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lunedì 25 aprile 2011

Marisa Marchizza... finalmente una donna a Faleria!



Finalmente una donna a Faleria che potrebbe cambiare le sorti di questo trascurato paese. Sensibilità, gusto, cultura e sani ideali che da noi, e non solo, mancano come il pane. Non avrà l’aggressività e intraprendenza di altri per sapersi ben vendere, ma in fondo non credo a lei interessi vendersi, ma interessa donarsi agli altri con tutti i suoi fini ideali e amore per la nostra Faleria.
L’alternativa? Gli stessi di sempre che ora promettono …e promettono tutto quello che fino ad oggi non hanno saputo e voluto fare.


Marisa Marchizza candidato sindaco a Faleria

Sabato 23 Aprile è stata presentata a Faleria (Vt), alla presenza di diverse autorità, la lista con Marisa Marchizza sindaco. Il suo lungo discorso ha toccato diversi punti, mantenendo toni squisitamente onesti e puliti, degni di chi dimostra gusto, sensibilità e cultura; toni mantenuti a livello prettamente democratico, “senza attacchi personali, senza strumentalizzazioni patetiche riconducibile ad un’era d’ignoranza anacronistica oramai superata e del tutto fuori luogo”.

La lista “Faleria VIVA” racchiude significati profondi, il gruppo vuole una Faleria rinnovata, aperta al cambiamento, che possa uscire dal letargo di questi ultimi anni, da una fase di immobilismo e sterilità collettiva che ha reso il paese un dormitorio, sia per chi opera e lavora a Roma sia per chi da sempre ha vissuto il paese. Faleria, ci ricorda lucidamente la candidata, “è morta nel turismo, nell’economia, nei posti di lavoro e nei centri di cooperazione sociale e culturale” , tutti fattori mal o mai supportati dall’amministrazione attuale, che hanno portato nella gente un rassegnato atteggiamento di mera sopravvivenza.

Faleria resiste, ma sta agonizzando se non si interviene con estrema emergenza, a 360gradi. Il cittadino è scontento, deluso, amareggiato e isolato dal mondo: è indispensabile una politica sociale culturale di apertura e rinnovamento.
La Marchizza ha come priorità nelle intenzioni quello di creare “un nuovo modo di amministrare” insieme ai cittadini, giacché è indispensabile il loro coinvolgimento continuo: “ogni scelta è migliore se condivisa da chi ne usufruisce”.

Partecipazione, coinvolgimento, imparzialità, apporto nel segnalare criticità e positività… e aiuto al cittadino: “sarà previsto un ufficio proposte, e di un difensore civico a tutela dei cittadini verso l’amministrazione”.
“Non si amministra da solo un paese, con autarchia e autoreferenzialità.” E’ necessaria una rivoluzione culturale, una riforma di pensiero, un nuovo modo di aprirsi al nuovo. “I paesi chiusi al nuovo sono inevitabilmente senza una rinascita culturale; sono morti nell’economia, morti affogati in una politica di regime più o meno velato”.

Marisa Marchizza è un’accorta professoressa della scuola, “tempio della società per eccellenza”. Per lei “non esistono competenze senza conoscenze…”, e per questo motivo che mai ha messo di studiare: lo studio è la sua passione, l’insegnamento la sua missione: promuovere il valore della cultura, la sua forma mentis. Marisa c’è, e ci sarà per sostenere fede all’ impegno preso, sia in senso qualitativo sia quantitativo: “la cultura, la correttezza, la coerenza la serietà impegno e poliedricità sono i veri motori del mondo”: valori impressi profondamente anche nei componenti del proprio variegato gruppo.

A chi la taccia infine di essere “troppo” idealista per fare il sindaco ella risponde: “Senza ideali non si va da nessuna parte, gli ideali hanno fatto la storia ed hanno mosso i popoli, guidato i cambiamenti, il progresso e le democrazie. Gli ideali hanno fatto l’Italia unita…”

Insomma, una presentazione da chi ha le carte in regola per far rivivere finalmente questo, oramai da troppo, trascurato paese.

La scelta sembra facile ed elementare e la decisione lascia poco spazio alle speculazioni o chiacchiere. L’esperienza diretta, sulla pelle di tutti noi, ce l’abbiamo palesemente davanti agli occhi: vogliamo cambiare o non cambiare? Vogliamo una “Faleria VIVA” o una “Faleria moribonda”?

Abbiamo un’ottima occasione, non lasciamocela sfuggire: non dico che ci si potrà senz’altro riuscire, ma almeno… vogliamo provarci? Od oggi o mai più, cari concittadini.

Od oggi, o mai più!

