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mercoledì 16 maggio 2012

Peppe Sini: "Governo del monti sperperone (e bugiardo)"



"CH'ELLI E' BUGIARDO E PADRE DI MENZOGNA"

Mente il governo quando sostiene di voler risparmiare ed invece continua a sperperare i denari dei cittadini, frattanto vieppiu' strangolando le persone meno abbienti e piu' sfruttate, e vieppiù favoreggiando invece speculatori e corrotti.

Mente il governo quando occulta, e quindi prosegue, lo sperpero piu' orribile: la guerra.

Mente il governo quando occulta, e quindi prosegue, lo sperpero piu' infame: il razzismo.

Mente il governo quando occulta, e quindi prosegue, lo sperpero piu' idiota: le cosiddette "grandi opere".

Mente il governo quando occulta, e quindi prosegue, lo sperpero piu' ripugnante: le ricche prebende a padroni voraci e cortigiani scempi.

Cessando di partecipare alla guerra in Afghanistan, rinunciando all'acquisto dei nuovi cacciabombardieri predisposti per la guerra atomica, tagliando drasticamente le spese militari, il governo potrebbe contribuire fortemente a risanare le casse dello stato.

Abrogando le hitleriane misure razziste (i campi di concentramento, le deportazioni, le mille altre scellerate vessazioni contro gli immigrati, vessazioni abominevoli che favoreggiano i poteri criminali e l'economia illegale), il governo potrebbe contribuire fortemente a risanare le casse dello stato.

Smettendola di devastare il territorio e danneggiare la salute e i diritti della popolazione con le cosiddette "grandi opere" (tutte flagrantemente nocive e distruttive, insensate ed illecite), il governo potrebbe contribuire fortemente a risanare le casse dello stato.

Facendola finita con i regali agli speculatori ed ai corruttori, alle imprese rapaci ed alle macchine parassitarie, il governo potrebbe contribuire fortemente a risanare le casse dello stato.

Che gli sprechi cessino è possibile ed è necessario.

Mente sapendo di mentire il governo che taglieggia e opprime la povera gente e continua a sperperare colossali risorse pubbliche a vantaggio della guerra assassina, delle mafie razziste e schiaviste, dei distruttori della biosfera, dei rapinatori che siedono nei consigli d'amministrazione e nelle burocrazie dell'ordine dei vampiri.

Il primo risparmio è la pace.

Il primo risparmio è il rispetto dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Il primo risparmio è la difesa della biosfera casa comune dell'umanita' intera.

Il primo risparmio è la giustizia sociale.


Peppe Sini di Azione Nonviolenta

mercoledì 28 marzo 2012

Viterbo, partenza verso la morte... per soddisfare interessi economici e di dominio




Pochi giorni or sono si e' svolta a Viterbo la cerimonia in vista della partenza di effettivi del primo reggimento dell'aviazione dell'esercito "Antares" per la guerra in Afghanistan.

Partono da Viterbo truppe italiane dirette in Afghanistan, verso la guerra assassina nella quale gia' cinquanta soldati italiani - come innumerevoli altri esseri umani, civili e militari, afgani e di altri paesi ancora - hanno perso la vita.

Partono da Viterbo per decisione di un governo che viola la Costituzione della Repubblica Italiana, Costituzione che all'articolo 11 proibisce esplicitamente ed inequivocabilmente la partecipazione del nostro paese a quella guerra terrorista e stragista.

Partono da Viterbo verso la morte.

In un'atmosfera di vile silenzio, di cinica indifferenza, quando non addirittura sotto l'urlo di una grottesca retorica sciovinista e bellicista, necrofila e insensata, ipocrita ed irresponsabile.

E come essere umano, come cittadino italiano, come abitante di Viterbo, almeno io voglio ribadire che la partecipazione italiana alla guerra e' una flagrante violazione della legalita'; voglio riaffermare che continuare a mandare degli essere umani in Afghanistan a prender parte alla guerra e' un crimine scellerato.

E voglio chiedere ancora una volta al governo e al parlamento del mio paese di recedere dalla guerra e tornare alla legalita'; voglio chiedere al governo e al parlamento del mio paese che questi miei concittadini e conterranei non siano criminalmente e follemente mandati in guerra, esposti al concreto estremo pericolo di uccidere ed essere uccisi.

