venerdì 23 marzo 2012

Anthony Ceresa: "Filosofia applicata alla politica ed all'economia con l'ausilio della scienza..."




La filosofia è il motore del pensiero o vice versa, e giustamente si comporta come i motori, alcuni riescono a funzionare quasi alla perfezione, per merito dell’organizzazione allo studio e alla collaborazione di più persone serie e qualificate, mentre altri fai da te, tradizionalisti e retrogradi per natura, zoppicano per deformazione del pensiero, con il fallimento nella progettazione, nello sviluppo e nel progresso.

Supponendo di prendere come logica di paragone il pensiero di una macchina umana, “l’uomo” in perfetto ordine di funzionamento, indipendentemente dal livello di studio, ci renderemo conto quasi immediatamente della bontà o rigetto di una idea applicabile alla realtà pratica.

Ne deduciamo che la congiunzione di più persone sane e preparate nello studio per la risoluzione di un problema, significa raccogliere più idee di cui scegliere la soluzione più vantaggiosa sotto diverse angolazioni, in modo da soddisfare la maggior parte di applicazioni.

La nascita della Filosofia come ideologia di sviluppo e della Democrazia intesa come il Governo del Popolo, non potevano che essere attribuite all’antica Grecia 600 A.C., con sommi Filosofi quali: Thales, Eraclito, Parmenide, Democrito, Socrate, Platone, Aristotele, che furono i pionieri del pensiero etico umano di tutti i tempi, dove per filosofia intendevano amore, sapere e saggezza, molto diverse dalla realtà del mondo contemporaneo, dove Filosofia e Democrazia hanno assunto un significato impositivo, eliminando ogni possibile intervento da parte del Popolo, guidando l’umanità verso lo schiavismo.

Gli studiosi di allora intendevano lanciare il significato Biblico dell’amore, sapienza e saggezza, in un periodo di grande sviluppo letterario nella formulazione del pensiero rivolto al futuro, per guidare il concetto umano di base alla fratellanza e al rispetto per migliorare la qualità della vita.

In seguito si sprigionò una corsa nell’insediamento di varie credenze Religiose, approfittando della scarsa cultura della plebe, scombussolando il tanto difficile istinto umano nel socializzare amorevolmente con il Creato, in special modo con la Natura e l’umanità, addebitando alla mancanza di fede, tutti gli sbandamenti meteorologici di allora.

Oggi giorno, la filosofia ha assunto valori di secondo ordine, dove prevale l’interesse, il materialismo, il possedere, il soldo.

Da qui e con questi presupposti, parte la nuova filosofia contemporanea, ogn’uno la sua, pensa a te che io penso a me, sviluppando un nuovo ordine di credenze, accentuando il disordine e la sofferenza morale nell’uomo a discapito della famiglia, il caposaldo della qualità della vita in decadenza.

I grandi pensatori del passato, pionieri della storia della Filosofia, compreso i grandi Profeti inventori tramandati dei vari Credo, non sono mai riusciti a concepire una formula matematica, che illuminasse l’uomo socialmente e umanamente verso una filosofia comune al di sopra degli interessi personali di gloria e di Potere.

Lo studio della filosofia contemporanea ci insegna a distinguere differenti tendenze del pensiero dell’uomo: Lo Stoico tenta di rimanere padrone delle sue emozioni. Accettare con rassegnazione la sofferenza, il dolore.
L’Epicureo cerca la felicità attraverso il piacere e il godimento, apprezza i piaceri della vita.
Il Razionalista tenta di imporre il suo sapere attraverso la ragione, imporsi con una ideologia che a lui pare giusta e anteporre la ragione ai sentimenti.
Il Religioso interpreta un modo di pensare e di comportarsi secondo le credenze di Fede e casca nel peccato perché la sua Fede non rispetta la Natura dell’uomo.
Il Naturalista crede fermamente che tutto proviene dalla natura e respinge le ideologie sopranaturali, sostenendo che tutto il creato è assoggettato alle leggi scientifiche.
Il Panteista crede che il mondo è una Dottrina filosofica dove l’Universo, la Natura e Dio, sono equivalenti riuniti nel concetto Teologico.

