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lunedì 4 giugno 2012

Franco Pinerolo: "La riforma del lavoro appena approvata al Senato peggiora i diritti dei lavoratori, dei precari e dei disoccupati"



LA RIFORMA DEL LAVORO APPENA APPROVATA AL SENATO PEGGIORA I DIRITTI DEI LAVORATORI, DEI PRECARI E DEI DISOCCUPATI.

NO A UN TESTO BLINDATO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI, SI A MIGLIORAMENTI SOSTANZIALI SOSTENUTI DALLA MOBILITAZIONE GENERALE.

Voltando le spalle ai lavoratori, impedendo i miglioramenti necessari a colpi di fiducia con un atto di imperio inaudito che certifica la sospensione della democrazia nel nostro Paese, il Senato ha approvato il Ddl Fornero, ovvero la cosiddetta “riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali”, e ora la parola passa alla Camera. È una riforma che non piace a nessuno: aumenta i licenziamenti, non interviene sufficientemente nel contrasto alla precarietà, riduce le tutele per chi si ritrova disoccupato e non serve allo sviluppo.

Dunque è un provvedimento sbagliato e dannoso che non risolve ma aggrava i problemi del Paese, è un atto di violenza contro i diritti dei lavoratori e per questo non si può rinunciare a produrre le correzioni necessarie alla Camera per rendere socialmente accettabili le riforme.

Se il PD approverà questa riforma anche alla Camera senza far applicare gli emendamenti presentati dalla Cgil nell’audizione parlamentare di aprile, provocherà il distacco di settori sociali sempre più ampi dal suo bacino elettorale, perchè si assumerà una responsabilità storica di fronte a milioni di lavoratori che pure ritengono di essere ancora rappresentati da quel partito. E questo porrà una pesantissima ipoteca sulla possibilità che l’Italia, al pari delle altri grandi nazioni, possa contribuire a delineare un percorso di uscita dalle macerie prodotte dal lungo governo della destra europea.La cura Monti sta uccidendo il Paese: quasi 3 milioni di persone sono in cerca di occupazione, i salari dei lavoratori italiani sono tra i più bassi d’Europa secondo dati Eurostat, siamo per l’Ocse il Paese in cui si lavorano più ore l’anno in Europa, il 35% dei giovani è disoccupato, e l’80% delle poche nuove assunzioni sono precarie. In questi dati è racchiuso il segno del fallimento delle politiche neoliberiste del lavoro incentrate sulla diminuzione delle tutele e sulla riduzione della regolazione, di cui sono effetto tragico anche le decine di operai morti durante il lavoro nei fatiscenti capannoni industriali miseramente crollati dopo il terremoto. C'e' tolleranza zero per gli onesti e i poveri cristi, mentre tutto e' tollerato per i furbi, i delinquenti, gli evasori, i banchieri, i finanzieri.

Monti si è rivelato continuatore di Berlusconi con altro stile, e quello che sta attuando questo governo verso il mondo del lavoro non era riuscito a farlo neanche il sultano di Arcore, perché peggio di un governo di destra come quello di Berlusconi c’è solo un governo di destra senza opposizione.Ma il vento in Europa sta cambiando e soprattutto gli equilibri in Italia adesso sono mutati, e dunque bisogna cominciare a far pesare decisamente il recente successo elettorale ottenuto contro il centro-destra e la disgregazione del Terzo Polo per far cambiare rotta al governo Monti. Perchè la smetta con la vuota chiacchiera sulla crescita e produca finalmente dei risultati, perchè metta in discussione il dogma dell’austerità e del pareggio di bilancio per il 2013, dal momento che l'Italia e' l'unico Paese europeo ad aver fissato quel traguardo per l'anno prossimo col risultato di avere previsioni di un Pil in rosso per tutto il 2012; e perchè modifichi in modo radicale e sostanziale la “riforma” del mercato del lavoro.

I sindacati Confederali, autonomi e di base, se non vogliono diventare un’associazione dei servizi modello 7e40, sono chiamati ad una mobilitazione straordinaria contro il ddl Fornero.

IN TUTTO IL PAESE UN GROSSO MOTO DI PARTECIPAZIONE È GIÀ INIZIATO DA TEMPO CON FERMATE, SCIOPERI, PICCHETTAGGI, BLOCCHI STRADALI E MANIFESTAZIONI, MA DEVE CONTINUARE ANCORA CON PIÙ FORZA COMPRENDENDO LA PROCLAMAZIONE DELLO SCIOPERO GENERALE, DA SVOLGERSI DURANTE E NON DOPO LA PROSSIMA DISCUSSIONE PARLAMENTARE, PER MODIFICARE PROFONDAMENTE QUESTA RIFORMA SBAGLIATA E DANNOSA.

Franco Pinerolo

lunedì 10 ottobre 2011

Il popolo è in cammino... tutti a Roma il 15 ottobre 2011, contro le inique sanzioni e per la sovranità monetaria



"In primis: ritorno alla sovranità monetaria nazionale..." (Saul Arpino)
(http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/10/07/roma-15-ottobre-2011-manifestazione-unitaria-contro-le-inique-sanzioni-strizza-popolo-e-per-la-sovranita-monetaria/)


La revisione in senso più restrittivo delle regole di Maastricht è stata rinnovata di recente col “Six pack” a partire dal 2015, e imporrà ai Paesi ad alto debito nuove manovre di rientro forzato.

Nella crisi in cui siamo nessuno può salvarsi da solo

ROMA, 15 OTTOBRE P. ZZA DELLA REPUBBLICA:

IL POPOLO È IN CAMMINO


- Le Germania ha responsabilità precise in questa crisi.

- Gli orrori del liberismo selvaggio europeo.

- Non è il nostro debito.

- Possibili soluzioni alla crisi.

- Regole contro la speculazione, azioni legali risarcitorie verso le Agenzie di rating.



La giornata del 15 ottobre vedrà mobilitazioni di protesta in tutta Europa, nel Mediterraneo e in altre regioni del mondo. In Italia per questa giornata internazionale si è creata una convergenza tra molteplici e plurali forze sociali, associazioni, sindacati, partiti della sinistra, uniti dalla consapevolezza che stiamo subendo tutto il peso di una crisi che non abbiamo provocato noi.





LA GERMANIA HA RESPONSABILITÀ PRECISE IN QUESTA CRISI


1) Ha adottato politiche interne fortemente restrittive e di fortissima deflazione salariale competitiva, in totale contraddizione egoista con la sopravvivenza dell'Unione monetaria europea, accumulando crediti grazie al fatto che gli altri Paesi più deboli assorbivano le loro merci indebitandosi e quindi destabilizzandosi.

2) La fragilità dell’euro deriva dal suo stesso vizio d’origine, imposto dalla Germania, che ha assegnato alla Banca Centrale Europea il solo compito della lotta all’inflazione, con la totale assenza di un impegno a sostenere la crescita economica, che è invece il principale compito per es. della Fed, la banca centrale statunitense. Questo ruolo della BCE è stato voluto dalla Germania per avere una valuta forte, in modo da ridurre il costo delle materie prime (trattate in dollari), poter acquistare più facilmente imprese e fare investimenti produttivi all’estero. Alla Banca Centrale Europea è stata inoltre espressamente vietata la funzione, propria di ogni vera Banca centrale, di sostegno ai Paesi attaccati dalla speculazione e di finanziatore di ultima istanza dei deficit dei Paesi aderenti (come invece fanno la Banca del Giappone, la Banca d’Inghilterra, la Fed statunitense ecc), con conseguenze disastrose per gli stessi Paesi.

3) Nei primi anni dell’euro tutti ritenevano che in caso di necessità le istituzioni europee sarebbero intervenute per rifinanziare i paesi in difficoltà, ma il rifiuto della Merkel di finanziare la Grecia nel 2009, quando bloccò per mesi gli aiuti europei facendo degenerare la situazione, ha rotto l’incanto scatenando l’assalto speculativo della finanza internazionale, che si è poi esteso agli altri Paesi.

4) la Deutsche Bank pochi mesi fa ha deciso improvvisamente di vendere titoli di stato italiani per 8 miliardi di euro e contemporaneamente di comprare derivati (Credit Default Swap) per assicurarsi dal fallimento dell’Italia. Questa scelta è stata come uno squillo di tromba per gli operatori che hanno cominciato a puntare sul fallimento dell’Italia.

5) La cancelliera tedesca Angela Merkel, per quanto riguarda la necessità di ricapitalizzare le banche, ha stabilito in questi giorni che l'Efsf (il fondo di stabilità europeo che si è deciso di rafforzare) può intervenire solo come ultima istanza, perchè prima devono intervenire i governi nazionali. Siccome la ricapitalizzazione delle banche, secondo Morgan Stanley, costerà agli Stati 140 miliardi di euro, possiamo dimenticarci qualsiasi ritorno alla stabilità nei conti pubblici.



GLI ORRORI DEL LIBERISMO SELVAGGIO EUROPEO

1) All’esplosione di ogni bolla finanziaria e dopo gli attacchi speculativi, la soluzione che viene prospettata è sempre la stessa: abbattimento del Debito Pubblico tramite il taglio della spesa pubblica (cioè meno sanità, meno scuola pubblica, meno dipendenti pubblici, aumento dell’età pensionabile ecc.), attacco ai diritti e alle tutele del lavoro, privatizzazioni e liberalizzazioni (cioè dare in pasto al mercato tutti i beni e servizi gestiti direttamente o indirettamente dal Pubblico): in una parola liberismo selvaggio. Questo processo sta mettendo in ginocchio i popoli europei e aggravando la crisi della domanda interna conducendo i paesi europei a una depressione economica.

2) La «troika» iperliberista (Commissione europea, Bce, Fmi) opera di fatto come il direttorio della Ue, come un podestà straniero, limitando la sovranità dei singoli Governi in materia di politica economica, pur non essendo stata eletta da nessuno, e le sue posizioni da strozzino differiscono sovente da quelle del Parlamento europeo, organismo eletto. Democratizzare la Commissione europea e la Ue sarebbero compiti impellenti per i governi europei

3) la Bce ha alzato i tassi in presenza di un'economia in depressione, dando il colpo di grazia all'euro

4) Il maggior limite della Bce deriva dal suo statuto, che le impone come massimo scopo quello di combattere l'inflazione, laddove una banca centrale dovrebbe avere tra i suoi scopi anche la promozione dello sviluppo e dell'occupazione, il prestito ai Paesi di denaro occorrente in caso di necessità, come fanno la Fed statutinetense, la Bank of England, il Giappone

5) la Banca dei regolamenti internazionali tre mesi fa ha chiesto alle Banche centrali di dare una stretta alla politica monetaria per combattere un'inesistente minaccia inflazionistica.



NON È IL NOSTRO DEBITO


1) È un aumento del debito pubblico dovuto alla crisi USA del 2008, che si è estesa ai paesi dell’Europa ed ha provocato un crollo dell’attività produttiva e quindi una crisi fiscale.

2) è un aumento del debito pubblico dovuto a un notevole calo delle entrate fiscali statali per la riduzioni dell'onere fiscale e i crediti agevolati concessi agli imprenditori (30 miliardi di euro l’anno!), che delocalizzavano pure le aziende pagando le imposte all’estero anziché nel paese d’origine.

