sabato 31 dicembre 2022

Finestra spazio-temporale aperta...




Caro Paolo, per iniziare il nuovo anno in bellezza, ho pensato di raccogliere alcune tue "citazioni" da me conservate nel corso di questi anni in cui abbiamo mantenuto un solido e vivace scambio epistolare! La ricchezza di ogni giorno si manifesta anche in tutti quei pensieri e parole che siamo in grado di offrire a tutti coloro con i quali condividiamo il momento presente, quell'attimo tangibile sussurrato dalla dimensione umana, tra Cielo e Terra! Auguri a te e a tutti i lettori del Giornaletto di Saul. 

Antonella Padicelli







Mia rispostina - Cara Antonella, amica mia, mi piace che possiamo chiamarci confidenzialmente per nome, ricordando qualcosa del nostro vissuto. Il mome è importante. Il nome fa parte del destino che ci portiamo appresso. Pensa che da ragazzo, quando abitavo a Verona, rifiutavo il mio nome Paolo perché pensavo che significasse "piccolo", mi facevo chiamre “Max”. Poi all'età, di 29 anni, allorchè incontrai il mio Guru, fui ribattezzato Paolo... Lui mi chiamava così. Ci ho messo tanti anni a capire il vero! Tutto passa attraverso il nome è per questo che il mantra ha una così grande forza, quando si ripete OM NAMAH SHIVAYA si evoca il nome più intimo, il nome del Sé. E so che anche a te piace...

Raccolta di cicche a Calcata - "Carissima Antonella, ti ricordi un altro giro di giostra di Terzani? Sembra di andare avanti così giorno per giorno con le cose che succedono senza sapere né perché né come... Un passo dopo l'altro, giornate che finiscono appena cominciate, pensieri arruffati ed allo stesso tempo indifferenza, distacco. Stasera mi sono fermato in piazza con il nipotino Sava ci siamo messi a giocare alla raccolta delle cicche per terra, con le scope e la paletta, lui spingeva ed io impalettavo. Così abbiamo recuperato un centinaio di cicche forse più. Mi sembrava di recuperare pezzi di coscienza "artefatta", cicche incastrate nei buchi delle scale della chiesa per non farle vedere all'occhio, eppure malgrado la vergogna del mostrare le cicche erano lì belle stipate, quindi il senso di colpa non aveva impedito l'occultamento del senso di colpa. Insomma abbiamo fatto un'opera di recupero della coscienza e la cosa più bella è stata il non aver intenzioni, non pensare che stavamo pulendo dove altri avevano sporcato, anzi la caccia alla cicca ci ha allertati i sensi e resi vigili e desiderosi di trovare tutte le cicche nascoste."

Un giorno come un altro - "Ecco, di ritorno al paese vecchio di Calcata, vado a governare la maiala (che noto un po' dimagrita), recupero un vecchio tronchetto che stava marcendo, è di un nocciolo secco che era legato ad un cancelletto nel recinto dove c'era la somara Fantina (anche Fantina è morta… da tanto tempo), con il legno sotto al braccio passo nella piazza, oggi è sabato ma l'afflusso turistico è quasi assente, un piccolo capannello all'angolo, la macchina di servizio dei carabinieri, i soliti cani randagi che stazionano sull'asfalto, gli eterni lavori di restauro e rifacimento dell'impiantito che mai finiscono. Per fortuna i miei due gatti sembrano ignorare tutto questo turbinio di pensieri, per loro è un giorno come un altro, quando arrivo mi accolgono stiracchiandosi al sole… è arrivato il momento della colazione, finalmente!"

Autoconoscenza... - "Lo scopo dello scritto era quello di mettere in chiaro alcuni concetti base su ciò che io chiamo "Spiritualità Laica" che non è certo una nuova filosofia o religione, assolutamente no! Semplicemente è un modo di esprimere qualcosa che c'era già, nella mia via personale del ritorno a casa. Per una sorta di simpatia che percepisco verso tutte le persone con le quali riesco a condividere emozioni e sentimenti ho pensato che potesse essere utile (per me e per loro) chiarire alcuni aspetti dell'auto conoscenza che ancora si rivolgono alla persona. Poiché (comunque) dalla persona dobbiamo partire in quanto depositaria della prima scintilla di Coscienza dalla quale tutto deriva. Non voglio perciò sminuire il valore di questa persona, e come "questa" anche tutte le altre che pazientemente seguono e precedono."








(Citazioni di Paolo D’Arpini, da varia corrispondenza intercorsa con Antonella Pedicelli)



venerdì 30 dicembre 2022

"C'era una volta la notte senza tempo"... ma era solo uno scherzo!

 


Ricordo quando nacque questo "happening" della "Notte senza tempo", lanciato dal Circolo vegetariano VV.TT.,  era verso la fine degli anni '80 del secolo scorso, a quel tempo eravamo a Calcata, nella valle del Treja,  e sentivamo il bisogno di portare il messaggio dell’ecologia anche in forme ludiche, aldilà delle ricorrenze festaiole ormai consolidate, com’è appunto il  Capodanno.

