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venerdì 29 giugno 2012

Roma, 5 luglio 2012, protesta in Campidoglio per dire no alla cementificazione dell'Agro Romano

"Salviamo Roma e l'Agro Romano dal cemento" Paolo D'Arpini

Cari tutti, ci siamo.

Giovedì 5 Luglio andiamo tutti in Campidoglio per dire No alla cementificazione dell'agro romano (2.300 ettari di nuove aree di riserva in aree agricole per un totale di 22 Milioni di mc considerate idonee alla trasformazione), e più in generale a tutta la politica urbanistica della Giunta Alemanno (valorizzazioni meramente immobiliariste delle aree militari dismesse e del patrimonio comunale, compensazioni creative, assurdi raddoppi delle centralità, mancanza e cancellazione di servizi e opere pubbliche, etc...).

Questa iniziativa, alla quale hanno aderito PD, SEL, IDV, FDS è anche l'occasione per avviare un primo coordinamento delle numerose vertenze in atto nei quartieri e nei territori.

Poniamo al centro del nostro agire l'interesse pubblico, la riqualificazione e il riordino della città consolidata, lo sviluppo di una nuova agricoltura multifunzionale e di qualità, e la costruzione di un'area metropolitana basata sulla discontinuità ambientale.

Partecipiamo in massa e diffondiamo l’iniziativa tra i nostri contatti dando a tutti appuntamento per giovedi 5 Luglio alle ore 17,30 a piazza Bocca della Verità.


Con l'adesione del Circolo Vegetariano VV.TT. e della Rete Bioregionale Italiana


Per aderire scrivete agli indirizzi email:

info@ideeincorsa.it
info@territorioroma.it.
agricoltura.coraggio@gmail.com

martedì 13 marzo 2012

18 marzo 2012 - Pessano Con Bornago: Assemblea generale No Tem



ASSEMBLEA GENERALE DEL MOVIMENTO NO TEM 18 MARZO 2012 h 15 - PRESIDIO PERMANENTE MARTESANA - CASCINA BRAGOSA,PESSANO CON BORNAGO

Una nuova ondata di cemento e speculazione si sta per abbattere sulla Martesana: la TEM (tangenziale est esterna milano).Questa nuova infrastruttura si inserisce nel folle piano di Formigoni di trasformare la Martesana nel nuovo polo logistico d'Europa. Assolombarda stima che oltre il 70% delle merci in ingresso e in uscita dall'Italia passerà dall'est milanese(rigorosamente su gomma..).
Questa prospettiva di sviluppo distruggerà totalmente il tessuto produttivo locale basato sulla piccola e media impresa, sostituendolo con logistiche, centri commerciali e outlet caratterizzati da lavoro sotto cooperativa, precario e senza nessuna prospettiva per il futuro. Inoltre come tutte le grandi opere anche la TEM è ad altissimo rischio di infiltrazioni mafiose, come è stato recentemente dimostrato con il caso dei cantieri Bre.Be.Mi., imbottiti di amianto, cromo e scarti di acciaierie.

La Corte dei Conti, nonostante manchi il 95% della copertura finanziaria, il 27 febbraio ha dato il via libera al progetto rendendo possibile l'avvio dei lavori. Con ogni probabilità nei primi giorni di aprile Terragni e suoi amici speculatori apriranno un finto-cantiere in pieno stile Val di Susa, per cercare disperatamente di attirare gli investimenti necessari alla realizzazione di quest'opera aberrante. Mentre in Europa si incentiva il trasporto su treno, la rete autostradale italiana, che già oggi è più “densa” di quella media europea (2,2 km di rete ogni 100 kmq di superficie, contro 1,5), è destinata a crescer di un terzo.

In questo momento è quindi fondamentale riuscire ad organizzarsi ed agire per prevenire ogni forma di cantierizzazione e del territorio.

Non abbiamo intenzione di lasciar distruggere la nostra terra, bene comune, per il profitto dei pochi!

