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domenica 3 luglio 2011

Cina, ultimo paese con la bandiera rossa, falce e martello, ha festeggiato i 90 anni del Partito Comunista


"Il tramonto del sol dell'avvenir.. al palo" (foto artistica di Gustavo Piccinini)


Comunicazioni di servizio.

La Cina ha festeggiato i 90 anni del Partito Comunista, che fu fondato a Shanghai il primo luglio del 1921 durante un congresso a cui parteciparono dodici delegati, tra cui Mao Tse-tung che all’epoca aveva 28 anni. In questi giorni i muri delle città cinesi sono ricoperti di manifesti e dipinti che inneggiano all’anniversario riproducendo il simbolo del partito, ovvero la falce e il martello. In Piazza Tiananmen a Pechino è stata eretta una gigantesca statua della bandiera rossa con falce e martello, alcuni gruppi di studenti hanno dipinto l’emblema sui muri della città insieme ad alcuni slogan celebrativi del partito, e ci sono persino composizioni di fiori gialli e rossi disposti in modo da riprodurre il simbolo comunista.

La falce e il martello non sono soltanto l’emblema del Partito comunista cinese, ma sono stati storicamente usati da stati e partiti comunisti e socialisti in tutto il mondo.

Rappresentano rispettivamente la classe contadina e quella operaia e divennero particolarmente diffusi tra le classi lavoratrici come simbolo della lotta contro nobili e borghesi negli anni precedenti alla Rivoluzione russa. Inizialmente al posto della falce veniva usato un aratro stilizzato, e anche con l’arrivo della falce i due simboli non erano incrociati ma affiancati. Comparvero uniti durante la Rivoluzione di ottobre nel 1917 a simboleggiare la lotta comune di contadini e operai: si trovavano riprodotti su bandiere, uniformi e medaglie dell’Armata Rossa. L’immagine venne usata per la prima volta in un documento ufficiale della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa nel 1918, e nel 1922 divenne l’emblema dell’Armata Rossa. Nel 1924 venne adottata anche nella bandiera dell’Unione Sovietica insieme alla stella rossa a cinque punte; entrambi i simboli in caratteri dorati su campo rosso. La bandiera rossa veniva utilizzata da partiti e movimenti socialisti e comunisti dai tempi della Comune di Parigi nel 1871.

La bandiera con falce e martello si diffuse enormemente tra i partiti che fecero parte del Comintern – l’organizzazione internazionale dei partiti comunisti – e che la adottarono come simbolo, in alcuni casi modificandolo leggermente e producendone nuove versioni. In Italia venne utilizzato per la prima volta al congresso del PSI a di Bologna del 1919. Nel 1953 il pittore Renato Guttuso ne ritoccò la versione che fu impiegata dal PCI fino al suo scioglimento nel 1991.

In alcuni paesi ex sovietici, tra cui Ungheria e Polonia, l’uso pubblico del simbolo è oggi vietato per rispetto alle vittime della dittatura comunista. Nel 2010 i ministri degli Esteri di Lituania, Lettonia, Ungheria, Romania e Repubblica Ceca hanno chiesto all’Unione Europea di vietare l’uso di simboli comunisti, tra cui la falce e il martello, al pari di quanto aveva proposto la Germania nel 2005 a proposito delle svastiche naziste. In molti si sono detti contrari per via dell’impiego del simbolo da parte di diversi partiti e movimenti socialisti e comunisti…

Notizie raccolte da Antonella Pedicelli

lunedì 2 maggio 2011

Roma: Città dell'Altra Economia a rischio sussistenza - Lettera aperta al sindaco Gianni Alemanno


"Un piccolo fiore nel cemento" Foto di Gustavo Piccinini


Lettera Aperta al Sindaco Alemanno

Oggetto: Lettera aperta all’On.Gianni Alemanno Sindaco di Roma per bloccare l’Avviso Pubblico per l'assegnazione degli spazi della Città dell'Altraeconomia nella forma di incubatore di imprese e riprendere le trattative con il tavolo di progettazione denominato ‘CAE 2.0’

Gentile on. Gianni Alemanno, Sindaco di Roma,
come organizzazioni coinvolte in questi mesi nel tavolo di programmazione per il rilancio della Città dell’altra Economia, siamo estremamente preoccupati dell'improvvisa uscita di un Avviso Pubblico per l'assegnazione degli spazi della Città dell'Altraeconomia nella forma di incubatore di imprese.
Il Tavolo di progettazione, che abbiamo aperto in questi mesi con moltissime realtà operanti nel mondo dell’economia sociale e del terzo settore, è un cammino concordato insieme a Lei il 24 novembre 2010 e riconfermato dalla Sua segreteria il 24 marzo 2011.

