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sabato 11 giugno 2011

Pino Delle Donne: "L'inferno è l'altro..."



"L'inferno è l'altro..."


Messaggio per un'aquila, che si crede un pollo

Se volete capire cosa s'intende per controllo, pensate a un bambino a cui venga somministrata della droga.

Man mano che la droga penetra nell'organismo del bambino, egli ne diventa dipendente: tutto il suo essere reclama altra droga. Stare senza droga è un tormento talmente insopportabile che sembra addirittura preferibile morire.

Pensate a quest'immagine - il corpo si è assuefatto alla droga. Ora, questo è esattamente il trattamento che vi ha riservato la vostra società dal momento in cui siete nati. Non vi è stato concesso di godervi del cibo solido e nutriente della vita - e cioè il lavoro, il gioco, il divertimento, le risate, la compagnia della gente, i piaceri dei sensi e della mente. Vi è stata somministrata una droga chiamata approvazione, apprezzamento, attenzione.

Vorrei citare qui un grande uomo, un uomo chiamato A.S. Neill. È l'autore di "I ragazzi di Summerhill." Neill afferma che il segno distintivo del fatto che un bambino è malato è il fatto che stia sempre attaccato ai genitori; è interessato alle persone. Il bambino sano, invece, non è interessato alle persone, ma alle cose.
Quando un bambino è sicuro dell'amore di sua madre, dimentica sua madre, esce a esplorare il mondo, è curioso. Cerca una rana da mettersi in bocca - o cose di questo genere. Quando un bambino sta attaccato alle gonne della madre, è un cattivo segno: è insicuro.

Forse sua madre ha tentato di succhiare amore da lui invece di dargli tutta la libertà e la sicurezza di cui ha bisogno. Sua madre ha sempre minacciato, in molti modi sottili, di abbandonarlo.

Dunque, siamo stati assuefatti a droghe diverse: approvazione, attenzione, successo, prestigio, potere, capacità di eccellere, di apparire sulle prime pagine dei giornali, di fare il capo. Siamo stati assuefatti a esperienze come essere il capitano della squadra, il capo della banda, ecc. Essendo stati esposti a queste droghe, ne siamo diventati dipendenti e abbiamo iniziato a temere di perderle.
Ricordate la perdita di controllo che provavate, il terrore per la prospettiva di fallire o di commettere degli errori, per la prospettiva di essere criticati dagli altri. Così, siete diventati vilmente dipendenti dagli altri e avete perso la vostra libertà. Sono altri, adesso, ad avere il potere di farvi felici o infelici. Avete bisogno delle vostre droghe, ma, per quanto odiate la sofferenza che vi provocano, vi ritrovate a essere completamente impotenti.

Non passa momento in cui, consciamente o inconsciamente, non siate consapevoli o attenti alle reazioni degli altri, marciando al ritmo del loro tamburo.
Ecco una bella definizione della persona che si è svegliata: una persona che non marcia più al ritmo dei tamburi della società, una persona che danza seguendo la musica che sgorga dentro di lei.

Quando voi venite ignorati o criticati, provate un senso di abbandono talmente insopportabile che tornate strisciando ai piedi delle persone implorando che vi venga data quella droga riconfortante chiamata sostegno, incoraggiamento, rassicurazione. Vivere con le persone in questo stato comporta una tensione infinita.
«L'inferno è l'altra gente", ha detto Sartre. Com'è vero.

Quando ci si trova in uno stato di dipendenza, bisogna sempre comportarsi al meglio: non ci si può lasciar andare, perché bisogna corrispondere alle aspettative altrui.
Stare con le persone significa vivere in tensione.

Stare senza di esse comporta l'agonia dell'abbandono, perché se ne sente la mancanza. Avete perso la capacità di vedere le persone esattamente per quello che sono e di rispondere loro con precisione, perché la vostra percezione di esse è offuscata dall'esigenza di ricevere la droga.

Vedete le persone solo nella misura in cui rappresentano un aiuto per ottenere la droga o una minaccia alla droga stessa.

