martedì 7 aprile 2020

"Operazione coronavirus" secondo Mario Monforte


Coronavirus, stop a interventi chirurgici e attività ambulatoriali ...

Premessa: sono handicappato dal Circolo Arci sigillato in cui si trova la redazione del «Ponte», dove ho tutti i contatti. Per cui devo procedere dal computer di casa.

Detto ciò, insisto su quanto ho trattato nell’intervento   Operazione coronavirus (*) che sintetizzo per punti: 

1) l’epidemia, anzi pandemia, è costruita ad arte tramite la massiccia grancassa di tv e stampa uniche e il collaborazionismo di operatori sanitari e (sedicenti) “scienziati, perché (sia per l’italia che per gli altri paesi) si tratta di una delle “usuali” «influenze» (cosiddette: e la “questione” resta da trattare, insieme ai virus e allo status della medicina convenzionale), con pari, anzi minore, numero di decessi, rispetto alle medie (da noi di circa 1.700 al giorno e circa 650.000 l’anno) annuali, per varie patologie, in cui il presente coronavirus incide dall’1,5 all’1,2, fino allo 0% (ferma restando l’esigenza di una seria indagine, che non c’è, su quell’epicentro a Bergamo-Brescia).

2L’epidemia, anzi pandemia, è stata costruita per questo «combinato disposto»: 
a) la concezione medica “ufficiale”, sostenuta dall’Organizzazione mondiale della sanità (intrecciata con Big Pharma), e diffusa e radicata nelle popolazioni; 
b) la volontà degli Stati e dei loro gestori di riprendere in pugno il comando (anche instaurando, esplicitamente o nei fatti, regimi piú autoritari, e costringendo le popolazioni a situarsi in modi di vita “altri”: ingegneria sociale), mentre stavano essendo spinti a essere solo commessi del grande capitale finanziario e transnazionale; 
c) l’esigenza pressante di superare la (fase del capitalismo detta) «globalizzazione», sempre piú ingestibile, rovinosa delle sue basi, e soprattutto incapace di uscire da crisi e stagnazione da essa stessa provocate, rompendo con la «libera circolazione senza ostacoli» di capitali, merci, esseri umani, verso un assetto nuovo, in cui il grande capitale sia sussunto agli Stati, alla loro politica, complessiva ed economica nello specifico, nel riassetto della gerarchia interstatuale stratificata a livello mondiale.

Da rilevare – (non è esplicitato nel testo  che segue) – che le “perdite economiche” dovute ai blocchi di attività produttive e alle difficoltà dell’attività sia finanziaria, sia produttiva, sia distributiva, per non dire della situazione di un enorme numero di persone, sul piano del capitale (come modo di produzione) rappresentano “semplicemente” la distruzione e/o riduzione di quota parte del capitale stesso, il che permette sia una “ripresa” con sicuri profitti, sia l’ulteriore assorbimento (diretto e/o indiretto) della piccola e media produzione, nonché di interi comparti, nel grande capitale.

In Italia abbiamo l’attuazione di un grosso esperimento di ingegneria sociale, con la «stato di emergenza» quale base dell’instaurazione di un regime autoritario, che (senza dirlo) ha messo da parte il ruolo del parlamento e ha eliminato i diritti e le garanzie costituzionali, con il consenso e la complicità di tutta la «classe politica» – e con i gestori regionali e locali (presidenti di Regione e sindaci) che si sono fiondati a sostenere e rendere ancora più duro il regime. E con ampio sostegno degli operatori sanitari e delle forze armate (dell’ordine e dell’esercito), nonché con l’adesione convinta e partecipe di oltre il 90% dei cittadini. Lo scontro a livello politico è relativo solo all’ulteriore (e devastante per il nostro paese) infeudamento (debitorio e politico) all’Ue (cosí il governo-Giuseppi e le sue componenti) per in necessario deficit spending italico, oppure una minore suggezione all’Ue con ricorso ad altre vie, piú interne; ma, dato il regime instaurato e la possibilità (data l’oggettiva debolezza del governo-Giuseppi) di passare a un «governo di unità nazionale», è probabile che la stessa opposizione, già collaborazionista e volta a esser parte del regime e questo successivo governo, si accordi per una “via di mezzo”, compromesso o meglio pateracchio.

Lerrore spaventoso degli oppositori (quelli veri, operanti soprattutto “in rete”, benché non solo) è di non aver colto, e non cogliere, l’interconnessione fra regime del surrettizio «stato di emergenza» e prospettive presenti e di brevissimo periodo, accettando la fittizia “gravità” della sedicente epidemia, anzi pandemia, quindi ciò per cui è stato deciso e usato, trovandosi cosí del tutto subalterni e potendo, quindi, incidere poco sulle decisioni rovinose o comunque sul pateracchio che la gestione politica del regime stabilirà. Per queste ragioni, se si riesce a riconoscere l’errore (teorico, culturale, politico, comunicativo), occorre muoversi ora: contro il surrettizio «stato di emergenza» e il connesso regime, incostituzionale e illegale; contro la supina e servile obbedienza a cui è stata ridotta la massa della popolazione; contro le direttrici politico-economiche comunque negative per il nostro paese e popolo, che prenderà la gestione “congiunta” della «classe politica» di regime.