3) è un aumento del debito pubblico dovuto a un crollo della domanda interna (e quindi una diminuzione di introiti fiscali per lo Stato) causata dalla riduzione dell’occupazione e del reddito;

4) è un aumento del debito pubblico dovuto alla speculazione che ha fatto perdere fiducia nei Paesi e quindi salire i tassi d’interesse anche dei Titoli di Stato e perciò allargare il debito pubblico.

5) è un aumento del debito pubblico dovuto al discredito di Berlusconi e alla mancata lotta alla grande evasione fiscale del suo governo e dei governi DC-PSI dagli anni 70

6) è un aumento del debito pubblico dovuto al fatto che gli Stati si sono fatti carico della ricapitalizzazione delle banche e dell’aiuto alla finanza (4.600 miliardi di euro, secondo il presidente della Commissione Europea): ovvero socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti!

7) è un aumento del debito pubblico dovuto alla stagnazione della crescita, causata negli ultimi 20 anni dalla perdita di produttività che, a sua volta, nasce sia dal ritiro dello Stato dai settori economici più avanzati sia dalle riforme del mercato del lavoro, che hanno abbattuto il costo del lavoro e scoraggiato gli investimenti.



POSSIBILI SOLUZIONI ALLA CRISI

1) La soluzione più probabile per uscire da questa situazione sarà fare in modo che i fondi EFSF (fondo Salva-Stati) rimpolpino il capitale della BCE e questa garantisca un volume potenziale di fuoco dell’ordine di uno o due trilioni, tale cioè da poter acquistare tutto il debito dei paesi periferici.

2) Si può consentire alla Bce di supportare l'Efsf. Per riuscirci, potrebbe essere sufficiente registrare l'Efsf come una banca, che in questo modo potrebbe rifinanziarsi presso la Bce alle stesse condizioni delle banche normali. L'Efsf potrebbe poi operare acquisti di titoli di Stato su vastissima scala, potenziando i propri fondi limitati grazie al supporto della Bce e dando a garanzia i titoli di Stato che acquista. Sapendo che un ammanco di liquidità non è più possibile, gli investitori si asterrebbero da attacchi speculativi contro i Paesi solventi

3) Altra soluzione può essere la creazione di un nuovo veicolo, esterno al fondo Salva-Stati (l'Efsf, Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria), che doterà lo strumento con 200 miliardi di euro. Il veicolo avrà la possibilità di far leva fino a dieci volte sulla dotazione iniziale, e dunque anche fino a 2mila miliardi, appoggiandosi alla Bei, la Banca europea per gli investimenti che procederà con l'indebitamento diretto sul mercato per finanziare il veicolo. A quel punto il veicolo, con un potenziale di fuoco in grado di scoraggiare la speculazione sarà a disposizione dell'Efsf che lo distribuirà ai singoli Stati nel momento in cui dovessero esserci improvvise crisi

4) D’altra parte basterebbe che la BCE dichiarasse di voler stampare moneta se necessario, perché mercati e spread si calmassero all’istante.

5) vanno affermate forme di bilancio e di fiscalità europea che permettano, attraverso un debito comune, di ripartire gli oneri e i vantaggi dell’unione valutaria tra gli stati forti e quelli deboli.

6) Poiché il debito europeo nasce anche dal fatto che ancora non c’è una nuova fonte di domanda, sarebbe possibile, sulla base di maggiori introiti e sul modello del “Job act” di Obama, creare un nuovo motore interno della domanda europea fondato sull'azione pubblica, perché il mercato autoregolato ha fallito. Lo stato deve rientrare nella produzione a partire da quella di servizi in regime di monopolio fino alle produzioni avanzate e innovative, che i privati non coprono, spingendosi fino alla nazionalizzazione delle banche facendo crescere l’occupazione riducendo l’orario di lavoro aumentando i salari, dando maggiori servizi, deduzioni fiscali, investimenti su green economy e conoscenza, potenziando ricerca, formazione, tecnologia, scuola e università.

7) lo statuto della Banca centrale europea va modificato, affinché il suo compito principale non sia più la stabilità valutaria e la lotta all’inflazione, ma il sostegno all’economia e alla crescita

8) La revisione in senso più restrittivo delle regole di Maastricht, decisa al Consiglio Europeo in primavera, e rinnovata con la recente approvazione del “Six pack” a partire dal 2015, impone ai Paesi ad alto debito manovre di rientro forzato. Come se ne esce? Il buon senso vorrebbe che mettesse mano al portafoglio chi possiede di più, cioè le persone (fisiche e giuridiche) titolari di grandi patrimoni anche immobiliari, e chi le tasse non le paga (l’evasione è a 120 mld l’anno!) ; è necessaria una maggiore tassazione delle rendite finanziarie esclusi i Titoli di Stato, la riduzione dell’assurda spesa militare, la progressività del prelievo fiscale, tagli ai costi della politica, una politica fiscale ispirata a criteri di legalità e giustizia, Ici sulle attività di lucro della Chiesa; recupero dei capitali occultati all’estero (230 miliardi solo in Svizzera!), utilizzo del surplus di riserve auree di Bankitalia.



REGOLE PER FRENARE LA SPECULAZIONE

1) QUAL È IL MECCANISMO DELLA SPECULAZIONE: gli speculatori sono un pugno di grandi operatori finanziari internazionali, società di intermediazione mobiliare, banche, assicurazioni, fondi pensione e d’investimento soprattutto anglosassoni, coadiuvati dalle autorità statunitensi. Essi realizzano enormi guadagni scommettendo sulla crisi dell’euro o gridando all'allarme per il rischio di default di alcuni Paesi: questo provoca l'immediato aumento delle difficoltà di collocamento dei titoli nei mercati internazionali. Così i derivati che questi operatori finanziari possiedono su questi titoli, cioè i CDS, che assicurano contro il rischio di default, aumentano di valore, facendo loro incassare plusvalenze finanziarie enormi. Peccato che la conseguenza sia l’abbassamento del valore della nostra Borsa e quindi la perdita di fiducia delle istituzioni finanziarie verso la nostra struttura finanziaria, e perciò l’ aumento della percentuale di rischio di solvibilità del nostro Paese, facendo salire il tasso d’interesse che serviva a comprare i nostri titoli del tesoro (cioè per acquistare BOT, BTP lo Stato italiano deve offrire più soldi), e quindi aumentando l’indebitamento, che può rendere insostenibile la restituzione del nostro debito, determinando la possibilità di fallimento (default) dell’Italia.

2) SERVONO DUNQUE REGOLE PER FRENARE LA SPECULAZIONE:

a) La Banca Centrale Europea deve continuare ad acquistare direttamente sul mercato primario i titoli del debito pubblico dagli stati europei, come fanno la Federal Reserve negli Usa, la Banca centrale d'Inghilterra, la Banca centrale giapponese ecc. La BCE deve dare una garanzia immediata e totale nei confronti di possibili annunciati fallimenti; a manovre che fanno leva su variazioni dei valori degli stock, essa deve rispondere rendendo chiaro, con gli annunci e con i fatti, che le vendite saranno fronteggiate da acquisti senza limiti, sostenuti da adeguamenti degli stock di moneta. Rispondendo invece, come purtroppo si sta facendo, solo con garanzie parziali e diluite nel tempo, si premia la speculazione, si fanno inutilmente soffrire i popoli, si mina la coesione internazionale.

b) Finalmente la Commissione Europea ha trovato un’intesa per applicare una tassa sulle transazioni di obbligazioni e azioni, per colpire chi compra e subito rivende appena può trarre profitto, ma purtroppo le aliquote minime previste sono quasi insignificanti: lo 0,1% per le operazioni su azioni e obbligazioni e lo 0,01% per le operazioni su prodotti derivati e strutturati: una tassa inferiore a quella più congrua prevista dalla Tobin tax. E si partirà solo dal 2014.

c) Gli Stati possono poi proibire le "vendite allo scoperto", come ha fatto la Germania.

d) Sarebbe utile l’emissione di Eurobond, perchè a quel punto sarebbe l'Europa il garante del debito e i paesi che hanno maggiori problemi di debito pubblico potrebbero così ottenere prestiti a interessi abbastanza bassi. La Germania che si oppone agli Eurobond rifletta, dato che con politiche recessive ha ridotto gli sbocchi nell’eurozona per le merci tedesche, provocando l’attuale crescita zero della stessa Germania; e inoltre l’eventuale insolvenza della Grecia o, ancor più, di altri paesi come Italia o Spagna, porterebbe al fallimento delle maggiori banche francesi e tedesche, fortemente esposte nei loro confronti, rendendo necessario un loro costosissimo salvataggio, più dispendioso del finanziamento di tali debiti sovrani da parte di un organismo comunitario

e) Come ha già fatto con successo la Procura di Trani che le ha indagate per
aggiotaggio e turbativa dei mercati per aver diffuso report inaffidabili sull'Italia, andrebbero esercitate in sede civile, anche attraverso l’Avvocatura dello Stato, azioni risarcitorie contro le Agenzie di rating. Il rapporto “incestuoso” con la propria clientela e il perverso intreccio proprietario che ne costituisce l’assetto societario sono già di per sé un pesante indizio di colpevolezza delle Agenzie di rating. È arrivato il momento di pensare ad un’agenzia pubblica di rating.

f) Si potrebbero nazionalizzare alcune banche di interesse nazionale, attuare una divisione tra banche commerciali e banche di investimento e applicare le regole di Basilea 3 con divieto di gestione fuori bilancio di qualsiasi titolo



PER ORGANIZZARE UNA RISPOSTA COMUNE EUROPEA, SINDACALE E POLITICA, CAPACE DI CAMBIARE LE ATTUALI SCIAGURATE SCELTE ULTRALIBERISTE DI POLITICA ECONOMICA DELL’UNIONE EUROPEA.



PER UNA SOCIETÀ CHE METTA AL CENTRO IL BENESSERE DEI POPOLI E LA SALVAGUARDIA L’AMBIENTE



PER RICONQUISTARE UNA DEMOCRAZIA REALE IN CUI DONNE E UOMINI, COMUNITÀ, LAVORATRICI E LAVORATORI ABBIANO IL DIRITTO DI DECIDERE LIBERAMENTE SULLE SCELTE CHE RIGUARDANO TUTTE E TUTTI.



15 OTTOBRE, ROMA ORE 14 P. ZZA DELLA REPUBBLICA


Franco Pinerolo

venerdì 7 ottobre 2011

No alla svendita del patrimonio pubblico ed all'impoverimento del popolo per saziare la voracità bancaria liberista




DECRETO SULLO “SVILUPPO” DEL GOVERNO BERLUSCONI: NEL MIRINO PENSIONI E BENI PUBBLICI.

La Banca centrale europea e i governi europei hanno sposato la dottrina dell'austerità col taglio alla spesa pubblica perchè hanno concepito la crisi di bilancio dei vari Paesi come se derivasse da un eccesso di uscite generato dai costi dello stato sociale, mentre si è trattato di un calo delle entrate fiscali.


- 20 motivi per cui è insensato reperire fondi con pensioni, svendita del patrimonio pubblico ai privati e grandi opere ambientalmente devastanti.