Consciamente o inconsciamente, guardate sempre le persone sotto questo aspetto. Avrò quel che voglio, da loro? Non avrò quel che voglio, da loro? E se non possono né aiutarmi né minacciarmi per quanto riguarda la droga, non sono più interessato. È un'affermazione orribile, ma mi chiedo se c'è una sola persona, qui, della quale non si possa dire questo.

Pino Delle Donne
pinodelledonne@yahoo.it

mercoledì 4 maggio 2011

Peter Boom: "Pansessualità e fedeltà sessuale"



Da quando è stata concepita l'idea della fedeltà si è sviluppata l'infedeltà
nelle sue diverse applicazioni. Almeno il 50% delle persone che vivono
l'esperienza matrimoniale e delle unioni di fatto etero- o omo-sessuali è stato
infedele sessualmente al proprio compagno o compagna.

Se poi si dovesse includere nell'infedeltà anche l'auto-erotismo, la
masturbazione, il voyeurismo oggi soprattutto su internet, i desideri non
realizzati e i sogni lascivi, allora probabilmente la percentuale di infedeli
arriverebbe quasi al 100%.

E' noto che circa il sette percento è infedele avendo rapporti sessuali con
persone dello stesso sesso, rapporti due volte da nascondere (infedeltà e
omosessualità).

Naturalmente le agenzie investigative lucrano e vengono incaricati di scoprire
chi se la fa con colleghi di lavoro, attraverso le chat, incontri occasionali o
con trans, accompagnatori, escort, etc., un vero business!

Il nostro sistema sociale indirizza la gente al matrimonio con una cerimonia
che fa giurare eterna fedeltà (finché morte non vi separi) e di garantire
assistenza morale e materiale.

Tutto sembra iniziare con le migliori intenzioni, ma poi ... sorgono problemi
di soldi, a causa dei figli, i rapporti sessuali non vanno più come prima,
l'amore e l'affetto diminuiscono, la salute non è più quella, possono
presentarsi periodi di lontananza come quelli durante le vacanze o viaggi
d'affari e molti altri motivi, troppi da enumerare, come cause dell'infedeltà.

Esistono anche le unioni che reggono proprio a causa dell'infedeltà e che
altrimenti salterebbero.

Confidarsi col partner è sicuramente problematico perché non si sa mai come
reagirebbe. Possono verificarsi reazioni violente, liti continue, complicazioni
a livello psichico, finanziario, familiare (parenti, figli, divorzio o
separazione), può risultare un senso di repulsione per l'altra persona; non si
riescono più ad avere rapporti sessuali, a dormire insieme, insomma le
conseguenze possono essere innumerevoli e anche gravi per la convivenza. Se
scoppia uno scandalo talvolta si perde la stima dei parenti, dei figli, dei
conoscenti, può avere conseguenze sul lavoro, tutte situazioni preferibilmente
da evitare.

La nostra spinta sessuale può manifestarsi in ogni momento, proprio quando
meno lo aspettiamo e può sorgere anche un vero sentimento di affetto o d'amore
e ... tante volte non ci possiamo far niente, capita. Confidarsi quindi col
proprio compagno o compagna può essere molto rischioso e bisogna soppesare bene
quale disastroso diluvio potrebbe causare.

E tutto questo per una colpa o meglio detto un'azione che fa sicuramente più
della metà dell'umanità. D'altra parte bisogna considerare che non confessarsi
col partner è disonesto e che sarebbe meglio parlare, sempre se la controparte
è disposta a comprendere e perdonare, ma ... questa è e rimane un'incognita
rischiosa. Peggio ancora se la cosiddetta trasgressione è di tipo omosessuale o
trans. Visto la enorme quantità di “corna” bisognerebbe forse cercare di
diminuire i sensi di colpa e dare meno importanza a scandali che sono
perfettamente naturali, spesso ineludibili e che quindi non dovrebbero più
venir considerati come tali.

La fedeltà nella coppia è bellissima finché dura, ma quando non viene più
sentita può diventare un inferno.