De chi se pasa no!!

CHI SEMINA STRADE RACCOGLIE TRAFFICO

No Tem Sì Metro: notemsimetro@gmail.com

venerdì 17 febbraio 2012

Rieti... capoluogo del cemento, del cemento, del cemento.... di Gianfranco Paris


In hoc signo vinces... Foto di Gustavo Piccinini


L'ultima trasmissione intitolata Presa diretta, in onda domenica scorsa su RAI TV3 mi fornisce lo spunto per riparlare della politica urbanistica del comune di Rieti.

Il conduttore ha preso in esame tre esempi in campo nazionale: l'isola d'Ischia, la città di Cosenza e la città di Reggio Emilia. Tre esempi emblematici di come la politica urbanistica posta in essere dai comuni italiani sia analoga in tutto il territorio nazionale, sia se governato da amministratori che si dichiarano di appartenere al centro destra che da quelli del centro sinistra.

Cambiano gli strumenti, ma la musica è sempre la stessa!

L'isola d'Ischia è un caso da raccapriccio. Una delle perle del Mediterraneo, celebrata da poeti e frequentata fin dai tempi degli antichi romani per le sue acque salutari, vede ridotte le sue coste ad un agglomerato di cemento, in molti casi incompiuto, che deturpa gli angoli più beli delle sue coste, con case che in alcuni casi occupano addirittura la spiaggia e che, quando arriva l'alta marea, l'acqua salmastra inonda il pianterreno e gli scantinati.
In uno degli scantinati di un albergo è stato sistemato l'archivio del comune di Forio che raccoglie tutte le domande dei condoni, regalati dal Parlamento italiano agli abusivi, che attendono di essere prese in considerazione per la sanatoria.

Migliaia di domande che non possono essere evase per mancanza di personale e anche perché l'architetto che le deve esaminare subisce periodicamente delle minacce.

Ma non basta. Un abusivo, interrogato dal cronista, per difendersi ha riferito che proprio sopra la sua casa c'era una villetta, indicandola alle telecamere, costruita da un Prefetto della Repubblica, accanto alla quale ce n'è un'altra costruita da un familiare di Mastella.

Sono rari i luoghi delle tantissime coste dell'isola immuni da brutture e incompiute di ogni tipo.

A Cosenza le cose sono ancora peggiori. Cosenza è la città dove completò il suo ministerio ecclesiastico l'arcivescovo Trabalzini, dopo aver lasciato da vescovo la città di Rieti.

Qui è stata posta in essere una politica tesa a favorire lo spopolamento del centro storico a favore della valorizzazione urbanistica della periferia che, da agricola, è stata trasformata di zona urbana ad alta intensità abitativa.
Ma non solo, è stata consentita la realizzazione di un grosso centro commerciale con annessi dell'indotto sotto una collina ad alto rischio di frane perché situata in una zona di facile accesso.

Tutte le colline circostanti, bellissime dal punto di vista paesaggistico, sono state invase da migliaia di case che ne hanno snaturato la bellezza e la funzione.

Il discorso del centro storico merita una particolare riflessione.

Il centro storico di Cosenza, come la maggior parte dei centri storici delle città italiane, come ad esempio Rieti, è molto bello e rappresenta la memoria storica dello sviluppo della nostra cultura.
In qualunque parte d'Europa ci si rechi, i centri storici delle città sono oggetto di particolari cure e rappresentano una forte occasione di sviluppo dell'economia turistica.

Quando nel 1970 fu approvata la legge sui suoli, la cosiddetta legge del repubblicano Bucalossi, essa prevedeva che tutti i comuni si dotassero di un piano regolatore prima e di un piano particolareggiato poi per mettere mano ad una intensa campagna di potenziamento del patrimonio urbanistico cittadino.

Questa norma è stata totalmente, o quasi, disattesa e anche quando è stato redatto il piano regolatore non è stato fatto il piano particolareggiato che avrebbe dovuto stabilire nei dettagli come intervenire.