In questi mesi i lavori del Tavolo sono stati tesi ad un rilancio della Città dell'Altraeconomia che facesse tesoro dell'esperienza già maturata dalle organizzazioni insediate e che aprisse alla partecipazione e coinvolgimento di altre realtà attive nel campo dell'economia sociale e solidale.
In questi giorni apprendiamo che il Dip.to Autopromozione Sociale ha emanato un Avviso Pubblico per l'assegnazione degli spazi della CAE a 10 nuove imprese senza alcun vincolo rispetto all'attività economica intrapresa, scavalcando le delibere di giunta già approvate e che destinavano gli spazi della CAE a specifici settori economici.

Al di là delle incongruenze e contraddizioni insite nell'Avviso, ci sorprende il fatto che questo atto marca una scelta contraria al percorso concordato e al lavoro fatto dalle tante cooperative, associazioni e forze sociali che si sono impegnate su questa progettazione. Il bando appena uscito stravolge gli obiettivi di rilancio, di inclusione e di allargamento alla base del Tavolo di progettazione, pertanto la invitiamo a verificare e rivalutare insieme la situazione creatasi in questi giorni.
Proseguire nella strada indicata dall'Avviso significherebbe chiudere definitivamente la possibilità di avere nella nostra città uno luogo dedicato alla promozione delle tantissime esperienze di Economia Solidale. Un esperienza unica in Europa. Benché convinti che un avviso pubblico garantisca trasparenza, questa opzione é stata rimessa in discussione sia dalla natura del bando sia per la presenza di un diritto di opzione progettuale prevista nel bando originario di assegnazione sia dal livello di partecipazione ampia avviato e dalla natura pubblica del Tavolo di progettazione'

Secondo questo bando, infatti, scomparirebbero di colpo le attività fondanti dell'Altra Economia, ossia il riuso e riciclo dei materiali, le energie rinnovabili, il turismo responsabile, il commercio equo e solidale, la finanza etica, il software libero, l'agricoltura biologica, la comunicazione sociale legata al terzo settore e le iniziative culturali connesse a queste tematiche.
Le chiediamo per tanto di fermare l’attuazione di questo bando e le chiediamo un incontro urgente per definire in comune accordo la progettualità futura sugli spazi della Cae. Distinti saluti

Aderenti al Tavolo di progettazione Cae2.0
Altrevisioni, Artigiani eco-compatibili, Cantieri Comuni, Cies, A Sud, Ailicos, Equorete, Ass. La Strada, Nuova Bauhaus, Binario Etico soc, B.A.G Coop, Capo Horn coop, Capodarco coop, CARTA, Cigl Roma Lazio, Consorzio C.N.C.A, Consorzio Cae, Consorzio CO.IN Sociale, Coop. Equobio, Elisso, Energetica soc.coop, Equazione Soc coop, Equoconsumo, FAIR coop, Federtrek, Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Coord. Soci di Banca Etica del lazio, Forum Terzo Settore, Forum Ambientalista, Gaos, Greenpeace Gruppo Locale Roma, Il Naufragar me dolce, IPSIA (Acli),ISF Roma, Legambiente Lazio, Libera Lazio, Occhio del Riciclone coop, Officina Etica, Oltre Il Giardino coop, Radio Popolare Roma, Reseda coop, Rete ONU, Senza Confin, Spot the Difference e Melting Pro - Laboratorio per la cultura, Stand Up coop, Reorient, Retour , Solidarius Italia, Ati T.A.M , TERRE soc. Coop, Ubc Centro Federico Caffè, Upter Sport, WWF Lazio, Zoe Onlus.

