Visualizzazione post con etichetta vivisezione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vivisezione. Mostra tutti i post

domenica 13 maggio 2012

Ascientificità e inutilità della vivisezione nell’opinione di Emanuela Di Cesare



Sono contraria perché alla base vi è errore di metodo; quale specie dovrebbe essere modello per uomo? La sperimentazione dà informazioni incomplete, in un bassissimo numero di casi, si ha orientamento giusto, ma si tratta di una coincidenza imprevedibile.. i primi a stupirsene sono i ricercatori…. i risultati sono cioè statisticamente irrilevanti..

I veri progressi della medicina si sono avuti a osservazioni cliniche, uso del microscopio, basti pensare alla penicillina, unico farmaco che guarisce, scoperta per caso (le muffe scolavano su colture batteriche e i batteri morivano). Inoltre la sperimentazione fa passare per innocue sostanze tossiche… L’amianto, l’amanita phalloides, la tossina botulinica, la cicuta, la scopolamina, alcol metilico, la stricnina, lo sprais oproterenol, il mediator, arsenico, il benzene, la lana di vetro.. sono tossici per l uomo, non per animale.

Il limone è tossico per i gatti, il prezzemolo per il pappagallo, ma non per l’uomo. A causa del fumo, milioni di animali furono avvelenati, costringendoli a inalare il fumo per dimostrare che non è nocivo. E per loro, aspirato normalmente, non lo è, ma all’uomo causa il cancro del polmone. Senza parlare di farmaci come aulin, il cliochinolo, opren, la talidomide, il lipobay, il vioxx, ritirati, perche con gravi effetti collaterali. Non si può paragonare il patrimonio genetico animale con quello umano,seppur simili.

Vengono usati animali, a seconda di ciò che si vuol dimostrare, se prodotto da commercializzare è non cancerogeno, vengono sezionate le, specie animali piu resistenti a quelle sostanze, e in base al costo dell’animale. Il coniglio non morde, il topo è piccolo, il cane, specie il randagio, costa poco. Senza considerare che la stessa sostanza può essere più o meno tossica rispetto alla specie animale.

L’aspirina è nociva per il gatto, la penicillina per le cavie, ma entrambe sono immuni alla stricnina, che è letale per uomo… I prodotti chimici, e spesso alimenti devono per forza essere testati prima su animali.. ma ciò che avviene supera ogni immaginazione. Senza contare che i farmaci commercializzati hanno 51 % di reazioni avverse che non si erano manifestate negli animali. Le condizioni di sperimentazioni sono artificiali, il corpo è esposto a tante varianti che non sono riproducibili in laboratorio.

La scelta non è tra un bambino e un cane, e che non è possibile cercare le risposte ai 4000 mali che affliggono l’uomo con la vivisezione animale, perché non funziona. Si passa poi alla sperimentazione umana, spesso all’insaputa dei malati stessi, ci sono i volontari, ma anche i feti maturi che vengono tenuti vivi nei laboratori e poi sezionati, tanto non hanno personalità giuridica, per non parlare dei neonati (vedi caso avvenuto in Nigeria).

Il risultato? La medicina dell’incoerenza… Basti pensare alle diete.. iperproteica o no? carboidrati prima? o dopo 17^. E cosi via.

Ci sono miliardi di affermazioni contrastanti. Non a casa Fucci, primario di medicina legale, diceva che la medicina è un arte, non una scienza. Allora che si potrebbe fare? Intanto cercare di prevenire, più che curare, con stile di vita diverso. Il diabete può guarire con l’ alimentazione, usare la biochimica, l’elettronica, la medicina naturale e, se bisogna ricorrere ai farmaci, usare i generici, perché essendo in commercio da più di 10 anni non sono soggetti al brevetto dell’azienda che li ha prodotti,e possono essere commercializzati da qualsiasi azienda farmaceutica.

Inoltre li disincentiva a produrre copie inutili di prodotti simili. La medicina attuale ha fatto ben pochi progressi. Nel confrontare la vita media attuale e quella passata si deve considerare, la morte per parto, le cattive condizioni igieniche, la poca alimentazione, l’estrema fatica, ma quelli che sopravvivevano lavoravano 10-12 ore nei campi mangiavano pane, olive, fichi secchi, verdure di campo, legumi. A 70 anni erano scarniti ma duri come l’acciaio.

Noi come siamo? una corsa da un ospedale all’altro. La nostra qualità della vita come è? Si deve prevenire, umanizzare la medicina, avere, come ai vecchi tempi un quadro globale del malato, e no a ‘pezzetti ‘come ora (si passa da uno specialista all’ altro). Per quanto riguarda la sperimentazione attuale,perche non incentivare, sviluppare metodi alternativi. Metodi in vitro, colture cellulari e tessutali, microrganismi, la simulazione metabolica, le banche di tessuto umano uso del computer per coordinare, sviluppare varie metodiche il crash test, tecniche di imaging, la ricerca clinica, l’epidemiologia e cosi via.