Mario Monforte

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(*)  Operazione coronavirus. 
  Prima notizia: dice l’Oms (ben intrecciata con Big Pharma) che “il virus si trasmette nell’aria”. C’è un diabolico esserino che sviaggia con mini-alucce tipo zanzara in cerca di vittime? Ma ciò che chiamiamo virus è un miliardesimo di micron, minimo rispetto al già microbico batterio, è di componenti di materiale genetico, in sé inerte: deve essere trasportato da un vettore. Come invade l’aria? Il messaggio è: “non siete sicuri né all’aperto né in casa”, dunque, obbedienti, e maschere, guanti, tute – meglio scafandri, magari con bombola di ossigeno ... Si fa credere a tutti di dover essere come i chirurghi in sala operatoria, con tute, maschere e guanti a impedire che dal loro fiato e mani possa provenire qualche infezione al paziente, o che provenga a loro dal paziente stesso: poi guanti, maschere e tute vanno subito allo smaltimento. Ma se si dice che un virus sia fermato da una mascherina, comunque sia fatta, si dà a credere che un’inferriata blocchi i moscerini: la mascherina può ostacolare gocce di respiro e saliva che contengano virus, e se qualcuno viene a starnutirti, tossirti e scaracchiarti sul muso, e anche in tal caso va subito gettata, perché repleta. Ciò vale sia per il «contagiato», che riempie la mascherina in pochi minuti – dovrebbe averne con sé una scorta, e bidone di smaltimento –, sia per i guanti, che accumulano tutto quanto, e impediscono l’azione naturale dei microfagi di pelle e mani, sia per i continui lavacri antisettici. E infatti – «prova del 9» di burbanzosa pochezza (anche mentale) –, il “governatore” della Lombardia ha deciso “mascherine a tutti”, e lo stesso macchina quello della Toscana, mentre si vocifera di “tamponi in massa”: ma tali “tamponi” sono pressoché inaffidabili ...
Seconda notizia: il governo si dota di «scudo », ossia operatori sanitari e gestori politici e amministrativi dello «stato di emergenza» sono coperti da «immunità penale» per quanto fanno. Al di là dello stucchevole coro di lodi agli «eroi» – medici, infermieri, forze dell’ordine –, e alle “misure” del governo-Giuseppi che avrebbero fatto dell’Italia «il modello che tutto il mondo ci invidia» (non evoca «l’uomo che tutto il mondo ci invidia»?), questa “gente” sa che i decreti violano garanzie e diritti costituzionali (né la Costituzione prevede lo «stato di emergenza», solo quello «di guerra»), che dare mano libera a presidenti di Regione (detti “governatori” per ruffianesimo) e sindaci per aggravare le misure – con l’idea della tracciatura di cellulari e phone, e perfino l’uso di droni (per ora, il capo della polizia l’ha impedito …) onde bloccare ogni spostamento – è illegale, e che lo è il fioccare di multe e denunce, addirittura penali, che gli addetti alla sanità non si sa che cosa facciano e come, che le forze dell’ordine sono vessatorie, perciò … governo & “attuatori” si auto-tutelano da azioni giudiziarie – il che è tipico di regime.