Info: http://www.cittadellaltraeconomia.org

sabato 2 aprile 2011

Precursori anche nella recitazione.. breve storia del teatro del Circolo Vegetariano VV.TT. ieri ed oggi



"Il palcoscenico di Gustavo Piccinini, fotografo ufficiale della Compagnia Cinabro di Calcata"

Dal 7 al 15 maggio 2011 si terrà a Treia (Macerata) la celebrazione del 27° anniversario dell'associazione e l'inaugurazione della nuova sede del Circolo Vegetariano VV.TT. con un variegato programma culturale. In un certo senso malgrado la ufficialità dell'evento potrei anche affermare che questa Festa dei Precursori è tutta una sceneggiata... Uno spettacolo che si dipana giorno dopo giorno per 9 giorni di seguito.

A me piace recitare... ed anche alle persone che mi circondano. Ognuno di noi (che compartecipiamo al soggetto Circolo) è in grado di restare serio nello scherzo e scherzoso nella serietà. Come dice Marinella Correggia nel frontespizio del nostro sito: "Come la vita, gioco serissimo al quale bisogna con attento impegno lavorare o viceversa lavoro al quale bisogna con attenta disinvoltura giocare?"

Tra le finalità del Circolo vegetariano VV.TT. è scritto: “Scopo dell’associazione è quello di istituire e promuovere simposi naturisti, meditazioni collettive, sessioni di canto rituale, feste spettacoli e giochi all'aperto, passeggiate ecologiche, sperimentazioni di sopravvivenza in luoghi selvaggi e lavoro nei campi, etc. dimostrando con ciò l'importanza di una esistenza armonica e piena di amore.
 
Spesso mi sono chiesto come poter attuare un programma così poliedrico, soprattutto unendo la gioia di esistere al senso del dovere. La mia soluzione è stata sempre quella di “vivere teatralmente” ma con la massima sincerità ed allo stesso tempo seguendo un’etichetta, come se tutto quello che faccio fosse importante, senza però mai identificarmi nella parte. “Tutto è uno spettacolo passeggero” - diceva Yogi Ramsurat Kumar - riferendosi a questa esistenza terrena.

Con il mio metodo di vita teatrale, considerando che è tutta una “ divina commedia”, non serve celare le pecche e i difetti, le antipatie e le simpatie, i pregi e la saggezza. E seguendo tale filosofia fin’ora son vissuto mai nascondendo quel che sono, o meglio la "partaccia" che sono chiamato a rappresentare in questa vita.

Questa tendenza alla "recitazione dal vivo" è una mia naturale passione.
Sin da bambino piccolissimo ricordo che con le mie sorelline ed amichetti mettevo in scena delle vere e proprie commedie inventate lì per lì, melodrammi romantici di cui forse nemmeno noi stessi capivamo il significato, semplicemente scimmiottando quanto osservavamo nel comportamento dei grandi…. Questa vocazione è rimasta per me stabile, è una mia caratteristica che mi consente di divertirmi nelle passioni e nei dispiaceri…

Non sempre però questo mio atteggiamento gioioso piace alla gente con la quale vengo in contatto e spesso amicizie meravigliose o grandi amori svaporano come nebbia al sole del raziocinio e della congruità cercata, perseguita e pretesa dagli altri. Peccato che essi non siano in grado di giocare con me al gioco della vita…

Questo “gioco” lo ho vissuto anche nell’esistenza del Circolo Vegetariano VV.TT. ed a questo punto dovrò raccontarvi anche come è nato questo Circolo… Prima di essere VV.TT. il Circolo era semplicemente V.T. (che significa Vecchi Tufi). A quel tempo, eravamo negli anni ’70 del secolo scorso, l’attività primaria del gruppetto di primi arrivati a Calcata, amici e parenti che mi avevano seguito da Roma o che avevo ospitato “in rodaggio” (senza parlare ovviamente del lavoro serio che ancora svolgevamo disciplinatamente a Roma), era il far “teatro di strada”. Quello era il tempo di una recitazione fantasiosa in mezzo agli ignari radi visitatori o compiacenti vecchi e nuovi residenti. Le recite erano improvvisate e coinvolgenti (come ai tempi della mia infanzia).
 
