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giovedì 19 gennaio 2012

Equivita, Alex Zanotelli e l'acqua che riprende a scorrere... verso la privatizzazione del monti (mario, detto il bancario)




Dopo avere promosso la privatizzazione sul vivente quale Commissario Europeo, Mario Monti vorrebbe privatizzare l’acqua in Italia nonostante il recente referendum

Il Comitato Scientifico EQUIVITA, nel sottoscrivere l’appello di Alex Zanotelli, che di seguito inoltriamo, esprime la sua costernazione ed il suo più profondo sdegno davanti agli annunci fatti dal Governo Monti.
A quanto risulta infatti dalle dichiarazioni di Catricalà, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, si vuole ribaltare il risultato del referendum del 13 giugno scorso, liberalizzando l’acqua.

Il popolo italiano ha stabilito che l’acqua, bene comune tra i più preziosi dell’umanità, debba restare (o ritornare ad essere ove non lo fosse più) alla gestione delle amministrazioni pubbliche.
Anche chi non fosse giunto a capire le implicazioni sociali e politiche della privatizzazione di un bene primario come l’acqua ha espresso questo voto vedendo i costi delle bollette salire alle stelle ad ogni passaggio nelle mani delle grandi compagnie multinazionali. Queste, infatti, per loro natura, hanno come fine il profitto invece che il servizio ai cittadini.

Non è da stupirsi tuttavia che Mario Monti possa avere in mente di trascurare, come fosse cosa di nessun peso, il risultato clamoroso del referendum dell’anno scorso (e assai allarmante ci pare il rischio che lo stesso venga fatto con il referendum sul nucleare) in cui la quasi unanimità del popolo italiano si è espressa contro l’acqua in mano ai privati.

Vi è un episodio uguale e più grave ancora, assai significativo, nel curriculum del nostro Primo Ministro. Mario Monti è il Commissario Europeo che, trascurando il parere del Parlamento Europeo che nel 1995 l’aveva bocciata, ripresentò - pochi mesi dopo tale bocciatura - la Direttiva Europea “sulla brevettabilità del vivente” (ovvero la possibilità - mai esistita prima - di privatizzare le piante, gli animali e le parti del corpo umano, con la sola esclusione del corpo umano intero).
La direttiva fu approvata, dopo quasi tre anni, il 12 maggio1998 (direttiva 1998/44) durante i quali avvenne “la più forte azione di lobby nella storia del Parlamento Europeo” (dichiarazione dello stesso relatore della direttiva, Willy De Clerq) e dopo che numerose ONG di tutta Europa avevano speso ogni energia possibile per bloccarla.
Ciò ha consentito alle multinazionali chimico-farmaceutico, appositamente divenute anche “biotech”, di avviare un ampio controllo del mercato alimentare.
Questo è sempre stato infatti - ed è tuttora - il vero scopo di chi promuove gli Ogm, tutti i presunti altri loro requisiti essendosi rivelati infondati e i numerosi danni ambientali e sociali essendosi aggiunti a quelli sulla salute.

Dopo avere preso coscienza del danno derivante dalla privatizzazione dell’acqua, sarebbe opportuno che i cittadini italiani si esprimessero anche contro la privatizzazione del vivente, che obbliga gli agricoltori a pagare i diritti di brevetto ad ogni raccolto (e che oggi sta assumendo forme ancora più estreme - vedi: www.equivita.it).
Ma sarebbe soprattutto importante che gli stessi non perdessero il controllo della democrazia, oggi messa a rischio da chi crede di poter risolvere i problemi economici bypassandone le regole fondamentali.

Comitato Scientifico EQUIVITA
Tel. + 39. 06.3220720, + 39. 335.8444949
E-mail: @equivita.itequivita@equivita.it
Sito internet: www.equivita.org