*

Cessi immediatamente la partecipazione italiana alla guerra afgana.

Tornino immediatamente il governo, il parlamento e il presidente della Repubblica al rispetto della Costituzione su cui si fonda il nostro ordinamento giuridico democratico, il nostro stato di diritto; quella Costituzione cui hanno giurato fedelta' all'atto dell'assunzione del loro incarico.

E si adoperi piuttosto finalmente l'Italia per la cessazione della guerra e dell'occupazione militare in Afghanistan; si adoperi per la pace con mezzi di pace, la pace che salva le vite; si adoperi per il disarmo e la smilitarizzazione dei conflitti; si adoperi per interventi esclusivamente umanitari, disarmati, nonviolenti, di cooperazione civile, intesi a promuovere il rispetto della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani.

Cessi immediatamente e definitivamente l'invio di militari italiani nella fornace assassina della guerra afgana.

Ogni vita umana e' un valore infinito.

La guerra e' nemica dell'umanita'.

Solo la pace salva le vite.


Peppe Sini - Azione Nonviolenta



DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO



Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

lunedì 26 marzo 2012

PEPPE SINI: IL GOVERNO ITALIANO ASSASSINO DEI SOLDATI ITALIANI E DI COMBATTENTI E CIVILI AFGANI



In Afghanistan e' in corso una guerra. Che consiste di stragi, devastazioni ed orrori inauditi. A questa guerra da dieci anni partecipa anche l'Italia. Illegalmente, poiche' la Costituzione della Repubblica Italiana lo proibisce esplicitamente, inequivocabilmente.

L'illegale, criminale partecipazione italiana alla guerra e' responsabile della morte dei soldati italiani li' assassinati, ed e' responsabile della morte degli afgani assassinati dagli italiani.

E l'Italia e' corresponsabile altresi' di tutte le altre stragi, di tutti gli altri orrori, commessi dalle truppe d'occupazione della coalizione di cui fa parte.

I governanti italiani che continuano a mandare giovani italiani a morire e ad uccidere in Afghanistan sono dei criminali, sono degli assassini.

Sono direttamente responsabili di quelle uccisioni i governanti italiani di questi ultimi dieci anni e con essi i parlamentari che hanno votato a favore di questo crimine ed i presidenti della Repubblica che questo crimine hanno avallato tradendo il loro dovere di fedelta' alla Costituzione che la partecipazione alla guerra vieta.

Sono colpevoli della morte degli italiani uccisi dagli afgani e sono colpevoli della morte degli afgani uccisi dagli italiani. Poiche' se non avessero inviato i soldati italiani a partecipare alla guerra in Afghanistan gli uni e gli altri sarebbero ancora vivi.

Dieci anni di stragi. Dieci anni di criminale violazione della legge fondamentale del nostro ordinamento giuridico. Dieci anni di complicita' col male piu' abissale.

*

Cessi immediatamente la partecipazione italiana alla guerra terrorista e stragista.

Tornino immediatamente e definitivamente in Italia tutti i soldati italiani dispiegati in Afghanistan. Tornino vivi.

Cessi immediatamente la flagrante, insensata, scellerata violazione della Costituzione italiana e del diritto internazionale.

Cessi immediatamente questo abominevole crimine contro l'umanita'.

Si adoperi lo stato italiano per la pace, il disarmo e la smilitarizzazione dei conflitti.

Cessi lo stato italiano di far morire degli esseri umani e si impegni invece per salvare le vite, recare aiuti umanitari, promuovere i diritti di tutti gli esseri umani, con interventi di cooperazione internazionale e di umana solidarieta' rigorosamente civili, non armati, nonviolenti.

Vi e' una sola umanita'.

Solo la pace salva le vite.

La guerra - che sempre consiste di omicidi - sempre e' nemica dell'umanita'.



2. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO



Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

Beppe Sini
nbawac@tin.it

lunedì 13 febbraio 2012

Nonviolenza è la vera sola alternativa... Messaggio di Peppe Sini da Vetralla....

La banda del buco al completo


La fine del governo golpista e razzista berlusconiano non ha portato la fine dei quattro crimini più scellerati di quel governo e di quella politica.