Questo render complici gli altri “forzosamente” mi serviva per rompere quel muro di ghiaccio che solitamente si instaura fra persone che non si conoscono, o che stentato a manifestarsi liberamente. In seguito scoprii che nel gergo teatrale questo approccio viene definito “happening” o “psicodramma” ma allora non sapevo che stavamo vivendo un nuovo stile di recitazione, io e gli altri accoliti giocavamo a “rompere le scatole” alla gente, con furbizia e curiosità, studiando le loro reazioni un po’ come facevano gli “amici miei” di Germi (che in diverse scene fu girato a Calcata).

Ricordo bene alcune nostre sceneggiate di quel tempo beato, recitate al volo nelle viuzze anguste del borgo. Una piece alquanto seriosa fu la messa in scena di una prima edizione delle 101 storie Zen che si svolgeva camminando (la seconda edizione si svolse a Bazzano in Emilia), una specie di excursus spazio temporale su quello che è l’eterno messaggio dello Zen. In un’altra occasione il nostro gruppo, che pian piano andava assumendo le sembianze di una “compagnia teatrale” con tanto di regista, scenografi, addetti alle luci, etc., organizzò una recita all’aperto di poesie demenziali (inventate seduta stante). Al termine della recitazione il falso “fine dicitore” (il sottoscritto) cadeva in deliquio e veniva allontanato da falsi infermieri manicomiali. La gente che assisteva non riusciva a capire dove fosse il vero od il falso. In un’altra occasione mi inventai una “mostra nel parco, val della Troja” in una grotta. Per attrarre i visitatori nella trappola avevamo allestito un ufficetto all’aperto, in piazza, con tanto di telefono (finto) e segretaria, lì venivano rilasciati inviti ad personam per visitare la “mostra” e gli incauti venivano accompagnati da una avvenente e giovane hostess  che conduceva gli sventurati nell'umida cavità sotterranea dove ad attenderli c’erano ipotetici critici, artisti, intellettuali, fotografi e giornalisti (tutti finti, in questo rispecchiando però una verità..) i quali coinvolgevano i malaccorti visitatori in situazioni bizzarre o noiose ed allorché essi cercavano di defilarsi venivano bloccati da due energumeni i quali dicevano chiaramente che essi avrebbero potevano uscire solo se erano disposti a farsi fotografare (a pagamento) con la “mostra” (ovvero un'amica secca secca vestita da cavernicola stracciona). Credo che esistano ancora di queste foto polaroid in giro per il mondo….

Ma l’improvvisazione che ricordo con più simpatia, ed in cui sfogai la mia “passione” inventiva, la mettemmo in scena in un antro vicino al castello. Quella fu una vera tragedia “diabolica”, ci lavoravano almeno una dozzina di personaggi. Una coppia di attori, giovani ed alquanto piacenti (un maschio ed una femmina), girava per le vie di Calcata adescando i visitatori. I due figuri, atteggiandosi a pushers od a lenoni dall’aria sordida ed ambigua, sussurravano melliflui ai passanti: “Ehi tu, pss, pss… sì dico a te, vuoi assistere ad una commedia molto particolare…? Aspetta davanti a quella porta… ma zitto, mi raccomando… Pss, pss…”. Veniva così radunato un gruppetto di 5 o 6 persone che poi furtivamente erano introdotte all’interno di un cantinone buio. All’improvviso veniva sprangato l’ingresso dall’interno e qualcuno accendeva una candela (che spesso si spegneva per misteriosi soffi di vento), attraverso quella fioca luce venivano illuminate situazioni molto particolari (sospetto che Salvatores si sia ispirato a noi per il suo Nirvana)....
 
Si iniziava con il drogato in una nicchia che dava segni forti di crisi d’astinenza ed all’improvviso prendeva ad urlare ed a contorcersi. Seguiva l’angolo del santone, all’inizio, che pian piano assumeva l’aria libidinosa e prendeva a palpare il culo delle ignare signore presenti. Poi c’era un morto vivente in catalessi e pure un ladro maldestro che tentava di borseggiare gli astanti ed un altro attore che accusava la necessità di soddisfare un impellente bisogno fisiologico e si metteva a pisciare proprio lì davanti a tutti (pisciava per davvero, ed ero io a fare quella parte). Ogni situazione contribuiva inesorabilmente a montare il pathos fra i presenti che si sentivano immersi in una realtà insopportabile, intima, dalla quale non potevano sfuggire. I viandanti erano caduti nella trappola mefistofelica e quando disperati cercavano di guadagnare l’uscita si accorgevano che le porte erano bloccate (attenzione erano bloccate per davvero perché il chiavistello era difettoso), alla fine noi stessi facendo sforzi sovrumani e caotici fra urla isteriche (non si apre… non si apre, non si apre più..!) riuscivamo a spalancarle scardinando i rozzi ed arrugginiti battenti. Potete immaginarvi la faccia degli astanti quando riuscivano finalmente a mettere il naso fuori… Per loro era il momento della rinascita, non sapendo se ridere o piangere!

