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sabato 15 settembre 2012

Italo Romano: "Il semplice cibo dei nostri avi è oggi un mezzo per dominare il popolo"



"Chi controlla il petrolio controlla le nazioni, chi controlla il cibo controlla il popolo“, è questo il pensiero di Henry Kissinger, ex Segretario di Stato dell’era Nixon e Ford e membro portante del gruppo Bilderberg.

Forse la possente azione dell’Unione europea, imbastita per dare l’assalto alla sovranità alimentare dei singoli stati, ha avuto origine da questo spassionato consiglio del famoso politico statunitense.

Fin dal 1998 è in vigore una direttiva comunitaria che riserva la commercializzazione e lo scambio di sementi alle ditte sementiere (Monsanto e altre multinazionali) vietandolo agli agricoltori. Ciò che i contadini hanno fatto per millenni è diventato un reato. Per far fronte a questa imposizione sono nate varie associazioni di volontari impegnati nel recupero delle varietà antiche e tradizionali, con lo scopo di preservare e distribuire a chi le richiede, sementi fuori dal catalogo uffìciale affidato alle mani delle multinazionali.
Con sentenza del 12 luglio, la Corte di Giustizia della UE ha confermato il divieto di commercializzare le sementi delle varietà tradizionali e diversificate che non sono iscritte nel catalogo ufficiale europeo.

Con questa sentenza sono messe fuorilegge anche le suddette associazioni di volontari. Essi sono criminali delle sementi, sporchi tradizionalisti che mirano alla condivisione incontrollata del bene comune.
Ma non è finita qui.

Il nostro premier golpista Mario Monti ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale contro l’agricoltura a “chilometro zero”. In pratica il governo vuole bloccare alcuni atti normativi della Regione Calabria, rea di aver legiferato oltre la sue competenze stabilite in materia.

Secondo il governo oligarchico la legge regionale contiene delle disposizioni che, nel favorire la commercializzazione dei prodotti regionali, ostacolerebbero la libera circolazione delle merci in contrasto con i principi comunitari. In sostanza, la normativa regionale viene considerata alla stregua di un provvemento di natura quasi autarchica tale che i prodotti regionali avrebbero un vantaggio considerato contrario al principio di libera circolazione delle merci rispetto ai prodotti extraregionali.

E’ chiaro che il ricorso mira a liberare il campo alle multinazionali da qualsiasi tipo di concorrenza.

Distruggono le aziende locali, devastano il tessuto sociale e rendono il popolo completamente dipendente da strutture extraterritoriali e multinazionali senza scrupoli. Annientano la tradizione, distruggono l’identità e le coscienze per imporre il loro progetto di governo mondiale.

Il controllo delle sementi, quindi dell’agricolura, e di conseguenza degli alimenti è il chiaro segno che si aprono il varco per l’introduzione delle colture Ogm.
Attentano alla basi della coesione sociale. L’agricoltura, ricordiamolo, è un bene comune nato 10.000 anni fa. Da quando l’uomo ha fatta propria questa arte, sono nati i primi centri urbani, le prime aggregazioni civili, è stata la base dello sviluppo della società che oggi andiamo demolendo.

Il culto dell’ugualianza e dell’omologazione sta per convertire le diversità agro-alimentari.

Quando tutto il cibo apparterrà alle multinazionali come faremo? E’ questa l’anticamera della nuova schiavitù?

Italo Romano / Fonte: oltrelacoltre.com

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venerdì 14 settembre 2012

La storia di Roma, dal passato remoto al presente .. in una pagina!



Gentilissima Caterina Regazzi, mi dispiace per Paolo D'Arpini alle prese con problemi tecnici al computer (vedi: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/09/13/giornaletto-di-saul-di-riserva-del-14-settembre-2012/)

che tanti anch'io ho dovuto subire sperando un giono di raggiounger il mio traguardo che Voi ben conoscete tanto da anticiparVi oggi che forse l'ho raggiunto con l'aiuto in America del sito Manta che pubblicizza i prodotti delle piccole e medie aziende a 32 milioni di americani.
E nella speranza invio al Vostro Giornaletto di Saul una pagina della nostra storia passata sperando il presente sul futuro migliore


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Oggi sul esempio del più grande poeta d ' america Ezra Paund , provo esprimere tramite alcune statue la mia disapprovazione al governo. E con Giulio Cesare
Verognatevi !!! Nessuno. neppure uno dei miei più vili mercenari a Roma.avrebbe tradito così vergognosamete l'italia , sul Vostro imperio.
Ma in quale servizio di arte economica nella regione longobarda vi siete esercitati ,che da me, anche uno solo dei più vili senatori , avrebbe avuto vergogna di parlarne . La produttività ! Che cos'è ? Ai miei tempi il contadino produceva grano, per il pane al popolo di Roma e molto spendeva tanto veniva pgato + il suo tornaconto che serviva alle tasse e al mantenimento della domus e della sua famiglia
E le cipolle '? Pagate allo stesso modo anche di più perchè servivano ai calzari dei legionari a curare i calli , per marciare più forte e più a lungo! Tantochè, per mancanza di cipole, un giorno , fecero il primo sciopero che la storia ricorda. Ma per aver letto in italiano sui vostro dizionario che, la produttivià è la somma dei fattori variabili atta a produrrre dal inizio alla fine , anche grano e cipolle.
Voglio dirvi che, al mio tempo le variabili erano micidiali più delle vostre poichè dipendevano dal tempo dalle epidemie dalle invasioni barbariche dagli incendi ecc. Ma sulla mia più onorevole storia voglio ancora dirvi che, appilcavo le tasse per pagare i miei consoli i miei legionari ecc.. In una sola parola tutta la mia corte che doveva difendere con la mia politica a Roma , l'Impero Romano E voi ultimi , su uno stivale , non riuscitite a capire neppuer il mio comando sul economia di allora : Se il popolo di Roma pagava le tasse gli aumentavo l'impero e se aumentavo l'impero gli aumentavo la ricchezza e aumentando la ricchezza aumentavo i legionari per difenderli dalle predazioni barbariche sul lavoro del grano , pane , cipolle , animali , utensili sui loro mercato di arti, mestieri e commerci per la domus et familias. E prima della caduta del Impero Romano la statua di Marco Aurelio sul Campidoglio : Sono l'ultimo degli Imperatori . ma sin da giovane scrivendo “I ricordi” capii l'importanza di difendere l'impero costruito dai miei avi , famiglia degli Ottaviani , che mi ispirarono sul esempio di uomo poi d'imperatore, attento alla gestione da lungimerante e saggio , democratico , filosofo e profeta per la mia missione d' imperatore, sacerdote e guerriero . Ma oggi su questa scala vedo salire tante facce turpi da ignoranti diabolici , villani mistificatori e assatanati falsificatori , che urlano : Dammi quella poltrona che ti do il mio voto , certamnete ma prima voglio che tu mi faccia quella legge ad personam e se alle prossime elezioni il mio partito perde , ricordati di allearti con me , che in parlamento , difenderò il tuo operato su quello del mio partito.
Morale: Lasciando da parte I poeti che parlano con le staue, mai dimenticare sulla caduta di Roma l'insieme a professori, pricipi del foro, Re e imperatori per una “carega “ , economisti, saggisti , filosofi, religiosi , mercanti, legionari, generali, inventori , poeti e scrittori , tutti mercenari di chi è pagato di più al servizio del sesterzo , per farci tornare a pane e cipolle come al tempo di Giulio Cesare , alle prossime elezioni darò il voto se ci sarà non il partito ma il movimento “ Monarchia costituzionale democratica “ con un Re, barbaro provvisorio anche del Belgio, che stilò lo statuto Europeo per la firma a Roma 1999

continuerebbe...

Luigi Crocco

domenica 2 settembre 2012

PCARC: "Vaticano intrallazzone e menagramo... e pure sponsor del monti mario"



A fine agosto la Corte Europea per i diritti dell’uomo, pronunciandosi sul ricorso presentato da una coppia, ha bocciato le legge 40 sulla procreazione assistita e condannato lo Stato italiano a risarcirla per danni morali e a pagare le spese legali. Non è una novità: altre 16 volte la legge 40 è stata impugnata e tutte le sentenze si sono concluse con la condanna dello Stato e la dichiarazione di incostituzionalità della legge. Se messa in un contesto più ampio, quest’ultima condanna è particolarmente istruttiva. Andiamo per ordine.

