Visualizzazione post con etichetta banchieri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta banchieri. Mostra tutti i post

mercoledì 1 agosto 2012

Paper money, Claudio Martinotti Doria ed il boomerang dell'economia senza valori



Nulla avviene per caso, prima o poi il conto degli abusi qualcuno lo deve pagare ...

Purtroppo stiamo vivendo in un'epoca in cui la stragrande maggioranza della popolazione crede che non si possa fare a meno dello stato, anzi, che lo stato si deve occupare di tutto, che solo lo stato è in grado di risolvere i problemi della collettività.

Solo in seguito all'ultima grave crisi in corso, durante la quale i politici statalisti (non "statisti", che sono merce rara) hanno fatto miserande figure di incapaci ed incompetenti, alcune porzioni, ancora troppo minoritarie, di popolazione evoluta, ha iniziato a capire che forse lo stato è parte del problema, soprattutto nella sua ormai emersa scandalosa complicità con la casta dei banchieri.

Qualcuno inizia persino a capire la frode del denaro di carta creato dal nulla (fiat money) per creare debito e schiavizzare la popolazione produttiva (sull'effetto leva indotto dalla riserva frazionaria siamo ancora agli antipodi, forse ne è a conoscenza una persona su diecimila …). Non siamo ancora massa critica da poter cambiare le cose, ma la consapevolezza si espande, rispetto alla totale oscurità culturale di prima della "crisi", che sarebbe meglio definire DEPRESSIONE IMPLOSIVA, perché porterà al collasso del sistema parassitario attuale fondato sulla moneta fiat, sul debito, sulla finanza patologica, sul consumismo compulsivo, sulla crescita ad oltranza, sul malinvestimento, ecc..

Un sistema che non può reggere all'infinito, infatti stanno solo comprando tempo con tutti i sotterfugi attuati finora, stanno calciando il barattolo e mistificando, ma non sono in grado di risolvere un problema che è insolubile. Se anche pervenissero a stampare denaro e a distribuirlo alla popolazione (mentre finora se lo sono distribuito fra loro, mi riferisco all'elite bancaria politica ed al loro entourage) creerebbero comunque INFLAZIONE, fino all'iperinflazione, facendo quindi perdere potere d'acquisto al denaro di carta, quindi sarebbe una ripresa fittizia, effimera, un consumismo temporaneo, poi si ricadrebbe come prima nella "recessione", perché non c'è scampo, il sistema è fallace, è durato anche troppo.

La moneta deve essere correlata a beni preziosi o durevoli e non può fondarsi solo sulla fiducia indotta artificialmente dalle istituzioni statali, fingendo che gli stati non possano fallire, molti stati sono già falliti, così come le grosse banche. Per evitare che della moneta si abusi, come è avvenuto finora, in particolare dopo la creazione della FED nel 1913 e dopo Bretton Woods nel 1944 per cui si è imposto il dollaro come moneta internazionale, occorre che la moneta sia vincolata all'oro o all'argento (gold standard o silver standard) e che corrisponda effettivamente a beni esistenti e non fittizi e cartacei, ed occorre eliminare la riserva frazionaria, cioè le banche devono poter disporre solo del denaro depositato dai risparmiatori senza alcun effetto leva (alcune banche attualmente sono a oltre 30 come effetto leva, basterebbe una perdita patrimoniale del 3 per cento per farle fallire, in pratica teoricamente sarebbero quasi tutte fallite, quelle che hanno abusato dell'effetto leva … ma gli stati coi soldi pubblici le salvano in continuazione e così loro continuano ad abusare all'infinito, unica eccezione è stata l'Islanda).

Alla base di tutto c'è l'ignoranza della popolazione, voluta e favorita dallo stato in primis perché funzionale al potere. Ad esempio quanti sanno che lo "stato" e la "nazione" sono concetti recenti? Che per millenni non sono mai esistiti? Che anche quando esistevano grandi regni ed imperi, in realtà il governo è sempre stato localistico, a livello di città o borghi o località di piccole dimensioni, ed ognuna aveva la sua zecca, coniava monete d'oro, d'argento e di bronzo e le monete d'oro erano accettate ovunque nel mondo tra i mercanti in base al loro peso.
E' solo dopo la pace di Vestfalia del 1648 che è emerso il concetto di stato e di sovranità in senso moderno, e con la rivoluzione francese è emerso il concetto di nazione abbinata allo stato, fino alle aberrazioni successive di stato nazione e di patria in senso nazionalistico aggressivo che sappiamo a cosa hanno portato. La patria fino a tutto l'Ancien Régime era limitata alla località e comunità di nascita, un rapporto stretto con la terra vissuta e lavorata, con la parentela e la comunità del borgo o della città, non certo intesa come estensione territoriale vasta, molteplice ed eterogenea, imposta da convenzioni politico geografiche e da indottrinamento scolastico e mediatico.