- Utile uno sviluppo economico guidato da un investimento diretto dello Stato e basato sui nuovi settori emergenti e incremento di stipendi e occupazione. Per le risorse paghi chi ha di più.


L’ERRORE DI FONDO ULTRALIBERISTA DEI GOVERNANTI EUROPEI

La Banca centrale europea e i governi europei hanno sposato la dottrina dell'austerità col taglio alla spesa pubblica perchè hanno concepito la crisi di bilancio dei vari Paesi come se derivasse da un eccesso di uscite generato dai costi dello stato sociale, mentre si è trattato:

1) di un aumento del debito publico dovuto ai salvataggi delle banche e della finanza (4.600 miliardi di euro, secondo il presidente della Commissione Europea);

2) di un crollo della domanda interna (e quindi una diminuzione di introiti fiscali per lo Stato) causata dalla crisi finanziaria che ha prodotto riduzione dell’occupazione e del reddito;

3) della speculazione che ha fatto perdere fiducia nei Paesi e quindi salire i tassi d’interesse anche dei Titoli di Stato e perciò aumentare il debito pubblico;.

4) per quanto riguarda l’Italia del discredito di Berlusconi e della mancata lotta alla grande evasione fiscale del suo governo, con effetti devastanti sul debito pubblico

5) di un notevole calo delle entrate fiscali statali dovuto alle riduzioni dell'onere fiscale, ai crediti agevolati e al sostegno economico concesso agli imprenditori, che delocalizzavano pure le aziende pagando le imposte all’estero anziché nel paese d’origine.


Troppo facile fare impresa facendo pagare dipendenti e pensionati, che contribuiscono per il 70% delle imposte pagate. E paradossalmente poi a questi stessi dipendenti e pensionati ora Confindustria chiede anche di pagare il prezzo del debito pubblico!

Confindustria infatti è tornata alla carica col Governo Berlusconi chiedendo "riforme" urgenti e fra queste: il "superamento" delle pensioni di anzianità con accelerazione sulla “quota 100″ (sommando anni e anzianità contributiva); lo stop al sistema retributivo per il calcolo della pensione (quindi pensioni più misere); le donne in pensione nel privato a 65 anni già nel 2012; privatizzazioni dei beni pubblici; riduzione delle partecipazioni pubbliche nell'economia; grandi opere ambientalmente devastanti.


PERCHÉ È INSENSATO REPERIRE FONDI CON LE PENSIONI

Il sistema pensionistico pubblico è in attivo e finanzia il bilancio dello Stato in misura consistente e crescente dal 1998 in poi (+1,8% del Pil); versando contributi per 40 anni la pensione ce la siamo strapagata per i pochi anni che ancora vivremo; la Germania ha quota 98 (sommando anni e anzianità contributiva), noi nel 2013 avremo quota 98 e 3 mesi; le pensioni tedesche sono adeguatamente rivalutate, le nostre no; tagliandole si risparmia poco ma si uccidono i consumi e la crescita; allungando l’età pensionistica meno giovani avranno lavoro; meno occupazione = meno contributi pensionistici; sui lavoratori dipendenti pesano i Fondi in passivo dei Dirigenti d’azienda; meno lotta all’evasione da parte del governo Berlusconi = meno contributi previdenziali e più debito pubblico.

a) L'Inps chiuderà anche il 2011 con un avanzo finanziario. Si dice che le pensioni pesino troppo sui conti pubblici ma non è vero, perchè nel calcolo viene inclusa tutta la componente dell'assistenza e dei prepensionamenti (che dovrebbero gravare invece, come in molti Paesi, sulla fiscalità generale), mentre il sistema pensionistico pubblico ha un saldo tra le entrate contributive e la spesa per le prestazioni di natura previdenziale positivo ormai dal 1998. E ciò considerando anche le gestioni autonome. Nell'ultimo anno di cui si hanno i dati, il 2009, questo saldo positivo è pari all'1,8% del Pil. Quindi il sistema pensionistico pubblico finanzia il bilancio dello Stato, e in una misura consistente e crescente dal 1998 in poi.

b) Una persona che lavorando ha pagato per 40 anni il 41% (33% + 8%) sul lordo del proprio stipendio, la sua pensione se l’è strapagata. Considerando infatti che si va in pensione a 60 anni circa campandone ancora 16 o 17 mediamente, non si recupera neppure tutto ciò che si è versato di contributi!

c) Si esalta il sistema pensionistico della Germania ma lì è possibile andare in pensione anche a 63 anni se ci sono 35 anni di anzianità. In sostanza a quota 98. In Italia in questo momento, senza nessun intervento, la quota in vigore è 97 ma siccome per chi matura il diritto la finestra si apre 12 mesi e nel 2013 scatterà lo slittamento di tre mesi legato all'aspettativa di vita, si arriverà a quota 98+3 mesi, una quota più alta di quella tedesca! E in Italia tra 20 anni le lavoratrici andranno in pensione oltre i 68 anni….

d) Se poi si guarda all'età di pensionamento effettivo, l'Italia ha anche quasi un anno in più della Francia.

e) E dal 1992 le pensioni in essere non sono più agganciate alla crescita dei salari e anche l'aggancio all'inflazione è parziale, esattamente il contrario di ciò che accade in Germania, dove le pensioni sono legate all'andamento dell'economia. Il risultato è che negli ultimi 19 anni i tedeschi hanno visto rivalutare le loro pensioni, mentre il potere d'acquisto dei pensionati italiani si è ridotto.

f) Colpendo le pensioni, il magro risparmio per il bilancio previdenziale sarebbe vanificato dal mancato sviluppo della domanda interna, uno dei principali freni alla crescita.

g) L'allungamento dell'età pensionistica va a discapito delle già magre opportunità di impiego dei giovani e dispersione all'estero delle intelligenze.

h) Se la spesa pensionistica è elevata in termini di Pil non dipende da pensioni troppo generose o da troppi pensionati, ma anche dal fatto che i tassi di occupazione sono bassi, nel 2010 57,2% contro il 65,8 dell'UE

i) I tagli alle pensioni servono allo Stato per ridurre alle imprese il prelievo contributivo, come se non bastasse alle imprese la loro evasione contributiva che si aggira sui 25 mld di euro annui. Servono dunque provvedimenti legislativi, organizzativi e investigativi efficaci per scovare e punire la grande evasione contributiva.

j) È inaccettabili la distorsioni della forzata solidarietà che deriva dal travaso dei contributi dei lavoratori dipendenti e parasubordinati verso tutto il mondo dei dirigenti d'azienda industriali e del lavoro autonomo, categorie che peraltro
continuano a beneficiare di una bassa aliquota contributiva versata. E i Fondi dei Dirigenti d'azienda sono pure in passivo.

k) Tutti i governi Berlusconi non hanno mai contrastato con fermezza la grande evasione fiscale e contributiva previdenziale, smantellando pure le valide misure prese dal governo Prodi (tracciabilità dei pagamenti, soppressione dell'obbligo di allegare alla dichiarazione Iva gli elenchi clienti/fornitori, abolizione della tenuta da parte dei professionisti di conti correnti dedicati, eliminazione dell'obbligo di comunicazione preventiva per compensare crediti di imposta superiori ai 10mila euro) e riducendo il personale addetto alle ispezioni. TUTTO CIÒ HA CONTRIBUITO ANCHE A FAR SCHIZZARE IN ALTO IL NOSTRO DEBITO PUBBLICO.



LE NORME GIÀ VARATE DAL PARLAMENTO HANNO PEGGIORATO PESANTEMENTE LA SITUAZIONE DELLE DONNE E DI TUTTI, SIA DAL PUNTO DI VISTA DEI RENDIMENTI, SIA CON UN NETTO INNALZAMENTO DELL'ETÀ PREVIDENZIALE; A CIÒ SI SONO AGGIUNTI GLI INTERVENTI SULLA FINESTRA MOBILE E IL LEGAME AUTOMATICO DEL PENSIONAMENTO CON L'ASPETTATIVA DI VITA:

SULLE PENSIONI ABBIAMO GIÀ DATO FIN TROPPO!


CONTRO LE PRIVATIZZAZIONI E LA SVENDITA DEL PATRIMONIO PUBBLICO


L’abbassamento del prezzo e la vendita di pezzi del patrimonio pubblico attraverso ondate di privatizzazioni sono uno degli obiettivi dei ripetuti attacchi speculativi di questi mesi.


1) la dismissione dovrebbe partire a gennaio 2012 con la realizzazione della Sgr (società di gestione del risparmio), una sorta di contenitore dove verrà piazzato tutto ciò che dallo Stato potrà andare al mercato: crediti, immobili, concessioni e partecipazioni. Così Enel, Finmeccanica e Eni, ma anche Bancoposta, municipalizzate, appartamenti degli ex Iacp, altri immobili, ma forse anche beni artistici, culturali e monumenti potrebbero essere in parte o del tutto ceduti. E i beni dati in concessione come ad esempio autostrade, spiagge, cave, demanio, porti, aeroporti, dovrebbero triplicare il flusso facendo salire a dismisura le tariffe.

2) Quando lo Stato privatizza o cerca di "vendersi" il patrimonio immobiliare, si espropria la comunità, perché il governo non vende quanto è suo ma quanto appartiene pro-quota a ciascun componente. L’appartenenza a una comunità implica il diritto a un insieme di beni essenziali che appartengono di diritto all’intera umanità, e dunque a nessuno deve essere permesso appropriarsene per proprio profitto

3) Parlare oggi di privatizzazioni con valori del capitale così bassi a causa della crisi, significa di fatto aderire a una logica speculativa, perché a trarne beneficio non sarà il bilancio dello Stato ma soltanto coloro che potranno fare affari a prezzi scontati

4) Le privatizzazioni hanno sempre causato ai dipendenti di quelle aziende condizioni salariali e di lavoro peggiori, e ai cittadini servizi più scadenti e costosi per far risparmiare i privati. Ad esempio le Regioni dove il processo di privatizzazione dell’acqua è più avanzato sono quelle che hanno i prezzi più elevati, e da quando è entrata in vigore la norma che ha dato il via al processo di liberalizzazione del servizio idrico, gli investimenti sono diminuiti di circa due terzi, le tariffe sono aumentate del 60%, si è verificata una dispersione/cattivo utilizzo delle risorse pari a circa 60 - 65%, e una riduzione importante del personale, anche di quello specializzato per fare i controlli

5) Privatizzare, svendere i beni comuni dello Stato, consegnare patrimonio immobiliare o aziende partecipate a banche, assicurazioni o Fondi, significa anche dare agli speculatori le risorse per continuare a speculare. Senza considerare che c’è sempre chi utilizza la privatizzazione per fare regali agli amici….

6) Sarebbe utile invece trasformare la Cassa Depositi e Prestiti in una Banca pubblica finalizzata a finanziarie enti locali, aziende pubbliche e beni comuni.



LE PRIVATIZZAZIONI SONO SEGNO DELL’INVOLUZIONE CULTURALE OGGI IN ATTO, CON LA PREVALENZA DEL PROFITTO SULLA PERSONA, DELL’AVERE SULL’ESSERE, DEGLI AFFARI PRIMA DEL DIRITTO, DEL CRIMINE AL POSTO DELLA TRASPARENZA.