Così pensammo di organizzare  un capodanno alternativo, senza festoni né mortaretti, né brindisi, né cenoni, né luminarie… insomma una nottata all’insegna della riscoperta del luogo e del tempo in cui ci si trova. E l’idea maturò in una escursione notturna nella notte scura scura, in qualsiasi condizione atmosferica, con la pioggia, la neve, il vento, il ghiaccio che scricchiola sotto i piedi, oppure con la luna piena, con il tepore di un focherello acceso nella notte, con le lacrime e la gioia per aver compreso il messaggio: “Siamo vivi, siamo presenti!”

Ma la Notte senza Tempo è anche uno scherzo, un imbroglio, un modo per attirare quelli che solitamente si fermano al guado, ma che vengono sedotti dal messaggio di una nuova dimensione magica, un superamento della realtà virtuale e della società dei consumi. 

L’uomo ha bisogno ancora di magia, di poesia e di trasgressione. Ma non la trasgressione delle pasticche strizza cervelli o del sesso sbrigativo fatto dove capita, non la magia del mago Otelma o delle figurine new age, non lo scaricamento isterico della tensione e la finta condivisione, non lo stappamento di bottiglie di champagne e di brindisi  ammuffiti dalla consuetudine…

Ci vuole una vera magia, una vera trasgressione, una vera presenza, la presenza nel luogo in cui siamo che tutti ci accomuna, qualsiasi esso sia, con  la consapevolezza di essere vivi... E quest'anno per essere ancora più "vivi" abbiamo dato forfait!

Paolo D'Arpini e Caterina Regazzi









Mi scrive l'amico bioregionalista Ferdinando Renzetti. "...quest'anno niente notte senza dal tempo...?” - Mia rispostina: “ah, ah, ah...! Ci hai  preso in castagna, Caterina a Spilamberto con quattro amici  a cena ed io me ne sto solo solo  a Treia, come fosse una sera qualsiasi... Questa è vera presenza!”

giovedì 29 dicembre 2022

Lavrov: "Questa è la fine della storia"...



"L'Occidente non detterà più le regole dell'economia mondiale"

"Il presidente russo Putin ha ripetutamente espresso la sua valutazione su ciò che sta accadendo nel modo più dettagliato. Ha delineato la linea della Federazione Russa in un momento in cui l’”Occidente collettivo” si è completamente screditato come partner nei negoziati e, soprattutto, nell’attuazione di quanto si ottiene tramite accordi politici o legali.

Trent’anni fa, Francis Fukuyama disse che era arrivata la “fine della storia”. Con questo intendeva il dominio completo dell’ideologia liberale, della democrazia, dello stile di vita e la scomparsa del sistema mondiale in competizione, il socialismo. Dopo un po’, è stato deriso. Cominciarono a dire quanto si sbagliasse, che non si dovevano fare previsioni categoriche.

Se andiamo a vedere la politica attuale dell’amministrazione Biden, vogliono esattamente questo, in modo che la “fine della storia” avvenga non solo nelle opere di analisti politici, politologi e ricercatori, ma nella vita reale. Tutto ciò che ora vediamo in Europa (nel suo senso più ampio) e in altri continenti, dove i “messaggeri” americani chiedono che ogni Stato prenda una posizione anti-russa, aderisca alle sanzioni e non comunichi con i rappresentanti russi, questo è tutto un riflesso di un tentativo di stabilire una “fine della storia”, il dominio definitivo e irreversibile del cosiddetto “miliardo d’oro”. Il presidente russo Putin ne ha parlato più di una volta"...

Sergej Viktorovič Lavrov


Con le buone o con le cattive, il vostro dominio imperiale si chiude qua. Ya basta!
https://www.youtube.com/watch?v=T1xkUWx7FPU



Ultime dichiarazioni di Lavrov sulla fine della guerra in Ucraina: "Certo, vogliamo porre fine al più presto a questa guerra, che l'Occidente stava preparando e, di conseguenza, ha scatenato contro di noi attraverso l'Ucraina. Ma la priorità per noi sono le vite dei soldati, le vite dei civili che rimangono nella zona di combattimento. Siamo un popolo paziente e difenderemo i nostri compatrioti, i nostri cittadini e le terre che sono state russe per secoli, sulla base di queste priorità." https://www.facebook.com/1667554708/videos/516431383797803

mercoledì 28 dicembre 2022

L'Italia piange e l'Ucraina ride... (grazie agli aiuti di meloni)


Mentre gli italiani piangono gli ucraini ridono...

...zelensky, dopo i pesanti  regali di Natale ricevuti dal compare biden,  si prepara ai botti di capodanno con gli aiuti promessi dalla cobelliggerante Meloni, esulta alla lieta notizia ricevuta telefonicamnete  dall'Italia e ringrazia: "...lodo lo stanziamento del governo italiano di ulteriori 10 milioni di euro in aiuti. Meloni mi ha informato che si sta valutando anche la questione della fornitura di sistemi di difesa aerea a protezione dei cieli ucraini...".