Inoltriamo l’appello di Alex Zanotelli

"SALVIAMO IL REFERENDUM DELL’ACQUA

TRADIMENTO MONTI

Era il 13 giugno , esattamente 7 mesi fa ,quando 26 milioni di
italiani/e sancivano l’acqua bene comune :”Ubriachi eravamo di gioia…
le spalle cariche dei propri covoni!(Salmo,126)
E oggi,13 gennaio ritorniamo a “seminare nel pianto..” (Salmo,126)
perché il governo Monti vuole privatizzare la Madre.
Sapevamo che il governo Monti era un governo di banche e banchieri, ma
mai ,mai ci saremmo aspettati che un governo ,cosidetto tecnico,
osasse di nuovo mettere le mani sull’acqua ,la Madre di tutta la vita
sul pianeta.
E’ quanto emerge oramai con chiarezza dalla fase 2 dell’attuale
governo, che impone le liberalizzazioni in tutti i settori.Infatti le
dichiarazioni di ministri e sottosegretari, in questi ultimi giorni,
sembrano indicare che quella è la strada anche per l’acqua.
Iniziando con le affermazioni di A.Catricalà, sottosegretario alla
Presidenza, che ha detto che l’acqua è uno dei settori da aprire al
mercato.E C.Passera, ministro all’economia,ha affermato :”Il
referendum ha fatto saltare il meccanismo che rende obbligatoria la
cessione ai privati del servizio di gestione dell’acqua, ma non ha mai
impedito in sé la liberalizzazione del settore.” E ancora più
spudoratamente il sottosegretario all’economia G.Polillo ha rincarato
la dose: “Il referendum sull’acqua è stato un mezzo imbroglio. Sia
chiaro che l’acqua è e rimane un bene pubblico.E’ il servizio di
distribuzione che va liberalizzato.”E non meno clamorosa è
l’affermazione del ministro dell’ambiente C.Clini:”Il costo dell’acqua
oggi in Italia non corrisponde al servizio reso…..La gestione
dell’acqua come risorsa pubblica deve corrispondere alla
valorizzazione del contenuto economico della gestione.”
Forse tutte queste dichiarazioni preannunciavano il decreto del
governo (che sarà votato il 19 gennaio) che all’art.20 afferma che il
servizio idrico- considerato servizio di interesse economico generale-
potrebbe essere gestito solo tramite gara o da società per azioni,
eliminando così la gestione pubblica del servizio idrico. Per dirla
ancora più semplicemente, si vuole eliminare l’esperienza che ha
iniziato il Comune di Napoli che ha trasformato la società per azioni
a totale capitale pubblico(ARIN ) in ABC (Acqua Bene Comune-Ente di
diritto pubblico).
E’ il tradimento totale del referendum che prevedeva la gestione
pubblica dell’acqua senza scopo di lucro .E’ il tradimento del governo
dei professori.E’ il tradimento della democrazia.
Per i potentati economico-finanziari italiani l’acqua è un boccone
troppo ghiotto da farselo sfuggire.Per le grandi multinazionali
europee dell’acqua(Veolia,Suez,Coca-Cola…) che da Bruxelles spingono
il governo Monti verso la privatizzazione, temono e tremano per la
nostra vittoria referendaria,soprattutto il contagio in Europa.
“Un potere immorale e mafioso –ha giustamente scritto Roberto Lessio,
nel suo libro All’ombra dell’acqua- si sta impossessando dell’acqua
del pianeta.E’ in corso l’ultima guerra per il possesso finale
dell’ultima merce:l’acqua.Per i tanti processi di privatizzazione dei
servizi pubblici in corso, quello dell’accesso all’acqua è il più
criminale.Perchè è il più disonesto, il più sporco, il più pericoloso
per l’esistenza umana.”
Per questo dobbiamo reagire tutti con forza a tutti i livelli,
mobilitandoci per difendere l’esito referendario, ben sapendo che è in
gioco anche la nostra democrazia.
Chiediamo al più presto una mobilitazione nazionale, da tenersi a Roma
perché questo governo ascolti la voce di quei milioni di italiani/e
che hanno votato perché l’acqua resti pubblica .
Chiediamo altresì che il governo Monti riceva il Forum italiano dei
movimenti per l’acqua,ciò che ci è stato negato finora.
Rilanciamo con forza la campagna di “obbedienza al referendum” per
trasformare le Spa in Ente di diritto pubblico(disobbedendo così al
governo Monti).
Sollecitiamo i Comuni a manifestare la propria disobbedienza alla
privatizzazione dell’acqua con striscioni e bandiere dell’acqua.
E infine ai 26 milioni di cittadini/e di manifestare il proprio
dissenso esponendo dal proprio balcone ,uno striscione con la scritta:”Giù le mani dall’acqua”!
In piedi, popolo dell’acqua!
Ce l’abbiamo fatta con il referendum, ce la faremo anche adesso!
E di nuovo la nostra bocca esploderà di gioia (Salmo,126)"

Alex Zanotelli

domenica 16 ottobre 2011

Marinella Correggia: "Disavventure di corteo contro la guerra e contro il debito pubblico.."