Peter Boom – http://www.pansexuality.it

martedì 15 febbraio 2011

Jesi (Ancona), 26 febbraio 2011: “Italy, Vatican State” - Presentazione del libro di Michele Martelli



JESI (Ancona) – «Senza la laicità, la democrazia è una scatola vuota.» si legge nel libro di Michele Martelli “Italy, Vatican State” pubblicato da Fazi Editore, che verrà presentato Sabato 26 Febbraio 2011 alle ore 18 presso il Palazzo dei Convegni di Jesi in corso Matteotti 19.

L’evento culturale è anche per sottolineare l’importante ricorrenza storica del 150esimo anniversario della nascita dell’Unità d’Italia del 17 marzo 1861. L’atteso evento è organizzato in collaborazione con il Centro Studi Libertari “Luigi Fabbri” – FAI, la libreria Itaca di Jesi e Fazi Editore. Alla presentazione interverrà anche lo scrittore ateo Ennio Montesi il quale ha chiesto asilo politico alla Svezia poiché il governo italiano gli impone nei luoghi pubblici, discriminandolo, il simbolo religioso-politico di fondamentalismo cattolico-vaticano del crocifisso. Ennio Montesi (ultimo libro “Racconti per non impazzire” Mursia Editore) recentemente è stato al centro di polemiche e nel “mirino” della Lega Nord che ha lanciato allo scrittore una specie di fatwa per i suoi scritti e in quanto cittadino “non cattolico”. Michele Martelli, filosofo e saggista, collabora alla rivista MicroMega e all’Università di Urbino ha insegnato Filosofia della storia, è docente di Filosofia morale e direttore del master interfacoltà “Management etico e Governance delle Organizzazioni”.

“Italy, Vatican State”, prefazione di Ferruccio Pinotti, affronta la disputa sulla questione morale che vede i detentori di verità assolute asserviti alla Ragion di Stato vaticana. Il libro denuncia la millenaria ambiguità della Chiesa di Roma, fautrice di una morale a corrente alternata, tenacemente impegnata a maneggiare le chiavi del potere mentre promette quelle del Paradiso. In costante crescita è l’ingerenza del Vaticano nella sfera pubblica e il proposito di imporre il suo imprimatur alle istituzioni di ogni ordine e grado, al punto che persino il rifiuto dell’UE di menzionare nella Costituzione europea le «radici cristiane», ripetutamente rivendicate dai due pontefici Karol Wojtyla e Joseph Ratzinger, sarebbe il segno della perdita da parte del continente della propria identità. Nell’indagare queste pressioni l’autore spiega come nei secoli l’affermazione in Occidente della moderna concezione laica e democratica dello Stato abbia coinciso con la manifesta e incessante opposizione delle gerarchie cattoliche. Dalla sovranità popolare alla separazione dei poteri, dallo Stato di diritto al principio di tolleranza fino alla libertà della scienza: la modernità in Europa ha emarginato le pretese teocratiche della Chiesa di Roma. Nell’analizzare più da vicino il caso italiano e i rapporti tra Stato e Vaticano, con il brillante espediente narrativo di riscrivere alcuni articoli della Costituzione del 1948 seguendone dogmi e i precetti cattolici, Martelli dimostra come l’assenza di laicità e il trionfo delle strategie clericali e confessionali trasformerebbero la democrazia italiana nella più fondamentalista delle autocrazie.

Gli studi di Michele Martelli nel passato si sono concentrati sul pensiero di Friedrich Nietzsche, Antonio Gramsci, e di numerosi autori del Novecento, affrontando alcune tra le più dibattute vicende e problematiche filosofico-politiche dell’ultimo secolo. Negli ultimi anni si è occupato di temi di forte attualità, elaborando l’idea di una filosofia volta ad una critica radicale del dogmatismo e del fondamentalismo religioso e in generale di ogni forma di assolutismo che minacci la libertà di pensiero, i diritti civili, le istituzioni democratiche e la pace tra i popoli. Il suo attuale impegno di saggista è rivolto in particolare alla difesa della laicità, contro l’interventismo politico delle gerarchie ecclesiastiche e vaticane.


Axteismo, No alla chiesa, no alle religioni
Movimento Internazionale di Libero Pensiero