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giovedì 17 marzo 2011

I 150 Anni dell’unità dell’Italia serviti in Tavola... di Rita De Angelis



I 150 Anni dell’unità dell’Italia serviti in Tavola.

La nostra cucina italiana ha un piatto tricolore per eccellenza. Pensate quale? Proveniente Il verde del basilico, il bianco della mozzarella ed il rosso del nostro pomodoro. Il tutto steso su una base di pasta di pane e si avrà così il piatto per eccellenza. L’unità d’Italia a tavola la fanno pizze e mozzarella più che Mazzini e Garibaldi. Da un’indagine condotta dal Gambero Rosso, I 150 prodotti più cliccati sono pane, mozzarella, pomodoro, basilico (la base per fare il pesto alla genovese), ed olio.

Ma nella scelta per eccellenza degli ingrdienti non manca neppure il Parmigiano, che serve per condire gli spaghetti. Prodotto di base della eccelsa Amatriciana più che votata e gettonata. Ma rispetto alla pasta, anche il riso sembra fare la sua parte con un 37,4% di gradimento. Seguono per così dire gli spaghetti nudi e crudi con un 34,1%. Quasi una vera sorpresa pensando alla considerazione del tradizionale spaghetto pomodoro e basilico nella nostra patria ed anche presso i gusti degli stranieri, probabilmente un segno dei tempi, dove anche le abitudini alimentari cambiano.

Se mettiamo insieme alcuni prodotti tipici della tradizione italiana, per esempio la pizza napoletana, le lasagne alla bolognese, il risotto alla milanese, prodotti e piatti si tipicamente locali, ma da tanti anni simbolo di unità ed identificazione nazionali universalmente riconosciuti, ma anche sinonimo di federalismo tra prodotto e territorio. L’Italia un moderno laboratorio fatto di tradizione e unità. Proprio come le grandi democrazie. Sono sempre i nostri prodotti che hanno messo del tempo per affermarsi nel mondo. Vedi per esempio l’olio che è stato introdotto con fama nazionale solo a partire dal primo decednnio del Novecento.

Lo stesso discorso vale per la pasta che aspettò a lungo prima di essere introdotta in tutte le tavole del nostro paese dal Nord al Sud. Infatti l’alimentazione base dei primi del Novecento era costituita principalmente da pane, minestre e zuppe con legumi ed ortaggi.

Per parlare poi del primato del riso sulla pasta, un vero e proprio cambio di cultura. In Italia il riso entra dalla Sicilia con la tipica arancina siciliana, proveniente dal mondo maghrebino, molto simile al nostro profumato risotto alla zafferano. E proprio in onore della ricorrenza il 17 Marzo 2011, 150 anni dell’unità d’Italia, che primeggi sempre il verde, il bianco ed il rosso dei colori tipici del nostro tricolore motivo di vanto e solidarietà nel mondo.

Rita De Angelis

sabato 12 marzo 2011

Bossi, Maroni, Calderoli.... e la vergogna di non sentirsi italiani...

"La vergogna è un sentimento a tutti comune, di nulla però avrà a vergognarsi chi si vergogna di non essersi vergognato"

I leghisti squallidamente inneggiano al disfacimento dell'Italia, quando i loro stessi padri pagarono con la vita e soffrirono per unificare la nazione... Una banda di giovinastri della Lega Nord ha bruciato un pupazzo con l'effige di Garibaldi e né Bossi, nè Maroni, né Calderoli si sono vergognati... A quale categoria essi appartengono...?

L'unità d'Italia ha fatto commuovere più gli stranieri che gli italiani stessi... ecco la testimonianza del nostro amico Peter Boom:

Quanto entusiasmo riscosse in noi ragazzini olandesi quando la maestra alle elementari ci raccontò le eroiche gesta di Garibaldi che con soli mille uomini rivoluzionò la storia d’Italia.

A noi sembrava uno straordinario ed incredibile miracolo. L’Olanda ha più o meno la stessa superficie della Sicilia e l’Italia con la sua grande storia, l’antica Roma, il Rinascimento, l’arte, il Vaticano, tutto in quello stivale lunghissimo trasformato in poco tempo da questi Mille che disponevano solo di qualche imbarcazione e cavalli, ma evidentemente armati, più che dalle poche e povere armi di allora, di grande determinazione, coraggio ed uno spirito che già allora alludeva idealmente ad una futura Europa Unita che poté nascere dopo diverse e tragiche vicissitudini circa cento anni dopo. Noi avevamo dovuto combattere una guerra contro l’inquisizione spagnola (re Filippo II) dal 1568al 1648, ben ottanta anni, per liberarci dallo opprimente giogo e diventare uno stato autonomo. Non è per caso che nel nostro sangue scorre una buona dose di testardaggine forse ancora più determinata dalla nostra eterna lotta contro le acque.

