonio di tutti i movimenti in lotta per un altro mondo possibile.

Il G8 a L’Aquila non è stato scelto a caso : è stato voluto per tentare di usare le drammatiche condizioni delle popolazioni nelle tendopoli contro i movimenti di contestazione dei potenti della terra, primi responsabili della crisi globale.

Chi oserà mai protestare di fronte a queste popolazioni ferite? Chi oserà mai rompere questa aurea di solidarietà verso coloro che hanno perso tutto? Chi vorrà parlare di crisi globale di fronte alle tendopoli?

Le popolazioni stesse hanno cominciato a farlo. Superato il panico da shock, compreso che solo sulla memoria e sulle relazioni con il proprio territorio e le persone che lo abitano poteva essere pensato un possibile futuro, hanno cominciato a manifestare per una ricostruzione totale, delle case e delle relazioni sociali.

Sono primi segnali che c’è chi si oppone alla passivizzazione di massa, chi non vuole consegnare il proprio territorio alle consorterie mafiose, di chi non vuole che si giochi la partita del consenso ad una certa uscita dalla crisi sulle loro spalle. Segnali che sono anche il frutto del lavoro di diverse realtà di movimento che da subito si sono messe in azione a L’Aquila per portare solidarietà concreta e per stare dal basso con le popolazioni colpite.

Nel frattempo, i G8 territoriali avvenuti e in corso in ogni angolo del Paese, sono accompagnati da altrettante esperienze di contro-forum e di contestazione (da Siracusa a Torino, da Roma a Lecce etc.). Sono tutte esperienze che pongono da ciascun livello territoriale istanze e bisogni di una radicale fuoriuscita dalle politiche liberiste, che dicono chiaramente come la crisi la debba pagare chi l’ha provocata e che dev’essere un’altra la società da costruire, più giusta e uguale per tutte e tutti. Noi pensiamo che il G8 a L’Aquila possa diventare un’occasione.

Con tutte le difficoltà del caso e le delicatezze necessarie, riteniamo che le esperienze dei contro-G8 territoriali, le esperienze di conflitto territoriale (da Vicenza alla Val di Susa, ai movimenti per l’acqua e per i beni comuni) debbano provare ad incontrarsi proprio a L’Aquila con le importanti esperienze che anche lì sono state messe in atto dai movimenti aquilani e abruzzesi.

Un luogo di incontro e di confronto tra territori e movimenti, per capire assieme gli intrecci della crisi globale e gli intrecci del paradigma Abruzzo; un luogo di discussione e solidarietà che rafforzi le lotte territoriali e inneschi l’assunzione della realtà abruzzese come fulcro delle iniziative future. E un luogo di protesta e mobilitazione contro la crisi globale e le politiche liberiste, contro il governo e le politiche di ricostruzione. Da costruire insieme alle popolazioni. Naturalmente, non pensiamo ad una manifestazione classica anti G8, che attacchi zone rosse e che abbia come scopo lo scontro, né tanto meno ad iniziative autoreferenziali e semplicemente simboliche calate dall'alto su quel territorio. Pensiamo ad un momento di lotta costruito sulle rivendicazione dei movimenti territoriali che operano sul territorio, per sostenerle e connetterle con le altre rivendicazioni che i movimenti esprimono.

Immaginiamo le difficoltà, comprendiamo le prudenze, non inseguiamo feticismi. Ma crediamo anche che tutte le strade debbano essere tentate per fare dell’ennesimo affronto alle popolazioni (il ballo dei potenti davanti alle tende della tragedia) un’occasione di lotta e di solidarietà. A questo cercheremo di dare il nostro modesto contributo.

Per questo saremo a L’Aquila nei giorni del G8, dentro le iniziative che tutte/i assieme sapremo costruire.

Attac Italia
CNS - Ecologia Politica
Sito internet: http://www.ecologiapolitica.it
Sito mailing list: http://it.groups.yahoo.com/group/ecologiapolitica