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venerdì 18 febbraio 2011

Giuseppe Altieri: "Barilla non è più italiana e in Italia c'è ben più dell'olio di soia OGM della Dentamaro di Bari"




Ancora sul problema del cemento/amianto sulla copertura dello stabilimento Barilla di Melfi
http://altracalcata-altromondo.blogspot.com/search?q=barilla+amianto
e sul problema dell'olio da soia OGM, scoperto da Greenpeace, interviene il prof. Giuseppe Altieri, il quale afferma:

Non ricordo esattamente ma è un fatto noto che Barilla sia passata prima agli americani o a non so chi altro successivamente.... e non è più italiana ma una multinazionale che probabilmente usa grano con tassi di micotossine altissimo (ammuffito), derivante dai lunghi stoccaggi al prezzo più basso possibile...

L'UE ha alzato con un colpo di mano i livelli di micotossine presenti nel grano duro, ne 2006, di modo che tanti paesi potranno fare grano duro in climi non adatti badando solo alla quantità, distruggendo i contadini del sud italia il cui grano duro non contiene micotossine... e portando al fallimento le industrie sementiere mediterranee.

Boicottare la Barilla è cosa saggia perchè dobbiamo comprare solo pasta da grano duro coltivato in Italia e Biologico... senza micotossine, ne pesticidi ne OGM...

A proposito per esportare pasta in USA - Canada ... bisogna avere un tasso di micotossine circa la metà di quello che la UE accetta per le importazioni di grano duro dagli stessi paesi... per far la pasta ... Barilla così succede che:
- I prezzi internazionali del grano duro crollano...
- i commercianti italiani e i monopolisti internazionali acquistano al prezzo più basso possibile dai contadini che hanno bisogno di soldi per pagare i debiti... per poi speculare quando tutto il grano è nei loro magazzini (ammuffiti)
- gli stessi commercianti esportano il grano migliore italiano all'estero lucrandoci sul prezzo... e importano grano ammuffito e radioattivo dall'estero... per avvelenare il pane e la pasta venduti in Italia.

L'amianto è solo uno degli aspetti del piano di sterminio di massa al quale è sottoposta la popolazione rurale e cittadina italiana...

Inoltre la Beghelli usa pannelli fotovoltaici Cinesi e/o tedeschi.. anche se ci sono alcune fabbriche piccole in Italia (Brandoni).

D'accordo con le Biomasse, ma su piccola scala di cogenerazione Calore - energia elettrica (legna sottoprodotti agricoli e colture particolari a rotazione (Canapa, vetiver, ecc)

Ma qui stanno predisponendo impianti per bruciare olio di palma, mais, polline e altre deiezioni zootecniche, che dovrebbero andare a produrre letame... impianti dove nessuno potrà controllare cosa verrà realmente bruciato dobbiamo ripiantare boschi e siepi e fare agricoltura biologica a rotazione con anche colture di biomasse per energia, ma su piccola scala (es Biodiesel per indipendenza dal petrolio per i trattori agricoli, o biogas da fermentazioni adatte ma alla base ci vuol AGROECOLOGIA E COLTIVAZIONI BIOLOGICHE.

Saluti.
Prof. Giuseppe Aliteri

......

P.S.

Ah, vi informo inoltre che sono oltre 30 gli OGM che normalmente vengono importati per l'alimentazione umana ed animale in Italia... e sono nascosti dalle soglie di tolleranza senza etichettature... dire che solo l'olio incriminato Dentamaro sia OGM...
http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/ogm/Allarme-OGM/?utm_source=SilverpopMailing&utm_medium=email&utm_campaign=Allarme%20OGM.%20(cyber)&utm_content=
magari perchè ce l'hanno dovuto scrivere... mi sembra classico della sottovalutazione degli ecologisti... di Greenpeace che, mentre si distraggono e ci distraggono per combattere 4 ha di mais OGM illegalmente seminato in Friuli... che semplicemente dovevano essere sequestrati e distrutti dai carabinieri dei NAS e dalle guardie comunali... si dimenticavano che in Italia qualcuno ha seminato oltre 40.000 ha di riso clearfields ...resistente ai diserbanti, modificato geneticamente ...peggio degli OGM...
Bisogna applicare la clausola di salvaguardia nazionale e vietare tutti gli OGM in Italia sia la consumo che alla semina vedasi e diffondete la Carta di Montebelluna

Saluti, Giuseppe Altieri


................