PICCOLE OPERE CONTRO LE GRANDI OPERE AMBIENTALMENTE DEVASTANTI PROPOSTE DAL GOVERNO

1) In alternativa alle grandi opere ambientalmente devastanti dalla Val di Susa al ponte sullo Stretto, al terzo valico della Milano-Genova, occorre un piano basato su migliaia di piccole opere, a partire da quelle per mettere in sicurezza il territorio italiano da frane, alluvioni, incendi, terremoti e siccita', per continuare poi col completamento, ammodernamento e risanamento del sistema idrico e di tutte le dighe e opere di canalizzazione incompiute sul territorio nazionale.

2) Bisogna sottrarre soldi in particolare alla mostruosa ed inutile opera Ponte di Messina, come fece l’ex Ministro alle Infrastrutture Di Pietro sottraendo un miliardo e 62 milioni al Ponte per potenziare invece le linee ferroviarie e marittime pubbliche, i porti, le strade e la messa in sicurezza del territorio.

3) Le vicende corruttive di questi anni impongono che si operi attraverso procedura ordinaria, prevedendo protocolli di trasparenza e legalità e sviluppando anche un’azione di controllo dal basso sulla spesa pubblica


UNO SVILUPPO ECONOMICO BASATO SUI NUOVI SETTORI EMERGENTI E GUIDATO DA UN INVESTIMENTO DIRETTO DELLO STATO

a) La mancata crescita dell’economia italiana, a partire dagli anni ‘90, deriva da una parte dal ritardo tecnologico per gli scarsi investimenti in ricerca e formazione, e dall’altra da incapacità del sistema d’investire nei nuovi settori emergenti.

b) La crescita può scaturire smettendo di perseguitare con effetti recessivi salari, pensioni e occupazione, e promuovendo invece un investimento diretto dello Stato. Ma ciò è ostacolato dal rifiuto ideologico ultraliberista della destra oggi al governo.

c) Lo Stato dovrebbe avviare uno sviluppo economico ambientalmente e socialmente compatibile sui nuovi settori (economia verde, nanotecnologie, ecc.) con aiuti ai settori strategici innovativi ad alto beneficio sociale. Sarebbe opportuno dare migliori servizi, più occupazione, deduzioni fiscali, potenziamento di ricerca, tecnologia, scuola e università e una redistribuzione della ricchezza prodotta tramite un incremento di pensioni e salari, aumento delle quote pubbliche in aziende come Eni, Enel e Finmeccanica, controllo dei movimenti di capitale e dotando il Sud di una struttura industriale e di relative infrastrutture.

d) Le risorse andrebbero reperite attraverso una severa lotta alla grande evasione fiscale, patrimoniali verso la grande ricchezza anche immobiliare, una maggiore tassazione delle rendite finanziarie esclusi i Titoli di Stato, riduzione dell’assurda spesa militare, tagli ai costi della politica, una politica fiscale ispirata a criteri di legalità e giustizia, Ici sulle attività di lucro della Chiesa; recupero dei capitali occultati all’estero (230 miliardi solo in Svizzera!), utilizzo del surplus di riserve auree di Bankitalia.


I SOLDI PER FINANZIARE LE BANCHE NON MANCANO MAI, MA PER PENSIONI, SANITÀ, ISTRUZIONE, SERVIZI PUBBLICI E BENI PUBBLICI SOLO TAGLI E PRIVATIZZAZIONI!

MANDIAMO IN PENSIONE IL GOVERNO, E BERLUSCONI AD OCCUPARSI DEI NIPOTINI PERCHÉ IL PAESE NON HA PIÙ BISOGNO DI GENTE COME LORO!

È ORA DI GIRARE PAGINA: IL NUOVO ULIVO È L’ALTERNATIVA, DEMOCRATICA, RIFORMISTA E SOLIDALE.



Franco Pinerolo

lunedì 26 settembre 2011

Pareri vari ed opposti sule cause controverse dietro alla formazione del debito pubblico...



Comincia il discorso Franco Pinerolo:

Mentre la Confindustria, lancia in queste ore un’offensiva sulla crisi economica, annunciando un programma di liberismo selvaggio in cinque punti, e il Governo Berlusconi si appresta all’ennesima pesante manovra economica per farci pagare il prezzo della crisi, è utile che si faccia chiarezza su ciò che sta accadendo, per assegnare le responsabilità di questo stato di cose a chi le ha.
CHI HA CAUSATO IL DEBITO PUBBLICO?

1) LO SHOCK PETROLIFERO DEL 1970, LA RIFORMA FISCALE DEL 1974 E IL DIVORZIO TRA BANCA D’ITALIA E TESORO, DECISI DAI GOVERNI DC E PSI, FURONO LA CAUSA PRIMA DEL DEBITO PUBBLICO
Il Debito Pubblico italiano ha avuto il primo scossone con lo shock petrolifero degli anni ’70 ed è stato aggravato nella prima Repubblica dalla Democrazia Cristiana e dal PSI di Craxi perché, mentre la maggior parte dei paesi avanzati introduceva all’inizio del ’900una tassa commisurata alla somma di tutte le entrate del contribuente, invece la riforma fiscale italiana del 1974, con l’introduzione dell’IRPEF non accompagnata da un’adeguata riforma della Tributaria e quindi da adeguati controlli, ha generato un’enorme evasione ed elusione fiscale, per cui se da un lato nel 1980 il 24% dei redditi imponibili da lavoro dipendente veniva evaso o eluso, questa cifra passava addirittura al 60% per i redditi di impresa e da capitale. E oggi ne paghiamo le conseguenze. Dunque se lo Stato o le amministrazioni locali aumentano la pressione fiscale o riducono la spesa pubblica per far fronte ai minori introiti fiscali (a causa dell’evasione fiscale), diminuirà la domanda aggregata inducendo una riduzione delle entrate fiscali che può peggiorare la riduzione del deficit pubblico.

Ma la vera esplosione del debito si è avuta nel 1981 (nel 1980 il Debito era al 60% del PIL, nel 1992 era al 107,7), quando fu deciso dai suddetti governi DC e PSI il divorzio tra Banca d’Italia e Tesoro. Fino ad allora, la Banca d’Italia acquistava i Titoli di Stato invenduti, emettendo moneta a copertura dei costi. Dopo il “divorzio”, la sorte dei Titoli fu lasciata al mercato. Tale decisione se da un lato diminuì in parte l’inflazione per via del fatto che veniva emessa meno moneta, dall’altro fece lievitare i tassi d’interesse e di conseguenza il Debito Pubblico. Risulta che, tra i maggiori beneficiari degli alti tassi dei Titoli di Stato, ci furono la Fiat e Olivetti (se lo ricordi questo Confindustria!).

2) I PROTAGONISTI DELLE BORSE HANNO PRODOTTO GRAN PARTE DEL DEBITO PUBBLICO
Le società di intermediazione mobiliare, le istituzioni finanziarie e monetarie, i fondi pensione e i fondi d’investimento, le banche, le assicurazioni sono gli stessi che nel corso degli anni hanno prodotto la gran parte del debito pubblico italiano. Vendendo milioni di azioni essi hanno realizzato speculazioni che hanno provocato abbassamento del valore della nostra Borsa e quindi perdita di fiducia delle istituzioni finanziarie verso la nostra struttura finanziaria, e perciò è aumentata la percentuale di rischio di solvibilità del nostro Paese, la quale ha fatto salire il tasso d’interesse che serviva a comprare i nostri titoli del tesoro (cioè per acquistare BOT, BTP lo Stato italiano ha dovuto offrire più soldi), e quindi è aumentato l’indebitamento. Si stabilisce un circolo vizioso per cui più uno stato è a rischio fallimento e più genera profitti per gli investitori. Ciò è avvenuto perché oggi la quota di debito pubblico detenuta da investitori internazionali è del 52,4%, a fronte del 5,59% del 1991 (dati Bankitalia), e questi investitori internazionali hanno, al contrario di quelli nazionali, tutto l’interesse alle manovre speculative nei confronti di un qualsiasi stato.

3) LA SCARSA CREDIBILITÀ PERSONALE DI BERLUSCONI È CONCAUSA DELLA CRISI
Nel 1993 il debito pubblico era di 1.528.561 miliardi di lire. Nel 1994 va al governo Berlusconi che in un solo anno lo porta a 1.781.074 miliardi di lire. Quindi primo governo Berlusconi + 200.000 miliardi di lire, secondo Governo Berlusconi +290.000 miliardi di lire, terzo Governo Berlusconi + 300.000 miliardi di lire. Totale deficit provocato dal centrodestra: + 790.000 miliardi di lire. Non è tanto il rapporto debito/pil a creare instabilità, quanto piuttosto la stessa instabilità politica della compagine di governo ad attirare le attenzioni speculative sull’Italia. Secondo l’autorevole economista Nouriel Roubini, il solo annuncio delle dimissioni di Silvio Berlusconi da Palazzo Chigi porterebbe a ridurre lo spread fra i btp e i bund tedeschi decennali fra i 50 e i 100 punti base, in modo permanente. Alcuni studi hanno provato a quantificare gli effetti degli annunci degli scandali sessuali del premier sui rendimenti dei nostri titoli di stato trovando che questi hanno contribuito ad allargare lo spread in modo statisticamente significativo. Invece la prospettiva di nuovi equilibri più solidi e duraturi tramite nuove elezioni offrirebbe la speranza di un qualche cambiamento in tempi più ravvicinati, come dimostra la Spagna, che era penalizzata da uno spread inferiore al nostro e dopo l’annuncio di Zapatero di lasciare andando a nuove elezioni, oggi la Spagna è ritenuta più credibile dell'Italia.

4) L’ESPLOSIONE DEL DEBITO PUBBLICO NON DIPENDE AFFATTO DALLA SPESA SOCIALE. il debito pubblico italiano a luglio ha stabilito un nuovo record, raggiungendo quota 1.911,807 miliardi di euro. Il vincolo stabilito dal Trattato di Maastricht e dal Patto di stabilità e crescita è del 60 per cento. Molti paesi europei prima della crisi avevano bilanci in ordine e bassi debiti pubblici. Gli squilibri derivano dall’ingentissima mobilitazione di risorse necessarie per salvare le banche e dal crollo della domanda interna causata dalla riduzione dell’occupazione e del reddito.


DUNQUE COL DEBITO NON C’ENTRANO NIENTE I SALARI TROPPO ELEVATI, LE PENSIONI TROPPO ALTE, I SERVIZI PUBBLICI GARANTITI ANCHE SE POI, AL MOMENTO DEL BISOGNO, SI RIVOLGONO AI LAVORATORI IN CARNE ED OSSA, FAMIGLIE, GIOVANI E PENSIONATI PER RIPAGARE I DEBITI CHE VENGONO PRODOTTI AD OGNI MOVIMENTO SPECULATIVO E AD OGNI CRISI.

