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mercoledì 25 maggio 2011

Fabrizio Belloni: "Siamo sotto sballottaggio.... Un sistema finto democratico sta morendo!"




Lo scontro fra le bande rivali si fa più aspro. La lotta si radicalizza e, come sempre in queste occasioni, si polarizza. Ed in vero lo spettacolo che offrono le due bande rivali è, per rispetto delle lettrici, almeno osceno e disperato. Capisco che la posta in gioco è altissima, soprattutto a Milano. Ma anche Napoli non scherza. Di tale importanza, entrambe, da risvegliare i più bassi istinti, le cupidigie più avide, gli appetiti meno confessabili.

La lotta si è radicalizzata, dicevamo. E i più navigati, i più rotti a decenni di pratica pubblica hanno sentito un campanello di allarme pericolosissimo.
Per loro. Per il sistema che amano e che li nutre.

L’elevatissimo numero di astensioni, le schede bianche, le schede nulle sono ormai il 50 per cento. I media-linguetta non ne hanno dato il giusto risalto, ossequiosi al diktat dell’editore. Ma il Popolo si è staccato. Si è staccato dalla casta.
Ed ecco il presidente della Repubblica che tenta di richiamare i “picchiatori” (non sempre sono le sberle le cose più violente: che nostalgia di Don Camillo e Peppone e delle loro sberle che facevano fischiare l’aria. Che pulizia morale che si respirava , che vita diversa!). “State calmi, ragazzi” dice il presidente, “così non si può andare avanti, il Paese è confuso e non si riconosce più nella politica”. Sarebbe tutto bello e giusto, se l’on.le Napolitano non fosse quello stesso che scriveva nel 1941 che bisognava essere a fianco dell’alleato Germanico nella sua lotta di civiltà contro il comunismo sovietico; o quello stesso che inneggiava ai carri di Breznev che schiacciavano nel sangue gli insorti Ungheresi che non ne potevano più di paradisi rossi comunisti. Raro esempio di coerenza e di dirittura morale e politica.

D’altro canto i “rappresentanti di uno stato estero” (per dirla ancora con Guareschi), cioè i vescovi, non hanno perso l’occasione per pontificare: <>. E qui, sempre saccheggiando Don Camillo, viene voglia di cavare un palo dalla vigna e sbattacchiarlo sul groppone degli arcivescovoni finché il palo stesso non diventi stoppa.

Non è più tollerabile che quel coacervo di preti pedofili, di preti cocainomani si erga a disquisire su fatti altrui. E badate bene che, mentre solleva indignazione il comportamento immorale e scandaloso di troppa parte del clero, anche se disgustoso, questo non è l’aspetto peggiore. Si dovrebbe poter indagare a fondo, senza insabbiature, sugli affari dello IOR, la banca di sua santità, sugli intrallazzi, le connivenze, le coperture, le alleanze. Se si potesse, o volesse dare la stura agli affari dello IOR, ci sarebbe un tale ribaltone da sommergere per sempre la chiesa sotto un mare di fango. E vengono a dettare legge? Vogliono imporci la loro morale? Anche loro fanno parte del grande gioco, cui da secoli, da millenni hanno fornito abilità, cultura, imposizione della paura. Il problema è che oggi non hanno più risposte da dare al Popolo, hanno finito il prozac che diffondevano per la quiete del potere.

E oggi, presidenti o arcivescovoni, hanno paura. Hanno paura che cambi tutto. E cercano di correre ai ripari.

“Amico, mi dirà qualcuno, ma tu critichi sempre. Ma non proponi soluzioni”
Bene. Una proposta ve la fornisco, pronta e calda.

Voglio un sistema ove il Lavoro valga più del pur necessario capitale. Ma prima il lavoro.

Un sistema ove i soldi siano nostri, del Popolo, cioè. E non di privati troppo spesso dalle mani adunche, dai nasi grifagni e dalle orecchie grandi e lunghe. I soldi sono nostri e non di parassiti, chiunque siano.

Un sistema ove si costruiscano subito, in pochi anni almeno un milione e mezzo di casette a due piani per la Gente, con giardino ed orto, perché nessuno dimentichi la Terra ed i suoi frutti.

Un sistema che imponga un tetto massimo dell’otto per cento dello stipendio per coloro che devono vivere in affitto.

Un sistema che si prenda cura delle madri e dei loro figli, con assegni, consultori, assistenza. E non pelosa o distratta.

Un sistema ove la fiducia nello Stato si tale da rendere sereni e partecipi imprenditori ed industriali.

Un sistema che preveda per i lavoratori un Tribunale Speciale a loro difesa, tale da essere un faro per tutti, senza discrezionalità ideologica. Con un Sindacato che faccia il sindacato e non la cinghia di trasmissione ideologica sul territorio.

