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giovedì 6 settembre 2012

Agricoltura non copy right - Il cibo è un diritto per tutti gli esseri viventi


Cibo bioregionale vegetariano - Creazione di Paolo D'Arpini

TU fai una foto. NOI la portiamo a Bruxelles. Scrivi un messaggio ai tuoi leader europei sul cibo e l’agricoltura che vorresti!

Il buon cibo è una potente esperienza ed è qualcosa cui teniamo. E indovina un po’? Quest'anno il futuro del nostro cibo e della nostra agricoltura sarà in mano al Parlamento europeo e ai governi nazionali, ai quali è demandata la decisione sulla Politica agricola comune (PAC) dei prossimi sette anni, ciascuno dei quali vale circa 60 miliardi di euro.

Negli ultimi 50 anni, le nostre tasse sono state impiegate per sostenere la produzione alimentare e l'agricoltura industrializzata. Questa forma di agricoltura sta minacciando gli agricoltori del Nord e del Sud del mondo. Crea insicurezza alimentare a livello globale, obesità e, allo stesso tempo, sprechi alimentari. Inoltre, distrugge l'ambiente perché si basa su un uso eccessivo di fertilizzanti chimici, pesticidi nocivi e combustibili fossili. Gli allevamenti intensivi dipendono dalle importazioni di soia destinata all'alimentazione animale. Questi allevamenti ignorano il benessere degli animali, aggravano il cambiamento climatico e conducono all'abbandono delle aree rurali.

E' il momento di spingere verso il cambiamento. La riforma della PAC di quest'anno è la nostra occasione per chiedere una politica che assicuri un buon cibo e una buona agricoltura.

Ovunque e chiunque tu sia, puoi contribuire a questo cambiamento. Tutto ciò che serve è un foglio di carta A4 e una penna a tratto spesso. Scrivi un tuo messaggio che affronti una questione relativa al cibo e all’agricoltura cui tieni particolarmente. Poi aggiungi, se vuoi, il tuo nome, il paese di origine e la professione. Clicca qui per vedere i messaggi che abbiamo finora ricevuto. Chiedi ad un amico di scattarti una foto in modalità panoramica che riprenda te e il tuo messaggio, preferibilmente con uno sfondo coerente con la questione affrontata – per esempio nella tua cucina o in giardino, o presso un negozio locale di alimentari o in una azienda agricola. Invia la foto con il messaggio a photo@goodfoodmarch.eu. Penseremo noi a caricarla sul sito www.goodfoodmarch.eu. Utilizza e condividi questo invito e il tuo contributo per incoraggiare amici e parenti a fare lo stesso. Porteremo con noi tutte le tue foto con messaggi a Bruxelles in occasione della Good Food March per consegnarle ai membri del Parlamento europeo, attualmente impegnati nel decidere le sorti del nostro cibo e della nostra agricoltura. E' giunto il momento che sappiano quello che veramente vuoi.



Salviamo la Banca dei Semi di Bari

Subito un piano per riprodurre le sementi italiane che rischiano di ammuffire per incurie nei frigoriferi del CNR

Il Ministero Agricoltura ha a disposizione qualche milione di € per il piano sementiero nazionale e per l'Agricoltura Biologica...

...la prima cosa da fare è riprodurre i semi della banca del germoplasma di bari... oltre 85.000 varietà dell'areale mediterraneo

...prima che sia troppo tardi

invio questa nota di due giorni fa, dal blog di Beppe Grilo



Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo

Passaparola - L'agro biodiversità italiana sta sparendo - Nicoletta Fagioloro biodiversità italiana a rischio di distruzione - Nicoletta Fagiolo
(11:20)



Il pianeta verde

"Fin dagli albori dell'agricoltura, 10.000 anni fa, circa 80.000 specie di piante delle 300.000 presenti sulla terra sono state coltivate per l'alimentazione. Oggi, solo 150 specie sono ancora prodotte, 12 delle quali forniscono circa il 75% della nostra alimentazione e 4 di esse più della metà di quello che mangiamo.