L’unione fa la forza e garantisce proprio con la pluralità, le differenze culturali, etniche e anche logistiche, una maggiore democrazia. Questo lo abbiamo potuto constatare anche in altre nazioni come per esempio gli Stati Uniti d’America, la piccola Svizzera nella quale convivono pacificamente e con grande stabilità le popolazioni di lingua tedesca, italiana e francese. Dopo la seconda guerra mondiale nasce l’Europa Unita, con la Francia, la Germania, il Belgio, l’Olanda, il Lussemburgo e naturalmente l’Italia, sei paesi con quattro lingue principali diverse, che dopo il 1945 non ha più conosciuto guerre interne e che costantemente si sta ampliando.

Non è solo un’unificazione dei mercati, ma anche un’importante realizzazione volta al benessere e la felicità delle genti attraverso il rispetto di diritti umani e civili. I problemi certamente non mancano ma col tempo, la buona volontà e senza violenza questi si risolvono. L’Unità d’Italia ha significato un importante passo in questa direzione malgrado le critiche della Lega Nord, un partito di una mentalità poco lungimirante, spesso razzista e con tendenza alla emarginazione. Gente che vuole sentirsi superiore a chi abita più a sud dove, è vero, l’organizzazione statale ha sempre lasciata molto a desiderare. La cultura, la bellezza, le risorse umane, le risorse energetiche e la vicinanza con le aree mediterranee, il Medio Oriente, negli anni a venire saranno decisive per una rinascita con grande vantaggio per l’Europa tutta.

A proposito del razzismo vorrei dire che non bisogna mai discriminare nessuno, neanche i popoli più primitivi dell’Africa o della Papuasia. Le differenze tra noi esseri umani dipendono soltanto dalle diverse condizioni ambientali, dalle diverse culture, dalla storia. Attraverso lo strumento dei diritti umani dobbiamo darci una mano per superare il pensiero che vuole dividere ed escludere.

Per tornare all’Italia ritengo che la realizzazione della sua unità sia nata da una lotta tra titani, cioè tra quelli che traggono le loro azioni dal pensiero fisso, dogmatico, che personalmente chiamerei “non pensiero”, e coloro che si ispirano al “pensiero libero”, da un eroe come Garibaldi che era anche il Gran Maestro della Massoneria.

I cambiamenti importanti vengono sempre iniziati da poche, talvolta pochissime persone, che disinteressatamente mettono a disposizione di tutti le loro idee e le loro energie.

I veri liberi pensatori la pensano in modo diverso anche fra loro e difficilmente si coalizzano in grandi o potenti organizzazioni, bensì ispirano con le loro idee, con i loro diversi liberi pensieri anche le grandi masse che in Italia si organizzarono nella carboneria. Gli eventi storici che si stanno susseguendo con grande rapidità sul nostro globo oramai “globalizzato” dovranno portarci non solo ad una maggiore unificazione europea ma ad un mondo più solidale che, nel rispetto dei diritti umani e civili, del benessere e la felicità, dovrà diventare un “Mondo Unito”.

Peter Boom

mercoledì 23 febbraio 2011

Benito Castorina: “Quello che dobbiamo sapere per affrontare il momento presente..”


(Nella foto soprastante Benito Castorina festeggia il suo compleanno)


È un momento molto importante, anzi fondamentale.

Cari amici e compagni, donne e uomini, vi invito e se volete affiancatemi, in questo viaggio al di là dei confini territoriali ormai superati dalla globalizzazione, ma all’interno dei confini della democrazia e delle pari opportunità per i popoli, dove c’è un lavoro lungo e difficile da affrontare e che si presenta come la nuova sfida del nostro millennio.