Franco Pinerolo


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Commento di Giorgio Quarantotto:

Non voglio creare problemi, ma ho il dovere di mettere a conoscenza albamed che c'è una raffinata propaganda in rete per gli intellettuali sprovveduti che va raccogliendo voti per mettere la sinistra al governo. Scopo "Britannia2"
Ho ricevuto quanto sopra e mi sto accingendo a fare la dovuta contoinformazione in rete per un pubblico vasto e meno manipolabile.
Qualche ragguaglio su quanto afferma il prestanome Pinerolo sulla causa del debito, mi aiuterebbe a controbattere senza fare errori. Non ho l'indirizzo mail di M. Saba, sicuramente lui preciserebbe che nel debito Italiano ci sono anche la AmLire e Marco Luna avrebbe da dire molte cose sul signoraggio Bancario. E poi che dire del trio Ciampi -Amato- Draghi . Prodi lo sappiamo e l'uomo chiave della Goldman Schas..
Saluti

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Commento di Giorgio Vitali:

PER procedere con ordine, occorre porre alcuni punti fermi.
1) Intanto girano su YOUTUBE informazioni essenziali, soprattutto a proposito di signoraggio.
Andare a vedere, sempre su Youtube, oltre ai servizi, beninteso, di Albamediterranea, anche i video inseriti da:
informazionevera e scorpione 1952.
2) Da questi si può risalire ad altri inserimenti, sempre sul sistema signoraggio.
3) Marco Saba, facilmente reperibile su facebook, ha, a suo tempo, conteggiato quanto "lorsignori" ci hanno defraudato con le AMLIRE. I cosiddetti aiutini del PIANO MARSHALL sono ben poca cosa di fronte al furto delle AMLIRE, che possiamo così riassumere: a) Furto istantaneo, che corrisponde ad una vera e propria REQUISIZIONE. b) Furto dilazionato costituito dalla svalutazione della £ira. c) PERDITA di sovranità contingente, in quanto fino ed oltre il 1946 non esisteva Stato italiano, ma tutte le decisioni erano delegate al governo alleato d'okkupazione. ASSOLUTAMENTE DA RICORDARE: forse qualcuno è al corrente che il cosiddetto "governo badoglio" del regnicolo del Sud, dichiarò guerra a Germania e Giappone. Nelle regole internazionali che contano, ad una dichiarazione di guerra dovrebbe seguire un trattato di pace. NEL NOSTRO CASO non ce ne è stato bisogno perchè tali dichiarazioni di guerra NON hanno alcun valore, NON AVENDO il regnicolo, e tanto meno il fellone badoglio, alcuna autonomia operativa. Al contrario, la R.S.I. chiuse l'attività operativa durata un anno e mezzo con un attivo di cassa di svariati miliardi di £ire NON svalutate, che il ministro Pellegrini Gianpietro consegnò ad elementi del governo fellone. SICURAMENTE li avranno rubati. ( Interpellare sull'argomento Antonio Pantano che di recente ha fatto una onferenza sul ministro nel suo paese natale.)
4) La perdita della sovranitàSTATUALE viene sempre a coincidere con la perdita della sovranità economica. E' ovvio. Ma basterebbe leggere le opere del Preziosi, che ne ha scritto fin dall'inizio del XX secolo per rendersene conto. E' un processo che si protrae nel tempo e che è ben conosciuto.
5) In un recente scritto, a me pervenuto sabato scorso e che io ho distribuito immediatamente, un importante scritto di Paolo Barnard descrive il VERO potere mondialista CON NOMI e COGNOMI. Da cui si evince la SUDDITANZA totale degli uomini politici, e NON solo quelli citati, che sono le teste di cazzo di turno. VEDERE: http//igienistamentale.wordpress.com/2011/09/24/paolo-barnard-questo-e-il-potere/
CONCLUSIONE: Marco Tarchi, in un recente scritto: < NESSUN SUCCESSO DUREVOLE ATTENDE CHI, AI NOSTRI GIORNI, NON HA VOLUTO PRATICARE UN'AZIONE DI SEMINA DI IDEE E MODELLI DI COMPORTAMENTO SUL PIANO CULTURALE, DICOSTUME E DEGLI STIMOLI ALL'IMMAGINARIO COLLETTIVO.

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Ed ora il parere composito di Antonio Miclavez:

Meccanismo di creazione del Debito Pubblico: differenza fra Stato Sovrano e Stato Schiavo.

“Il Debito Pubblico è il debito scritturale che Stato e Cittadini hanno contratto col cartello bancario privato che ha creato denaro usurpando la Sovarnità monetaria.”

Questa definizione, trattada “Euroschiavi” e da “Euflazione”, è esatta ma incompleta; anche uno Stato con la Sovranità Monetaria infatti può ricorrere al Debito Pubblico quando vuole vuole limitare l’eccesso di liquidità per tornare all’Euflazione.

Non è chiaro? Cerco di spiegarlo.

Definiamo prima la situazione dello Stato Sovrano, ovvero dello Stato che ha conservato la Sovranità Monetaria.

Diciamo che lo Stato ha emesso molto denaro, troppo rispetto al punto di Euflazione, al punto “G” dell’economia; i prezzi stanno salendo per eccesso di liquidità in circolazione. (Nota Bene: di “denaro in circolazione”; se il denaro c’è ma è sequestrato dal circuito speculativo borsistico, è come non ci fosse; anzi, è un parassita che sta succhiando sangue all’ospite creando furti continui al e instabilità.)

Questo può esser dovuto perchè la produzione cala o perchè il prelievo fiscale non è stato sufficiente; fattostà che c’è troppo denaro in circolazione.

Una manovra che lo Stato PUO’ fare è di emettere obbligazioni, BOT appunto.

Diciamo che il Cittadino acquisisce 100.000€ di Bot al 5% a scadenza un anno. Egli versa 100.000€ allo Stato, e pertanto 100.000€ escono dalla circolazione per un anno entrando provvisoriamente nella cassa dello Stato; dopo un anno il Cittadino si riprende 100.000€ + 5.000€ di interessi.

Bilancio finale; i 100.000 son tornati in circolazione (erano i suoi e son tornati suoi), e i 5.000€ di interessi lo Stato ha dovuto recuperarli con le tasse per pagarglieli; se egli fosse l’unico Cittadino di quello Stato, avrebbe dovuto pagarli lui con le tasse, e se li ritrova come interessi; bilanci o in pareggio quindi.

In pareggio non proprio; manca lo 0.75% di commissione che se li tiene la Banca che ha mediato la transazione; il Cittadino quindi deve pagare 5.750€ di tasse per ritrovarsi 5.000€ in tasca dopo un anno.

Il bello di questa operazione è che ora lo Stato è SENZA Debito Pubblico; ha chiuso la posizione aperta, e se vuole emette altre obbligazioni, altrimenti no.

Il vantaggio dell’operazione c’è, ma a conti facci chi ci guadagna è solo lo Stato, e quindi anche il Cittadino; lo Stato si è finanziato coi soldi del Cittadino. Il Cittadino pensa di averci guadagnato, ma nell’esempio riportato ci ha rimesso *

Inoltre, il Cittadino deve soffrire per l’inflazione economica; ha perso diciamo il 5% - ovvero 5.000€ - di potere di acquisto. Inoltre, ha subito il rischio reale di perdere tutti I 100.000€ perchè lo Stato è saltato.

Chiaramente il Cittadino in realtà è uno dei 60 milioni di saggi Italiani, per cui i 5.000€ di tasse per pagare i suoi interessi sui BOT sono spalmati sulle tasse dell’intera popolazione. Volete sapere qual’è il punto di pareggio allo stato attuale in cui il DP (Debito Pubblico) è 1.900 Miliardi con I cedolini (utili) del 5%, ovvero 95 miliardi?

Beh, 95 miliardi spalmati su 60 milioni di cittadini fanno 1.583€ a testa; questa la cifra che ogni anno ogni cittadino paga per coprire gli interessi dei BOT e CCT.

Metti che tu possegga BOT al 5%; allo stato attuale devi averne per 31.600€ per andare in pareggio.

Definiamo ora la situazione dello Stato Schiavo, ovvero dello Stato che ha perso la Sovranità Monetaria. Osservate il tabellone del gioco “Bankopoli” che ho creato su consiglio di Marco Della Luna.

Lo Stato Schiavo DEVE emettere obbligazioni per avere denaro (ovviamente denaro creato dal nulla senza rischi, senza oro a garanzia etc), e quindi DEVE avere un DP.Il DP è parte integrante di questo sistema, fa parte della sua struttura, è INELIMINABILE. Per annullare il DP, lo Stato deve creare allo stato attuale 1.900 Miliardi di Euro, per creare I quali deve emettere 1.900 miliardi di BOT portando il DP a 3.800 Miliardi.

Lo Stato ha perso il potere di creare denaro; può solo creare BOT con cui mendicare denaro; che si tratti di denaro neocreato o di denaro già in circolazione, poco cambia. Oggi, il DP è quasi tutto nelle pance delle banche, che senza far nulla, come al solito, incassano i dividendi con le tasse dei cittadini.

Senza che vi riscriva tutto il percorso, andate all’inizio di questo articolo, e vedrete che ora capirete cosa ha portato la perdita della Sovranità monetaria.

Come Uscirne?

Riprendersi la sovranità monetaria e recusare il Debito Pubblico. Alternative? No.

martedì 5 luglio 2011

Manovra, verso la stangata... - Con il governo Berlusconi la crisi la paga chi la subisce


"Catafalco per gli italiani falliti, mentre il cavaliere prospera" (Saul Arpino)

Con il governo Berlusconi paga la crisi chi la subisce

Verso la stangata.
Colpiti pensioni, sanità, scuola e pubblico impiego. Tagliati trasferimenti a Regioni, Province e Comuni con conseguenti aumenti delle tasse locali e riduzione dei servizi sociali. Furbesco spostamento del peso maggiore della manovra a dopo le elezioni. Taglio ai costi della politica? Tassazione alle rendite finanziarie? Riduzione delle tasse? Rinviati alle calende greche! Vergognosa norma ad personam sul Lodo Mondadori

a) IL CENTRODESTRA DALLA “FINANZA CREATIVA” ALLA “FINANZA TARDIVA”.

Quando nel 2002 il governo di centrosinistra fu sostituito dal governo Berlusconi, il surplus primario era pari al 5-6% del Pil e la bilancia dei pagamenti era in equilibrio, con tasse in via di diminuzione. Ma il governo di centrodestra, dimostrando incapacità assoluta, in poco tempo liquidò il surplus primario e aumentò il debito facendo saltare il patto di stabilità con l’Europa. I due anni del successivo governo Prodi recuperarono in parte una situazione per molti versi compromessa. Poi venne un nuovo governo Berlusconi e la crisi finanziaria: Tremonti e Berlusconi hanno fatto finora tanti annunci e molta propaganda, non mantenendo le promesse fatte in campagna elettorale e raccontando agli italiani anche frottole: prima hanno negato che ci fosse la crisi, poi hanno detto che non toccava l’Italia, poi che era una crisi solo finanziaria, poi che i nostri conti erano in ordine e non c’era bisogno di alcuna manovra, e ora ecco la stangata. Tremonti e Berlusconi hanno fatto i furbi spostando il peso maggiore dei tagli (40 miliardi) al 2013 e al 2014, cioè dopo le elezioni, quindi sul prossimo governo (di centrosinistra?), e sulle spalle degli elettori che non potranno più punirli nelle urne. La stessa prassi adottata nel 2006, quando lasciarono in eredità ai governi di centrosinistra lo scalone previdenziale e il “concordato di massa” (condono).

b) L’AMARO CALICE

1) Sanità:

- I super ticket tornano già dall’anno prossimo: 10 euro sulla specialistica ambulatoriale e 25 su prestazioni di pronto soccorso non seguite da ricovero. Così il governo mette le mani nelle tasche degli italiani più deboli, i malati cronici e gli anziani, senza risolvere il problema del disavanzo, perché è solo una goccia in mezzo al mare. Il diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della nostra Costituzione viene dunque messo seriamente in pericolo, mentre non si tagliano gli sprechi, né le gestioni disinvolte e gli ospedaletti sorti solo per dispensare posti a destra e a manca, che non garantiscono i codici rossi, ma a malapena quelli bianchi. In particolare il ticket sul pronto soccorso grava soprattutto su chi utilizza le strutture pubbliche e subisce la mancanza di strutture territoriali di medicina che operino 24 ore su 24 e su tutto il territorio nazionale.