Il Vaticano ha diretto la formazione del governo Monti in stretta combinazione con le istituzioni degli imperialisti europei. E’ palese, per dirne una, che in ottobre (già prima che Berlusconi facesse il suo “passo indietro”) il cardinale Bagnasco convocò le forze e gli esponenti che poi avrebbero dato vita al nuovo governo. E ricordate le “indiscrezioni” a proposito delle pressioni della Merkel su Napolitano? Per farla breve, il governo Monti è il risultato dell’accordo del Vaticano con le istituzioni dei banchieri e dei grandi capitalisti europei per formare un governo più autorevole tra la borghesia imperialista italiana e internazionale, un governo più forte, capace di imporre alle masse popolari i sacrifici voluti dalla comunità internazionale degli speculatori e dei guerrafondai che la banda Berlusconi non riusciva a imporre.

Contemporaneamente però il rafforzamento delle istituzioni europee lede gli interessi del Vaticano: non potrebbe più avere le licenze, le immunità, le esenzioni fiscali, i privilegi, i monopoli e il potere attuali in un’Italia inglobata in una federazione europea. Ebbene dopo lo scontro sul mancato inserimento dello IOR nella white list dell’UE (è di luglio la pubblicazione del rapporto di Moneyval, la divisione del Consiglio d’Europa che valuta i sistemi antiriciclaggio: Vaticano e IOR ancora poco trasparenti), la sentenza della Corte Europea sulla legge 40 getta altra benzina sul fuoco. Ed è un’altra gatta da pelare per Monti che prende tempo: “il governo farà ricorso contro la sentenza” annuncia per bocca del ministro della Salute Balduzzi (che forse considera il calvario a cui la legge 40 costringe le migliaia di famiglie uno strumento di salute!). Monti come Arlecchino: servo di due padroni che vanno e sempre più andranno in rotta di collisione. E’ una delle tare, probabilmente la principale, che mina il governo Monti e la sua autorevolezza nel consesso dei poteri forti, che quindi trafficano per trovare una soluzione di ricambio.

“(Il Signore Dio) Alla donna disse: moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli, sarai sotto la potestà del marito ed egli ti dominerà”, parola di Bibbia (Genesi, Libro 3). E’ una delle “perle” della concezione, della morale e dei precetti reazionari, antiquati e bigotti di cui la legge 40 è frutto. Sono la concezione, la morale e i precetti promossi dal Vaticano e dalla Chiesa, un’istituzione residuata dal medioevo che la borghesia ha riciclato in funzione reazionaria e anticomunista, a puntello del suo dominio sulle masse popolari (anche se personalmente i borghesi, dal crapulone Berlusconi al santo Casini, si guardano bene dal seguirne concezione, morale e precetti: è roba buona per il “popolino”!).
“Il Vaticano è il centro orientatore di una struttura mondiale di alcune centinaia di quadri che dirigono moralmente milioni di persone; è il centro di una rete internazionale di relazioni politiche e di manovre e intrighi politici; è il centro di una rete mondiale di proprietari immobiliari, di palazzinari e di speculatori finanziari, di banche e assicurazioni, di consorzi di aziende sanitarie, scolastiche e di altri servizi e un paradiso fiscale. Tra tutti i paesi, l’Italia ha la disgrazia di essere la base territoriale più ravvicinata di tutte le sue operazioni” (da “Il futuro del Vaticano”, Ed. Rapporti Sociali). E’ la fonte dell’inquinamento materiale e morale del nostro paese, è “l’anomalia italiana”.
La Repubblica Pontificia è quello che rende l’Italia diversa dagli altri paesi imperialisti (la cosiddetta “anomalia italiana”). 150 anni fa la borghesia italiana sotto l’egida della monarchia dei Savoia ha unificato il paese e costruito lo Stato italiano eliminando tutte le altre corti salvo la Corte pontificia con la sua Chiesa, un’istituzione medievale con poteri universali (in particolare in Europa) retta da una dinastia secolare con a capo il Papa, a cui ha solo tolto il territorio. Questo ha facilitato la conservazione nel nostro paese di altri centri di potere, a partire dalle organizzazioni criminali che avevano una loro base territoriale (mafia, camorra, n’drangheta).

Fino alla fine della Seconda guerra mondiale la Corte pontificia aveva condiviso la direzione del paese con la monarchia dei Savoia. Quando quest’ultima fu travolta dalla complicità con il fascismo la Corte pontificia è diventata il governo di fatto, irresponsabile, occulto e di ultima istanza che dirige il governo ufficiale della Repubblica: sceglie o comunque approva i capi del governo, ha voce in capitolo nella carriera e nella designazione degli alti esponenti di ogni settore della burocrazia statale, decide degli indirizzi generali dell’attività di governo (come in tempi recenti ha detto apertamente Bossi, “in Italia non si governa senza il Vaticano”). La Repubblica Pontificia si è affermata grazie alla forza degli imperialisti USA (che comunque si impiantarono stabilmente in Italia anche con proprie strutture: agenzie politiche e spionistiche, basi militari, agenti, ecc.), alla disperazione della borghesia italiana debilitata dalla sconfitta del fascismo e alla convergenza delle organizzazioni criminali.

Ma soprattutto perché, anziché guidare le masse popolari a continuare la lotta per instaurare un nuovo ordinamento sociale conforme ai loro interessi, il PCI diretto da revisionisti moderni capeggiati da Togliatti presentò il nuovo regime come un regime fondato sul potere popolare, accettò di fare della Costituente e della redazione della Costituzione il terreno principale dello scontro tra le classi oppresse e le vecchie classi dominanti (che così guadagnarono tempo per consolidare le proprie posizioni di forza fino a poter disattendere le promesse e gli impegni scritti nella Costituzione, che quindi restarono lettera morta salvo quelli imposti con dure lotte dalle masse popolari), liquidò via via la forza politica e militare che la classe operaia e le masse popolari avevano raggiunto con la lotta partigiana culminata nella Resistenza contro i nazifascisti (1943-1945).

Oltre al governo di fatto del nostro paese, la Corte pontificia è alla testa di un’istituzione (la Chiesa cattolica romana) che ha propri interessi particolari, contrapposti a quelli degli altri gruppi della classe dominante, di tipo economico (è infatti al centro di una rete mondiale di proprietà immobiliari, di speculazioni finanziarie, di banche e assicurazioni, ecc.), persegue in Italia e nel mondo obiettivi legati al mantenimento della sua egemonia ideologica e morale sulle masse popolari (che costituisce la fonte principale del suo potere), è riconosciuta come Stato dalla maggior parte dei governi del mondo con tutti i privilegi riservati alle rappresentanze diplomatiche degli Stati esteri.

In Italia non c’è campo in cui non sono in gioco importanti interessi della Chiesa e del Vaticano. Il sistema bancario, assicurativo e finanziario, il regime fiscale, la destinazione della spesa pubblica, la proprietà e l’uso dei suoli (piani regolatori), il patrimonio artistico, il sistema scolastico, sanitario e assistenziale, il turismo, le comunicazioni, le carriere nella Pubblica Amministrazione, ecc.: sono tutti settori in cui chi formula leggi e regolamenti e chi è addetto al controllo della loro applicazione deve fare attenzione a non ledere gli interessi della Chiesa e deve venire incontro alle sue richieste. Se si aggiungono la ricerca scientifica, la legislazione matrimoniale, il diritto di famiglia e tutto quanto attiene la sfera della sessualità, si incomincia ad avere un’idea della misura in cui la Chiesa condiziona lo Stato, del motivo per cui la Pubblica Amministrazione in Italia è notoriamente corrotta, inefficiente, irresponsabile, prepotente con i deboli e debole con i potenti più che negli altri paesi imperialisti, dell’origine della debolezza e delle tendenze parassitarie della borghesia italiana.

Si aggiunga infine che magistratura e forze dell’ordine devono chiudere uno e anche due occhi ogni volta che hanno a che fare con organi e membri della Chiesa o del Vaticano. Chi si chiede perché da sempre ogni governo in Italia proclama la lotta all’evasione fiscale che regolarmente resta lettera morta, ha qui la sua risposta. Lo stesso vale per cento altre deficienze e lati oscuri della Pubblica Amministrazione e per molti “misteri” del nostro paese (Resistenza n. 9, Approfondimento sul Repubblica Pontificia e putrefazione del regime DC- dalle bozze di Tesi per il III Congresso del P. CARC)

Ce lo abbiamo noi. Sta a Roma, dentro Roma, e governa il paese intero. Il governo ufficiale è solo un reggente. Chi crede che questo non incida sull’autorevolezza di qualunque governo chiamato a dirigere il paese? Il principale motivo per cui i poteri forti europei fanno buon viso a cattivo gioco (cioè ammantano di autorevolezza l’ennesimo governo di burattini del Vaticano) sta nel fatto che la sola forza che estirperà questo cancro dal nostro paese è anche quella che spazzerà via loro: il movimento comunista.