Ho vissuto direttamente questa tragedia urbanistica a Rieti dove, pur essendo stato affidato l'incarico di redigere il piano particolareggiato, non fu redatto perché i sindaci che vennero dopo quella amministrazione preferirono bloccare la città a favore dei tanti palazzinari iscritti ai vari partiti, ed in qualche caso finanziatori, che invece avevano comprato i terreni circostanti il perimetro cittadino.

Così il centro storico di Cosenza oggi è in pieno abbandono. A Cosenza l'amministrazione è appannaggio del centro destra. Il sindaco, una donna, ha mostrato molta insofferenza alle domande del cronista. Abbiamo visto delle immagini veramente squallide e vie completamente abbandonate, senza abitanti e senza vita.

Di recente ho rivisto Palermo dopo 50 anni, stessa situazione, anzi peggio perché a Palermo niente è concesso se non si fa parte di certi ambienti. Sembra impossibile che dopo tanto tempo nulla sia accaduto.

Il centro storico di Rieti ha subito la stessa sorte, ma si è salvato (si fa per dire) a causa del terremoto che ha messo in moto un processo di ristrutturazione a prescindere dal piano particolareggiato e per via di qualche piano di ristrutturazione pilotato sempre dagli stessi palazzinari, mentre ai privati non viene concesso niente.

Il risultato è comunque lo stesso perché da punto di vista della vita economica e sociale il centro storico di Rieti è praticamente quasi morto. Non ci sono più negozi, né attività artigianali che erano l'anima pulsante della Rieti dello scorso secolo, molte le case disabitate e abbandonate.

Il terzo esempio trattato da Presa diretta è quello di Reggio Emilia, amministrazione comunale guidata dal centro sinistra.

Anche qui stessa situazione. Abbiamo sentito il sindaco dichiarare che è bene consentire a chi vuole abbandonare la coltivazione dei terreni di trasformarli in terreni da urbanizzare per due motivi, primo perché si crea lavoro e secondo perché i palazzinari portano soldi al comune con gli oneri di urbanizzazione.
Così anche nella “civilissima” padania si applicano gli stessi metodi del resto d'Italia e il processo di cementificazione assorbe implacabilmente terreni agricoli seminando il panorama paesaggistico d'Italia di brutture e degradando i centri storici e i terreni.

A Rieti l'opera di cementificazione è stata recentemente potenziata dal consiglio comunale con la delibera di approvazione dei Piani Integrati, fortissimamente voluta dall'assessore all'urbanistica, che sarà probabilmente il prossimo candidato sindaco del centro destra reatino alla carica di sindaco. Con la scusa di sanare le tre zone ex industriali degradate del centro cittadino, la delibera consente la presentazione di progetti di cementificazione di tutte le altre poche zone cittadine distribuite a macchia d'olio intorno al centro. Ma mentre le zone ex industriali dovranno essere prima bonificate, e quindi molto probabilmente rimarranno così come sono per altri decenni in attesa di tempi per maggiori facilitazioni, le altre zone verranno a brevissimo invase da case e negozi destinati a rimanere sfitti, atteso che la città di Rieti, anziché aumentare la popolazione, la diminuisce.

Per fortuna che in Italia non la pensano tutti così. C'è qualcuno che si oppone non a parole ma con i fatti, come documentato sempre da Presa diretta. Infatti il sindaco di Colorno Marco Boschini che, insieme al sindaco di Cassinetta Domenico Finiguerra, ha costituito l'Associazione dei comuni virtuosi, ha deciso di non concedere terreni agricoli alla urbanizzazione del cemento, convinto che il vero bene dei suoi amministrati si fa conservando il patrimonio naturale alla collettività rifiutando il finto benessere della cementificazione.
Seguendo esempi di questo genere, Fara Virtuosa prima, e Rieti Virtuosa dopo, sono nate sullo slancio di queste idee e per realizzare le premesse perché nella pubblica amministrazione prevalgano a breve, o a lunga scadenza, queste linee di azione politica concreta.

