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venerdì 20 gennaio 2012

"Dietro al velo, in volo..." - La verità svelata -secondo Antonio Pantano- sulla Repubblica Popolare Cinese

"La Cina è lontana o vicina...? - Vola e taci.." (Saul Arpino)


La sedicente "Repubblica Popolare di Cina" è figlia della sua storia, nel XX secolo iniziata con la soppressione dell'Impero e la Repubblica erede (analogìa a carta carbone con Italyland!) "creata" giorno per giorno dai Signori della Guerra e dai banchieri cinesi emigrati - con fortunissima, per essersi omologati - negli USA. Il Giappone - nella sanguinosa guerra civile sviluppatasi sin dal 1927 - tentò di "metterci le mani" per salvaguardarsi ad ovest, sotto l'incalzare degli affaristi americani che si erano impadroniti dell'Oceano Pacifico come delle Filippine, e di mezzo continente cinese.

Poi ... la seconda guerra mondiale, con i due partiti cinesi dominanti, ma aggregati alle truppe USA. Indi il partito comunista di Mao, sorretto e finanziato da alcuni signori del denaro con sede in Occidente (anche Wall Street, USA!).

Dal 1972 i bankieri USA si palesarono nella "conduzione della Cina", ed oggi la dominano in toto, sotto la sigla e bandiera formalmente "rossa", ma di vero sfruttamento del popolo, ridotto a formiche schiave, al servizio di una satrapìa di 40-50 milioni di burocrati straricchi in USDollars.

Ergo, dalla Expo di Shang-hai alle Olimpiadi a Pekino, TUTTO è sotto l'egida plutocratica dei grandi affaristi sovrannazionali (cristiani sia protestanti che ortodossi e cattolici, islamici ed ebrei, con spruzzata di qualche magnate pakistano e indiano di altre religioni) di "stile e moda occidentale". Quindi in Cina si deve "vendere, vendere, presto e con profitto" (Ezra Pound, Canto XLV), esattamente come si fa ove impera il criterio affaristico liberista vigente alla occidentale.

Ne consegue, giustamente, che le città soccombano sotto l'immondizia, i miasmi per smog, le porcherìe degli scaltri amministratori locali e l'avvilimento degli abitanti, le montagne e colline producano valanghe di fango (bonifiche e forestazioni sono "fisse fasciste"!), le pianure tornino ad essere malariche o stracariche di centri commerciali, gli edifici si sbriciolino o si capovolgano come navi da crociera apparentemente italiane ma di proprietà anglo-americana, e ... i morti ... ottengano la parolaia apostolica benedizione da chi - vegetando beatamente a spese altrui e di usura protrattasi nei secoli - la domenica s'affaccia alla finestra vaticana per raccomandare ai rassegnati di essere pazienti e continuare a sopportare... cristianamente.

Ecco perché il casamento - edificato scientemente senza fondazioni razionali e stabili - fa testo in tutto ciò che non è SOLO cinese, ma è frutto di chi vede nell'unico DIO denaro lo scopo della vita. E questo "dio" - evasore fiscale TOTALE verso gli Stati! - è adorato nelle banche dai bankieri e dai loro servi!

Antonio Pantano

sabato 12 febbraio 2011

Le città fantasma cinesi come risposta al previsto crollo dell'economia americana (la supremazia USA è persa ormai da tempo)



Città cinesi sulla carta, popolate da abitanti di carta...

Prefazione di Claudio Martinotti Doria

La Cina sta convertendo in materie prime le enormi riserve di dollari di cui dispone, oltre che in metalli preziosi come oro ed argento, acquisisce commodities da destinare soprattutto alla costruzione di intere città ben pianificate ed addirittura eleganti urbanisticamente. Ne sono previste oltre duecento da un milione di abitanti ed una trentina di metropoli, che per il momento rimangono praticamente vuote oppure occupare in minima parte ...