Abolire i privilegi di cui il Vaticano e la Chiesa godono (Concordato e Patti Lateranensi con le successive modifiche, 8 per mille, esenzioni fiscali, immunità, le mille prestazioni di fatto della Pubblica Amministrazione al Vaticano e alla sua Chiesa, ecc. ) Liberarsi del protettorato USA e delle interferenze degli imperialisti europei e dei gruppi sionisti.

Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC)

Via Tanaro, 7 - 20128 Milano - Tel/Fax 02.26306454
e-mail: resistenza@carc.it

martedì 28 agosto 2012

Castelgandolfo, il lago vulcanico, il pozzo nero, l'ingresso agli inferi... paparatzy e mario il satanasso, uniti!

E questa che c'entra?

"Benedetto" XVI ed il piccolo satana montano

In Vaticano, a Castelgandolfo, il Papa ha nuovamente ricevuto Mario Monti. Con tutti gli onori e le benedizioni del caso . Il presidente del consiglio è stato celebrato per la sua "competenza e sobrietà pubblica e privata" nonché per il valore dei provvedimenti presi nei confronti di giovani e più grandetti nel periodo del suo governo .

E, per completare il quadro , Benedetto XVI ha chiesto al suo ospite la "protezione" dell' Italia in occasione del prossimo viaggio in Libano . Quella diplomatica e (udite , udite) pure quella della "intelligence".

Insomma, il Papa tedesco ha indicato "l'uomo della Provvidenza" 2012 e, forse, del secolo. Magari su suggerimento della Merkel (e dello Ior).

Del Monti privato non ci frega nulla.
Ognuno può battersi il petto in chiesa o fuori quando vuole. Dei propri peccati renderà conto al Dio in cui crede al momento opportuno.
Ma il Monti pubblico , quello precedente (al servizio di banche e società più o meno segrete) e quello attuale (affamatore di fatto di una gran massa di Italiani , lattanti compresi) , come può essere portato ad esempio di vita cristiana per i fedeli ?

Si rende conto il Papa di quel che afferma ? Monti , oltre a non avere alcun imprimatur elettivo , non gode certo dei favori della maggior parte del popolo italiano.

Basterebbe chiederlo a quanti vanno a Castelgandolfo in udienza pubblica per capire gli umori correnti . Se proprio volessimo andare a "sfruculiare" (andare ad esaminare volutamente con spirito critico fino in fondo la questione) gli "atti" di Monti , non credo proprio potremmo trovare la minima traccia neppure di quel "capitalismo sociale avanzato" che è richiamato dalla Chiesa post-conciliare .
Monti , assieme ai componenti del suo governo ed alla maggioranza che lo sostiene , assomiglia più ad un piccolo Satana(ed alla sua coorte) che opera , al servizio di quello più "grande" (gli Usa), per portarci tutti all'Inferno . Intanto su questa terra , con una esistenza sempre più difficile e miserabile. Poi , per il "post", si vedrà al momento . Che Benedetto XVI abbia a che fare con le profezie dell'Anticristo ?


Grazie per l'attenzione .

Vincenzo Mannello
http://www.vincenzomannello.it/

domenica 1 gennaio 2012

2012 - Considerazioni a margine del discorso di Giorno Napolitano, per il nuovo anno...



Considerazioni a margine del messaggio di Giorgio Napolitano

Ho ascoltato ieri sera (31 dicembre 2011) con attenzione il discorso del nostro Presidente Giorgio Napolitano. Era il sesto del suo settennato. Dicono il più difficile. L'attuale presidente della Repubblica italiana è uno dei pochi statisti “partoriti” dal nostro paese. Si contano sulle dita. Einaudi, De Gasperi, La Malfa, Moro e Ti fermi lì. Ho vissuto abbastanza per esserne stato testimone diretto. Giorgio Napolitano viene dalle file dell'ex PCI, partito nel quale ha sempre militato nell'ala moderata più attenta ad inserirsi nelle istituzioni repubblicane che a vagheggiare rivoluzioni di tipo bolscevico.
In questi sei anni di presidenza ha recitato un ottimo ruolo di moderatore della chiassosa vita politica italiana. Sull'esempio di Pertini e Ciampi, che lo hanno preceduto, ha deliziato le orecchie dei politici di casa nostra di esortazioni e richiami al loro dovere di essere al servizio della collettività ma, come nel caso dei suoi precedessori, è rimasto inascoltato. Vox clamans in deserto!
Il 2011 è stato l'anno della svolta, constatato che le prediche non servono a niente, sia quelle dirette alla destra che quelle dirette alla sinistra, ha preso al volo la situazione offertagli ai cosiddetti “mercati”, ed è passato all'azione.
Costituzionalmente parlando non ne avrebbe avuto i poteri ma, approfittando del vuoto di politica del governo in carica presieduto da Berlusconi e della incapacità della sinistra di proporre soluzioni credibili per convincere l'Europa, è passato all'unica azione sostitutiva che gli era consentita dalla costituzione. Ha nominato senatore a vita Mario Monti e, ottenute le dimissioni di Berlusconi, che non sapendo che pesci prendere perché reso impotente dai suoi stessi alleati leghisti e non volendo prendere provvedimenti che lo avrebbero fatto apparire una specie di spergiuro, ha dato incarico allo stesso Monti di varare un governo fatto di persone non impegnate direttamente in politica.
Un' azione di ingegneria politica, degna della migliore tradizione italiana, comunque inattaccabile dal punto di vista costituzionale.
Si è trattato di una vera e propria rivincita della politica delle prima repubblica nei riguardi dei pasticcioni della seconda che, tra demagogia, populismo, promesse non mantenute, buffonate, affaracci propri ed altro, hanno trascinato l'Italia nel baratro del possibile default. Più sonora, la rivincita, perché a licenziare Berlusconi e mettere la parola fine al berlusconismo di maniera è stato prprio un odiato ex comunista, spauracchio agitato dal 1994 ad oggi dal più inconcludente degli uomini politici del mondo, il cosiddetto Cavaliere (il 2°), il primo fu Benito Mussolini.
Ma detto questo purtroppo non basta. Anche perché il governo Monti non dipende solo da Napolitano. Deve andare a cercarsi la fiducia in Parlamento per ogni provvedimento che vorrà adottare. Una bella scommessa perché in Parlamento ci sono gli stessi pasticcioni che hanno creato tutto il casino di oggi.
Napolitano ieri sera ha ripetuto le linee guida dell'azione di un governo che conduca l'Italia fuori dal baratro. Monti ha dichiarato subito che sono delle buone indicazioni. E allora?
Ora ci vuole un atto di vero coraggio. Nel varo della prima trance del decreto salva-Italia Monti ha dovuto andarci piano per le opposizioni dei due grandi gruppi parlamentari che lo sostengono, PDL e soci e Pd e soci. E' riuscito per ora solo a mettere più tasse al ceto medio. Niente provvedimenti per lo sviluppo, niente liberalizzazioni e niente tassazione delle rendite, dove si nasconde l'evasione più corposa. Niente provvedimenti contro la gestione fasulla dei bilanci delle società, attraverso i quali si perpetrano le più eclatanti rapine nei riguardi del fisco. Provvedimenti questi che governi guidati da uomini di partito non hanno mai voluto prendere, anzi li hanno varati.

E allora per rendere concreto l'appello di Napolitano il governo Monti ha una sola strada, quella di osare, stanare i partiti in Parlamento, costringerli a prendersi le loro responsabilità. Se non lo farà ancora una volta l'appello di Napolitano suonerà come una ulteriore vox clamans in deserto.

Il PDL ed il PD allo stato delle cose non possono permettersi di far cadere il governo Monti. Chi dei due lo dovesse fare perderebbe subito le elezioni che Napolitano sarebbe costretto ad indire. Se poi votassero contro tutti e due, se ne avvantaggerebbe l'IDV di Di Pietro che oggi grida al lupo, ma che apparirebbe come l'unica forza politica credibile.

Ancora una volta quindi il presidente della Repubblica si trova ad indicare, a guidare, ma non dipende la Lui. Ora dipende da Monti che deve dimostrare di essere allo stesso livello di Napolitano e se non proverà a realizzare quanto va dichiarando da quando ha accettato di formare il suo governo non solo screditerà la sua figura, ma renderà anche un brutto servigio al presidente della Repubblica che ha avuto fiducia in Lui. Se non lo farà, allora saremo anche autorizzati a pensare che alle sue spalle ci sono quei poteri forti di cui molti sospettano.
E non bisogna avere paura di osare, la grandezza degli uomini politici si misura soprattutto dal coraggio e dalla coerenza delle proprie azioni concrete. Berlusconi ha fallito su questo piano.
Buon Anno Napolitano, Buon anno Monti e Buon anno a tutti i lettori.