La varietà sparisce dai nostri campi ed anche dalle nostre tavole. Dal 1900 l'Europa ha perso il 70% della diversità della sua produzione alimentare, un dato che sale al 93% negli Stati Uniti. 30.000 varietà vegetali sono scomparse nel corso dell'ultimo secolo, una specie continua a morire ogni sei ore. Il dilemma, chiamato "il flagello della uniformità", suscita un dibattito di vecchia data, iniziata nel 1936 dal Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti. Da allora, i ricercatori continuano a sottolineare l'estrema vulnerabilità causata dalla standardizzazione genetica." Nicoletta Fagiolo

dott. Pietro Perrino, già direttore dell' Istituto del Germoplasma del CNR di Bari: "La banca del germoplasma di Bari è unica in Italia, la seconda in Europa e tra le prime dieci nel mondo per dimensioni e standard di conservazione, però purtroppo naviga in cattive acque."

Il Passaparola di Nicoletta Fagiolo:

Nicoletta Fagiolo: "Mi chiamo Nicoletta Fagliolo, sono una film maker e per quanto riguarda questa questione del germoplasma anche io non sapevo che cosa fosse, fino a che non ho iniziato a scrivere un film su Nikolaj Vavilov, che fu uno scienziato russo che creò la prima banca dei semi mondiale, negli anni venti.
Perché la necessità di una banca di semi e del germoplasma? Era un concetto molto difficile anche per me, ma ho realizzato che un po’ come per un pittore che ha bisogno di una paletta di colori per lavorare, anche un agricoltore ha bisogno della varietà genetica all’interno di una specie, o anche tra le specie, per creare e coltivare specie nuove. Vavilov fu proprio il primo a capire l’importanza di questa varietà in quanto questa è più presente dove ognuna delle nostre specie che mangiamo ha le sue origini. Fu lui a scoprire, per esempio, che la patata ha la sua origine in Perù. Perché lì? Perché ci sono 7 mila varietà di patate! O la mela in Kazakistan, il mais in Messico. Preservare queste varietà è molto importante perché già all’epoca, negli anni venti, si era accorto che stavano sparendo, che c’era questo fenomeno dell’erosione genetica. Erosione genetica che poi con la rivoluzione verde degli anni 60, la prima rivoluzione verde, andò sempre più peggiorando.
La rivoluzione verde era l'introduzione di specie ibride, che però erano semplificate a livello genetico e si potevano coltivare a grandi estensione producendo tantissimo. Ma oggi scientificamente si è provato che non è vero che la monocultura riesce a produrre di più, ma anzi è proprio la policoltura, cioè dunque più specie in un campo riesce a essere più produttivo.
Uno dei grandi miti da sfatare è il fatto della produzione. Noi oggi, a livello mondiale, produciamo per 11 miliardi e siamo 6. Dunque ogni volta che sentiamo dire che bisogna produrre di più perché c’è la fame nel mondo, etc., è una grande balla, in realtà bisognerebbe produrre molto di meno. Il vero problema è la ridistribuzione, il fatto che le persone non riescono a consumare. Tanto è vero che lo stesso Amartya Sen, economista premio nobel dell’economia, ha studiato e ha scritto che dal 1937 non c’è più una carestia al mondo che non sia creata dall’uomo: non sono più carestie naturali. L’esempio eclatante degli anni '80 della fame in Egitto, Etiopia: nello stesso momento in cui si hanno le carestie questi paesi stanno esportando cibo! Dunque non è una questione di produzione, anzi dovremmo forse produrre meno e distribuire meglio!
Esistono quindi due scuole scientifiche per il miglioramento dell'agricoltura: la trans genetica e gli OGM (questa ultima evoluzione della ingegneria genetica), e il metodo più tradizionale.
Dovremmo chiederci perché mangiare già gli OGM quando a livello mondiale sono stati fatti soltanto 17 studi eppure in America si mangia.
Anche in Italia già si stanno mangiando, i nostri animali mangiano gli OGM. Quando intervistai il direttore dell’IGV di Bari gli dissi se noi non vogliamo mangiare gli OGM e lui mi fermò dicendomi: 'li state già mangiando, è solo che non lo sapete'.
Mi dispiace che non ci sia un'attenzione, un dibattito su che cosa voglia dire migliorare le nostre piante, quello che mangiamo e in quali modi. C’è l'ingegneria genetica, trans genetica e c’è il metodo tradizionale, ma perdendo il germoplasma e dunque la varietà dei semi che abbiamo,perdiamo anche questa strada scientifica per migliorare quello che mangiamo.