Armando Marchesini

mercoledì 13 aprile 2011

17 aprile 2011 - Il nostro amico bosco - Passeggiata sui pendii boschivi a confine fra Calcata e Faleria



“Il Nostro Amico Bosco” ha organizzato, per domenica 17 aprile 2011, una visita guidata all’interno del Bosco di Fogliano, località Quarto di Mezzo a Faleria (VT). (La località è confinante con il Parco del Treja di Calcata n.d.r.)

La giornata è aperta a tutti senza limite di età giacché il percorso si sviluppa su un ampio e facile sentiero di circa 7 km complessivamente. Lo scopo è quello di far conoscere il Bosco e la sua natura, con l’obiettivo di informare e sensibilizzare al rispetto del territorio e degli ecosistemi naturali in esso contenuti.

I minori dovranno obbligatoriamente essere accompagnati da genitori o persone delegate, la cui presenza si rende inoltre necessaria per la condivisione di un’attività comune.

Equipaggiamento consigliato:
zainetto, merenda, pranzo, acqua, cappellino, giacca antipioggia, quaderno e colori, busta in plastica per i rifiuti ed una macchina fotografica per immortalare alberi, arbusti, fiori ed i momenti trascorsi insieme.

Attività previste:
introduzione al disegno naturalistico; letture sul bosco; riconoscimento di fiori, piante ed arbusti; racconti di castelli e regine; pensieri , poesie ed emozioni da condividere; visita guidata siti archeologici; giochi ed attività.

Gli organizzatori sono unicamente ideatori dell’iniziativa.
I partecipanti attestano di essere in grado di superare le normali difficoltà intrinseche nella natura del bosco sollevandoli da qualunque responsabilità su eventuali incidenti o imprevisti diversi.

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PROGRAMMA:

ore 8.30 davanti l'ingresso del bosco (barra alla fine della strada della Banditaccia).
ore 9.00 inizio del percorso.
ore 12.30 cerimonia per un “Essere Vivente di Riguardo”.
ore 13.15 pranzo.
ore 14.30 attività all'aria aperta.
ore 17.00 verso il ritorno...

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Per qualsiasi informazione rivolgersi a:

Armando Marchesini 338.2392469 armamari@libero.it
Marco Corradi 335.1882262 marco65@hotmail.com
Sergio Cecchini 347.4426711 dojokoshiki@libero.it

mercoledì 6 aprile 2011

Faleria, 10 aprile 2011 - Fahrenheit 451 di Ray Bradbury illustrato al Dojo Koshiki

Proviamo a inventarci qualcosa... proviamo!

A Faleria, presso il centro pratica Judo Dojo Koshiki ci sarà un incontro aperto a tutti, in cui si parlerà di libri… e non solo.

Lo scopo dell'appuntamento è quello di illustrare le iniziative di un gruppo di persone che si riuniscono per provare a creare un “circolo di lettura” a Faleria, con l’intenzione di dare vita a riunioni sociali in cui sia possibile discutere di libri e poter condividere emozioni, pensieri, impressioni, ecc.. suscitate durante la lettura.
Uno spazio in cui ognuno possa esprimersi liberamente, dando nuovi stimoli e interessi, per vivere insieme l’efficacia e il valore della lettura come strumento aggregante, confortante, di esperienze espressive e ricreativo.

Domenica 10 Aprile alle ore 16:30 ci sarà il primo incontro inaugurale dove si parlerà del libro “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury, inquietante e famosissimo romanzo della grande fantascienza d’autore.
Dopo una breve introduzione verrà proiettato il film tratto dall’opera, a seguire libere letture, discussioni e confronti tra i partecipanti. Infine verrà offerto un piccolo rinfresco.

Parteciperà all’incontro la giornalista, scrittrice e poetessa Monica Maggi, “donna libro”, libraia di Morlupo, e tra le fondatrici dell’associazione “donne di carta”.

Chiunque vorrà partecipare, anche attivamente, sarà il benvenuto. Non è richiesto alcun tipo di preparazione se non l’amore per la lettura e la conseguente condivisione delle proprie emozioni.
Vi aspettiamo numerosi

Armando Marchesini

lunedì 21 febbraio 2011

Narrazione romantica della gita compita il 20 febbraio 2011 al bosco di Fogliano ed alle grotte di San Famiano a Faleria



Eravamo in pochi, domenica 20 febbraio u.s., all'esplorazione conoscitiva delle grotte di San Famiano a Faleria...ma ne valeva la pena. Di possibili futuri amministratori locali neanche l'ombra.... ma noi abbiamo portato una piccola luce.

E’ indispensabile per tutti una crescita della sensibilità ai problemi della tutela naturalistica, stimolando, dove possibile, gli assenti amministratori e i mezzi d’informazione a disposizione. Questa crescita dovrà avere chiare conseguenze anche sulla politica che dovrà, sempre e comunque, partire dal presupposto che le basi vitali naturali dei boschi non andranno MAI danneggiate, bensì utilizzate con attenzione, e dovrà intervenire (invece di speculare e sfruttare per primo) con determinazione e autorevolmente ove questi presupposti verranno minimamente a mancare, posto che una corretta gestione, per sua natura, deve prestare ovunque il massimo delle attenzioni a tutto ciò che il bosco significa e racchiude.

