giovedì 28 febbraio 2013

Altra alternativa all'alternativa - Ed ora? La protesta ha vinto, è vero, ma chi ci governerà?



L’Italia, arrabbiata, ha scelto la protesta. Ma ora il Paese è ingovernabile. I mercati ci puniscono, l’Europa e il mondo dubitano di noi. 

Come uscirne? Proposte (inedite e persino irriverenti ) per tirarci fuori dai guai.

L’IMMENSA PALUDE STORICA DELLA POLITICA ITALIANA.

Come ci è dimostrato dall’ultima chiamata alle urne elettorali del 24 e 25 Febbraio 2013, l’elettorato ha vissuto uno squilibrio generato dalla confusione dell’informazione, manovrata di proposito da abilissimi giocolieri per indurre a sbagliare nell’affrontare decisioni importanti, di cui l’elezione dei propri rappresentanti Politici.

Sono sgomento e come me tantissimi Italiani che sognavano il cambiamento atteso da tanti anni, indifferentemente, sia con il Movimento 5 Stelle, del PD oppure del PDL, i quali inseguono in modi diversi un ideale Politico che si presume alla guida di persone competenti, al fine di migliorare il Paese e la qualità della vita dei cittadini, ma sono profondamente mortificato, amareggiato, illuso come tanti altri Italiani, nel constatare che una parte consistente dell’elettorato, proprio quelli che si lamentavano di continuo nel corso del tempo, posti di fronte alle scelte, hanno smarrito il senso del ragionamento, facendo proseguire il Paese nell’incognita e nella tradizionale ingovernabilità.

Quasi quasi ve lo siete cercato e opterei per il rinnovo del despota Mario Monti e tutta la sua clicca di Tirannosauri, che hanno creato un Regime di particolare incoscienza, seminando addizionali sofferenze e decessi, superando in un solo anno tutti i danni compiuti nei sessanta anni di vita della Repubblica.

IL PAESE GIUNTO ALL’APICE DELLA INGOVERNABILITA’. In un anno di Governo Mario Monti, come se avessimo subito una guerra con tante sofferenze e decessi soffocati dall’informazione. Migliaia di Ditte hanno chiuso definitivamente per fallimento, con gravi conseguenze per migliaia di lavoratori deprivati del lavoro e conseguentemente del necessario sostentamento. Molte famiglie hanno perso il capo famiglia in un gesto estremo dove sono sfumati tutti i sogni, speranze e sudori di una intera vita. Altri hanno persino ceduto l’abitazione a condizioni di realizzo per poter sopravvivere. In un solo anno il Paese è andato oltre i limiti di sopportazione umana, a causa di incapacità Politiche sostenute da incoscienti e i loro sostenitori.

Il Paese ha atteso per lungo tempo questo momento magico per poter eleggere i propri rappresentanti fidati e finalmente glorificare il cambiamento. Invece l’occasione si è rivelata non diversa dalle scelte Politiche precedenti, a causa di una falsa informazione Mediatica, falsi pronostici, dimostrando ancora una volta l’immaturità di una consistente parte del Popolo Italiano, incapace di cercare la verità, andando allo sbaraglio, votando senza le basilari informazioni sulle reali condizioni del Paese e sulle capacità dei candidati.
Ma non è tutto, penso con profonda amarezza a quei tanti esseri sconnessi con la realtà dei fatti, i quali hanno sostenuto Gianfranco Fini, Pierferdinando Casini, Tonino Di Pietro, Giannino, Pannella, la Lega la quale dopo essersi abbuffata di tutto punto, ha cambiato il giudizio su Roma Ladrona, e poi Ingroia il quale non è il solo ad abbandonare la Giustizia per arruolarsi in Politica, disperdendo milioni di voti che avrebbero potuto supportare maggiormente il Movimento Cinque Stelle, l’unico Movimento con una visione allargata sull’eliminazione della Politica di corruzione diffusa nel Paese.

Perché il PD e il PDL hanno perso la faccia e le possibilità di Governare?
Il risultato è sotto ai nostri occhi. Nonostante il supporto incondizionato dei pionieri della vecchia Politica per salvare la Poltrona, l’appoggio esterno dei Comunisti, dei Marxisti, dei Randagi, dei Capitalisti, dei Marziani, dei Lecchini, dei Giudici politicizzati in entrambi gli schieramenti, Pretori, Assessori, Consiglieri, Consulenti a migliaia, tutti confluiti nel PD per assicurare la vittoria del Partito, senza seguire il conto aritmetico dell’abbandono dei più saggi, la fuga  dall’inciucio Politico, i quali giustamente non intravvedevano nelle capacità dei candidati attuali, la forza risolutiva per sopprimere il marciume ben diffuso a livello Nazionale, di cui PD, PLD e recentemente con il Mario Monti, detengono i primati per i tanti danni interni e le ingiustizie contro i più deboli, generando rivendicazioni locali ed internazionali, unici responsabili del debito pubblico, dello Spread, della Crisi Italiana e della relativa recessione del Paese.