"Marinella Correggia, sulla sinistra, in un momento di sosta nel verde)


Il 15 ottobre 2011 eravamo dati appuntamento alle 13,30 a Santa Maria degli Angeli, anche con convocazione da parte di Alex Zanotelli. Inoltre saremmo stati ben accolti nel gruppo "Non paghiamo il debito", quello dell'Ambra Jovinelli unico fra GLI ORGANIZZATORI DEl 15 OTT che al secondo punto del suo manifesto aveva spese militari e guerre!

Ma è andata - per quel che mi riguarda - in modo fantozziano.
- Il nostro treno essendo in grosso ritardo abbiamo chiamato l'assistente di Zanotelli (pensavamo che lui avesse varie persone con cartelli!!) la quale ci ha detto: "non aspettate lì perché non posso parlare al tel ma venite qui allo striscione acqua che è avanti"; allora essendoci a Termini un totale imbottigliamento ed essendo il corteo già partito, non ci siamo fatti largo fino all'appuntamento e abbiamo chiamato chi era lì, sembrava che ci fossero alcuni con le bandiere e abbiamo detto di andare "da Zanotelli".

Risultato: sì Zanotelli e alcuni altri dietro lo striscione dell'acqua aveva i sandwich contro le spese militari, e l'idea era anche "vediamoci poi a San Giovanni per fare il punto sull'eventuale futuro gazebo a Montecitorio"; sperando di recuperare qualcun altro abbiamo aspettato un po' a Via Labicana, senza avere altri numeri di telefono (c'era chi l'aveva lasciato a casa...) e poi siamo andati a piazza San giovanni. Lì con due cartelli eravamo poi in 4 o 5...è arrivata Nella che ci aveva aspettati alla Chiesa... Patrick invece stasera mi ha detto che loro otto statunitensi con cartelli contro la guerra erano dalle parti della Fiom.

Poi siamo rimasti a San Giovanni dove c'erano gli idioti scontri non sapendo come molta parte del corteo era bloccata a Via Labicana e che avremmo potuto là trovare delle persone.

Insomma. c'erano persone con cartelli contro la guerra? Eravate in gruppo?

PENSO CHE UNA VOLTA VERIFICATA l'illegittimità della posizione dell'Italia (che continua a partecipare alla guerra seppure "solo con ricognizioni"), il gazebo antiguerra (e antispese militari) vada fatto E SE FOSSIMO CAPACI DI UNA TENDA PERMANENTE A TURONO SAREBBE OTTIMO
- PENSO ANCHE CHE DOVREMMO ATTIRARE L'ATTENZIONE DELLE PERSONE SULLE MINACCE DI GUERRE FUTURE, vedi gli ultimi "eventi" riguardanti l'Iran.

NB. C'era una persona di Napoli che mi ha detto che stanno cercando di organizzare un'assemblea sulla guerra... ma il lontano 5 novembre

Marinella Correggia


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Commento di Pilar:

io c'ero ed ho contato in tutto il corteo (abbiamo fatto repubblica- via cavour -colosseo) 15 segni di pace ( bandiera o cappello); io ero con il mio solito addobbo pacifista: ombrello colori della pace aperto, cilindro con su scritto pace, bandiera della pace come sciarpa, cartello dicente:" milioni di $$ per i bombardamenti, per affamare i popoli, anche quello italiano..Fuori l'italia dalla guerra, dalla afghanistan,Iraq Libia e...Iran (??!), comitato permanente di pace; megafonino (praticamente non usato, i miei slogan contro la guerra non li seguiva nessuno), calze colori della pace. Insomma.... più di così... Sono stata attaccata da un gruppo di giovani al grido di "pacifista! serva capitalista!" Ma il cartello per fortuna è stato molto fotografato. Ma come al solito ero la solita idiota che portava la critica alla guerra in un mare d'indifferenza. Per quanto riguarda i black block io e rita li abbiamo visti infilarsi nel corteo a Santa Maria Maggiore e venivano da strade completamente presidiate nel senso di bloccate da autoblindo della polizia, con il vestiario d'occasione, gli occhi dilatati e uno mi ha addirittura detto (da bravo poliziotto): permesso signora(!) e sono corsi a buttare le molotov a tre macchine in via cavour. Io dapprima ho pensato che stessero per fare una performance teatrale - il carro del valle occupato era poco più indietro- talmente erano artefatti, poi ho capito e ho detto a chi era vicino fermiamoli quelli vanno a fare casino, e mi sono sentita rispondere 'e perchè?' (??????) Non raccontiamoci farfallate, è stato tutto organizzato dal ministero degli interni. Per se dobbiamo veramente scendere in piazza ( ma tutti quelli della marcia? Che facciamo ci contiamo una volta all'anno per vedere se riusciamo ancora a fare 20 km???)come pacifisti, dobbiamo essere tutti e, per tutelare la nonviolenza, fare noi il servizio d'ordine; la prossima volta non sfilo mi siedo davanti ad un blocco della polizia almeno sono sicura che da lì non passerà nessun provocatore nè tanto meno poliziotto travestito. Invece di continuare a disperderci, fissiamo un'assemblea davanti a montecitorio per discutere di tutto e con cartelli con cifre precise di quanto costa agli italiani questa rapina a mano armata. Paci (dentate)