- dal 2014 sono previsti nuovi ticket sui farmaci e sulle prestazioni sanitarie, compresi i ricoveri

- Nel 2014 si arriverà a quasi 10 miliardi di tagli nella sanità, sommando 3,2 miliardi nel 2013 e di altri 6,5 l’anno successivo, con un finanziamento per il 2013 e 2014 che verrebbe incrementato al di sotto del PIL nominale e che quindi non coprirebbe nemmeno l’inflazione: è vergognoso, dal momento che la spesa sanitaria in Italia è già più bassa della media UE e dei paesi OCSE.

- Privatizzata anche la Croce Rossa il cui personale a tempo indeterminato sarà posto in cassa integrazione e i precari licenziati a fine anno

2) Pensioni:

- Per le pensioni tra 18.300 e 30.500 euro (tra i 1.400 e i 2.300 euro LORDE al mese) la rivalutazione si riduce al 45%: un taglio drastico inaccettabile che si rovescerà sui ceti medio-bassi. Si sta parlando di pensioni intorno ai mille euro, che sono le pensioni degli operai professionali dopo 40 anni di lavoro, degli impiegati, dei tecnici, le cui pensioni già subiscono la mancata rivalutazione rispetto all’inflazione effettiva; che fanno a tirare la fine del mese e che spesso devono proteggere figli che non trovano il lavoro. È un’ingiustizia inaccettabile!

- Per tutti ci sarà un innalzamento dell’età di pensionamento a partire dal 2014 (un anno prima del previsto) di tre mesi ogni tre anni, in relazione al previsto aumento dell’aspettativa di vita.

- Si lavorerà più anni: dal 2020 ci vorrà un mese di più, ossia 60 anni e un mese, per consentire alle donne che lavorano nel settore privato di andare in pensione. I 65 anni verranno raggiunti nel 2032. Il ministro Sacconi, che diceva di non voler colpire le pensioni, ha allungato di anno la finestra per andare in pensione, ha introdotto e anticipato di un altro anno il collegamento alle aspettative di vita, ha aumentato a 65 anni l’eta’ pensionabile alle donne della P.a. senza ridistribuire i risparmi promessi, e ora introduce la stessa norma anche nel settore privato.

3) Pubblici dipendenti:

- Colpiti in maniera devastante attraverso un nuovo e quindi pesantissimo blocco dei rinnovi contrattuali nazionali e integrativi fino al 2014 e il congelamento degli scatti

- blocco totale delle assunzioni, a eccezione dei corpi di polizia, del corpo nazionale dei vigili del fuoco, delle agenzie fiscali e degli enti pubblici non economici. Il blocco delle assunzioni si traduce nello stop alle stabilizzazioni dei precari, visto che di nuovi concorsi non se ne parla nemmeno, e quindi nel completo e definitivo licenziamento di tutti i lavoratori precari della P.a.. Bloccare il turn over nella Pubblica amministrazione e quindi ad esempio nella sanità, crea inoltre delle gravi disfunzioni in settori già ben oltre il limite della mancanza di personale, medico e paramedico

- odiosa cancellazione, per legge, delle sentenze passate in giudicato favorevoli ai lavorati pubblici e riguardanti passaggi di livello, trasformazione a tempo indeterminato di rapporti di lavoro precario

4) tagli a Regioni, Comuni e Province

- Non sanno governare e scaricano sugli Enti locali 9,5 miliardi di tagli ai trasferimenti, generando un forte allarme sul funzionamento prossimo venturo di servizi come asili nido, assistenza agli anziani e trasporti pubblici, e provocando aumento delle tasse locali come l’IRPEF, alla faccia del tanto decantato federalismo.

- Per i precari assunti indirettamente da enti locali, tramite cooperative, agenzie, associazioni, fondazioni e tutte quelle strambe invenzioni che sarebbero da chiamare privatizzazioni ma sono state riverniciate col più mite termine di “sussidiarietà”, si prospettano coltellate indirette ancora più pesanti: saranno subito loro, e non i tempi indeterminati, a subire gli effetti dei tagli ai trasferimenti ai comuni.

5) Scure sulla scuola

- Le scuole materne, elementari e medie saranno raccolte in istituti unici. Saranno quindi soppresse le istituzioni scolastiche autonome costituite separatamente da direzioni didattiche e scuole secondarie di primo grado. Gli istituti comprensivi per acquisire l’autonomia dovranno essere costituiti con almeno 1.000 alunni, ridotti a 500 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche. Queste misure determineranno un sovraccarico di lavoro in primis dei dirigenti scolastici che, invece di vigilare sulla sicurezza degli studenti a loro affidati, dovranno fare la spola da un plesso all’altro delle numerose scuole a loro affidate senza poter neanche più contare sul supporto dei vicari perché a questi ultimi viene negata la possibilità di godere dell’esonero o semi-esonero dall’attività di insegnamento. Chi opera all’interno delle segreterie poi dovrà gestire i rapporti col personale e gli studenti non più di una sola scuola. I docenti infine, invece di concentrarsi sulle strategie didattiche e l’aggiornamento professionale, attività ritenute evidentemente sacrificabili da questo governo, saranno costretti ancora di più a svolgere quelle mansioni burocratiche normalmente affidate al personale ATA (come compilazione di pagelle e documenti vari) per consentire il funzionamento, altrimenti compromesso, degli istituti presso cui sono in servizio

- Cattedre bloccate: a decorrere dall’anno scolastico 2012/2013 le dotazioni organiche del personale docente, educativo ed Ata della scuola non devono superare la consistenza delle relative dotazioni organiche dello stesso personale determinata nell’anno scolastico 2011/2012.
- Insegnanti di sostegno: l’organico degli insegnati di sostegno, attribuito alle singole scuole o a ‘reti di scuole’, dovrà prevedere in media un docente ogni due alunni disabili. È l’aspetto più deprecabile di questa manovra perché consiste nel subdolo tentativo di limitare ulteriormente il diritto allo studio degli alunni disabili e non: viene infatti soppresso il tetto di 20 alunni per classe in presenza di uno studente disabile e vengono invece imposti gli stessi limiti delle classi senza disabili; quegli stessi limiti che hanno portato alla formazioni di classi con oltre 30 alunni. Se il testo della manovra rimarrà il medesimo della bozza che circola in questi giorni, sarà norma trovare classi con disabili e più di 30 alunni. Questo governo pensa di poter trasformare un insegnante ordinario in insegnante di sostegno, attivando un semplice corso di formazione; tale iniziativa è esclusivamente spinta dall’esigenza di utilizzare il personale docente in esubero per coprire gli incarichi di sostegno ed evitare così di riconfermare i precari in possesso di titoli specifici per affiancare alunni con comprovate difficoltà.

E’ vergognoso che la prossima manovra di 44 miliardi contenga ancora dei tagli a settori di interesse collettivo già così pesantemente colpiti da precedenti manovre. Il rischio che stiamo correndo è quello di vivere in un Paese in cui i servizi essenziali e le istituzioni fondamentali non siano più considerati un bene comune da garantire e tutelare, ma un fardello di cui lo Stato debba liberarsi, magari per lasciare spazio, in un momento non troppo lontano, a iniziative di speculazione di qualche intraprendente cordata di imprenditori.

7) Spesa pubblica ridotta all’osso

- Nonostante la Corte dei Conti proprio due giorni avesse affermato che in Italia la spesa pubblica è ormai stata già tagliata al limite delle possibilità di funzionamento del sistema, dal 2012 parte il ciclo di ’spending review’ mirata alla definizione dei fabbisogni standard propri dei programmi di spesa delle amministrazioni centrali dello Stato. In caso “di omessa trasmissione dei dati” sulla revisione della spesa “senza motivata giustificazione entro il termine previsto nella richiesta, l’amministrazione competente riduce la retribuzione di risultato dei dirigenti responsabili” del 2%.

Riduzione incentivi per le fonti rinnovabili

- Alla faccia del voto referendario recentemente espresso dagli italiani, dal prossimo anno, dovrebbe scattare una riduzione del 30% degli incentivi per le rinnovabili, che non sono un lusso ma un investimento sul futuro: nei prossimi dieci anni potrebbero portare 2,5 milioni di posti di lavoro.

9) Aumento dei contributi ai precari,

- per i co.co.co, e i contratti a progetto ecc. si profila l’ennesima fregatura, visto che non servirà a dare nemmeno 300 euro al mese di pensione mensile ai precari che a 70 anni saranno ancora in vita. I contributi risucchiati dal 12,5% della retribuzione nel 1999 sono quasi triplicati in meno di 15 anni. Le trattenute dal 27,5% attuale passeranno al 33% della retribuzione. L’aumento secco è del 5,5%. A mettere i soldi non saranno certo le imprese ma i precari a progetto che vedranno ridursi della stessa cifra i loro compensi mensili.

10) Tassa sui ricorsi.

- Presentare ricorso presso le commissioni tributarie potrà costare fino a 1.500 euro. Secondo la bozza per i ricorsi avanti le Commissioni tributarie provinciali e regionali è dovuto il contributo unificato nei seguenti importi: 30 euro per controversie di valore fino a 2.582,28 euro; 60 euro per controversie da 2.582,28 e fino a 5.000 euro; 120 euro per controversie di valore superiore a 5.000 euro e fino a 25.000 euro; 250 euro per controversie di valore superiore a euro 25.000 e fino a 75.000 euro; 500 euro per controversie di valore superiore a 75.000 euro e fino a 200.000 euro; 1.500 euro per controversie di valore superiore a euro 200.000

11) Ridicola riduzione dell’imposta per i giovani sotto i 35 anni che decideranno di costituire una nuova attività imprenditoriale: una misura ridicola, se non fosse tragica: quanti sono i giovani sotto i 35 che hanno la possibilità di intraprendere un’attività imprenditoriale? La maggior parte a quell’età vive ancora coi genitori perché non ha lavoro né soldi per farsi una famiglia in una propria casa!

12) La casta allarga il giro

- Si prevede un “accesso più facile al settore delle professioni”, MA ESCLUSI “i notai, gli architetti, gli ingegneri, i farmacisti e gli avvocati”. Non si capisce quali professioni restino, tra quelle da liberalizzare, salvata la rendita di queste corporazioni più potenti.