Maestri indiscussi nel diffondere il male per trionfare nei personali interessi, rilasciare risultati fasulli e bugie ad esclusivo scopo pubblicitario per riscuotere assensi, presentando erronee previsioni di successi a pagamento per favorire i  soliti arrampicatori, creando tantissime illusioni a vari livelli non soltanto nell’elettorato, ma ben oltre.
Anche Mario Monti era convinto di ritornare in auge per completare l’opera di demolizione del Paese e riscuotere i meriti dei suoi capi d’oltre confine, Corrado Passera il Banchiere che non intende farsi da parte e si sente già Presidente, Romano Prodi il grande colpevole dell’Euro e firmatario dell’atto di sottomissione dell’Italia all’Europa, pensa già di sostituire Giorgio Napolitano alla Presidenza della Repubblica, Giorgio Squinzi dell’Industria invoca la crescita, come se fosse una pianta di fagioli, dove gli elementi principali della crescita sono gratuiti: il sole e l’acqua, ma nessuno intende mettere il dito nella piaga causata dal marciume che sovrasta il Paese.

PER TIRARCI FUORI DAI GUAI è bene ricordarlo ed eventualmente sottolinearlo, non ci sarà ripresa se prima i responsabili della Politica non intendono risolvere tutti i problemi soffocati dall’informazione, scandali impuniti che riguardano in prima persona il riassetto della funzione Giustizia.

Uno dei pochi, anzi pochissimi personaggi puliti nel PD, il quale si era reso conto della realtà della nostra situazione Paese, Matteo Renzi, con le sue competenze e il suo carisma, era riuscito a convincere anche i più accaniti oppositori del grande fallimento Pidiessino, incluso tanti sostenitori del PDL, ma il virus destabilizzante dei vermi della vecchia politica incollati alle poltrone, hanno infettato il futuro del Partito oramai alla deriva, eliminando Matteo Renzi dalla possibilità di raggiungere la Presidenza del Partito e la Presidenza del Paese.
Oggi l’Italia si trova ad un bivio molto più delicato dei risultati delle elezioni, la Mafia Istituzionalizzata diffusa nel Paese con le salde redini della speculazione e la possibilità di far retrocedere la  Nazione dal contesto Europeo, continuando a manovrare i cittadini come greggi di pecore, di cui tutto possono in nome del Potere.
Tanti scandali vecchi e nuovi ancora irrisolti e tanta pressione effettuata dai galli, polli e mezze galline arrivate in posizioni di comando, continuando con i loro loschi giochi sino al fallimento finale.

Come primo obiettivo per un riordino delle Politiche Sociali, bisognerebbe cancellare tutto l’operato effettuato dal Governo provvisorio di Mario Monti e ripresentarlo alla risoluzione di persone più competenti in materia.

I MERCATI CI PUNISCONO E FANNO BENE. Fra gli scandali che incrociano il Paese a vari livelli, ve ne uno di grande portata che intreccia la Politica e la Chiesa, senza rispetto verso i cittadini e l’incoscienza di presentarsi come rappresentanti terreni di quel Dio adoperato, sfruttato, per centrare maggiormente i propri interessi.

Dal 1972 al 1992 per decreto legge emesso da Giovanni Leone (considerato l'uomo degli scandali, poi obbligato a dimettersi), allora Presidente della DC, tutti i lavoratori Italiani furono derubati di una tassa addizionale inizialmente programmata per la creazione di un Fondo GESCAL che avrebbe permesso allo Stato di raccogliere miliardi con la scusa di fabbricare case popolari per i bisognosi.

Fu rafforzato l'Ente denominato IACP, nel quale furono incamerati una parte di questi soldi e iniziarono a costruire case a costi superiori al valore di mercato, per far fronte al tradizionale supporto della corruzione Politica Italiana.

In quanto al resto dei soldi, la parte più consistente della torta, si trattava di migliaia di miliardi, non si sa che fine abbiano fatto. Nel frattempo molti Politici sono diventati ricchissimi. Pare che la DC, o chi per lei, disponesse di molti Palazzi in SvizzeraPare che il Presidente Moro, in poco tempo divenne miliardario, ma non riuscì a portarsi dietro la sua fortuna, eliminato ante tempo dalle Brigate Rosse.
Bisognerebbe chiedere alla DC, ai Sindacati e ai Governi ombra di allora, i quali Governarono il Paese per tanti anni, , come nacque il pentolone senza fondo che diede origine al penoso debito Pubblico Nazionale sempre crescente.
Terminate le costruzioni nel 1975, lo IACP iniziò ad assegnare le case alle famiglie a condizioni di riscatto, in modo che l'Ente rientrasse nei soldi della costruzione attraverso i mutui Bancari. Il colpo di scena, i documenti relativi al riscatto non sono mai arrivati, malgrado proteste e ricorsi alle Autorità superiori. Nessuno risponde. Legge del silenzio per non cascare nell'inganno. Intanto i Condomini pagavano le bollette mensili gonfiate, deprivati persino dei servizi fatturati e mai goduti, il tutto per mantenere una Piramide di corrotti e corruttori al servizio del Partito.