Gianfranco Paris

martedì 20 dicembre 2011

Finalmente un italiano di spessore... dopo Churchill con la triplice intesa, Hitler con la triplice alleanza.. ecco monti con la trilaterale




Mario Monti vanta lunghi studi all'estero. Trascorre un anno presso la prestigiosa Università di Yale, dove diventa allievo di James Tobin, premio Nobel per l'Economia nel 1981. Non abbiamo prove di una sua affiliazione alla Skull and Bones, la celeberrima e potente società segreta di ispirazione mondialista che dal 1832 ha sede presso quel prestigioso ateneo statunitense. Abbiamo però la prova che il professore varesino rappresenti un autentico apostolo del pensiero mondialista.

Alcune inequivocabili circostanze lo attestano.club bilderbergMario Monti era membro del Bilderberg Group. La notizia è passata sui media con una certa nonchalance. Istituito nel 1954 presso il castello olandese di Bilderberg, questo esclusivissimo club si ritrova segretamente ogni anno per decidere del futuro dell'umanità. Si tratta dei 130 uomini più potenti e influenti del mondo riuniti in una stessa stanza, che guardie armate tengono lontana da occhi indiscreti. In più di cinquant'anni d'incontri è sempre stata vietata la presenza della stampa, non sono mai state rilasciate dichiarazioni sulle conclusioni degli intervenuti, e non è mai stato svelato l'ordine del giorno.

A prescindere da cosa realmente accada in quel segreto consesso, il solo fatto di come si svolga e di chi lo componga non risponde certo a una logica di democrazia e trasparenza. Fino all'ultimo momento resta occulto il luogo degli incontri e si interviene solo su espresso invito, che non può essere pubblicamente divulgato, pena la mancata partecipazione.David Rockefeller Per comprendere meglio di cosa si tratti è sufficiente leggere quanto sul tema ha scritto William Vincent Shannon, non esattamente un paranoico complottista, ma un prestigioso giornalista, redattore del New York Times e ambasciatore degli Stati Uniti in Irlanda durante la presidenza Carter (1977-1981): «I membri del Bilderberg stanno costruendo l'era del post nazionalismo: quando non avremo più paesi, ma piuttosto regioni della terra circondate da valori universali.Sarebbe a dire, un'economia globale; un governo mondiale (selezionato piuttosto che eletto) e una religione universale. Per essere sicuri di raggiungere questi obiettivi, i Bilderberger si concentrano su di un "approccio maggiormente tecnico" e su di una minore consapevolezza da parte del pubblico in generale». Del resto, lo stesso fondatore del Bilderberg Group, il principe Bernardo d'Olanda, sul punto era stato chiaro: «È difficile rieducare gente allevata al nazionalismo all'idea di rinunciare a parte della loro egemonia a favore di un potere sovranazionale ».

Onesto, a suo modo, è stato pure David Rockefeller - altro Bilderberg di razza - il quale ha lasciato scritto nelle sue Memorie (2002): «Alcuni credono che facciamo parte di una cabala segreta che manovra contro gli interessi degli Stati Uniti, definendo me e la mia famiglia come "internazionalisti", e di cospirare con altri nel mondo per costruire una più integrata struttura politico-economica globale, un nuovo mondo, se volete. Se questa è l'accusa, mi dichiaro colpevole, e sono orgoglioso di esserlo».Il Times, che non può certo definirsi un foglio complottista, nel 1977 descrisse i membri del Bilderberg Group come «una congrega dei più ricchi, dei più economicamente e politicamente potenti e influenti uomini nel mondo occidentale, che si incontrano segretamente per pianificare eventi che poi sembrano accadere per caso». A conferma, si possono elencare alcune singolari coincidenze (per citare i casi più noti e più recenti) dovute a fatti accaduti dopo gli incontri del Bilderberg. Bill Clinton partecipa al meeting del 1991; vince le primarie del Partito democratico, e da oscuro governatore dell'Arkansas diventa presidente degli Stati Uniti nel 1992. Tony Blair partecipa al meeting del 1993; diventa il leader del Partito laburista nel luglio del 1994, e viene eletto primo ministro nel maggio del 1997.

George Robertson partecipa al meeting del 1998; viene nominato segretario generale della Nato nell'agosto del 1999. Romano Prodi partecipa al meeting del 1999; riceve l'incarico di presidente dell'Unione europea nel settembre del 1999, ricoprendo tale incarico fino a gennaio 2005; nel 2006 viene eletto presidente del Consiglio italiano. Sembra confermata ancora una volta la saggia conclusione del barone Denis Winston Healey, ex ministro britannico della Difesa (1964-1970) e delle Finanze (1974- 1979): «Quel che accade nel mondo non avviene per caso; si tratta di eventi fatti succedere, sia che abbiano a che fare con questioni nazionali o commerciali, e la maggioranza di questi eventi sono inscenati da quelli che maneggiano la finanza».Per chi volesse saperne di più, consiglio la lettura di un ottimo testo intitolato The True Story of the Bilderberg Group, di Daniel Estulin, un libro di 340 pagine, corredato da una preziosa documentazione, che raccoglie i risultati di una indagine durata anni sull'intoccabile gruppo elitario di cui la stampa ufficiale appare sempre reticente. La seconda prova della propensione mondialista del professor Monti risiede nel fatto che egli faccia anche parte della Trilateral Commission.

Anzi, per essere precisi, ricopre la carica di presidente per l'Europa nel triennio 2010-2012. Chi ha l'avventura di accedere al sito ufficiale di quella istituzione (www.trilateral.org), troverà, infatti, una lettera di presentazione sottoscritta da Mario Monti, quale European Chair, da Joseph S. Nye, Jr., quale North American Chair, e da Yotaro Kobayashi, quale Pacific Asian Chair, con tanto di fotografia.Ufficialmente si tratta di un think-tank fondato nel 1973 da David Rockefeller con forte impronta mondialista.

Il professor Piergiorgio Odifreddi ha invece liquidato il prestigioso pensatoio internazionale definendolo, su Repubblica (9 novembre 2011), «una specie di massoneria ultraliberista statunitense, europea e nipponica ispirata da David Rockefeller e Henry Kissinger». Quella di Odifreddi non rappresenta, ovviamente, l'unica voce critica nei confronti della Trilateral.Nel 1979 l'ex governatore repubblicano Barry Goldwater la descriveva come «un abile e coordinato sforzo per prendere il controllo e consolidare i quattro centri di potere: politico, monetario, intellettuale ed ecclesiastico grazie alla creazione di una potenza economica mondiale superiore ai governi politici degli stati coinvolti».

Lo scrittore francese Jacques Bordiot sosteneva, inoltre, che per far parte della Trilateral, era necessario che i candidati fossero «giudicati in grado di comprendere il grande disegno mondiale dell'organizzazione e di lavorare utilmente alla sua realizzazione », e precisava che il vero obiettivo della Trilateral fosse quello «di esercitare una pressione politica concertata sui governi delle nazioni industrializzate, per portarle a sottomettersi alla loro strategia globale».Il canadese Gilbert Larochelle, professore di filosofia politica presso l'Università del Québec, nel suo interessante saggio L'imaginaire technocratique, pubblicato a Montréal nel 1990, ha definito, più semplicemente, la Trilateral come una privilegiata élite tecnocratica: «La cittadella trilaterale è un luogo protetto dove la téchne è legge e dove sentinelle, dalle torri di guardia, vegliano e sorvegliano.

Ricorrere alla competenza non è affatto un lusso, ma offre la possibilità di mettere la società di fronte a se stessa. Il maggiore benessere deriva solo dai migliori che, nella loro ispirata superiorità, elaborano criteri per poi inviarli verso il basso». Il connotato resta sempre il medesimo: poca democrazia e poca trasparenza.

Piccolo inciso legato all'attualità della cronaca politica: un altro italiano membro della Trilateral è l'onorevole Enrico Letta, al centro di una polemica per uno strano biglietto inviato al consociato professor Monti. La terza prova della visione mondialista di Mario Monti sta nel fatto di essere un uomo Goldman Sachs. Per comprendere la reale natura di tale istituzione non occorre addentrarsi nei siti complottisti.È sufficiente leggere sul Monde del 16 novembre 2011 (giorno dell'investitura di Monti) l'articolo di Marc Roche, corrispondente da Londra, dal titolo sintomatico: «La "franc-maçonnerie" européenne de Goldman Sachs». Si tratta di una vera e propria requisitoria contro la potente banca d'affari. Per il Monde, Goldman Sachs funziona come la massoneria, in cui ex dirigenti, consiglieri ma anche trader della banca d'affari americana si ritrovano oggi al potere nei paesi europei chiave per la gestione della crisi finanziaria. In Europa, Goldman Sachs si è fatta fautrice di una forma di «capitalismo delle relazioni », e punta a piazzare i suoi uomini.