Meloni in una telefonata al capataz ucraino ha rinnovato "il pieno sostegno del governo italiano a Kiev in ambito politico, militare, economico e umanitario..." (sic). Meloni poi ha confermato la sua intenzione di recarsi a Kiev (in visita di cortesia o in trasferimento permanente?) e ha invitato il presidente zelensky a venire  a Roma (in caso di fuga o per incassare altri aiuti?). 

Ma non tutti hanno un filarino con zelesky. Andrew Milburn, colonnello dei marines in pensione, a capo dell'esercito di mercenari Mozart impegnato in Ucraina, dove ha trascorso mesi ad addestrare soldati, si lascia andare a considerazioni poco lusinghiere sul Paese: "L'Ucraina è una "società corrotta e fottuta", gestita da "persone fuori di testa". I soldati ucraini "uccidono quelli che si sono arresi" e commettono "atrocità": https://www.facebook.com/castronovi/videos/697568825071874 (via Max Blumenthal)

Paolo D'Arpini






Promesse elettorali disattese


Il nuovo pacchetto di aiuti militari degli USA all’Ucraina - Parla Nicolai Lilin:  https://www.youtube.com/watch?v=ql-q8kLklAE



martedì 27 dicembre 2022

Ucraina. Dopo l'ostracismo contro la cultura russa arriva la condanna verso la religione ortodossa...



Mentre le notizie diramate dal mainstream sulle condizioni di salute di Putin "malato terminale di cancro", che sopravvive a stento solo grazie alle medicine occidentali", intendono minare l'autorità del presidente russo, lasciando  immaginare una lotta in corso tra gli alti papaveri del Cremlino per la successione (in seguito al presunto fallimento dell'Operazione Speciale in Ucraina) ecco che si aggiunge un nuovo tassello alla lotta senza quartiere tra opposti interessi geopolitici ed economici.

Ormai l'atteggiamento dell'ex comico zelensky, come suggerito dal suo mentore nordamericano, Biden (altro preoccupante caso clinico psichiatrico), sta raggiungendo il culmine dell'idiosincrasia anti-russa. Il regime di Kiev, nato dalla finta rivolta di Maidan,  ha iniziato la sua pulizia etnica prima proibendo la lingua russa in tutte le regioni dell'Ucraina, anche in quelle che storicamente facevano parte della Russia da tempo immemorabile, poi sono passati alla condanna della cultura e degli autori russi con roghi di libri e censure,  e quando hanno visto che non bastava sono ricorsi all'incarcerazione ed alla tortura contro i cittadini  dissidenti, dichiarando fuorilegge tutti i partiti che non si uniformavano al "nuovo corso" ed ora infine -dopo la condanna politica- sono passati a quella religiosa.  Il Parlamento ucraino è pronto a mettere al bando le strutture della Chiesa ortodossa, considerata troppo vicina a Mosca.

L'unica a  prendere le distanze dal questa iniziativa antireligiosa, che molto somiglia all'antiebraismo conclamato dell'ex caporale tedesco (maestro di zelensky), è  Elena Bogdan, responsabile del Servizio statale per la libertà di coscienza (organismo che verrà riformato da zelensky e affidato al governo) che ha avvertito come lo stop a una confessione «provocherebbe una destabilizzazione della società» e la Chiesa ortodossa ucraina «con gli statuti adottati a maggio non mostri più alcun legame con la Russia». Il riferimento è alla presa di distanza varata dopo l’inizio della guerra, con anche la decisione di non nominare più durante le liturgie il patriarca di Mosca, Kirill.  

Manca solo che  mettano l'obbligo di uno speciale marchio "ortodosso",  tipo la stella di David  della Germania negli anni '30, a questo punto...
Paolo D'Arpini

lunedì 26 dicembre 2022

NATO. La matrice della guerra per la guerra...



Dal 2020 la NATO porta avanti i suoi piani di guerra psicologica che devono essere posti sullo stesso piano delle precedenti cinque aree operative dell’alleanza militare (terra, acqua, aria, spazio, cyberspazio). Questo è il campo di battaglia per dominare l’opinione pubblica. I documenti della NATO parlano di “guerra cognitiva” – guerra mentale. Quanto è concreto il progetto, quali passi sono stati compiuti finora e a chi è rivolto?

Per essere vittoriosi in guerra, bisogna vincere anche la battaglia dell’opinione pubblica. Questo si fa da più di 100 anni con strumenti sempre più moderni, le cosiddette tecniche di soft power. Questi descrivono tutti gli strumenti psicologici di influenza con cui le persone possono essere guidate in modo tale che esse stesse non siano consapevoli di questo controllo. Il politologo americano Joseph Nye definisce il soft power come” l’abilità di persuadere gli altri a fare ciò che si vuole senza usare la violenza o la coercizione” . 
La sfiducia nei confronti dei governi e dei militari sta crescendo, mentre la NATO intensifica i suoi sforzi per utilizzare una guerra psicologica sempre più sofisticata nella battaglia per le menti ei cuori delle persone. Il programma principale è “Cognitive Warfare”. Con le armi psicologiche di questo programma, l’uomo stesso deve essere dichiarato il nuovo teatro di guerra, il cosiddetto “dominio umano” (la sfera umana).