Nel 2001 lo IACP viene sostituito in gran segreto dall'ALER, cancellando ogni precedente accordo con gli inquilini. L'ALER subentra come dipendenza della Regione Lombardia amministrata da rappresentanti della Chiesa Cattolica Cristiana, la quale con la forza si impadronisce delle case già pagate oltre dodici volte il valore originale, sottraendo sia i soldi iniziali versati dai lavoratori alla GESCAL, sia i pagamenti versati dagli inquilini per oltre 37 anni: le case diventano proprietà del Partito di Comunione e Liberazione.
L'ALER, come dipendenza della Regione Lombardia, Governata da  Roberto Formigoni dal 1995 sino al 2012, apparente autore del colpo mancino del millennio, rappresentante del Partito della Chiesa “Comunione e Liberazione” il tutto soffocato per anni dall’informazione, minacciando di sfratto tutte le famiglie che non sottostanno a pressioni e soprusi imposti dal sistema, con l'appoggio dei Sindacati e dei Politici a libro paga.
Il caso non fu mai risolto nonostante i vari cambi di Governo. Uno scandalo di grandi proporzioni di cui non tutti sono informati, e fu riportato all'attenzione dell'opinione pubblica mondiale come uno dei tanti reati impuniti dello Stato Italiano.

L’EUROPA E IL MONDO SONO CONTRO DI NOI, a causa di malfattori impuniti i quali  mettono a repentaglio il Paese e il Cattolicesimo con danni di gran lunga maggiori dei loro sporchi affari.

Molti cittadini sono andati a votare senza conoscere quanta porcheria si nasconde sotto al tappeto e dentro agli armadi di quelle stesse persone di cui l’elettorato ha concesso la fiducia, e poi si pretende di navigare in acque calme con un transatlantico Italicus destinato all’arrembaggio perché sino ad oggi, Governato da anime putride.
Attualmente la Nazione oltre alla Crisi, paga le conseguenze dei tanti furbetti impuniti, con una recessione causata da diversi decenni di Sciacallaggio Politico e Spirituale.
Tutti coloro che hanno sprecato i tanti anni nello studio delle Filosofie Politiche ed Economiche, ahimé, dovranno ritornare a scuola per imparare:
(1) La Scienza sulla Equità Sociale, responsabile della crisi e la necessità pressante nella riduzione delle disuguaglianze,
(2) La Scienza sulla Divinità della Natura, abbandonando tutte quelle filosofie astratte sulla rappresentazione terrena del Regno dei Cieli,
(3) La Scienza sull’Equità Fiscale, con una riduzione del Cuneo Fiscale per generare movimento e ritornare a produrre, fissare un tetto sul prelievo Fiscale attualmente raggirato con tasse dirette, indirette, contributi, imposte, timbri, bolli, regalie, multe, accise, IVA, IRPEF, e diavolerie varie all’infinito, per mantenere una Casta di privilegiati,
(4) La Scienza sull’Equità Intergenerazionale, l’uscita dal lavoro, il Sistema Pensionistico con le pensioni di morte lenta e quelle d’oro, liberare il campo a 60/65 anni per l’introduzione dei Giovani nel mondo del Lavoro,
(5) La Scienza sull’Equità della Giustizia, creare un Ente di controllo per la ricezione delle segnalazioni su fatti e  argomenti relativi alla mala Giustizia di cui l’Italia è maledettamente indietro,
(6) La Scienza sui costi della Politica, proporzionandoli al Prodotto Interno Lordo,
(7) La Scienza sulle abitazioni, sottraendole dal conteggio del PIL, responsabile di aver gonfiato i prezzi per nascondere la decrescita produttiva del Paese,
(8) La Scienza sui Monopoli di Stato, tutti fallimentari, nonostante l’applicazione dei costi superiori alle medie mondiali,
(9) La Scienza nell’Istituzione Sanitaria Nazionale, gestita dalla Politica con l’affondo della mano lunga dei Partiti Politici,
(10) La Scienza nella Ricerca & Sviluppo completamente bocciata dalla Politica, degradando il Paese,
(11) La Scienza nella Scuola, oggetto di speculazioni Politiche a danno del futuro dei Giovani,
(12) La Scienza delle Banche, divenute Istituzioni del malaffare, meglio creare Cooperative di Investimento per lo sviluppo del lavoro con partecipazione agli utili sull’impresa,
(13) La Scienza della Medicina, formulata sulla vendita di Medicinali, Visite Mediche e Esami di Laboratorio, mentre i problemi riscontrati sono spesso di natura collaterale,
(14) La Scienza sull’Inquinamento dell’aria e degli alimenti,
(15) La Scienza sulla Morale e la Felicità dei Cittadini.
(16) La Scienza della Corruzione, unica scienza ben sviluppata in Italia.

Anthony Ceresa

mercoledì 27 febbraio 2013

Strategie e tattiche del nuovo partito comunista italiano per portare le masse popolari al governo

Foto di Gustavo Piccinini



Comunicato Stampa del 26 febbraio 2013

Le elezioni hanno creato un terreno più favorevole alla mobilitazione e
all’organizzazione delle masse popolari: sta a noi comunisti sfruttarlo!

Le masse popolari organizzate possono trasformare il nostro paese!
Nessuna potenza al mondo è in grado di impedirlo!