Note:

"Barilla, notissima impresa alimentare (pasta, merendine, biscotti, sughi, ecc). Il 49% del pacchetto azionario di questa società appartiene alla Relou Italia srl, nel cui consiglio di amministrazione troviamo molti stranieri, fra di essi, fino a pochi anni fa era presente un certo Walter Wurth, presidente della Oerlikon Buhrle, una importante azienda svizzera produttrice di cannoni, missili e mezzi blindati, nonché di avanzati sistemi elettronici per la difesa.
E' presente con i seguenti marchi:
Barilla, Crakers Motta, Essere, Gran Pavesi, le Tre Marie, le Spighe, Mulino Bianco, Pavesini, Voiello, Panem. http://disinformazione.it/multinazionali.htm"

Barilla è un'azienda multinazionale italiana del settore alimentare, leader mondiale nel mercato della pasta, dei sughi pronti in Europa, dei prodotti da forno in Italia e dei pani croccanti nei Paesi scandinavi. Nel 1970 i fratelli Barilla cedettero la loro azienda alla multinazionale statunitense W. R. Grace and Company. Sotto la gestione statunitense Barilla nel 1973 acquisì il controllo della Voiello, e nel 1975 ampliò la propria produzione a quella dei prodotti da forno (biscotti, merende, torte) con il marchio Mulino Bianco. Nel 1979 Pietro Barilla riacquisì il pacchetto di maggioranza della sua azienda, che così ritornò italiana. Nel 1993 morì improvvisamente all'età di 80 anni Pietro Barilla e la gestione della società passò ai figli Guido, Luca e Paolo. Si giunse così alla quarta generazione Barilla, e negli anni novanta l'azienda emiliana avviò un processo di internazionalizzazione con l'acquisizione di varie società estere dello stesso settore, come la greca Misko (1991), la turca Filiz (1994), la svedese Wasa (1999), le messicane Yemina e Vesta, e la tedesca Kamps AG (2002). In Italia ha acquisito la Pavesi (1992). http://it.wikipedia.org/wiki/Barilla"



Precisazione Barilla sul Corriere del 11 maggio 2009 - http://archiviostorico.corriere.it/2009/maggio/11/precisazione_Barilla_ce_0_090511008.shtml



Barilla ed armi: http://www.the1phoenix.net/x-files/multinaz.htm#barilla



Notiziole varie: http://www.tatavasco.it/altromondo/boycott/barilla.htm


Multinazionale Barilla: http://books.google.it/books?id=FZy7Hypir50C&pg=PA88&lpg=PA88&dq=multinazionale+barilla&source=bl&ots=WyJ5c4DUvA&sig=u9Z6Nu84jv8r_UL8sKp2nRiES8U&hl=it&sa=X&ei=hweYT5WIMc7MswbFl6CEAg&redir_esc=y#v=onepage&q=multinazionale%20barilla&f=false

lunedì 14 settembre 2009

Reattori nucleari ai confini nordest come fossero luna park, senza guscio di contenimento - Denuncia di Greenpeace

Green Report:

Greenpeace dichiara di essere «venuta in possesso di un documento della compagnia elettrica Slovenske Elektrarne (SE), controllata al 66% da Enel, che descrive come manipolare l'audizione pubblica prevista dalla procedura di Valutazione di impatto ambientale (VIA) per il progetto di
completamento di due reattori nucleari sovietici a Mochovce, in Slovacchia.

L'audizione si terrà il prossimo 18 settembre, a Bratislava». «Si tratta -
spiega Andrea Zlatnanska, responsabile della campagna Energia - di un documento ufficiale di Enel/Se che mostra chiaramente la volontà di manipolare la partecipazione del pubblico per evitare che si facciano critiche al progetto».

Il documento - sostiene l'associazione ambientalista - descrive come
prevenire che ci siano manifestazioni di protesta, come restringere la
partecipazione del pubblico, e come raggiungere una minima attenzione dei
media. Enel/Se indica esplicitamente al ministero dell'ambiente slovacco di organizzare solamente un'audizione a Bratislava e che venga `evitata'
l'audizione a Vienna già richiesta dal Consiglio comunale. Secondo la
convenzione Espoo, infatti, i Paesi confinanti possono far richiesta di
partecipare alla Via per capire quali potrebbero essere gli impatti del
progetto.

Austria e Ungheria sono ovviamente molto critiche sul completamento di
reattori nucleari risalenti agli anni '70 a pochi chilometri dal confine.

Il progetto consiste nel completamento di due reattori nucleari di
progettazione sovietica VVER da 440 MW ognuno, la cui costruzione fu interrotta all'inizio degli anni '90. I reattori non hanno alcun sistema di protezione in grado di proteggerli da incidenti gravi come l'impatto di un aereo. Il completamento costerà a Enel - nelle previsioni - 2,8 miliardi di euro, quasi quanto costerebbe realizzare ex-novo un reattore EPR di ultima generazione.

«In Slovacchia Enel - dice Francesco Tedesco, responsabile della Campagna
Energia e Clima di Greenpeace - sta buttando i soldi dalla finestra come se comprasse una Duna senza airbag al costo di una Ferrari. È uno scandalo che la controllata di Enel faccia silenzio attorno al progetto e nasconda le informazioni agli occhi dei cittadini che dovranno convivere con reattori nucleari senza guscio di contenimento».

Greenpeace denuncia che il comportamento di Enel/Se, interferendo nel
processo di pubblica partecipazione, è in violazione della legge. Greenpeace chiede dunque al governo slovacco che la procedura di Via, ormai compromessa, sia fermata e fatta ripartire dall'inizio. I lavori di completamento dovrebbero inoltre essere fermati immediatamente fino a quando la procedura Via non sarà conclusa.

noscorietrisaia@libero.it