Uno dei primi documenti della NATO su questi piani è il documento del settembre 2020 intitolato “Sesta area di operazioni della NATO”. scritto per conto del NATO Innovation Hub (abbreviato: IHub). Gli autori sono l’americano August Cole, ex giornalista del Wall Street Journal specializzato nell’industria della difesa, che ha lavorato per diversi anni per il think tank transatlantico Atlantic Council, e il francese Hervé le Guyader.

Fondato nel 2012, IHub afferma di essere un think tank in cui” esperti e inventori di tutto il mondo lavorano insieme per risolvere le sfide della NATO” e ha sede a Norfolk, Virginia, USA. Non ufficialmente parte della NATO, è finanziato dall’Allied Transformation Command della NATO, uno dei due quartier generali strategici della NATO.

Il saggio racconta diverse storie di fantasia e si conclude con un discorso di fantasia del presidente degli Stati Uniti, che spiega ai suoi ascoltatori come funziona la guerra cognitiva e perché chiunque può parteciparvi:

“I progressi odierni della nanotecnologia, della biotecnologia, dell’informatica e delle scienze cognitive, spinti dall’avanzata apparentemente inarrestabile della troika dell’intelligenza artificiale, dai big data e dalla “dipendenza digitale” della nostra civiltà, hanno creato una prospettiva molto più inquietante: un sistema integrato quinto pilastro, dove ognuno, a sua insaputa, agisce secondo i piani di un nostro avversario”.

I pensieri e i sentimenti di ogni individuo sono sempre più al centro di questa nuova guerra:

” Tu sei il territorio conteso, ovunque tu sia, chiunque tu sia.”

Inoltre, c’è da deplorare una” costante erosione del morale della popolazione “. Cole e Guyader sostengono quindi che il dominio umano è la maggiore vulnerabilità. Questa zona di operazione (“dominio”) sarebbe quindi la base per il controllo di tutti gli altri campi di battaglia (terra, acqua, aria, spazio, cyberspazio). I due autori invitano quindi la NATO ad agire rapidamente e a considerare lo spirito umano come la “sesta area di operazioni” della NATO.

Propaganda partecipativa

Quasi contemporaneamente, l’ex funzionario pubblico francese e responsabile dell’innovazione presso l’IHub, François du Cluzel, stava lavorando al documento strategico completo “Cognitive Warfare” che è stato pubblicato dall’IHub nel gennaio 2021. Invece di utilizzare scenari immaginari, du Cluzel ha scritto un’analisi dettagliata della guerra delle menti. Come gli autori di “Sesta area di operazioni della NATO”, sottolinea che” la fiducia (…) è l’obiettivo “. Questo può essere vinto o distrutto dalla guerra dell’informazione o da PsyOps, cioè la guerra psicologica. Tuttavia, le tecniche convenzionali di soft powernon bastano più, occorre una guerra cognitiva, cioè legata alla mente, una “propaganda partecipata” alla quale “partecipano tutti”.

Non è chiaro chi sia il bersaglio di questa propaganda, ma du Cluzel fa notare che tutti sono coinvolti in questa nuova forma di manipolazione e che l’obiettivo è proteggere il “capitale umano” della Nato. Scope si riferisce a “l’intero ambiente umano, amico o nemico che sia”. Sebbene le capacità del nemico e la minaccia nel campo della guerra cognitiva siano “ancora deboli”, du Cluzel invita la NATO ad agire rapidamente e promuovere la guerra cognitiva:



“La guerra cognitiva può essere l’elemento mancante che può trasformare la vittoria militare sul campo di battaglia in un duraturo successo politico. Il “regno umano” può benissimo essere il fattore decisivo (…). I primi cinque teatri delle operazioni [terra, mare, aria, spazio, cyberspazio] possono portare a vittorie tattiche e operative, ma solo il teatro umano delle operazioni può portare alla vittoria finale e completa” (p. 36).

Le neuroscienze come arma

Pochi mesi dopo, la NATO accoglie le richieste degli strateghi. Nel giugno 2021, ha organizzato il suo primo incontro scientifico sulla guerra cognitiva a Bordeaux, in Francia. In un’antologia che ha accompagnato il simposio, gli strateghi dell’Innovation Hub hanno avuto l’opportunità di parlare con alti funzionari della NATO. Nella sua prefazione, il generale francese André Lanata ha ringraziato” il nostro polo di innovazione” e ha sottolineato l’importanza di “sfruttare le debolezze della natura umana” e condurre questa “battaglia” in” tutti i settori della società.”. Si tratta anche di coinvolgere le neuroscienze nella corsa agli armamenti (“Weaponisation of Neurosciences”). È stato sottolineato che la guerra cognitiva della NATO è una difesa contro guerre simili condotte da Cina e Russia. Le loro” attività di disinformazione” hanno causato” crescente preoccupazione” tra gli alleati della NATO.