Avanzando nella lotta nel nostro paese mostreremo e apriremo la strada anche
alle masse popolari del resto del mondo!

L’esito delle elezioni politiche nazionali del 24 e 25 febbraio conferma che i
vertici della Repubblica Pontificia e con loro quelli della UE hanno sempre
più difficoltà a dirigere le masse popolari, la loro egemonia continua a
calare. Lo confermano il successo della lista Movimento 5 Stelle - Beppe
Grillo (quasi 8.7 milioni di voti) e l’aumento del numero degli astenuti
(passati da 9.2 milioni nel 2008 a 11.6 milioni nelle elezioni attuali).
Le stesse elezioni e le contemporanee dimissioni di Ratzinger hanno reso
manifesto che crescono i contrasti in seno ai vertici della Repubblica
Pontificia, in seno alla Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti
europei, americani e sionisti, perfino nella Corte Pontificia. Costituire un
governo più autorevole della giunta Monti-Napolitano sarà per loro
un’operazione molto difficile. I gruppi imperialisti che si oppongono al
rafforzamento dell’Unione Europea hanno trovato nella banda Berlusconi
un’abile rappresentanza. La Corte Pontificia per un certo periodo non potrà
esercitare pienamente la sua autorità. Monti e Bersani aspirano entrambi ad
assumere la direzione politica del paese a nome dei gruppi imperialisti
filoeuropei. Questi contrasti intralceranno la formazione di un nuovo governo
che operi efficacemente per prolungare la vita del sistema imperialista
mondiale e quindi aggravi lo sfruttamento delle masse popolari e acceleri la
devastazione e il saccheggio del nostro paese.

Con le elezioni si è creato un contesto di cui noi comunisti possiamo e
dobbiamo approfittare per estendere e rafforzare l’organizzazione delle masse
popolari ed elevare la loro coscienza politica fino a fare proprio l’obiettivo
di costituire un loro governo d’emergenza.

Dobbiamo moltiplicare il numero delle organizzazioni operaie e popolari,
favorire il coordinamento territoriale e tematico delle OO e OP, unirle
nell’obiettivo di costituire il Governo di Blocco Popolare, mobilitarle
- a prendere da subito provvedimenti sia pure parziali e provvisori almeno
contro gli affetti più gravi della crisi del capitalismo (tenere aperte le
aziende, aprirne di nuove, sviluppare e migliorare i servizi pubblici,
impiegare ogni adulto in un lavoro utile e dignitoso, ecc.),
- a convincere con le buone o le cattive le autorità delle amministrazioni
locali a mettere il loro prestigio e le loro risorse a disposizione di
quest’opera e le banche a fare i crediti necessari: la preoccupazione dei
governi e delle istituzioni dell’UE per l’esito delle elezioni italiane ha
confermato che noi abbiamo nelle nostre mani una formidabile arma di pressione
nei confronti del loro sistema monetario e finanziario,
- a indurre con le buone o le cattive gli esponenti delle organizzazioni
sindacali e della società civile a collaborare alla loro impresa.


Solo le masse popolari organizzate sono in grado di porre fine alla catastrofe
in cui la borghesia imperialista e il clero hanno portato il nostro paese. Il
successo della lista M5S ha creato un nuovo fattore importante per sviluppare
la mobilitazione e l’organizzazione delle masse popolari, un fattore che in
larga misura dipende dalla via che prenderanno individualmente e nel loro
complesso i 162 deputati e senatori della lista.


Noi comunisti dobbiamo fare tutto quello di cui siamo capaci perché gli eletti
della lista M5S non cedano ai tentativi di arruolarli che certamente faranno i
vertici della Repubblica Pontificia (sia la banda Berlusconi sia l’accoppiata
Bersani-Monti). Gli eletti della lista M5S devono assolutamente evitare
l’errore di credere di poter cambiare loro il paese inserendosi, sia pure con
intelligenza e buona volontà, nelle alte sfere dell’Amministrazione della
Repubblica Pontificia. È questa la linea fallimentare che per ingenuità,
opportunismo o cinica macchinazione hanno preso esponenti e partiti della
sinistra borghese che “la forza delle cose” ha poi costretto a diventare
destra moderata, a subire l’egemonia della destra borghese come hanno
chiaramente dimostrato i governi di centro-sinistra. Bando alle illusioni che
un governo (o un’opposizione) senza la mobilitazione delle masse popolari
organizzate a cambiare la propria condizione (il sistema di relazioni sociali
in cui svolgono la loro vita), abbia la capacità e la forza necessarie per
cambiare una società ricca di relazioni e di risorse come l’attuale società
dei paesi imperialisti.

Gli eletti della lista M5S sono in grado di essere un importante motore della
trasformazione se e solo se mettono in moto le masse popolari e in primo luogo
gli operai, se diventano promotori della mobilitazione e dell’organizzazione
degli operai e degli altri elementi delle masse popolari, se svolgeranno la
parte principale della loro opera non nel Palazzo, ma nel paese, sul terreno,
tra le masse popolari. Questo va loro chiesto, questo devono proporsi, su
questo saranno valutati e giudicati: questo è nel futuro immediato il loro
ruolo sociale e personale. Per svolgere questo compito, non occorre essere già
comunisti, avere già assimilato la concezione comunista del mondo: per
costituire e far costituire OO e OP non occorre essere comunisti.