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Risposta sulla manifestazione del 5 novembre:

Cara Marinella,
la proposta del 5 novembre la stiamo facendo da Firenze.
C'è il bisogno di rilanciare un movimento forte contro la guerra e farlo uscire dalla condizione catatonica in cui è caduto. Certo mi dirai che c'è stata la marcia Perugia Assisi che è stata molto partecipata ed è un buon segno, ma alcuni di noi sentono forte il bisogno di uscire da generici appelli alla pace e contro tutte le guerre, per entrare nei temi politici che riguardano il nostro paese.
Il 5 potrebbe essere un modo di guardarci in faccia e programmare alcune iniziative future da fare in tutta Italia. Insomma come l'indignazione per le condizioni sociali sembra decollare, bisognerebbe affiancarci anche il tema della guerra.
Ti confesso che io penso volentieri ad un 2 giugno 2012 che sia altro dalla solita parata militare, che rilanci il no alla guerra e i valori della costituzione come alternativa alla politica attuale.
Un saluto con stima per la tua perenne indignazione.
Tiziano


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domenica 29 maggio 2011

Notiziario misto cristiano nonviolento: "H2Oro, acqua dono di Dio - No a guerre sanguinolente in nome della democrazia"




Le notizie para-religiose che seguono meritano attenzione per le loro implicazioni politiche e sociali. Il cristianesimo è nato come filosofia pacifista e "porgi l'altra guancia" ed "ama il prossimo tuo come te stesso" sono i detti principali del Vangelo di Gesù. La nonviolenza di Gandhi nasce egualmente da una profonda fede verso la verità che tutti siamo parte della stessa esistenza, uomini piante ed animali. Contemporaneamente, nel rispetto dei vari elementi del creato, permane la coscienza che la terra, l'acqua, l'aria, etc. sono beni comuni che non debbono essere alienati all'uomo ed agli altri animali. Finalmente, in questi ultimi anni, si sta creando una sinergia d'intenti e di azione fra varie componenti della società civile e religiosa, vedi ad esempio le prese di posizione di Adriano Sella e Alex Zanotelli a favore dell'acqua pubblica, e vedi anche le azioni di digiuno collettivo del Movimento Nonviolento per promuovere la pace nel mondo. Qui di seguito riporto alcuni interventi a favore del bene comune e della pace. (Paolo D'Arpini)

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Un libro cattolico ed un appello per salvare l'acqua

Il libro "H2Oro. Perché l'acqua deve rimanere pubblica" (EMI - Editrice
Missionaria Italiana) è stato segnalato come "libro della settimana" sul
quotidiano Avvenire, nello spazio classifiche curato da Rebeccalibri, il
portale dell'editoria cattolica.

«H2Oro. Perché l'acqua deve rimanere pubblica» di Ercole Ongaro e Fabrizio
De Giovanni è un libro+dvd sul disinvolto uso che si intende fare di una
risorsa pubblica come l'acqua. Contiene il testo e il filmato completo dello
spettacolo che la nostra Compagnia teatrale ha rappresentato in tutta
Italia, con oltre 320 repliche, suscitando spesso tra il pubblico animati
dibattiti, cont ribuendo alla presa di coscienza dell'acqua come bene comune
essenziale, stimolando l'interesse e l'assunzione di responsabilità rispetto
alla sua gestione nei territori delle nostre province.

Uno spettacolo per affermare che un altro mondo è possibile, non all'insegna del denaro, ma della dignità umana.

