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mercoledì 14 marzo 2012

Persone LGBT.. seguire le direttive europee e non quelle del vaticano

Fata e folletto - Dipinto di Franco Farina

PARLAMENTO EUROPEO HA APPROVATO OGGI DUE RELAZIONI CHE DIFENDONO I DIRITTI DELLE PERSONE LGBTI. ITALIA SI ADEGUI ALL'EUROPA ANZICHE' AL VATICANO.

Il Parlamento Europeo ha approvato due relazioni che difendono i diritti delle persone LGBTI. La relazione Lechner sulla "giurisdizione, la legge applicabile, il riconoscimento e l'applicazione delle decisioni e degli strumenti relativi alla successione e la creazione di un Certificato Europeo di Successione". La Relazione si richiama alla Carta Europea dei Diritti Fondamentali ed in particolare si esprime sulla proibizione di tutte le discriminazioni, incluse quelle basate sull'orientamento sessuale: il coniuge spagnolo dello stesso sesso sposato, sulla base della legge spagnola, ad un italiano potrà ereditare i suoi beni, nonostante l'Italia non preveda il matrimonio tra le persone dello stesso sesso.

Il Parlamento Europeo ha inoltre approvato la relazione della deputata Sophie In't Veld sull'eguaglianza tra le donne e gli uomini nella UE per il 2011. La relazione, nonostante il tentativo fallito da parte del PPE di cancellare i paragrafi più importanti sui diritti LGBTI, chiede alla Commissione ed agli Stati membri di "elaborare proposte per il mutuo riconoscimento delle unioni civili e delle famiglie dello stesso sesso". Il documento approvato critica le definizioni restrittive adottate da in alcuni Stati membri sulla famiglia, ricordando il divieto di discriminazione previsto dalla Carta dei Diritti Fondamentali e chiede al Consiglio Europeo di sbloccare la direttiva anti-discriminazione ferma ormai da oltre tre anni. Il testo chiede alla Commissione di lanciare una Roadmap per i diritti delle persone LGBTI e richiama il fatto che le famiglie nella UE sono diverse e composite, includendo anche le coppie dello stesso sesso, e che meritano uguale protezione all'interno dell'Unione Europea.
Il passaggio piu' nettamente a favore dei matrimoni gay e' contenuto nel paragrafo 7 della Relazione, che un emendamento di alcuni deputati del Ppe, respinto dall'aula, voleva cancellare.

L'Associazione Radicale Certi Diritti ringrazia i membri del Parlamento europeo per l'approvazione delle due relazioni che tutelano i diritti delle persone LGBTI, e chiede al Governo ed al Parlamento italiano di adottare leggi e politiche in questo senso, al di là degli Alfano e delle Bindi di turno, specularmente e vaticanamente conservatori rispetto alle tendenze più moderne che si affermano sempre più in Europa sul diritto di famiglia.



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(Fonte: AMg condominioTerra)

lunedì 18 luglio 2011

Famiglie di fatto, diritto di famiglia e pari diritti per tutti i figli...



Con la legge che modifica il codice civile in materia di riconoscimento e di successione ereditaria dei figli naturali prosegue molto lentamente, quasi quarant’anni, la riforma del diritto di famiglia che ha avuto un’accelerazione negli anni ’70 per poi sostanzialmente bloccarsi nei decenni successivi.

Ciò che potrebbe sembrare positivo e degno di nota, il voto unanime della Camera, in realtà nasconde in sé il lato tragico e deplorevole della vicenda: fino all’anno 2011 in Italia abbiamo avuto figli di serie A e di serie B, a seconda che fossero nati o meno all’interno del matrimonio, o adottati. Lo scandalo è nell’aver accumulato un ritardo della politica così grave nei confronti della storia, della cultura, della società del nostro Paese che si è giunti ad adottare un provvedimento con un solo astenuto su 477 presenti in Aula e nessun voto contrario, ovvero qualcosa di talmente sedimentato nella coscienza e nella vita di ognuno da non consentire ulteriore indugio. Parlare di cecità, inefficienza, indolenza del nostro legislatore appare troppo poco, troppo clemente.