Molte cose sono avvenute nel ventennio a cavallo dei due millenni, che ci fanno capire con gli eventi più recenti che dobbiamo responsabilmente assumere il ruolo che ci compete, come Vecchio Continente, di ridurre nel tempo il divario tra il Nord ed il Sud del mondo, divario al quale anche noi abbiamo contribuito. Mi pongo la domanda se questi popoli fratelli si ribellano perché vorrebbero avere condizioni di vita pari a quelle dei paesi dominanti, cercando paradossalmente rifugio nella casa di quelli che hanno determinato la condizione alla quale si ribellano, se è la loro fame di democrazia o di cibo. Una cosa accomuna il mondo oltre ai vari problemi ambientali ed è l’aumento dei costi dei prodotti alimentari e dei servizi, costi che incidono sulla popolazione povera di ogni Paese incluso il nostro, che possono essere superati solo con un nuovo progetto di organizzazione della società. È facile trovare capri espiatori nei Capi di Governi, che non sono nient’altro che gli esecutori di politiche condivise, per proteggere interessi consolidati o da consolidare propri e dei Paesi Sviluppati. È facile essere democratici, perdonatemi l’espressione, con il culo degli altri, come fanno rappresentanti di vari Governi nel mondo additando l’Europa e l’Italia in particolare, che sta sul fronte del terremoto, col rischio di essere travolta da uno tsunami.

È un momento molto importante, anzi fondamentale: un’occasione da non perdere.

Un momento in cui bisogna chiudere gli occhi per guardarsi dentro, per riconoscere ogni forma di egoismo in noi e per poi aprirli e osservare ogni forma di egoismo fuori di noi. Risvegliata così la coscienza prelevata dal profondo e la visione olistica, siamo nello stato di coscienza che attiva il discernimento, la determinazione, la tenacia, la compassione e in una parola l’amore.
Non parlo di un’amore sdolcinato o passionale, ma ovviamente di quell’amore che nessun aggettivo o elucubrazione mentale può definire, di quello che discende dalla forza vitale della natura, che ci dà le risposte nelle occasioni più estreme e che alcuni chiamano istinto per la sopravvivenza.

In una delle mie fiabe, Gabriele mi chiede: nonno perché se nel lavarmi i denti uso troppa acqua la sottraggo ad un bambino del Continente Africano? Gli rispondo che quella è una metafora, messa in giro da chi in maniera intelligente ha avviato un discorso sulla salvaguardia dei diritti umani, che il significato di quella metafora è che per mantenere il tenore di vita attuale e con l’attuale organizzazione socio-economica, i paesi sviluppati usano troppe risorse a danno proprio e a danno di chi di questo spreco ha solo gli svantaggi. Interviene Lena: è come dire che il danno dei genitori è che pagano l’acqua che Gabriele spreca e quello dei paesi poveri è che l’acqua finisce. Brava! Risponde nonno Bruno, hai fatto un’altra metafora, è come dire ad esempio che noi prelevando dalla terra i combustibili fossili per destinarli all’industria ed al nostro comfort, abbiamo squilibrato i cicli della natura che hanno causato il surriscaldamento del pianeta, la desertificazione, l’inquinamento di aria, terra ed acqua, con danni anche per noi oltre che per il resto della popolazione del mondo.

La storia continua e ancora metafora nella metafora la televisione, internet, la globalizzazione porta bambini di nove dieci anni a riflessioni che richiamano la nostra coscienza. Con i miei compagni a quell’età discutevamo di pace, di sviluppo, di politica, avendo vissuto i nostri primi anni durante la guerra, con fatti e immagini che hanno segnato la nostra vita e avendo vissuto la campagna referendaria (ricordo che chiamavamo “sciocco biondino” il principino che sfilava su un’auto decappottabile per la propaganda monarchica), avendo condiviso con i nostri genitori il dibattito referendario e infine, la vittoria: la nascita della Repubblica Italiana!

Cade il muro di Berlino, l’Europa si affatica nella ricerca dell’unità, cadono le ideologie trasformando i partiti politici in congreghe, cadono la destra e la sinistra nella realtà sociale ma non nell’anima dei nostalgici, balena il tentativo di colpire la chiesa cattolica che rappresenta il 60% circa degli europei, l’equilibrio dell’Europa è adesso minacciato da Sud. Adesso cadono i Presidenti. Presidenti che da un punto di vista strategico contribuivano all’equilibrio dei Continenti Sviluppati, tra cui anche l’Europa. La crisi dell’Italia nell’Europa, sta come la crisi dell’Europa nel mondo. Se questa equazione è vera, è vero che gli italiani sono più portati a condividere la propria ricchezza col resto del mondo, che l’Europa nel suo insieme è molto vicina a questa posizione e che le velleità imperialistiche rallentano in Europa il progredire della democrazia e nel mondo la frenano. Se per caso ci fosse un disegno nel mondo per dividere, per disaggregare anche con la violenza verbale e fisica, l’Italia e l’Europa, cogliamo i momenti di crisi per inserire elementi di democrazia per fare passi verso il superamento di ogni forma di egoismo e quindi di ogni forma di sfruttamento.

È un momento molto importante, anzi fondamentale.