Un esempio in Botswana: quelli che io considero gli intellettuali della terra, i contadini, conoscono 350 piante che si adattano alla siccità. Allora io sfido qualsiasi scienziato in un laboratorio a ricreare queste 350 varietà nel giro di qualche anno, credo che sia quasi impossibile.
Per cui insieme al germosplasma è anche molto importante la conoscenza che questi contadini hanno del germoplasma e dei semi disponibili.
Il VIR, il centro che Vavilov creò a San Pietroburgo, anche oggi, come tutte le banche dei semi nel mondo sono a rischio, perché non c’è più un grande interesse a finanziare queste, ma si va sempre più verso un’altra scelta scientifica, appunto gli OGM.
Un aneddoto, che io trovo molto importante rispetto appunto alla banca di Bari è che Vavilov fu arrestato da Stalin e nel 41 morì in prigione. Quando nel '43 i nazisti invasero San Pietroburgo, nove dei suoi collaboratori si lasciarono addirittura morire di fame piuttosto che mangiare le collezioni di sementi che avevano di patate, miglio, frutti vari attraverso il mondo (lui viaggiò nei 5 continenti e fece una collezione di 350 mila varietà). Sapendo l’importanza di questo suo lavoro e anche il loro lavoro, piuttosto che mangiare i semi e sopravvivere si sono lasciati morire.
Dunque qui abbiamo nove sovietici che morirono per salvare questo patrimonio mondiale e oggi abbiamo invece lo staff di Bari che è disposto a parlare a telecamera spenta, ma non con la telecamera accesa, perché se parlano perdono il posto di lavoro.
Qui c’è una collezione importantissima di semi, appunto il germoplasma, importantissima. Ho conosciuto a Roma un centro macrobiotico che mi ha detto: 'è grazie a Bari che noi oggi mangiamo il miglio italiano', perché pare che già negli anni '60 fosse sparito dalle nostre campagne, ma siccome c’erano stati dei campioni ancora conservati dall’Istituto furono ripresi e oggi gli agricoltori biologici hanno ripristinato il miglio italiano! Dunque moltissime di queste collezioni e di questi semi che hanno collezionato negli anni non sono più reperibili nelle nostre campagne.
Che cosa è successo alla Banca del Germoplasma di Bari? Si erano rotti i frigoriferi - poi bisognerebbe chiedersi chi, come, quando - per svariati mesi. Le sementi si devono conservare al freddo, altrimenti tendono a germinare, per cui si perdono. Si dovrebbero mettere subito in terra. Quando fu denunciata la rottura di questo mantenimento a freddo dei semi, la banca fu sequestrata dal 2004 fino al 2009 e furono fatti tanti studi. Un tecnico volle verificare il danno: era altissimo. Si parlava dell’80% dei semi che già stavano morendo, perché essendo già stati esposti al calore. Vennero emesse prescrizioni precise una delle quali era di metterle subito, il più possibile, in terra, subito.
Invece nel 2009 è arrivato un nuovo procuratore, che ha archiviato il tutto e senza motivi. Abbiamo costituito un gruppo di avvocati e stiamo cercando persone che vogliano aiutarci in questo, per riaprire il caso e per riavere questi documenti di archiviazione, per vedere in base a che cosa è stato archiviato. Anche le prescrizioni sono state archiviate per cui non solo il danno, che orami è stato fatto, ma anche le prescrizioni di mettere subito in terra le sementi, altrimenti questo patrimonio si perderà. Noi italiani oggi spendiamo 130 milioni di Euro l’anno per la conservazione del germoplasma e non sappiamo questi soldi come vengano spesi, perché la conservazione del germoplasma non sta avvedendo.
Per cui ecco, se vogliamo veramente rafforzare e mantenere questa banca e patrimonio mondiale che abbiamo - perché poi in Italia il cibo è molto importante: lì ci sono varietà di carciofi, di veramente tutto quello che noi mangiamo - dobbiamo toglierlo da questo Centro che mi sembra che negli ultimi 10 anni, cioè dal 2004, da quando è stato sequestrato, al 2009 e oggi ancora peggio non stia facendo il suo lavoro.
Non bisogna aumentare i finamenziamenti per fare tenere questa banca al Centro, ma bisogna toglierlo (vedi la petizione) e darlo in mano alle persone che credono nel germoplasma. Passate parola." Nicoletta Fagiolo