Napolitano Può sembrare esagerato il giudizio del Monde, ma forse non lo è se si pensa a un'altra singolare coincidenza. Si tratta del fatto che l'omologo greco di Mario Monti, il professor Lucas Papademos (anch'egli studi statunitensi), già vicepresidente della Bce (dal 2002 al 2010), e ora tecnocrate mandato a commissariare il governo ellenico, è un altro uomo Goldman Sachs. Oltre che - guarda caso - membro anche lui della Trilateral Commission. Il panorama si fa ancora più inquietante se si considera che l'uomo Goldman Sachs più potente in Europa è Mario Draghi.

Nonostante tutte queste sinistre coincidenze, faccio ancora fatica a cedere alle suggestioni complottiste. Confesso, però, che quando ho letto sul quotidiano economico Milano Finanza che è stata proprio Goldman Sachs a innescare l'ondata di vendite di Btp il 10 novembre scorso, un pensiero cattivo mi ha attraversato la mente. Sarà forse perché il giorno prima, il 9 novembre, Mario Monti è stato nominato senatore a vita dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano. Una settimana dopo sarebbe stato premier sull'onda degli spread. Coincidenze, ne sono certo.

Gianfranco Amato per "Italia Oggi"

Original Page: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-33400.htm

sabato 10 dicembre 2011

Carte di credito... ottimo metodo come acchiappare i cittadini nella rete bancaria e renderli schiavi!



Carte di credito = signoraggio terziario, ovvero la principale forma di creazione elettronica di denaro dal nulla a vantaggio della banca che fa il pagamento.
Amici deputati e senatori, amici tutti delle organizzazioni contro il signoraggio bancario e cittadini, dobbiamo assolutamente impedire l'approvazione delle misure che Monti tenterà di far votare in blocco nell'interesse del suo mandante: la privata organizzazione criminale denominata BCE (sottolineo: privata perché di proprietà delle banche private, comprese le banche italiane proprietarie della Banca d'Italia, a sua volta proprietaria del 15% della BCE).

Ciò specie in relazione alla norma con la quale Monti vuole vietare l'uso del contante oltre poche centinaia di euro.

Monti, infatti, vuole questa norma perché ogni pagamento con carta di credito costituisce ovviamente una creazione di denaro generato elettronicamente dal nulla a vantaggio della banca attraverso la quale si effettua il pagamento (signoraggio terziario).

La banca, cioè, nel momento in cui paga, diviene creditrice nei confronti del suo cliente dell'importo che sta pagando per suo conto.

Un pagamento che alla banca non costa null'altro che lo sforzo necessario per 'pigiare' (elettronicamente) dei tasti (denaro 'non inverato').
Ne deriva che abbassare la soglia dei pagamenti elettronici significa aumentare enormemente la liquidità in denaro elettronico delle banche.
Un aumento che è immensamente maggiore delle cifre che Monti dice di voler far recuperare in termini fiscali.

Un aumento gravissimo perché produce un fortissimo incremento del denaro elettronico circolante ad opera di un soggetto privato e quindi non legittimato (le banche), e causerà quindi una proporzionale svalutazione.

Una strategia che, oltre a costituire un immenso regalo per le banche, serve poi anche ad aumentare il controllo delle banche sulla società.
Quanto alle altre norme, quelle 'sacrificali', sono tanto inutili quanto deliberatamente dannose.

Inutili perché causano risparmi irrisori di fronte alle enormi cifre con le quali si gioca attraverso l'incremento dei pagamenti elettronici o altri trucchi finanziari. Deliberatamente dannose perché le banche vogliono indebolire il più possibile la società per fini di dominio, giacché è palese che queste norme producono diminuzione dei consumi e quindi ulteriore crisi delle aziende, licenziamenti, malessere sociale, ecc.

Il fatto che gli uomini della televisione e dei giornali concordino con queste misure è dovuto alla circostanza che questa è la condizione che devono accettare se vogliono apparire nei media e godere della vantaggiosissima notorietà di cui godono.

Documento redatto da A. L. Marra e divulgato dal Comitato per la lotta al signoraggio bancario primario, secondario e terziario.

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Commento aggiunto

Una delle conseguenze della virtualizzazione dela moneta è il pieno controllo delle transazioni ..della massa dei privati .. e soggetti minori .. potenzialmente controllandi.. Il controllo è talmente esteso da consentire quindi ( ancor) meglio una mappatura delle relazioni negoziali, interpersonali e MONITORAGGIO dei più - Poi Le spiego come le transazioni ed operazioni illecite aggirano il sistema bancario e i versamenti in contanti, se ha tempo ... .

Una delle conseguenze dirette immediate e ineluttabili, è la imposta retribuzione della circolazione virtuale del credito , tramite le percentuali che il sistema bancario italiano Impone .. non se si ritira contante ma se si fanno operazioni sul sistema bancario/finanziari/telematico.

Ribadisco che la virtualizzazione imposta ex lege dei pagamenti ha anche l'ovvio immediato effetto di ridurre la circolazione del contante .. ai minimi termini, e per converso di spostare tutte le transazioni sul piano telematico, del sistema bancario.

NON E' PIU' POSSIBILE RITIRARE CONTANTI E METTERSELI SOTTO IL CUSCINO .. E si contrae la possibilità/spinta a richiedere la restituzione , il ritorno in possesso delle somme gestite dal sistema bancario .

Il sistema diventa la trama unica dele relazioni negoziali, dopo essersi fatto produzione, moneta e Stato, Europa e progetto occidentale mondialista, ora diventa la carne viva e minuta della società a livelli tali da esserne la coessenza unica . Il massimo del potere possibile ... diventa un tantino più addentro alla società e alle relazioni economico sociali .

Perchè farlo per legge, di corsa, oggi .. se vi era una tendenza ineluttabile interna .. già in atto ?!?!

In caso di default .. o di verticale crisi, vi è un effetto lievemente balsamico della non circolabilità del contante come forma di pagamento, o davvero crediamo che la misura sia solo preventiva, rispetto a fughe di valigette di banconote (oggi nel 2011?!) o una misura anti-corruzione (come se i pagamenti tra corrotti e in favore dei concussori si facessero con bonifico diretto o valigetta ?!

Lo capirebbe chiunque.
Saluti fantapolitici.

PAOLO FERRARO

lunedì 28 novembre 2011

Zona Euro... "...mò so' cazzi amari!" un'espress​ione cruda, ma rappresent​ativa

Gott mit uns - or - In gold we trust (All other pay cash..)?

Minestrone caldo caldo di notizie catastrofiste fresche fresche

Crisi: Moody's, a rischio rating Ue, possili più default - Le probabilità di più default fra i paesi dell'area euro "non sono più insignificanti e aumenterebbe significativamente la possibilità che uno o più paesi escano da Eurolandia". L'allarme è dell'agenzia di rating Moody's, secondo la quale "l'euro è a un bivio che la porterà o verso una più stretta integrazione o verso una maggiore frammentazione". Bisogna agire subito, avverte Moody's che prevede di completare la revisione dei rating dell'area euro nel primo trimestre 2012.

Cameron: "Situazione Italia è pericolo per Eurozona" Così il premier inglese sulla crisi che sta affrontando il nostro Paese e i rischi di contagio.
LONDRA - La situazione dell'Italia "è chiara e rappresenta un pericolo per l'Euro e l'Eurozona. In Gran Bretagna dobbiamo preparaci a ogni eventualità". Sono le parole del premier britannico David Cameron in un discorso sulla crescita.
"L'Italia è la terza economia dell'area Euro. Il suo stato attuale rappresenta un pericolo chiaro e pressante all'Eurozona e il momento della verità si sta avvicinando velocemente. Quello che sta accadendo in Italia - ha proseguito Cameron -è un avvertimento a ogni Paese, ogni governo che non abbia un piano credibile per gestire debiti e deficit eccessivi. Si deve avere un piano e bisogna rispettarlo. Se i leader dell'Eurozona vogliono salvare vogliono salvare la loro moneta, i governi e le istituzioni dell'euro devono agire adesso. Più aspettano e più aumenta il pericolo".

Nyt: l'euro può saltare, le banche preparano piani di emergenza. Ft: manovra Monti avvolta nella nebbia.