Il nostro patrimonio boschivo, insieme ai preziosi monumenti storici in esso contenuti quali le grotte di S Famiano e i due castelli abbandonati, dovrebbero diventare uno dei fiori all'occhiello di Faleria e occorrerà essere pronti ad investirci e curarli affinché anche i nostri nipoti potranno beneficiarne.
Serve un'informazione semplice, comprensibile, corretta e con basi naturali di buon senso, cercando di avere sempre qualcosa di interessante, costruttivo e stimolante da dire sul bosco, facendolo conoscere ed amare per le sue svariate utilità, per la sua magnificenza, per le cose grandi che racchiude. Ma anche per quelle “piccole”, altrettanto importanti e che vengono quasi sempre inavvertite e trascurate e che pur partecipano a pieno titolo a fare del bosco un’espressione straordinaria e irripetibile della natura. Chissà che riuscendo a parlare nel modo giusto (sarà che noi non ci riusciamo?) non si riesca ad innescare un “circolo virtuoso contagioso”? A trarne vantaggio sarebbe il bosco, e con esso la natura e quindi l'uomo.

Stralcio del discorso che avrei voluto leggere ai nostri misteriosi e possibili candidati alle prossime elezioni, durante la visita alle grotte. Un po’ sconnesso e ripetitivo, ma con l’intento e azzardo deciso di riuscire a smuovere qualche “corda sensibile”.

La maggioranza dei boschi faleriani purtroppo sono ambienti già degradati, ma non irrimediabilmente persi, tutt’altro. Nei nostri boschi le essenze arboree raramente riescono a superare il livello del sottobosco o si presentano in formazioni fortemente diradate con ampie radure occupate dai rovi ed altre piante infestanti, dove il taglio periodico impoverisce sistematicamente la biodiversità favorendo lo sviluppo delle piante più forti e a crescita rapida, penalizzando, fino a far scomparire, altre specie più delicate e rare.

Vi è quindi una disastrosa semplificazione degli ecosistemi forestali con la diminuzione della bio-diversità. Quindi inaridimento (tendono a scomparire le specie con bassa capacità pollonifera ed a crescita lenta a vantaggio delle piante infestanti, ossia viene impoverita la struttura del bosco. Un esempio palese lo vediamo con la drastica diminuzione dei funghi)
Il taglio del bosco inoltre porta a radicali e frequenti cambiamenti sul valore turistico-paesaggistico, ricreativo, venatorio, culturale e scientifico.
Vi è una minore efficienza nella protezione del suolo con accresciuti rischi di dissesti idrogeologici e incendi.

Maggiore squilibrio ecologico sulla regolazione dei flussi termici che arrivano sulla terra dal sole (riduzione quantitativa della radiazione efficace e ridefinizione qualitativa della radiazione che raggiunge il suolo)
L’inquinamento acustico e ambientale durante i tagli.
Il periodico allontanamento della fauna locale e distruzione microfauna (uso di mezzi meccanici invasivi). Il tutto per una produzione legnosa di scarso valore (esclusivamente legna da ardere)

Nessuno ci vieta di sentirci legittimati ad osservare, considerare, informarsi e a domandare le ragioni pratiche ecologiche e finanche tecniche di determinati interventi che, ad un’analisi pratica, non riescono a spiegare le motivazioni del proprio operato se non in un’ottica di puro sfruttamento indiscriminato dell’estrazione della legna.

Queste motivazioni si scontrano palesemente col buon senso comune, con l’intuito e sensibilità della natura di ognuno di noi, e in ultima analisi e sul lato pratico, sono incongruenti con le stesse leggi dell’uomo, dello Stato, che impongono la protezione di diverse specie sia vegetali che animali da una parte, ma che poi all’atto concreto del taglio permettono, o diciamo… tollerano, la distruzione delle stesse (ricordiamo che durante il taglio vengono usati macchinari fortemente invasivi, quali trattori a cingoli, escavatori, ecc.. che affiancati al taglio degli alberi eseguiti con potenti motoseghe, distruggono, oltre al bosco, tutta la flora, la fauna e micro fauna del sottobosco).

