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giovedì 24 novembre 2011

Aridatece l'acqua calda del Bullicame... o non veniamo mai più a Viterbo!

Bullicame di Viterbo, freddo e deserto...


"Ahi quanto mi parea pien di difdegno! Giunfe alla porta, e con una verghetta, L'aperte, che non v'ebbe alcun ritegno...." (Dante Alighieri)

Anch'io bagnai i miei piedi stanchi in quella pozza calda del Bullicame di Viterbo, lasciandoli a mollo per un'ora buona a godere del tepore e delle proprietà salutari che quell'acqua termale contiene. Un'acqua decantata dal sublime Dante.. ma celebre sin dal tempo degli Etruschi e dei Romani.....
Negli anni sono andato varie volte a passeggiare attorno alla "callara", la sorgente, lì nei pressi delle pozze, che fornisce liquido gassoso, a respirare i fumi che emana, a gioire -in pieno inverno- del suo gorgoglio e delle sue bollicine.. ed ora...? Ignoti malfattori e ladroni della cosa pubblica hanno dirottato le acque termali pubbliche verso altri lidi... Ahi de mi!
Come farò a desiderare di tornare a Viterbo?
Paolo D'Arpini


Regione Lazio
Dip.to Progr. Economica e Sociale
Dir.ne Regionale Attività Produttive e Rifiuti Polizia Mineraria Acque Minerali e Termali
Via Rosa Raimondi Garibaldi n°7 00145 ROMA


Raccomandata con A/R

Riservata personale Assessore Pietro di Paolantonio

C.a. Dott. Riccardo Ascenzo

C.a. Dott.ssa Patrizia Refrigeri


OGGETTO: Diminuzione di portata alla sorgente Termale del Bullicame in Viterbo.

L’Associazione “Il Bullicame”, costituita il 2 marzo 2010 davanti al Notaio Luciano D’Alessandro in Viterbo, con lo scopo di : “Salvaguardia e tutela della sorgente termale del Bullicame e dell’intero bacino ad essa collegato, ponendo in atto tutte le azioni e le necessarie sollecitazioni sia al Comune, sia alla Regione Lazio, sia presso altri Enti e Istituzioni.” (Art. 2 dello Statuto, comma: a), si è adoperata fin dall’inizio per la valorizzazione e il rispetto dei luoghi termali di Viterbo, sollecitandone la pulizia e i lavori di manutenzione.

Poi con una serie di visite mirate a tutte le autorità (Regione Lazio, Prefettura, Comune, Provincia, Comando della Guardia Forestale, Questore, Comandante dei Carabinieri, Comando della Guardia di Finanza, Questura, Fondazione Carivit, Banca di Viterbo, Cassa di Risparmio di Viterbo e altri) ha sensibilizzato tutte le Istituzioni e gli Enti sulla stato del Bullicame e della sorgente storica (la Callara) che appariva da tanti anni quasi vuota, e ridotta al collasso, a causa di prelievi selvaggi e incontrollati.


I numerosi articoli scritti sulla stampa locale e le visite di sensibilizzazione sopra citate, hanno messo in luce la situazione di abbandono dei luoghi. Nel particolare abbiamo segnalato alle autorità sia lo stato di degrado in cui versava “la callara”, sia la poca acqua che fuoriusciva dalla stessa originata da una squallida pompetta, perché il livello della sorgente non raggiungeva più il piano campagna.

La quantità che veniva erogata dalla squallida pompetta, non era sufficiente al riempimento delle varie vasche, che erano ridotte a piccoli stagni, non più utilizzate per i bagni.

A seguito del nostro impegno, la “callara” come per “miracolo” raggiungeva di nuovo il livello di sfioro e la portata dell’acqua termale che arrivava alle pozze aumentava, rendendo quelle piscine di nuovo balneabili.

Il popolo di Viterbo, composto soprattutto da famiglie, che non possono permettersi le tariffe delle Terme dei Papi, le frequentava con gioia.
La nostra azione in difesa del monumento naturale del Bullicame ha convinto anche la Fondazione Carivit, nella persona del Presidente Francesco Cordelli, che ha deciso di devolvere ben 100.000 euro per il restyling di tutto il parco del Bullicame. L’Opera è stata curata dall’Orto Botanico dell’Università della Tuscia. Durante i lavori iniziati nel mese di settembre del 2011 l’area, per motivi di sicurezza, è stata interdetta al pubblico, ed è stata riaperta il 12 novembre 2011 giorno dell’inaugurazione.

I lavori hanno reso la zona bellissima e curata come una vera bomboniera, ma in questo periodo è stato di nuovo perpetrato un “vulnus” al popolo di Viterbo. Infatti, in quella data, con nostro disappunto ci siamo accorti che, ancora un a volta, l’acqua termale che fuoriusciva dalla sorgente del Bullicame risultava essere notevolmente diminuita. Oggi questa quantità arriva fredda alle vasche che non sono più balneabili. Perciò adesso è tutto bello e pulito, ma più che un Parco, sembra diventato un museo: il Museo del Bullicame, vuoto e deserto.
Abbiamo notato che questa situazione di penuria di acqua è iniziata (fine giugno 2011) in coincidenza con i lavori effettuati dalla S.G.T. sul “pozzetto” per il rifacimento del cappello. Questa coincidenza la troviamo alquanto strana, e per noi inspiegabile.