Sono tutti concetti recenti di cui si è abusato per scopi politico militari e per indurre sottomissione emotiva facendo leva su concetti morali e manipolabili per poter contare sull'obbedienza e sul sacrificio in tempi di guerra e sulla passività e predazione fiscale in tempi di pace.

Molti pensano che solo lo stato può fornire certi servizi essenziali alla società, non sapendo ad esempio che la prima società di mutuo soccorso era nata in Scozia fin dalla metà del '500 e che da allora si diffusero in tutto il mondo occidentale fino a coinvolgere in alcuni località oltre i tre quarti della popolazione, le iscrizioni erano talmente numerose che le quote da pagare erano modeste e chiunque lavorasse se lo poteva permettere, garantendosi in tal modo la copertura solidaristica dei rischi, quali la malattia, la morte, le spese funerarie, il sostegno alla vedova ed ai figli, durante la vecchiaia, ecc.. Vi erano pure associazioni che si occupavano della sicurezza, indennizzavano i soci che subivano furti ed aggressioni e perseguivano i colpevoli ed organizzavano pattuglie di vigilanza. Potrei proseguire per ore a fornire esempi in tal senso, ma credo che il significato sia stato colto.
Concludendo, le comunità di uomini liberi hanno sempre provveduto ai bisogni primari con senso di responsabilità sociale e previdenziale, e quelli che non ne erano degni perché troppo cinici ed egoisti venivano emarginati o espulsi, senza bisogno dello stato, che al contrario parrebbe che le persone indegne le accolga a braccia aperte in una sorta di associazione a delinquere e a scopo di business per predare le risorse alla classe produttiva favorendo quella parassitaria rappresentata dai politici, banchieri e burocrati.

Qualcuno ancora si domanda come mai ci troviamo in questa situazione?
Semmai cerchiamo di recuperare a livello localistico quei valori che ho citato e che appartenevano al passato, la solidarietà e la comunità, ad esempio, come alternativa e difesa dall'oppressione e dall'avidità dello stato, che di democratico ha solo il nome, in quanto composto prevalentemente da rappresentanti ed esecutori di oligarchie finanziarie parassitarie.

Buona fortuna a tutti.

Claudio Martinotti Doria - http://www.cavalieredimonferrato.it

domenica 26 febbraio 2012

Povera America come sei ridotta... devi impegnarti il vino d'annata (o "annato"?)

"E dopo aver mangiato.. mangiato e ben bevuto.. e ben bevuto..." (Saul Arpino)

Vino d’annata.. o annato? - Poveri ricchi.. sono arrivati al punto che per avere quattro soldi cash si debbono persino impegnare i vini pregiati d'annata..
Almeno con il ricavato possono comprarsi una birretta o un vino dozzinale da bere a casa con gli amici..

Dai tempi della guerra tra Francia ed Inghilterra, combattuta per anni ed anni al solo scopo di assicurarsi le piane della Bretagna e del Midì, che producevano buon vino.. (poichè la gelida Albione produceva solo aspri acetelli, adatti a far frollare la cacciagione, ma sfiguranti assai sulla tavola dei nobili), presso la buona società inglese si era sparsa la moda di tenere cantine blindate, una specie di forziere, in cui stipare i vini migliori. Questa moda è stata poi trasmessa ai cugini americani, anch'essi grandi conservatori di vini. Purtroppo oggi la crisi colpisce pure i ricchi medi, quelli che appartengono alla categoria dei milionari semplici (non i super banchieri che si stampano i soldi a gratis in proprio, come e quando vogliono, quelli sono oltre ogni abbassamento di livello) e questi nuovi poveri debbono andare ad impegnarsi le bottiglie da collezione per pagare le spese minute quotidiane..

Una volta si andava al monte di pietà con la biancheria fine oggi i poveri milionari ci vanno con le bottiglie d'annata (talmente "annata" che comunque sarebbero imbevibili..) e in tal modo possono intascare qualche migliaio di dollari per le spesucce d'ogni giorno. Poveretti...