Mandare al taglio “scientifico” un bosco così bello, come comunemente si fa da noi, diffondendo oltretutto l’idea menzognera che detto taglio possa essere benefico, se non addirittura indispensabile per la sopravvivenza del bosco stesso, è quanto di più misero si possa fare. Giustificare un puro sfruttamento economico, qual è il taglio, adducendo detti motivi, o cercando astruse speculazioni scientifiche o pesudo-scientifiche, è un atto vile e abietto che non tiene assolutamente conto invece dell’evidente superiorità della Natura verso l’uomo e degli evidenti handicap enunciati, che detto taglio lascia dietro di sé.
Il bosco non è un oggetto da sfruttare, ma un degno, fiero e splendido soggetto portatore di diritti, che ha quindi grande e inestimabile valore in sé.
Constatiamo che i boschi sono arrivati fino a noi ed esistono assai prima della venuta dell’uomo sulla terra e quanto più sono stati lasciati a loro stessi, più hanno espresso da sempre con la loro integrità, la loro maestosità e bellezza. La ridicola presunzione dell’uomo di pensare di potere fare meglio della natura, e questo vale anche in tanti altri ambiti, è quanto di più stupido ci possa essere. Più l’essere umano si alienerà dalla natura e più sarà intensa la sua sofferenza. Non si risolveranno mai i problemi se non si affronteranno prima quelli ambientali, in affermazione di una nuova etica di solidarietà tra uomini e natura, di cui oggi tanto si parla ma che poi non se ne apprezzano affatto i risultati, almeno non qui da noi!

Il bosco ispira un senso di partecipazione, di profonda e reciproca riconoscenza, di ringraziamento e debito, di amore e mutua protezione.
Chiediamo ai nostri futuri amministratori di rimboccarsi, anzi rimboscarsi le maniche nel salvaguardare e difendere la continua presenza del bosco, con tutti i suoi valori; mediante una gestione sensibile e qualificata che non comporti distruzione, né sfruttamento, né abuso, né speculazione e che si configuri come coltivazione e cura di questa risorsa, armonizzando le esigenze della natura con quelle dell'uomo. Opponiamoci all'impoverimento ambientale derivante dal consumo del territorio chiedendo di istituire l'area e il livello di tutela della stessa; proteggiamo, rispettiamo, valorizziamo queste aree e recuperiamole dove degradate insieme agli edifici presenti legati alla storia e all'economia del nostro passato, affinché siano organici all’area.

Finiamola di una buona volta con le ridicole giustificazioni dei cosiddetti esperti che vogliono trovare a tutti i costi i loro motivi per mandare al taglio i boschi. Ricordiamo che una scienza separata dall’etica non è scienza. La risposta universale a qualsiasi quesito pone innanzi la Natura (con la N maiuscola).
Il sapere scientifico mai potrà prescindere dal penetrare nella profondità, nel divenire perpetuo dell’animo umano, della poesia, dell’arte, del sapere umanistico. L’incanto, la bellezza e le maggiori capacità dell’uomo, rispetto ad altri esseri che ci circondano, dovrebbero partire proprio da qui!

Ci piace pensare infine, che sarà la collettività a godere di questo bene, adeguatamente mantenuto e tutelato, con l’intento di migliorare la qualità della nostra vita. Sembra un’utopia?

Beh, così sarà finché sussisterà chi avrà la licenza di degradare, distruggere e sfruttare indiscriminatamente, il nostro rimarrà sempre un sogno che cozzerà con la realtà. Una squallida realtà. Eppure sarebbe un sogno di civiltà, un traguardo entusiasmante e facilmente alla portata di tutti.

Armando Marchesini

PS questo é il bel commento scritto e postato da Sergio Cecchini sul sito di faleria.info: vale veramente la pena di leggerlo!

La luce che filtrava tra le nuvole del mattino ha accompagnato il sensibile gruppo partito per la visita alla Grotta.
Il passo scelto per la discesa alle forre anticipa con grande personalità quello che attende i frequentatori di questi luoghi, un sentiero evidente, una leggera discesa che progredisce in pendenza sino al culmine nei gradini in tufo per agevolarne il passaggio.

Piegando sotto le rupi tufacee appare subito il bosco in tutto il suo splendore, querce, lecci, bagolari, aceri e carpini, i più frequenti abitanti sotto cui vive il sottobosco di pungitopo, anemoni, ciclamini, ma anche muschi, alghe e licheni, veramente un organismo, il bosco, vivente, pulsante.
Il passaggio sotto la rupe è sicuramente il più spettacolare, ampie zone di massi distaccati e staccati dal resto della formazione tufacea, crolli recenti e meno, visibili al passaggio, alcuni di essi ostruiscono e rendono comunque il luogo ancor più misterioso e magico.

Le fasce geologiche, di una formazione che pian piano si trasforma in tufo, si stagliano verso l'alto, massicce, compatte, di un colore che man mano assume il rosso mattone.

Gli animali con il loro passaggio 'intonacano' quasi le parti basse delle rupi, scavano sotto di esse le tane per ripararsi dalle intemperie e dalla notte, zone ampie particolarmente asciutte, il terriccio formatosi, trasformato dal passaggio in polvere.