13) Liberalizzazione degli orari dei negozi nei festivi nelle città turistiche: una norma anche questa che fa già molto discutere i sindacati, per i disagi provocati ai dipendenti: gli esercizi commerciali non saranno più tenuti a rispettare gli orari di apertura e chiusura, la chiusura domenicale e festiva e la mezza giornata di chiusura infrasettimanale.

14) Dismissione del patrimonio abitativo ex Iacp

Il governo per far cassa torna alla carica con la vendita del patrimonio pubblico ex Iacp mediate accordo di Comuni e Regioni entro il 31 dicembre 2011: proprio ora che c’è bisogno di alloggi per le classi più disagiate, tant’è che 600mila domande di famiglie aventi diritto giacciono inevase.

15) Vergognose norme sulla giustizia

- La manovra economica è vergognosamente usata come cavallo di Troia, per introdurre da una parte una norma che sospende il risarcimento per il Lodo Mondatori, dall’altra per risuscitare il processo breve, o norme simili: sono disposizioni di carattere processuale, che nulla hanno a che vedere con la manovra, rischiano di comportare un rilevante esborso per l’erario e costituiscono una furbizia ad personam per salvare, oltre la casta, l’Impunito numero uno. Tutto questo nonostante 27 milioni di cittadini abbiano detto con il referendum del 12 e 13 giugno che non ne vogliono più sapere di leggi ad personam.

14) Riduzione del Fisco? Col fischio!

- la delega fiscale dovrà riformare il fisco…. nei prossimi tre anni, cioè nel futuribile. Se la storia insegna, anche questa riforma resterà nel libro dei sogni, come i due precedenti tentativi di Tremonti. La proposta delle tre aliquote in effetti comporta una riduzione sensibile delle tasse per i redditi alti: chi ora paga il 43 per poi pagherà il 40%, con conseguente e ulteriore nocumento per la giustizia fiscale e le entrate dello Stato. I redditi medio-bassi, invece, se avranno un minimo vantaggio, sarà annullato dalla decisione del governo Berlusconi di aumentare l’Iva sui beni di largo consumo (abbigliamenti, calzature, telefonia ecc).

Le risorse per finanziare questa riduzione fiscale saranno recuperate soprattutto dalla eliminazione e dalla razionalizzazione delle detrazioni: dunque ancora una volta il Governo di destra con una mano dà e con l’altra prende 2 volte. Inoltre Tremonti intende finanziare la cosiddetta “riforma fiscale” prendendo risorse dall’assistenza: dietro termini come “riqualificazione” e “riordino” si sottraggono risorse da tutte le forme di sostegno socio assistenziale, sanitario o previdenziale quali ad esempio l’indennità di accompagnamento il sostegno all’invalidità o i trattamenti pensionistici di reversibilità

- si annuncia la nuova tassa di servizio, una imposta unica sui servizi,
una sorta di superbollo, che ingloberà sette prelievi (di registro; ipotecarie e catastali; di bollo; sulle concessioni governative; sui contratti di borsa; sulle assicurazioni; sugli intrattenimenti).

15) Tassa sulla finanza? Sparita!

- Ha strepitato talmente forte la “Finanza Nimby” che nella manovra economica di Tremonti è scomparsa la mini-tassazione dello 0,15% sulle transazioni finanziarie esclusi i titoli di Stato. Un vero peccato: avrebbe portato nelle casse pubbliche 3,6 miliardi di euro, più di quanto verrà rastrellato sulle pensioni. Al suo posto ci sarebbe semplicemente un aumento dell’imposta di bollo già ora applicata al deposito titoli. Saltata anche la tassa del 35% sulle transazioni delle banche e nella manovra del Governo viene ora ipotizzata un’imposta addizionale sul trading finanziario (forse del 7%).

16) Centinaia di milioni per le sciagurate missioni di guerra

- Non mancheranno i 700 milioni di euro per la proroga delle missioni internazionali nel 2011. Inutile e gravoso per i cittadini consumatori il salasso degli interventi sulle accise sulla benzina per finanziarie guerre sciagurate e dispendiose.

17) Riduzione dei costi della politica? Rinviati!

- una Commissione guidata dal presidente dell’Istat, studierà la questione, e proporrà gli interventi che dovranno ispirarsi alla prassi europea; comunque “non saranno
intaccati i diritti acquisiti”, ha precisato il Cavaliere, e i risultati dell’indagine, secondo Tremonti, diventeranno efficaci solo nella prossima legislatura. Quindi, mentre il paese si prepara ad affrontare una stangata senza precedenti, la Casta continua a farla franca.

- riduzione degli stipendi dei parlamentari (ma solo a valere dalle prossime elezioni), limitazione delle auto blu (ma solo ad esaurimento del parco macchine attualmente in circolazione). Ci sarà l’”election day”, cioè l’accorpamento delle elezioni politiche ed amministrative, con esclusione però dei referendum

c) UNA MANOVRA DIVERSA È POSSIBILE….

1) Tagli ai costi della politica in modo drastico: secondo recenti stime, ogni anno i costi della politica, diretti e indiretti, ammontano a circa 18,3 miliardi di euro, a cui occorre aggiungere i costi derivanti da un “sovrabbondante” sistema istituzionale quantificabili in circa 6,4 miliardi di euro, arrivando così alla cifra di 24,7 miliardi di euro. Sono oltre 1,3 milioni le persone che vivono direttamente, o indirettamente, di politica: 145 mila tra Parlamentari, Ministri, Amministratori Locali di cui 1.032 Parlamentari nazionali ed europei, Ministri e Sottosegretari; 1.366 Presidenti, Assessori e Consiglieri regionali; 4.258 Presidenti, Assessori e Consiglieri provinciali; 138.619 Sindaci, Assessori e Consiglieri comunali. A questi vanno aggiunti gli oltre 12 mila consiglieri circoscrizionali (8.845 nelle sole Città Capoluogo); 24 mila persone nei Consigli di Amministrazione delle 7 mila società, Enti, Consorzi, Autorità di Ambito partecipati dalle Pubbliche Amministrazioni; quasi 318 mila persone che hanno un incarico o una consulenza elargita dalla Pubblica Amministrazione; la massa del personale di supporto politico addetto agli uffici di gabinetto dei Ministri, Sottosegretari, Presidenti di Regione, Provincia, Sindaci, Assessori Regionali, Provinciali e Comunali; i Direttori Generali, Amministrativi e Sanitari delle ASL; la moltitudine dei componenti dei consigli di amministrazione degli ATER e degli Enti Pubblici.

Fare politica deve diventare un mestiere come un altro, limitato nel tempo, non un privilegio strapagato. Dunque vanno eliminati i vitalizi ai parlamentari nazionali e regionali, dimezzato il numero dei parlamentari con legge costituzionale, eliminati i rimborsi elettorali ai partiti e le spese elettorali, eliminate le Province, rivisiti i bilanci delle authority, che prendono i soldi da quelli che controllano ma li utilizzano solo per le casse dello Stato. Vanno rivisitate anche talune authority che producono più carta che controlli. Ci dev’essere una forte riduzione delle auto e dei voli blu.

2) Pubblica amministrazione: Eliminazione degli arbitrati e blocco delle consulenze e degli incarichi esterni, per riportare l’attività della Pubblica amministrazione all’interno della P. a., perché nel 99% dei casi le consulenze servono solo a sistemare qualche trombato alle elezioni e qualche trombone, o per fare uscire in modo formalmente lecito denaro dalla pubblica amministrazione e dall’erario. Divieto di assunzioni di dirigenti esterni alla PA. Amministratore unico per le società e gli enti partecipati dagli enti territoriali (gli attuali 4500 membri dei consigli sono spesso amici degli amici, trombati alle elezioni, e fonte di clientelismo). Obbligo unione tra comuni con meno di 20.000 abitanti. Per la riduzione della spesa della Pubblica amministrazione vanno anzitutto soppressi i finanziamenti per il ponte sullo stretto di Messina. L’idea che ogni Regione si faccia il suo palazzetto di rappresentanza in giro per il mondo sembra proprio uno sperpero: non va eliminata la promozione, ma fatta dentro al Parlamento, anche europeo.

3) Riduzione delle spese militari che ammontano a trenta miliardi l’anno, secondo l’Istituto internazionale per le ricerche sulla pace di Stoccolma. Vanno tagliate le missioni all’estero che portano la guerra oltre i nostri confini in spregio della Costituzione (ritiro da Afghanistane che costa 700 i milioni annui, e da Libia per la quale sono già stati spesi 500 milioni di euro), diminuite le spese per i sistemi d’arma (caccia bombardieri Eurofighter ecc), soppressa Difesa spa, dotata di un sistema di amplissimo potere integralmente sottratto ai controlli di legalità e legittimità.

4) Tassazione della Finanza e dei grandi patrimoni: in Italia il 10 per cento delle famiglie detiene il 47% della ricchezza nazionale: è sensata dunque una tassa ordinaria e permanente sulle grandi ricchezze ispirata al modello francese, con una previsione di imposta mediamente dell’1% a carico delle famiglie che abbiano una ricchezza superiore agli 800mila euro (colpirebbe solo il 5% della popolazione secondo la CGIL e potrebbe generare un gettito di circa 15 miliardi di euro ogni anno). Altri provvedimenti: tassazione del 20% per le rendite finanziare (esclusi i titolo di Stato), riduzione della deducibilità per le banche, aumento dei canoni di concessione, riduzione delle agevolazioni fiscali con l’esclusione di quelle relative a casa, famiglia, lavoro e pensioni; tassazione sulle transazioni finanziarie internazionali dello 0,05%, come lo stesso Parlamento europeo ha indicato; equa tassazione sui patrimoni immobiliari; contributo di solidarietà del 7,5% sui capitali regolarizzati tramite lo scudo fiscale

5) Lotta all’evasione fiscale e all’elusione tramite nuovo redditometro,
tracciabilità dei pagamenti dei professionisti, elenco di clienti e fornitori, trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate dei corrispettivi giornalieri da parte delle imprese esercenti il commercio; compensazioni effettuate dai titolari di partita IVA.

CONCLUSIONE.
È mancato a questo Governo il coraggio di intaccare i privilegi. La destra ha avuto paura di disarticolare il blocco sociale che la sostiene, e quindi ha deciso una stangata che risponde alla logica del rigore a senso unico, mettendo le mani in tasca ai soliti noti.

Tremonti e Berlusconi non sono stati in grado di fare interventi strutturali per la crescita, e hanno fatto una manovra depressiva e di tagli che avrà riflessi negativi anche sui consumi e per tutta l’economia quindi anche sugli stessi conti pubblici.

La manovra è attesa dal 25 luglio in aula alla Camera: si spera che l’opposizione non dorma e sfrutti l’occasione per far cadere finalmente questo nero governo.

