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domenica 11 settembre 2011

Enrico Galoppini.. ed il superamento del concetto di "peccato originale" e di "separazione"...

"Frammenti d'Infinito" Pittura di Franco Farina


....la questione del "peccato originale", per come l'ho meditata e capita io, non è da intendersi in modo semplicistico.

Tutti noi, per poter venire a questo mondo, abbiamo "desiderato". Che cosa? Di essere di nuovo esistenziati come individui, separati dal Tutto. È molto importante comprendere questo fatto della "separazione", che va di pari passo con l'"ignoranza": non esiste "consoscenza", né "realizzazione", finché vi è "separazione". L'incomprensione, letteralmente, produce il desiderio di "vita separata".

Abbiamo desiderato ritornare in "vita"? Bene, siamo stati accontentati! Ciascuno, alla fine, anche se non ce ne rendiamo conto, ottiene sempre quello che vuole, e il detto "volere è potere" - abusato in maniera 'superomistica' - al fondo racchiude una profonda verità. Si torna in vita perché evidentemente dovevano ancora svilupparsi, per chi "torna", determinate "possibilità" affinché quell'essere potesse tornare all'Essere (o il sé al Sé). In questo senso, il fatto che siamo richiamati alla vita nel mondo è una "misericordia", ma è anche la nostra "colpa".

Infatti il bambino nasce e piange!

Per comprendere questo passaggio, pensa al senso dell'ascesi, in ogni tradizione. Il "liberato" - in arabo la parola è mawlâ, la stessa dello "schiavo liberato", perché ha esperito fino in fondo il senso della condizione "servile" dell'essere creato - è quello che è già "morto alle cose del mondo" prima di morire, ed avendo già sperimentato la morte ha compreso cos'è la vita ("più che vita" avrebbe detto Evola). Tutti gli altri invece si illudono ancora sulla "vita", per questo desiderano tornare in vita, appunto. Cos'è poi un "desiderio"? Ciò che ci sotrrae dal Cielo, dalle stelle!

Invito a riflettere anche su questo punto: i dogmi non sono verità indimostrabili come pretende una certa critica razionalista che ormai ha fatto il suo tempo, ma traducono in linguaggio comprensibile verità che attengono al piano delle cose "così come sono". Che delle "chiese", delle strutture di potere paratesi deitro la "religione", ne abbiano fatto un uso spregiudicato, non si significa che le cose non stiano così come le descrivono dogmi che non contrastano coi dati della metafisica (che è una per sua essenza) né ripugnano alla ragione se solo si medita su che cosa è l'uomo da sempre.

L'Islam, da questo punto di vista (e v'invito, appena sentite la parola Islam a non pensare a: al-Qa'ida, Bin Laden, Immigrati marocchini, Arabia saudita e petromonarchi, tè alla menta e Pierre Loti, Palestina, ribelli libici e tutte le altre migliaia di immagini che vi corrono alla mente!), è stato provvidenzialmente sfrondato dei vari dogmi del Cristianesimo e ne ha mantenuto uno solo, in vista dei "tempi ultimi": quello dell'Unità e dell'Unicità divine (tawhîd), perché per gli uomini di quest'ultima parte del presente ciclo è esiziale mirare "dritti alla meta", superando la "separazione" in cui si trovano.
Il discorso è lungo, spero di non avervi annoiato.
Saluti a tutti

Enrico Galoppini

giovedì 17 marzo 2011

Glyphosate: "La morte arancio dell'erba... e quella di cancro degli esseri umani avvelenati"



Prestando un po' di attenzione al pezzetto di mondo che ci circonda avrete notato l'erba fattasi gialla nei campi, lungo strade, ferrovie, canali e persino nei giardini pubblici ed aiuole frequentate dai nostri bambini e dai cani che portiamo a fare pipì. Per non parlare delle cosiddette "aree protette"!

Si tratta dei diserbanti a base di Glyphosate prodotti dalla più grande multinazionale del settore e pubblicizzati come "innocui". Di qui l'"effetto annuncio" per privati e pubbliche amministrazioni: sono "innocui" e fanno risparmiare soldi per tagliare l'erba, usiamone quanti più possibile!

Ne stanno versando milioni di litri ovunque, spesso direttamente nei canali dove poi vanno ad inquinare le falde e uccidere la vita acquatica! Le api che bevono queste acque (e gli altri organismi) muoiono presto! Dicono che si degradano presto e "non lasciano tracce" ma la realtà è diversa e le ultime ricerche parlano di grossi rischi per la salute, le acque e la biodiversità. Immaginate poi l'effetto sinergico di queste molecole con le altre presenti nell'ambiente e derivanti da insetticidi, gas di scarico e quant'altro!

Stiamo avvelenando il nostro ambiente e ci stupiamo dell'aumento esponenziale dei tumori, compresi quelli infantili!

Questo perchè preferiamo vedere i marciapiedi "puliti" senza qualche fiore selvatico o i bordi strada senza ciuffi d'erba?

Raccogliere nocciole con le turboaspiranti che hanno bisogno di terreni "pelati", risparmiare un pò di raccolto rispetto alle "infestanti"?

L'uso di queste sostanze non aiuta nemmeno nella prevenzione degli incendi!

Aiuta solo le finanze delle multinazionali e aggrava la spesa sanitaria!

Ribelliamoci alla morte dell'erba!

Difendiamo l'acqua pubblica anche dall'inquinamento!

Documentiamoci!

Difendiamo i prodotti bio anche evitando che diventi impossibile coltivarli in ecosistemi agrari sempre più tossici!
Diciamo no all'uso di diserbanti per tenere puliti i campi fotovoltaici!

Chiediamo alle amministrazioni di non usarli!

Francesco Mantero

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Diffida ai sindaci che consentono l'uso di diserbarti venefici e portatori di malattie.

I sindaci, una volta a conoscenza dei pericoli dei disseccanti, sono tenuti ad applicare gli arti 9, 32 e 41 della Costituzione Italiana, vietandone l'impiego per i rischi alla salute e per l'ambiente e per contrastare le attività economiche che si svolgano in contrasto con tali diritti inviolabili (Art. 41).

Il divieto di impiego dei prodotti chimici di sintesi (Pesticidi) dovrebbe estendersi anche all'agricoltura dei territori, dal momento che oggi non è necessario usarli in quanto le tecniche biologiche sono sufficienti a garantire raccolti abbondanti, rispettando salute ed ambiente e le minori rese vengono compensate dai Pagamenti Agroambientali europei attraverso i Piani di Sviluppo Rurale delle Regioni (Misure Agroambientali, 214), nel rispetto dell'Art. 44 della Costituzione (Progresso dell'Agricoltura).

Si impone pertanto l'ordinanza di divieto dei pesticidi da parte dei Sindaci, che vanno diffidati da parte dei cittadini al rispetto del ruolo di tutore in primis della salute del territorio comunale.

Se le Regioni non erogano correttamente i Pagamenti Agroambientali agli agricoltori Biologici o, peggio, regalano questi fondi a chi acquista abbondanti pesticidi, chiamandola Agricoltura Integrata, i Sindaci possono denunciare le regioni stesse agli organi competenti, oltre ad attivarsi in concertazione per adeguare il recepimento regionale delle norme agroambientali ai regolamenti europei

Giuseppe Altieri