Durante il simposio si è svolta un’intensa discussione su come utilizzare le neuroscienze per effettuare attacchi digitali al pensiero, al sentimento e all’azione umana:

“Dal punto di vista di un attaccante, l’azione più efficace, anche se più difficile, è incoraggiare l’uso di dispositivi digitali in grado di interrompere o influenzare tutti i livelli dei processi cognitivi di un avversario. (p. 29).

La NATO desidera confondere il più possibile i suoi potenziali avversari al fine di “dettare” il loro comportamento (p. 29). Nell’ambito del simposio, du Cluzel è stato coautore di un saggio con lo scienziato cognitivo francese Bernard Claverie spiegando che, contrariamente all’affermazione secondo cui reagiamo solo alle minacce provenienti dalla Russia o dalla Cina, è anche” utile eseguire attacchi ben ponderati processi così come contromisure e misure preventive” (p. 26):

“L’obiettivo dichiarato è attaccare e sfruttare, svalutare o addirittura distruggere il modo in cui si costruisce la propria realtà, la propria fiducia spirituale in sé stessi, la propria fede nel funzionamento di gruppi, società o persino nazioni” (p. 27).

Gli strateghi raramente ammettono apertamente che queste tecniche possono essere utilizzate non solo sulle popolazioni nemiche ma anche all’interno dei paesi della NATO. Le dichiarazioni su questo argomento sono spesso vaghe. Tuttavia, ci sono indicazioni che la NATO stia prendendo di mira anche la sua stessa popolazione. Il generale francese Eric Autellet scrive in un articolo dell’antologia citata (p. 24):

“Dopo il Vietnam, le nostre guerre sono andate perdute nonostante i successi militari, in gran parte a causa della debolezza della nostra narrazione (cioè “conquistare i cuori e le menti delle persone”), sia in relazione alle popolazioni locali nei teatri delle operazioni sia in relazione alle nostre stesse popolazioni. Ci sono due poste in gioco nelle nostre relazioni con il nemico e l’amico, e possiamo scegliere modalità di azione passive o attive – o entrambe – quando consideriamo i limiti e i vincoli del nostro modello di libertà e democrazia. Per quanto riguarda il nostro nemico, dobbiamo essere in grado di “leggere” le menti dei nostri avversari per anticipare le loro reazioni. Se necessario, dobbiamo essere in grado di “penetrare” le menti dei nostri avversari per influenzarli ad agire in nostro favore. Per quanto riguarda il nostro amico (e anche noi stessi),”.

Il concorso per l’innovazione della NATO dell’autunno 2021

Il passo successivo è stato compiuto dall’IHub, che ha annunciato ufficialmente la NATO “Countering Cognitive Warfare Innovation Challenge” nell’ottobre 2021. L’Innovation Challenge esiste dal 2017 e da allora la competizione si svolge due volte l’anno. Al fine di raccogliere quante più idee possibili, la NATO insiste sempre sulla natura aperta della competizione:” La sfida è aperta a tutti (individui, imprenditori, start-up, industria, scienza, ecc.) situati in un paese membro della NATO. Coloro che vincono possono aspettarsi un premio in denaro di $ 8.500.

Gli argomenti sono selezionati in collaborazione con la Johns Hopkins University. I temi trattati sono sempre “particolarmente influenti per lo sviluppo delle future capacità militari”, secondo il motto “il modo migliore per anticipare il futuro è inventarlo”. Queste aree sono l’intelligenza artificiale, i sistemi autonomi, lo spazio, l’ipersonica, la tecnologia quantistica e la biotecnologia.

Le domande chiave delle precedenti competizioni sono quindi contrastanti e stabiliscono priorità molto diverse. Nell’autunno del 2018, ad esempio, si trattava di sistemi che possono essere utilizzati per intercettare i droni. Qui ha vinto il produttore olandese di droni Delft. Nell’autunno del 2019, l’obiettivo era aiutare i soldati che soffrivano di stress o affaticamento psicologico al fine di migliorare le loro prestazioni in combattimento. La primavera del 2021 è stata incentrata sulla sorveglianza spaziale. Qui ha vinto la start-up francese Share My Space.

Nonostante i diversi punti di convergenza, un tema continua ad emergere: la gestione delle informazioni e dei dati su Internet. Nella primavera del 2018, il concorso per l’innovazione è stato dedicato a questo argomento all’insegna del motto “Complessità e gestione delle informazioni”, nella primavera del 2020 il tema era “Fake News in pandemics” e nell’autunno 2021 finalmente “The Invisible Threat – Neutralizing Cognitive Warfare”.