Da queste e forse tantissime altre ragioni che differenziano la struttura di base del pensiero che determina il comportamento di ogni singolo uomo, di cui noi tutti ci consideriamo per assomiglianza alla razza umana, ma radicalmente diversi nella formazione filosofica, dove possiamo constatare tantissime differenti realtà terrene in contrapposizione. “l’uomo non amerebbe se non fosse corrisposto - Il cane, considerato il miglior amico dell’uomo, non sarebbe più amico se non ricevesse le attenzioni del suo padrone – L’indifeso che ha paura dell’abbandono – Il furbo che approfitta della buona fede altrui – Il plagio che trascina a credere nell’irreale – Il disinformato che impone una sua teoria - L’avaro che richiede di portarsi nell’aldilà le sue ricchezze terrene – Quelli che si fanno preti o Monache per accertarsi l’ingresso in Paradiso – La sacralità della famiglia disturbata dalla Politica.
Potrebbe seguire con miliardi di tendenze diverse per il fatto che ogni testa è un mondo a se, martellato da infiniti interessi di parte che guidano al disorientamento del pensiero e alla perdizione.
Chi e che cosa frenò il mondo di allora a seguire le indicazioni dei saggi dopo la morte di Socrate, Platone e di Aristotele, e perché l’uomo non si convertì all’amore, alla ricerca della verità e alla saggezza richiamata dalla Filosofia Greca come soluzione ideale per una pacifica convivenza, nonostante il continuo progresso umano abbia dimostrato innate capacità del pensiero nello sviluppo tecnologico e scientifico??
La spiegazione forse è da ricercare nella Filosofia applicata alla Politica e agli interessi egoistici dell’Economia, da considerare come concause principali dei mali dell’umanità.
Il mondo della Politica viaggia su un binario contorto che guida l’uomo su parametri di imposizioni create da interessi di parte che conducono a continue ed interminabili rivendicazioni e guerre, seminando sofferenza e morte, per sfruttare al meglio gli interessi Economici per raggiungere il Potere, scavalcando tutte le leggi naturali per trionfare nel disperato controllo dell’uomo sull’uomo.
Non dimentichiamo che anche le varie filosofie di Fede le quali sventolano falsamente l’amore di Dio, quel Dio astratto che invochiamo perdutamente dinnanzi alla sofferenza e al dolore, con Templi rappresentati da gigantesche cupole erette da uomini in lotta continua in nome di Dio e degli interessi terreni, nel tentativo di primeggiare fra le altre ideologie e raggiungere una posizione di riguardo nel contesto del Potere.
Da questo calvario continuo di incomprensioni e di lotta fra la Politica e le varie Fedi che inginocchiano l’umanità, il terzo incomodo trae i migliori benefici, ossia la filosofia applicata alla scienza degli armamenti.
Quando non esistevano ancora le armi distruttive odierne, gli uomini primitivi si affrontavano a tu per tu, uno alla volta con stecche appuntite, esclusivamente per la caccia e la difesa, poi, quando scoprirono il piacere della guerra, l’ingegno permise di creare lance e fionde di legno e catapulte lancia sassi o lancia palle incendiarie.
Con la successiva età del ferro, l’ingegno portò l’uomo a creare coltelli, spade e lance metalliche per soddisfare l’idea di uccidere più facilmente.
In seguito nacque la scoperta della polvere da sparo, perché era troppa fatica a maneggiare di spada per uccidere. Con la polvere da sparo inserita in adeguate attrezzature, potevano uccidere più esseri a distanza e senza fatica.
Da quando il mondo fu condizionato dalla Politica, il progresso negli armamenti non soffrì mai crisi, con imponenti capitali destinati alla ricerca che condusse alla scoperta della Dinamite, della Nitroglicerina e tantissime altre soluzioni a base di esplosivi atti a uccidere con maggiore facilità un numero sempre maggiore di esseri, allo lo scopo di sottomettere, derubare la cosa d’altri, l’apologia di approfittare del più debole, dell’indifeso.

Apparentemente, nel mondo dell’uomo mancava qualcosa di molto più efficace, quasi sopranaturale, la possibilità di uccidere masse di esseri, spingendo un pulsante con disinvoltura, seduti in poltrona, magari fumando la pipa e gustandosi una bibita.

La filosofia applicata alla Politica con l’ausilio della Scienza, non tardò a mettere a punto il congegno tanto desiderato dall’uomo Politico, la scoperta della Bomba Atomica, per poter spaccare il mondo e scoprire dove si trova l’inferno accennato da Dante nella Divina Commedia, il quale aveva già previsto che la vita si determina sulla scelta di due strade, quella del bene e quella del male come in una commedia infinita.

Non ho alcun dubbio se a più di una persona sia mai capitato di pensare come sarebbe il mondo oggi, se avessimo seguito le indicazioni dei grandi maestri della Democrazia e della Filosofia dell’antica Grecia, applicata a tutti i settori della vita attuale, seguendo le indicazioni di Socrate, Platone, Aristotele, con l’amore, la saggezza, la ricerca della verità ed il sapere, guidando il mondo dell’uomo all’uso della ragione.

Giudicando il mondo dalla realtà attuale, possiamo affermare che la Politica unitamente alle varie Religioni, hanno distrutto il buon senso, la logica e il diritto, considerando l’uomo alla pari del gregge di pecore sottoposte agli ordini del cane pastore.

Forse un giorno con il continuo sviluppo del Progresso, non serviranno più gli esplosivi e sarà sufficiente estirpare il male causato da una o più persone indegne di condividere il nostro piccolo mondo, eliminandole con un semplice “vaffa”, preceduto da un codice o da una parola magica in modo che tutti gli esseri, anche i Politici e gli uomini di Potere, saranno obbligati a perseguire un comportamento etico verso l’umanità.

Anthony Ceresa

giovedì 22 marzo 2012

Siamo stati in Val di Susa.. ed abbiamo visto che...

treni superveloci e carriole

Siamostatiinvaldisusa - Impregilo NO tav, il cantiere è zona militare

Abbiamo scritto e diffuso il nostro testo per resistere all’impotenza. Lontano dalla gente che avevamo conosciuto, ascoltato, incontrato. Non riuscivamo a dormire, a stare fermi pensando a quello che stava accadendo. Manganelli, ossa rotte, vetrine spaccate. Abbiamo rapidamente messo insieme il blog per cercare di raccontare la nostra esperienza e restituire alcune informazioni che avevamo raccolto. Era un testo per gli amici, i conoscenti, i colleghi. Una testimonianza di solidarietà nei confronti di chi ci ha accolto e mostrato una storia straordinaria dove gioia, fatica e resistenza si mescolano quotidinamente. Non pensavamo di ricevere in pochi giorni 33.000 visite e più di mille commenti. Invitiamo gli amici della valle a leggerli tutti d’un fiato nei momenti difficili. Quando la stanchezza di giorni passati in assemblea, davanti a un ospedale, in carcere o su un autostrada, comincia a farsi sentire. Leggerli fa bene. Qualcuno l’ ha tradotto autonomamente anche in inglese. http://strugglesinitaly.wordpress.com/2012/03/05/en-translation-what-we-have-understood-by-visiting-the-susa-valley/]

Grazie a tutti. Per aver aderito, condiviso, commentato ed averci incoraggiato a proseguire.