Non sono state abolite le misure hitleriane nei confronti dei migranti.

Non e' cessata la partecipazione alla guerra ne' e' cessato il riarmo.

Non e' cessata la politica economica che devasta, inquina e distrugge la natura.

Non e' cessata l'aggressione ai diritti umani di tutti gli esseri umani in nome della massimizzazione del profitto.

Anzi: il nuovo governo monti ha proseguito queste politiche in forme piu' stringenti, non essendo impacciato dall'impresentabilita' dei personaggi del precedente.

E' certo un bene che complici dei mafiosi e fascisti, razzisti e corruttori, non siedano piu' al governo.

Ma questo non basta: la politica del razzismo e della guerra, della distruzione della biosfera e della denegazione dei fondamentali diritti umani costituisce un male indipendentemente dal governo che la promuove e la gestisce.

Ed e' questa criminale politica che anche l'attuale governo gestisce e promuove.

*

La nonviolenza e' un'alternativa.

La nonviolenza e' l'alternativa.

Essa propone la solidarieta' invece che la persecuzione.

Essa propone la pace invece della guerra.

Essa propone il rispetto del mondo vivente.

Essa propone il riconoscimento delll'unita' dell'umanita' nella irriducibile pluralita' delle persone, tutte ugualmente portatrice di dignita' e diritti.

La nonviolenza e' questa alternativa.

La nonviolenza e' la lotta per questa alternativa.

E' questa lotta che nel suo stesso farsi riconosce, invera, protegge, libera.

La nonviolenza e' l'umanita' cosciente di se', responsabile del mondo.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.



2. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

Fonte: Nonviolenza in Cammino - Diretto da Peppe Sini

Per contatti: azionenonviolenta@sis.it

venerdì 26 agosto 2011

Peppe Sini da Vetralla e la carta degli intenti per la Marcia Perugia Assisi 2011

Nell'immagine la locandina della femminista artista Teri Volini: "Io sono uno con il sole"

La marcia Perugia-Assisi del 25 settembre 2011 dovra' esprimere alcuni chiari concetti e un semplice, nitido ed intransigente programma di alternativa di governo per l'Italia.

*

I. Il femminismo e' la corrente calda della lotta di liberazione dell'umanita' dalle violenze che tuttora la opprimono.

Se non vince la lotta del movimento delle donne contro la violenza maschilista e l'oppressione patriarcale, non vi e' alcuna possibilita' di impedire la regressione dell'umanita' nella barbarie, barbarie in cui la stanno palesemente precipitando le politiche belliche e desertificatrici dei poteri politici, economici, ideologici, mediali e militari dominanti.

*

II. La biosfera e' in enorme, immediato pericolo: il modello di sviluppo dominante ha forzato i limiti della natura e sta provocando distruzioni irreversibili e disastri ambientali e sociali apocalittici.

O la politica del XXI secolo sara' ecologica, o non vi sara' piu' alcuna politica, alcuna civilta', alcuna organizzazione sociale dell'umanita' degna di questo nome.

*

III. L'organizzazione sociale, economica e politica fondata sull'esercizio della violenza ha portato l'umanita' sull'orlo di un abisso: oltre questo limite vi e' solo l'annichilimento della civilta' umana.

Occorre fermarsi e cambiare radicalmente strada: erede del costituzionalismo moderno, cosi' come erede delle piu' antiche e luminose tradizioni di pensiero e convivenza, solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

La conversione alla nonviolenza della politica e dell'economia, dell'amministrazione e della formazione, della riproduzione sociale, delle relazioni tra le persone e tra i popoli, della morale e del diritto ad ogni livello giurisdizionale, e' l'imperativa, primaria esigenza dell'ora attuale per l'umanita' intera presente e futura.

*

IV. La marcia Perugia-Assisi del 25 settembre 2011 deve raccogliere, unificare e rendere pienamente autocoscienti e reciprocamente responsabili ed interdipendenti le esperienze piu' vive di lotta per la democrazia, la legalita' e i diritti nel nostro paese in questi ultimi mesi: dalla manifestazione "Se non ora quando" alla vittoria referendaria, dalla difesa del diritto allo studio e alla salute, alla difesa del diritto al lavoro, alla difesa dell'ambiente.