Le maggiori banche al mondo si preparano a quello che, fino a poco tempo fa, sembrava impensabile: la disintegrazione dell'area euro. Lo riporta il New York Times, sottolineando che molti istituti di credito, quali Merrill Lynch, Barclays Capital e Nomura hanno pubblicato decine di rapporti in settimana nei quali esaminano questa eventualità. Secondo un sondaggio di Barclays Capital su 1.000 clienti, la metà delle banche ritiene che almeno un paese lascerà l'area euro, il 35%che sarà solo la Grecia e uno su 20 che tutti i paesi della periferia dell'Europa usciranno il prossimo anno. Nel Regno Unito, Royal Bank of Scotland mette a punto piani di emergenza nel caso in cui l'impensabile diventi realtà. Negli Stati Uniti le autorità di regolamentazione spingono le banche, fra le quali Citigroup, a ridurre la loro esposizione verso l'area euro. La stessa operazione, con un monitoraggio dell'esposizione delle banche, starebbero attuando in Asia le autorità di Hong Kong. In Germania, Tui, il gigante del turismo tedesco, ha di recente spedito una lettera alle catene alberghiere della Grecia chiedendo che i contratti vengano rinegoziati in dracme per tutelarli da eventuali perdite se la Grecia uscisse dall'euro.A fronte dell'allarme oltraoceano, in Francia e in Italia, invece, «le banche non stanno mettendo a punto piani di emergenza perchè hanno concluso che una disintegrazione dell'area euro è impossibile» evidenzia il New York Times, «anche se banche come Bnp Paribas, Societe Generale, Unicredit e altre hanno scaricato nel recente periodo decine di miliardi di debito sovrano, il pensiero è che ci sono pochi motivi per fare di più».».

Dopo quello che si è visto questa settimana, il crollo dell'eurozona sembra a portata di mano. In particolare perchè, con il flop dell'asta dei Bund, la crisi del debito sovrano ha minacciato di investire la stessa Germania, pilastro della stabilità europea. Ieri, inoltre, Standard & Poor`s ha tagliato il rating del Belgio evidenziandone l'impossibilità di ridurre in tempi rapidi il fardello del debito. Le agenzie di rating hanno avvertito che la Francia potrebbe perdere la sua tripla A e giovedì scorso hanno abbassato i rating di Portogallo e Ungheria a livello spazzatura. Vaciago: fantascienza monetaria

«Il New York Times non spaventi il prossimo» e se è vero che «non ho mai visto una crisi così grave, seria, che da anni va avanti producendo milioni di disoccupati, allora prendiamo in mano i problemi concreti e diciamo basta alla fantascienza monetaria». Così l'economista Giacomo Vaciago, liquida l'ipotesi di un probabile crollo della moneta unica e spiega: «Dall'euro esci comprando dollari, yen sterline, questo è il termometro». Il vero punto su cui agire in fretta è la crescita.Il battesimo del governo Monti

Da New York a Londra, oggi la stampa anglosassone oggi non ci risparmia nulla. Critico e caustico arriva anche il commento del Financial Times sull'Italia e sul «battesimo di fuoco del premier Mario Monti: mentre tutti aspettano di sapere dove cadrà la scure di bilancio, non c'è ancora chiarezza sulle misure di emergenza pianificate». Le manovre di bilancio di Monti «sono avvolte nella nebbia» e «gli italiani che hanno riposto fiducia in lui stanno diventando un pò nervosi», scrive il quotidiano economico britannico, citando il comunicato ufficiale del Consiglio dei ministri che «ha fatto poco per aumentare la fiducia». E ricorda ironicamente che «in cima all'agenda dell'atteso cdm c'è stata la discussione di accordi bilaterali con le Mauritius e le Isole Cook e una legge per fermare dannosi sistemi antivegetativi sulle barche, i cui effetti prevedono la crescita di organi genitali maschili sulle conchiglie di mare».

lunedì 21 novembre 2011

Accorrete gente accorrete.. gran minestrone "tutti frutti" al famoso ristorante Italicus

Fuga verso la libertà....


Il Menù del famoso ristorante Italicus si arricchisce con un nuovo minestrone
Politico, dove non servono più le verdure di stagione, ma una nuova ricetta
preparata dai cucinieri Bocconiani, che li favorisce alle grandi iniziative
culinarie, fuori dai comuni mortali.

Allevati ai grandi numeri dove è imperativo giocare di conto, ricorrendo alla
scienza del prestigiatore, aumentando largamente il sapore per il piacere del
palato, con Tasse, Imposte, ridurre i servizi sociali, sommando il tutto con
addizionali prelievi forzati, ricavati dalle migliaia di telecamere truccate e
imporre al Paese per il bene della salute, una maggiore dieta a tavola,
limitando gli Italiani esclusivamente alla colazione, per devolvere i salari
guadagnati dai lavoratori con sudore e destinarli al salvataggio della
Politica.

L’On. Fini sbraita ad alta voce: se fallisce Monti fallisce l’Italia, ma non
puntualizza, se fallisce il nostro Paese, diverremo una Colonia Tedesca ed
andremo tutti in Mercedes, BMW, Audi, Volkswagen e qualcuno in Porche, invece
di mantenere la Kasta di egoisti che hanno distrutto il Paese.

Questo sistema Marziano adottato dalla Politica per diversi decenni, ha
indotto tantissime fabbriche nazionali alla chiusura, con conseguente
disoccupazione, mantenendo inalterati i costi eccessivi della politica, i
quali hanno soffocato la concorrenzialità della nostra produzione, favorendo l’
importazione di prodotti equivalenti a costi migliori.

Il male peggiore resta nel fatto che si cambiano le persone ai vertici dello
Stato, mantenendo il medesimo sistema imposto per tradizione sulle ideologie
Comuniste, tacciate come i diavoli dell’ipocrisia, dove lo Stato è padrone
assoluto della vita e degli averi dei cittadini.

Pur di mantenere il concetto virtualmente Democratico del Potere, sono andati
ad intaccare persino le risorse delle generazioni future, modificando l’età
pensionabile, in modo da ritardare l’ingresso dei giovani al mondo del lavoro.
Libertà, Costituzione, Diritto, Democrazia, Precursori della Pace, Fratelli d’
Italia, sono tutte filosofiche risonanze di un inno di gloria stonato che
continua a primeggiare sugli stolti, per effetto del reale Totalitarismo del
Potere, che martella senza sosta attraverso la disinformazione e conduce a
continue rivendicazioni, le quali inginocchiano sempre di più la Nazione.
Le soluzioni presentate dai grandi Guru della Politica e dell’Economia, dalla
bocca grande, sono impostate sugli aumenti dell’IVA, delle Tasse, delle Imposte
e nel continuare a chiedere agli Italiani sempre maggiori sacrifici per
ingrassare i numerosi avvoltoi comodamente serviti in lussuose poltrone ai
vertici del Potere.

Mettere a posto il nostro Paese è più semplice di quanto non si creda,
iniziando dal fattore più importante imperniato nel rispetto dei diritti umani
dei cittadini, per un’onesta collaborazione unitaria.

Qualche tempo fa, i Vigili di alcune Regioni Italiane avevano congeniato l’idea di multare con estrema facilità tutte le vetture d’importazione, per favorire il Prodotto Nazionale, vendere più Panda e Cinquecento.

Il caso fu riportato alla Comunità Europea e le conseguenze furono disastrose,
senza che gli Italiani si rendessero conto del cambiamento punitivo. Un esempio
chiaramente visibile: oggigiorno nel mercato Italiano contiamo nove vetture su
dieci d’importazione. Persino la Fiat importa le sue vetture prodotte all’estero e minaccia di trasferire pure la sede all’estero, creando maggiore
disoccupazione.

Molti disinformati recriminano che la Fiat, l’Alfa Romeo, ecc., hanno goduto
per diversi anni di aiuti particolari da parte dello Stato, ma non sanno che
questi aiuti venivano automaticamente girati ai Politici e ai Sindacati per
favorire l’ingordigia dei Partiti.

Se vi capita di passare dai Tribunali dei Giudici di Pace e allungare le
orecchie sulle numerose ingiustizie conclamate dai detentori del Potere, vi
renderete conto di come siamo decaduti di civiltà, non soltanto economica, ma
nel senso più ampio dei fatti che soffocano il diritto dei cittadini in tutti i
campi di azione dove regna la presenza dello Stato, delle Regioni, delle
Province, dei Comuni.

Dubito fortemente che lo Stato, continuando a rovistare nelle tasche degli
Italiani, riusciranno a sistemare i conti pubblici, senza punire i veri
responsabili i quali per cinquant’anni hanno approfittato delle risorse del
Paese.
Centinaia di persone stanno preparando le valigie per abbandonare il Paese,
altrettanto i capitali, mentre i benpensanti sempre più ridotti di numero,
dovranno farsi carico dei contributi addizionali al risanamento forzato del
Paese.

"La Politica non è una scienza, ma il richiamo di carciofi umani a ricoprire
certe posizioni per servire i voleri del Potere Economico" Confucio 1200 AC.


Confucio aveva centrato perfettamente la situazione Italiana, dove la Politica
sia di destra o di sinistra, hanno respinto gli ordini imposti per una politica
sempre più rigorosa, dettata dall’incoscienza di uomini senza anima, né cuore.
Dinanzi a questo rifiuto, il Potere Economico ha preso direttamente le redini
per sopprimere senza indugi l’intero Paese.