Come a Voi ben noto il “pozzetto” si trova all’interno dello stabilimento termale delle Terme dei Papi. Dato che i lavori eseguiti sul “pozzetto” nel lontano 1993, senza alcuna autorizzazione regionale, (lavori per i quali la nostra Associazione nel mese di ottobre del 2010, ha presentato un esposto/denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo) hanno prodotto l’abbassamento del livello dell’acqua della sorgente del Bullicame (oltre all’asciugamento dei pozzi Gigliola e Uliveto delle Terme Ex Inps).

Vi chiediamo di verificare se i recenti lavori effettuati, non sappiamo se autorizzati o meno, possono aver prodotto un altro risultato negativo.
Per quanto sopra esposto riteniamo necessaria e urgente una verifica sulla quantità di acqua termale prelevata, valutando le eventuali responsabilità della Soc. S.G.T. la quale contrattualmente, come a Voi ben noto, in qualità di sub-concessionaria, può utilizzare un massimo 14 litri/sec. Chiediamo ancora di verificare se in Comune o presso i Vs/ Uffici, esiste un progetto per l’opera che è stata eseguita e se il comune di Viterbo in qualità di concessionario, per mezzo dei propri funzionari/tecnici, si adopera per far rispettare quanto previsto nel contratto di sub concessione, al fine di non depauperare l’acquifero termale.

Nel ringraziarvi per quanto sicuramente farete per risolvere il problema, e ristabilire sia la legalità sia la possibilità per il popolo viterbese di usufruire del parco del Bullicame e delle sue piscine, vi chiediamo di attivarvi quanto prima, in modo che tutti gli sforzi sia umani che economici, fatti soprattutto in questo ultimo periodo, non siano vanificati.
A disposizione per qualsiasi chiarimento.

Distinti Saluti
Il Presidente dell’Associazione “Il Bullicame”
Giovanni Faperdue

lunedì 14 novembre 2011

Viterbo ed il suo Bullicame... ed il museo del Bullicame di Giovanni Faperdue

Pozze calde del Bullicame a Viterbo


Sabato 12 novembre 2011 si è svolta la cerimonia di inaugurazione del Parco del Bullicame....

I lavori non sono ancora finiti ma siccome sono arrivati alla conclusione di una fase, allora si è fatta questa piccola cerimonia, che prelude all’apertura al pubblico del Parco. Alla cerimonia c’era il Presidente della Fondazione Carivit prof. Francesco Cordelli, il sindaco Marini, il vice sindaco Contardo, l’assessore Sabatini, il consigliere con la delega al termalismo Fusco, il direttore di miniera Pagano, la Prof. Scoppola direttrice dell’Orto Botanico, e i rappresentanti di varie associazioni. La d.ssa Scoppola ha illustrato tutto il lavoro di restyling che è stato operato per risanare il Parco e per la messa a dimora di piante autoctone.

Adesso tutta la collina a ridosso della “callara” è bianca, così come è sempre stata in passato. In uscita dalla “callara” sono stati ripristinate tre canalette, proprio dove erano un tempo. Poi è stata creata una pozza per la protezione e la riproduzione del rospo smeraldino e sono state interrate le vasche di troppo che esitavano vicino all’ingresso. Adesso le pozze balneabili sono due. Una circolare all’ombra del grande pioppo e una più grande che è stata ricavata, eliminando un pezzo da quella esistente.

Insomma è stato fatto un bel lavoro. Adesso il Parco del Bullicame si presenta lindo e pulito, proprio come una bomboniera. Ma c’è un però grosso e bollente come la “callara” del Bullicame: manca una quantità di acqua sufficiente ad alimentare correttamente le pozze. Noi dell’Associazione Il Bullicame, fino ad oggi, considerato che c’erano i lavori in corso non abbiamo mai voluto indagare sulla mancanza di acqua. Pensavamo che era dovuta al fatto che c’erano i lavori in corso.

Ma stamani abbiamo potuto verificare che proprio la materia prima principale del Parco del Bullicame non c’è, e se c’è arriva in quantità esigua. Allora noi diciamo chiaro e tondo che così non va bene. Infatti, le pozze sono piene di acqua fredda e non sono balneabili. Se le pozze non sono usate per i bagni terapeutici, il Parco del Bullicame lo dobbiamo considerare alla stessa stregua di un paesaggio o di un museo.

Appunto, il museo del Bullicame. Pieno di ricordi, tutto bello e ordinato, ma senza bagnanti, senza viterbesi che possano godere dei bagni terapeutici che erano una sana abitudine dei nostri padri. Non era questo quello che noi volevamo. Il Comune deve indagare perché l’acqua non c’è più. Quest’anno l’acqua è cominciata a mancare da quando le Terme dei Papi hanno iniziato i lavori per il rifacimento del cappello del “pozzetto”. E’ certamente una coincidenza. Ma è una coincidenza che ci lascia alquanto perplessi.

Un’altra cosa che chiediamo al sindaco Marini è di sostituire il conta litri elettronico presente alla “Callara”, con un conta litri a stramazzo. Infatti, il conta litri elettronico, non è la precisione assoluta e potrebbe dare risultati non troppo affidabili, mentre quello a stramazzo è la migliore garanzia per il controllo dei litri che dalla “Callara” vanno alle Terme dei Papi. Insomma finché non ci sarà l’acqua, il Parco del Bullicame sarà un bel museo o anche se vi piace di più, considerando che si avvicina il santo Natale, anche un bel presepe, ma non vivente, perché i bagnanti non ci sono.

Giovanni Faperdue
Presidente Associazione “Il Bullicame” di Viterbo

Pozze fredde e deserte del Bullicame a Viterbo