*

V. La marcia in quanto "assemblea itinerante" deve dibattere, recare a sintesi e formulare il programma politico su cui coalizzare il plurale ed aperto comitato di liberazione nazionale inclusivo di tutte le forze democratiche del nostro paese per mettere fine al governo della guerra e del razzismo, al regime dell'illegalita' e della corruzione, all'eversione dall'alto da parte dei poteri dominanti; ovvero per tornare alla legalita' costituzionale, allo stato di diritto, alla democrazia progressiva.

*

VI. Premesse indispensabili di questo programma di liberazione nazionale devono essere:

1. l'immediata cessazione della partecipazione italiana a tutte le guerre, ovvero l'immediato ritorno al rispetto dell'articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana;

2. l'abrogazione di tutte le misure in cui si e' concretizzato il colpo di stato razzista in Italia dal 1998 ad oggi, e quindi il ritorno al rispetto della Dichiarazione universale dei diritti umani, ergo ad una politica rispettosa ed inveratrice della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani, fondata sull'accoglienza e l'assistenza atte a salvare la vita ed a promuovere l'esistenza di tutti gli esseri umani.

*

VII. Decisioni fondamentali di questo programma di liberazione nazionale devono essere:

1. una politica economica e finanziaria che attui come prima e ineludibile misura d'emergenza il taglio di tutte le spese militari;

2. una politica internazionale rigorosamente antimilitarista e disarmista; non solo antimperialista, anticolonialista e antirazzista, ma anche esplicitamente e concretamente attiva per l'abolizione di tutti gli eserciti e le armi, cominciando con la smilitarizzazione e il disarmo unilaterale del nostro paese.

*

VIII. Che ogni decisione sia presa con la specifica tecnica nonviolenta del metodo del consenso.

*

IX. Che ogni decisione ed azione politica sia orientata dal principio: non uccidere; ovvero: salvare le vite.

(Fonte Nonviolenza in Cammino)

domenica 29 maggio 2011

Notiziario misto cristiano nonviolento: "H2Oro, acqua dono di Dio - No a guerre sanguinolente in nome della democrazia"




Le notizie para-religiose che seguono meritano attenzione per le loro implicazioni politiche e sociali. Il cristianesimo è nato come filosofia pacifista e "porgi l'altra guancia" ed "ama il prossimo tuo come te stesso" sono i detti principali del Vangelo di Gesù. La nonviolenza di Gandhi nasce egualmente da una profonda fede verso la verità che tutti siamo parte della stessa esistenza, uomini piante ed animali. Contemporaneamente, nel rispetto dei vari elementi del creato, permane la coscienza che la terra, l'acqua, l'aria, etc. sono beni comuni che non debbono essere alienati all'uomo ed agli altri animali. Finalmente, in questi ultimi anni, si sta creando una sinergia d'intenti e di azione fra varie componenti della società civile e religiosa, vedi ad esempio le prese di posizione di Adriano Sella e Alex Zanotelli a favore dell'acqua pubblica, e vedi anche le azioni di digiuno collettivo del Movimento Nonviolento per promuovere la pace nel mondo. Qui di seguito riporto alcuni interventi a favore del bene comune e della pace. (Paolo D'Arpini)

.................

Un libro cattolico ed un appello per salvare l'acqua

Il libro "H2Oro. Perché l'acqua deve rimanere pubblica" (EMI - Editrice
Missionaria Italiana) è stato segnalato come "libro della settimana" sul
quotidiano Avvenire, nello spazio classifiche curato da Rebeccalibri, il
portale dell'editoria cattolica.

«H2Oro. Perché l'acqua deve rimanere pubblica» di Ercole Ongaro e Fabrizio
De Giovanni è un libro+dvd sul disinvolto uso che si intende fare di una
risorsa pubblica come l'acqua. Contiene il testo e il filmato completo dello
spettacolo che la nostra Compagnia teatrale ha rappresentato in tutta
Italia, con oltre 320 repliche, suscitando spesso tra il pubblico animati
dibattiti, cont ribuendo alla presa di coscienza dell'acqua come bene comune
essenziale, stimolando l'interesse e l'assunzione di responsabilità rispetto
alla sua gestione nei territori delle nostre province.