E continua...

Vini di alta qualità come lo Chateau Haut-Brion, Chateau Lafite-Rothschild, Chateau Margaus e Chateau Mouton Rothschild. Negli Stati Uniti sono sempre più utilizzati alla stregua di veri e propri pegni, da consegnare alle strutture di riferimento per ricevere in cambio cash, dunque liquidità.

Chi dà in pegno questi vini è una vasta comunità che, secondo un articolo di Reuters, comprende "gestori di hedge fund, impenditori, professionisti e anche vincitori di premi Oscar.

Ovviamente ci sono poi, come riferisce il banco dei pegni britannico Borro.com, "i proprietari di piccole aziende, che hanno problemi di cash", e che arrivano a dare in pegno questi vini pregiati per un valore che può arrivare a $10 milioni.

Scrive WSI: "Gli investitori fanno uso di questo tipo di prestiti in quanto sono veloci e non ci sono commissioni", aggiunge un partner della società Prime Asset Loans. Borro.com ha ultimamente erogato prestiti per $120.000 in cambio di 128 bottiglie di Chateau d'Yquem, che hanno un valore stimato a $250.000.

Nell'arco delle ultime tre settimane, la stessa società ha preso in pegno una cassa di Chateau Petrus del 1989, valutata $38.000, per un prestito di $24.000. Di fatto, questi vini vengono consegnati a titolo di garanzia e rappresentano veri e propri collaterali.

Insiste WSI: "Sareste sorpresi nel sapere quanti sono gli individui ricchi che hanno rating sui debiti terribili - fa notare Jordan Tabach-Bank, responsabile di Beverly Loan, monte dei pegni con sede a Beverly Hills, in California - Inoltre, se ci si rivolge a una banca, possono passare settimane o mesi per riuscire a ottenere un finanziamento. Noi di solito eroghiamo prestiti lo stesso giorno".

Sursum corda, Paolo D'Arpini

venerdì 3 febbraio 2012

Savino Frigiola: “Congelare il debito pubblico, sospendere l’emissione dei titoli del debito, ritorno all’emissione monetaria da parte dello Stato"

Fiat Lux

Lettere inviate e ricevute - Uscire dalla crisi: fare la scelta

L’attuale devastante manovra di 30 miliardi lanciata dal Governo Monti serve solo a far fare cassa ai banchieri e deprimere ulteriormente persone e mercati già fortemente scossi da fallimenti e licenziamenti. Evidentissima la balla di voler ridurre di 30 miliardi il debito pubblico di 1950 miliardi solo se si considera che l’attuale manovra, finalizzata solo a sottrarre risorse al già anemico mercato, con il diffuso e progressivo impoverimento per Tutti, produce contestualmente anche la contrazione del gettito fiscale. La pretestuosità della manovra è dimostrata dall’obbligo di non pagare le pensioni in contanti superiori a 500 €uro a tutto beneficio dell’ingiusto salasso a favore dei banchieri. Invocare l’antiriciclaggio o l’evasione fiscale, a questo proposito, risulta offensivo ed un insulto alla comune intelligenza. Giova sempre ribadire che fisiologicamente la moneta per il mercato è come l’acqua o il sangue nell’organismo umano. Entrambe debbono liberamente circolare senza intoppi ed essere pubbliche poiché assolvono la funzione di pubblica ed insostituibile utilità.

Per uscire dalla crisi e rilanciare sviluppo ed occupazione è indispensabile che i diversi soggetti, circoli, associazioni, comitati, gruppi di vario colore, sindacati di ogni provenienza, desiderosi di recuperare la propria libertà e sicurezza nel proprio futuro, intraprendano una azione comune finalizzata ed imperniata nella condivisione dei tre punti al fine dichiarato di allontanare la cricca bancaria dalla gestione dell’attività politica nazionale.

1) depennare il debito pubblico. congelare subito il debito pubblico e non pagare più i relativi interessi poiché frutto di un raggiro. (esclusi i risparmiatori privati)

2) bloccare la fabbrica dei debiti per fermare la crisi. sospendere l’emissione ed il rinnovo dei titoli di debito pubblico, di prossima scadenza, per evitare di continuare a creare nuovo debito che si somma a quello precedente. Per fermare la fabbrica del debito occorre riportare il potere decisionale nell’ambito delle istituzioni nazionali pubbliche e democratiche, usurpato manipolato dai sussurri confezionatici dai, Bilderberg, Aspen, Trilateral, & C.