Spesso penso alle infinite Organizzazioni della Pace e della Non Violenza,
alle tantissime Fondazioni, a tutti coloro che anziché combattere la violenza,
si rendono compartecipi indiretti in supporto del male.
Siamo circondati da Istituzioni Mafiose le quali indisturbate dall’assenza
dello Stato, si rendono responsabili di conseguenze molto penose sull’intera
Nazione.

Un conto Economico eseguito al centesimo, conferma che in Italia si potrebbero
risparmiare 35.000 miliardi di Euro all’anno, da dedicare al risanamento del
Paese, al lavoro per i giovani e mandare i nostri vecchi a godersi la pensione
con tanta felicità per tutti gli anni che il Signore li concede.
Se i maestri Bocconiani non sono all’altezza del risparmio sopra esposto,
possono andare a casa lasciando il posto a persone più capaci e meritevoli.

Anthony Ceresa.

lunedì 14 novembre 2011

Vendita dell'ENI... probabile mossa del governo Monti per rendere l'Italia dipendente sul piano energetico...

"Alegher... alegher..." - Foto di Gustavo Piccinini


Washington e Londra vogliono che l’Italia non abbia più una politica energetica propria e una sovranità nazionale.

L’uscita di scena di Silvio Berlusconi dalla scena politica può essere interpretata anche come l’ultimo colpo di coda della Prima Repubblica. Ammesso e non concesso che la Seconda sia mai nata. E non perché il Cavaliere debba essere considerato una creatura imprenditoriale e politica nata cresciuta sotto l’ombrello protettivo del compianto (lui sì) Bettino Craxi quanto perché dello statista socialista ereditò, forse inconsapevolmente, la visione europea, euroasiatica e mediterranea.

Berlusconi avrà pure tutti i difetti di questo mondo che negli ultimi anni si sono aggravati anche in conseguenza di una esuberanza incontrollabile e di una età avanzata che lo hanno condizionato non poco e che lo hanno portato a fare le corna ai vertici internazionali e ad invitare a casa tutta una serie di sgallettate e di ragazze allegre, riducendosi ad una macchietta oggetto di scherno e di disprezzo. Ma quali sono i politici che senza ridursi a fare i buffoni in pubblico, in buona sostanza non sono altro che delle marionette dei gruppi economici e finanziari che li hanno messi al potere? Barack Obama non è forse il maggiordomo ubbidiente di quella Wall Street che lo ha portato alla Casa Bianca?

Berlusconi avrà pure avuto, per scelta e per necessità, frequentazioni poco raccomandabili. Ma quale politico od imprenditore italiano non ha i suoi scheletri nell’armadio? Avrà pure assunto decisioni politiche ed economiche da respingere in blocco. Ma quali sono oggi i governanti europei che sono in grado di non tenere conto dei condizionamenti esercitati dalle realtà politiche transnazionali, come l’Unione e la Commissione europea? Quali sono i governanti che, nell’impostare la politica economica del proprio Paese, possono anche non tenere conto dei condizionamenti esercitati dalla politica monetaria della Bce? Quali sono i governanti che possono resistere da soli alle pressioni esercitate dalla speculazione internazionale quando questa ha deciso di prenderti di mira? Quali sono infine i governanti che possono anche non tenere conto delle richieste provenienti dai propri elettori e dalle imprese nazionali?

Non che tutto questo costituisca una scusante ma si tratta pur sempre di tutta una serie di condizionamenti che in Italia assumono un particolare peso, essendo il nostro un Paese di frontiera, un ponte tra l’Europa e il Nord Africa, che dal 1945 ha cercato, spesso riuscendovi, di ritagliarsi uno spazio autonomo in tutta l’area mediterranea. Bettino Craxi, ad esempio, stabilì rapporti molto stretti con i Paesi del Maghreb e con la Palestina di Yasser Arafat. E pur essendo fedele all’Alleanza Atlantica, né poteva essere diversamente, non ebbe remore a sfidare gli Stati Uniti in occasione del sequestro dell’Achille Lauro e della vicenda di Sigonella, rivendicando fieramente la sovranità nazionale del nostro Paese. Anche se poi con la campagna giudiziaria di Mani Pulite quell’atto di coraggio gli venne fatto duramente pagare.

Berlusconi che ha convogliato nel suo partito non pochi di quei quadri dirigenti che avevano fatto parte del PSI di Craxi, ha finito per mutuarne l’approccio nei riguardi dei Paesi arabi. Il ristabilimento di normali relazioni con la Libia di Gheddafi, sia pure con l’imbarazzante performance dell’anno scorso a Piazza di Siena, aveva rappresentato la presa d’atto che la Libia, che era stata una nostra colonia, è un Paese nostro dirimpettaio con il quale è fisiologico avere rapporti più che amichevoli che vadano al di là della fornitura di gas e di petrolio. Non è un caso infatti che furono i nostri servizi militari (il Sid) a portare al potere Gheddafi nel 1969, non è un caso che furono sempre i nostri servizi (il Sismi) a salvare il colonnello dai vari tentativi di colpo di Stato che erano stati sostenuti dall’Egitto, dagli Usa e da Israele.La recente rivoluzione libica, in realtà una rivolta finanziata e sostenuta da Washington, Londra e Parigi, e la conseguente fine di Gheddafi, ha rappresentato per Berlusconi un preciso monito.

Dopo la fine del tunisino Ben Alì, anche lui portato al potere dal Sismi con una incruenta congiura di palazzo, è stato il messaggio, non hai più nessuno a coprirti il fianco sul fronte Sud. Ti rimane solo la Russia. Non è un caso che lo stesso Putin con la Gazprom, questa volta a traino dell’Eni, era entrata in forze in Libia per sviluppare la produzione di petrolio e di gas. Tutti legami che, con il nuovo governo, più orientato in senso “atlantico” o nord-europeo, rischiano ora di essere vanificati e di saltare.

Il legame, anche personale, che Berlusconi aveva stabilito con Putin non può e non deve essere banalizzato con considerazioni sulla vita privata di entrambi. In realtà Berlusconi, favorendo la penetrazione di Eni ed Enel in Russia, aveva chiarissima l’importanza di creare solidi legami con quello che è il primo Paese del mondo per giacimenti ancora inesplorati di petrolio e di gas. Una impostazione peraltro condivisa dallo stesso Prodi che accompagnò a Mosca i dirigenti dell’Eni per firmare i contratti di fornitura di gas fino al 2040.

E quelli dell’Enel per il contratto di acquista dell’Ogk-5, uno dei primi gruppi energetici nazionali.Un’altra iniziativa di Berlusconi e dell’Eni, che venne affatto apprezzata da Washington e da Londra è stata quella di silurare la realizzazione del gasdotto “atlantico” Nabucco voluto dagli Usa per accerchiare da Sud la Russia, e finanziata incredibilmente dall’Unione europea. Un’opera pensata per portare in Turchia, attraverso la Georgia, il gas dell’Azerbaijan e poi farlo proseguire fino allo snodo di Baumgarten in Austria, dove arrivano diversi gasdotti russi. Al contrario Berlusconi e l’Eni avevano sostenuto il gasdotto South Stream che partendo dalla Russia, attraverso il fondo del Mar Nero, arriva in Bulgaria, passa in Grecia e poi si dirige verso l’Italia e l’Austria. Un’opera “euroasiatica” con la forte partecipazione tedesca che, in quanto tale, non poteva essere apprezzata da Stati Uniti e Gran Bretagna.

Due Paesi che non possono accettare che qualche Nazione in Europa possa stabilire in campo energetico un rapporto troppo stretto con Mosca che è sicuramente più fisiologico di quello che Washington vorrebbe che noi avessimo con i Paesi arabi produttori suoi satelliti. La Gran Bretagna che ha sempre voluto mantenere un piede nel Mediterraneo, e che adesso con l’attacco militare alla Libia vi è tornata in forze, ha operato contro l'Italia e contro l’Eni attraverso gli gnomi della City. Le speculazioni, realizzate in stretta sintonia con quelle di Wall Street, hanno investito i nostri Btp con il fine di metterne in discussione la solvibilità e quindi obbligare il governo in carica a rivedere totalmente i propri programmi finanziari futuri. E al tempo stesso fare passare l’idea che il governo in carica è troppo debole e squalificato per risanare i conti pubblici e mettere in sicurezza l’affidabilità dei Btp.