Uno spettacolo per affermare che un altro mondo è possibile, non all'insegna del denaro, ma della dignità umana.

In questi stessi giorni due sacerdoti, p. Adriano Sella e p. Alex Zanotelli,
stanno diffondendo un appello a tutte le religiose e i religiosi: una
giornata di digiuno a piazza San Pietro a Roma per protestare contro la
mercificazione e la privatizzazione dell'acqua.

I mezzi di informazione non potranno parlare del referendum fino a pochi
giorni prima del Referendum day e il Governo sta varando misure di
"protezione" - come è già accaduto per il ritorno al nucleare - per indurre
la popolazione ad arginare le paure sui pericoli della privatizzazione e
puntare quindi al mancato raggiungimento del quorum.

Un referendum, questo sull'acqua, che passerà alla storia per due primati:
il numero delle firme raccolte (1.400.000) e il fatto di essere stato
promosso non da partiti ma da associazioni e privati. Tocca a noi
sensibilizzare chi ci sta attorno con il passa parola ed usare tutti i mezzi
a nostra disposizione.

Padre Alex e padre Sella stanno chiamando i religiosi ad una protesta
nonviolenta per far sentire la propria voce. Facciamo anche noi la nostra
parte!

Maria Chiara Di Marco/ITINERARIA
Associazione Culturale e Teatrale ITINERARIA
Via Goldoni 18
20093 Cologno Monzese (MI)
Tel. 02.25396361 - 335.8393331
h2oro@itineraria.it


Di seguito l'appello:
DIGIUNO IN PIAZZA S. PIETRO (ROMA) - SALVIAMO L'ACQUA!

Carissimi sacerdoti, missionari(e) e religiosi(e).

Ci stanno rubando l'acqua!

Come possiamo permettere che l'acqua, nostra madre, sia violentata e fatta
diventare mera merce per il mercato? Per noi cristiani l'acqua è un grande
dono di Dio, che fa parte della sua straordinaria creazione e che non può
mai essere trasformata in merce.

"Donna, dammi da bere!" chiede un Gesù, stanco ed assetato, a una donna
samaritana, nel Vangelo letto durante la Quaresima, in tutte le Chiese
cattoliche del mondo.

"Dateci da bere! gridano oggi milioni di impoveriti. In un pianeta, dove la
popolazione sta crescendo e l'acqua diminuendo per il surriscaldamento, quel
"dateci da bere!", diventerà un grido sempre più angosciante. Nei volti di
quelli assetati, noi credenti vediamo il volto di quel povero Cristo che ci
ripeterà: "Avevo sete...e non mi avete dato da bere!."

L'ONU afferma che, entro la metà del nostro secolo, tre miliardi di esseri
umani non avranno accesso all'acqua potabile. È un problema etico e morale
di dimensioni planetarie che ci tocca direttamente. Di fatto, per noi
cristiani l'acqua è sacra, l'acqua è vita, l'acqua è la madre di tutta la
vita sulla terra. Inoltre, per noi cristiani l'acqua ha un enorme valore
simbolico e sacramentale.

È stato lo stesso Papa Benedetto XVI ad affermare nella sua enciclica
sociale Caritas in Veritate n. 27 che l'acqua è un diritto universale di
tutti gli esseri umani. Il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa n.
485 afferma inoltre: "L'acqua, per la sua stessa natura, non può essere
trattata come una mera merce tra le altre e il suo uso deve essere razionale
e solidale".

Il segretario della CEI, Mons. Mariano Crociata, ha affermato durante il
convegno ad Assisi su "Sorella Acqua", in aprile 2011, che: "In questo
scenario conservano tutto il loro peso i processi di privatizzazione, che
vedono poche multinazionali trasformare l'acqua in affare, a detrimento
dell'accesso alle fonti e quindi dell'approvvigionamento, con conseguente
perdita di autonomia da parte degli enti governativi. Il tema va affrontato
dalla comunità internazionale, per un uso equo e responsabile di questa
risorsa, bene strategico - l'oro blu! - attorno al quale si gioca una delle
partite decisive del prossimo futuro. Richiede un impegno comune, che sappia
orientare le scelte e le politiche per l'acqua, concepita e riconosciuta
come diritto umano, come bene dalla destinazione universale (...) A dire
quanto queste problematiche tocchino la sensibilità comune, la Corte
Costituzionale ha ammesso a referendum due quesiti, sui quali il popolo
italiano sarà chiamato ad esprimersi nel prossimo mese di giugno".