Un sistema che difenda e promuova l’agricoltura, senza la quale la società entra in crisi. E che non la svenda per bilanciamenti politici.

Un sistema che preveda vacanze, viaggi e crociere per i lavoratori. Gratuitamente per i meno abbienti. Con piccolo intervento in caso di possibilità maggiori.

Un sistema che incentivi le giovani coppie con prestiti veri e non usurai, per metter su famiglia. Con tassi e capitale riducibili in funzione dei figli in arrivo.

Un sistema ove lo sport sia tale e soprattutto popolare. In ogni azienda, da una certa dimensione in su, deve esserci il luogo a ciò demandato. Fino alla piscina.

Un sistema che amalgami il popolo con Associazioni ove si insegna cultura civica, sport, tradizione.

Un sistema che interfacci università ed impresa in un sistema interagente.

Un sistema ove la solidarietà sia una facoltà condivisa e spontanea e non imposta dai gabellieri.

Un sistema che protegga animali ed ambiente. Sul serio, e non come professione.
Eccetera eccetera eccetera.

“Amico, mi obietterà quello di prima, ma un sistema così è impossibile, tu sogni”

No. Non è un sogno mio.

E’ un sistema che è già esistito. E che prevedo a breve ritornerà. Non è un sogno, è una realtà che si va diffondendo e che sta conquistando, o riconquistando, la mente ed il cuore di sempre più uomini.

Altro che Napolitano e arcivescovoni! Loro tentano di sostenere un sistema decotto, morto e putrefatto.

Mentre l’Europa si sta svegliando

Europa Svegliati!

Fabrizio Belloni
Cell. 348 31 61 598


lunedì 3 maggio 2010

Ancora sulla pedofilia vaticana e similitudini fra nazismo e cristanesimo... ed aggiunta sul senso dell'io e di Dio - di Massimo Sega

Caro Paolo, come anche tu ben sai, io da anni, per iscritto, vado comparando la dottrina e la storia del cristianesimo e il relativo fondatore, cioe’ Cristo, al nazismo e al suo ex capo, cioe’ Hitler. Ebbene, ecco quanto oggi ho letto su Il Messagero in un articolo di Paola Polidoro in ordine ad una opera teatrale che va in scena al Valle dal titolo “come spiegare la storia del comunismo ai malati di mente: L’AUTORE SI CHIEDE – SPIEGA IL REGISTA – COME POSSA SUCCEDERE CHE UNA NAZIONE SI INNAMORI DI UN’IDEA TANTO DA STRAVOLGERE I COMPORTAMENTI SEDIMENTATISI NEI SECOLI. FENOMENO CHE SI RIPETE OGNIO VOLTA CHE NELLA STORIA APPARE UN INCANTATORE, SI CHIAMI HITLER, STALIN, BIN LADEN O GESU’ L’UMANITA’ E’ PRONTA A NEGARSI PER L’IDEA DI MONDO DEL NUOVO TRASCINATORE. Come si legge sono le stesse parole che io da anni vado dicendo. Sono parole che non avevo mai letto o che almeno non venivano ufficializzate, espressione che forse trova la sua causa proprio nei comportamenti di questo Papa, che troppo si e’ contrapposto, come da me ipotizzato al momento della sua nomina, alla cultura laica"

Mi si permetta ora di tornare sulla questione dei preti pedofili. Noi oggi giustamente ci scandalizziamo di certi comportamenti tenuti dai medesimi. Ma perche’ quei cristiani che oggi si meravigliano, accettano di partecipare a quella comunita’ che fino a qualche tempo fa, istituzionalmente, distruggeva, non solo psicologicamente ma nella maggior parte dei casi anche fisicamente, la vita di tanti giovani castrandoli per il puro piacere di sentire le loro voci bianche, in sostituzione di quelle femminili ? Certo mi si dira’, Cristo non ha detto di essere pedofili, ma ha detto che si puo’ castrare. Ecco quanto si legge nel Vangelo;

MATTEO 19/10 EGLI RISPOSE LORO: NON TUTTI POSSONO CAPIRLO, MA SOLO COLORO AI QUALI E’ STATO CONCESSO. VI SONO, INFATTI, EUNUCHI CHE SONO NATI COSI’ DAL VENTRE DELLA MADRE, VE NE SONO ALCUNI CHE SONO STATI RESI EUNUCHI DAGLI UOMINI, E VI SONO ALTRI CHE SI SONO FATTI EUNUCHI PER IL REGNO DEI CIELI. CHI PUO’ CAPIRE CAPISCA.