È il regime dello «stato di emergenza», sotto il governo-Giuseppi, attuando una vera e propria ingegneria sociale (mutamento forzoso di visione, attitudini, modi di vita) – come ha colto subito, e gliene va dato atto, l’amico Fulvio Grimaldi. E c’è l’accordo di tutta la pseudo-opposizione (vedi in tv il «trio Lescano» di Salvini, Meloni, Tajani, con “doverosa” mascherina, e lo sconcio di Salvini a fare in tv la preghierina con la D’Urso ...), che si distingue dal governo nello sbraitare: “misure ancora piú rigide”. Il regime, a media unificati (tv e stampa) con permanenti “specialisti” e operatori sanitari pro (escludendo ogni scienziato critico), interviste ai morituri attaccati al respiratore, file di bare esposte (c’erano anche quelle dei migranti affogati: un errore?) e portate dai militari alla cremazione – si è fatto e imposto. Ed è seguito da (pare) oltre il 90% degli italiani: città a piazze e strade deserte, tutto chiuso (cinema e musei, ristoranti e bar, negozi di ogni tipo, esclusi i tabaccai, per non dire delle aziende chiuse, sempre di piú e nel campo dell’alimentazione), code infinite di persone, per lo piú con mascherina, per accedere ai supermercati (distanze da 1 m arrivate a 2) e carrellate di acquisti (è vietato l’acquisto di carta e pennarelli, e balocchi per i bambini, nonché di scarpe vestiti: «beni non essenziali»?!), dagli addetti, dotati di mascherina e guanti. Per il resto, “state a casa!”, fuori solo per motivi medici, spesa, cane, passeggiatina intorno casa, o «estrema necessità» (quale? Ad libitum di chi ti fermi). E non mancano i “volontari”, che scrutano per denunciare qualche “trasgressore” … Ma, hastag «io sto a casa» – con ulteriori patologie, psichiche e non solo – e slogan «uniti vinceremo» – come? Tutti isolati e disuniti abbiamo già perso –, e “poi” … ci sarà «la cura o il vaccino», dice Speranza, con cui davvero non c’è speranza, perché le cure sono quelle attuali, con ventilatori e con capocchieschi farmaci immunodepresssori (cosí in Toscana) o da Hiv (?!), mentre il coronavirus è già presente e individuato da tempo, è mutageno (diverse successive “varianti”), è già in circa la metà degli italiani, dato che è quello stesso del raffreddore, lo stesso di precedenti «influenze» (questa è un’influenza Sars), e non c’è «immunità» al raffreddore, come non c’era con il vaccino anti-Sars, e insistere sul “troviamo il vaccino” non ha senso. Ma, si dice, “vinto il coronavirus”, andremo a «magnifiche sorti e progressive» – come no! Con il paese chiuso e un deficit produttivo di circa € 100 miliardi al mese.
Se «la paura fa 90» – uccide il pensiero –, il panico fa 360 – induce alla demenza. E il panico è l’arma utilizzata per imporre il regime. Solo qualcuno non cede, e continua a vedere e pensare: 1) come, non si muore piú di patologie cardiovascolari, ischemiche, polmonari, diabetiche, nefritiche, oncologiche, etc., di infezioni in ospedale e «influenze» annuali, nemmeno di «malasanità», ma solo del diabolico virus? Infatti, si hanno terapie intensive replete, con cure solo affermate tali, ma questo soltanto in alcuni luoghi, mentre altri reparti sono mezzi vuoti o vuoti. E i numeri di «contagiati», deceduti, guariti, salgono e scendono, ma tutti di coronavirus – ci danno proprio i numeri. 2) I dati dell’Istituto superiore della sanità attestano, per esempio il 31.03.2020, che, nel numero di decessi comunicati, quelli attributi al solo coronavirus erano lo … 0%. E, in precedenza, tale cifra andava dall’1,2 all’1,5%. E, per esempio nel 2019, erano circa 650.000 i decessi in Italia, circa 1.700 al giorno (per varie patologie, comprese le annuali «influenze»). E gli anni prima? La cifra è circa quella. E allora? Il numero dei decessi attuali è lo stesso, anzi un po’ inferiore – sono crollati incidenti stradali e sul lavoro (gli omicidi, invece, in parte continuano), ma erano circa 10 al giorno, perciò la “cosa” non cambia. 3) Si arriva a «1.200.000 contagiati» nel mondo», dice l’Oms (05.04.2020) – e tutti i «contagiati» ne morranno? – e si hanno «60.000 decessi» – tutti di coronavirus? Magari come in Italia … E 1.200.000 «contagiati» con 60.000 decessi si calcolano su una popolazione mondiale di 7 miliardi e 800 milioni: ma come si fa a strombazzare di epidemia, anzi di pandemia? Vengono in mente i milioni (quelli sí!) di morti per/con la cosiddetta «spagnola» alla fine della I° guerra mondiale, e la cosiddetta «asiatica» del 1956 (e anni seguenti), per non dire della serie continua delle «influenze» annuali. E misure come le presenti non furono affatto adottate, e misure da chiudere tutto il paese non sono adottate da nessun altro governo – hanno chiuso aree e zone, non tutte (la Svizzera niente, e cosí la Svezia) –, cercando di tutelare attività economiche e sociali fondanti, pur con dure ricadute, ma non blocco completo.