Come cristiani non possiamo accettare la legge Ronchi, votata dal nostro
Parlamento (primo in Europa) il 19 novembre 2009, che dichiara l'acqua come
bene di rilevanza economica. Il referendum del 12 e 13 giugno sarà molto
importante per bloccare questo processo di privatizzazione dell'acqua e per
salvare l'acqua come un grande dono per l'umanità

Scendiamo in piazza! Così come hanno fatto i monaci in Myanmar (ex Birmania)
contro il regime che opprime il popolo.

Invitiamo, quindi, i sacerdoti, le missionarie e i missionari, i consacrati
e le consacrate a trovarci in Piazza San Pietro, a Roma, giovedì 9 giugno
alle ore 12:00, per fare un grande digiuno. Venite con i vostri simboli
sacerdotali e religiosi, ma anche con i vostri manifesti pastorali, per
poter innalzare a tutto il popolo italiano il nostro clamore: Salviamo
l'acqua!

p. Adriano Sella e p. Alex Zanotelli


Per chi vuole dare la propria adesione: adrianosella@virgilio.it
Per informazioni: 346 2198404



..........

Massacri su massacri in nome della democrazia

Riferiscono i mezzi d'informazione di nuovi massacri compiuti dalla Nato in Afghanistan e in Libia.

Ma in Italia pressoche' nessuno se ne addolora, pressoche' nessuno s'indigna, pressoche' nessuno protesta, pressoche' nessuno prova orrore dei crimini contro l'umanita' che anche il nostro paese sta commettendo. Crimini contro l'umanita', terrorismo dei potenti, disvelamento della totalitaria ferocia del potere imperialista nell'epoca del pieno suo dispiegarsi.

L'unica iniziativa di opposizione - con i suoi evidenti limiti ma con la sua meritoria limpidezza e costanza - pare essere il digiuno collettivo a staffetta promosso dal Movimento Nonviolento; oltre a questo qualche sporadico incontro, qualche minima manifestazione qua e la': iniziative che si contano sulle dita di una mano.

E le stragi continuano. Continuano. Continuano.

Non siamo riusciti a promuovere le azioni dirette nonviolente che sarebbero necessarie: andando con la forza della nonviolenza a impedire il decollo dei bombardieri.

Ne' siamo riusciti a persuadere alla scelta concreta e coerente della nonviolenza, alla forza della verita', una massa critica sufficiente a far divenire l'opposizione alla guerra e alle uccisioni oggetto della riflessione - se non dell'azione - dei cosiddetti movimenti della societa' civile che pur tanto si agitano su mille altre cose, alcune certo giuste e importanti, ma non cosi' importanti come fermare i massacri attualmente in corso di innumerevoli esseri umani.

Ne provo una pena profonda, un'angoscia immedicabile, uno scandalo abissale.

E le stragi continuano. Continuano. Continuano.

Ma questi sentimenti di pena, di angoscia, di scandalo, lungi dal gettarmi nella disperazione vieppiu' mi persuadono della necessita' di non cedere alla rassegnazione, della necessita' di continuare almeno a dirla la nostra opposizione alla guerra e alle stragi, della necessita' di continuare a incontrare persone e proporre ad esse di rendere visibile l'esistenza di una parte del popolo italiano che e' decisa a contrastare le stragi, che e' decisa a contrastare la guerra, che e' decisa a contrastare il fascismo. Con gli strumenti nonviolenti a disposizione, col digiuno, con l'esposizione delle bandiere della pace e della nonviolenza alle finestre e ai balconi, con l'aiuto alle vittime del razzismo qui in Italia, con la denuncia del governo assassino e il contrasto morale e civile al suo operare eslege e barbarico, con la richiesta alle istituzioni di tornare al rispetto della legalita' costituzionale, e con la parola che illumina ed esorta, con l'esempio resistente e soccorrevole. Per poco che si riesca a fare, quel poco e' gia' benedetto.