Come scrissi in un precedente articolo sulle famiglie di fatto, il danno principale che ci possiamo aspettare dall’incapacità e dalla lentezza del nostro legislatore è quello di dover giungere a provvedimenti di adeguamento normativo senza una visione complessiva, tipico problema di chi è costretto a subire il cambiamento invece di governarlo. Infatti la prima polemica, che subito è iniziata, appartiene ad una vecchia conoscenza dei laicisti impenitenti, l’onorevole Paola Binetti, la quale ci tiene a dichiarare che il principio che sta alla base della proposta di legge, che ora deve passare al vaglio del Senato, è quello di equiparare i diritti dei figli e i doveri dei genitori, non certo l'equiparazione tra matrimonio e coppia di fatto, e quindi ammonisce: "no ad ogni equiparazione nei modelli delle relazioni genitoriali", cioè tra matrimonio e unioni di fatto. A questo punto si capisce perché si è accumulato questo inspiegabile ritardo: da una parte per quieto vivere della nostra pavida politica parlamentare, dall’altra perché fino a quando non vi è una riprovazione sociale nei confronti di queste odiose discriminazioni, tale da far piegare le ginocchia anche a questi portatori di valori, vale il quieta non movere et mota quietare.

Se questi sono i prodromi possiamo esser certi che ci sarà non solo un riconoscimento delle famiglie di fatto, ma ogni equiparazione nei modelli delle relazioni genitoriali, magari votata all’unanimità. Tutto questo, però, solo quando la ribellione a tali discriminazioni sarà talmente forte e travolgente da impedire ogni opposizione: nel frattempo possono passare anche decenni. E al figlio “naturale” di ieri chi restituisce la dignità e ripaga del torto subito? Alla coppia a cui è stato negato il riconoscimento chi offrirà un risarcimento? Stiamo parlando di una vera e propria barbarie che sta terminando nei confronti dei c.d. figli naturali, ma che si protrae in modo ingiustificabile in altri aspetti delle relazioni umane.

Per capire il livello di arretratezza è bene ricordare gli aspetti che verranno modificati attraverso questa norma. Incidendo sulle disposizioni del codice civile, assieme all’introduzione del principio dell’unicità dello stato giuridico dei figli, eliminando anche sotto il profilo lessicale la distinzione tra figlio legittimo e naturale, viene riconosciuto il vincolo di parentela con tutti parenti, e quindi non solo con i genitori, a tal fine si adegua la disciplina sulle successioni e sulle donazioni. Viene poi introdotto, accanto ai doveri già previsti dei genitori, il diritto del figlio ad essere assistito moralmente, nonché quello di crescere con la propria famiglia, di avere rapporti con i parenti e di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano. Il provvedimento conferisce una delega al Governo per la modifica delle disposizioni vigenti al fine di eliminare ogni residua discriminazione tra figli nati nel matrimonio e figli nati fuori del matrimonio, mantenendo come punto di riferimento i diritti che attualmente sono garantiti alla filiazione nel matrimonio: la ridefinizione della disciplina del possesso di stato, della prova della filiazione e degli effetti anche verso i figli nati fuori del matrimonio; la ridefinizione della disciplina del disconoscimento di paternità, allo scopo di eliminare le incongruenze normative; la modificazione della disciplina del riconoscimento dei figli nati fuori del matrimonio; la possibilità di esprimere il consenso al riconoscimento con il raggiungimento dei 14 anni; l’adeguamento della disciplina relativa all’inserimento del figlio nella famiglia del genitore che lo ha riconosciuto con quanto previsto in materia di affido condiviso; l’unificazione delle disposizioni che disciplinano i diritti e i doveri dei genitori nei confronti dei figli. Si spera che questa svolta epocale preveda di eliminare le differenze di carattere processuale in ordine alla tutela dei figli, per cui oggi vige la competenza del Giudice ordinario per i figli legittimi e quella del Giudice minorile per i figli naturali.

Questo è un tragico esempio del torto che il nostro Paese ha perpetrato nei confronti delle persone nate fuori dal vincolo coniugale, così come continua ad essere brutale impedire il riconoscimento di tutti i legami affettivi che non siano sanciti con il matrimonio, o impedire alla donna di accedere alle tecniche di fecondazione assistita che in altri paesi europei sono tranquillamente consentite; barbarie è impedire a chi vuole rifarsi una famiglia dopo la separazione di dover attendere anni e affrontare due giudizi, o impedire ad un genitore separato di vivere pienamente, in modo equilibrato e continuativo, il rapporto con i propri figli. In fondo il grado di civiltà di un Paese si misura anche attraverso il rispetto per la vita e la libertà dei suoi cittadini, e il nostro livello è molto, veramente molto basso.