Non si vuole aprire qui il “discorso” (che tuttavia è sempre piú indispensabile) sui virus e, da questi, sullo status (auto-detto) “scientifico” della medicina “convenzionale”, o “ufficiale”, però su questo stesso terreno vi sono addetti – “specialisti”, scienziati – che non concordano sullo «stato di emergenza». Cosí, per esempio, un Montanari. E un Burioni – che infesta i media, sostiene la gravità del coronavirus, “almeno 6 milioni di italiani già «contagiati»”, lo «stato di emergenza» e le «restrizioni di contenimento» devono proseguire … per anni, con il suo «Patto trasversale per la scienza» (che ebbe la firma di Grillo e Renzi: «prova circostanziale» negativa, poiché costoro hanno dimostrato che “gente” siano) – per un’intervista a Montanari fa un esposto in procura (Modena e Ancona) contro il canale ByoBlu, chiedendone la chiusura: Burioni non regge con argomentazioni, per cui è proprio lui che andrebbe “oscurato”. A ogni modo, chi stabilisce che Burioni è “piú scienziato” di Montanari? – e va detto a chi obietta “voglio lo specialista”, peraltro attestando il suo subalterno conformismo mediatico. Lo si stabilisce in base a chi è consono allo «stato di emergenza», lo supporta a spada tratta, serve ai media e al regime instauratosi.
L’epidemia, anzi la pandemia, non è sanitaria, ma “montata” sul piano politico e mediatico. Non interessa l’origine (ne girano di tutte, dal pesce infetto al pipistrello, al virus di laboratorio gettato apposta o uscito per errore, e cosí via), è interessante la denuncia russa di un’azione da guerra batteriologica “sperimentata” nell’area Bergamo-Brescia, tuttavia l’esigenza è di trovare il “nocciolo” della questione – italiana e mondiale.
Siamo di fronte a un «combinato disposto» dei seguenti elementi: a) la visione medica e farmacologia “ufficiale”, cosí tanto diffusa e radicata nelle popolazioni, e gli immensi “interessi” connessi; b) la volontà degli Stati di riprendere in mano le redini della gestione, quando il grande capitale finanziario transnazionale li ha spintisempre piú a essere sue “funzioni”; c) lo «stato critico permanente» a cui ha condotto cui il liberalismo scatenato (quello del nomignolo, fuorviante, di liberismo o neoliberismo) della (fase del capitalismo detta) «globalizzazione», e le spinte crescenti al suo oltrepassamento verso un diverso assetto.
In base a questa “combinazione” a livello mondiale (ma con le significative eccezioni indicate: Svizzera e Svezia sono Stati in cui non si intende mutare niente dell’assetto), gran parte degli Stati, anche i piú potenti, hanno proceduto a prendere misure, non come quelle in Italia, ma simili (Trump inizialmente aveva visto le cose come sono, “è solo un’influenza”, ma poi, sotto pressione e in lotta con il Deep State a prevalenza dem degli Usa, ha «preso la palla balzo»: misure restrittive in alcumi agglomerati e aree, e piano di deficit spending di $ 2.000 miliardi). Esiti: I) ingegneria sociale di manipolazione e controllo della massa della popolazione (non è una novità, vedi come “da noi” si sia fatta ingurgitare ai piú la balla della necessità di euro e Ue, ma è su scala piú estensiva e intensiva), riducendola all’obbedienza convinta ai propri ordini; II) affermazione del potere schiacciante degli Stati e della loro gestione, ossia di governi e governanti, rispetto allo stesso ruolo dei parlamenti (in Italia si è arrivati alla pratica inconsistenza del parlamento); III) rottura con il «no borders», la libera circolazione senza ostacoli di capitali, merci, esseri umani, e sussunzione del grande capitale transnazionale nel nuovo assetto a gerarchia stratificata interstatuale a livello mondiale.
In tale contesto, in Italia, abbiamo il governo-Giuseppi, con le sue componenti politiche costitutive (di maggioranza in parlamento, per niente nel paese), sulle quali è anche inutile stare a dire (come sui loro tenaci seguiti di “interessati” e tifosi), con la pseudo-opposizione (politica e parlamentare) in Union sacrée con il governo, vale a dire che essa intende partecipare, e partecipa, al regime. Le contraddizioni si situano non sulla dimostrata affermazione di controllo della popolazione – anzi la pseudo-opposizione, con i residui animal spirits destrorsi, oltre ad “ancora piú pugno duro” di restrizioni, non passa momento che non levi peana a carabinieri, poliziotti e militari, pur protervi, oltre a esaltare i “camici bianchi”, pur nel loro sospetto abborracciamento –, ma sulle prospettive relative a come attuare il deficit spending necessario per il nostro paese: il governo-Giuseppi, con le sue componenti politiche, è sostanzialmente fatto di agenti filo-Ue/euro, e tende a sottomettere l’Italia a un indebitamento estero devastante (si chiami Sure, coronabond, eurobond, o addirittura Mes), che fiaccherà definitivamente il nostro paese e il nostro popolo; la pseudo-opposizione, dove ogni tanto si tuona (ma non in FI) “se l’Ue è cosí, meglio uscire”, e tuttavia ha già aperto a euro, Ue (ovviamente con la chiacchiera: “è da cambiare …”), Draghi, sarà dura contro la linea-Giuseppi, Gualtieri & soci, o cercherà un pateracchio (una cosa a mezzo-e-mezzo, ma sempre di indebitamento ad “altrui”)? E quest’ultima appare la maggiore probabilità, al fine di restare nel regime, di mantenerlo e di partecipare in un eventuale, e possibile, successivo «governo di unità nazionale».

Mala tempora currunt. Sí, anche perché l’opposizione effettiva, fuori del complesso delle forze politiche parlamentari, che opera “in rete”, sui social, appare – a parte pochissimi, peraltro sconnessi fra loro – aver accettato la “necessità” dello «stato di emergenza», quindi aver accolto l’instaurazione del regime – senza rendersene ben conto, o criticandone aspetti parziali: “il parlamento non viene fatto funzionare”, “queste misure atomizzano la società”, “vogliono firmare il Mes o qualcosa di simile”, e cosí via. Tutto giusto, ma tutto inadeguato. È questo – riferendosi, certo, agli oppositori in buona fede, non a cripto-complici – un errore spaventoso: si sposta il discorso sulle “pecche” presenti e non sul complesso delle misure, e soprattutto sul “poi” contro l’abbattimento completo del nostro paese. Ma non ci si rende conto dell’evidenza, ossia che le due “cose” sono interconnesse: non vi sono “pecche” parziali, è lo «stato di emergenza» che va attaccato in quanto dispotico e surrettizio, in quanto instaurazione di un regime, e tale regime, con l’Union sacrée che lo segna, come in guerra (infatti, sempre i media rimbombano che “siamo in guerra”: «guerra al coronavirus»), si tradurrà in un pateracchio di ulteriore subordinazione del nostro paese e popolo – popolo già gettato nella demenza da panico indotto, che non trova lume e sbocco in un’azione combinata e concertata che dica come stanno le cose, e che aggreghi quella che è, adesso, senz’altro una minoranza, ma che esiste (niente procede senza il suo opposto, nemmeno il fittizio «stato di emergenza» e la demenza da panico indotto) e che può accrescersi e levarsi precisamente attraverso la lotta contro l’imposizione del regime e il pateracchio che sta macchinando.
Questo va detto e questo va organizzato: chi scrive non ha le forze per poterlo fare, ha solo quelle di proporlo, «chiaro e forte» – e di aggiungere, a ciascuno degli oppositori effettivi: per dirla con Dante, «qui si parrà della tua nobilitade».
Mario Monforte

lunedì 6 aprile 2020

Cittadini sovrani... non sudditi


Da sudditi a cittadini

Sarebbe bello risolvere un po' dei  tanti problemi d'oggi con un sol colpo. Ad esempio si potrebbe fare un'improvvisata collettiva sul balcone appendendo un lenzuolo con su scritto qualcosa che condensi questo pensiero: voglio vivere in una vera Democrazia, in una vera Repubblica. 