Ma quel poco che e' agevole fare non divenga alibi per non fare il di piu' che invece occorrerebbe. Continui a ferirti la spina nella carne di quella pena, quell'angoscia, quello scandalo.

Se non altro dillo, scrivilo ogni giorno, che la guerra e' nemica dell'umanita' e che ogni essere umano ragionevole alla guerra deve opporsi. Dillo, scrivilo ogni giorno. E ti sproni e non ti paralizzi il ritornello di Laverdure: "Tu causes, tu causes, c'est tout ce que tu sais faire".

E le stragi continuano. Continuano. Continuano.

Peppe Sini, La Nonviolenza è in Cammino

sabato 7 maggio 2011

Peppe Sini: "Il costo della guerra afgana e libica..."

Quanto costa l'illegale, criminale partecipazione italiana alla guerra afgana ed alla guerra libica?

Quanto costa in termini di esseri umani assassinati?

E quanto in termini di necessita' di cure mediche ed assistenza per feriti e mutilati?

E quanto in termini di devastazioni ambientali?

E quanto in termini di impoverimento delle popolazioni dalle distruzioni belliche provocato?

E quanto in termini di risorse materiali ed intellettuali sperperate a fini di morte, a fini di strage, a fini di male, di male abissale ed irrimediabile?

E quanto in termini di semina di odio che nuove morti, nuove stragi, nuovo male abissale ed irrimediabile generera'?

E questo riguarda l'umanita' intera.

*

Ma a voler poi restringere lo sguardo sui soli costi finanziari per il solo pubblico erario del solo nostro paese: quanto costa all'Italia di spese militari, di armamenti, di proiettili, di attrezzature, di logistica, di organizzazione e personale impiegati a fini di male, a fini di morte?

E quanto di distruzione di risorse e di inquinamento venefico?

E quanto di sottrazione di risorse pubbliche ad altre attivita', queste orientate al bene invece che al male, alla vita invece che alla morte?

Perche' anche questo occorrera' considerare.

*

Vivo in una citta' in cui l'acqua che esce dai rubinetti delle case e' avvelenata dall'enorme presenza di arsenico. Le istituzioni sostengono di non avere risorse finanziarie per dearsenificare l'acqua che arriva nelle case: so bene che non e' vero, ma sta di fatto che questa e' la risposta del Comune, della Regione, del Governo: non ci sono le risorse finanziarie. Nelle pubbliche casse non ci sono soldi per non avvelenarci; ma ci sono per ammazzare afgani e libici.

Vivo in una regione in cui l'assistenza sanitaria e' ridotta in condizioni disastrose. Sono di quelli che si batterono negli anni Settanta del secolo scorso per ottenere una riforma sanitaria che a tutte le persone riconoscesse il diritto alla salute e all'assistenza. Oggi i ladri che tutto saccheggiano della riforma sanitaria han fatto strame, e delle vite dei piu' bisognosi di aiuto; e mentre di tutto ci derubano, all'unisono ripetono l'allegro ritornello: che non ci sono soldi per il diritto alla salute, alla cura, all'assistenza. Ma ci sono per ammazzare afgani e libici.

Ed e' inutile che aggiunga che vivo in un paese in cui il governo golpista da anni sta distruggendo la scuola pubblica: e sempre la stessa intona tiritera: non ci sono soldi per il diritto allo studio (ovvero per il diritto all'interiore responsabilita' e liberta' ed alla solidarieta' che ogni essere umano congiunge all'umanita' intera: responsabilita', liberta' e solidarieta' che dell'accesso al sapere comune sono il frutto piu' prezioso). Ma ci sono per ammazzare afgani e libici.

E dunque: quanto costa l'illegale, criminale partecipazione italiana alla guerra afgana ed alla guerra libica?

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Ma lei - obietta il volto ora rubicondo ed ora emaciato che mi fissa sorpreso e sdegnato dall'acquario televisivo e insieme ammicca ossequioso e servile al padron suo rapace e bombardiere - ma lei, caro signore, cosi' ne fa quasi una questione personale...

E' sempre una questione personale.

E' sempre una questione personale. Di persone che vengono uccise e di persone che uccidono. E di persone rese complici del'orrore, e di persone che complici delle stragi non vogliono essere.