Infatti vengono definiti dagli analisti occidentali "città fantasma". Probabilmente è una risposta autarchica politico economica, pianificata dalla leadership politica cinese, al previsto crollo dell'economia americana, sapendo che presto il dollaro perderà la sua ormai marginale credibilità e leadership finanziaria. Ma non si limitano all'autarchia, infatti La Cina sta comprando quantità impressionanti di terreni agricoli e siti minerari in Africa da destinare alla produzione alimentare, sta rilevando congrue percentuali di titoli stati del sud Europa (soprattutto degli stati in difficoltà), sta ampliando le infrastrutture logistiche commerciali turche e sta investendo in quote di proprietà delle migliori industrie europee ed americane. Inoltre sta rilocalizzando all'interno del suo territorio gli insediamenti umani e produttivi in base alle previsioni e proiezioni avveniristiche degli scenari mondiali, predisponendo le condizioni per garantirsi quote sempre maggiori di esportazione, dimostrando una lungimiranza e capacità di pianificazione di lunghissimo periodo che da noi in Occidente è estinta da tempo.

Come suggerisco ormai da parecchi anni, dite ai giovani di studiare come seconda lingua il mandarino standard al posto dell'inglese

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I fantasmi cinesi hanno una casa
Di Enrico Verga

A Chongqing, la "nuova frontiera" dell’urbanizzazione cinese, blocchi di alti edifici fioriscono dove prima si trovavano rigogliose risaie; ferrovie e autostrade marchiano il nuovo territorio senza tener presente le colline e i fiumi che attraversano.

Ovunque le colline vengono livellate, le valli e i canyon riempiti per poter far spazio al piano edilizio volto a costruire abitazioni per 2 milioni di cittadini. Queste le stime di urbanizzazione ufficiali definite dallo stato.
Questa è la Cina che McKinsey & Co descrive quando prevede che la nazione costruirà una "nuova Chicago" ogni anno per le prossime due decadi, oltre 1500 nuovi grattacieli superiori ai 30 piani. Entro il 2025, si legge nel rapporto, la Cina avrà 219 città con una popolazione superiore al milione di persone e 24 città più grandi dell’attuale Sidney. In luoghi come Chongqing il viaggio da contadini a cittadini, pronti a godere dei molteplici benefici del mercato globale, è ancora in divenire.

I piani edilizi prevedono che ogni edificio più alto di 5 piani debba possedere una struttura rinforzata di acciaio. L’acciaio è fondamentale per i binari delle ferrovie e per le autostrade. Ogni tonnellata di acciaio richiede circa 1,6 tonnellate di minerale ferroso e 850 chili di carbone ad alta qualità di combustione per alimentare le fonderie.

La Cina investe nella Cina. La scelta di utilizzare le riserve in dollari per incrementare le scorte di materie prime necessarie alla sviluppo nazionale è uno dei metodi più rilevanti per "alleggerire" il carico di valuta straniera detenuto nelle casse statali a favore di beni materiali il cui prezzo, con la guerra delle valute, rischia di crescere di anno in anno.

Tuttavia questa strategia sembra generare delle aberrazioni, situazioni di sviluppo che, per gli standard occidentali, risultano essere completamente illogiche.
Il nuovo distretto urbano di Ordos, in prossimità dell’omonimo deserto, è un esempio di questo fenomeno. Vista dal satellite la città ha un design elegante: edifici abitativi raggruppati in quartieri con una valida pianificazione stradale, ampli viali, scintillanti edifici governativi, parchi. C’è solo un elemento mancante: i cittadini.

La città stenta a popolarsi pur sita in una delle zone più ricche, per risorse naturali, della Cina. I soli abitanti sono i funzionari locali che regolarmente si recano nei nuovi palazzi del governo.

Erenhot, sita nell’interno, ai confini con la Mongolia, è una ridente cittadina che ospita un parco turistico dedicato ai dinosauri. La città ospita il terminal della linea ferroviaria Trans Mongolia. I convogli devono cambiare carrozze qui, data la differenza dei binari tra lo standard cinese e lo standard mongolo (originato da quello russo).

Pur essendo un naturale centro di commercio con la vicina Mongolia solo il 40% delle unità abitative risultano occupate, pur avendo una rete stradale cittadina articolata che connette i differenti quartieri abitativi semi deserti e le future aree residenziali ancora da costruire.

L’elenco delle città carenti di abitanti è lungo e spazia da interi blocchi urbani -sorti vicino alle già esistenti cittadine, come il nuovo distretto di Zhengzhou- alle "cattedrali nel deserto" di Dantu e Kangbashi.
La visione capitalista occidentale difficilmente può spiegare questa situazione. L’analisi del rapporto di McKinsey & Co delinea uno scenario di crescita e investimenti in linea con gli standard comunemente dati per assunti in occidente.