Diego Sabatinelli

(Fonte: Condominio Terra)

giovedì 7 luglio 2011

Giustizia post matrimoniale e risarcimenti ingiustificati al coniuge “debole” - Un caso...




Ante scriptum

Sono stato un po’ dubbioso se pubblicare questa lettera di Luana De Rossi, in cui si descrive un “caso limite” di sperequazione post matrimoniale… Veramente nel corso della mia vita ho saputo di casi anche diametralmente opposti… e d’altronde non si può generalizzare allochè si sottintende che il lavoro dei giudici va comunque a tutelare le parti più deboli. Solitamente nel caso di controversia sull’affidamento dei figli e considerando poi che da che mondo è mondo la cura della prole va alla madre.. di conseguenza anche i mezzi di sussistenza dovrebbero esserle garantiti… So comunque di casi “particolari” di persone che sono state rovinate dal divorzio, sia al maschile che al femminile….. e casi di matrimoni falliti che continuano ad andare avanti.. per quieto vivere o perché la donna non vuole “rovinare” il marito.
D’altronde il caso descritto nella lettera che segue potrebbe rappresentare un esempio su cui riflettere, per coloro che sono sposati e vorrebbero separarsi….

Paolo D’Arpini

……..

Storie di matrimoni... ne ho lette tante... è quando si lasciano che non ne parla nessuno....

Schematizzando l'addio di una coppia possiamo tracciare una sola regola, eccetto situazioni di coppie ricche e potenti. Questo fa comprendere che in fondo ancora oggi la giustizia non è uguale per tutti. Nel divorzio comune, quello dei tanti, la regola dei giudici è quasi sempre la stessa: ha ragione lei e torto lui, e anche se lui ha ragione i figli e la casa vanno a lei e quindi in poche parole il dolore scivola sempre dalla stessa parte.

TRANNE IN CASI IN CUI LUI E' RICCO E LEI E' POVERA. Il resto non conta. Non intendo con questa storia su due piedi collocarmi da nessuna parte, intendo chiedere una giustizia attenta e corretta nei divorzi, pronta a sentirne le ragioni e dedicare a questi drammi la dovuta attenzione, perchè spesso di drammi si tratta.

Un esempio.

LUI... musicista da sempre, di quelli che andava a spulciare l'ultimo brano sonoro pubblicato, con tanto di analisi sulla struttura ...residente in una villetta... alberi, libri l'orto, e tanto culo per mantenere in piedi il tutto. Padre e madre nella stessa casa.

LEI - biondina carina... non gli piace studiare e quindi comincia subito ad intraprendere la strada del lavoro... tante sorelle in una casa normale...un gran casino di quelli che si ascoltano nelle periferie accatastate sotto la solita parola: SOPRAVVIVI.

Si incontrano si amano e si sposano... lei si trasferisce da lui... tutti e due felici, Superano il tagliando della serenità, che solitamente dura un anno per poi lasciare spazio alle discussioni e alla lotta dei ruoli. quindi organizzano un figlio. Nasce l'anno dopo... la biondina carina cambia aspetto e si trasforma (protetta dallo SCUDO pargolo) nella strega cattiva. Il musicista lascia fare... per la tranquillità della futura prole... e si procede quotidianamente tra angherie e angherie imposte da lei a tutta la famiglia e silenzi di serenità.

Si divide casa, i genitori di lui da una parte, loro dall'altra, porte da bussare campanelli da suonare... si riduce la stanza del musicista in un piccolo studio... si tolgono manifesti e colori di lotte libere contro l'impero... si apre la stanza giochi, la stanza del dopo bagno, la stanza della tv... finalmente l'ORDINE regna nella testa della biondina programmata per riprodurre il MOSTRO sociale.

La crisi, il sali e scendi... e quando stava per suonare la carica finale, un'altra pancia...questa volta FIGLIA... biondina anche lei tutta simile alla madre. Poi la noia ... quando si ha tutto ci si annoia è la regola banale che difficilmente fa eccezione... e allora si alza la casa, altro piano, e da villa diventa villona... lui lavora mattina sera giorno e notte... lei si annoia. I pargoli crescono e si arriva all'epilogo, chi porta MOSTRI PRODUCE MOSTRI... non solo tv e stronzate di ogni genere che ti fa masticare e ingoiare il potere quotidiano... ma la ciliegina finale... L'AMANTE.