3) rilanciare l’economia, il sociale e l’occupazione. Impossibile realizzare anche solo uno dei su menzionati aspetti se non si ottengono nuove risorse, non gravate da debito, come solo il ritorno all’emissione monetaria diretta da parte dello Stato si può conseguire. Ciò è ancora più importante che uscire dall’euro poiché oltre al rilancio economico ci pone al riparo da prossime ed inevitabili tempeste monetarie.

Questi tre punti interdipendenti fra loro sono conseguibili se l’azione da intraprendere prevede il contestuale raggiungimento di tutti e tre gli obbiettivi pena l’impossibilità di realizzarne neanche uno.

1. Il debito pubblico non deve essere pagato poiché scaturito con il cedimento anticostituzionale della sovranità monetaria affidata ai banchieri privati di Bankitalia / BCE. Queste fabbricano e cedono moneta, che a loro non costa nulla, a fronte dei titoli di debito dello Stato, costruendo così il debito pubblico. Oltre a ciò il “debito detestabile” non deve essere pagato, secondo i giuristi internazionali, poiché ricade nei tre requisiti necessari per poter definire un “debito pubblico detestabile” e sono : A) Il governo del Paese deve aver conseguito il prestito senza che i cittadini ne fossero consapevoli e senza il loro consenso.

B) I prestiti devono essere stati utilizzati per attività che non hanno portato benefici alla cittadinanza nel suo complesso. C) I creditori devono essere al corrente di questa situazione economica, e disinteressarsene.

2. Lo Stato sulla scia delle esperienze pregresse, cento anni di emissione della propria Lira e nella consapevolezza del “valore convenzionale della moneta”, in nome e per conto dei propri cittadini, che sono proprio quelli che utilizzandola conferiscono valore alla Lira, deve ritornare ad emettere la propria moneta. Lo Stato deve acquisire a titolo originario la proprietà della Lira e registrarla all’attivo del proprio bilancio al valore corrispondente al signoraggio che si verifica sempre in queste circostanze. L’utile economico di bilancio dello Stato così realizzato dovrà essere impiegato per le pubbliche spese istituzionali, senza produrre ulteriore debito come ora avviene, a dimostrazione che le pubbliche istituzioni possono e debbono essere posizionate al servizio del cittadino e non viceversa come ora accade.

3. L’immissione e la distribuzione sul territorio nazionale della Lira, emessa dallo Stato senza costi, tranne quelli tipografici, come quella realizzata dallo Stato italiano per 100 anni, dal 1874 al 1975, deve avvenire mediante il pagamento delle opere e delle attività di pubblica utilità: a – manutenzione degli edifici pubblici, b – opere a difesa del territorio non più eseguite da 50 anni, c – costruzione di manufatti ed infrastrutture di interesse pubblico nazionale, d – innovazione, cultura, ricerca, istruzione ed attività sociali con programmi di tutela della dignità della terza età, ecc. e – incentivare le aggregazioni: cooperative, corporazioni, gruppi di acquisto solidale ecc.

4. Il rilancio dell’economia, dell’occupazione e delle attività sociali così facendo è talmente evidente e comprensibile da rendere superflua qualunque ulteriore argomentazione. Se non si addiviene in tempi brevi a questa soluzione il declino economico, occupazionale e sociale sarà irreversibile.

Ora è tempo di scelta: o con i cittadini o con i banchieri.

Savino Frigiola

sabato 5 novembre 2011

Giuseppe Turrisi: "Strategie di programma e di operatività per il ritorno alla sovranità popolare" - Con commento di David Rorro

"Alla sorgente" - Dipinto di Franco Farina


"Chi emette denaro decide ogni cosa di una nazione, tutto il resto è inutile democrazia per i polli che ci credono", quello che ti dirò sarà rifiutato dalla tua mente e più sarà il rifiuto più mi confermerà che ciò che dico è vero, "La democrazia è un giocattolo inventato dai banchieri per far giocare, distrarre e far passare il tempo ai bambini, e mentre i bambini si esercitano a mettere in pratica la democrazia, (un giocattolo che non funzionerà mai in quanto guasto già dalla fabbrica) i banchieri ed il sistema imperocratico della finanza fanno ciò che vogliono.