Si parla spesso di bolla dell’edilizia cinese, le trasmissioni finanziarie non esitano a delineare prossimi crolli del mercato immobiliare cinese. Per quanto le "bolle", sin dai tempi dei bulbi di tulipano olandesi, siano un fenomeno ricorrente, ci sarebbe un altra prospettiva che potrebbe essere interessante esplorare al fine di comprendere le "case fantasma" cinesi.
Osservando lo scenario mondiale e la decrescita del mercato americano viene da chiedersi se la Cina, che galleggia su un oceano di dollari e buoni del tesoro americani, non abbia compreso che sia meglio investire, forzatamente, in sé stessa piuttosto che nella decrepita economia a stelle e strisce.

La Cina, in vero, sta investendo anche in terreni agricoli e siti minerari in Africa, sta comprando parte degli ingenti debiti degli stati del sud Europa (Grecia, Portogallo, forse in futuro la Spagna), sta ampliando le infrastrutture logistiche commerciali turche.

Si può ipotizzare che la politica di sviluppo nazionale cinese si basi su 3 principi: controllo della popolazione, crescita economica interna, sviluppo infrastrutture dei distretti interni.

Questi tre principi si completano e si sostengono a vicenda: la trasformazione da contadini a cittadini permetterà di controllare più efficacemente un crescente numero di cinesi. Le decisioni di spostare verso l’interno le aziende che producono con minor efficienza e rilocalizzare sulle coste, vicini ai centri di logistica, le compagnie che creano prodotti ad alto contenuto tecnologico porterà ulteriore benessere economico ai distretti interni, giustificando la necessità di una rete di trasporti modernamente strutturata.

Egualmente le opportunità offerte dal popolamento dei centri nuovi urbani potrebbero sostenere un mercato interno e generare una domanda stabile per i beni prodotti dalle aziende cinesi.

Se si uniscono tutti questi elementi: sicurezza, crescita economica nazionale e benessere popolare, la scelta cinese di costruire città fantasma appare una scelta ben ponderata, che denota una pianificazione e una lungimiranza nazionalista che i governi occidentali, affascinati dal concetto di globalizzazione, sembrano aver perso.


Fonte: Eurasia, Rivista di Studi Geopolitici http://www.eurasia-rivista.org

lunedì 17 gennaio 2011

Paola Botta Beltramo: "Science intervista il premio Nobel Dr. Luc Montagnier sull'omeopatia e segnali elettromagnetici"

Negli ultimi giorni del 2010 i giornali hanno riportato la notizia di un rapporto australiano pubblicato sulla rivista scientifica Archives of Disease in Childhood - dal titolo originale “Adverse events associated with the use of complementary and alternative medicine in children” - in cui si affermava che l’uso indiscriminato delle medicine alternative può essere molto pericoloso o addirittura mortale per i bambini. Nel contempo il Comitato Scienza e Tecnologia del Parlamento inglese ha sollecitato il governo e il servizio Sanitario nazionale a cancellare ogni erogazione di fondi a favore della pratica omeopatica: «i prodotti omeopatici non sono medicine e non dovrebbero più essere autorizzati dal Mhra (l’Agenzia regolatrice inglese dei farmaci)».

La Rabbia è figlia della Paura, come insegna la medicina cinese. Ecco perché i detrattori dell'omeopatia attaccano senza pietà: hanno paura e reagiscono con la violenza. E’ l’elefante impazzito alla vista del topolino, che gli sguscia tra le zampe. L’elefante non capisce perché non riesce a schiacciarlo, nonostante la sua mole, i barriti, la proboscide.

Forse la paura nasce da piccoli ma importanti segnali di crepe sul fronte. Per esempio l' intervista davvero notevole recentemente pubblicati sulla rivista Science (24 dicembre 2010) al virologo francese e premio Nobel dottor Luc Montagnier che descrive il suo ultimo lavoro che ha implicazioni significative sulla omeopatia.

Questa ultima intervista esprime l' alto rispetto che ha il dottor Montagnier per la medicina omeopatica e le sue preoccupazioni circa il "terrorismo" contro di lui e altri validi ricercatori da parte degli scettici non adeguatamente informati. Montagnier fa la seguente forte dichiarazione riguardo ' omeopatia e le dosi omeopatiche : "Non posso dire che l'omeopatia funzioni. Quello che posso dire ora è che le alte diluizioni funzionano. Le alte diluizioni di qualcosa, non sono nulla. Sono strutture di acqua che imitano le molecole originali." Inoltre, Montagnier si riferisce al dottor Jacques Benveniste, lo scienziato francese che condusse una ricerca sulle dosi omeopatiche, come un "moderno Galileo".