Voglio che l'intero apparato pubblico, lo Stato, divenga davvero democratico: rinnovato completamente, periodicamente, regolarmente. Come il Parlamento. 

Voglio che nel pubblico impiego si assuma solo a tempo determinato. 

Voglio che venga aperta la Banca del Pubblico Impiego: dove chiunque si possa registrare, fornire dati, competenze, preferenze, prenotandosi per dare un contributo, retribuito, alla Res Publica. 

Non voglio più vivere sottomesso agli appartenenti di una casta: agli assunti a vita, ai burocrati, ai carrieristi, in divisa e non. Voglio che chi lavora nello Stato sia un mio pari, un cittadino. Voglio che chi mi si presenta davanti come suo rappresentante sia una persona che stimo, un fratello. Non un despota, un tiranno! Perché tiranni non son altro che coloro che mai restituiscono al Popolo Sovrano ciò che ad esso appartiene: i poteri tutti della Repubblica.  Perché è vera società non l'ammasso di persone in un territorio bensì quella in cui ci si alterna anche in eroismi e sacrifici. 

Ammesso si sia d'accordo, come si può sintetizzare tutto ciò? Come si può dire in quattro parole ciò che mai è stato detto, pur dovuto, da nessun politico?  

Danilo D'Antonio 



Picchiettala piano, picchiettala piano.
Alla fine la pietra si spacca da sé. 
 
 

venerdì 3 aprile 2020

Covid-19. Richiesta dati precisi...


Ecco come gli ospedali provano a curare i malati di Covid-19 ...

Visto lo zelo con cui i  telegiornali del servizio pubblico terrorizzano quotidianamente il paese intero per via della tragedia planetaria in atto a causa del coronavirus, sarebbe una cosa buona se si potesse conoscere (attraverso enti pubblici in questo responsabilizzati) l’esatto totale nazionale dei decessi degli ultimi mesi suddiviso per
  • regione
  • provincia
  • sesso
  • fascia di età
  • causa esclusiva covid 19
  • causa del covid 19 congiunto ad altre patologie
possibilmente confrontato, con identica griglia, per  gli stessi dati riferiti ai corrispondenti periodi degli ultimi 3 anni.

Magari si scopre che, tutto sommato, non siamo così lontani dalla norma, o che in casi particolari, sul territorio, potrebbe essere utile considerare altri fattori all’origine o come concausa dei decessi...

Adriano Colafrancesco

Altra Calcata… altro mondo: C'era una volta la TV... ora (per ...

mercoledì 1 aprile 2020

Autodichiarazione fallace... #andratuttobeneuncazzo

“…Non era cambiata la strategia per combatterla, ieri inefficace e oggi apparentemente vincente. Si aveva solo l’impressione  che la malattia si fosse esaurita da sé, o che si ritirasse, forse, dopo aver centrato tutti gli obiettivi. In un certo senso, il suo ruolo era concluso.” A.Camus, La peste, 1947

L'umanesimo ai tempi del coronavirus. Rileggendo “La peste” di ...

        Ho un incubo ricorrente (si alterna all’altro, meno frequente, in cui il vicino di casa delatore-psicotico avvisa i CC d’avermi vista sulla soglia di casa... Perché è la parte migliore di noi, quella che scopriamo con l’emergenza…). 

L’incubo: in movimento con regolare autodichiarazione, vengo fermata per controlli da anonima “autorità” (auto blu priva di contrassegni per meglio stanare il cittadino furbetto-fino-a-prova-contraria): ahimè, un nuovo modulo è stato emanato nella notte e invalida il mio, avrei dovuto saperlo e stamparlo. Il reato è gravissimo, vengo brutalmente messa in ceppi e condotta  verso…

Mi sveglio. Sollievo: i moduli sono lì, in rigoroso ordine di apparizione dal primo al più recente;ho lasciato ampi vuoti per i prossimi, sono previdente, io.
Li conserverò, un giorno mi ricorderanno questo spazio della vita in cui l’inimmaginabile è diventato quotidiano.

L’inimmaginabile sono - anche - quei moduli. Summa di ogni sordo burocratese stratificato in secoli di funzionari asburgici-austroungarici-savoiardi-papalini-borbonici; linguaggio che arriva fino al nostro cupo millennio pandemico immutato nei contorti stilemi, nella grafica compressa e chiaroscurata, nella disumanante afasia.
Ci sono dirigenti, funzionari, impiegati, vertici militari - “persone oltre le cose” - dietro quei moduli, così come dietro i Decreti/Ordinanze Ministerial/Regionali/Comunali i cui articoli (a volte anche solo due) li leggi dopo quattro pagine e lenzuolate a due piazze di visto questo visto quello e visto quell’altro e visto quell’altro ancora…

Ci si chiede cosa di buono possa mai venire, in questo passaggio apocalittico, da apparati pachidermici, mummificati perfino nella comunicazione.  

Non è da quelli che verrà la salvezza: questa, se ce ne sarà una, verrà da coloro che oggi, dalle disperate trincee ospedaliere, dalla miriade di postazioni in tutta Italia dove si combatte e si muore, da dentro le impossibili tute marziane, rifiutano di alzare bandiera bianca.