Vi siete mai chiesti perchè i banchieri ed il sistema della imperocrazia finanziaria finanziano le guerre per far cadere le "presunte dittature" per poi importargli il giocattolo della democrazia? Perchè dovrebbe far paura Saddam Hussein, Gheddafi, Chavez, e non la Grecia, la Spagna, l'Italia, ecc, semplice perchè queste nazioni non usavano/usano il gioccattolino della Democrazia le altre si.

Capisco che dopo oltre sessanta anni di bombardamento culturale sulla democrazia questo pensiero sembrerà fortemente stonato, ma la realtà (purtroppo per tutti) e che la vera dittatura (subdola, silenziosa, impersonale, senza responsabili) la stiamo subendo noi, ma non lo vogliamo accettare perchè crediamo ancora nel giocattolo che ci hanno dato e continuiamo a giocare invertendo continuamente i ruoli chi era ladro prima ora sta a guardare che fa il ladro adesso e poi dopo un periodo si invertono le parti.

La Democrazia come governo dei popoli non può esistere se non si rispetta il valore dell'uomo e se non si rispetta la proprietà del valore che ogni cittadino genera con il suo lavoro (proprietà popolare della moneta). ogni altra forma di democrazia che non rispetta questo primo principio è una finta democrazia con finti propositi di uguaglianza.

In merito a cosa fa se si prende il potere si può certamente rispondere con un elenco più o meno condivisibile, ma il problema è l'organizzazione e la strategia per attuarlo. Questo sistema non è diventato cosi in un giorno o un mese, è una strategia che viene da molto lontano addirittura dal 1600 ed in l'attuazione più seria è incominciata fine anni settanta inizio ottanta. Una serie di passaggi che hanno tolto un centimetro al giorno diritti e dignità, solo per citare alcuni passaggi 1981 divisine di bankitalia dal ministero del tesoro, 1992 distrazione di massa con mani pulite e stragi di giudici per appropriarsi di bankitalia, trattato di Maastricht lo stesso anno, poi quello di Lisbona approvato a ferragosto (sempre di nascosto) ecc ecc.

Per smontare un impianto legislativo (nazionale ed internazionale tra cui il trattato come sconfitti della 2 guerra mondiale che ci induce a essere colonia americana e ci impedisce di fare tante cose.. e l'hanno chiamata liberazione invece è stata proprio una occupazione..).

Tutto questo realizza un impero di dominio gestito dalla architettura del debito, che a sua volta genera una economia del debito, una industria del debito di una nazione (banche, assicurazioni, multinazionali, liberi professionisti, borse, industria, università, notai, commercialisti, avvocati, commercio, infrastrutture, ecc).

Risolvere questo non è semplice e non si fa in un mese, salvo non capire che questo si può fare solo se si mette da parte il gioccattolino della democrazia e si impone con la forza proprio per il bene per il popolo che però è talmente rincoglionito e plagiato che se lo fai diventi subito dittatore.

Oppure c'è un strategia più lenta, ossia riprenderci un centimetro al giorno quello che ci hanno tolto. Nessuna delle due strategie, quella rapida e quella lenta è facile la prima perché passi da dittatore la seconda perché la natura umana non è costate e sopratutto è corruttibile.

Non è il programma il problema principale, anche perché sebbene in ritardo e con motivazioni diverse, tutti convergono nel ritornare alla sovranità, prima tra tutte quella monetaria, ma proprio nel metodo per raggiungere il potere per poi realizzare quello che si vuole. La blindatura è totale dai media alla magistratura ai partiti ai finanziamenti ai sindacati, ed il popolo è stato formato e plagiato ad essere pecora. Da dove cominciare?

Nazionalizzare le banche e proprietà popolare della moneta, istituzione del redito di cittadinanza, blocco dei forex, vendite allo scoperto e blocco di tutti i debiti, commissione di valutazione dei debiti reali, blocco della borsa, conversione di tutti i risparmi dei cittadini e delle imprese artigiane (escluse quelle di capitale) con la nuova moneta di stato, protezione delle frontiere e dei prodotti italiani con dogane.

Aumento in moneta di stato delle pensioni fino alla regolazione con il potere di acquisto. Campagna di formazione ed informazione istruzione con cambio dei programmi scolastici, per la vera storia che ci hanno nascosto. Imposizione come la lingua italiana dello studio della vera economia (emissione monetaria a credito) in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Campagne televisive sul risveglio delle coscienze continue per informare cosa si sta facendo. Massicci investimenti sulla ricerca in ogni settore ma con premi enormi sul profilo delle nuove energie alternative.