Nel tempo, invecchiando, sono diventato meno “cattivo” nelle mie sceneggiate ma non ho perso la voglia di giocare con i “soci” che vengono (malgrè tout) ancora a trovarmi. Magari come alla festa dell’acqua cotta, che ricorre l’8 agosto. Quel giorno da mangiare ci sono solo le erbe che siamo riusciti a raccogliere durante la passeggiata selvaggia, e chi conosce la natura sa che ad agosto di erbe ve ne sono ben poche… è perciò importante che i partecipanti apprendano velocemente a riconoscerle per non lasciarsene sfuggire nemmeno una. Cerco in questo modo di risvegliare nei neofiti l’amore per il necessario e la gioia di godere di quel che si ha, senza aspettarsi la manna dal cielo (o il menù dal ristorante). Diversa è la situazione nella passeggiata notturna (in qualsiasi condizione atmosferica ed a rischio e pericolo dei partecipanti) che si svolge il 31 dicembre di ogni anno (nel 2010 è successo lungo il Panaro a Spilamberto, con la neve), quella che chiamo “la notte senza tempo”. In passato quando attraversavamo tronchi sospesi sul fiume o camminavamo sul greto, non sono mancate le occasioni per vivere forti emozioni (cadute in acqua, scivoloni e culate nel fango, incontri coi cinghiali, pioggia e vento, luna stelle e silenzio, etc.).
 
E la saga continua... da quando mi sono trasferito a Treia ho spesso invitato le persone, al termine di ogni sessione sull'I Ching, a venire con me sotto le rupi a cercar legna per il camino... è divertente osservare come spesso qualcuno cerca di imboscarsi non raccattando alcun arbusto.. al che mi diletto di predisporre lungo la strada mucchietti di rami secchi che poi al ritorno dalla passeggiata invito a raccogliere chi sta ancora con le mani vuote. Il 21 marzo 2011, per festeggiare l'equinozio di primavera, mi sono inventato la potatura degli ulivi nell'orto di Caterina... La notizia è stata riportata anche da alcuni giornali locali ed ho avuto non poche telefonate di gente che chiedeva informazioni.. ma quando sentivano che c'era da lavorare glissavano sull'appuntamento... Ma tre persone sono riuscito ad acchiapparle.. in due giorni differenti, ed assieme abbiamo fatto una bella potatura... cosa che essi non avrebbero altrimenti mai fatta, se non si fosse trattato di un "gioco" di primavera!

Ecco le “fragranze” della fantasia recitativa che si respirano al Circolo… ma tutto sommato vedo che la gente conserva gelosamente nel proprie cuore queste memorie avventurose…. è il Teatro del VV.TT.

Paolo D’Arpini

..........

“Lo specchio riflette esattamente quello che ha davanti.. Non sono gli altri a costruire il nostro destino... ma gli altri sono il modo attraverso il quale il nostro destino si manifesta. In un santo non c'è intenzione né identificazione e la sua esperienza è completamente libera da ogni "presupposto"... Ma finché permane il senso di essere noi stessi a compiere l'azione, ovvero finché siamo illusi dall'ego, è difficile anzi impossibile comprendere l'azione di un santo... Egli non conosce il male, egli rappresenta il semplice e puro bene assoluto. Ma per capire le vie dei santi dobbiamo essere santi noi stessi...”
(Saul Arpino)

http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/03/17/alloggiamenti-per-ospiti-a-treia-macerata-per-la-festa-dei-precursori-dal-7-al-15-maggio-2011/

lunedì 18 ottobre 2010

Faleria, 23 e 24 ottobre 2010: Mostra dei fotografi premiati al concorso della Foto Rupestre