Mentre LUI piallava tegole ascolta casualmente LEI...che si lamenta e geme in un rapporto telefonicamente erotico... controlla bene sorpreso e si rende conto del guaio arrivato in casa.

Lo sconforto è enorme non certo meno del silenzio che oramai faceva da padrone in tutto il perimetro della vita rimasta. Così piazza microfoni e registra LEI che attraverso chat e cam abborda chiunque per continuare la vita desiderata con GELATINOSA CICCIA. Scappa si infratta in piccole pinete LUI la insegue e osserva, facendosi inevitabilmente male. Raccoglie mille prove della sua infedeltà, dalla porno chat, alle telefonate erotiche, dalle fughe ai rapporti reali consumati in alberghetti periferici dimenticati da tutti ma non da chi ha bisogno di rapidi orgasmi, se di orgasmi si tratta.

Così mentre LUI pensava a cosa fare, lei gli invia - ADDIRITTURA - la lettera di DIVORZIO... LUI sorride... pensa di avere tante di quelle prove per dimostrare le sue ragioni e liberarsene... ma sbaglia e lo comprende al primo incontro con un avvocato. Gli CONSIGLIA UNA COSA se non vuole perdere tutto cerchi di fare la pace. POI IL SECONDO e il terzo avvocato, tutti gli consigliano che... seppur LEI ha sbagliato, seppur LEI tende ad avere tutto, avrà inevitabilmente quello che vuole.

LA CASA E' GRANDE o si divide oppure LUI esce, anche se casa è sua e l'ha fatta con le mani del padre e del figlio e dello spirito santo.

LA LEGGE E' LEGGE ...in caso di DIVORZIO, tranne in casi estremi nei quali LEI mette a repentaglio la tranquillità dei figli, questi vanno con la madre e il padre solitamente viene allontano, sfanculato e lasciato a pagare la cattiva sorte capitatagli.

ELIMINIAMO IN QUESTO CONTESTO la lunga parentesi degli affetti traditi e macerati del dolore che si prova nell'abbandonare figli, nel non vederli crescere quotidianamente.

Malgrado battaglie descritte pessime, LUI è riuscito ad avere metà della casa, lei abita nell'altra metà, lui paga il mantenimento dei figli e di lei... e tutte le sere la vede uscire con amanti dall'ultimo schizzo facile. torna quando vuole, la porca allegra... fregandose dei pargoli che per fortuna LUI continua ad annusare.

Poi ci si scandalizza di quel pazzo che ha fatto sparire dalla moglie le due gemelline, suicidandosi per non dire la verità e ferirla per tutta la vita. Oppure dei tanti barboni padri che arrivano alla caritas, perchè LEI ha preso tutto e non possono permettersi di sopravvivere in affitto. IN QUESTO CASO parliamo di GIUSTIZIA SOMMARIA, sviluppata sull'antico concetto MASCHILISTA in cui i PADRI possono fregarsene dei figli e farsi una nuova vita allontanandosi dai doveri.

I tempi sono cambiati e quella legge per SIGNOROTTI è rimasta mediovale. Ci si presenta davanti al GIUDICE e le prove raccolte contro di LEI non si possono consegnare... ci vuole più tempo e il tempo deciderebbe FORSE sempre nello stesso modo... ha ragione LEI!

Le telefonate ascoltate e registrate nella propria abitazione, sono ai limiti del legale, c'e' il privato di mezzo e si andrebbe al penale. Le prove fotografiche con gli amanti, aprono tragedie anche nei confronti di questi. Insomma il GIUDICE decide a chi affidare i figli… vanno a lei, almeno che gli stessi FIGLI, sempre all'oscuro di tutto, non reclamino qualcosa.

A lei il mantenimento a lei la casa. LA STREGA ha ottenuto con le sue formule quanto voleva e ora neanche se l'ex principe azzurro vende tutto, la caccerà MAI di lì, le rimane la nuda proprietà.

L'altra soluzione è vendere i ricordi di suo padre e sua madre tutti in BLOCCO... oppure attendere con pazienza che i figli diventino maggiorenni (non basta) e trovino lavoro per poi cacciarla via e riavere il perduto senza quella presenza... per poi sentirsi dire per il resto della vita rimasta... “PAPA' CHE CAZZO FAI quella è sempre nostra madre…”

Luana De Rossi