Piano di finanziamento per la sistemazione di tutto il territorio italiano sopratutto sotto il profilo idrogeologico, riforestazione, fiumi,fondali, ecc. Chiudere Equitalia, realizzazione di una commissione per la restituzione del mal tolto, restituzione dei beni espropriati, e recupero del patrimonio di stato svenduto. Finanziamenti per le economie locali ed infrastrutture di autonomia locale.

Riqualificazione di tutti gli enti locali con compiti i controllo del territorio, assunzione di tecnici qualificati per il controllo di tutte gli edifici sotto il profilo strutturale, antisismico impiantistico, e risparmio energetico ecc con formazione per tutto il personale pubblico anche alla cultura antropocratica.

Nazionalizzazione di tutte le infrastrutture di carattere nazionale e di interesse pubblico (comunicazione, trasporti, istruzione, sanità, ecc). Riqualificazione e conversione dei comporti industriali in industrie locali ed artigianali con neoeconomie sostenibili che valorizzino il capitale naturale. valorizzazione di ogni tipo di risorsa locale a cominciare dal turismo.

Finanziamenti alla cultura, biblioteche, teatri scuole di musica, cenacoli letterari, conservatori, concorsi scientifici e letterali, scuole d'arte.

Beh, tutto questo solo per incominciare ma come organizzarci per arrivare al potere e fare anche solo la metà se quando stanno insieme tre italiani (dico tre) riescono a non mettersi d'accordo?

Distinti Saluti
Giuseppe Turrisi Salvatore

Tel. 3938424644
e-mail giuseppeturrisi@yahoo.it

.............


Commento di David Rorro:
1) non vivo su un altro pianeta... ho allenato il mio cervello a pensare e quello che tu dici non mi risulta nè nuovo, nè eclatante. Tra te e me, cambiano solo le strategie....
2) mi fà specie che nel 2011, le persone che vorrebbero fare una rivoluzione culturale, non abbiano ancora trovato il metodo di "usare le armi del proprio nemico" a proprio favore... il popolo si è abituato a sentire delle parole e quelle gli si devono dare.
3) ho chiesto l'elenco dei punti a tutti, proprio per capire come stiamo "realmente messi"... e come volevasi dimostrare (questo è un termine oraziano) non tutti abbiamo le stesse priorità, ma tutti convergiamo su alcuni punti essenziali ... quindi dobbiamo solo "capire" come agire.
Citazione di Giuseppe: "Nessuna delle due strategie, quella rapida e quella lenta è facile la prima perché passi da dittatore la seconda perché la natura umana non è costate e sopratutto è corruttibile. Non è il programma il problema principale, anche perché sebbene in ritardo e con motivazioni diverse, tutti convergono nel ritornare alla sovranità, prima tra tutte quella monetaria, ma proprio nel metodo per raggiungere il potere per poi realizzare quello che si vuole."
Se nessuna delle due va bene e se il programma non è il problema principale.... come dobbiamo muoverci? .... Dai una terza via. Io so benisssssimo che prima di fare tutto, bisogna "arrivare a governare", ma come ci vuoi arrivare? So che sembrerà una cosa da "sciocchi", ma ATTUALMENTE, l'unico modo è partecipare alle nazionali, magari presentandosi come quarto polo.
Lo so che te non accetti il termine, ma per una questione puramente strategica, usare due parole che esprimono direttamente un concetto complicato è di vitale importanza e "quarto polo" arriva come un flash!. Non calcolando che poi sarebbe la realtà dei fatti.

Quindi: trovo che l'insegnamento fine a se stesso , possa servire più in là... ora ci servirebbe più pragmatismo.

con stima, Rorro David


..........


Replica di Giuseppe Turrisi:

...hai una bella testa e un bel coraggio..) mi sono preso la briga di esporti più in breve che ho potuto l'elenco con una premessa.... che per me era d'obbligo..... a proposito di quarto polo (ti ho detto che se lo vuoi fare fallo) per quanto mi riguarda io non scendo in campo facendo una squadra se è tutto il campionato che mi fa schifo... la risposta è per esempio nelle assemblee popolari, ti invito a fare un elenco di qunti movimenti e neo partiti che ci sono che ultimamente vogliono salvare il mondo, tutti con un programma più o meno dettagliato (ma nessuno con una strategia)..