Il 29 giugno 2010 su Oggi Scienza, il dottor Dalla Casa scriveva "Luc Montagnier ha recentemente affermato di avere le prove sperimentali che conferirebbero basi scientifiche all’omeopatia. L’omeopatia è una disciplina per la quale certe sostanze, se estremamente diluite e successivamente sottoposte a “dinamizzazione” (le fiale contenenti la diluizione devono essere agitate con un procedimento detto “succussione”) sono efficaci nel trattamento di un ampio spettro di patologie. Ma dal punto di vista chimico, la diluizione è talmente alta che alla fine del processo non rimane nessuna molecola. Da un certo punto in avanti, non si fa altro che diluire acqua con acqua. Per dare un’idea delle proporzioni una diluizione omeopatica tra le meno estreme equivale a una goccia nell’Oceano Atlantico: un paradosso che sarebbe però spiegato dall’ipotesi della memoria dell’acqua, secondo la quale l’acqua sarebbe in grado di conservare il ricordo delle sostanze da cui è attraversata."

Montagnier in un intervento intitolato "Nano elementi dai microrganismi" affermò:" I miei studi sul virus dell'AIDS mi hanno portato ad avvicinarmi alle idee di Benveniste". Montagnier poi spiega: "Quando una sospensione di micoplasmi è filtrata attraverso filtri di porosità compresa tra 20 e 100 nm (notevolmente più piccoli della taglia media dei micoplasmi), il filtrato ottenuto è apparentemente sterile se coltivato in un terreno sintetico o analizzato con PCR DNA. Ma se il filtrato sterile è posto in incubazione con linfociti T umani (precedentemente testati come indenni da infezione da micoplasma), dopo due o tre settimane si osserva la ricomparsa di micoplasmi con tutte le loro caratteristiche, anche se il filtrato è portato alla milionesima diluizione".

Newsletter Homeobel nell'aprile 2009 sostiene che l'interpretazione del fenomeno che Montagnier propone è che le nano strutture che esistono nel filtrato contengono ciascuna un frammento dell'informazione genetica e possono in questo modo ricostruire l'insieme del genoma infettivo con l'aiuto delle cellule eucariote. Questa ipotesi ha spinto Montagnier a studiare la natura di queste nano strutture e così a scoprire un altro fenomeno curioso: la generazione di onde elettromagnetiche a bassa frequenza (tra 1.000 e 5.000 Hertz) da parte di specie batteriche e di virus in diluizioni acquose appropriate. Batteri patogeni classici come coli, stafilococchi, streptococchi, micoplasmi ed alcuni virus sono sorgenti di queste strutture che emettono segnali elettromagnetici. I segnali sono quasi tutti simili, anche se una analisi più raffinata rivela differenze di specie. Il plasma di persone cronicamente infette dagli stessi agenti patogeni emette segnali simili.

Quale eco hanno avuto queste riflessioni sorprendenti? L'omissione come tagliente arma di disprezzo.

Il Dott. Francesco Marino, medico omeopatico della FIAMO (Federazione Italiana delle Associazioni e Medici Omeopatici) afferma: "Standing ovation per questo scienziato, che ha il coraggio delle proprie idee e le difende con coerenza! Montagnier non è certo il primo a scoprire ed affrontare sfide e paradossi dell’ Omeopatia, in particolare la questione delle alte diluizioni, che l'ormesi non può spiegare. Potrebbe godersi la pensione ed i frutti del suo enorme lavoro, farsi i fatti suoi e far finta di niente, come tanti suoi colleghi. E invece mette tutto in discussione per sostenere la plausibilità dell’ Omeopatia, senza pregiudizi. Come Louis Rey, Elia e altri (senza dimenticare il povero Benveniste) ha dimostrato, con dati incontrovertibili alla mano, che le alte diluizioni non sono il Nulla ma che, al contrario, potrebbero aprire filoni di ricerca in grado di rivoluzionare il corso della Scienza. Come altri prima di lui, ha trovato uno dei punti deboli su cui si fonda il paradigma meccanicistico e sa bene che su questa foglia di fico sono stati costruiti imperi economici talmente potenti e persuasivi da decidere non solo il destino e l’ agenda della scienza moderna ma, soprattutto, i profitti aziendali e le carriere di universitari, ospedalieri, amministratori, politici, etc.: ancora una volta, è l’ Economia a dettare le regole del gioco, fissando la “piramide gerarchica” degli interessi e delle priorità. L’ Omeopatia avanza, nonostante tutto, per cui va fermata ad ogni costo: attraverso leggi speciali, il discredito scientifico, le campagne diffamatorie, il tutto abilmente orchestrato dai media “schierati”. Le sue prese di posizione irritano l’ establishment perché vengono da uno dei più stimati scienziati viventi. Non resta che augurarci che dalla comunità accademica altre voci si levino in favore delle sue tesi e che l’ esempio dato da Montagnier trovi ulteriori riscontri."