In questi stessi giorni due sacerdoti, p. Adriano Sella e p. Alex Zanotelli,
stanno diffondendo un appello a tutte le religiose e i religiosi: una
giornata di digiuno a piazza San Pietro a Roma per protestare contro la
mercificazione e la privatizzazione dell'acqua.

I mezzi di informazione non potranno parlare del referendum fino a pochi
giorni prima del Referendum day e il Governo sta varando misure di
"protezione" - come è già accaduto per il ritorno al nucleare - per indurre
la popolazione ad arginare le paure sui pericoli della privatizzazione e
puntare quindi al mancato raggiungimento del quorum.

Un referendum, questo sull'acqua, che passerà alla storia per due primati:
il numero delle firme raccolte (1.400.000) e il fatto di essere stato
promosso non da partiti ma da associazioni e privati. Tocca a noi
sensibilizzare chi ci sta attorno con il passa parola ed usare tutti i mezzi
a nostra disposizione.

Padre Alex e padre Sella stanno chiamando i religiosi ad una protesta
nonviolenta per far sentire la propria voce. Facciamo anche noi la nostra
parte!

Maria Chiara Di Marco/ITINERARIA
Associazione Culturale e Teatrale ITINERARIA
Via Goldoni 18
20093 Cologno Monzese (MI)
Tel. 02.25396361 - 335.8393331
h2oro@itineraria.it


Di seguito l'appello:
DIGIUNO IN PIAZZA S. PIETRO (ROMA) - SALVIAMO L'ACQUA!

Carissimi sacerdoti, missionari(e) e religiosi(e).

Ci stanno rubando l'acqua!

Come possiamo permettere che l'acqua, nostra madre, sia violentata e fatta
diventare mera merce per il mercato? Per noi cristiani l'acqua è un grande
dono di Dio, che fa parte della sua straordinaria creazione e che non può
mai essere trasformata in merce.

"Donna, dammi da bere!" chiede un Gesù, stanco ed assetato, a una donna
samaritana, nel Vangelo letto durante la Quaresima, in tutte le Chiese
cattoliche del mondo.

"Dateci da bere! gridano oggi milioni di impoveriti. In un pianeta, dove la
popolazione sta crescendo e l'acqua diminuendo per il surriscaldamento, quel
"dateci da bere!", diventerà un grido sempre più angosciante. Nei volti di
quelli assetati, noi credenti vediamo il volto di quel povero Cristo che ci
ripeterà: "Avevo sete...e non mi avete dato da bere!."

L'ONU afferma che, entro la metà del nostro secolo, tre miliardi di esseri
umani non avranno accesso all'acqua potabile. È un problema etico e morale
di dimensioni planetarie che ci tocca direttamente. Di fatto, per noi
cristiani l'acqua è sacra, l'acqua è vita, l'acqua è la madre di tutta la
vita sulla terra. Inoltre, per noi cristiani l'acqua ha un enorme valore
simbolico e sacramentale.

È stato lo stesso Papa Benedetto XVI ad affermare nella sua enciclica
sociale Caritas in Veritate n. 27 che l'acqua è un diritto universale di
tutti gli esseri umani. Il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa n.
485 afferma inoltre: "L'acqua, per la sua stessa natura, non può essere
trattata come una mera merce tra le altre e il suo uso deve essere razionale
e solidale".

Il segretario della CEI, Mons. Mariano Crociata, ha affermato durante il
convegno ad Assisi su "Sorella Acqua", in aprile 2011, che: "In questo
scenario conservano tutto il loro peso i processi di privatizzazione, che
vedono poche multinazionali trasformare l'acqua in affare, a detrimento
dell'accesso alle fonti e quindi dell'approvvigionamento, con conseguente
perdita di autonomia da parte degli enti governativi. Il tema va affrontato
dalla comunità internazionale, per un uso equo e responsabile di questa
risorsa, bene strategico - l'oro blu! - attorno al quale si gioca una delle
partite decisive del prossimo futuro. Richiede un impegno comune, che sappia
orientare le scelte e le politiche per l'acqua, concepita e riconosciuta
come diritto umano, come bene dalla destinazione universale (...) A dire
quanto queste problematiche tocchino la sensibilità comune, la Corte
Costituzionale ha ammesso a referendum due quesiti, sui quali il popolo
italiano sarà chiamato ad esprimersi nel prossimo mese di giugno".