E allora andiamo avanti. …..Venerdì scorso, eravamo di fronte la sede dell’ENEL per esprimere il nostro dissenso nei confronti della costruzione di una serie di dighe nella Patagonia Cilena, in Guatemala e in Colombia.

Storie lontane solo geograficamente, ma uguali nella sostanza, anche e soprattutto per quanto riguarda le mirabolanti imprese italiane. E’ infatti Impregilo la società alla quale è stato affidato il compito di costruire la diga di El Quimbo nel sud della Colombia. E’ curioso che Impregilo, invece di spiegare perché la polizia colombiana abbia utilizzato i suoi mezzi – e quelli di ENEL – per reprimere la resistenza contadina a colpi di candelotti ad altezza uomo [http://www.youtube.com/watch?v=BFv4HG8ALeA ], si preoccupi solamente di precisare, in una nota rilasciata all’adnkronos, che la società «non è coinvolta nei lavori di realizzazione della Tav Torino-Lione in Val di Susa» [1]

Curiosa coincidenza.
Il fatto che l’impresa, ritenuta da tutti la più ovvia assegnataria del contratto di costruzione della Torino-Lione, si affretti a prendere le distanze dal progetto, è una notizia da annotare e tenere presente per il futuro. Forse la popolarità della TAV è veramente giunta al tramonto e la linea dura del governo è necessaria solo ad evitare intralci negli affari futuri..

A proposito di Impregilo una precisazione è doverosa. Nel precedente post, complice la fretta, abbiamo utilizzato informazioni un pò datate. L’assetto societario è infatti recentemente cambiato. La sostanza delle cose purtroppo non molto. Ligresti e Benetton hanno ceduto a Gavio. Il primo è uscito dalla società in cambio di denaro, mentre Benetton ha scambiato le sue azioni con 188 Km di autostrade del Cile.
La new entry che oggi detiene il 20% della società (contro il 30 di Gavio) è la Salini Costruttori, celebre per le sue decennali imprese africane realizzate con i soldi pubblici della cooperazione allo sviluppo. La società è uscita rafforzata dalla recente fusione con la Todini. E’ importante ricordare che Simonpietro Salini risulta essere il socio n.531 della loggia massonica P2. Margherita Todini invece, è stata europarlamentare di Forza Italia e temporaneamente in lizza come possibile governatrice della regione Lazio, prima che la Polverini avesse la meglio.
Ma torniamo a quello che è successo nella valle. Abbiamo impiegato questa settimana a cercare di capire a chi appartenevano le ruspe, guidate dalle forze dell’ordine (non ricorda un pò la Colombia?) , che hanno sgombrato il presidio e devastato il sito archeologico neolitico della Maddalena di Chiomonte a giugno 2011. E qual’era l’impresa che, scortata da un esercito, ha eseguito l’ampliamento del cantiere il 27 febbraio 2012. Non è stato per niente facile. E non ne siamo venuti completamente a capo. Abbiamo capito che fino all’estate scorsa, le imprese incaricate della perimetrazione del cantiere erano Italcoge, proprietà della famiglia Lazzaro, e la società Martina. Entrambe di Susa.

Italcoge, ad agosto del 2011, è fallita a causa di un debito di 4-5 milioni di euro con l’erario. Ovvero evasione fiscale. Da allora non è chiaro chi esattamente abbia realizzato la recinzione. Martina è sicuramente ancora in campo ma si parla anche di Itinera che guarda caso fa parte del gruppo Gavio. E qui si chiuderebbe il cerchio, ma c’è ancora da scavare, ci siamo incaponiti e ci arriveremo.
Intanto c’è da chiedersi perchè il cantiere ha inglobato la baita Clarea, terreno acquistato legalmente in maniera collettiva dagli abitanti della Val di Susa e “temporaneamente occupato” ai sensi dell’art 19 del decreto di stabilità [http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/E3D420D5-A2E8-46E5-B3B9-DA059B889667/0/20111112_L_183.pdf ] che recita al comma 2 “Fatta salva l’ipotesi di più grave reato, chiunque si introduce abusivamente nelle aree di interesse strategico nazionale di cui al comma 1 ovvero impedisce o ostacola l’accesso autorizzato alle aree medesime è punito a norma dell’articolo 682 del codice penale”
E di cosa parla l’articolo 682 del codice penale?

“Ingresso arbitrario in luoghi, ove l’accesso è vietato nell’interesse militare dello Stato”
[http://www.testolegge.com/codice-penale/articolo-682]

Un cantiere ferroviario è un luogo di interesse militare. Il grido di allarme che arriva dalla val di susa non ha bisogno di esser dimostrato… è semplicemente legge dello stato.

La storia viene raccontata sinteticamente nel post del blog di LTF (società partecipata fifty-fifty tra le reti ferroviarie italiana e francese responsabile di tutto il progetto) lanciato il 13 febbraio[ http://blogtorinolione.ltf-sas.com/ampliamento-del-cantiere-de-la-maddalena/]. Leggetelo con attenzione e studiate l’ordine delle azioni, prima si espropria poi si informa i proprietari.

Il blog ha un titolo romantico “Appunti di viaggio Nuova Linea Torino Lione”, consente i commenti anche se con moderazione ed educazione, quindi invitiamo tutti voi sagaci commentatori ad inoltrare pacatamente domande e considerazioni. Staremo a vedere quanti ne verranno pubblicati.