La forma più avanzata di manipolazione

Nell’ottobre 2021, poco prima che questa competizione fosse annunciata sul sito web di IHub, la NATO ha trasmesso un live streaming che discuteva di guerra cognitiva e chiedeva la partecipazione alla competizione per l’innovazione. Questo compito è” uno dei temi più caldi per la NATO in questo momento”, ha sottolineato du Cluzel nel suo discorso di apertura. L’esperta di difesa francese Marie-Pierre Raymond ha colto l’occasione per spiegare cos’è la guerra cognitiva, vale a dire” la forma più avanzata di manipolazione che esiste oggi”.

C’erano dieci partecipanti al finale del concorso, andato in onda quasi due mesi dopo. Otto di loro avevano sviluppato programmi per computer che utilizzano l’intelligenza artificiale per scansionare e analizzare grandi quantità di dati su Internet al fine di monitorare meglio e, presumibilmente, prevedere le opinioni, i pensieri e gli scambi di informazioni delle persone. Il bersaglio più gettonato dei programmi per computer sono i social media: Facebook, Twitter, Tik-Tok, Telegram.

Cambiare credenze e comportamenti

Il vincitore è l’azienda americana Veriphix (motto: “Misuriamo le convinzioni per prevedere e modificare il comportamento”), che ha sviluppato una piattaforma per l’identificazione di “spinte” psicologiche inconsce su Internet. La piattaforma Veriphix è utilizzata da anni e funziona con diversi governi e grandi aziende, secondo il suo manager, John Fuisz, che ha stretti legami familiari con l’apparato di sicurezza statunitense. Per lui, la guerra cognitiva riguarda il cambiamento delle convinzioni. Il suo software può analizzare questi cambiamenti “all’interno del tuo esercito, della tua popolazione e di una popolazione straniera”, come ha spiegato alla giuria del concorso.

Considerando che la guerra cognitiva è già in corso e le ultime tecniche di manipolazione sono attualmente utilizzate nella guerra in Ucraina per dirigere i pensieri e i sentimenti delle popolazioni di tutte le nazioni coinvolte nella guerra, sarebbe gradito un chiarimento sulle tecniche di soft power della guerra cognitiva e dovrebbe essere più urgente che mai.

 Jonas Tögel



domenica 25 dicembre 2022

Kherson. Chi la fa l'aspetti...

 


A novembre 2022 i russi si sono ritirati spontaneamente da Kherson, per dare un segnale di buona volontà ed aprire un dialogo di pace con gli ucraini, i quali però non solo hanno   rifiutato i negoziati, ma  hanno sparato ai russi alle spalle, mentre compivano la ritirata, e successivamente dopo aver preso possesso della città hanno fatto una pulizia etnica di  coloro che avevano dimostrato simpatie per la Russia, con decine e decine di vittime.

Inoltre i  russi hanno ancora  sopportato  i reiterati bombardamenti effettuati nella zona del Donbass, iniziati sin dal 2014 e continuati sino ad oggi,  con numerose vittime civili che -a tutti gli effetti, dopo il recente  referendum- sono diventati cittadini russi.

L'ultima provocazione compiuta da zelensky è stata la visita a Washington per chiedere ulteriori armi e denari, ottenendo  la promessa di biden di fornire all'Ucraina, oltre a miliardi dollari,  anche i missili Patriot, la cosa  ha fatto perdere la pazienza al paziente Putin, il quale ha colpito Kherson ed ha  dichiarato il 24 dicembre u.s.: "La Russia distruggerà i missili Patriot statunitensi inviati in Ucraina. Siamo pronti a trattare con tutti gli attori coinvolti nel conflitto in Ucraina, su alcuni punti accettabili, ma dipende da loro in quanto non siamo noi a rifiutare i negoziati, ma loro”.  


Intanto zelensky mostra di voler strumentalizzare l'attacco russo a Kherson per  obbligare l'Europa a sborsare altri denari ed a fornire un aiuto militare più sostanzioso alla guerra in corso contro l'odiata Russia.


Putin in un recente comunicato al popolo russo ha affermato: "Nel conflitto in Ucraina, la Russia sta agendo nella giusta direzione, proteggendo i suoi interessi nazionali e i suoi cittadini. In Ucraina, il nostro obiettivo è unire il popolo russo".  Secondo Putin, la politica degli avversari geopolitici di Mosca mira a "dividere la Russia. Divide et impera, hanno sempre cercato di farlo, ci stanno provando ora, ma il nostro obiettivo è diverso: unire il popolo russo". 
(Paolo D'Arpini)

Integrazione di Alessandro Orsini: "Avevo già detto in precedenza che se la Russia volesse avrebbe i mezzi per far terminare la guerra in Ucraina in no time, con il metodo della "tabula rasa", ma sinora non l'ha fatto perché considera gli ucraini come "fratelli"... Ma ora le cose stanno cambiando. Ne approfitto per fare una riflessione critica sul mondo dell’informazione in Italia citando un tweet di Calenda e un articolo di Concita De Gregorio come esempi negativi nel modo di impostare il dibattito pubblico sulla guerra in Ucraina. Infine, offro un suggerimento a certi politici e giornalisti mainstream: non strumentalizzate più l'andamento della guerra per fare fuori le voci critiche e regolare i conti personali con gli oppositori. Non è professionale e, soprattutto, non è un comportamento moralmente degno...  Continua:   https://www.youtube.com/watch?v=SO0YiyMORyA.



sabato 24 dicembre 2022

I doni a zelensky e biden di Babbo Natale...