Una ragione di più perché i cittadini si organizzino a difesa dei loro beni naturali contro ogni effimera speculazione che porta utili solo a pochi e danni a tutta la collettività

Gianfranco Paris

giovedì 8 dicembre 2011

15 dicembre 2011, San Lazzaro di Savena - Letizia Ferretti: "Fiaccolata per l'ambiente libero dal cemento"




Oggi, parliamo un po di ambiente e consumo del territorio. Argomenti che, complice la situazione di recessione e di globalizzazione, sono quasi dimenticati dalla maggior parte dei mass media.

La tutela dell'ambiente e del territorio van tenuti ben vivi e presenti per tutti coloro che vogliono non solo preoccuparsi ma bensì occuparsi attivamente del nostro presente e del futuro nostro e delle future generazioni.

Segnalo un altro caso di cementificazione selvaggia che sta per abbattersi nel comune di San Lazzaro di Savena BO e vi sottopongo il riassunto della loro situazione che il comitato cittadino per la tutela dell'ambiente e del paesaggio ci ha inviato
Saluti. Aldo



Ass. Agri.Bio Emlia Romagna
Via dei Gelsi 150/5
41058 Vignola Mo
www.agribio.emr.it
email: info@agribio.emr.it



Ecco un riassunto delle varie iniziative per fermare la cementificazione,

vi scrivo per una vicenda che mi sta molto a cuore, da oltre 5 anni stiamo lottando con un gruppo di una decina di persone contro il nuovo piano regolatore ( oggi si chiama POC) che l'amministrazione vorrebbe approvare fra due settimane. Questo Poc prevede, ancora, oltre quello che già potete vedere, la costruzione di nuove 2500 case di cui 1100 fra Idice e Mura San carlo (oggi campi coltivati). Senza spiegarvi nei dettagli ora quali lotte abbiamo fatto in questi anni per impedirlo vi riassumo brevemente che: dopo aver formulato osservazioni formali di ogni tipo che hanno rallentato di oltre un anno l'approvazione, dopo proposte di delibere popolari, dopo aver promosso 4 referendum popolari ( non ammessi al momento) l'amministrazione concluderà l'iter di approvazione nel consiglio comunale di martedì 20 dicembre.

Come comitato cittadino per la difesa del territorio e del paesaggio promotore dei referendum popolari proposti per chiedere ai cittadini cosa pensassero dell'ulteriore ampliamento urbanistico di san lazzaro, siamo ricorsi al tribunale per richiedere una sospensiva d'urgenza in quanto la proposta di referendum popolare da noi formulata è stata rigettata senza giusta causa.

Il procedimento legale è partito e stiamo attendendo fiduciosi una risposta del giudice, per questo:

Giovedì 15 Dicembre alle ore 21 abbiamo organizzato una fiaccolata a San Lazzaro di Savena che andrà da piazza della Repubblica a Piazza Bracci e in sala di Città.

E' molto importante partecipare e partecipare numerosi perchè sarà il segnale verso l'amministrazione della volontà dei cittadini che NON VOGLIONO PIU' ulteriore cemento sul territorio. E' molto importante partecipare perchè nell'occasione raccoglieremo offerte a sostegno del procedimento legale per sospendere l'approvazione del POC.

Vi prego, se sensibili al problema, di impegnarvi a partecipare e impegnarvi a far partecipare vostri conoscenti, purtroppo la stampa non riporterà sicuramente la notizia. Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento e vi chiedo un adesione attraverso la mail perchè occorre riuscire a creare "un nocciolo duro" di partecipanti per poter avere successo.

Non sarà facile far uscire dal torpore la gente, la sera e in inverno ma occorre farlo ora. Attendo vostre mail di conferma o disdetta grazie

Letizia Ferretti
letiziaferretti77@gmail.com