La ricerca prosegue…

CONTINUIAMO A COSTRUIRE L’INFORMAZIONE DAL BASSO, INOLTRA,DIFFONDI, CONDIVIDI, COMMENTA

P.S: Gli autori del blog informano che Forza Nuova Milano ha pubblicato sul suo sito il post “Siamo stati in Val di Susa ed abbiamo capito” facendo proprio il testo omettendo i nomi dei primi firmatari. E’ la stessa storia del popolo valsusino a raccontarci il legame profondo che esiste tra la battaglia per la democrazia di oggi e la lotta antifascista di ieri.

[1] Il link è irreperibile in rete. Testo integrale del dispaccio
AMBIENTE: IMPREGILO, NESSUN COINVOLGIMENTO NELLA TAV IN VAL DI SUSA = LA PRECISAZIONE IN OCCASIONE DELLA MANIFESTAZIONE DAVANTI ALL ‘ ENEL Roma, 2 mar. (Adnkronos) – «Impregilo non è coinvolta nei lavori di realizzazione della Tav Torino-Lione in Val di Susa». Lo precisa un portavoce della società stessa, in una nota inviata all’Adnkronos, in merito al comunicato congiunto diffuso da alcune associazioni che manifestano oggi a Roma. Nel comunicato delle associazioni si legge infatti che «in Colombia, sul Rio Magdalena, la diga dell’ENEL viene costruita da Impregilo, nota impresa italiana specializzata in opere devastanti come la Tav in Val di Susa di cui è responsabile per il 75%». (Mst/Ct/Adnkronos) 02-MAR-12 15:43 NNN

http://pratichesostenibili.blogspot.com/

Biennale d'Arte e Cultura di Pomezia - Dal 15 al 30 maggio 2012

Fiori in bianco e nero - di Milo Sommaripa


Ante Scriptum

Paolo Sommaripa è un bravo artista originario di Mazzano Romano, nella Valle del Treja, che ha partecipato in passato a diverse mostre organizzate dal Circolo vegetariano al Palazzo Baronale di Calcata. Dal suo trasferimento a Pomezia non ha smesso di interessarsi di faccende artistiche e culturali, avendo anche promosso l'istituzione di una "biennale d'arte" in quella città.. Di seguito pubblico il programma e vi invito alla partecipazione.... Paolo D'Arpini


PROGRAMMA UFFICIALE DELLA TERZA BIENNALE D’ARTE DI POMEZIA “SINGOLARITA’- PLURALITA’” 15 – 30 maggio 2012

CON IL PATROCINIO DELL’ASSESSORATO ALLA CULRURA DEL COMUNE DI POMEZIA

La mostra si articolerà nei piani della Torre Civica di Pomezia

Martedì 15: h.18.30: inaugurazione, con apertura al pubblico, fino alle h.20.00.
Nei giorni successivi, la mostra avrà il seguente orario di apertura al pubblico:
dal lunedì al venerdì h.16.00 – 20.00; il sabato e la domenica h.10.00 – 20.00.
Tutti gli artisti italiani e stranieri potranno partecipare con una sola opera, le opere pittoriche e fotografiche ammesse dovranno essere categoricamente: min 40x60 e max 80x100. La accettazione delle opere, fuori misura, è subordinata al parere della Commissione organizzatrice LA BIENNALE e, comunque, non potranno partecipare alla premiazione.
Ogni artista dovrà far pervenire la foto a colori della propria opera, in formato JPG, corredata da titolo e misure, esclusivamente al seguente indirizzo di posta elettronica: sommaripa@hotmail.it, entro e non oltre il 20 aprile 2012. Le opere potranno essere consegnate, presso la Torre Civica di Pomezia, nei giorni Domenica 13 Maggio dalle h.16.00 alle h.20.00 e Lunedì 14 Maggio dalle h. 10.00 alle h.12.00.
Ogni artista, contestualmente al rilascio di ricevuta, verserà la propria quota di partecipazione di 20.00 euro, a titolo di rimborso spesa, sottoscrivendo la dichiarazione liberatoria per AssoPleiadiArte, circa la responsabilità in caso di furto o danno alle opere affidatele.
I dipinti dovranno essere forniti di attaccaglia e non necessariamente di cornice.
Le opere fotografiche dovranno essere dotate di adeguato supporto e attaccaglia.
Le dimensioni massime di ciascuna scultura saranno 1mq (base) x 80cm (altezza), eventualmente corredata di base a terra su cui essere collocata.
Le installazioni da appoggiare su pavimento, potranno occupare un volume di 1mq (base) x 2m (altezza), smontabili in due o più parti, se di altezza superiore a 80 cm.
Le video audio installazioni non dovranno superare le dimensioni di uno schermo da 50”.
Durante lo svolgimento della mostra, verrà tenuta, presso la sala della Biblioteca Comunale di Pomezia, una conferenza-dibattito, sul tema “ Singolarità e pluralità” cui seguirà la presentazione del libro di poesie “Labile soffio di parole”, dell’artista Julio Padròn.
Verranno inoltre inseriti, in orario di apertura al pubblico, intrattenimenti musicali in cui saranno coinvolti musicisti impegnati in generi che varieranno dal classico al jazz, al pop, al contemporaneo elettronico.
Domenica 27 Maggio alle 18.00 verrà effettuata la premiazione, non in denaro, di alcuni artisti le cui opere avranno meglio espresso il concetto tematico della mostra stessa.
A tale scopo verrà nominata una apposita giuria composta da persone qualificate, nel campo della cultura e dell’arte.
A tutti gli artisti espositori verrà consegnato l’attestato di partecipazione e il materiale documentativo della mostra. Tutte le info su: www.pleiadiarte.blogspot.com
Mercoledì 30 Maggio chiusura della mostra alle 20.00

mercoledì 21 marzo 2012

Fine imminente del Kali Yuga e fine del patriarcato

Sorgente della vita di Carlo Monopoli


Riflessioni sul disfacimento morale e sociale nel rapporto maschile-femminile in vista dell’esaurimento del Kali Yuga.