Basti pensare al test di gravidanza con le rane, prima si inoculava urina di gravida nella rana, che moriva, oggi non si fa più. Non bisogna scoraggiarsi, ma progredire in tal senso.

Per quanto riguarda la didattica in medicina che usava animali dal2008 è vietata. Ai miei tempi bisognava stimolare la rana con elettrodi ma io mi sono rifiutata.Tali metodi facevano ridere, in televisione si vedono interventi chirurgici, non serve uccidere animali , (non si ricordano della pet terapia che utilizza animali per aiutare uomini) inoltre si possono usare modelli artificiali, e ripetere l’esplorazione, quanto si vuole.

Speriamo sia finita davvero almeno quella’.Ma non è finito il dolore si parla di ‘non risveglio lieve’ moderato ’grave’. Se il dolore è lieve l’esperimento può essere ripetuto, fino a che si dovrà abbattere l’animale. Ma abbattere come? Secondo metodi umani (??) oppure reinserire animali per seguire programma di riabilitazione, una volta torturati, tagliuzzati, infettati, dissanguati e menomati.

E se anche li anestetizzassero non pensano al dolore del risveglio?
La vivisezione non è attendibile lo sono di più gli affari che vi girano attorno…a tutelare le case farmaceutiche in caso di inaspettati effetti nociviRitengo non sia giustificabile ne dal punto di vista etico,ne scientifico..Bisogna conservare il senso del proprio limite e cercare metodi migliori che non causino dolore e garantiscano una vita migliore… per tutti.. l’uomo deve essere in armonia con gli animali, le piante, le rocce, siamo collegati come anelli di una catena invisibile tutti, a causa di influenze reciproche, viviamo uno stesso ineluttabile destino…

Chi non è d’accordo?

Dott.ssa Emanuela di Cesare

Spec. in medicina legale ed in igiene

martedì 14 dicembre 2010

“Anche gli animali pensano e sentono come noi... che siamo animali”

“Anche gli animali pensano e sentono come noi... che siamo animali” (Saul Arpino)

Tom Regan, filosofo americano, specializzato nelle teorie sui diritti animali, asserisce: “Perseguiamo i diritti di tutti gli animali assieme a quelli degli esseri umani....”.

Malgrado questa considerazione risulta da un’indagine che nei laboratori britannici nel solo 2009, più di tre milioni e mezzo di animali sono stati uccisi, vittime di esperimenti. Per non parlare di quello che accade nel resto del mondo, è veramente una catastrofe: ogni anno circa quattrocento milioni di essi sono oggetto di vivisezione.

Per questo il 10 Dicembre si è appena conclusa la tredicesima giornata per i diritti degli animali, organizzata dalla Uncaged, inglese, di cui a Londra Dan Lyons ne è il direttore. L’obiettivo è quello di ottenere il riconoscimento della Dichiarazione Universale dei Diritti degli Animali. In Europa così come in America, si organizzano manifestazioni, sit-in davanti alle industrie che usano gli animali come test di laboratorio.

Ci sono topi, cani scoiattoli, criceti e scimmie che sono ancora oggetto di sperimentazioni, quando potrebbero di certo essere evitate.

Addirittura l’industria cosmetica continua ad utilizzare cavie animali, anche se come dice la stessa organizzazione, si stanno dimostrando sensibili a tutto questo, ed i principali marchi di cosmetici esibiscono con orgoglio sui prodotti un bollino con su scritto: “non sperimentato sugli animali”. Si pensa così che tutti gli animali, ed in questo includiamo anche gli umani, abbiano gli stessi diritti di vivere in libertà e con gioia.

Bisogna spiegare alla gente che animali ed umani in quanto tali, sono simili, quindi evitare sofferenze e morte anche agli animali. Dopo queste campagne ci rendiamo conto che il mondo è più sensibile nei loro confronti, vengono trattati meglio e ricevono maggiori cure.

Ogni piccola azione quindi aiuta la loro causa, per esempio diventare vegetariani, ma anche boicottare tutte quelle aziende che usano gli animali per gli esperimenti. Ma se guardiamo il consumo della carne ci accorgiamo che questo sta ancora crescendo nel mondo, malgrado le campagne di sensibilizzazione vegetariane ed animaliste

Questo sta a significare che un numero sempre maggiore di animali verranno allevati in modo intensivo ed quindi uccisi per produrre carne. Non ci resta che guardare con ottimismo alla natura ed alla madre terra, pensando che risparmiando gli animali, faremo anche una buona azione nei confronti di noi stessi e del nostro pianeta.

Rita De Angelis