 


  Scambio di regali natalizi tra Zelensky e Biden nell’incontro alla Casa Bianca. 


  Il presidente ucraino ha portato a Biden la legge, appena firmata, che abolisce il Tribunale amministrativo distrettuale di Kiev, già nel mirino del Dipartimento di Stato USA che aveva sanzionato il presidente del Tribunale per “violazione dei diritti umani”. La ragione reale per cui il Tribunale è stato abolito è che aveva aperto un procedimento contro i neonazisti ucraini e i loro crimini.
  Da parte sua Biden ha regalato a Zelensky la prima batteria di missili Patriot e l’impegno a fornirgli nel 2023 altri 45 miliardi di dollari, che si aggiungono ai 100 miliardi già dati sotto forma di armi e assistenza militare. Zelensky ha dichiarato, nel suo discorso al Congresso, che quello fornito dagli USA all’Ucraina per la guerra è “un investimento nella sicurezza globale e nella democrazia”.

 

Un missile grande così...

  Il Congresso USA ha approvato per il 2023 una spesa militare di 858 miliardi di dollari (13 volte quella della Russia). Il bilancio del solo Pentagono registra un aumento del 10% rispetto a quello dello scorso anno, pari a 70 miliardi di dollari in più, ovvero 36 miliardi in più rispetto alla stessa richiesta del Presidente.
  La spesa militare USA, relativa al solo budget del Pentagono, equivale a quella dei 10 successivi paesi con le maggiori spese militari su scala mondiale. Al budget del Pentagono si aggiungono altre spese militari per circa 400 miliardi che portano l’effettiva spesa militare USA a oltre 1.200 miliardi di dollari.
  Questo colossale aumento, titola il New York Times, crea “un nuovo boom per i produttori di armi”.
  Tutto ciò conferma la volontà di Washington di continuare ad alimentare la guerra contro la Russia, che sta provocando in Europa una crisi senza precedenti.

Manlio Dinucci -  https://www.youtube.com/watch?v=hqm3tvwh7lw






Notizie a latere

 Il 15 dicembre, in una cerimonia istituzionale svoltasi a Mosca, è stata istituita dal Movimento Eurasiatico la Medaglia Daria Dughina in onore della giornalista assassinata lo scorso agosto.

 Quest’anno, è stata assegnata al musicista russo-ucraino Akim Apachev e alla regista ungherese Maya Nogradi, editor di Grandangolo, per il suo film Per i bambini del Donbass, trasmesso su Byoblu il 1° dicembre 2021, visibile su 
https://www.byoblu.com/2021/12/01/per....

https://www.youtube.com/watch?v=bgty9VPLNf8

venerdì 23 dicembre 2022

Chi ce l'ha con l'Iran e perché...?

 


 La scena si apre  sugli eventi storici che hanno portato all’attuale situazione, a iniziare dal colpo di stato del 1953, orchestrato dal servizio segreto britannico ed eseguito dalla CIA statunitense per rovesciare Mohammad Mossadeq, il primo ministro iraniano democraticamente eletto nel 1951, che aveva nazionalizzato l'industria petrolifera sottraendola al controllo britannico.

Ciò è all’origine dei successivi passaggi storici: il regime dello Scià legato agli Stati Uniti che controllano con la Gran Bretagna l’industria petrolifera iraniana, la conseguente occidentalizzazione forzata dell’Iran, la rivoluzione popolare che porta al potere l’Ayatollah Khomeini e alla nazionalizzazione dell’industria petrolifera iraniana, la guerra dell’Iraq contro l’Iran fomentata e sostenuta dagli USA negli anni Ottanta.

Seguono le ulteriori trasformazioni fino all’Iran odierno, sempre nel mirino dell’Occidente che lo attacca dall’esterno e dall’interno. Emblematico l’assassinio del generale iraniano Soleimani con un drone USA nel gennaio 2020, mentre arrivava all’aeroporto di Baghdad in visita ufficiale in Iraq.

Nell’attuale situazione geopolitica, l’Iran è oggi ancora più importante quale snodo della Nuova Via della Seta, promossa dalla Cina, e del Corridoio Internazionale di Trasporto Nord-Sud che collega la Russia all’Asia Meridionale. 

Su questo sfondo si colloca la campagna di demonizzazione dell’Iran, condotta soprattutto da Stati Uniti e Gran Bretagna.