Tutti gli altri sono a vario titolo responsabili del disastro e ne risponderanno alle proprie disperse coscienze. Mai, temo, al Paese e ai cittadini.

- Sono gli apparati politico-amministrativi delle Regioni, inconcepibilmente privi di piano pandemico regionale, a cominciare dalla fulgida LombardiaChe hanno omesso di creare in anticipo strutture dedicate e interventi sul territorio (dopo aver impoverito le strutture pubbliche privilegiando un privato che non poteva essere all’altezza) e “colti di sorpresa” hanno praticato - a cominciare dalla Lombardia - un’ospedalizzazione che è stata benzina sul fuoco dell’epidemia.
[Che in Lombardia hanno omesso di chiudere Alzano, nel bergamasco, dove - presente fin dal 23 febbraio, dopo la zona rossa di Codogno - un focolaio è stato lasciato libero di circolare e diffondersi. (cfr.G.Barbacetto, Il Fatto Quotidiano 30 marzo) ]

- Sono i vertici sanitari nazionali che hanno recepito senza far nulla, quando si era ancora in tempo, le previsioni epidemiologiche della comunità scientifica diffuse da Ministero della Salute già i primi giorni di gennaio; e almeno fino al 21 febbraio hanno trascurato le informazioni dettagliate degli scienziati sulla sintomatologia del virus omettendo perfino di informarne i medici di base. [Senza contare che il Ministero della Salute deve strutturalmente avere - come ogni altro Ministero - piani gia’ predisposti per qualsiasi tipo di emergenza, anche la più catastrofica]. Invece: “siamo stati colti di sorpresa” e, per dirne una, ci si accorge addirittura solo ai primi di marzo che i ventilatori li fabbrica un’azienda italiana…

- Sono i vertici della Protezione Civile riuniti il 31 gennaio nella loro sede romana con burocrati e vertici di tutti i Ministeri, più Croce Rossa, ANCI, funzionari delle Regioni, rappresentanti dell’Istituto Superiore di Sanità e - va da sé - alti militari di ogni ordine e mostrina: che stabilirono di controllare i voli da e per la e Cina, di misurare la febbre agli sbarcati, di recuperare uno a uno gli italiani dallo Hubei, anche un aereo per ciascuno.

E - simpatici sbadati! - dimenticarono di parlare di capienza degli ospedali, di personale sanitario e di aumenti di organico, di terapie intensive, di protocolli per i soccorsi urgenti, di acquisti di respiratori e mascherine e tamponi e tutto l’ambaradan che ormai sanno pure le pietre. 
Preoccupati dei rapporti economico-diplomatici con la Cina e di non creare allarme sociale, e convinti - bontà loro - che ”il sistema italiano reggerà” si offrirono con sorridente ottimismo in favore di telecamere.

 - Sono i componenti del comitato operativo della Protezione Civile, che in continue riunioni a gennaio e a febbraio, e con l’allarme già diffuso  da Ministero Salute e OMS, non ritennero di dover effettuare uno straccio di calcolo sulle necessità e dotazioni di cui sopra. Tutto come col terremoto dell’Aquila, tutto déjà-vu, compreso Bertolaso: che la Lombardia chiama, viste le luminose prove offerte in passato, e lui subito qui, dall’Africa a Milano e poi  fino ad Ancona a  spargere… positività (chiedere a Ceriscioli).

- Sono i responsabili che non hanno ritenuto necessaria la mappatura epidemiologica - ricostruzione dei contatti dei positivi, fattibilissima anche se non siamo Seoul - che avrebbe contenuto il contagio e preservato la categoria più esposta: medici e operatori sanitari. E hanno scelto di considerare solo i sintomatici.

Sono gli stessi che ora nelle varie Regioni corrono ai ripari con interventi tragicamente affannosi e tardivi - ospedali da campo, strutture dedicate ecc. - spacciati ai microfoni dell’informazione compiacente come manifestazioni dell’eccellenza lombarda, lombardo/veneta e di altre fulgenti Regioni.

E saranno santi subito, da scommetterci: lo sarà il Presidente sto-tutti-i-giorni-in-tivù, con la mascherina d’ordinanza e l’abito buono da preghiera col vescovo e la porgimicrofono adorante e genuflessa; lo sarà il fido scudiero (pardon assessore-“andratuttobene”) che già si candida a sindaco della martoriata Milano. Altra calamità in arrivo. Dio aiuti Milano.

Poi ci siamo noi, cittadini-sudditi o popolo bue: trattati tutti - per l’imbecillità di pochi criminal-cialtroni da mettere in gabbia e gettar via la chiave - come irresponsabili/disobbedienti/untori/furbetti fino a prova contraria. Martellati fino alle più remote sinapsi, con una comunicazione da grande fratello orwelliano, dai minacciosi continui offensivi “state a casa”. Come fosse, ciascuno di noi, un minus habens bisognoso di reiterate supponenti istruzioni-raccomandazioni-ordini e, se del caso, anche delle maniere forti.
     
        Come se avessimo voglia, in questa apocalisse, di giocare a dadi con la nostra pelle e con quella del prossimo; come se non ci bastassero tutto il dolore che vediamo e sperimentiamo, tutta la sofferenza e tutta la tristezza di quei morti che se ne vanno soli, senza persone care che possano, per loro, rapire “una scintilla al sole a illuminar la sotterranea notte”.