Naturalmente ognuno, come al solito, potra’ interpretare come vuole, cicero pro domu sua, questo passo. Ma per chi legge attribuendo alle parole del testo il senso fatto palese dal significato proprio delle medesime secondo la connessione di esse, sembra chiaro che da parte di Cristo non ci sia stata alcuna condanna per quegli uomini che rendono eunuchi altri uomini. Tuttavia non mi si venga ora a dire che i pedofili, condannabilissimi, siano piu’ perniciosi nei riguardi dei giovani di chi si divertiva a castrare i medesimi. Ci sara’ qualche cristiano che mi spieghera’ come si possa oggi condannare i preti pedofili e rimanere nella relativa comunita’ quando e’ stato il suo fondatore a non condannare gli uomini che rendevano eunuchi altri uomini?


...... altro argomento in discussione

Caro Paolo, sempre grazie per le tue esposizioni di concetti che mi sono stati e ancora mi sono estranei. Tuttavia mi sono utili per aggiungere alle mie conoscenze dati e fatti dell’umanita’ di cui dobbiamo tenere considerazione nella ricerca della nostra verita’.
http://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2010/04/spiritualita-laica-alla-prova-dei-fatti.html

Il tuo blog "Altra Calcata... altro mondo" comincia dicendo: Questo blog nasce per l’esigenza di restituire identità al luogo ed a noi stessi. Saro’ un presuntuoso ma io non ho mai sentito necessita’, come non la sento ancora di restituire identita’ a me stesso. Io credo di essere consapevole della mia identita’. Se poi sbaglio, non lo so, ma questo mi ha consentito di vivere una vita tranquilla ed impegnata, almeno fino ad oggi, cioe’ nel mio settantaseiesimo anno di vita. Ma forse cio’ e’ avvenuto, in quanto mi e’ mancata sempre una capacita’ fantasiosa, letteraria e sognatrice, e mi sono accontentato di vivere limitando le mie scelte a quelle che mi venivano proposte dalla mia razionalita’, scelte che mi hanno sempre soddisfatto. In questo ambito io ho sempre sentito di esistere. Tu parli di coscienza, di mente, di pensiero, ecc.ecc. come se fossero cose distinte e separate; essi sono, a mio modo di vedere, se vogliamo proprio differenziarli,, la nostra complessa individualita’. Il volerli distinguere, a me sembra un esercizio cerebrale finalizzato a godere di quelle sostanze piacevolmente inebrianti che generalmente si producono con l’azione delle nostre sinapsi. Posso dirti che anche a me capitano le stesse cose, solo che riguardano atti concreti della vita mia e di quella sociale. Impegnarmi a scrivere i messaggi che ci scambiamo, e’ anch’esso una forma di droga, come, talvolta mi avviene nel ricercare soluzioni tecniche a problemi pratici, come l’installazione di un impianto elettrico. Non si tratta di una questione economica, ma del piacere di trovare esercitando il mio cervello e utilizzando le mie conoscenze, la soluzione del problema. Tu dici che l’individualita’ della mente muore con la morte fisica, e qui mi trovi totalmente d’accordo. Non comprendo che cosa tu voglia dire con la PURA COSCIENZA che continuerebbe a manifestarsi. A me sembra di essere allo stesso livello di quando si parla di inferno, purgatorio e paradiso. Certo questi concetti hanno consentito a Dante di fantasticare nella sua Commedia, ma non mi sembra che siano stati utili per scopi diversi. Tu poi dici: NON SI PUO’ NEGARE “ QUELL’IO SONO”. Ma chi lo nega. Solo che io credo che a questa conclusione ci si puo’ arrivare senza percorrere lunghe strade mentali, semplicemente prendendo atto di quello che siamo. Oltretutto certe strade possono condurre a devianze mentali, specie a chi non e’ abituato ad un serio controllo di se stesso. Tu dici che l’essere non e’ condizionato dal luogo e dal tempo. Quanto dici puo’ essere vero per certi esseri superiori, che possiamo chiamare superuomini, che hanno una capacita’ di analisi, ma per la massa questo non e’ vero. Essa si lascia trascinare dal luogo e dal momento e il suo essere e’ l’essere degli altri. Tu ti poni il problema: IL CONCETTO DI DIO E IL SENSO DELL’IO come se fossero due identita’ distinte. L’Io e Dio, come piu’ volte ho scritto, sono la stessa cosa, cioe’ sono il frutto della nostra creativita’. Tu hai terminato ricordando una frase di Calderon della Barca: LA VITA E’ SOGNO. Come ho sempre detto gli aforismi, per la loro sinteticita’ possono dare luogo ad una infinita’ di significati. Ognuno lo dara’ secondo le proprie esigenze.

Saluti

Massimo Sega - ages@valdelsa.net