Noi siamo il popolo del Mediterraneo, i Paesi che hanno uno scambio con questo mare sono uniti nella difesa di un patrimonio che rischia la catastrofe ecologica. Ogni anno il Mare Nero attraverso i canali del Bosforo e dei Dardanelli scarica nel Mediterraneo 350chilometri cubici di acqua inquinata. Chi ha inquinato il Mar Nero? Il Danubio con i suoi 300, dico trecento, affluenti che vengono da oltre una dozzina di Stati che ne comprendono alcuni che si affacciano addirittura al mare oceano è stato ed è l’organismo innocente che ha veicolato quella fonte di distruzione derivante dalle attività antropologiche, degenerate in questi ultimi ottant’anni.

Questa realtà sembra una metafora: Stati dell’Europa e della Russia avvelenano attraverso il Danubio le popolazioni a Sud dell’Europa.

È un momento molto importante, anzi fondamentale.

Noi abbiamo fatto l’unità d’Italia superando l’impossibile, sradicando domini abbarbicati alle nostre terre, abbiamo promosso l’unità d’Europa e adesso abbiamo l’occasione per fare il popolo d’Italia e di promuovere il popolo d’Europa.

Abbiamo la fortuna che cadute le ideologie non esiste più la divisione tra la destra e la sinistra se non per interessi di parte. La destra e la sinistra che rappresentano il corpo elettorale non hanno il diritto di spezzare questo corpo con tensioni opposte, devono insieme costruire la democrazia per il Paese, se un eletto è un delinquente prima di tutti devono andare in galera gli organi che devono verificare i requisiti del candidato, se un notaio assevera il falso in un atto di compravendita deve essere radiato, una legge di condono edilizio riferita ad anni precedenti è fatta per promuovere gli abusi edilizi, mentre se fosse riferita al giorno in cui diventa esecutiva determinerebbe la fine degli abusi, se l’industria non facesse un uso criminale delle materie prime e la ricerca fosse incentrata sul benessere socio-economico non avremmo bisogno di sfruttare altri popoli. E poi ce lo ha chiesto qualcuno se siamo d’accordo o no su queste scelte? C’è stato mai un partito di destra o di sinistra che si sia occupato delle pari opportunità nel mondo?

È un momento molto importante, anzi fondamentale.

Concentriamoci sul momento, abbandoniamo temporaneamente i giochi di potere, facciamo una Unità Strategica, che operi per superare il momento difficile fatta da Senatori e Deputati di tutti i partiti e le coalizioni, scelti in base alle competenze nazionali (Ministri e Sottosegretari) e internazionali acquisite con la partecipazione al Parlamento Europeo e nelle Ambasciate all’Estero o con criteri interni alle coalizioni, dove chi sta all’opposizione eccella nella capacità di proporre strategie non basate sulle ideologie, ma concrete e corredate da piani di fattibilità, mentre chi sta al governo nella capacità di verificare ed attuare dirigendo l’azione verso gli obiettivi congiuntamente concordati. Dare quindi forza all’Italia per poter chiedere all’Europa di partecipare, sostenendo l’Italia nel progetto di un graduale affrancamento dei popoli dall’imperialismo, garantendo nell’immediato la cessazione delle violenze e elezioni democratiche, con candidati di provata onestà certificata da individui che pagano in prima persona con la galera in caso di prova contraria, con processi da avviarsi a fine legislatura per evitare che vadano in galera gli onesti. Dopo potremmo copiare il modello pure noi per determinare la democrazia nel nostro Paese

È un momento molto importante, anzi fondamentale.
Per festeggiare l’unità d’Italia, con un’Italia protagonista di un cambiamento epocale!

Avviso per i viaggiatori: non emigrare in altri partiti, in altri Paesi, verso altre Religioni, ma cercare nell’unità e nel discernimento la capacità di una rappresentanza eletta in tute le accezioni del termine. La forza dell’Italia e dell’Europa è nella sua cultura e nella sua evoluzione umanitaria.

Ringrazio di cuore quelli che mi hanno seguito sin qui.
Con affetto,
Benito Castorina


P.S.
In occasione di un Convegno sull’Ambiente e la Cooperazione tra le Imprese Europee organizzato a Barcellona dalla Comunità Europea, ho presentato un progetto per abbassare il carico di inquinamento del Danubio e per catalogare le acque in ogni suo tratto, con un costo molto prossimo allo zero, il progetto è stato apprezzato in quel contesto per i suoi contenuti innovativi, ma la cosa non ha avuto seguito. Salvando il Danubio si recupera il Mar Nero e si salva il Mar Mediterraneo e il suo Popolo.