Gli eletti della lista M5S devono usare tutte le risorse che la loro nuova
posizione consente loro e quelle di cui sono capaci di appropriarsi (senza
riguardi per una legalità di cui le Autorità della Repubblica Pontificia si
fanno beffe benché l’abbiano elaborata esse stesse su misura dei loro
interessi e privilegi)
 principalmente per mobilitare, organizzare e orientare la classe operaia (OO)
e il resto delle masse popolari (OP), appoggiare le loro iniziative per far
fronte alla crisi del capitalismo, dare forza e sviluppo ad esse;
in secondo luogo per intralciare, ostacolare, paralizzare, smascherare,
denunciare l’attività del governo dei vertici della Repubblica Pontificia,
della sua Amministrazione Pubblica, della Chiesa Cattolica, dell’Unione
Europea, della NATO e dell’Amministrazione USA.

Se si dedicheranno a quest’opera gli eletti della lista M5S costituiranno una
grande forza e adempiranno a un compito storico. Altrimenti finiranno come gli
altri esponenti della sinistra borghese.

Verso gli eletti delle altre liste (SEL, PD, ecc.) che in qualche modo si
dichiarano “amici del popolo” come verso i candidati delle liste che non hanno
avuto eletti (Ingroia, PCL, ecc.), noi dobbiamo non essere settari. Dobbiamo
semplicemente chiedere loro di concorrere agli stessi compiti che indichiamo
agli eletti del M5S, con tutta l’autorità, le relazioni, le conoscenze e i
mezzi di cui dispongono. Quando si sa dove andare, non si è o è facile
smettere di essere settari e si diventa capaci di raccogliere il meglio di
quello che ognuno può dare.

Per sviluppare la nostra impresa noi comunisti possiamo e dobbiamo certamente
contare sulle contraddizioni in seno alla Comunità Internazionale dei gruppi
imperialisti europei, americani, sionisti. Queste contraddizioni si
aggraveranno perché, a grandi linee, la crisi del capitalismo consiste proprio
nel fatto che “lo spazio disponibile per l’accumulazione di capitale non basta
per tutti i capitalisti”. Quindi, oltre a spremere e dissanguare le masse
popolari, saccheggiare la Terra, ecc., i gruppi imperialisti si scontreranno
tra loro per decidere chi di loro sopravvivrà e chi cadrà. Lo scontro
inevitabilmente si svilupperà come formazione di coalizioni di Stati che si
scaglieranno una contro l’altra. Quali coalizioni? Saranno dettate o anche
solo rese possibili da una serie di fattori storici (condizioni politiche,
sociali, culturali, economiche, ecc. ereditate dalla storia) e soggettivi
(giudizi, valutazioni, calcoli, ecc.). Le coalizioni non sono ancora schierate
in modo netto, ma questa tendenza è inevitabile. La può arrestare solo la
rivoluzione socialista sviluppandosi negli stessi paesi imperialisti. Anche
per questo il primo paese imperialista che spezzerà le catene della Comunità
Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani, sionisti, indicherà
e aprirà la strada anche per le masse popolari degli altri paesi.

Quanto a noi comunisti, il fattore decisivo è che elaboriamo la scienza della
lotta di classe ad un livello adeguato al compito che dobbiamo svolgere per
marciare verso l’obiettivo dell’instaurazione del socialismo, cioè per
promuovere la trasformazione che l’umanità deve compiere. Questo obiettivo è
definito dai presupposti del futuro presenti nello stato attuale della
società, presupposti che scopre chi analizza lo stato presente della società
con la filosofia della storia (materialismo storico) e la filosofia della
conoscenza (materialismo dialettico) che il movimento comunista ha elaborato.
Il movimento comunista non ha finora instaurato il socialismo in alcun paese
imperialista (quindi il PCI non ha instaurato il socialismo in Italia) perché
i dirigenti non hanno elaborato l’esperienza della lotta di classe fino ad
avere una conoscenza delle sue condizioni, forme e risultati che fosse
adeguata al ruolo che il movimento comunista cosciente e organizzato deve
svolgere. Il collo della bottiglia non sono le masse popolari, ma i dirigenti
comunisti.

Quelli che rifiutano di elaborare la scienza della lotta di classe, anche se
si dicono comunisti e fanno parte di organizzazioni che si proclamano
comuniste, di fatto sono al di fuori di quella che sarà la corrente principale
del movimento comunista. Già ora rifiutano di trarre lezione dall’esperienza
del corso principale del movimento comunista, da cui noi comunisti deriviamo
la nostra concezione e che ci serve per elaborare la nostra scienza.
La causa principale della sterilità degli sforzi della sinistra borghese non
sta nella mancanza di buona volontà o di impegno morale o di intelligenza
individuale. Sta nel fatto che per sua natura essa nega il comunismo,
l’esperienza storica della prima ondata della rivoluzione proletaria, il
socialismo come illustrato da Marx e da Engels.