Il sentiero è straordinariamente unico vale la pena percorrerlo al mattino, quando il sole, nato ad est, lo scalda.
Abbiamo istituito e lasciato in Grotta un quaderno 'Il libro di Grotta' su cui ogni vagabondo del bosco potrà annotare le sue sensazioni, pensieri o semplici riflessioni che non fanno fatica a nascere dalla visita in questo luogo.
Le grotte si presentano semi nascoste dall'edera che copre è vero ma che protegge alla vista questa opera comunque umana che, ora, si inserisce armonicamente in questo ambiente.

Una visita questa che ha rievocato ricordi di gioventù, suscitato personali interrogativi sulla sorte di questo monumento ambientale, ammirazione per chi non le aveva mai vedute, al loro cospetto non possiamo restare muti.
Un pensiero va a Pippo Giacobino, attivo frequentatore dei nostri boschi, la sua presenza resterà sempre viva in questi luoghi.
La grotta, si raggiunge agevolmente e con tutta tranquillità, in un ora e mezza, è meglio seguire il sentiero con prudenza, meglio allontanandosi dalla rupe e scendendo verso il fosso che scorre nella base della forra, per il ritorno si segue a ritroso il sentiero di andata.

Siamo sempre disponibili ad accompagnare quanti volessero visitare le grotte, in tal caso: Armando - Marco 335 1882262 - Sergio 347 4426711.

domenica 6 febbraio 2011

Faleria - "Il taglio del bosco di Fogliano non si farà perché...."


(Nella foto taglio "scientifico" del bosco di Monte dei Porcari a Faleria)

Che il sindaco Bianchi di Faleria si possa ravvedere in merito al taglio dei boschi, a meno che non sia per una strategia politica, lo troverei assai strano. A quanto pare il taglio del bosco di Fogliano non si farà perché non sono stati rispettati i tempi legali tra un taglio e l'altro. Ci hanno provato, ma per ora sembra sarà rimandato all'anno prossimo, con la speranza che nel frattempo, con il cambio dell’Amministrazione (sempre se ci sarà, ma ho seri dubbi...) qualcuno capisca che se i boschi sono da sempre sopravvissuti meravigliosamente senza la mano avida e presuntuosa dell'uomo, possano continuare a farlo ora... e per sempre.

Ti copio parte di una risposta ricevuta da una gentile e disponibile guardia forestale che ha cercato di rassicurarmi:

“Sembra si desolante il paesaggio del bosco appena tagliato ma, le garantisco che la rinnovazione gamica (quella da seme) di nuovi esemplari avviene maggiormente in queste condizioni dove il sole , l'aria, l'acqua e i minerali del terreno sono " più fruibili" per i nuovi esemplari.
Un bosco ceduo ha un turno di taglio di 16 anni e quindi lo stesso bosco non può essere utilizzato prima dei 16 anni successivi a quella del taglio. Senza l' utilizzazione un bosco si degrada sino al deperimento del popolamento stesso con una perdita ben più grave.”

(????????????????)

Beh, non è riuscito affatto a rassicurarmi, in compenso… si ad avvilirmi.

Quando ci si dedicherà, e non per peccare di presunzione, anche e specialmente alla vera e semplice osservazione della natura, oltre che studiare sui libri, chiudersi e lambiccarsi aridamente il cervello, forse anche gli agronomi, forestali, medici, nutrizionisti, studiosi… ed esperti in genere si accorgeranno delle corbellerie che riuscivano a concepire, a volte, nelle loro astruse e innaturali affermazioni.

Se ne riparlerà tra un secolo, se tutto va bene… noi siamo, ahinoi, già fottuti!!

Un abbraccio.
Armando

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Altri articoli sul taglio dei boschi di Faleria:

http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=bosco+di+fogliano+faleria

lunedì 24 gennaio 2011

Amministrazione comunale di Faleria: "Prove tecniche di distruzione di un habitat... un tempo florido!"



Ricevo altre notizie sul taglio selvaggio dei boschi di Faleria, un amico, che preferisco lasciare in incognito, anche se lui ha firmato la lettera, mi scrive inviandomi le le prove (fotografiche) di come vengono effettuati i tagli nei boschi faleriani. Le foto sono state scattate dopo il taglio del bosco di Monte dei Porcari, lo scorso anno, nello stesso sito dove l'amministrazione comunale ha previsto l'istallazione di un mega impianto eolico con torri alte centinaia di metri e pale giganti.....

Si vede che il sindaco Bianchi di Faleria vuole superare Parigi e la Tour Eiffel, lui di torri ne prevede un centinaio...

(vedi articoli: http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=eolico+faleria)

Dunque l'anno passato è toccato al bosco di Monte Porcari e quest'anno stessa sorte aspetta al bosco di Fogliano, per motivi forse diversi.. non si sa... Per questo dovreste chiedere al comune di Faleria che sta facendo tutto alla chetichella senza avvisare la popolazione, nè affiggere note informative nella bacheca comunale, il che fa pensare al peggio....