Dobbiamo partire da una notizia di cronaca in cui si indicano i paesi che si affacciano sull’oceano indiano (Pakistan, India, Somalia, ecc.) come i luoghi in cui maggiormente la donna soffre di persecuzione e violenza. Ciò fa pensare e riflettere sull’inversione di tendenza nel rapporto maschile-femminile che proprio in questa area vide la nascita della parità dei generi e del rispetto verso il femmineo.

Infatti, verosimilmente, sia sulle coste dell’Africa che nell’India pre-ariana, il matrismo originario sorse e prosperò.

Ma oggi osserviamo che il cambiamento nelle relazioni fra il maschile ed il femminile può essere considerato un termometro per misurare il decorso della malattia nella specie umana. Tale malattia prese origine con l’avvento dell’era oscura, definita in India Kali Yuga, che si fa risalire a circa 5000 anni fa. L’inizio di qust’era, che corrisponde al termine della guerra descritta nel Mahabarata, diede avvio ad un lento processo di degrado che portò la società egualitaria e sacrale, fino allora vigente in quasi tutto il mondo conosciuto, a deteriorarsi sotto l’influsso sempre più pressante del patriarcato e dell’avvalorazione del senso del possesso.

In Europa quello stesso periodo, definito tardo neolitico, descritto con dovizia di particolari dalla studiosa ed archeologa Marija Gimbutas si concluse con l’affermarsi del potere maschile esercitato con la violenza e con la perdita della libertà femminile (tramite l’acquisto della donna a scopo riproduttivo, guerre di razzia, perpetuazione della patrilinearità, etc.). Contemporaneamente abbiamo notizia di simili eventi accaduti anche nell’antica civiltà cinese, ove prese il sopravvento il modello prevaricatorio e controllativo del mondo femminile. Tale momento viene anche evocato nel Libro dei Mutamenti relativamente alla descrizione dell’esagramma “Il farsi Incontro” in cui si immagina il femminile che spontaneamente va incontro al maschile e di conseguenza ne riceve un giudizio negativo. Allo stesso tempo, nella lettura dei commenti, si evince che questo “farsi incontro” rappresentava il modo di funzionamento antecedente nella società. Tale mutazione nello stile dei rapporti intergenerici (uomo-donna) è stato considerato l’inizio dell’era dei conflitti (traduzione corretta del significato di Kali Yuga) e chiude la precedente era dell’incertezza (Dvapara Yuga).

Ora dobbiamo esaminare come gli antichi saggi accuratamente descrissero le caratteristiche dell’era corrente evocando una serie di avvenimenti e tendenze che sono facilmente riconoscibili in questo momento storico. Senza voler evocare calendari Maya o altre descrizioni apocalittiche più o meno credibili, riportiamo, in ogni caso, alcune affermazioni storiche certificate, vecchie di migliaia di anni.

“Trovandosi immersi nell’ignoranza, sicuri di sé, ritenendosi saggi, gli sciocchi si aggirano urtandosi a vicenda, come ciechi guidati da un cieco” (Mundaka Upanishad)

“Ora difatti è proprio l’età del ferro, né mai gli uomini cesseranno di soffrire il giorno, per le fatiche e le miserie, e la notte di struggersi per le gravi angosce che gli dei gli daranno. Né allora il padre sarà simile ai figli, né i figli al padre, né l’ospite sarà caro all’ospite, l’amico all’amico, il fratell al fratello come nel tempo passato. Essi avranno in dispregio i genitori, appena cominceranno ad invecchiare, li insulteranno con parole villane; né essi, ai genitori invecchiati, daranno il necessario per vivere, usando il diritto del più forte; infine saccheggeranno a vicenda le città. E allora non vi sarà più gratitudine per l’uomo giusto, ma piuttosto si terrà in onore l’uomo artefice di mali, la giustizia sarà nelle sue mani; il pudore non esisterà più. Il malvagio recherà danno all’uomo dabbene, agli uomini miseri sarà compagna la gelosia, amante del male dall’odioso aspetto… e non ci sarà più scampo dal male” (Esiodo, Opere e giorni).

Nel Linga Purana, antico testo Shivaita, vengono descritti gli uomini del Kali Yuga come tormentati dall’invidia, irritabili, settari, indifferenti alle conseguenze dei loro atti. Sono minacciati da malattie, da fame, da paura e da terribili calamità naturali. I loro desideri sono mal orientati, la loro scienza è usata per fini malefici. Sono disonesti.
In questo tempo sono in declino i nobili e gli agricoltori mentre la classe servile pretende di governare e di condividere con i letterati il sapere, i pasti, le sedie e i letti. I capi di stato sono per lo più di infima origine. Sono dittatori e tiranni.

“Si uccidono i feti e gli eroi. Gli operai vogliono avere ruoli intellettuali. I ladri diventano Re, le donne virtuose sono rare. La promiscuità si diffonde. La terra non produce quasi nulla in certi posti e molto in altri. I potenti si appropriano dei beni pubblici e cessano di proteggere il popolo. Sapienti di bassa lega sono onorati e partecipano a persone indegne i pericolosi segreti delle scienze. I maestri si degradano vendendo il sapere. Molti trovano rifugio nella vita errante.