OGM, l'invasione transgenica di Marie-Monique Robin

Un documentario-inchiesta per conoscere la storia, le azioni e gli interessi della potente multinazionale per far luce sulle reali conseguenze sanitarie e ambientali degli OGM.






venerdì 6 luglio 2012

Petacciato (CB): "Il tratturo come luogo d'incontro bioregionale.." - 21 e 22 luglio 2012

Tratturo nel momento della transumanza


Ho una casa sul Tratturo, a Petacciato: ci tengo moltissimo, c'è molto della storia della mia famiglia. Da poco sto cercando di imparare a tenerla in vita.
Ho la fortuna di conoscere persone meravigliose da cui sto imparando molto, appassionate in ogni forma di espressione umana...dalla musica, all'arte, al cinema, all'impegno sociale e politico, al volontariato, alla promozione dello sviluppo di nuove forme democratiche economiche e culturali.

E con tutti VOI vorrei creare un nuovo momento di incontro in cui parlare di:
agricoltura biologica bioregionale
decrescita economica
ripopolazione dei nostri luoghi rurali

Il tratturo non è altro che una rete, su di essa, in passato scandivano le stagioni della vita pastorizia, commerciale e rurale... è la nostra Internet di oggi..e allora:
Creiamo un rete locale di saperi globali e rendiamo vivi i nostri territori!

21 e 22 Luglio CONTRADA TRATTURO,7 PETACCIATO (CB)

Ci sono posti a dormire in casa e sotto le stelle

attendiamo adesioni!!

Luisa e Francesco


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Programma:
Sabato 21 Luglio
Dalle ore 9:
1. Gruppo Passeggiata in bici sul tratturo
(per adesioni e visione del percorso: l.marinucci@email.it)
2. Gruppo Laboratorio di autoproduzione sandali (1° parte fino alle 19)
(per maggiori info vedi sotto e contatta Francesco: figliodelnibbio@gmail.com)
Dalle ore 19:
Musica popolare a cura di ALBERI SONORI e TIREBOUCHON
Cena sociale a cura di Guido vegan cooking
(contributo libero; meglio se in cibo o artistigianale)
Possibilità di pernottamento in casa o sotto le stelle (massimo 20 posti)
Domenica 22 Luglio
Dalle ore 9
Gruppo Laboratorio di autoproduzione sandali (2° parte fino alle 13)
Dalle ore 16
Incontro tra associazioni, vicini di casa, agricoltori locali, banchetti del baratto,
infoscambio su: agricoltura ecologica, passi in decrescita e per il riabitare rurale

Contatti
Luisa l.marinucci@email.it ;347/5374254
Francesco figliodelnibbio@gmail.com, 329/8064297

sabato 31 marzo 2012

Tornare alla campagna e mangiare meno carne... i consigli di Giuseppe Altieri

vita comunitaria in campagna


I danni dell'Agricoltura e degli Allevamenti Industriali e vantaggi dell'Agricoltura Biologica e della Dieta Vegetariana...

L'Italia ha il record Mondiale dei tumori infantili e l'aspettativa di vita sana è crollata di oltre 10 anni dal 2004 (Fonte Eurostat)... cosa sta succedendo sulle nostre tavole e come uscirne fuori...

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I perchè della necessaria chiusura degli allevamenti intensivi industriali (sostenuti coi soldi delle nostre tasse) e dell'immediato divieto di Pesticidi, Diserbanti chimici e delle importazioni di OGM (oltre 60 ad oggi in Italia, senza nessuna autorizzazione dell'organo deliberante, ovvero il Consiglio dei Ministri UE... avranno paura di esporsi per i danni alla popolazione?).