Caro Paolo D'Arpini, ho visto il tuo appello (http://www.faleria.info/Art_articolo.asp?Id=1016) sul sito di Faleria.info . Ma la speranza, ahimè, di risultati è quasi vana. Riusciremo a smuovere, se non i nostri indifferenti amministratori, i diretti interessati-disinteressati abitanti di Faleria?

E’ veramente squallido constatare che davanti a pochi spiccioli e per agguantare qualche voto in più (almeno così loro credono…), si mandi al taglio un bosco, anzi direi L’UNICO BOSCO di Faleria.

Già abbiamo preso atto in passato in che maniera nefanda e irresponsabile vengono fatti detti tagli (ti allego qualche foto del taglio effettuato lo scorso anno dell’ex bosco di Monte dei Porcari), e l’indifferenza degli enti preposti al controllo (che, o non hanno i mezzi sufficienti per intervenire o sono conniventi, non so) e del Comune davanti a simili sfaceli. Ma vi è di più, il bando di concorso per l’asta sul taglio viene fatto il più nascostamente possibile: non un manifesto, pubblicazione o articolo che ne dia notizia. Sistema certificato italiano: isomafia9006.

Per non parlare dei soldi spesi dal comune dopo la strage per ripristinare le strade massacrate da camion, scavatori e trattori a cingoli: anche a livello economico (che purtroppo è il solo valido) questi tagli sono assai discutibili.

Non bastava che i soliti pupilli beniamini con le chiavi della barra di entrata determinassero il traffico all’interno del bosco di SUV, cacciatori armati e arroganti assessori in gita familiare con al seguito comitive di automobili amici; ora il bosco verrà anche tagliato, e per mesi avremo rumori assordanti e desolanti paesaggi ad accompagnarci nelle nostre sempre più rare passeggiate e di chi va a fare sport (paradossalmente c’è un percorso natura-sportivo attrezzato) in quello che era un bel bosco, che ingenuamente credevamo bene comune, e non già bene del Comune. (Lettera firmata)


Grazie giunta Bianchi, degna del Re Sole.... "Apres nous le deluge..!"

Paolo D'Arpini
Referente della Rete Bioregionale Italiana e portavoce di European Consumers Tuscia

martedì 20 luglio 2010

Recite, passaggi, escursioni, permanenze con Paolo D’Arpini dal 22 al 26 luglio 2010

Avviso ai naviganti ed agli stanziali

La sera di mercoledì 21 luglio Paolo D’Arpini di ritorno dall’Emilia sarà presente nella sede del Circolo vegetariano VV.TT. di Calcata, in via del Fontanile snc., per salutare i soci che vorranno visitarlo. Seguirà lo spostamento nel territorio nepesino per un convivio amichevole, ognuno porta qualcosa… Info: 0761/587200

A partire dal pomeriggio del 22 luglio il suddetto sarà nella piazza della Chiesa Antica di Faleria (Vt), assieme agli amici del Teatro Cinabro, per allestire le scene dell’ultimissima replica di “Agenzia Fregoli”. La recita, che vede il suddetto recitare in due parti, si terrà nel luogo indicato alle h. 21.00, l’ingresso è libero. Il popolo è invitato in massa.

La mattina del 23 luglio, il suddetto parte per la località di Treia (Macerata), chi desidera viaggiare al seguito è pregato di prenotarsi telefonando al 333.6023090

Il giorno 24 luglio la sciamana Sonia Baldoni, fondatrice di “Vivere con Gioia”, raggiunge il suddetto a Treia per la messa a punto del programma “lunare” dei due giorni a seguire, che corrispondono alla celebrazione di Gurupurnima:

Domenica 25 luglio 2010, alle h. 10.30, passeggiata assieme a Sonia Baldoni per conoscere i luoghi e per scoprire i sentierini nel verde che circondano Treia, riconoscendo erbe spontanee e quant’altro. Si terrà un convivio con il cibo vegetariano da ognuno portato a pranzo, il pomeriggio ascoltiamo le tesi di Sonia sul significato delle Rune (sul tema di erbe magiche e rune vedere articoli su www.viverecongioia.org).

Lunedì 26 luglio 2010, che corrisponde alla luna piena, si terrà nella “cave”, dalle h. 10.00 del mattino sino alle h. 13.00 la consueta condivisione di esperienze su reincarnazione e metempsicosi. Segue pranzo con il cibo vegetariano da ognuno portato. La vesseille é collettiva. Il pomeriggio sessione di canto e meditazione e verso sera deambulazione in senso orario attorno alla rupe esterna di Treia e sosta in un campiello, in attesa del sorgere dell’astro lunare.
Info e prenotazioni: Tel. 0733/216293

Presentazione della manifestazione:

“Ogni anno a luglio usciamo fuori di testa con il bagno di luna piena…” (Saul Arpino)
Già dal 25 luglio appare nel cielo la Canicola, che é la stella di Procione, nel Cane Minore, in cui la leggenda riconosceva la Cagnetta Mera. Questo é il segno celeste che annuncia il grande caldo. Quest’anno fatalità vuole che combaci con la vigilia della luna piena….