“Verso la fine dello yuga gli animali diventano violenti (perché sfruttati n.d.r.).
Gli uomini dabbene si ritirano dalla vita pubblica. Anche i sacramenti e la religione sono in vendita. I mercanti disonesti. Sempre più numerose le persone che mendicano o cercano lavoro. Quasi tutti usano un linguaggio volgare e che non tiene fede alla parola data. Individui preminenti senza moralità predicano agli altri la virtù. Regna la censura… Nelle città si formano associazioni criminali. L’acqua potabile mancherà, così pure la frutta. Gli uomini perdereanno il senso dei valori. Avranno mali al ventre, ed i capelli in disordine. Verso la fine dello yuga l’aspettativa di vita non andrà oltre l’adolescenza,. I ladri deruberanno i ladri. Molti diverranno letargici e intorpiditi, le malattie saranno contagiose. Topi, serpenti e insetti tormenteranno gli uomini. Uomini affamati e impauriti si troveranno nei pressi del fiume Kausichi.
Alla fine di questa era un po’ ovunque nel mondo si diffonderanno i praticanti di riti sviati. Persone non qualificate si spacceranno da esperti. Gli uomini si uccideranno l’un l’altro e uccideranno i bambini, le donne e gli animali. I saggi saranno condannati a morte”.

Tuttavia, ancora secondo il Linga Purana, alcuni uomini potranno raggiungere in breve tempo la perfezione. In un certo senso il Kali Yuga è un periodo privilegiato. I primissimi uomini delle ere antecedenti, ancora prossimi al divino, erano saggi in una società di saggi. Ma gli ultimi uomini, questi del Kali-yuga, avvicinandosi all’annientamento, si avvicinano anche al principio in cui tutto ritorna alla sua fine. In mezzo alla decadenza morale, alle ingiustizie, alle guerre, ai conflitti sociali e alla persecuzione del femmineo, che caratterizzano la fine di questo yuga, il contatto con il divino, per via discendente, diviene più immediato.

In una società dove tutto è già perfetto, gli atti vengono compiuti automaticamente nel bene, mentre in una società degradata occorre discriminazione e coraggio.
Troviamo descrizioni di una tale fine di un’epoca persino in testi apocalittici giudeo-cristiani, compreso quello di S. Giovanni, che evidentemente si ispirano alle stesse fonti antiche sopra menzionate.

In uno Shiva Purana, nel Rudra Samhita, di molto precedente l’epoca cristiana, viene detto: “La fine del mondo attuale sarà provocata da un fuoco sottomarino, nato da un’esplosione simile a quella di un vulcano, che consumerà l’acqua che i fiumi hanno riversato nell’oceano. L’acqua traboccherà dall’oceano e inonderà la terra. Il mondo intero sarà sommerso”.

Abbiamo visto che, tra i fenomeni caratteristici del Kali Yuga troviamo la comparsa di false religioni antropocentriche che allontanano l’uomo dal suo ruolo sulla Terra e servono di pretesto alle sue predazioni, ai suoi genocidi, e lo portano infine al suicidio collettivo. Le religioni della città prendono il sopravvento sulla religione della Natura, questo è l’inizio della decadenza, che corrisponde all’affermarsi delle religioni monoteiste. Si trattava di creare delle fedi illusorie che pervertissero la vera religione della Natura. Ad esempio la creazione di queste nuove religioni (o ideologie) è avvenuta in India nella forma del giainismo e del buddismo, in Cina in forma di confucianesimo e in occidente come cristianesimo e nel medio oriente come islamismo.

Queste religioni, quali che siano stati il carattere e le intenzioni dei fondatori originari, sono diventate essenzialmente religioni “di stato”, a carattere moralistico. Hanno dato modo a un potere patriarcale centralizzato di imporre un elemento di unificazione e controllo su popolazioni diverse. Ovunque, queste religioni, pur parlando di amore, uguaglianza, carità, giustizia, sono invero pretesto e strumento per conquiste culturali e materiali. Il massacro delle popolazioni avvenuto in varie parti del mondo in mome delle religione, è un dato storico innegabile.

La posizione della donna in tutte queste religioni è secondaria e perciò giustifica l’oppressione di genere. Se e quando il femmineo sacro e la spiritualità della Natura riusciranno a trovare un autonomo e sincero modo espressivo nella nostra società, l’era oscura, e dei conflitti, potrà considerarsi conclusa.

Paolo D’Arpini

Commento di Caterina Regazzi:
In un’epoca in cui tutti si sciacquano la bocca parlando di Amore, semplicità, ritorno alla Natura, le donne devono solo continuare ad essere e a fare quello che, silenziosamente, sono state ed hanno fatto in tutti questi secoli oscuri: esseri dedite a dare la vita, a custodirla, a coltivarla e a farla crescere; dare amore, affetto e amicizia incondizionati.
Basterebbe che gli uomini prendessero esempio da noi donne rivalutando pienamente il periodo del matriarcato: niente guerre e distruzione, solo cura di sé, degli altri esseri viventi, umani e non, in una parola, della Vita.
Le donne, però, non devono farsi imbrogliare dal mito del potere e dell’autonomia personale, smettendo di copiare il maschio nel suo stile competitivo, nella ricerca dell’affermazione di sé.

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Bibliografia:

Mahābhārata – Sri Veda Vyasa
I Ching – Libro dei Mutamenti (AA.VV.)
Shiva e Dioniso, di Alain Danielou
Il Linguaggio della Dea – Marija Gimbutas
Opere e giorni – Esiodo
Shiva Purana, Rudra Samhita, Linga Purana – Antichi testi Shivaiti
Mundaka Upanishad – Vedanta

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Articolo collegato:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/03/20/si-avvicina-la-fine-del-kali-yuga-il-cambiamento-epocale-e-previsto-per-il-2-030-da-quella-data-ricomincia-leta-delloro-e-della-verita-satya-yuga/


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Di questo e simili temi se ne parlerà durante la Festa dei Precursori, che si tiene a Treia (Macerata) dal 5 al 13 maggio 2012, presso il Circolo Vegetariano VV.TT. - Programma: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2012/01/e-iniziata-nel-1984-ed-ancora-continua.html

Ilaria Gaddini: "Il decalogo del cercatore spirituale.."