Come cristiani non possiamo accettare la legge Ronchi, votata dal nostro
Parlamento (primo in Europa) il 19 novembre 2009, che dichiara l'acqua come
bene di rilevanza economica. Il referendum del 12 e 13 giugno sarà molto
importante per bloccare questo processo di privatizzazione dell'acqua e per
salvare l'acqua come un grande dono per l'umanità

Scendiamo in piazza! Così come hanno fatto i monaci in Myanmar (ex Birmania)
contro il regime che opprime il popolo.

Invitiamo, quindi, i sacerdoti, le missionarie e i missionari, i consacrati
e le consacrate a trovarci in Piazza San Pietro, a Roma, giovedì 9 giugno
alle ore 12:00, per fare un grande digiuno. Venite con i vostri simboli
sacerdotali e religiosi, ma anche con i vostri manifesti pastorali, per
poter innalzare a tutto il popolo italiano il nostro clamore: Salviamo
l'acqua!

p. Adriano Sella e p. Alex Zanotelli


Per chi vuole dare la propria adesione: adrianosella@virgilio.it
Per informazioni: 346 2198404



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Massacri su massacri in nome della democrazia

Riferiscono i mezzi d'informazione di nuovi massacri compiuti dalla Nato in Afghanistan e in Libia.

Ma in Italia pressoche' nessuno se ne addolora, pressoche' nessuno s'indigna, pressoche' nessuno protesta, pressoche' nessuno prova orrore dei crimini contro l'umanita' che anche il nostro paese sta commettendo. Crimini contro l'umanita', terrorismo dei potenti, disvelamento della totalitaria ferocia del potere imperialista nell'epoca del pieno suo dispiegarsi.

L'unica iniziativa di opposizione - con i suoi evidenti limiti ma con la sua meritoria limpidezza e costanza - pare essere il digiuno collettivo a staffetta promosso dal Movimento Nonviolento; oltre a questo qualche sporadico incontro, qualche minima manifestazione qua e la': iniziative che si contano sulle dita di una mano.

E le stragi continuano. Continuano. Continuano.

Non siamo riusciti a promuovere le azioni dirette nonviolente che sarebbero necessarie: andando con la forza della nonviolenza a impedire il decollo dei bombardieri.

Ne' siamo riusciti a persuadere alla scelta concreta e coerente della nonviolenza, alla forza della verita', una massa critica sufficiente a far divenire l'opposizione alla guerra e alle uccisioni oggetto della riflessione - se non dell'azione - dei cosiddetti movimenti della societa' civile che pur tanto si agitano su mille altre cose, alcune certo giuste e importanti, ma non cosi' importanti come fermare i massacri attualmente in corso di innumerevoli esseri umani.

Ne provo una pena profonda, un'angoscia immedicabile, uno scandalo abissale.

E le stragi continuano. Continuano. Continuano.

Ma questi sentimenti di pena, di angoscia, di scandalo, lungi dal gettarmi nella disperazione vieppiu' mi persuadono della necessita' di non cedere alla rassegnazione, della necessita' di continuare almeno a dirla la nostra opposizione alla guerra e alle stragi, della necessita' di continuare a incontrare persone e proporre ad esse di rendere visibile l'esistenza di una parte del popolo italiano che e' decisa a contrastare le stragi, che e' decisa a contrastare la guerra, che e' decisa a contrastare il fascismo. Con gli strumenti nonviolenti a disposizione, col digiuno, con l'esposizione delle bandiere della pace e della nonviolenza alle finestre e ai balconi, con l'aiuto alle vittime del razzismo qui in Italia, con la denuncia del governo assassino e il contrasto morale e civile al suo operare eslege e barbarico, con la richiesta alle istituzioni di tornare al rispetto della legalita' costituzionale, e con la parola che illumina ed esorta, con l'esempio resistente e soccorrevole. Per poco che si riesca a fare, quel poco e' gia' benedetto.

Ma quel poco che e' agevole fare non divenga alibi per non fare il di piu' che invece occorrerebbe. Continui a ferirti la spina nella carne di quella pena, quell'angoscia, quello scandalo.

Se non altro dillo, scrivilo ogni giorno, che la guerra e' nemica dell'umanita' e che ogni essere umano ragionevole alla guerra deve opporsi. Dillo, scrivilo ogni giorno. E ti sproni e non ti paralizzi il ritornello di Laverdure: "Tu causes, tu causes, c'est tout ce que tu sais faire".

E le stragi continuano. Continuano. Continuano.

Peppe Sini, La Nonviolenza è in Cammino