La sinistra borghese è per un mondo diverso da quello attuale, ma è contro il
comunismo. Certo, rifiuta il comunismo in nome dei cambiamenti che la società
borghese ha fatto dai tempi di Marx ed Engels, ma trascura il fatto decisivo
che alla sua base ancora oggi resta l’impresa capitalista che produce beni e
servizi per fare profitti. La sinistra borghese è per un mondo nuovo, per un
mondo migliore, i più di sinistra addirittura per un mondo anticapitalista. Ma
è contro il socialismo e il comunismo come illustrati da Marx ed Engels e come
“realizzati” (ognuno nelle sue condizioni particolari di luogo e tempo) da
Lenin, Stalin e Mao. Gli esponenti della sinistra borghese sfoggiano una
grande cultura, ma in realtà sono come chi volesse costruire una grande
industria chimica, ma rifiutasse i principi base della chimica con la scusa
che sono stati elaborati duecento anni fa.

Il cuore del socialismo consiste nel sostituire alla produzione di beni e
servizi fatta da aziende capitaliste per valorizzare il capitale, la
produzione di beni e servizi fatta da agenzie pubbliche per soddisfare i
bisogni della popolazione. Questa è la base che permette di realizzare tutto
il resto: l’accesso universale alle attività specificamente umane, la
riduzione del tempo di lavoro universalmente obbligatorio, il rispetto e il
miglioramento dell’ambiente naturale, ecc. Facendo fronte da subito sia pure
con provvedimento provvisori e d’emergenza ai misfatti della borghesia e del
clero, le masse popolari organizzate impareranno a fare il socialismo. Sarà
una grande scuola pratica di comunismo che determinerà la rinascita del
movimento comunista e l’instaurazione del socialismo.
Le elezioni hanno creato un contesto più favorevole per realizzare la nostra
grande impresa. Dobbiamo lanciarci senza riserve in questa impresa e
mobilitare in essa a schiere sempre più larghe tutti gli elementi avanzati che
si formano nel corso dell’impresa stessa.

Trasformare in organizzazione degli operai (OO) e delle masse popolari (OP) la
fiducia e le attese che la campagna elettorale del Movimento 5 Stelle - Beppe
Grillo ha suscitato su larga scala e che il suo successo ha rafforzato!

L’Italia è un paese abbastanza grande per sovvertire la cappa dell’Unione
Europea e spezzare le catene dell’euro senza legare le sue sorti al declino
dell’impero americano!

Avanti nella mobilitazione e organizzazione della classe operaia e delle masse
popolari!

Avanti nell’assimilazione e applicazione della concezione comunista del mondo!

Osare lottare! Osare vincere!

Nuovo Partito Comunista Italiano - nuovopci@no-log.org

martedì 26 febbraio 2013

Altra analisi del voto di febbraio.. quella tutta da ridere



Quello che mi piace è poter guardare i risultati con il distacco di chi non si sente intimamente legato a nessuno degli schieramenti, o dei partiti presenti nel circo elettorale. Occhio disincantato, quindi.

Dunque.
Uno ha vinto, unico.
Uno ha pareggiato in trasferta.
Tutti gli altri hanno perso.
Sarà interessante innanzi tutto contare quanti, tra astenuti, voti cosiddetti “di protesta” (che poi di protesta non sono: sono antisistema), schede bianche, schede nulle ci siano in totale. A questi bisognerà aggiungere anche quelli che si sono rifiutati di votare e lo hanno fatto mettere a verbale. Una cosa è certa, facendo i conti della serva: 75% alla grande di votanti; meno i cosiddetti antisistema che sono il 25%; meno le schede bianche , le nulle ecc. ecc. si arriva a meno del 50%. Un italiano su due, in un periodo di crisi, ha voltato le spalle al Patto Sociale. Repubblica di Weimar. Con quello che ne seguì.

Un’altra considerazione: nel festival dell’astensionismo e del rifiuto, i votanti per le “regionali” sono un po’ di più di quelli che hanno votato per il governo centrale. Indicativo. Non è ancora il rifiuto totale del sistema (anche se ci stiamo avvicinando a rapidi passi), ma è la nausea del potere romano. Inizio della fine, C.V.D.

E veniamo prima di tutto agli sconfitti.

Brilla Bersani, fra i perdenti. Già dopo gli exit pool sembrava di sentire il rumore del lambrusco rosso frizzante stappato. Convinto di vincere, con la faccia fintamente seria ed umile, è andato però via via incupendosi, conscio dei sondaggi (quelli veri, non quelli dati dai giornali-linguetta). Sarà incaricato di formare il governo, cosa che farà per libido di potere. Non capisce. Ma già all’interno del partito trinariciuto è cominciata la resa dei conti. Finirà come Prodi, notoriamente fatto fuori dai suoi. E Renzi sta affilando denti, zanne, e coltelli, pronto a prendere quel posto di guida che, se lo avesse avuto prima avrebbe mantenuto quel 40% di cui i linguettuti giornalisti gratificavano il PD. Delusione talmente palpabile da far dire ad uno sprovveduto PD che “così bisogna andare a nuove elezioni”. Grecia incombente.