Il Decalogo del cercatore

Conosci te stesso Scopri chi davvero sei, ossia la tua identità interiore; vai alla radice e contatta l’essenza.

Quando il discepolo è pronto, il maestro arriva Trova il tuo dharma e seguilo. O meglio: lasciati trovare dal tuo dharma, una volta fatta pulizia interiore e sgombrato il campo dalle sovrastrutture inerenti il personaggio fittizio che rappresenti in questa vita e che ti impediscono l’accesso a livelli superiori di consapevolezza.

Non tutto è come sembra Evita i giudizi precipitosi o superficiali e l’accettazione acritica: investiga per cogliere la sostanza dietro i fatti e le azioni, dietro il paravento delle apparenze.

Sappi che tutto ciò che è in basso è come ciò che sta in alto E cioè che ogni manifestazione sul livello terreno ha la sua radice e origine ai relativi livelli energetici e sottili superiori, perciò ne è solo un aspetto limitato e contingente: al tempo stesso ogni aspetto della materia è un’immagine della sua controparte sottile, e quindi si può risalire alle sue cause, e agire su di esse.

Siediti sulla riva del fiume e guarda la corrente: vedrai prima o poi passare il cadavere del tuo nemico Chiamati fuori: sei un osservatore, nel mondo ma non di questo mondo, quindi le sue dinamiche non ti appartengono e non ti riguardano veramente. Il tuo nemico è il te stesso fasullo che ti vuole distrarre da ciò che è veramente importante: capire perchè sei qua, e non offrire una partecipazione supina alla commedia umana.

Se trovi il Buddha uccidilo Non esistono Maestri, perchè la suprema autorità su te stesso sei tu stesso, quando contatti e sviluppi il dialogo con il Maestro Interiore. Qui il Buddha è solo l’immagine simbolica di un miraggio di illuminazione, che crea una dipendenza nociva. Uccidere il Buddha significa quindi eliminare la necessità di cercare punti di riferimento esterni a noi.

Non cercare risposte al di fuori di te. Dentro di te c’è tutto l’Universo, e tutte le risposte che ti servono.

Sostituisci il fare intenzionale all’accadere incidentale Non subire passivamente le cose ma agisci per evitare di “essere agito”; o meglio, indirizza le tue energie per attirare nella tua vita le circostanze più adatte alla tua evoluzione: mettiti alla guida cosciente del tuo veicolo con pieno controllo per destreggiarti al meglio nella vita.

La miglior azione è la non-azione. Evitare cioè di forzare le situazioni o imporsi alle circostanze della vita, e saper attendere che l’evento atteso accada, invitandolo ad entrare nella propria esistenza maturandolo a livello interiore.
Questa posizione rappresenta l’adeguarsi al flusso sottostante le dinamiche cosmiche: panta rei – tutto scorre.

Fai solo ciò che è necessario.
La vera ecologia è risparmiare le nostre risorse interiori per applicarle al meglio, in maniera mirata e con criterio, in base alle esigenze della nostra natura più profonda. Si tratta di un investimento ai fini dell’evoluzione personale e quindi globale.

martedì 20 marzo 2012

Gregorio Asero: "La favola violenta e terrifica della religione salvifica.."



Per questioni di spazio e di tempo devo semplificare il mio pensiero in modo conciso con il risultato forse di non essere compreso. E’ come chiedere a qualcuno di riassumere a grandi linee I promessi sposi e sentirsi rispondere che il romanzo narra di due che volevano sposarsi, ma non hanno potuto perché a Don Abbondio è stato impedito di unirli in matrimonio.

Chiedo scusa. Se avrete la pazienza di leggere, cercherò di spiegarmi in un modo un po’ più esaustivo, anche se mi rendo conto che è un problema immenso e serio e, in qualsiasi maniera tentassi di affrontarlo, vi dovrei tenere qui sino al giorno del giudizio universale, per cui vorrete scusarmi se, nonostante tutto, mi dilungherò e comunque il ragionamento sarà piuttosto sommario. Bisogna prima di tutto stabilire cosa sono le religioni. Tutte.

1° Per un credente (quando parlo di credente, mi riferisco a tutte le persone che credono a qualunque religione per cui non starò più a evidenziare questa o quella) è il convincimento che qualcuno di superiore a lui è il generatore di tutto quello che esiste nell’Universo.

2° La religione non è neanche argomento di dibattito per l’ateo convinto che Dio non esiste.

3° Per un agnostico non essendo Dio umanamente conoscibile, poiché non se ne ha e non ne può avere sufficiente conoscenza il giudizio è sospeso.
Questi tre frammenti della conversazione non li voglio approfondire. Se vorrete, saranno oggetto di discussione in un altro momento. Adesso affrontiamo la tesi per cui le religioni sono violente.

Partiamo da un fatto certo: l’uomo comparso sul pianeta terra, a differenza degli altri animali dotato d’intelligenza (su questo aprirei un altro capitolo di discussione) è stato indotto, una volta riempito lo stomaco e finito di realizzare quei quattro rudimentali strumenti per procacciarsi il cibo, non avendo altro da fare che contemplare le stelle, a porsi dubbi e domande su cosa stesse facendo in quel determinato posto. Colto da dubbi e paure, nel riflettere su cose per lui incomprensibili e, vedendosi solo (pensava) nell’Universo, ha creato nella sua mente, appunto per infondersi coraggio, l’esistenza di qualcosa superiore a lui che gli volesse bene e che lo proteggesse.