E' ormai improrogabie la riconversione Agroeco-Biologica dell'Agricoltura italiana, finanziata da oltre 25 miliardi di Euro della comunità Europea (periodo 2007-2013), basata sulla nostra tradizione enogastronomica, unica ed inimitabile, e sulla memoria genetica della Biodiversità autoctona degli agroecosistemi e dei Semi selezionati da millenni, liberi da OGM.

Purtroppo, però, ancora oggi immense risorse dei Pagamenti Agroambientali Regionali ed Europei vengono destinati ad Agricoltori che acquistano sempre più Pesticidi e Disseccanti chimici, secondo disciplinari di presunta agricoltura integrata, basati su ipotetiche riduzioni (in realtà le statistiche parlano di aumento) dell'impiego della chimica, senza obbligo prioritario di impiego di Prodotti Biologici, in un sistema non controllabile ne certificabile e senza nessun vantaggio per gli agricoltori, le prime vittime (economiche e sanitarie) dell'uso dei Pesticidi.

Ai consumatori il consiglio di recarsi a far la spesa in campagna e non nei supermarkets, collegandosi ai GAS (gruppi d'acquisto solidali) di Prodotti 100% Biologici, 100% coltivati in Italia e, pertanto, 100% liberi da OGM, in modo da contenere i costi della propria alimentazione naturale, aiutando nel contempo gli agricoltori, cui oggi rimane ben poco di quanto i consumatori spendono nei supermarkets. In un sistema dove oltre il 50 % degli ortaggi e frutta prodotti vengono buttati senza essere consumati, con uno spreco immenso di energia per conservazioni e trasporti globalizzati.

Tornare alla Campagna, approfittando della crisi industriale...

E mangiamo meno carne possibile, strettamente biologica.
Un orto biologico "sinergico" per ogni famiglia, il miglior hobby del mondo...
Per la salute propria e dei propri figli.

Prof. Giuseppe Altieri
075-8947433

sabato 16 aprile 2011

Benvenuto al Ministro per le Politiche Agricole, On. Saverio Romano, che sugli OGM parla chiaro ed italiano

BENVENUTO AL MINISTRO SAVERIO ROMANO CHE SUGLI OGM PARLA CHIARO ED ITALIANO

"Finalmente qualcuno che parla come mangia!"

Dopo anni di illegittimità nelle importazioni e rilasci ambientali di OGM, tra
"commistioni" europee, raccomandazioni e raccomandanti, propaganda pseudoscientifica basata sull'esatto opposto della verità, omissione di informazioni sulle etichette verso i consumatori, superata ogni soglia di intolleranza, che inizi finalmente l'unica politica possibile nei confronti degli OGM: il bando nazionale ed internazionale di una tecnologia irreversibile, pericolosa per la salute, l'ambiente e la sovranità alimentare dei popoli.

Fratelli d'Italia, salviamo la nostra agricoltura e la salute dei nostri figli da OGM, Disseccanti e Pesticidi.

Divieto di coltivare OGM in Friuli, anzi no... coltivazioni sperimentali concesse a cielo aperto?

E chi controlla il vento e gli insetti? e l'Acqua che trasporta i frammenti di OGM? e i Batteri che li incorporano trasferendoli da una specie all'altra (Trasferimento Genico Orizzontale) minacciando tutta la Vita del Pianeta?
Cosa dobbiamo sperimentare in Italia, la contaminazione irreversibile degli OGM?

Per fortuna che il neo Ministro Saverio Romano comincia a far Politica con la P Maiuscola con una dichiarazione di presentazione tutta Italiana: "Nessuno spazio agli OGM nel nostro mercato". E poi poche altre parole, chiare e decise: "Occorre alzare un muro altissimo nei confronti degli OGM. La qualità dei nostri prodotti va difesa e tutelata e da ministro mi impegno in tale direzione".

Ciò mentre riceviamo notizia che in sostanza il Friuli, mentre vieta le coltivazioni di OGM, darebbe l'avvio alle contaminazioni del territorio attraverso le cosiddette sperimentazioni... affinchè¨ non si possa più coltivare, un giorno, prodotti 100% liberi da OGM ?

Secondo il notiziario on line Bioagricoltura, l'AIAB (Associazione Biologica) si dichiara soddisfatta, ma... forse quelli di Futuragra e Monsanto lo sono molto di più, pensando che potranno contaminare il Friuli (e non solo) con coltivazioni OGM "sperimentali"...