                          #andratuttobeneuncazzo


Sara Di Giuseppe    faxivostri.wordpress.com      letteraturamagazine.org

La peste di Albert Camus, riassunto e commento - Studia Rapido

martedì 31 marzo 2020

Verso un’ecologia della mente... - Citazione


Verso un'ecologia della mente di Gregory Bateson | Albero della Vita

Se mettete Dio all’esterno e lo ponete di fronte alla sua creazione, e avete l’idea di essere stati creati a sua immagine, voi vi vedrete logicamente e naturalmente come fuori e contro le cose che vi circondano. E nel momento in cui vi arrogherete tutta la mente, tutto il mondo circostante vi apparirà senza mente e quindi senza diritto a considerazione morale o etica. L’ambiente vi sembrerà da sfruttare a vostro vantaggio. 

La vostra unità di sopravvivenza sarete voi e la vostra gente o gli individui della vostra specie in antitesi con l’ambiente formato da altre unità sociali, da altre razze, dagli altri animali e dalle piante.

Se questa è l’opinione che avete sul vostro rapporto con la natura e se possedete una tecnica progredita, la probabilità che avete di sopravvivere sarà quella di una palla di neve all’inferno. 


Voi morirete a causa dei sottoprodotti tossici del vostro stesso odio o, semplicemente, per il sovrappopolamento o l’esagerato sfruttamento delle risorse.

(Gregory Bateson, Verso un’ecologia della mente, Ed. Adelphi, 1976)


Ecologia della mente | ecobiosistemica

domenica 29 marzo 2020

UE. Il canto usuraio delle sirene bancarie...

Clausole nulle conto corrente – Nullo anche il contratto mutuo

Serve immettere molte risorse e invece il Governo parla di ‘anticipare’ ai comuni i soldi che questi dovrebbero avere dallo stato a Maggio, come se i problemi sul tappeto fossero ordinari, mentre invece la produzione è ferma ( si perdono 150 miliardi al mese, oltre a quote di mercato difficilmente recuperabili), e le persone alla fame ( che siano dipendenti, autonome o senza lavoro) crescono esponenzialmente, più dei contagiati dal Covid19.
Conte e Gualtieri hanno parlato di Euro Bond o Corona Bond con cui l’Europa ci darà le risorse per evitare il disastro economico- finanziario che abbiamo all’orizzonte, ma Olanda e Germania hanno già detto di no, ed ora la Presidente, Ursula Gertrud von der Leyen, con buona pace di Conte, che convinse i M5S a darle i voti decisivi per eleggerla, si è uniformata al loro volere. La reazione del Governo è stata distaccata “Noi ci rimettiamo alle decisioni che verranno tra 14 giorni dalla riunione dei Capi di Stato".
Se si demandano le questioni ai capi di stato, si può prendere atto che l’UE è fallita, ma questo lo si vedrà poi con più calma (e con gli affabulatori dell’Euro e dell’UE dei banchieri che già oggi sono meno pimpanti di 15 giorni fa), quello che ora è più drammatico è che non ci sono proposte operative né programmatiche del Governo, ridottosi ad attendere quello che altri tra 14 gg decideranno.

L’UE delle banche ci è matrigna e nel migliore dei casi ci presterebbe il nostro denaro in cambio di onerose restituzioni e ulteriori rinunce alla nostra sovranità ed a beni immobili del demanio pubblico, come già sperimentato dalla Grecia.

Dal labirinto costruito dalla Troika (FMI. BCE, Commissione Europea) si esce solo liberandoci, al più presto, le gambe dalle pastoie dell'Euro e trovando poi la porta di uscita dalla UE delle banche.

Da subito occorre una moneta alternativa  che indennizzi persone e aziende e faccia ripartire la domanda interna, creando le condizioni per una rapida ripresa produttiva.


Le risorse pubbliche a disposizione vanno riconvertite sulle emergenze, tagliando le spese inutili e superflue (come quelle per le guerre e l’acquisto di armamenti).


I rapporti internazionali vanno ricalibrati mettendo al centro l’interesse dell’Italia e non quello dei banchieri e delle multinazionali che ci hanno portato in guerra contro i nostri migliori partner economici: Libia, Jugoslavia e Siria, e che ci hanno costretto a partecipare ad assedi e blocchi commerciali con chi prediligeva il nostro paese, i prodotti della nostra cultura, delle nostre industrie e dei nostri artigiani: Russia, Cuba e Venezuela.

Fernando Rossi 


senato.it - Scheda di attività di Fernando ROSSI - XV Legislatura

sabato 28 marzo 2020

Consigli utili per far fronte alla confusione e disinformazione sul coronavirus


Coronavirus, i comportamenti da seguire e i numeri verdi regionali ...

Avendo parecchi amici in difficoltà, sia perché hanno contratto il virus o perché ne sono terrorizzati e sono in stato confusionale per l’eccesso contraddittorio d’informazioni e disinformazioni, da troppo tempo dominante sui media, ho steso poche ma spero utili indicazioni per loro, che pongo a disposizione anche per voi. 

E’ essenziale in questo contesto d’emergenza, mantenere una minima capacità di analisi e discernimento, altrimenti si rischia di assumere comportamenti deleteri e aggravare le proprie condizioni di stress e depressione latente. 

