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sabato 5 febbraio 2011

Corte Costituzionale: "Il parere delle Regioni sul nucleare è vincolante..."



Se parlassimo di calcio, diremmo che la partita è sull’1-1. Dopo la bocciatura della Corte Costituzionale che aveva respinto i ricorsi di Puglia, Campania e Basilicata che non volevano le centrali nucleari sul proprio territorio, il “pareggio” è stato ottenuto ieri quando, sempre la Corte Costituzionale, ha dichiarato illegittimo l’articolo 4 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31 denominato “Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi”.

Il ricorso, presentato sempre dalla Puglia, insieme a Toscana ed Emilia Romagna, è stato stavolta accolto in quanto si afferma che le Regioni devono obbligatoriamente esprimere il proprio parere sulla costruzione delle centrali nucleari, in pratica bocciando l’iniziativa del Governo che si era detto disponibile persino a mettere in campo l’esercito pur di garantire la loro costruzione anche di fronte alle proteste dei cittadini.

Sulla motivazione della Consulta si legge:
[si ravvisa illegittimità] nella parte in cui non prevede che la Regione interessata, anteriormente all’intesa con la Conferenza unificata, esprima il proprio parere in ordine al rilascio dell’autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio degli impianti nucleari.

Tradotto significa che prima di avviare i progetti in una Regione, il Governo debba chiedere l’autorizzazione alla Regione stessa, la quale molto probabilmente (e democraticamente) passerebbe la palla ai cittadini chiamati in un referendum. Ed è proprio qui il cuore della questione.

Se le leggi varate oggi per il ritorno al nucleare vanno in contrasto con ciò che 25 anni fa gli italiani decisero tramite referendum, allora l’unico mezzo per poter modificare la legge è esattamente un’altra consultazione popolare. Spiega il presidente della Consulta Ugo De Siervo: la Regione interessata deve essere adeguatamente coinvolta nel procedimento.

Parole che fanno esultare gli ambientalisti convinti che il popolo dirà di no. Secondo il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza infatti, le centrali nucleari sono molto inquinanti (non in termini di CO2 evidentemente) e sono molto discutibili in termini di sicurezza.

In ogni caso l’Italia dei Valori si era già portata avanti con il lavoro, ed aveva chiesto (ed ottenuto) l’organizzazione di un nuovo referendum che si terrà la prossima primavera in cui tutti gli italiani, anche quelli delle Regioni “escluse”, saranno chiamati a pronunciarsi sul ritorno al nucleare.

Marco Mancini

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Altri articoli sul nucleare:

http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=nucleare

mercoledì 4 agosto 2010

Costiera Amalfitana Patrimonio dell'ONU

La Costiera Amalfitana  è il tratto di costa Campana, situato a sud della penisola sorrentina che si affaccia sul Golfo di Salerno. Delimitato ad ovest da Positano ed ad est da Vietri sul Mare. Tratto di costa famoso in tutto il mondo per la sua bellezza  naturalistica e paesaggistica, sede di famosi luoghi turistici,, prende il nome e le origini dalla città di Amalfi. La Costiera Amalfitana è nota per la sua eterogeneità del territorio, e  ognuno dei paesi che la compongono, ha un proprio carattere, e le sue tradizioni.

Amalfi. Per il Duomo ed il chiostro, Atrani per le sue chiese, Cetara il paese della colata di alici, Conca dei Marini il paese della sfogliatella, Furore con il suo fiordo, Maiori con la sua chiesa ed il Castello, Minori con la sua Basilica e la villa romana, Positano con la chiesa dell'Assunta ed il caratteristico ed unico centro storico, Praiano con le sue chiese ed i suoi Belvedere, Ravello la città della Musica, famoso il suo festival, Scala in assoluto il paese più antico della Costiera Amalfitana, Tramonti, ed infine Vietri sul Mare, conosciuta in tutto il mondo per l'antica lavorazione della ceramica.

Parlando proprio di patrimonio da difendere, in questo angolo di paradiso verde che non deve essere contaminato, proprio a Positano, nasce l'ufficio dei Giardini, un progetto promosso e finanziato dalla  Regione Campania e dallo stesso Comune di Positano, dove partendo dalla storia dei giardini di Positano e della sua cultura, sino a giungere ed affrontare il delicato tema della tutela e degli spazi verdi. Sicuramente un modo originale per sensibilizzare sempre più i giovani sull'importanza della difesa di un territorio, che possediamo con orgoglio, in Italia, ed in questo angolo del mondo abbiamo solo noi.

Rita De Angelis