Ante scriptum

Ho sempre avuto una certa simpatia per Faleria, sia nel senso di luogo che di comunità... In effetti avrei potuto vivere a Faleria e per un pelo non mi ci sono trasferito allorché 35 anni fa decisi di lasciare Roma. "Purtroppo" il destino volle che andassi a Calcata e lì sono rimasto per tutti questi anni. Ma la mia simpatia per Faleria e per i faleriani ha continuato a manifestarsi nel tempo tant'é che a Faleria organizzai eventi e passeggiate, soprattutto a piedi ovviamente. Andavo a Faleria in pizzeria, in gelateria a gustare il gelato, ai giardinetti a chiacchierare con qualche amica, al forno a comprare un buon pane integrale, al centro storico a rifarmi gli occhi, in piazza a recitare commedie, etc. Credo che se dovessi raccontare tutti gli appuntamenti ed incontri fatti a Faleria dovrei impegnarmi a scrivere un libro.. Ma non lo farò, almeno per ora... Mi limito a pubblicare i particolari sulla mostra fotografica della Foto Rupestre, una bella iniziativa alla quale hanno partecipato anche alcuni amici fotografi che ho riconosciuto fra i premiati...

Paolo D'Arpini -

Articoli in cui Faleria é nominata: http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=Faleria


Ed ecco la notizia del titolo:

Sabato 23 e domenica 24 ottobre 2010 si terrà a Faleria nella settecentesca Chiesa di Sant’Agostino, nella suggestiva piazza della Collegiata circondata dal castello degli Anguillara e dalla Chiesa di San Giuliano, la mostra fotografica La Foto rupestre 2010.

Domenica alle ore 11, alla presenza delle autorità cittadine, verranno consegnati i premi ai vincitori del concorso fotografico indetto dall’Associazione culturale Il Pulsante leggero.

Hanno aderito al concorso non solo fotografi delle zone del viterbese ma anche di varie parti d'Italia, nord e sud, ed Europa. Questo ha convinto gli organizzatori nel proseguire ed intensificare la loro attività che vede in primo luogo la valorizzazione e la riscoperta delle zone della Tuscia tramite eventi culturali.

La Commissione del concorso fotografico La foto rupestre 2010, composta da Silvia Bordini, storica dell’arte, Enrico Cocuccioni, critico d’arte e fotografo, e da Rinaldo Funari, presidente dell’associazione Il Pulsante leggero, ha esaminato tutte le numerose opere pervenute.

I vincitori sono:

1^ sezione: Storia e natura nel territorio della Tuscia meridionale tra le antiche strade Francigena e Amerina

Francesco Cagnetti e Silvana Sabatelli

2^ sezione: La strada, arteria di cultura, economia e scambio interculturale.

Nemir Adjina e Paolo di Ciaccio

Come previsto dal regolamento, sono stati scelti dieci autori per ogni sezione le cui foto faranno parte della mostra fotografica:

1^ sezione (la Tuscia)

Agostinelli Paolo

Boyko Svetlana

Corradi Marco

De Magistris Sergio

Fracassi Fabrizio

Ghione Daniela

Martini Manrico

Piccinini Gustavo

Pisani Claudio

Scarsi Paola



2^ sezione (La strada)

Alberti Erica

Blumthaler Giovanni

Caruso Maria Maddalena

Davinio Caterina

Di Pardo Antonio

Di Santo Maria Paola

Fabiani Gino

Palumbo Antimo

Salvadori Margherita

Zivkovic Liliana



La commissione, in deroga al regolamento, ha deciso di segnalare per qualità e originalità anche altri sei autori:

Belfiore Marilena

Balsamo Sveva

Musucco Valerio

Pecorella Eleonora

Piccioni Ilenia

Zivkovic Lara


La mostra fotografica sarà aperta al pubblico il 23 e il 24 ottobre, sabato dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 20 e domenica dalle 10 alle 20. Questo evento, organizzato dall’Associazione culturale Il Pulsante leggero, è stato possibile grazie alla partecipazione e contributo della Regione Lazio, Assessorato alla Cultura, della Provincia di Viterbo e del Comune di Faleria.

Le foto sono visibili sul sito www.ilpulsanteleggero.it