La luna piena di luglio ci aiuta a fuggire dai modi comuni di pensare, spontaneamente sentiamo di uscir fuori dal corpo, di riconoscerci in qualcosa che non è la consuetudinaria abitudine del ragionare, del decidere le cose con logica..
Chi conosce il Circolo Vegetariano VV.TT. sa che ogni anno festeggiamo la luna piena di luglio. Quest’anno sarà la prima volta che tale celebrazione non si svolgerà nella valle del Treja bensì, fatalità di un’omonimia, nel paese di Treia. Ci vuole tutta la forza ed il desiderio di cambiamento che contraddistingue la Luna in Leone, o Scimmia nello zodiaco cinese, per starmene lontano da Calcata ma vicino ad un nuovo inizio… Infatti con questa luna piena lo scrivente si stabilisce a Treia per concludere un’altra tappa della vita.

Alcune informazioni generali sulla divinazione con le Rune:

Rune: sistema divinatorio celtico.
“C’è un uomo appeso a quell’albero battuto dal vento, che penzola ormai da nove lunghe notti.” I segni primordiali delle rune furono scoperti da Odino che pendeva dall’albero della vita, Yggdrasil. Le rune rappresentano situazioni possibili, sono simboli magici scolpiti (o dipinti) che nella cultura celtica e vichinga convogliavano l’oracolo dell’Io supremo. Esse sono un sistema geroglifico di scrittura e sono 24, più la runa di Odino che è bianca. Il libro delle rune è stato scritto come un manuale, una guida, per il guerriero spirituale. La via del guerriero non è per tutti, sebbene sia possibile per chi intende vivere consapevolmente le proprie sfide. Consultare le rune comporta un misto di casualità ed intuizione, i messaggi possono essere riconosciuti in segni della natura oppure sui sassolini rettangolari che vengono gettati per terra.
Come avviene negli altri sistemi divinatori le rune si basano sul messaggio inconscio, la funzione determina la forma, l’uso conferisce significato ed un oracolo si adatta sempre alle richieste del tempo in cui viene consultato. Il punto di partenza è l’io, la coscienza che, nella sua volontà propositiva, si avvicina alla matrice universale e riceve così la conoscenza. Le cose esteriori sono un’immagine riflessa conoscibile e modificabile ma solo agendo dall’interno, nell’intuito, nella consapevolezza.
Ecco i sacri nomi delle rune: Supremo, Dono, Messaggero, Separazione, Forza, Iniziazione, Necessità, Fertilità, Difesa, Protezione, Possesso, Luce, Raccolto, Fuoco, Vittoria, Rinascita, Progresso, Acqua, Vulcano, Comunicare, Ingresso, Trasformazione, Arresto, Energia solare. La runa bianca è quella del Destino.
Le rune non rappresentano però un messaggio granitico, non richiedono la nostra dipendenza dall’oracolo, ma indicano la strada, il movimento, per uscire dal dubbio.

Paolo D’Arpini

http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=reincarnazione+metempsicosi

L’incontro é libero ed aperto… lasciando alla fine la possibilità di offrire qualcosa volontariamente per chi lo desidera.

martedì 30 giugno 2009

Grandi manovre sul fronte eolico di Faleria ed Agro Falisco - "Cosa ne pensa Paolo Portoghesi?"

Ciao Paolo, ho già scritto all’arch. Roberto Barocchi spiegandogli la particolare situazione paesaggistica dell’Agro Falisco che egli non conosce (è del Friuli) e spero che ci dia una mano. Ho letto invece che l’articolo su Falera.info era fortunatamente contrario all’eolico e non te la prendere per il commento inserito che criticava te e l’articolista dicendo che l’eolico è positivo al di là di tutto: è uno dei soliti “addormentati” nel sonno letargico prodotto dai mass media e in verità non sa quello che dice, affermando solo banalità scontate, frasi fatte e luoghi comuni. Probabilmente egli non è mai andato a fare un percorso in tutta la sua vita e non gliene frega un bel niente della natura perché passa tutto il suo tempo con la bocca aperta davanti alla televisione.

Invece io conosco Fogliano, amo quel posto e mi dà i brividi pensare che verrà distrutto nell’indifferenza comune. Pensa che il posto lo dovrei anche inserire nella mia (e della mia compagna Daniela) guida sulle Rocche e Castelli perduti del Lazio, commissionatami dalla Eremon Edizioni per la quale ho scritto pure Lazio i Luoghi del mistero e dell’insolito, pubblicato nel 2006.