Il flop più elegante e fragoroso è stato quello di Mario varesotto Monti. Ricordo un detto che girava a Milano, dipinto sui gabinetti pubblici: “si credette un Cesare e non fu che un Vespasiano”. L’arroganza non paga. La spocchia non paga. L’asservimento a poteri forti (Goldman Sachs) non paga. Ha creduto che la Politica si possa gestire solo con l’Economia. Non è vero. E non è doppiamente vero se l’Economia imposta è aberrante, compulsiva, non diretta al bene del Popolo, ma solo ossequiente a voleri extra nazionali, a principi sbagliati, a mancanza di buon senso comune.

Altro sconfitto è il grazioso Vendola. Pensava di aggregare solo con frasi rimasticate la vecchia base comunista, senza rendersi conto che oggi i proletari oggi ragionano come proprietari di casa (magari col mutuo), proprietari di un’automobile, e desiderosi di farsi almeno una settimana in una pensioncina al mare. Non so perché ma mi ricorda una vecchia settantenne che veste ancora con la minigonna. Patetico.

Maroni è la reclame dell’ego. Progetti? Ma per favore! Vuole solo sedersi sulla poltrona di Formigoni, e dire “il padrone sono me”. Ricordate la secessione? La Devolution? Il federalismo fiscale? Cosa è riuscita a concludere la Lega? Nulla? Risposta esatta. Tempo tre anni e la Lombardia a guida leghista farà la fine del Lazio. Guardia di Finanza allertata. Da tempo. I voti erano il 10% ed ora sono circa il 4%. Bravi! Così si vince!

Ingoia (od Ingroia?). E’ comiciato male, è durato poco ed è finito nel nulla. Non meriterebbe neppure di essere ignorato. E poi, absit injuria verbis, ha l’aspetto del menagramo. Torni in Guatemala, ove clima, mare e fanciulle sono accattivanti, anche per uno come lui.

Giannino. Pensava di essere al cabaret, con Cochi e Renato o Ale e Franz. E’ scivolato su una stupida manifestazione di megalomania. Annullato.

Saporì. Il nulla politico, condito da snobismo di casta. In altri tempi lo si sarebbe definito un radical chic. Inutile e credibile come un quadro astratto. Pussa via. Sciò.

Pannella: povero vecchio illuso e romantico. Non può fare neppure più il buffone di corte. Senilità politica e non solo.

Fini, Casini…. Chi erano? Chi se ne ricorda?

E veniamo a chi ha pareggiato, pur giocando in trasferta.

Berlusconi. La cosa che mi pace del Silvio è che sia il padrone del Milan (Bilan). Ed io sono un Interista per grazia di dio, tifoso, non oggettivo, e non ammetto contradditori. Un tanto per far capire come la penso sul Cainano (non è un errore di battitura).
Però devo dargli atto che il PdL partiva da un 12/15% quando annunciò il passo indietro; con una campagna elettorale degna di un mercante di Honk Kong che cerca di vendervi un vero Ming, promettendo questo mondo e quell’altro, ha avuto il merito di convogliare su di sé (Alfano è un desaparecido) il timore degli Italiani timorosi del cambiamento, gli Italiani adagiati sul quieto vivere, gli Italiani che hanno ancora buchi da usare sulla cintura. Ora però Berlusconi stupido non è: come sa usare il linguaggio mediatico, così come obbiettivo aveva quello di raggiungere l’ingovernabilità. Per poi a breve ripresentarsi come l’unto, come colui che cammina sulle acque e poter dire: “io sono il salvatore”. Obbiettivo raggiunto, bisogna dargliene atto.

E veniamo all’unico vincitore: Grillo. Aveva capito che la gente comincia a capire. Non è poco. In più il suo “non aver programmi” (come dicevano gli impauriti concorrenti) era ed è una balla nucleare. E, badate bene, non è il programma scritto che conta. Su quello si può discutere, anche se molte delle cose che dicono i 5 stelle non si inquadrano nei voleri della casta. Ma quello che la gente ha capito è il cambiamento del Patto Sociale che informa il progetto del Ligure: più essere Umano, meno consumismo. E buon senso. Inaccettabile per una società che sta morendo rotolandosi negli spasmi di un mondo avvinghiato solo al vitello d’oro.

Ora Grillo ha un compito importante: tenere il gruppo unito ed evitare che si romanizzi. Altrimenti rischia l’implosione.

Occhio a nuove elezioni. Per la casta sarebbe meglio una pistolettata alla tempia.
Occhio alle “grandi coalizioni”: farebbero schizzare Grillo al 40/50%.

E allora?

Questa è la democrazia gente. Godetevela.

Io rido.

Fabrizio Belloni

lunedì 25 febbraio 2013

Roma - Basta auto, sui 7 colli si gira meglio su due ruote a motrice umana



Il 22 febbraio, in piazza S. Giovanni a Roma, il candidato alla regione Lazio per M5S ha detto  "Vendiamo tutte le auto blu, ANDIAMO tutti in bici, pensate a Storace e Zingaretti in bicicletta!!!" e tra i ciclisti romani si è avviato un dibattito. Al punto 6 del programma del M5S c'è il tema della mobilità e prevede alcuni provvedimenti per la mobilità ciclistica.
Secondo una recente indagine svolta a Roma, il 47% degli intervistati non usa la bici per paura.