Con l’evoluzione del genere umano (Charles Darwin) anche questa idea s’ingentilisce e si perfeziona.

Non dimentichiamo che l’uomo è una parte del regno animale che, per affermarsi contro la natura, e contro gli altri abitanti del pianeta, ha dovuto mettere in atto determinate strategie, la prima della quale è la violenza e l’aggressività verso tutti quelli che hanno cercato di ostacolarlo, siano stati essi suoi simili o altri abitanti della terra. Perciò, ci sono le religioni che in teoria parlano d’amore e c’è l’uomo che in pratica parla di odio.

Una volta che tutte le grandi religioni si sono organizzate, (generate in origine nella mente dell’uomo primitivo e che fondamentalmente erano non violente, perché mettevano l’uomo in comunione con qualcosa che si credeva superiore) hanno dovuto strutturarsi e organizzarsi per competere contro le altre religioni, per non essere sopraffatte. Non dimentichiamo oltretutto che non è stato Dio a creare l’uomo a sua immagine, ma l’uomo ha creato Dio a sua immagine, secondo il luogo di residenza e delle necessità a lui occorrenti. Questo fatto è suffragato da come Dio è raffigurato secondo il luogo in cui vivono i suoi adepti.

Non è un caso, per auto convincersi che si è nel giusto, che ogni contendente va in battaglia al grido: “Dio è con noi” oppure “Dio stramaledica il nemico”, ma cari miei, Dio non stramaledice nessuno è l’uomo che si stramaledice da solo.
Quindi le religioni sono un’invenzione dell’uomo e ne consegue che, essendo l’uomo crudele, la religione stessa è crudele. Se Dio è il padre di noi tutti come può permettere che i suoi stessi figli si uccidano? Se tu avessi dei figli che si fanno guerra cosa faresti? Accetteresti l’idea che uno di loro uccida il fratello, oppure interverresti in modo da dividerli e cercare di portare la pace senza usare violenza? La religione è una bella invenzione nata nella testa dell’uomo, sicuramente con buoni propositi che, purtroppo, con il tempo sono andati persi.

Adesso bisogna definire, innanzitutto, che cosa s’intende con la parola “CRISTIANO” di cui molte persone fanno uso generico. Con questa parola si vuole indicare una persona che cerchi di vivere una vita buona. Allora, direi, che in questo senso Io sono un Cristiano e vi sarebbero Cristiani in tutte le sette e in tutti i credi. Invece dicendo Cristiano non s’intende qualsiasi persona che cerchi di vivere onestamente in ubbidienza ai suoi ideali. S’intende colui che fa parte di una certa squadra (come dire interista o milanista ecc…). Allora vuole dire che gli altri non sono appassionati di pallone? Penso che prima di avere il diritto di chiamarsi cristiani bisogni avere un certo numero di convinzioni ben definite e non semplicemente dire “gli altri sono infedeli”.

Ecco perché le religioni sono violente. Sono violente perché sono violenti coloro che hanno inventato il gioco o perlomeno chi è venuto dopo i primi inventori.
Perciò la diatriba su crocefisso sì o crocefisso no è solamente una scusante per continuare ad ammazzarsi. Mi fanno ridere quei falsi bigotti di destra e di sinistra che si stracciano le vesti in nome della croce e intanto non rispettano le regole del GIOCO fatte dall’UOMODIO.

Gregorio Asero

lunedì 19 marzo 2012

21 marzo 2012 - Vignola (Mo): Mercatino Bioregionale e festa “BENVENUTA PRIMAVERA!"

Aspettando Primavera - Dipinto di Franco Farina


21 marzo 2012 - Vignola (Mo): Mercatino Bio e festa di “BENVENUTA PRIMAVERA!"

Mercoledì 21 marzo dalle 17.00, nella corte dell’Azienda Agricola Biodinamica “La Bifolca” di Miani Maria in Via dei Gelsi 150/5 a Vignola (Mo), riprenderà il mercatino Biologico di Vignola che era iniziato lo scorso anno. Da giugno a inizio novembre 2011 con cadenza settimanale.

Si tratta di una edizione straordinaria per celebrare l'equinozio di primavera e le piante che han cominciato a crescere le gemme sbocciare, si potrà parlare di biodiversità, delle iniziative e prossimi eventi, di agricoltura contadina, sarà ammesso lo scambio di semi di varietà antiche auto prodotte e quello di idee costruttive e generative.

Dalle 20 sarà ospite Pietro Bandini, detto Quinzan, rinomato cantautore Romagnolo DOC, proveniente direttamente dalla sua Faenza e suonerà le SUE CANZONI abbinate ai SUOI vini ROMAGNA DOC, intorno a un bel falò.

L' evento è organizzata in collaborazione tra le Associazioni: Agri.Bio Emilia Romagna, MadeInEm, il Cacomela, gruppo dell'Emilia Romagna di Civiltà Contadina e con il sostegno della Rete Bioregionale Italiana e dell'associazione PRORA.

“Questa potrebbe essere una delle ultime feste contadine – ha evidenziato Maria Miani-, la manovra che ha fatto approvare il governo se non verrà rapidamente modificata si abbatterà come una mannaia sulla testa di noi contadini e agricoltori, farà chiudere decine di migliaia di aziende agricole con conseguente aumento di disoccupazione e molte aziende che non riusciranno a pagare le nuove tasse dovranno demolire i fabbricati rurali, stalle, fienili, tettoie e ricoveri attrezzi” .
Per ulteriori informazioni sull'evento potete contattare Antonella Rambaldi, 349 6413155

a cura dell'Ufficio Stampa Agri.Bio Emilia Romagna