Andiamo avanti per la nostra strada, perché mi sa che siamo in pochi ad amare davvero questo territorio. Se cediamo anche noi è la fine. Un’ultima cosa: vorrei tanto sapere la posizione di Paolo Portoghesi circa l’eolico nell’Agro Falisco. Ti posso dire che se alzasse un dito (e la penna) e si degnasse – lui che è famoso – di darci una mano a denunciare questo progetto scandaloso, con pale eoliche di 100 metri.... Ecco, questa sarebbe un’ottima occasione per Portoghesi per dimostrare il suo interesse verso il territorio che afferma di apprezzare tanto.

Luca Bellincioni

martedì 23 giugno 2009

Sulla Tuscia tira un forte vento... di protesta, per la devastazione eolica in corso

La devastazione "eolica" della Valle del Treja e della Tuscia: un approfondimento illuminante sui progetti di Piansano, Monte Romano e Faleria

Caro Paolo, meglio che io non commenti il tuo articolo:

http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/06/23/faleria-calcata-e-civita-castellana-si-%e2%80%9cdanno%e2%80%9d-all%e2%80%99eolico-%e2%80%93-a-faleria-lo-decidono-nella-sala-della-misericordia-il-24-giugno-2009-alle-h-1830-%e2%80%93/

perché altrimenti per questioni simili ci perdo giorni di vita, tanto mi stanno a cuore: scriverei praticamente con il sangue! Ad ogni modo, spero ti possa dare uno spunto anche questi miei articoli:

http://ambientepaesaggio2000.splinder.com/post/19533249/L%27importanza+culturale+degli+%22
e
http://ambientepaesaggio2000.splinder.com/post/19456783/10+riflessioni+contro+l%E2%80%99eoli

Sì probabilmente è come dici tu, si tratta di "manovre" con gli studi di fattibilità: ma lo sai quanti ne sono stati fatti di questi studi in Italia (Tuscia compresa)? A centinaia e centinaia. Il problema è che in alcuni casi - se la popolazione dorme - tali progetti potrebbero realizzarsi veramente. Infatti non voglio rovinarti il sonno (il mio lo è già) ma ci sono serie possibilità che devastino con le eoliche la nostra magnifica ed amata Maremma (sia toscana che laziale). Dopo lo scempio di Scansano (GR), oggi ci sono decine di progetti in via di approvazione.

Uno di questi è a Monte Romano, dove effettivamente il sindaco stava "manovrando" con lo studio di fattibilità ma è stato pizzicato dagli avversari politici e così attualmente sta cercando di realizzare davvero la centrale per non fare una figura barbina. Il territorio sottomesso allo squallore politico e personalistico! Il problema è che si trova in uno dei paesaggi più belli d'Italia, fra la Tolfa e Tarquinia e non so se mi spiego... E non ci sono i vincoli strettissimi della zona di Civita Castellana, Faleria e Calcata per la maggiore vastità del territorio "libero" da utilizzare.

A Piansano, invece, presso il Lago di Bolsena, hanno già installato un anemometro e si parla già di tempi di inizio dei cantieri. Brutto, brutto segno. Ergo, scrivi assolutamente agli indirizzi che ti ho inviato e spediscigli il tuo articolo segnalando questi progetti e le fonti da cui hai appreso le notizie. Ci sono altre persone interessate al territorio come noi, e spesso di "peso politico" (non come noi). Eppoi la Valle del Treja e Calcata sono molto popolari ed amate e in molti sarebbero pronti a difenderle da progetti simili. Tieni inoltre conto che qualche anno fa era stata quasi incominciata una centrale eolica sulla Tolfa, presso Allumiere (loc. Freddara-Tolfaccia), in un luogo di una bellezza primitiva e struggente. Fortunatamente, però, i tolfetani hanno le contropalle e fecero un casino tale che il progetto fu abbandonato (anche se ancora c'è l'anemometro), fra l'altro con tanto di bocciatura da parte del TAR.

Stesso discorso sui Monti Prenestini, presso Guadagnolo, altro luogo stupendo con un paesaggio simile ad un dipinto: ma la popolazione locale (e non..) anche qui si organizzò e protestò finché la cosa venne accantonata. Le aggressioni al territorio ci sono e ci saranno sempre, ma è nostro dovere saper dare un contributo alla sua salvaguardia, nelle nostre specifiche possibilità e competenze. Io purtroppo sono molto impoverito negli ultimi tempi a causa della perdita del lavoro e quindi attualmente mi sposto poco, ma la penna (o meglio la tastiera) mi funziona eccome e come avrai capito quando scrivo "meno" (dal verbo menare).

Eppoi, un'ultima riflessione sull'eolico: ma come si può pensare di
"aiutare" l'ambiente devastandolo? Si può essere più cretini?

Luca Bellincioni