Sulle modalità di contagio direi che l’atteggiamento più saggio sia ascoltare chi ha maturato molta esperienza in merito, cioè i cinesi, che per primi hanno affrontato l’epidemia (poi pandemia) e l’hanno praticamente debellata, salvo inevitabili riacutizzazioni occasionali e locali. Considerando che molti dei consigli che forniscono sono confermati dal premio Nobel per la medicina Luc Montagnier, virologo e biologo di fama mondiale, che ho seguito in diverse interviste video on line, comparando poi le sue affermazioni con quelle dei cinesi.

In primo luogo il virus si propaga in aria fino a 4 o 5 metri, quindi la distanza imposta in Occidente di 1 metro è assolutamente insufficiente. Per cui se vi recate nel vostro orto, giardino, ecc., non dovreste correre alcun pericolo.

Sulle modalità di propagazione del virus vige il caos assoluto, nel senso che anche chi non presenta alcun sintomo può essere un vettore inconsapevole, quindi tutti sono da considerarsi potenzialmente pericolosi, ecco perché l’unica prevenzione è il distanziamento e l’isolamento, per almeno un mese, non 14 giorni. In Cina hanno accertato che lo stato di pericolosità persiste ancora due settimane dopo che i sintomi sono scomparsi e apparentemente si è guariti, per cui se il periodo di quarantena iniziale era di 14 giorni occorrerebbe raddoppiarlo per essere effettivamente sicuri di non essere infetti e di non contagiare gli altri.

Il virus rimane in attività fino a 3 giorni circa su metalli e plastiche e altro materiale solido, ecco l’importanza dei guanti usa e getta, che vanno cambiati spesso e buttati nella spazzatura, mai portati in casa dopo l’uso e mai toccarsi il viso. Dopo di ché occorre lavarsi bene le mani con acqua e sapone. Anche i vestiti indossati per uscire di casa dovrebbero essere conservati isolati e lavati frequentemente.

Anche le mascherine, sulle quali si è detto di tutto e il suo contrario, i cinesi dicono che sono fondamentali, ovviamente quelle professionali, che impediscono al virus di fuoriuscire (se sei già infettato), e riduce molto il rischio di contrarlo se sono gli altri a essere infettati. Le mascherine che s’improvvisano a produrre anche a livello artigianale e amatoriale (buonismo imperante) non servono ad una beata mazza, è solo un effetto placebo. In Cina hanno riscontrato che tutti i medici e paramedici che ne erano provvisti (quelle professionali) si sono salvati, gli altri si sono infettati in altissimo numero con centinaia di vittime. I virus sono microscopici a tal punto che rispetto ai batteri sono paragonabili a un gommone da bambini rispetto a una portaerei. Per cui pensare di fermarli con una mascherina di tessuto è ridicolo.

La disinfezione dei luoghi può essere utile, ma occorre fare attenzione a cosa si usa, ci sono prodotti che sono più pericolosi del virus stesso, soprattutto per i soggetti sensibili, come coloro affetti da MCS (Sensibilità Chimica Multipla), coloro che patiscono particolarmente le sostanze chimiche, con reazioni devastanti, che sono molto più numerosi di quanto si pensi, in Italia sono centinaia di migliaia (spesso non sanno di esserlo e credono di avere solo delle allergie o intolleranze alimentari). In Italia alcuni amministratori disinformati hanno fatto ricorso alla candeggina in quantità industriali, finché l’ARPA e le altre istituzioni sanitarie li hanno fermati …

Occorre altresì tenere conto che non c’è un solo virus responsabile di questa pandemia, ma ne hanno individuati diversi, essendo mutageni e anche veloci nel trasformarsi, e ve ne sono alcuni piuttosto aggressivi e pericolosi. Quello che provoca vittime anche tra i giovani o non anziani e senza patologie pregresse, è altamente aggressivo, provoca polmoniti acute e difficilmente curabili, ma i sintomi sono specifici: rende la respirazione difficilissima, affannata, indebolisce moltissimo, provoca febbre a 40 gradi, tosse secca e ossessiva, ecc., ti riduce in condizioni talmente debilitanti che si fa fatica ad alzarsi dal letto per recarsi in bagno. E’ questo il virus che provoca la morte nel maggior numero dei casi dei soggetti sani.

Infine è molto utile assumere alti dosaggi di vitamina C, che non solo i cinesi ma anche Montagnier consigliano, perché fa da barriera al virus, essendo tra l’altro un potente antiossidente. I dosaggi consigliati vanno da un minimo di 1 gr. (1000 mg.) a scopo di prevenzione se si sta bene e si è protetti nella propria abitazione, fino a 6-12 gr. al giorno se si è a rischio o già infettati. La vitamina C deve essere assunta in forma naturale e non sintetica, se si vuole che sia ben accolta e assimilata dall’organismo e non dispersa vanamente.

E’ inoltre consigliabile assumere fitoterapici e fitocomplessi, per potenziare il sistema immunitario e depurare l’organismo, in combinazione sinergica.  Importantissimo, anche se in apparenza può sembrare banale come consiglio, respirare esclusivamente col naso, cioè non aprire mai la bocca. Il naso possiede molte barriere antivirus naturali, ecco perché conversare amabilmente, come si è fatto anche durante l’epidemia, è stato deleterio a livello collettivo, aumentando il numero dei contagi.

Spero di essere stato di qualche utilità.

Claudio Martinotti Doria

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