Il dott. Montagnier all'età di 78 anni dopo aver ricevuto il premio Nobel nel 2008 per la scoperta dell'HIV si allontana dal "terrorismo intellettuale" ( così viene definito dalla rivista Science) per assumere la direzione del nuovo Istituto di Ricerca dell'Universita di Jiaotong a Shanghai dove potrà continuare ad approfondire gli studi che hanno provocato uno shock a molti scienziati. Sostiene che i Cinesi abbiano una maggior apertura mentale (o probabilmente, penso io, meno pregiudizi e maggior lungimiranza) e all'intervistatore che gli chiede se non teme di scadere nella pseudoscienza risponde: No, perchè non è pseudoscienza. Non è ciarlataneria. Sono fenomeni reali che meritano studi ulteriori.

I veri scienziati come Montagnier che hanno il coraggio di andare contro il parere di tutto il mondo accademico in terreni inesplorati meritano grande rispetto.

(Fonte: La Stampa)

venerdì 5 novembre 2010

"Stati Uniti D'America... caduta rovinosa di un impero" - Prove alla mano da Mauro Meneghini



L'Impero sta crollando, ma fino all'ultimo continueranno a negare l'evidenza e a dirvi che la situazione è sotto controllo... (ma di chi?)

Avrete certamente letto dell'iniziativa del presidente della FED Bernanke (soprannominato "elicottero", perché è disposto a spargere dollari anche con gli elicotteri, pur di sostenere l'economia americana) che ha deciso di comprare i buoni del tesoro USA per svariate centinaia di miliardi di dollari, semplicemente stampando nuovi dollari, cioè carta straccia con la quale presto potranno tappezzare le pareti di casa, come si faceva coi marchi negli anni '20 nella Repubblica di Weimar. Le teste fini che si definiscono economisti e che lavorano per i governi, perlopiù di scuola keynesiana e monetarista (non certo della Scuola Economica Austriaca) hanno sempre negato o minimizzato i rischi di una simile follia espansionistica del debito, sia pubblico che privato, che deriva dal stampare denaro disonesto, privo di valore effettivo, le cui ripercussioni inevitabilmente sono deleterie, perché favoriscono la spesa pubblica arbitraria ed i conflitti bellici, i malinvestimenti, le speculazioni estreme e gli abusi finanziari, l'indebitamento ingiustificato, i conflitti esasperati, il malcontento e gravi disuguaglianze sociali, il consumismo compulsivo ed esasperato, ecc..

Non occorre essere degli economisti, ma è sufficiente applicare il buon senso comune, per capire che gli USA con questo tipo di comportamento, prima o poi crolleranno sotto il peso di una situazione insostenibile, da loro stessi creata, che non può più essere camuffata e mistificata, il bluff non può durare in eterno.

Da anni di fronte alle tristi e tragiche condizioni in cui versa in particolare in nostro paese, faccio la battuta che a salvarci ci penseranno i cinesi, che spero comprino il nostro paese e lo amministrino meglio di quanto abbiano fatto i nostri pessimi governanti. Ebbene, fra breve non sarà più una battuta, perché dopo che avranno "comprato" gli USA, per loro comprare l'Italia sarà uno scherzo. Il breve filmato allegato all'articolo (cliccate sul link) vi rivelerà la provocazione, assai realistica.