Di questo stiamo parlando, nessuno e' fuori del sacco, nessuno e' al di sopra della mischia: chi non salva le vite le uccide, chi non si oppone alla guerra ne e' complice, chi non sceglie la nonviolenza alla violenza massacratrice si e' gia' prostituito.

Peppe Sini

giovedì 24 marzo 2011

Peppe Sini, dal terzo giorno di digiuno, contro la guerra in Libia come in Afghanistan. Lettera aperta al Presidente della Repubblica



Signor Presidente,

mi permetta di rivolgerle queste franche parole, questa accorata esortazione. La gravita' dell'ora le rende, a me sembra, indispensabili.

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la Costituzione della Repubblica Italiana, di cui lei e' il supremo garante, all'articolo 11 testualmente recita: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla liberta' degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parita' con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranita' necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo".

Lei e' troppo fine giurista per poter equivocare sul preciso significato di queste parole: alla luce della sua legge fondamentale l'Italia non puo' in alcun modo partecipare a una guerra come quella in corso in Afghanistan, come quella in corso in Libia. La partecipazione militare italiana a quelle guerre e' quindi doppiamente illecita: perche' implica la partecipazione a stragi, e perche' viola il nostro ordinamento giuridico nel suo stesso fondamento.

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Ma anche su un altro articolo della Costituzione della Repubblica Italiana vorrei richiamare la sua attenzione: e' quell'articolo 10 che testualmente recita: "L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero e' regolata dalla legge in conformita' delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle liberta' democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non e' ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici".

Anche qui, alla luce del dettato della Costituzione si rivela essere razzista, criminale e criminogena la politica governativa italiana di persecuzione dei migranti in fuga da fame, guerre e dittature; la politica governativa italiana dei campi di concentramento e delle deportazioni; la politica governativa italiana che d'intesa col dittatore libico ha finanziato cola' una politica nazista e veri e propri lager di cui sono vittima tanti esseri umani innocenti che dai loro paesi tentano di venire nel nostro per salvarsi la vita: la Costituzione chiede di accogliere ed assistere quei migranti, l'effettuale politica governativa italiana li condanna a inauditi patimenti e alla morte. Anche in questo caso viene commesso un duplice efferato delitto.

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Signor Presidente,

questa lettera e' un invito fraterno, e un'accorata esortazione, a voler esercitare il suo ruolo in difesa della legalita' costituzionale, e quindi - giusta lo spirito e la lettera della carta costituzionale - in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, e innanzitutto di quel diritto senza del quale nessun altro diritto si da': il diritto a non essere uccisi.

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Signor Presidente,

dismetta una troppo a lungo protratta complicita' con decisioni politiche scellerate dagli esiti stragisti, una condotta che non solo non le fa onore, ma la rende corresponsabile di crimini inauditi.

Sia finalmente il Presidente della Repubblica Italiana cosi' come la definisce la Costituzione.

Denunci l'illegalita' della guerra e faccia cessare la partecipazione italiana ad essa, in Afghanistan come in Libia. Gia' troppe, troppe persone sono morte.

Denunci l'illegalita' del razzismo e faccia cessare la persecuzione dei migranti da parte del governo italiano. Gia' troppi, troppi orrori si sono dati.

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Concludendo la sua "lettera ai giudici" del 18 ottobre 1965 don Lorenzo Milani enunciava la fondamentale verita' che e' nel cuore di ogni essere umano del nostro tempo (l'eta' atomica su cui hanno scritto pagine definitive Guenther Anders e Hans Jonas): ovvero che non esiste piu' una "guerra giusta". Ed aggiungeva: "A piu' riprese gli scienziati ci hanno avvertiti che e' in gioco la sopravvivenza della specie umana... E noi stiamo qui a questionare se al soldato sia lecito o no distruggere la specie umana?".

Vi e' una sola umanita'.

Il primo dovere di ogni essere umano e di ogni istituto civile e' salvare le vite: le vite di ogni persona, l'esistenza dell'umanita' intera.

La guerra e il razzismo sono solo crimine e follia.

Possa venire un tempo felice in cui saranno solo una favola antica.

Augurandole ogni bene,


Peppe Sini, responsabile del Centro di ricerca per la pace di Viterbo