Franco Pinerolo

mercoledì 25 maggio 2011

Il Giornaletto di Saul del 25 maggio 2011 – I Ching alimentazione e salute, porte aperte, fusione fredda, padre prete a Genova, cane cieco a Trisungo

Care, cari,

ho qui un riepilogo su quanto è stato detto durante la sessione I Ching su alimentazione ed integrazione degli elementi, gli appunti sono stati presi da Renata Bevilacqua, che inoltre scrive: “Caro Paolo, scusami per non essere venuta a Treia il 22 u.s., Orietta aveva un altro impegno e non mi è stato possibile raggiungerti. Ho preparato l'ultimo riassunto, te lo mando...” - Continua:
http://paolodarpini.blogspot.com/2011/05/i-ching-e-zodiaco-cinese-relazione-di.html

Scrive Doriana Goracci: “Il 25 maggio alle ore 17, a Capranica (Vt) presso il Tempio Romanico San Francesco, di fronte alla sede del Comune di Capranica, si terrà l’incontro con Dibattito su “ARSENICO BOLLETTE E GESTIONE dell’ACQUA”
Saranno benvenuti tutti gli interventi dal Pubblico su Arsenico Bollette Referendum”

Scrive BioViolenza: "Gli attivisti del progetto BioViolenza hanno indetto un presidio nel quadro delle iniziative di contestazione alla fiera "SlowFish", che si svolgerà a Genova dal 27 al 30 maggio, giorni in cui i pescatori di Slow Food esibiranno il massacro dei pesci a cittadini e scolaresche da tutta Italia. Il pullman da Milano partirà alle 8.30 da piazzale Cadorna,con rientro a Milano Cadorna entro le 22.30. Per prenotazioni: bioviolenza@gmail.com – tel. 335-8376756 - Per informazioni sul pullman da Torino (e Ivrea): carmagnola08@gmail.com"

Scrive Valentino di Lazionauta: “GRAZIE Mille! abbiamo pubblicato in homepage questa bella testimonianza, attendiamo altri contributi che possano far conoscere meglio ai nostri lettori tutte le magnificenze locali! Grazie ancora Paolo e buona giornata: http://www.lazionauta.it/viaggio-breve-a-calcata/”

Scrive Vittorio Marinelli: “Bossi: "Spostare due ministeri a Milano". A me sembra un'ottima idea. Potrebbero prendersi pure Regina Coeli, Parlamento, Senato e altri ricettacoli di delinquenza organizzata..”

Scrive l'arrabbiata Luana De Rossi: “Altro che nucleare.. E' STATA INVENTATA LA FUSIONE FREDDA, ne sapete qualcosa? Ma andiamo per ordine..” - Continua:
http://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2011/05/luana-de-rossi-le-alternative-al.html

Scrive Salvatore Barbera: "...gli italiani devono sapere che c'è un Referendum il prossimo 12 e 13 giugno e devono avere la certezza che si potranno esprimere come sancito dalla Costituzione. Aver chiesto la fiducia sul decreto Omnibus è un vero e proprio ricatto per evitare qualsiasi discussione democratica alla Camera sul nucleare. Un tema importante come quello del nucleare merita invece un'ampia e seria discussione sia in Parlamento che in tutto il Paese...."

Scrive Marco Chiletti consigliando la seguente strategia per raggiungere il quorum ai referendum: "ADOTTA UN ASTENSIONISTA! (E passaparola...)"

Scrive Franco Pinerolo da Milano: "Una testimone: -Nessuna aggressione a Franca Rizzi. Non è stata spinta, né colpita - Shirin Kieayed ha raccontato a Radio Popolare la presunta aggressione a Franca Rizzi, che ha denunciato di essere stata attaccata da due giovani sostenitori di Pisapia. - Ho deciso di espormi con nome e cognome, ha spiegato, perché ho assistito direttamente a quanto avvenuto al mercato di via Osoppo. Una signora, che poi è la donna che ha denunciato l'aggressione, si è avvicinata a uno dei sostenitori di Pisapia cercando di farlo tacere, strattonandolo e tirandolo per un braccio. Lui si è girato e le ha risposto ma non l'ha spinta, né colpita. Lei si è seduta a terra di propria volontà. Una volta seduta ha cominciato gridare di essere stata aggredita....-"

Scrive Giorgio Vitali, su vaticano e pedofilia: “CI SEMBRA CHE DON NEROSEPPIA ABBIA AVUTO VITA FACILE FINO AD OGGI. E SOPRATTUTO NON CI SEMBRA CHE LE AUTORITà PRETESCHE, CHE SANNO TUTTO DI TUTTO E DI TUTTI,ANCHE TRAMITE LA CONFESSIONE, NON AVESSERO PER LO MENO SENTORE DELLE ATTIVITà ILLEGALI DEL PERSONAGGIO”

Scrive La Repubblica di Genova: "Parroco diventa padre La Curia lo sospende - Genova - ‎"E' stata una debolezza", ammette don Marco Marengo, parroco di Quezzi. La Curia lo ha trasferito in un convento di frati a Varazze. Per evitare lo scandalo la donna è andata a partorire a Santo Domingo ma ora chiede di poter dare un padre a suo figlio..."

Mio commentino: “...Povera donna.. e povero figlio.. -è stata una debolezza..- parlare così della vita.. che stronzo!”

Scrive Marco Bracci: “Buongiorno Paolo, ecco la risposta della farmacista tedesca a cui avevo chiesto info sulla stevia: "purtroppo l'informazione è inesatta. La Stevia non è ammessa in Germania e quindi non l'abbiamo da vendere". Mi ricorda tanto la storia della canapa....”

Scrive Edward: "Dear Paolo, I'm sorry we missed you on Sunday. I fly back to London tonight (if the Volcano lets me), I'll try to give you a call during the week. Also, thanks for these emails, I will ask my translator to help me understand them... Take Care"

Mia rispostina: “Let it be...”

Scrive AdM: "Le esperienze didattiche e concertistiche si fondono in un appuntamento interessante, divertente e ricco di sorprese. Esecuzioni dal vivo, improvvisazioni e alcune piccole produzioni dei ragazzi che hanno partecipato ai laboratori del progetto AdM per le scuole. DOMENICA 29 MAGGIO a Vignola: ore 15:30 visita guidata al Castello e alle 17:00 concerto (ingresso gratuito) - Prenotazioni entro le ore 20:00 di giovedì 26 maggio (posti limitati) - mail@amicidellamusica.info"

Riceviamo da Lucilla Casta un messaggio esoterico sui mondi paralleli: “COSA STA SUCCEDENDO OGGI SU QUESTO PIANETA ... ? CREAZIONE DI MONDI CHE SI CREDONO POSSIBILI IN BASE ALLA PROPRIA MENTE E CREDENZE ....” - Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/05/24/angeli-e-demoni-mondi-paralleli-nuovi-stili-di-vita-nel-possibile-e-nella-ricerca-esoterica/

Scrive Claudio: "....Quando l'umore viene dall'intestino. I batteri intestinali influiscono su di esso, occorre studiare il potenziale terapeutico dei probiotici nei disturbi del comportamento, in particolare a quelli associati alla sindrome del colon irritabile..."

Scrive Mao Valpiana: "Con il trucco e con l'inganno vogliono togliere ai cittadini il diritto di esprimere il proprio parere, tramite referendum, sul nucleare. Ieri il Parlamento, votando la fiducia, si è prostituito all'arroganza del potere, ed ha abdicato alla propria dignità. Con il trucco e con l'inganno hanno da tempo calpestato l'articolo 11 della Costituzione, e anziché ripudiare la guerra, alla guerra si sono venduti e ne sono divenuti schiavi. Le persone oneste, che ancora credono nei principi fondamentali della Dichiarazione universale sui diritti dell'uomo e nel preambolo delle Nazioni Unite, devono trovare, nella nonviolenza, la forza per opporsi ai due grandi mali che affliggono l'umanità: la guerra e il nucleare. Sono due mali assoluti, creati dall'uomo, e quindi l'uomo li può abolire. Noi abbiamo fame di pace e di democrazia. E per questo digiuniamo. Per aderire al digiuno collettivo a staffetta scrivere a: mao@sis.it"

Scrive Betty: “MI RIFIUTO DI CREDERE CHE SIA STATO ABBANDONATO, ANCHE SE STAVA A RIDOSSO DI UN MURO NEL PANICO TOTALE, CON CAMION CHE SFRECCIAVANO ALL'IMPAZZATA... POTEVA ANCHE ESSERE DI QUALCUNO DEL POSTO... MI SONO FERMATA PER SCRUPOLO PERCHè L'HO VISTO Lì DA SOLO E PIUTTOSTO SPAVENTATO... HO PENSATO "GUARDA STI DEFICIENTI, CANE LIBERO IN MEZZO ALLA SALARIA!!!". MA NON C'ERA NESSUNO, NESSUNO. E MENTRE SFIORAVA PERICOLOSAMENTE LA STRISCIA BIANCA UN BAGLIORE DI LUCE MI HA FATTO VEDERE IL RIFLESSO DEI SUOI OCCHI E HO CAPITO... ERA COMPLETAMENTE CIECO! TROVATO VENERDì 20 MAGGIO VERSO LE ORE 16, A TRISUNGO PROVINCIA DI ASCOLI PICENO, ALL'INCIRCA KM 150 DELLA VIA SALARIA - Appello ai padroni per venire a riprenderlo oppure a qualcuno che voglia adottarlo: info@ulmino.it TEL 339-1847914 (dopo le 19)”

Scrive Caterina: “L'India e Sri lanka sono molto simili e la gente pure è dolce e accogliente come gli indiani, ma ci sono stata solo una settimana e abbiamo girato in tanti posti con un simpatico signore panciuto vestito di bianco e col gonnellino, che ci faceva da autista, un po' da guida e accompagnatore. Ci portava a mangiare e dormire dove voleva lui, tutti posti deliziosi e molto "locali". Dovunque andavamo tutti ci sorridevano. C'erano templi di tutte le religioni (non siamo stati al Nord, dove c'erano casini con i tamil, era pericoloso) e scimmie in alcuni templi. E' stata solo una visita, un vedere, si capiva che regna lì una profonda spiritualità, ma allora ero solo una turista. Ieri l'altro, sono stata a casa di Antonella, mentre pranzavamo, sua madre Irvanna raccontava di una casa della sua fanciullezza (ma non ricordo più dove) in cui c'erano un ingresso anteriore ed uno posteriore, sempre aperti ed allora mi è venuto in mente l'ingresso della casa di Treia....” - Continua: http://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2011/05/treia-e-la-magia-di-quel-portone-aperto.html

Così per oggi abbiamo concluso... vi saluto! Saul/Paolo

…...

Pensieri poetici del dopo Giornaletto:


Stato intermedio

Trasforma l’aggressività
dell’io affermativo
in coraggio stabile
nel vivere le contingenze.

Trasforma l’ottenebramento
che porta all’oblio di sé
in distaccata percezione
dei fenomeni.

Trasforma la distinzione
fra alto e basso
in quel punto senza centro
né circonferenza.

Trasforma la relazione
di soggetto ed oggetto
in miracolosa proiezione
della mente.

(Saul Arpino)


La nostra Anima è una scintilla del Divino... se noi siamo consapevoli di ciò, e riconosciamo in Quello la nostra vera identità, l'io separativo (l'ego, che è solo un riflesso condizionato della mente) si scioglie nella Consapevolezza e noi realizziamo di essere quel che siamo sempre stati!
La Santità non è qualcosa che si proietta nel tempo... è la nostra vera natura... accettiamola quindi sin d'ora.. con umiltà e devozione.
(P.D'A.)