Raffaele Mauriello, professore alla Facoltà di Letteratura Persiana e Lingue Straniere dell’Università di Teheran.




Video collegato:  https://www.youtube.com/watch?v=jo_qJbJUQUk


Articolo collegato:

 https://www.agenziaimpress.it/uccisione-soleimani-mauriello-docente-teheran-non-ce-movente-strategico-iran-reagira-senza-dichiarare-guerra/

giovedì 22 dicembre 2022

Il caporale zelensky vince la lotteria di Natale a Washington...



Il caporale zelensky vola a Washington per ricevere i "regali"di Biden in versione Babbo Natale. Esulta il Corriere della Sera per la grande prova di coraggio di questo "eroe" moderno. Anche La Repubblica spinge il padrone americano a riempire di armi Kiev, spacciando una inutile carneficina per una prova di resistenza in difesa dei valori di libertà.

Video collegato: https://www.youtube.com/watch?v=IwbTFO_XGsk



Congresso Usa.  21 dicembre 2022: Applausi e bandiere per l'eroico caporale zelensky - Alla destra dell'Eroe, Blinken si stropiccia le mani, a sinistra un mascherato regge il Trogolo. Dietro Kamala e Nancy sostengono il Sacro Cencio. Sotto la plebe plaude.

In queste occasioni, ogni particolare ha un senso...

Altra Calcata... altro mondo - Storia ed intenti di un blog alternativo (senza pubblicità)!



Il 4 giugno 2009 iniziava la pubblicazione del blog: "Altra Calcata... altro mondo" - Questo blog è nato per l'esigenza di restituire identità al luogo ed a noi stessi.

Negli anni passati avevo coniato il motto "Una, cento, mille Calcata..." per significare come l'esperimento in corso nel vetusto borgo potesse essere esemplificativo di un nuovo modo di rapportarsi con la natura e con se stessi. 

Non è certo Calcata, in quanto comunità o località, che va riprodotta ma un modo di percepire la presenza umana nel luogo. Una presenza inserita nel contesto della natura, nel consesso dei viventi, in condivisione olistica e simbiotica. 

Infatti - come disse Nisargadatta Maharaj - noi non possiamo essere altro che una parte integrante della manifestazione totale e del totale funzionamento ed in nessuna maniera possiamo esserne separati. 

Molto spesso però ho notato che l´uomo tende a dare maggiore importanza al contesto sociale in cui egli vive. E' nella società umana, con le sue esigenze e movimenti, che si fa la storia e si sancisce la caratteristica di un posto, spesso dimenticando l'appartenenza al tutto, ignorando l´inscindibile co-presenza della natura e degli animali. 

Per tentare di riscoprire le nostre radici naturali, continuando a prendere ad esempio un certo modo di vivere il luogo e nel luogo, ho pensato di affidare le mie riflessioni a questo blog. In esso si parla di Calcata ma anche di tutto il mondo, ma potremmo dire che è un'altra Calcata ed un altro mondo. Programmi, storie, descrizioni dell'ambiente (sia naturale che umano), poesie, riflessioni... è ciò che trovate in questo blog. Non è quindi un sito di servizi, per promuovere il turismo o la speculazione commerciale, ma un luogo di incontro e fusione delle anime. 

Paolo D'Arpini




mercoledì 21 dicembre 2022

Meloni di lotta e di governo... ("meglio" di Draghi e del M5S)



Dunque dopo giornate intere a chiacchierare sulla fantomatica (e venduta come fosse rivoluzionaria) norma sul Pos, il governo dei sedicenti sovranisti fa marcia indietro e la cancella. Il tutto per non scontentare l'UE. In pratica la soglia minima di 60 euro per l'obbligo del Pos non esiste più. La Meloni si è arresa a Gentiloni, che già a leggerla così fa piuttosto ridere. La verità è che ci hanno voluto distrarre con svariate scemenze per non farci concentrare sulla sostanza. Ovvero sul fatto che sulle questioni più importanti (guerra, sanzioni, armi, regole europee) il governo di centro-destra è identico ad un normale governo Pd o governo tecnico (che poi è la stessa cosa) e la Meloni - cosa che sostengo da mesi - è una Draghi sotto copertura.

C'è una cosa però che appare profondamente ridicola: le giustificazioni. “E' tutta colpa di Draghi e di come ha impostato il Pnrr” sostengono i falchi meloniani. Dimenticando che governano con Lega e FI che del governo Draghi hanno fatto parte e quel Pnrr hanno avallato. Meraviglie dell'ipocrisia politicante.
In tutto ciò nelle ultime ore il governo ha deciso di togliere ai cosiddetti occupabili il reddito di cittadinanza non più tra 8 mesi ma tra 7. Questo per racimolare 200 milioni di euro, più o meno quel che costa ogni pacchetto di armi a Kiev che anche il governo Meloni (con il sostegno del PD) continua ad inviare. Domanda a chi legittimamente ha votato la Meloni. Era questo che vi aspettavate?

Alessandro Di Battista