Ci spiegassero poi, dal momento che non lo abbiamo capito, cosa si dovrebbe sperimentare in Friuli, visto che sono 15 anni che gli stessi OGM sono già diffusi ed hanno inquinato irreversibilmente vasti territori, soprattutto in USA, Canada, Argentina, Brasile, Messico.
Ormai sappiamo tutto degli OGM, soprattutto che è vero l'esatto contrario di ciò che affermano le Multinazionali che li producono, le quali non mentono, bensì dicono sempre l'opposto della verità, mentre continuano ad avvelenarci con Pesticidi, DIsseccanti, Ormoni, ecc. di cui l'Italia è il primo consumatore Europeo, con oltre il 35% del totale Comunitario.

Qual'è lo scopo della regione Friuli: impedire di distruggere i campi OGM? Speriamo proprio di no!

Visto che l'anno scorso le coltivazioni illegali di OGM sono state distrutte a norma di Legge (Decreto Zaia). Legge che non risulta abrogata... così come la Costituzione Italiana, che, di fatto, vieta gli OGM.
Coltivazioni illegittime in quanto il rilascio ambientale di OGM non è stato sottoposto al previsto referendum popolare (Dir 2001/18 CE), obbligatorio per poter avere l'autorizzazione, trattandosi di azione dalle conseguenze irreversibili per la contaminazione del territorio agricolo e dell'ambiente, su cui è necessario, pertanto, la consultazione popolare preliminare.

Tra Raccomandazioni, raccomandanti, Commistioni, conflitti di interesse, brevetti illegittimi... ma chi ha autorizzato gli OGM?
Ricordo che le Raccomandazioni Comunitarie sulla cosiddetta "coesistenza" con gli OGM (contraddizione in termini) sono equivalenti a Carta Straccia, non essendo vincolanti per gli Stati membri. Esse rappresentando il frutto di qualche "raccomandazione" partorito da uffici della Commistione europea, sui quali occorrerebbe fare un pò più di chiarezza (es. EFSA). Ma le Carte scritte "raccomandanti" hanno fatto audience tra le persone in buona fede, che non conoscono il diritto Europeo, consentendo sino ad oggi alle Multinazionali di invadere i paesi con OGM (negli alimenti e nei campi coltivati) illegittimamente, soprattutto in quanto nessun voto dell'organo deliberante, il Consiglio dei Ministri UE, ha mai approvato a maggioranza qualificata alcun OGM, ne alla semina , ne per l'alimentazione...

Vuol dire, insomma, che sino ad oggi si è cercato di scavalcare il Diritto e la Legge con trucchi, e "Commistioni", mass media ed oppositori confusi (o di facciata?), tentando di portare l'Italia ad uno stato di fatto di irreversibile contaminazione da OGM. Dal quale non potremmo poi tornar indietro.

Cosa per fortuna ad oggi evitata, almeno per le coltivazioni OGM, grazie al Ricorso alla Corte Costituzionale delle regioni Marche e Puglia, contro le norme di cosiddetta coesistenza e per la difesa del territorio regionale libero da OGM, ricorso sostenuto dall'Associazione Sementieri Mediterranei (Asseme).
Purtroppo, dal 2003 ad oggi (guarda caso l'anno della prima concessione delle soglie di tolleranza di OGM senza etichettatura negli alimenti venduti in Italia), nel nostro paese l'aspettativa di vita sana è crollata di circa 10 anni, anche grazie all'abbondante uso di Disseccanti (Roundup) e Pesticidi agricoli di ogni sorta, che si continua imperterriti a vendere senza prescrizioni, ne necessità tecniche, essendo disponibili mezzi biologici alternativi più efficienti e sovvenzionati da oltre 20 miliardi di € di pagamenti agroambientali europei che dovrebbero essere destinati agli agricoltori biologici a compensare il loro servizio sociale.