L'articolo che come al solito proviene dal Movimento Libertario, l'unico che ha il coraggio in Italia di affrontare certi argomenti, in pochi minuti e con estrema semplicità vi rivelerà in che condizioni versano gli USA e vi farà capire quanto sia veritiera ed ormai imminente la previsione effettuata dalla Scuola Economica Austriaca del "Crack up Boom" (fate una ricerca in Internet per sapere cos'è), e prima correrete ai ripari e maggiormente tutelerete i vostri risparmi e patrimoni personali e famigliari, che rischiano di dissolversi, disintegrarsi. E poi non ditemi che non vi avevo avvertito.

Claudio Martinotti Doria - http://www.cavalieredimonferrato.it/

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USA, LO SPOT VIETATO PER NASCONDERE IL DEBITO PUBBLICO
di MAURO MENEGHINI

LO SPOT CHE LE TV AMERICANE NON HANNO VOLUTO TRASMETTERE:
http://www.youtube.com/watch?v=OTSQozWP-rM&feature=player_embedded

Un nuovo spot pubblicitario sul debito pubblico statunitense del gruppo "Cittadini contro il debito pubblico" che le grandi reti televisive ABC, A&E e History Channel si sono rifiutate di trasmettere. Lo spot è un omaggio al film del 1986 "The Deficit Trials" che le reti televisive, anche allora, si rifiutarono di trasmettere.
Probabilmente si tratta di argomenti troppo scottanti per queste reti televisive. Ma forse è giunto il momento di raccontare la verità al popolo americano. Nel 1986 il debito pubblico era di 2 bilioni di USD. Oggi ha raggiunto a passi da gigante i 14 bilioni. Il sogno americano si infrange davanti ai nostri occhi, ma le reti televisive, probabilmente, non sono disposte a spiegare al loro pubblico cosa gli sta succedendo.

La verità è che sotto nessun aspetto il filmato menzionato si può considerare offensivo. Lo spot è ambientato nell'anno 2030 e il protagonista è un professore cinese che tiene una lezione sui grandi imperi, mentre sullo sfondo scorrono le immagini degli Stati Uniti d'America, spiega ai suoi studenti l'atteggiamento dei grandi imperi: "Hanno tutti compiuto lo stesso errore. Si sono scostati dai loro principi fondanti che li hanno resi grandi. L'America cercò di uscire dalla recessione aumentando le spese e le tasse. Giganteschi provvedimenti congiunturali- spese, cambiamenti nel sistema sanitario, la soprafazione alla libera imprenditoria e debiti pressanti".

Probabilmente è quello che viene dopo quando il professore dice: "Naturalmente noi possedevamo la maggior parte del loro debito così che ora lavorano per noi". Ora potete ritenere questa pubblicità offensiva? Qui a seguito lo spot e tirate le vostre conclusioni.

Certamente questa pubblicità chiarisce un paio di concetti. Di mese in mese decine di migliaia di posti di lavoro e miliardi di dollari vengono trasferiti in China. Nel 1985 il deficit della bilancia commerciale americana con la China era di 6 milioni di dollari all'anno. Solo in agosto di quest’anno il deficit commerciale americano è stato di oltre 28 miliardi.

Il governo cinese ha un avanzo commerciale talmente elevato, nell'ordine di centinaia di miliardi di dollari, che i funzionari governativi americani sono permanentemente in viaggio verso la Cina per farsi prestare sempre più soldi per permettergli di continuare a vivere oltre le loro possibilità. Ma il debitore prima o poi cade nelle maglie del creditore e gli americani saranno presto nelle mani dei cinesi. Ma non è detto che debba essere per forza così. Non dobbiamo fondere l'economia americana in un'economia unica mondiale, dove si confrontano operai americani con milioni di operai cinesi, che guadagnano meno di 1 dollaro all'ora, e non ha senso metterli in concorrenza.

Fabbiche, patrimoni e posti di lavoro abbandonano l'America con incredibile velocità. Dal 2001 sono state chiuse 42.400 fabbriche americane. In America si vive una de-industrializzazione ma il triste è che questo non viene ritenuto un problema dagli americani. Alla fine del 2009 lavoravano meno di 12 milioni di americani nel settore produttivo. L'ultima volta che nell'industria vi erano meno di 12 milioni di occupati era il 1941.

Per ogni dollaro, che i cinesi spendono per beni o servizi americani, gli stati Uniti ne spendono 3,9 per beni o servizi cinesi. Dopo questi presupposti non riesco a spiegarmi perché le reti televisive si rifiutino di trasmettere questo filmato. Vogliamo provare a farlo noi?

(Fonte: Movimento Libertario http://www.movimentolibertario.it)