In realtà quella è soltanto la ragione apparente. Siamo invece di fronte al tentativo, purtroppo destinato a riuscire, visto che al governo ci andrà Mario Monti, di completare il processo che venne iniziato nel 1992 con la famigerata Crociera del Britannia. Il 2 giugno di quell’anno, Festa della Repubblica, mentre l’avviata campagna di Mani Pulite dava già l’impressione che la DC e il PSI, puntelli del sistema politico dell’epoca, sarebbero stati spazzati via, una larga schiera di manager delle imprese a partecipazione statale accettò di essere imbarcata sul panfilo reale inglese per una crociera di una appena giornata. Nel corso della crociera, organizzata da British Invisible, società di promozione del made in Britain, ai manager di Stato venne descritta la bellezza e la necessità di varare le privatizzazioni. A bordo c’era pure Mario Draghi, all’epoca direttore generale del Tesoro, fu lui a gestire poi le privatizzazioni, che fece un discorso introduttivo e che poi scese prima della partenza.

Poi, per dimostrare che non era una conferenza fine a se stessa, in autunno vi fu la speculazione della City contro la lira che finì per essere svalutata del 30%, rendendo più convenienti per la stessa percentuale diverse aziende pubbliche che vennero messe in vendita. In seguito con i governi Prodi, D’Alema e Amato, vennero messi sul mercato il 70% circa di Eni ed Enel, prevedendo guarda casa, che una percentuale del 30% di questa, quindi il 21% complessivo, fosse offerta agli investitori internazionali. Cioè quelli anglo-americani che ora sognano di mettere le mani sul restante 30% dell’Eni che un governo Monti presumibilmente sarà ben felice di mettere in vendita, con la scusa di fare cassa e abbattere il debito pubblico.

Tanto che su questa misura potrà contare sui voti non solo del postfascista e neo atlantico Fini ma anche su quelli di Casini che nella politica italiana rappresenta l’erede di quell’area politica della DC che sempre osteggiò la politica autonoma dell’ENI di Enrico Mattei per assicurare l’indipendenza energetica e difendere la sovranità nazionale del nostro Paese

Filippo Ghira

(Fonte: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=11477)

domenica 13 novembre 2011

L'Italia in mano al governo ombra mondiale... Goldman Sachs, Gruppo Bilderberg, Commissione Trilaterale... ed altri poteri occulti




E così il Governo Berlusconi, screditato a livello mondiale a causa delle frequentazioni con prostitute e ragazze giovanissime, è “finalmente” (altrimenti l’Italia sarebbe andata in bancarotta) caduto e la nomina a nuovo Capo del Governo è stata affidata al prof. Mario Monti, Preside dell’Università Bocconi di Milano, ex Commissario Europeo e, soprattutto, Presidente Europeo della Commissione Trilaterale (Trilateral Commission) , organizzazione fondata il 23 giugno 1973 per iniziativa di David Rockefeller, presidente della Chase Manhattan Bank, e di altri dirigenti del gruppo Bilderberg e del Council on Foreign Relations, tra cui Henry Kissinger e Zbigniew Brzezinski.

La Trilaterale è un’organizzazione mondialista che ha sede a New York ed è composta da più di 300 influenti privati cittadini (uomini d'affari, politici, intellettuali) dall'Europa, dal Giappone e dal Nord America, con l'obiettivo di favorire e guidare la globalizzazione liberal-capitalista del pianeta e l’omogeneizzazione di tutti i popoli e di tutti gli Stati. Per lo scrittore francese Jacques Bordiot "il vero obiettivo della Trilaterale è di esercitare una pressione politica concertata sui governi delle nazioni industrializzate, per portarle a sottomettersi alla loro strategia globale".("Prèsent", 28 e 29 gennaio 1985).

Monti, recentemente nominato Senatore a vita dal Presidente Napolitano, è un’espressione dei poteri forti, bancari e plutocratici, che cercano di guidare i destini del Mondo, inùfatti oltre che Presidente della Commissione Trilaterale per l’Europa, è anche membro del Gruppo Bildemberg, che ogni anno riunisce in Svizzera i più alti sacerdoti della globalizzazione liberista, consulente internazionale della Coca Cola Company e della Goldman Sachs, una delle più grandi banca d’affari del mondo, la stessa che ha avuto quale consulente un altro ex Commissario Europeo ed ex Presidente del Consiglio dei Ministri, l’on. Prof. Romano Prodi, e quale Vice-Presidente l’ex Governatore della Banca d’Italia ed attuale Governatore della Banca Centrale Europea Mario Draghi.

Il Governo Monti difficilmente, a mio parere, farà gli interessi del popolo ma sicuramente lo farà delle organizzazioni plutocratico-mondialiste del quale è espressione, di quei poteri forti legati alle lobby anglo-americane che vedeva con sospetto l’Italia di Berlusconi troppo amica della Russia di Putin e della Libia di Gheddafi e che troppo spesso dimenticava che da quando gli anglo-americani sono sbarcati in Sicilia nel 1943 (e non se ne sono più andati) l’Italia non deve avere più una politica estera autonoma ma bensì seguire gli ordini delle lobby liberal-mondialiste atlantiche delle quali Monti è espressione.

Il Governo Monti, sarà internazionalmente ben accettato avendo il sostegno della “cittadella trilaterale, luogo protetto, dove la tecné è legge e dove sentinelle della torre di guardia vegliano e sorvegliano”, l’Italia sarà così inserita in quel Nuovo Ordine Mondiale (Novus Ordo Mundi o New World Orden –NWO) dove la sinarchia o governo ombra del mondo, detta legge.

Spulciando tra i pochi (appena 5 su un totale di 300 a livello mondiale) italiani della Trilaterale, tra banchieri ed industriali abbiamo notato che c’è anche un parlamentare, è l’on. Enrico Letta del PD, sarà forse lui, dopo Prodi e Monti il prossimo Premier espressione delle lobby mondialiste nel nostro Paese?

Filippo Ortenzi

(Fonte: La Tua Voce)

sabato 12 novembre 2011

Andiamo ai Monti?... No, meglio trasferirsi in Transilvania...

"Notte di luna piena" - Disegno di Sofia MInkova


Scambio di lettere al profumo d'aglio.. dopo la scoperta di un nuovo vampiro in senato..., tal Mario Monti (Saul Arpino)

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Scrive Sebastiano:

Il nostro presidente Napolitano, sì quello che delle note spese U.E, ha ricevuto la telefonata da Obama.

Il partito trasversale amerikano: Fini, Napolitano, Casini, Bersani, Pannella…., è in piena agitazione.

Scorrerà molto sangue.

Vittime:

• I risparmi degli italiani, circa 3 mila e 200 miliardi di euro

• Il patrimonio immobiliare pubblico disponibile, oltre 800 miliardi

• Le ultime aziende a controllo statale: Eni, Finmeccanica, Enel,…..

Tutto quello che è sfuggito dalle grinfie di Prodi (a libro paga Goldman Sachs), Amato… mi tocco (a libro paga Deutsche Bank), è ora a portata di artigli di Monti (a libro paga Goldman Sachs).

Stanno calando vampiri da tutto il mondo. Romiti ha appena creato un fondo (cinese?) per le privatizzazioni.

Il banchiere Biri Smaghi, sentendo profumo di sangue, ha immediatamente dato le dimissioni dalla BCE e si precipita in Italia per il banchetto con Monti.

Si parla di ministri tipo on. Cesa………….. un brivido mi corre dietro la schiena, on. Amato (sì quello della pensione di 31 mila euro al mese)….. un moto di orrore mi assale.

Si sta risvegliando dal suo sarcofago perfino Emma Bonino.

I parenti del defunto Padoa Schioppa, schioppato di recente, sono preoccupati perché hanno trovato scoperchiata la bara del caro estinto…

Ho confezionato per mia moglie e per mia figlia Viridiana due robuste collane di aglio e non le faccio uscire dopo le 6.

Mentre scrivo tengo a portata di mano un grosso martello e affilati paletti di frassino.

Ahhhhhhhhhhhh !!!!!!


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Scrive Joe:

tanto varrebbe trasferirsi in Transilvania...
tra l'altro sono di carnagione bianco latte... molto esangue... penso mi troverei a mio agio in mezzo ai Vampiri

Il da sempre nullafacente e mantenuto di Stato Pannella e tutti i suoi affiliati (laide megere comprese) sono vampiri transilvanico-sionisti DOC. Della stessa, identica "specie" e ideologia dei vari Goldman & Sachs all'uncino scarnificatore. Capisco benissimo, e condivido, le preoccupazioni di Sebastiano. Anche le sue misure preventive. Questa è una guerra totale, persino metafisica.


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Scrive Piera:

e le mani dove le hai???

Mio Dio.... ho paura si annidi q.no

Aiuto.... ho paura si annidi qualcuno nel mio giardino... in ogni caso l'aglio piace a tutti in famiglia!

Mi sorge una domanda: ma Pannella (e il suo parrucchiere!) cosa c'entra?