Purtroppo, a Roma, la paura è dentro la mobilità.

Perchè la Regione Lazio è fortemente squilibrata da una Roma che – con la metà dei residenti regionali; con un consistente pendolarismo; con la funzione di capitale d’Italia; con la sua appartenenza alla Umanità per la ricchezza di bellezze uniche al mondo – non ha una “convivenza civile” perchè ha, consolidata da anni, “la emergenza da traffico e da mobilità” (DPCM 4.8.2006; OPCM n. 3543 del 26.9.2006).

URGE equilibrare Roma, farla tornare “normale”, civile, umana, stroncando la violenza sulle sue strade e ridare valore alla Vita, al rispetto della dignità e dei diritti, alla uguaglianza e solidarietà (meglio se fraternità) di chi si muove.

Volevamo (in tanti) dire a tutti i volontari candidati (a vario titolo) ai posti di amministratori politici della regione Lazio che quello della “Mobilità fondata sulla “convivenza civile” prodotta dalla educazione alla “sicurezza stradale” è "il Problema" da risolvere con urgenza.

Non ci siamo riusciti prima delle votazioni.
Lo facciamo adesso perché .......... non è mai troppo tardi.

Ricordiamo che 23 anni fa, il 16 febbraio 1990, il Lazio si dotava di una Legge (L.R. 16.2.1990, n. 13, su B.U. n. 7/10 marzo 1990) per “Interventi regionali per favorire lo sviluppo del trasporto ciclistico” ......... “al fine di agevolare il traffico ciclistico, nonché‚ per lo sviluppo dell'uso della bicicletta quale mezzo di trasporto alternativo al mezzo automobilistico privato. (Art. 1)”. Legge che rispettava l’autonoma decisione degli EE.LL:
“Art. 3.- 1. Nella progettazione di nuove strade comunali, vicinali e provinciali, devono essere previste piste ciclabili, distinte dalla carreggiata, conformi alle normative tecniche deliberate dalla Giunta regionale entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.”  E stabiliva, all’Art. 4, che “i nuovi strumenti urbanistici comunali o le varianti di quelle vigenti devono prevedere sedi viabili proprie dedicate al traffico ciclistico in contiguità alle strutture viarie e finalizzate alla costituzione di una rete di percorsi che consentano, in condizioni di sicurezza, la più ampia mobilità, degli utenti, particolarmente nell'ambito dei centri abitati.”
Legge che non ha funzionato.  

Non ha funzionato perché doveva stroncare la “speculazione edilizia”, cavallo di battaglia dei palazzinari. Non ha funzionato perché oltre il 90% degli EE.LL., nei loro progetti di manutenzione straordinaria delle strade, hanno ignorato, ignorano e – se non verranno stroncati – continueranno ad ignorare la manutenzione dei marciapiedi. Perchè la strada, bene comune, deve essere resa usufruibile – con pari diritti e dignità – dalla mobilità pedonale (marciapiedi civili e sicuri, dissequestrando tutti quelli utilizzati da un uso distorto che penalizza gravemente i diritti dei pedoni), dalla mobilità ciclistica (rete di n. x  km. di vere “piste ciclabili”, secondo la norma e sicura; cancellando tutti gli obbrobri e le deroghe esistenti) e dalla mobilità del TPL (su quelle “corsie riservate” che, ininterrotte dalla partenza all’arrivo, garantiscono e rendono credibile la positiva differenza dell’uso del TPL su quello privato; cancellando dal vocabolario il termine “piste riservate” che indicano dei pezzettini di strada “riservata”: a chi? ).

Concludendo.
La norma c’è – L.R. n. 13/1990 –  basta applicarla e farla applicare, con la necessaria volontà politica, la serietà e la credibilità usando, se necessario, lo strumento degli incentivi ai virtuosi e disincentivi ai non virtuosi.

Stroncando, sul nascere, l’uso dei tempi burocratici. Tenendo ben saldi le redini del buon amministratore.
Accanto a questa norma regionale, ripeto, di immediata applicazione, copiare e rendere norma il Decreto del 30 luglio 2008 del Municipio di Parigi con il quale venne introdotta a Parigi, in tutte le Z30 della città e su tutte le strade con circolazione a senso unico, la circolazione delle bici in senso contrario. Era fissata l’ultimazione dell’opera entro il 30 luglio 2010; venne completata prima del termine: metà di luglio 2010.

Copiate Parigi anche per quanto riguarda il vero ed efficiente servizio di “Bike sharing” che in soli 6 anni (al 14 luglio 2013) – insieme all’incentivo all’acquisto di biciclette – ha rivoluzionato la mobilità e la vivibilità in quella città (che dal 1957 è gemellata con Roma).

Chiunque condivide questa rappresentazione, la può divulgare utilizzando i propri strumenti informativi a sua disponibilità.

Cordialmente.

Vito Nicola De Russis
n.q. presidente Associazione Diritti Pedoni – ADP
membro del CRC – Coordinamento Roma Ciclabile