Ma nessuno sostiene i tecnici indipendenti "Agroecologi", mentre quelli delle ditte antiparassitarie fanno il bello e cattivo tempo da almeno 50 anni. A proposito, cari colleghi, ma come fate a vivere e lavorare avvelenando l'agricoltura e la Salute dei vostri connazionali? "Fratelli d'Italia"... non vi viene un rimorso di coscienza? Perchè voi tecnici delle multinazionali chimiche non passate al Biologico? Rifletterei un momento sul fatto che oggi in Italia si vende 1 miliardo di € di Pesticidi Chimici che provocano (quali fattori di concausa aggravanti) malattie degenerative e cancro che oggi incidono slla spesa sanitaria nazionale per oltre 40 miliardi di €.

Mentre si potrebbero vendere 3-4 miliardi di prodotti biologici per la difesa e la coltivazione Agroecologica, sostenuti dai Pagamenti Agroambientali Europei (che rappresenterebbero la vera Spesa Sanitaria Nazionale per la Cura della nostra Sana Salute), salvando la spesa nazionale... per le Malattie Degenerative che ha superato ogni livello di tolleranza.

Ma i PSR Regionali oggi spesso sovvenzionano l'acquisto di Pesticidi, chiamandola Agricoltura Integrata (nella Chimica, ndr). Pesticidi di cui l'Italia è il primo consumatore UE, con oltre il 35% di tutto il fatturato comunitario!
Materiale per le Procure della Repubblica e della Corte dei Conti.

Ma le nubi all'orizzonte promettono anche guai peggiori...
Sta passando la tolleranza di OGM nelle sementi?
Se non la fermiamo con il Voto del parlamento UE e la clausola di salvaguardia nazionale... tutta l'Italia verrà contaminata dagli OGM e perderemo tutta la nostra biodiversità e l'Agricoltura Biologica naturale, diventando schiavi delle Multinazionali in modo irreversibile.
Addirittura a Bruxelles hanno proposto la tolleranza di OGM "non autorizzati in UE" allo 0,1 %, (1 grammo per kg) negli alimenti... anche in quelli Biologici.
OGM che nel biologico, per legge, non dovrebbero esserci ...si tollera ciò che è intollerabile?

Aboliamo le soglie di (in)tolleranza, in quanto illegittime, poichè non rispettano la libertà di scelta dei consumatori, oltre che per il pericolo per la salute, accertato da molte ricerche scientifiche indipendenti pubblicate.
Bandire gli OGM, cosi' come l'energia atomica, i pesticidi, i disseccanti e tutti i crimini contro l'Umanità e l'Ambiente, entità inscindibili, è un imperativo per il futuro dei nostri figli, nel rispetto dei diritti costituzionalmente inviolabili alla salute (Art.32), all'ambiente integro (Art. 9), al progresso e conservazione dell'Agricoltura e della fertilità dei suoli (Art.44) e alla libertà di iniziativa economica che, nel contempo, non deve violare tali diritti (Art.41)
Tuteliamo il prodotto 100% Biologico, 100% libero da OGM e 100% coltivato in Italia.
Anche in questo caso contiamo nel voto del Parlamento UE e nella clausola di salvaguardia nazionale, istituendo il Test di presenza/assenza su ogni importazione di OGM e nelle sementi, per un'Italia a Tolleranza ZEROGM"

Visto che nessuno può imporre all'Italia di importare, mangiare occultatamente, ne coltivare OGM, non avendo ancora abrogato la nostra Costituzione... pur nel rispetto del Trattato Europeo.

Giuseppe Altieri, agroecologo
agernova@libero.it


P.S.
Ci chiediamo come si fa ad esprimere soddisfazione per le proposte del Friuli ed approfittiamo dell'occasione per chiedere ancora una volta all'AIAB (Associazione Culturale che rappresenta una parte degli agricoltori biologici italiani e molti tecnici che gestiscono tanti bei progetti a sostegno pubblico) di sottoscrivere e sostenere anche la "Carta di Montebelluna", firmata da numerosi scienziati, artisti e uomini di cultura indipendenti, per le azioni necesarie a fermare gli OGM in Italia e in Europa. E per un BANDO MONDIALE DI TALE TECNOLOGIA PERICOLOSA ED IRREVERSIBILE.

La Carta di Montebelluna è stata da tempo inoltrata alla Presidenza e a tutte le sedi regionali AIAB, cui chiediamo l' adesione alla Carta
Per ora ha sottoscritto AIAB Toscana